Un'inchiesta che avrebbe potuto avere dei risvolti interessanti anche nello scandalo Calciopoli, come riporta oggi Tuttosport. Come andrà a finire? Entro breve il tribunale civile di Milano si esprimerà in merito alla vicenda, con l'ex nerazzurro Bobo Vieri diretto interessato.
PEDINAMENTO – Un ruolo fondamentale in tutta la vicenda viene rivestito dalla Telecom, la principale azienda italiana di telecomunicazioni, il cui presidente è quel Tronchetti Provera che attualmente rappresenta una delle figure più rivelanti all'interno del consiglio di amministrazione dell'Inter. L'Intelligence Telecom, guidata da Tavaroli, aveva spiato De Santis perché sospettato da Moratti e il compianto Facchetti (allora vicepresidente nerazzurro) di danneggiare l'Inter . Emblematico il nome dato al dossieraggio, "Operazione ladroni". Il pedinamento è stato ammesso da Tavaroli, Plateo, Cipriani e lo stesso Tronchetti Provera, dichiarando inoltre che anche la Juventus era stata fatta oggetto di controlli.
MAXI-RISARCIMENTO – Oggi la decisione del tribunale di Milano sulla richiesta del maxi-risarcimento da parte di De Santis nei confronti della società nerazzurra, nella figura del presidente Massimo Moratti. In ballo ci sono 21 milioni di euro, una cifra pazzesca, considerando che anche Bobo Vieri per il medesimo motivo ha presentato una domanda in termini economici paragonabile a quella del fischietto italiano. Qualora venisse accolta la richiesta di De Santis, l'Inter si vedrebbe costretta a versare oltre 40 milioni di euro nel giro di pochi mesi. Sempre nella giornata di oggi verrà discusso un ultimo tentativo di riconciliazione fra le parti.
GIUSTIZIA SPORTIVA – In ogni caso la vicenda poteva comportare problemi ben maggiori al clan nerazzurro. Infatti secondo gli avvocati di De Santis, Paolo Gallinelli e Federico Lucarelli, l'intero fascicolo Telecom avrebbe portato informazioni fondamentali circa il materiale per Calciopoli, che a distanza di 3 anni avrebbe sconvolto le gerarchie del calcio italiano, sebbene gli stessi legali dell'arbitro abbiano affermato di non avere prove al riguardo. L'Inter uscì salva dalla giustizia sportiva, poiché fu Facchetti ad essere indicato come la persona che per conto dei nerazzurri chiese a Tavaroli di spiare De Santis. Quando il pedinamento venne a galla, il numero due della società milanese era già scomparso, e il procuratore federale Palazzi in coppia con Borrelli decise di archiviare il fatto per prescrizione e improcedibilità. Per lo stesso motivo l'Inter utilizzerà lo "Scudo" Facchetti (espressione coniata da Tuttosport) per chiedere l'annullamento della richiesta avanzata dall'arbitro.
JUVENTUS – Quello che sta per consumarsi quindi è soltanto l'ultimo capitolo dell'eterna lotta tra Inter e Juventus, in relazione allo scandalo Calciopoli. I bianconeri, rinvigoriti anche dall'azione energica del nuovo presidente Agnelli, sono pronti a registrare un successo importante, mentre la società nerazzurra potrebbe incassare un brutto colpo all'immagine di onestà e legalità mostrata per tutti questi anni sia all'interno delle aule di tribunale che fuori.
Il pallonaro
Moratti oggi in Tribunale dirà che i pedinamenti erano commissionati da Fucchetti all'insaputa dell'Inter?......
INTER RIGETTA LE ACCUSE - E per gli avvocati dell'Inter poi le «dichiarazioni rese da diversi soggetti in altri giudizi», portate dai legali dell'ex arbitro, sono «prive di qualsiasi utile valenza probatoria». L'Inter«contesta integralmente le prospettazioni in fatto e in diritto». La società nerazzura ha eccepito anche«l'intervenuta prescrizione del diritto al risarcimento», perché sono passati i cinque anni previsti per legge. Il presunto spionaggio infatti per i legali di De Santis sarebbe avvenuto tra il 2002 e il 2003. Il giudice ha fissato due udienze, il 29 aprile e il 15 giugno, per le decisioni sulle prove e per il deposito di memorie. Il 24 ottobre ci sarà invece la discussione. La causa intentata da De Santis 'ricalcà quella ancora in corso promossa sempre contro l'Inter dall'ex attaccante nerazzurro Bobo Vieri.


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