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Il Topic degli Sport Invernali

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Tripletta austriaca nella discesa di Saalbach vinta da Matthias Mayer, ottavo Peter Fill.

 

Il 24enne carinziano si aggiudica la sua seconda discesa di Coppa del Mondo dopo quella delle finali di Lenzerheide dello scorso 12 marzo beffando per soli 2 centesimi Max Franz, proveniente dallo stesso Land austriaco, la cui stizza all’arrivo di Mayer era evidente perché gli ha negato la prima vittoria in Coppa del Mondo lui che è arrivato secondo in discesa a Lake Louise nel 2012 e terzo in superG a Kitzbühel l’anno scorso. A completare il podio tutto austriaco è il veterano 34enne del Salisburghese Hannes Reichelt, terzo a 21 centesimi. Il Wunderteam non occupava interamente il podio di una gara di Coppa del Mondo maschile dal 17 marzo 2012 quando Marcel Hirscher vinse il gigante delle finali di Schladming davanti a Hannes Reichelt e Marcel Mathis mentre in discesa non capitava addirittura dal 28 gennaio 2006 quando a Garmisch-Partenkirchen si impose Hermann Maier davanti a Klaus Kröll e Andreas Buder.

 

Anna Fenninger beffa Viktoria Rebensburg e vince il gigante di Maribor, quarta Nadia Fanchini.

 

Dopo la prima manche aveva 3 centesimi di vantaggio ma all’ultimo intermedio era in ritardo di 47 centesimi, tuttavia con una parte finale di gara semplicemente clamorosa la 25enne austriaca del Salisburghese ha recuperato ben 51 centesimi in 20 secondi di gara alla coetanea tedesca della Baviera, che invece nel finale è stata tutt’altro che perfetta, beffandola sul tra guardo di 4 centesimi. Le duellanti si sono giocate quella che per entrambe sarebbe stata la nona vittoria in gigante in Coppa del Mondo, ci è riuscita Anna che al termine di una gara fantastica si è confermata la più forte tra le porte larghe conquistando il decimo successo in assoluto in Coppa, cui ci sono da aggiungere tre ori mondiali e uno olimpico.

Viky si è invece a sua volta confermata la rivale più pericolosa per l’austriaca nella specialità anche se ai Mondiali aveva subito un distacco molto maggiore, per lei è il primo podio stagionale in Coppa, l’ultimo era stato a Åre il 7 marzo 2014 quando era stata seconda sempre dietro ad Anna che si avvicina a sole 84 lunghezze dalla slovena Tina Maze, uscita nella prima frazione, nella classifica generale di Coppa del Mondo e prende il largo nella graduatoria di specialità sorpassando di 46 lunghezze la connazionale Eva-Maria Brem, autrice di una brutta prima manche nella quale era stata sedicesima ma che poi è risalita fino al decimo posto. Ma il miglior tempo nella seconda frazione lo ha fatto segnare Tina Weirather, la portacolori del Principato del Liechtenstein ha rimontato dalla settima posizione agguantando il gradino più basso del podio a 3 decimi da Fenninger, suo terzo piazzamento tra le migliori tre nella specialità.

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Therese Johaug timbra il cartellino anche a Falun, suo l’oro nello Skiathlon femminile.

 

Come ogni gara con partenza in linea femminile, bastano pochi chilometri per capire chi si giocherà le medaglie. Dopo il primo giro da 3,75 km se ne vanno infatti in sette: Marit Bjørgen, Therese Johaug, Heidi Weng, Charlotte Kalla, Astrid Jacobsen, Sofia Bleckur e Kerttu Niskanen. La prima a cedere a sorpresa è Weng, ma a metà del secondo giro arriva il colpo di scena: Johaug e Kalla attaccano, e l’unica che riesce a seguirle è Jacobsen, con Bjørgen che perde progressivamente terreno tirandosi fuori dalla lotta per il podio già nel segmento a tecnica classica. Le prime tre cambiano materiali con una decina di secondi di margine sulle altre, facendo capire che le medaglie saranno affare loro.

Infatti nel segmento a skating le tre davanti aumentano di metro in metro il proprio margine, tagliando definitivamente fuori le inseguitrici. L’attacco che decide la gara lo porta Johaug sulla salita più dura dell’ultimo giro. Jacobsen prova a resisterle invano, riuscendo comunque a tenere le code di Kalla quando sembrava aver finito la benzina. Johaug va così a vincere in solitudine l’oro individuale numero 3 ai mondiali dopo quelli vinti nella 30 Km a Oslo 2011 e nella 10 Km a Fiemme 2013. È questa inoltre la vittoria numero 28 all-inclusive della carriera e la medaglia numero 12 fra Mondiali e Olimpiadi, staffette comprese.

La bagarre per la medaglia d’argento si risolve in favore di Jacobsen, che supera sul rettilineo finale Kalla, tornando sul podio di una gara individuale ai mondiali otto anni dopo il trionfo nella Sprint di Sapporo. Per Jacobsen è una medaglia meritatissima che mette forse fine ad un periodo nero per lei sia dal punto di vista sportivo che per quanto concerne la sua vita privata. Per Kalla arriva invece la medaglia di bronzo che dimostra come abbia preparato alla perfezione la rassegna.

 

Falun come Rybinsk, Vylegzhanin oro nello Skiathlon davanti a Cologna.

 

I 15 Km a tecnica classica non regalano emozioni, con un solo velleitario tentativo di fuga da parte dello svedese Lars Nelson e del francese Jean-Marc Gaillard. I due prendono una decina di secondi di vantaggio prima di essere rapidamente riassorbiti dal resto del gruppo. Al cambio di materiali si presentano così una ventina di atleti, fra i quali l’unico teoricamente in grado di poter lottare per il podio assente è Sjur Røthe, la cui condizione non è pertanto migliorata rispetto a quella mostrata durante l’anno.

La noia si prolunga anche nei primi due giri a tecnica libera. L’azione decisiva arriva sulla salita più dura dell’ultima tornata, quando Dario Cologna attacca all’improvviso. Lo segue il solo Maxim Vylegzhanin, con Didrik Tønseth che reagisce con un attimo di ritardo, riuscendo tuttavia a riportarsi brillantemente sulle code dei due. Ottimo recupero anche da parte di Alex Harvey, che grazie a sci mostruosi torna in lotta per le medaglie nonostante abbia tirato per quasi tutti i primi 10 km a skating. Sull’ultima salita Vylegzhanin forza, Cologna lo segue ma sul rettilineo finale non riesce a superarlo, impresa che invece riesce ad Harvey su un Tønseth andato comunque oltre le sue possibilità.

Per Vylegzhanin arriva così la prima medaglia d’oro della carriera, lui che era già stato 4 volte argento fra Mondiali e Olimpiadi in gare individuali. Per il russo è anche la vittoria numero 7 all-inclusive, l’ultima delle quali era arrivata proprio davanti a Cologna e proprio nell’ultimo Skiathlon disputatosi a Rybinsk meno di un mese fa, in una gara la cui unica differenza con quella odierna è rappresentata dal terzo posto di Harvey in luogo di Heikkinen. L’elvetico deve invece abdicare, accontentandosi della medaglia d’argento dopo i due ori consecutivi vinti in questo format negli ultimi main event (Fiemme 2013 e Sochi 2014). Il bronzo invece consente ad Harvey di diventare provvisoriamente l’unico fondista capace di vincere due medaglie a Falun 2015 dopo l’argento conquistato giovedì nella Sprint.

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A Saalbach Matthias Mayer concede il bis vincendo anche il superG. Sesto Matteo Marsaglia.

 

In una giornata caratterizzata da una leggera nevicata e da un po’ di nebbia primo successo nella specialità e terzo in assoluto in Coppa del Mondo per il carinziano campione olimpico di discesa che ha sorpassato nel finale il francese Adrien Théaux, sbloccatosi decisamente nella seconda parte di stagione tanto da vincere il bronzo mondiale della specialità, per il transalpino della Val Thorens è la quarta piazza d’onore in carriera nella specialità e il primo podio stagionale in Coppa. Gara piena di errori ma comunque terzo posto finale per il norvegese Kjetil Jansrud che però diminuisce di poco il distacco da Marcel Hirscher nella classifica generale di Coppa del Mondo dato che l’austriaco ha colto un ottimo diciassettesimo posto col pettorale numero 31, lo scandinavo invece incrementa a 73 punti il vantaggio nella graduatoria di specialità sull’azzurro Dominik Paris, quattordicesimo, l’altoatesino non ha proprio gradito in particolare la parte centrale di questa complicatissima pista.

 

Una splendida Mikaela Shiffrin stravince lo slalom di Maribor.

 

Ennesima dimostrazione di tecnica, di intelligenza sciistica e di freddezza per un’atleta che a 20 anni non ancora compiuti ha già collezionato 13 vittorie in Coppa del Mondo di cui 12 in slalom, due ori mondiali e un oro olimpico, due coppe delle porte strette: numeri semplicemente mostruosi. In slalom le vittorie stagionali sono tre più quella dei Mondiali di Vail/Beaver Creek disputati quasi sulla porta di casa sua. Oggi Mikaela ha fatto il vuoto nella prima manche staccando di 68 centesimi la ceca Šárka Záhrobská e al traguardo ha preceduto di 1”03 la slovacca Veronika Zuzulová e di 1”05 Záhrobská.

Zuzulová come già ai Mondiali ha effettuato una grande rimonta nella seconda manche ma stavolta il podio l’ha centrato risalendo dall’ottava alla seconda posizione, un piazzamento tra le prime tre le mancava dal 29 gennaio 2013 quando fu seconda nel City Event di Mosca mentre in slalom non saliva sul podio dal 29 dicembre 2012 quando vinse la sua finora unica gara tra le porte strette a Semmering, anche lei come Záhrobská può dire di essere uscita da un periodo molto difficile con tanti problemi fisici, Šárka conferma il bronzo mondiale e per lei è il secondo podio stagionale in Coppa dopo la piazza d’onore di Kühtai dello scorso 29 dicembre.

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Sci di Fondo: Mentre Finn Haagen Krogh e Petter Northug dominano, splendido bronzo per l’Italia nella staffetta sprint!

 

Finale molto meno tattica delle semifinali, con Krogh che attacca attacca all'inizio del terzo giro, ed il solo Halfvarsson che riesce a rimanergli sulle code, mentre la coppia Russia-Italia con Petukhov e Noeckler è appaiata al terzo posto.

Al quarto giro Petter Northug si toglie definitivamente dalle code la Svezia che con un Peterson non all'altezza del compagno di squadra raggiunto anche da Russia, Italia e Germania al termine della frazione.

A due giri dal termine 10 secondi di vantaggio per la Norvegia con un quartetto a giocarsi l'argento costituito da Svezia, Russia, Germania ed Italia. Oltre 15 secondi il vantaggio per la Norvegia prima dell'ultimo giro di Petter Northug, con il gruppo che dietro si ricompatta, e ben 7 nazioni a giocarsi i due rimanenti gradini del podio.

Alla fine restano Germania, Russia ed Italia per l'argento, dato che Teodor Peterson perde il bastoncino al momento del cambio con Halfvarsson, mettendo fuori gioco la Svezia, con Federico Pellegrino che rimane intruppato nella salita finale dai due avversari, e costretto a una disperata rimonta nel rettilineo finale.

Rimonta riuscita a metà, dato che il secondo posto va alla Russia di Nikita Kriukov mentre il nostro Federico Pellegrino conquista uno splendido bronzo, permettendo all'Italia di ritornare sul podio in questo formato di gara dopo l'oro del 2007 di Sapporo di Renato Pasini e Cristian Zorzi.

 

Ingvild Flugstad Østberg e Maiken Caspersen Falla netto oro nella staffetta sprint.

 

Finale molto equilibrata per le prime due frazioni, nelle quali il gruppo si è mantenuto compatto fino a quando nella terza si è frammentato in seguito al primo attacco della Østberg, in fuga rispettivamente con Nicole Fessel per la Germania, inseguite dalla coppia Svezia-Polonia con Kowalczyk e Ingemarsdotter.

Quartetto che si ricompatta al termine della quarta frazione, ma la situazione si stravolge subito dopo, con la quinta cominciata con un deciso attacco della Østberg che fa il vuoto dietro di sè, lasciando a Germania, Svezia e Polonia la lotta per l’argento.

Maiken Caspersen Falla mantiene ed aumenta il vantaggio accumulato dalla Østberg, mentre dietro di lei si accende la lotta con Sylwia Jaskoviec a tentare la fuga per il secondo posto, fuga non riuscita dato che Stina Nilsson raggiunge e supera la polacca sul rettilineo finale, andando a conquistare l’argento, e lasciando alla Polonia il bronzo. Giù dal podio la Germania, con Denise Herrmann crollata nella frazione finale.

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L'Italia ha scelto i biathleti per i Mondiali di Kontiolahti: convocati 4 uomini e 5 donne.

 

La Fisi ha ufficializzato quest'oggi i nomi dei biathleti che difenderanno i colori dell'Italia durante gli imminenti Mondiali di Kontiolahti, in PROGRAMMA dal 5 al 15 marzo.

I prescelti dallo staff tecnico sono:

GONTIER Nicole (1991) [3° Mondiale]

OBERHOFER Karin (1985) [4° Mondiale]

SANFILIPPO Federica (1990) [Esordiente]

VITTOZZI Lisa (1995) [Esordiente]

WIERER Dorothea (1990) [4° Mondiale]

BORMOLINI Thomas (1991) [Esordiente]

DE LORENZI Christian (1981) [9° Mondiale]

HOFER Lukas (1989) [4° Mondiale]

WINDISCH Dominik (1989) [4° Mondiale]

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Sci di Fondo: Kalla più forte della neve, suo l’oro nell’imprevedibile 10 Km.

 

Quando alle 13.30 prende il via la giapponese Yuki Kobayashi, su Falun nevica, ma la situazione degenera circa mezz’ora dopo, quando l’unica big già in pista è Charlotte Kalla. Una vera e propria bufera si abbatte sul percorso di gara, tanto che le ultime a partire, fra le quali le favoritissime norvegesi, si ritrovano a dover lottare sia con una pista più lenta, sia con materiali completamente inadeguati alla situazione. Ed i risultati di questa 10 Km a skating sono a dir poco sorprendenti.

Ci pensa Kalla a salvare l’albo d’oro, dominando la gara dal primo all’ultimo metro, tanto che probabilmente avrebbe stravinto anche in condizioni meteo regolari ed uguali per tutte. Per la svedese è questa la prima medaglia d’oro individuale in carriera ai mondiali, la seconda in un main event dopo quella vinta, proprio nella 10 Km a tecnica libera, alle Olimpiadi di Vancouver. È questo inoltre il suo successo numero 11 all-inclusive, particolarmente significativo perché regala alla Svezia la prima medaglia d’oro a Falun 2015, bottino tutto sommato magro dopo una settimana di gare per il paese organizzatore. Nessuno avrebbe invece immaginato che gli Stati Uniti sarebbero riusciti a conquistare 2 medaglie oggi: il merito è di Jessica Diggins e di Caitlin Gregg.

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Sci di Fondo: Johan Olsson risorge di nuovo, suo l’oro nella 15 Km di Falun.

 

L’aria di casa fa bene a Johan Olsson che, dopo malanni ed infortuni ed alla seconda gara stagionale di primo livello, vince la medaglia d’oro nella 15 Km a tecnica libera di Falun davanti a Maurice Manificat e ad Anders Gløersen.

Nonostante i diversi problemi fisici che lo hanno bloccato sino a poche settimane fa, Olsson era da considerarsi fra gli outsider della gara di oggi, in quanto già ad Östersund chiudendo quinto aveva dimostrato di essere in ottima forma nonostante la lunga inattività, almeno in gare che contano. Lo svedese ha infatti disputato solamente 8 gare di primo livello – staffette incluse – nelle ultime due stagioni, riuscendo tuttavia a farsi sempre trovare pronto quando ci sono medaglie in palio. Il quasi 35enne parte forte e finisce fortissimo, prendendo la leadership dopo che a metà gara era secondo a 3 decimi di distacco da Maurice Manificat e trionfando con 17”8 sul francese e 19”2 su Anders Gløersen.

Così Olsson, che in questo format aveva già vinto l’argento a Fiemme 2013 e a Sochi 2014, benché in quest’ultimo caso si fosse gareggiato a tecnica classica, regala il secondo oro consecutivo al Paese organizzatore di questa manifestazione, conquistando la vittoria numero 7 all-inclusive della carriera e la medaglia numero 11 fra Olimpiadi e Mondiali, la numero 4 del metallo più prezioso e la numero 2 a livello individuale dopo quella conquistata al termine di un’impresa epica nella 50 Km di Fiemme 2013.

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Sci di Fondo: La Norvegia torna padrona, terzo oro consecutivo ai mondiali nella Staffetta 4x5 Km.

 

Il quartetto composto da Heidi Weng, Therese Johaug, Astrid Jacobsen e Marit Bjørgen si divide equamente i meriti del successo, in quanto ognuna svolge egregiamente il proprio lavoro: Weng screma il gruppo di testa, che al primo cambio, pur se composto da sole 2 squadre, riduce a 4 il numero delle pretendenti alle medaglie; Johaug attacca staccando Niskanen e mantenendo un leggero margine su Kalla; Jacobsen approfitta della caduta di Rydqvist nelle battute iniziali per fare il vuoto; Bjørgen finalizza aumentando ulteriormente il vantaggio sulle inseguitrici e regalando alla Norvegia la terza medaglia d’oro consecutiva nella Staffetta 4x5 femminile ai mondiali. Quella odierna è per Weng la medaglia numero 4 (2 Ori e 2 Bronzi, 3 ai Mondiali e 1 alle Olimpiadi) in carriera, per Jacobsen la numero 6 (2 Ori, 1 Argento e 3 Bronzi, tutte ai Mondiali), per Johaug la numero 13 (7 Ori, 2 Argenti e 4 Bronzi, 10 ai Mondiali e 3 alle Olimpiadi), mentre per Bjørgen è la numero 31 (20 Ori, 7 Argenti e 4 Bronzi, 21 ai Mondiali e 10 alle Olimpiadi), risultato che le consente di superare Elena Vaelbe nel medagliere individuale dello sci di fondo femminile ai Mondiali: entrambe vantano 14 Ori, ma la norvegese ha 4 Argenti e 3 Bronzi contro i soli 3 Argenti dell’ex sovietica.

Non riesce alla Svezia il coup de théâtre tentato schierando un quartetto abbastanza imprevedibile. Sofia Bleckur non tiene le code di Weng e Saarinen, Charlotte Kalla dimostra di essere in forma smagliante ricucendo su Johaug, ma Maria Rydqvist è vittima di una caduta nelle battute iniziali che le fa perdere il treno di Jacobsen, riuscendo tuttavia a mantenere le code della scatenata Roponen. In ultima frazione Stina Nilsson si accoda intelligentemente a Pärmäkoski bruciandola in una volata per la medaglia d’argento che non ha storia. A giudicare dall’esito di questa gara, la Svezia non avrebbe avuto alcuna possibilità di lottare con la Norvegia indipendentemente dal quartetto messo in campo. Va rimarcato che per Kalla e Nilsson è questa la medaglia numero 3 ottenuta a Falun 2015: nessuna per ora ha fatto meglio di loro.

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Sci di Fondo: Norvegia sull’8 volante, nuovamente oro nella Staffetta 4x10 Km maschile.

 

Il quartetto composto da Niklas Dyrhaug, Didrik Tønseth, Anders Gløersen e Petter Northug conquista il titolo iridato numero 17 nella staffetta maschile, il numero 8 consecutivo, record assoluto. Nonostante un ottimo lancio di Dyrhaug e la quinta volata consecutiva vincente in staffetta ai mondiali di Northug, la palma di mvp norvegese spetta a Gløersen che, partito con circa 15 secondi di ritardo da Marcus Hellner, si riporta rapidamente in testa e dà il cambio al suo più blasonato compagno di squadra con un leggero margine che comunque Northug non sfrutta, facendosi riprendere da Halfvarsson e dal francese Backscheider conscio di essere nettamente il più forte nel finale. Ed infatti il rettilineo conclusivo premia nuovamente colui che a Falun è diventato il fondista più vincente nella storia dei mondiali, anche se come nella Team Sprint non si assiste ad uno dei siparietti che lo hanno reso un personaggio amato od odiato senza alcuna via di mezzo.

Per Dyrhaug e Tønseth è questa la prima medaglia in assoluto della carriera, mentre è la numero 2 per Gløersen dopo il bronzo vinto due giorni fa nella 15 Km. L’argenteria di Northug invece sale a quota 19 fra Mondiali ed Olimpiadi, 14 Ori, 4 Argenti e 1 Bronzo di cui 12 Ori e 3 Argenti vinti ai campionati del mondo. Inoltre è questa la medaglia d’oro numero 3 a Falun che lo rende, a due giorni dalla conclusione, l’uomo copertina della rassegna disputatasi nella terra degli odiati cugini.

Niente da fare per la Svezia, che paga un pessimo lancio di Daniel Richardsson, evidentemente ancora debilitato dall’influenza che lo ha costretto a rinunciare allo Skiathlon, ed una terza frazione di Marcus Hellner tatticamente inspiegabile se non dal fatto che lo svedese non avesse energie. In mezzo una prova sensazionale di Johan Olsson, che recupera i 20 secondi di distacco con i quali partiva dal gruppo di testa e che va a cambiare con una decina di secondi di vantaggio sugli avversari. Il buon Calle Halfvarsson in chiusura le prova tutte per battere Northug, dovendosi tuttavia arrendere in volata come due anni fa in Val di Fiemme. Per la Svezia arriva comunque la medaglia d’argento consecutiva numero 3 nella Staffetta 4x10 Km maschile ai Mondiali.

La medaglia di bronzo finisce alla Francia, che conferma quanto ottenuto l’anno scorso alle Olimpiadi di Sochi. Jean Marc Gaillard al lancio perde qualcosa, ma Maurice Manificat, sfruttando il treno di Olsson, riporta i suoi in zona medaglia. È però di Robin Duvillard il merito maggiore per questa medaglia, in quanto riesce non solo a tenere il passo di Norvegia e Svezia, ma addirittura a dilatare il vantaggio accumulato sull’unica rivale credibile rimasta dopo due frazioni, la Russia. Adrien Backscheider in chiusura illude che possa addirittura arrivare un metallo più prezioso prima che il duello Northug-Halfvarsson entri nel vivo e lo costringa ad accontentarsi di un bronzo comunque positivo

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Sci di Fondo: Johaug come a Oslo, nella 30 Km conquista il terzo oro personale a Falun 2015.

 

Therese Johaug è la regina di Falun 2015: dopo aver vinto la medaglia d’oro nello Skiathlon e nella Staffetta 4x5 Km, si impone anche nella 30 Km a tecnica classica con partenza in linea con una prova di forza impressionante. Argento a Marit Bjørgen, bronzo a Charlotte Kalla.

La 26enne di Røros adotta la stessa tattica che le consentì di trionfare in questo stesso format a Oslo 2011, riuscendo addirittura a fare meglio. Quattro anni fa infatti Johaug se ne andò in solitudine a circa metà gara, oggi invece attacca al primo passaggio sulla “killer hill”, la salita più dura del percorso di Falun, posta a metà del secondo dei sei giri da 5 Km. La rivedono al traguardo: in breve accumula infatti un vantaggio che arriva a toccare il minuto e venti prima di assestarsi e calare solamente nell’ultimo chilometro, quando si concede una lunga passerella con tanto di bandiera.

Quella odierna è per Johaug la medaglia numero 14 in carriera fra Olimpiadi e Mondiali, l’oro numero 8, il numero 4 a livello individuale, tutti conquistati ai Mondiali. È inoltre la vittoria numero 29 all-inclusive, che le consente di arrivare a -1 dal quinto posto di tutti i tempi dello sci di fondo femminile detenuto da Virpi Kuitunen. Infine, va rimarcato come quella odierna sia la sua medaglia d’oro numero 3 a Falun 2015, il che significa che è lei la donna copertina di questa manifestazione.

Senza storia anche la battaglia per la medaglia d’argento. Marit Bjørgen resta da sola all’inseguimento di Johaug a circa metà gara, mantenendo un vantaggio di tutta sicurezza sin sul traguardo. Anche per la più grande fondista di tutti i tempi è la medaglia numero 3 a Falun 2015, delle quali tuttavia “solamente” 2 d’oro e questo argento. Bjørgen arriva anche a quota 22 medaglie ai Mondiali e 32 in totale, numeri da capogiro che non sembrano destinati ad essere definitivi visto che le sue intenzioni sono quelle di proseguire sino a Pyeongchang 2018.

Terzo posto e medaglia di bronzo per Charlotte Kalla che, nonostante un momento di crisi durante il quarto giro, reagisce, riuscendo a tornare sulle tre avversarie (Niskanen, Bleckur e Saarinen) che la precedevano e a staccarle, conquistando la medaglia numero 4 (1 oro, 1 argento e 2 bronzi) di questo mondiale disputato sulle nevi di casa, entrando a sua volta dalla porta principale nel novero delle grandi protagoniste di Falun 2015.

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Tripletta austriaca e trionfo di Hannes Reichelt nella discesa di Garmisch-Partenkirchen, 4° Varettoni, 5° Paris.

 

Nella discesa di Garmisch-Partenkirchen sulla Kandahar 2 Hannes Reichelt e Matthias Mayer invertono i rispettivi gradini del podio rispetto a Saalbach-Hinterglemm, cambia il secondo classificato, Romed Baumann, beffato per un solo centesimo da Rerchelt che nella parte finale ha fatto addirittura meglio del compagno di squadra che già era stato superlativo.

Anche con pista dimezzata a causa della nebbia (la partenza è stata rinviata di due ore e un quarto) Reichelt conferma il ruolo di favorito che aveva assunto dopo aver vinto le due prove cronometrate e si porta a casa il decimo successo in carriera in Coppa del Mondo, il quarto in discesa, il terzo stagionale e secondo in discesa.

Baumann, vincitore in carriera di due supercombinate, è al quarto podio nella specialità (tutte piazze d’onore) e decimo in assoluto, gli ultimi li aveva colti il 4 e il 5 febbraio 2012, secondo in discesa e primo in supercombinata a Chamonix. Mayer, terzo, completa il trionfo del Wunderteam che aveva colto due triplette consecutive in discesa in Coppa del Mondo il 28 e 29 dicembre 2001 a Bormio, e nella seconda occasione ne piazzò quattro nei primi quattro.

Alle spalle dei tre aquilotti ci sono due azzurri come primi del resto del mondo. Avevamo criticato Silvano Varettoni dopo la disastrosa discesa di Saalbach e lui ha risposto col miglior risultato in carriera piazzandosi quarto a soli 4 centesimi da Mayer e migliorandosi di un gradino rispetto alla discesa di Kvitfjell del 2 marzo 2013, quinto è Dominik Paris a 3 centesimi dal compagno di squadra.

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Un esagerato Marcel Hirscher stravince a Garmisch-Partenkirchen col terzo più grande vantaggio di sempre in gigante!

 

Malgrado i due ori nella combinata e nella gara a squadre evidentemente Marcel Hirscher doveva sfogare la sua rabbia per non aver centrato il bersaglio grosso nelle gare tecniche dei Mondiali e oggi l’ha sfogata con una prestazione che non ha eguali negli ultimi 35 anni di storia dello sci alpino maschile. Neureuther recuperando tre posizioni nella seconda metà gara arriva per la prima volta secondo in gigante e i suoi podi nella specialità sono 4, quelli tra le porte larghe per Benni Raich, splendido terzo a 3”44, sono 35 e l’austriaco del Tirolo, che ha compiuto ieri 37 anni, diventa il più anziano a salire sul podio in un gigante di Coppa del Mondo: anche per questo motivo la gara di oggi è storica. Quarto a 3”56 colui che sarebbe il vincitore degli ultimi tre Mondiali nella specialità nonché dell’oro olimpico, lo statunitense Ted Ligety, che oggi è naufragato nell’angolatissima prima manche tracciata dal fratello di Raich finendo ottavo, poi nella seconda ha rimontato quattro gradini col terzo tempo parziale ma ha concesso altri 72 centesimi a Hirscher, il secondo tempo parziale lo ha fatto l’altro statunitense Tim Jitloff, risalito dalla ventiquattresima alla decima posizione.

 

Una straordinaria Anna Fenninger vince la combinata di Bansko battendo Tina Maze!

 

Oggi la 25enne del Salisburghese ha dato uno schiaffo tremendo all’amica-rivale slovena trionfando nella combinata di Bansko dopo aver vinto un tormentatissimo superG proprio davanti a Maze ma soprattutto sfoderando una manche di slalom come ai tempi di quando era una ragazzina, concedendo a Tina solamente 6 centesimi. Il vantaggio finale di Anna è stato dunque di 39 centesimi, per lei, che è stata campionessa del mondo di supercombinata a Garmisch-Partenkirchen nel 2011, è la prima vittoria in una prova multipla di Coppa del Mondo ma è anche il primo podio dato che non aveva mai fatto meglio di due quarti posti, a St. Anton nel 2007 e in Val d’Isère nel 2010.

Il vantaggio di Tina nei confronti di Anna nella classifica generale si riduce così a 64 punti e adesso tutto può accadere. Terzo posto a 1”06 per l’altra austriaca Kathrin Zettel a completare l’ennesima giornata memorabile per il Wunderteam sia maschile che femminile, per Kathrin è il 50° podio in Coppa del Mondo e il quarto in combinata, specialità nella quale è stata campionessa del mondo nel 2009. Fantastica quarta la francese Margot Bailet, di gran lunga al miglior risultato in carriera dato che nelle prime dieci in una manifestazione ai più alti livelli era finita solamente ai recenti Mondiali di Vail/Beaver Creek quando è stata decima proprio in combinata.

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Sci di Fondo: Petter Northug cala il poker, suoi l’oro nella 50 Km e tutte le copertine di Falun 2015.

 

Petter Northug conclude i mondiali di Falun nello stesso modo con cui li aveva iniziati: vincendo. È sua infatti la medaglia d’oro nella 50 Km a tecnica classica, argento a Lukáš Il 37enne ceco, probabilmente ad una delle ultime gare della sua gloriosa carriera, sfrutta gli sci cambiati al 45° chilometro per presentarsi in testa sul rettilineo conclusivo. Nonostante una preparazione finalizzata esclusivamente a questa gara, Bauer deve però lasciare strada a colui che diventa a tutti gli effetti il re di Falun 2015. Petter Northug, risalito sull’ultima salita dalle posizioni di rincalzo occupate per 49 km, fa valere infatti la sua potenza per vincere la volata, conquistando la medaglia d’oro numero 4 in questa rassegna di cui è indiscutibilmente l’uomo copertina.

Per i detrattori di Northug è doveroso snocciolare alcuni numeri. È questa la sua vittoria numero 44 all-inclusive della carriera, secondo all time alle spalle di Bjørn Dæhlie che è a 48. È la medaglia d’oro numero 15 fra Olimpiadi (2) e Mondiali (13), la numero 20 (15 Ori, 4 Argenti, 1 Bronzo) in assoluto, la numero 4 in una 50 Km (si era già imposto alle Olimpiadi di Vancouver 2010 e ai Mondiali di Liberec 2009 e Oslo 2011). Infine Northug diventa il primo uomo nella storia capace di vincere la medaglia d’oro sia nella gara più breve (la Sprint) che in quella più lunga (la 50 Km) nella stessa edizione di un main event.

Bauer deve così accontentarsi di una comunque splendida medaglia d’argento, la numero 2 per lui ai mondiali dopo quella vinta nella 15 Km in alternato di Liberec 2009, risultato che in pochi si sarebbero aspettati soprattutto considerando che le partenze in linea non sono mai state il suo forte. La medaglia di bronzo finisce invece al collo del detentore del titolo, quel Johan Olsson che quest’anno, anche perché troppo marcato dagli avversari, non replica l’impresa di Fiemme 2013, riuscendo tuttavia a battere in volata Maxim Vylegzhanin, quarto, e a portarsi a casa il metallo numero 3 (1 Oro, 1 Argento e 1 Bronzo) di questi mondiali disputati sulle nevi di casa, il numero 13 in assoluto fra Olimpiadi (6) e Mondiali (7)., bronzo a Johan Olsson.

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Anna Fenninger concede il bis battendo Tina Maze anche nel superG di Bansko. Quinta Elena Curtoni.

 

La 25enne austriaca del Salisburghese come ieri in combinata ha battuto la sua rivale per la Coppa del Mondo generale, la slovena Tina Maze, e se non avesse perso la presa del bastone destro nella parte centrale avrebbe vinto con ben più dei 16 centesimi che la premiavano al traguardo. Ora il distacco tra le due nella classifica generale di Coppa del Mondo è di 44 punti a favore della slovena che sul podio aveva una faccia da funerale, effettivamente due schiaffi del genere in due giorni da parte della stessa avversaria, oltretutto diretta concorrente per la sfera di cristallo, sono difficili da digerire.

Per Anna, che è campionessa olimpica e mondiale in carica della specialità, è la 12a vittoria in Coppa del Mondo e la seconda in superG dopo quella di Garmisch-Partenkirchen del 3 marzo 2013. Terzo posto per Lindsey Vonn a 28 centesimi: si ripete lo stesso podio imperiale del superG mondiale di Vail/Beaver Creek con le tre fuoriclasse nello stesso identico ordine, la statunitense perde la leadership di specialità per 32 punti a favore di Fenninger. Al quarto posto, staccata di 55 centesimi, l’austriaca Nicole Hosp e al quinto Elena Curtoni che per un solo centesimo non fa il miglior risultato in carriera ma comunque eguaglia il suo piazzamento nel superG di Garmisch-Partenkirchen del 5 febbraio 2012.

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Biathlon: La Repubblica Ceca vince l'oro nella staffetta mista, gara inaugurale dei Mondiali di Kontiolahti. Italia 7^.

 

La medaglia d'oro è stata conquistata dalla Repubblica Ceca, che ha confermato sul campo di essere il quartetto più solido. Veronika Vitkova al lancio ha subito fatto la differenza, guadagnando pesantemente terreno sulle rivali dirette per il successo. Gabriela Soukalova non ha impressionato sugli sci, ma ha egregiamente recitato la propria parte coprendo tutti i bersagli. Dopodiché Michal Slesingr ha rimesso LUCEtra sé e gli inseguitori più pericolosi, infine Ondrej Moravec ha fatto valere le sue qualità e ha tagliato il traguardo in trionfo.

Difficile trovare un MVP, ma verosimilmente questo platonico premio andrebbe assegnato ex aequo a Vitkova e Slesingr. Quindi la Repubblica Ceca torna a vincere un oro iridato a distanza di un decennio, ovvero dal 9 marzo 2005, giorno in cui a Hochfilzen Roman Dostal si impose tra la sorpresa generale nella venti km.

Medaglia d'argento per la Francia formata da Anais Bescond, Marie Dorin Habert, Jean Guillaume Beatrix e Martin Fourcade. Fra i transalpini hanno brillato gli atleti schierati nelle frazioni pari (Dorin e Fourcade), mentre hanno faticato gli altri. In ogni caso il secondo posto è un risultato di assoluto prestigio e rispecchia le potenzialità del quartetto.

Il bronzo è stato appannaggio della Norvegia, che scende dal trono iridato per la prima volta dal 2010. Gli scandinavi hanno pagato il troppo tempo perso nel segmento femminile poiché Fanny Horn non ha inciso nel fondo e Tiril Eckhoff è finita nell'anello di penalità. Johannes Thingnes Bø si è poi reso protagonista di una frazione impressionante che ha rimesso i norvegesi in corsa per una medaglia, alfine conquistata nonostante un opaco Tarjei Bø. A parziale consolazione la Norvegia può festeggiare il successo nella Coppa del Mondo di staffetta mista, ma il trofeo non ha certo la valenza di un podio iridato.

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Werner Heel terzo nella discesa di Kvitfjell vinta da Hannes Reichelt.

 

A vincere per la terza volta in stagione nella specialità e per la quinta in carriera in Coppa del Mondo su una pista accorciata a causa della nebbia nella parte alta è stato l’austriaco Hannes Reichelt che con un buon tratto finale ha sorpassato Heel la cui unica pecca è stata l’ultima parte in cui non è riuscito a sciare al meglio, peccato perché a parte quello di partenza è stato in testa a tutti gli intermedi. Ma un finale ancora più forte di quello di Reichelt lo ha fatto il canadese Manuel Osborne-Paradis che si è installato alle spalle di Reichelt per 30 centesimi e anticipando l’altoatesino della Val Passiria di 8 centesimi.

Per Reichelt è l’undicesimo successo in Coppa del Mondo, il quarto stagionale, e ora è a soli 20 unti nella classifica di specialità dal norvegese Kjetil Jansrud, oggi settimo. Osborne-Paradis era già stato secondo quest’inverno nella discesa di Lake Louise dopo un digiuno di quasi cinque anni, Werner invece ci torna dopo il terzo posto sempre a Kvitfjell del 3 marzo 2013 mentre in discesa l’ultimo era stato il terzo posto a Kitzbühel il 23 gennaio 2010 e quello di oggi è il suo decimo podio, il quinto in discesa, mentre per Osborne-Paradis è l’undicesimo podio, dieci dei quali in discesa.

 

A Garmisch-Partenkirchen prima vittoria in discesa per Tina Weirather, sesta Nadia Fanchini.

 

Con una gara praticamente perfetta la 25enne del Liechtenstein vince nettamente la sua prima discesa di Coppa del Mondo, l’unica che le resta relativamente vicina, a 51 centesimi, è Anna Fenninger, l’austriaca resta ancora una volta davanti a Tina Maze, staccata dalla sua omonima di 91 centesimi. Per Weirather è la quarta vittoria in Coppa del Mondo e la prima era arrivata proprio nella città bavarese nel superG dell’1 marzo 2013, Fenninger si avvicina ulteriormente a Maze nella classifica generale di Coppa, ora le due sono divise solamente da 24 punti e potevano essere addirittura 14 se Nicole Hosp col numero 30 avesse preceduto la slovena e invece le è finita dietro per soli 3 centesimi e a 94 dalla vincitrice.

Quinto posto e miglior risultato in carriera in discesa per l’altra slovena Ilka Štuhec, sesta una Nadia Fanchini che a parte l’argento mondiale di Schladming del 2013 non arrivava tra le top ten della specialità dal quarto posto di Haus im Ennstal dell’8 gennaio 2010, tre settimane prima del suo più grave infortunio a entrambe le ginocchia. Naturalmente i grandi "esperti" che popolano i social diranno che questo piazzamento di Nadia è una sorpresa clamorosa come lo fu l'argento mondiale, purtroppo per loro si dimenticano che Nadia nasce discesista ma dopo l'infortunio di cinque anni fa non può più avere la continuità che aveva una volta e la discesa è la specialità in cui attualmente soffre di più ma, come ha dimostrato sia oggi sia due anni fa, la zampata la può dare in ogni momento.

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Sci di Fondo: Norvegia batte Francia, nella Sprint di Lahti si impone Eirik Brandsdal.

 

Nell’inedita finale composta da 3 norvegesi e 3 francesi, Brandsdal fa valere la sua maggiore esperienza, prendendo il comando sin dalle battute iniziali e conservandolo con relativa facilità sino all’arrivo. Per Brandsdal è questa la vittoria numero 7 all-inclusive della carriera, tutte ottenute in gare Sprint, la numero 5 in Coppa del Mondo.

Alle sue spalle grande lotta fra cinque giovani ragazzi non certo abituati a scenari del genere. Secondo si piazza l’altro norvegese Sindre Bjørnestad Skar, 23enne che prima di oggi vantava un 8° posto come miglior piazzamento in gare di primo livello. Terzo è invece il francese Richard Jouve, classe 1994, che vantava due sole presenze in Coppa del Mondo con il 19° posto di Östersund come miglior risultato. Prima finale di sempre anche per il terzo suddito di Re Harald Håvard Solås Taugbøl, 21 anni e alla fine quarto, mentre quinto e sesto terminano i due transalpini più esperti Baptiste Gros, al secondo miglior risultato di sempre dopo il terzo posto ottenuto l’anno scorso a Szklarka Poreba, e Renaud Jay, mai nei primi 10 prima di oggi.

 

Insaziabile Bjørgen, sua anche la Sprint di Lahti.

 

Bjørgen disputa una gara in linea con le precedenti, limitandosi al compitino in batteria ed in semifinale e facendo la differenza in finale. Qui tuttavia la norvegese, dopo aver preso una decina di metri di vantaggio sulle rivali, si vede risucchiata sull’ultima discesa, riuscendo solamente con la sua straordinaria potenza a resistere sin sul traguardo. Per Bjørgen è questa la vittoria numero 113 all-inclusive della carriera, la numero 31 in una Sprint di Coppa del Mondo.

Non molla Ingvild Flugstad Østberg, l’unica che può impedire alla sua più blasonata connazionale di conquistare la quinta coppetta di specialità delle Sprint in carriera, che si piazza seconda rimandando il verdetto a Drammen. Østberg ha tuttavia 40 punti di ritardo da Bjørgen, pertanto le servirebbe una vittoria con la rivale giù dal podio, scenario non impossibile ma estremamente improbabile visto che quest’anno quando ha partecipato Bjørgen ha sempre vinto in gare Sprint ad eccezione della prima di Davos, dov’è stata per l’appunto quarta.

Torna sul podio Kikkan Randall, terza e autrice del primo, e probabilmente unico, squillo stagionale. La statunitense, evidentemente galvanizzata dai grandi risultati ottenuti dalle sue compagne a Falun, conquista il podio numero 29 della carriera: l’ultimo lo aveva conquistato proprio qui a Lahti dodici mesi fa, vincendo davanti a Visnar e Caldwell.

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Biathlon: Trionfo dei fratelli Bø nella sprint dei Mondiali: oro Johannes, bronzo Tarjei!

 

Forti raffiche di vento hanno reso complicato sparare durante la sprint maschile dei Mondiali di Kontiolahti, il cui poligono ha mietuto tante vittime eccellenti. A dispetto di moltempici illustri debacle, il successo è andato a uno dei favoriti della vigilia e il podio regala diversi risultati di portata storica.

La medaglia d'oro è stata conquistata da Johannes Thingnes Bø, già due volte vincitore in questo format nell'inverno in corso. Il ventunenne norvegese si è rivelato semplicemente il più forte poiché ha realizzato il miglior tempo sugli sci stretti e ha gestito a meraviglia il poligono, in particolare a terra, imponendosi a dispetto di un errore commesso proprio sull'ultimo bersaglio.

Per il giovanissimo scandinavo si tratta ovviamente del primo titolo iridato della carriera, un traguardo che permette alla famiglia Bø di fregiarsi di un singolare primato poiché diventa la prima della storia ad avere al suo interno due biathelti capaci di laurearsi campioni del mondo a livello individuale. Non va dimenticato come Tarjei abbia primeggiato nella venti km del 2011 e nella mass start del 2013.

Peraltro il maggiore dei fratelli Bø ha a sua volta ragione di sorridere poiché oggi si è fregiato della medaglia di bronzo. Il ventiseienne è stato uno dei pochissimi ad aver trovato lo "zero" al poligono e pur faticando oltremodo sugli sci stretti è riuscito ad arpionare il gradino più basso del podio avendo ragione di Simon Fourcade ed Erik Lesser dopo un furibondo duello virtuale nel giro conclusivo.

 

Marie Dorin Habert regina della bufera a Kontiolahti. Suo l'oro iridato nella sprint.

 

La medaglia d'oro è stata infatti appannaggio di Marie Dorin Habert, la quale aveva già dimostrato nel mese di febbraio di essere diventata una delle atlete più performanti sugli sci stretti. La francese oggi, oltre a confermare le sue qualità nel fondo, ha commesso un unico errore al tiro e ha finalmente conquistato la prima vittoria della sua carriera dopo aver chiuso nove volte sui gradini più bassi della top-three.

La Francia interrompe così un digiuno lungo 12 anni. In campo femminile le ultime affermazioni risalivano a Khanty-Mansiysk 2003 quando Sylvie Becaert primeggiò nella sprint e Sandrine Bailly nell'inseguimento. Peraltro nelle grandi manifestazioni l'ultimo oro bleu era quello di Florence Baverel-Robert, impostasi nella sprint dei Giochi olimpici di Torino 2006.

Se il successo è stato appannaggio di una ormai ex incompiuta, altrettanto si può dire della medaglia d'argento, andata a un'altra ragazza che sinora aveva sempre girato attorno al "bersaglio grosso" senza però mai centrarlo. Oggi invece Weronika Nowakowska-Ziemniak ha fatto tutto al meglio, risultando l'unica atleta capace di trovare lo zero al tiro e salendo per la prima volta sul podio in carriera. Per la verità la polacca era virtualmente in testa dopo l'ultimo poligono, ma nulla ha potuto contro Dorin Habert nella tornata finale.

Per il quarto anno consecutivo la sprint del main event stagionale vede una Semerenko sul gradino più basso del podio. Non si tratta però di Vita, terza classificata negli ultimi due Mondiali e tredici mesi orsono ai Giochi olimpici, bensì di Valj. L'ucraina ha realizzato l'ennesima solida prestazione della sua annata mettendosi al collo la medaglia di bronzo.

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Sci di Fondo: Francesco De Fabiani da urlo, sua la 15 Km a tecnica classica di Lahti!

 

L’Italia dello sci di fondo maschile può festeggiare l’ennesima perla della stagione della sua rinascita. Il merito è di Francesco De Fabiani, che si impone nella 15 Km a tecnica classica di Lahti davanti ad Alexey Poltoranin e a Sami Jauhojärvi. Un azzurro non vinceva una distance in tecnica classica dall’11 gennaio 1997, quando Silvio Fauner si impose nella 10 Km di Hakuba; in assoluto il successo in alternato mancava dal 27 dicembre 1999, quando Fabio Maj vinse la Sprint di Engelberg. In totale è questa la vittoria numero 6 dell’Italia in gare a tecnica classica: la prima la conquistò Franco Nones alle Olimpiadi di Grenoble, 2 volte ha primeggiato Marco Albarello e 1 a testa i già citati Fauner, Maj e, ovviamente, De Fabiani. Va infine ricordato che è questa la vittoria individuale numero 5 in stagione, record assoluto dall'introduzione della Coppa del Mondo nel lontano 1982.

La grande giornata azzurra è completata dal sesto posto di Dietmar Nöckler, che era addirittura secondo dopo 11,2 Km, tanto che per un momento si prospettava la clamorosa doppietta. Per l’altoatesino è comunque questo il miglior risultato in carriera in gare individuali di primo livello. Due italiani in gara, uno primo e uno sesto, in pochi si sarebbero immaginati un risultato di tale portata in una gara storicamente ostile alle caratteristiche dei nostri portacolori.

Celebrate degnamente le imprese dei nostri ragazzi, è doveroso analizzare quanto successo fra il resto del mondo. Alexey Poltoranin si mette alle spalle un mondiale deludente tornando sul podio due mesi dopo la vittoria nella 10 Km di Dobbiaco del Tour de Ski, mentre Sami Jauhojärvi si conferma uno dei migliori alternisti del momento conquistando la sua seconda top-three stagionale dopo il terzo posto ottenuto sempre sulle nevi di casa di Kuusamo lo scorso dicembre. Miglior risultato in carriera anche per il giovane norvegese Martin Løwstrøm Nyenget, quarto, mentre con il quinto posto Dario Cologna ipoteca la coppetta di specialità delle distance. Completano la top-ten Petter Northug settimo, Eldar Rønning ottavo, Lukaš Bauer nono e Martin Johnsrud Sundby decimo.

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Kjetil Jansrud vince il superG di Kvitfjell e si porta a casa la coppa di specialità.

 

E’ la terza volta che il norvegese vince questa gara, eguagliando così il record di Hermann Maier, è la sua quarta vittoria a Kvitfjell, la nona in carriera in Coppa del Mondo, la sesta stagionale, la quinta nella specialità e la terza stagionale, ma non saliva sul gradino più alto del podio dal 24 gennaio 2015 quando trionfò nella discesa di Kitzbühel. Ma soprattutto oggi si porta a casa la prima coppa di specialità della sua carriera con una gara d’anticipo dato che il suo avversario più pericoloso, l’azzurro Dominik Paris, oggi quarto, ha un distacco ormai irrecuperabile di 123 punti.

La gara di oggi ha mietuto molte vittime a causa di una neve primaverile che è stata trattata inutilmente con l’acqua ed è diventata sapone tradendo molti nomi illustri tra i quali il francese Adrien Théaux, bronzo mondiale in carica, gli austriaci Matthias Mayer e Hannes Reichelt e i nostri Werner Heel, che col numero 4 stavolta non ha sfruttato la favorevolissima occasione del numero basso come invece aveva fatto ieri, Matteo Marsaglia e Peter Fill. In più il vento ha più volte staccato i cartelloni pubblicitari obbligando a innumerevoli, fastidiose ed evitabili interruzioni.

Il numero basso l’hanno sfruttato l’austriaco Vincent Kriechmayr, secondo a 24 centesimi col 5, e il canadese Dustin Cook, terzo a 33 centesimi col numero 8. Per entrambi è il miglior risultato in carriera in Coppa del Mondo ma Cook ha al collo l’argento mondiale conquistato un mese fa a Vail Beaver Creek proprio in superG. Kriechmayr era stato quarto lo scorso dicembre nel superG della Val Gardena, Cook in Coppa aveva all’attivo due dodicesimi posti, uno nel suddetto superG della Val Gardena e uno due settimane prima a Beaver Creek dove poi avrebbe vinto l’argento iridato.

 

Nel superG di Garmisch-Partenkirchen Lindsey Vonn mette in fila Tina Maze e Anna Fenninger. 6a una grande Federica Brignone.

 

Le tre succitate si stanno dimostrando di un’altra categoria rispetto al resto del mondo in questa specialità e a prevalere, su un tracciato messo dall’allenatore di Tina Valerio Ghirardi ma che si adattava perfettamente anche a lei, Lindsey ha azzeccato una delle sue gare perfette e arriva a quota 65 successi in Coppa del Mondo, 23 in superG, 6 stagionali, 2 in superG. Dietro di lei Maze, seconda a 20 centesimi, e Fenninger, terza a 36, stavolta è la slovena a guadagnare 20 punti sull’austriaca e torna a 44 lunghezze di vantaggio nella classifica generale di Coppa del Mondo, inoltre Anna perde la leadership di specialità cedendola a Lindsey per soli 8 punti quando manca solo il superG delle finali di Méribel.

Quarta ma nettamente staccata dalla vincitrice, 1”10, l’austriaca Cornelia Hütter, nelle prime otto in tutti i superG stagionali e oggi ripete il medesimo piazzamento di Cortina d’Ampezzo, il suo migliore nella specialità, e anche quello dei Mondiali di Vail/Beaver Creek, quinta una Lara Gut leggermente migliore che nelle ultime uscite, settima l’austriaca Elisabeth Görgl, sempre a suo agio su questa pista, ottave ex-aequo la svizzera Dominique Gisin e la sempre più convincente francese Margot Bailet, al suo miglior risultato in superG, prima d’ora era stata quindicesima a Lake Louise lo scorso dicembre, decima l’austriaca Nicole Hosp, undicesima la svizzera Fabienne Suter, irriconoscibile rispetto a ieri la liechtensteiniana Tina Weirather, diciottesima.

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Biathlon: Un superlativo Erik Lesser trionfa nell'inseguimento iridato di Kontiolahti.

 

La medaglia d'oro è infatti stata conquistata da Erik Lesser, oggi semplicemente inarrivabile per la concorrenza. Il tedesco, quinto nella sprint di ieri, si è subito dimostrato molto pimpante sugli sci e ha preso in solitudine il comando delle operazioni già dopo i poligoni a terra.

Il turingio ha progressivamente accresciuto il proprio margine di vantaggio sugli inseguitori gestendo alla perfezione il tiro, dove è stato l'unico dei sessanta partenti a realizzare shoot-out, e reggendo a meraviglia la pressione della consapevolezza di trovarsi a sparare per il titolo mondiale, lui che non aveva ancora vinto in carriera.

Alle sue spalle la medaglia d'argento è stata conquistata da un Anton Shipulin autore di una silenziosa rimonta. Il russo, partito con il pettorale numero 18, ha via via recuperato terreno e fatto la differenza nei tiri in piedi, approfittando al meglio dei tanti errori altrui. Nel finale il ventisettenne di Tjumen ha conquistato in scioltezza la piazza d'onore staccando Tarjei Bø, il quale si è messo al collo un altro bronzo.

 

"Le doublé" per Marie Dorin Habert: dopo la sprint vince anche l'inseguimento iridato.

 

La transalpina ha sempre menato le danze e conquistato la medaglia d'oro odierna con autorità poiché dopo aver ampliato il proprio vantaggio sulle inseguitrici nei tiri a terra, dove è stata perfetta, si è potuta permettere il lusso di tagliare il traguardo in trionfo nonostante tre errori in piedi.

Per Dorin Habert si tratta di un successo particolarmente significativo poiché le permette di diventare la seconda francese a vincere più di un oro iridato. La sola a essere riuscita a bissare un titolo mondiale sinora era stata Corinne Niogret impostasi nel'individuale sia nel 1995 che nel 2000.

Medaglia d'argento per Laura Dahlmeier, già apparsa in grande spolvero ieri, quando aveva chiuso quarta. La tedesca si è resa protagonista di una solida prestazione che le ha permesso di occupare la piazza d'onore e di rappresentare l'unica, timida, minaccia alla leadership della francese poiché, senza un errore all'ultimo poligono, avrebbe dato vita a un testa a testa con la più esperta rivale nei chilometri finali.

Medaglia di bronzo per Weronika Nowakowska confermatasi sul podio dopo il secondo posto nella sprint. La polacca è sempre rimasta nelle posizioni di vertice e alfine ha raccolto la terza posizione anche grazie a una caduta di Ekaterina Shumilova nell'ultimo giro, iniziato in tandem con l'avversaria. La russa ha dovuto accontentarsi di un'amara quarta piazza precedendo Gabriela Soukalova, dal canto suo autrice di una notevole rimonta.

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