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  1. 202 points
  2. 161 points
    Scrivo perché al di là di come andrà a finire mi sembra ora di riportare un po’ di verità storica su un allenatore che è stato trattato come la peste dalla tifoseria alla fine dell’anno scorso. La mia tesi è che Allegri è un grandissimo allenatore, perfetto per la Juventus e gli ultimi due anni non sono stati un fallimento nel gioco, ma un capolavoro dei risultati. Mi spiego. Dopo Cardiff tantissimi abbiamo avuto in cuor nostro la sensazione che il ciclo fosse finito. Che la squadra andasse rinnovata profondamente per una questione di giocatori arrivati alla fine o all’apice della loro carriera (Barzagli, Alves, Higuain) e altri che dopo la seconda finale persa avessero bisogno di avere accanto giocatori con fame nuova. La rivoluzione non è arrivata, e tuttavia Allegri è riuscito a continuare a vincere in Italia per due anni uno scudetto che ora spero che in molti capiranno che non è per niente una banalità. E in champions abbiamo perso pur dando il massimo (se il tiro di Costa contro l’Ajax fosse finito dentro invece che sul palo...). Dopo Cardiff Allegri non ha smesso di vincere, ma anzi è riuscito a spremere ancora di più il gruppo e ad allungarne la vita per un paio di anni. E dopo due anni cosa ha fatto? È andato dalla dirigenza a dire: “ok ora però ho spremuto il gruppo al massimo, se non si fa un ricambio profondo il progetto rischia di saltare”. La società ha preferito cambiare allenatore. E ora siamo qui a lamentarci della mancanza di stimoli e della necessità di ricambio di una rosa spompata e senza stimoli. Non mi pare un caso che fosse esattamente quello che lamentava l’allenatore che l’ha allenata per 5 anni raccogliendo innumerevoli successi. Non solo: la grandezza di allegri sta nel fatto di non aver mai lamentato questo problema pubblicamente, ma in pieno stile Juve è andato a parlarne alla dirigenza e fuori coi giornalisti si è sempre caricato su di se tutti i dubbi e le perplessità, gestendo anche mediaticamente i momenti di crisi con classe e responsabilità. Tutte cose che stiamo capendo non banali quando abbiamo ora un allenatore che dopo ogni partita scarica su altri le proprie perplessità, favorendo il morale degli avversari come se già le prestazioni sconfortanti e le occasioni perse di allungo non fossero abbastanza. L’idea di cambiare allenatore dopo allegri poteva anche essere un’idea percorribile, ma a patto di prendere uno del suo calibro, capace di reggere la pressione e caricarsi la responsabilità sulle spalle, capace di gestire campioni e di adattare la squadra alle necessità, di inculcare nuovi stimoli, di compattare il gruppo e di ispirare nuova fame di vittorie con il gioco e con la psicologia. Insomma, forse ci può anche stare cambiare un allenatore come acciughina, ma se prendi un Zidane, un Guardiola, un Klopp. Allegri è stato un grandissimo allenatore, ed è ora di dargliene atto e di fare un mea culpa generale.
  3. 140 points
    Qui (non in intermerdafans, QUI) c’erano degli scienziati che non più tardi di tre settimane fa scrivevano che era finito. Ripeto: non fuori forma; ma finito e acquisto sbagliato. Li ricordo perfettamente, questi giganti del pensiero, ma evito di nominarli perché “certe cose sono talmente vergognose da essere sconveniente anche solo parlarne” (cit.)
  4. 138 points
    Un paio di citazione: "Dopo un periodo di addattamento al paese, al giocatori, al sistema di gioco, alla lingua mi trovo benissimo e sempre piu al mio agio" "Posso calciare con entrame i piedi ma il mio sinistro sta migliorando" (vedi anche la scivolata al 82esimo dopo avere posizionato bravissimo nel 2 contro 1) "Speravo di esordire meglio contro il Napoli ma forse e meglio che e andato cosi perche ho imparato in fretta cosa devo fare, dove devo stare e come giocare con i miei compagni" "Il calcio Italiano sta cambiando e le squadre stanno attaccando di piu, come noi stiamo facendo" E la dichiarazione piu interessante e questo ... udite udite ... "Anche noi stiamo attaccando di piu, infatti difendiamo altissimo anche piu alto che ho fatto con l'Ajax" Continui cosi Matthijs Spero che vi e piaciuto questo traduzione e che lo potete capire!
  5. 136 points
    SABATO 19 OTTOBRE, ORE 22:30 CIRCA. Episodio in area di rigore juventina: De Ligt, nel tentativo di giocare il pallone, lo devia con il piede. La palla, per il tocco, gli finisce sul gomito, in posizione dinamica congrua. 10 SECONDI DOPO L'EPISODIO. Su sky sport sta andando una diretta "raccontata" della partita (che è trasmessa da Dazn), e sia Riccardo Trevisani che Stefano De Grandis chiariscono immediatamente che l'episodio non è MAI da rigore in base al regolamento. Si tratta di uno dei pochi casi in cui "è chiarissimo", quindi con un silent check l'episodio finisce lì. A sostegno di questa correttissima affermazione, arrivano sia il parere di Lorenzo Fontani, moviolista Sky, sia gli esempi di casistiche fatte da Rizzoli pochi giorni prima proprio su Sky Sport. 1 MINUTO DOPO L'EPISODIO. Su Dazn passano due replay, uno da posizione frontale e uno da posizione posteriore. Da quest'ultima non si percepisce chiaramente, per la prospettiva, il tocco col piede di De Ligt. Da quella anteriore è NETTISSIMO. Guidolin commenta dicendo che non è rigore. Pardo "non lo sa", e inizierà una tiritera che durerà tutta la serata su una regola chiarissima, dimostrando nei fatti, a differenza di Trevisani, di non conoscerla. 10 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Il vicedirettore di Raisport Enrico Varriale si affretta a parlare in un suo tweet di "possibile rigore" (e anche di "Bologna che meritava il pari", dopo 11 tiri a 2, ma vabbè... ), dimostrando, non da tifoso, che non ci interessa, ma da vicedirettore di Raisport, di non conoscere affatto il regolamento. Ricordiamo che lo stesso vicedirettore di Raisport quando tutto il mondo vide il tuffo di Mertens a Firenze lo derubricò ad episodio "dubbio" insieme al rigore concesso alla Fiorentina (discutibile filosoficamente, ma non a livello di regolamento), e tacendo sul rigore per i viola per il fallo su Ribery (con la Juve sarebbe diventato il primo argomento del tweet). 15 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Dazn parte un dibattito sull'episodio, da cui sparisce misteriosamente il replay frontale! Viene mandato SOLO quello posteriore. Al punto che lo stesso Camoranesi, giustamente, quando lo vede, afferma "sono in difficoltà nel giudicarlo in modo chiaro" (lo sarebbe chiunque con quel replay). Lo stesso vale per gli altri opinionisti. La cosa imbarazzante è che su un'altra rete hanno potuto giudicarlo in 5 secondi grazie proprio alla prima immagine di Dazn, che a Dazn si sono persi. 20 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Nessuna protesta del Bologna in merito all'episodio. Il viceallenatore De Leo difronte ai microfoni accenna giusto al minimo sindacale ("saremmo stati piû contenti comunque se fosse andato a rivederlo"), niente a che vedere, per dire, con il Gasperini post Lazio-Atalanta, che il giorno dopo non riceverà alcun titolone sparato a 9 colonne in prima pagina. 30 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Sky Sport 24 il servizio in coda alla partita chiarisce nuovamente alla perfezione quanto avvenuto (d'altronde la regola parla chiaro). Non citiamo nemmeno le derive social, i siti e le TV di quartiere, le varie "Aree Napoli" che chiedono a Sarri di ammettere che quello era rigore, o i pensatori pieni di "frustratiija" (chi conosce, sa ) la cui opera tende perlopiù alla distruzione neuronale delle menti deboli. Qui non parliamo di rimastini, ma delle principali fonti mediatiche nazionali. In quel momento chi ha ancora gli occhi al loro posto ha visto e giudicato in poco tempo il caso, e se non lo ha giudicato da sè sono intervenute precise spiegazioni del regolamento in meritosu cui potersi documentare. Praticamente tutti i moviolosti e gli ex arbitri sono concordi: non è rigore! 3 ORE DOPO L'EPISODIO (in realtà molti lo leggeranno solo la mattina). Il Corriere dello Sport esce con una prima pagina tra il comico e il ridicolo, titolando in modalità Braille "il giallo del braccio". Comico e ridicolo non solo per la non conoscenza del regolamento, ma perchè, se sceglie quella linea, eleva a tema un "non caso" tecendo su altri episodi della partita, tra i quali il primo in ordine di tempo è un rigore non dato alla Juve per fallo SU De ligt. Comico e ridicolo perchè Pedullà, nel pezzo, parla di braccio "larghissimo" di De Ligt. Comicità e ridicolaggine che si rifletterà anche sul sito online, dove Andrea Santoni dirà che non si capisce la ratio per la quale Irrati e il var hanno preso quella decisione. 24 ORE DOPO L'EPISODIO. A La Domenica Sportiva, dopo il servizio in cui Aurelio Capaldi parla, ancora, di "episodio che fa discutere", sempre tacendo su quelli evidenti, va in scena un chiarimento vecchio stampo, di quelli con cui fare ascolti. Non i 10 secondi della sera prima su Sky per dire "dai, di cosa stiamo parlando", ma una specie di dibattito sulla confusione del regolamento (strano che in 10 secondi, chi lo conosce, abbia dato 'interpretazione corretta). Alla fine, dopo aver chiarito che non è rigore, due interventi comici. Il primo è quello di Antonio Corbo, giornalista napoletano di casa sulle TV di quartiere di cui sopra, che non potendo dire che era rigore dice che Irrati ha sbagliato non andando a rivederlo al var, perchè queste cose alimentano un clima di sospetti ecc ecc. Irrati che in partita indica subito il tocco col piede ai giocatori del Bologna, e a cui il var conferma tutto con un silent check. Ma forse "silent check" è un concetto troppo spinto per Corbo, è di fatto una moviola in campo, ma effettivamente forse alimenta troppi sospetti. L'altro episodio comico avviene quando la presentatrice, la sempre illuminata Paola Ferrari, afferma alla fine di tutta la discussione: "ma siamo sicuri che De Ligt la tocchi con il piede? Perchè a me non sembra" (24 ORE DOPO!). Parte il replay da dietro, quello "sbagliato"... "Ecco, non la tocca, avevate detto che in quello di Conti del Milan non la toccava ed era rigore, ma anche qui..." (da ricordare che è milanista sfegatata). Nessuno che si prende la briga di correggerla tra l'altro. Vabbè, questa è comicità, giusto per fare colore. Anche se in tutta questa storia si fa fatica a distinguere il serio dal comico (e parliamo di alcuni tra i principali media nazionali). 26 ORE DOPO L'EPISODIO. Pardo, stavolta su Mediaset, è ancora a tratti nella parte di quello che non capisce la regola, ma almeno spiega che chiariranno alla moviola il perchè non sia rigore. E finalmente fa addirittura la sua comparsa il rigore non dato sullo 0-0 per fallo su De Ligt! Certo, il tutto in mezzo al solito guappo napoletano che interviene perennemente alla augello di cane (nell'attesa che il Napoli a fine ottobre sia primo), il tutto difronte al milanista Franco Ordine che si altera se qualcuno tocca (gli errori de)i giornalisti (che, quindi, dobbiamo presumere siano diventati "giudici ingiudicabili", intoccabili e piucheperfetti), ma ad ogni modo la 24 ore di deliri sembra chiusa lì. NO. 36 ORE DOPO L'EPISODIO. Lunedì mattina ecco la pietra tombale sul modo in cui si giudicano gli episodi arbitrali quando c'è la Juve di mezzo. Sul Corriere della Sera, il primo giornale italiano (!), Mario Sconcerti, uno dei più importanti giornalisti italiani (!), con un trascorso ultra decennale nella tv che due sere prima ci ha impiegato 10 secondi per chiudere il caso (ma adesso viene invitato da quelle napoletane per dire "Juve m*", letteralmente), dopo aver precisato che l'episodio di De Ligt "è passato sotto silenzio" (effettivamente il silenzio della CNN è stato vergognoso), scrive la perla che apre una nuova frontiera in materia: "è rigore NONOSTANTE il regolamento". Cioè non conta che ci sia il regolamento, è rigore e basta! In realtà è una frontiera aperta tanti anni fa, da decenni, e che in questa stagione aveva visto il suo pioniere nel sempre divertente Alessandro Catapano con la sua moviola sulla Gazzetta, il quale riuscì a scrivere come "sì, Bonucci nell'azione del gol bianconero in Brescia Juve fosse effettivamente in fuorigioco, ma lo teneva in gioco Sabelli". Non si sa cosa accadrà al "reattore" del giornalismo italiano nelle prossime ore, ma invitiamo tutti i fruitori a mettersi in salvo il prima possibile da questa nuvola tossica di incompetenza! Perchè è solo incompetenza, giusto? - Leevancleef - EDIT: 60 ORE DOPO. Ebbene sì... 60 ore dopo, il Corriere dello Sport, forse avendo capito di essere rimato all'angolo nell'aver sparato una serie di cappelle abnormi, prova a spiegare "perchè" non capisce la decisione. E per spiegarlo (in prima pagina tre giorni dopo eh... ricordiamo che per quanto successe con Mertens a Firenze bastò un trafiletto nel sottotitolo) cosa fa? Paragona l'episodio di De Ligt (che fa una giocata in scivolata con il braccio in posizione congrua e tocca il pallone gol gomito dopo che lo stesso gli era finito sul piede) con due episodi che non c'entrano assolutamente nulla: il rigore, comunque assurdo, di Brescia-Cagliari assegnato alle rondinelle, e quello assegnato alla Fiorentina per fallo di mano di Zielinski! Episodi in cui il giocatore che fa fallo di mano non prende mai la palla con un'altra parte del corpo, tra l'altro. Continuate a mettervi in salvo dalle radiazioni! Noi presto faremo partire una colletta per spedire una copia del regolamento alla redazione del Corriere dello Sport. Hai visto mai che Zazzaroni non lo metta sulla scrivania al posto dei dvd di Ballando con le stelle!...
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    Segnalo questo video, penso sia la prima volta che vedo una cosa del genere, direi bene cosi.
  9. 114 points
    Premessa, sarà un post lungo e che per essere focalizzato al meglio va letto fino all'ultima parola. Chi non ha voglia di farlo e ha intenzione di sfruttare anche questo spazio come vomitatoio di rabbia, può benissimo virare su altre discussioni più confacenti e non intervenire. Parto da un assunto di molti tifosi che è fondamentale per lo sviluppo di tutto il discorso: "Con Allegri non abbiamo mai avuto questi crolli". Quando si analizza una partita (il particolare) nel contesto di una stagione (il generale) la memoria storica diviene la migliore delle amiche per giungere a delle interpretazioni non figlie dell'estemporaneità del momento. Nei primi mesi dell'anno, in realtà, chi ha buona memoria sa che le battute d'arresto anche pesanti sono avvenute anche con la precedente gestione. Partire dalla stagione '15-'16 sarebbe troppo facile viste le tante problematiche iniziali dovute ad una rivoluzione profonda della rosa, ma si possono accendere i riflettori su quelle dopo: Stagione '16-'17 Inter-Juventus 2-1 Milan-Juventus 1-0 Genoa-Juventus 3-1 Fiorentina-Juventus 2-1 4 ko esattamente in metà campionato (la Juve normalmente 4 partite le perde al massimo nell'arco di un intero torneo e spesso neanche pure). Uno, quello di Genova, particolarmente rovinoso. Ma anche gli altri tre più netti di quanto abbiano detto i risultati. Stagione '17-'18 Juventus-Lazio 2-3 (SCI) Juventus-Lazio 1-2 Sampdoria-Juventus 3-2 (3-0 al 90°) Barcellona-Juventus 3-0 Questa è la stagione su cui più mi concentrerò in seguito, e vedremo il perché. Stagione '18-'19 Juventus-Manchester United 1-2 Young Boys-Juventus 2-1 Atalanta-Juventus 3-0 Qui gli scivoloni sono solo nelle coppe, ma anche qui vedremo perché la partita col Manchester fu uno spartiacque negativo con delle similitudini con la partita di ieri, che la Juve stavolta dovrà trasformare in spartiacque positivo. Come si vede, da agosto a dicembre le sbandate sono state la normalità anche per la Juventus allegriana plurivincente di questi anni. Ma, come anticipato, torniamo alla stagione '17-'18. Il perché di questo raffronto è presto detto: la Juve attuale ricorda tanto quella dei primi mesi di quella stagione. Una Juve che provò a cambiare pelle, ad essere più offensiva, più tecnica, con un'aggressione più alta e costante. Sulla falsariga della seconda parte della stagione precedente, ma provando a farlo stavolta continuativamente e non solo per la prima mezz'ora o per un tempo. Quella Juve era a tratti spettacolare, segnava tanto, ma subìva anche tanto. Chi dice che scempi difensivi come quelli di ieri sera non li vedeva da Delneri e Ferrara, si riveda proprio le due partite con la Lazio prima in Supercoppa e poi in campionato in quell'inizio di stagione, e la trasferta di Genova con la Samp: difesa che veniva tagliata in profondità come il burro! Proprio all'indomani della debacle di Marassi, Allegri optò per una svolta inequivocabile, come inequivocabili furono le sue parole: "Questa squadra deve tornare a provare piacere nel non subire gol. Deve ritrovare una voglia, una motivazione forte nel non subire. Perché tanto, se non subiamo, con tutta la qualità che abbiamo davanti prima o poi il gol arriva". Le tre partite successive videro nientepopodimeno che questi tre avversari: Barcellona, Napoli, Inter. Risultato: 0 gol subìti. La Juventus, da quel momento, per salvare un campionato che stava pericolosamente scivolando nelle mani del Napoli (arrivammo allo scontro delicatissimo del S.Paolo a -4 e il -7 sarebbe stato quasi mortifero visto il ritmo che tenne tutto il torneo la banda di Sarri), abbandonò ogni velleità di gioco offensivo e spettacolare, per rifugiarsi dietro una nuova svolta speculativa. Anno dopo: qualcosa di parecchio simile accade con Juventus-Manchester United 1-2. La Juve fino a quella partite esprime un livello di calcio sorprendente per gli standard di Allegri. Squadra sempre alta, aggressiva, propositiva, una bella riscoperta del possesso palla che appare quasi sempre molto fluido e sciolto. In quella maledetta serata di Champions, in cui forse la Juve tocca il picco più alto di gioco, la partita viene rovesciata da episodi. Allegri dirà: "Stiamo diventando troppo bellini, oggi chi voleva il bel gioco sarà contento, ma abbiamo perso". Quella partita, per Allegri, costituì una sorta di manifesto del suo pensiero, come se gli tolse definitivamente ogni dubbio che la strada giusta fosse la sua e non quella degli "estetisti". La Juventus, dopo quella sera, non fu mai più la stessa. E tornò di colpo alla sua versione imbruttita, sporca, speculativa dell'anno prima. Quello che è successo ieri sera, ma anche quanto accaduto contro il Sassuolo, col Lecce e via dicendo, ha delle similitudini importanti. La Juventus fino all'espulsione di Cuadrado ha giocato una partita sul piano della personalità, della fluidità e velocità di palleggio, della padronanza territoriale sulla stessa scia di quella tanto applaudita a Milano o anche nel 1t contro l'Atletico a Torino. Chi dice il contrario, ha visto un'altra partita. La Lazio fino all'espulsione di Cuadrado è stata assolutamente inoffensiva se non per quella mischia a fine 1t da cui è nato il gol. Il signore che, prima di ieri, aveva confezionato 18 gol in 17 partite ufficiali, era non pervenuto e senza nessuna vera occasione capitatagli. La partita ha vissuto più di una sliding door a sfavore, succede. Ma come disse anche Chiellini nell'illuminante intervista a Bergomi l'altro giorno al Gran Galà, si è tanto esaltata la prestazione di San Siro ma sull'1-1 la Juve ha concesso due-tre ripartenze su cui ha rischiato grosso di prendere gol. Ci siamo chiesti quali sarebbero stati i commenti se quel tiro di Vecino fosse finito 20 cm più dentro invece che fuori? In quella partita le sliding doors (vedi anche infortunio di Sensi, il loro giocatore più in forma e fondamentale in quel momento, esattamente come Bentancur per noi ieri, vedete le sliding doors che ritornano) girarono per la Juve. Così come a Lecce è una partita che finisce tanto e poco se la rigiochiamo altre dieci volte (e sorvolo sul rigore inesistente dato ai pugliesi, ma anche qui, l'episodio che gira...), così come col Sassuolo se Buffon non compie una cosa inconcepibile pronti-via ad inizio ripresa, parliamo di una partita che finisce 2/3-1. Detto questo, ora Sarri ha due strade. "Spaventarsi" come il suo predecessore dinanzi ai primi risultati negativi e da una rivale che sembra lasciare poco margine ad errori quest'anno (l'Inter è esattamente il Napoli di 2 anni fa), indietreggiare rispetto alle sue idee e rimettere al centro altre priorità: solidità difensiva, primo non prenderle, calcio fatto di pochi fronzoli ma pratico al massimo. Come dopo quel Sampdoria-Juventus. Come dopo quel Juve-Manchester. Attenzione, è una strada, che non ho la presunzione di dire a priori che sia sbagliata. Tutt'ora, non ho nemmeno io la certezza che questa Juve abbia gli uomini e le caratteristiche per snaturarsi ed essere quello che non è mai stata in questi anni. Sarri, lo ha anche esplicitato, vorrebbe un giusto ibrido, una squadra che non perda certi punti di forza del passato ma aggiungendoci una sua bella spruzzata. Gli ibridi, però, nel calcio funzionano poco. Nel bene o nel male, le squadre una loro identità forte devono averla. E poi c'è la seconda strada: quella più difficile, quella più coraggiosa, ma anche l'unica possibile se si vuole che la Juve porti avanti un processo mentale che la conduca a padroneggiarle le partite e non più a subirle, questo specialmente in ottica europea. Ed è quella di insistere. Anche al rischio di prendersi lo smacco di consegnare lo scudetto all'odiato Conte (perché c'è questo rischio, la sua Inter è la più classica delle corazzate da tornei a tappe), anche al rischio di concludere dopo 8 anni una stagione con zero titoli. Perché ogni rivoluzione ha bisogno di tempo, spesso tanto tempo. Perché il cambiamento non si assorbe dall'oggi al domani con uno schiocco di dita. E folle, assolutamente folle, chi aveva la presunzione di pensarlo questa estate. Il Liverpool prima di essere quello che è oggi è passato da un 8° e due 4° posti, il primo City di Guardiola è arrivato 4° a 15 punti dal....Leicester. Le domande sono: 1) Sarri avrà questo coraggio? 2) La società gli chiederà di averlo o di cambiare? 3) I tifosi sono davvero pronti a supportarlo e a trasformare in fatti quelle che, prima di ieri, erano soltanto belle parole, ovvero: che del campionato non frega niente a nessuno, che anche perderlo un anno non sarebbe un problema, che l'obiettivo deve essere lavorare per sviluppare un calcio più funzionale al vero chiodo fisso di tutti, la Champions League? O le parole rimarranno parole e si riscopriranno tutti risultatisti e figli del dio Max? Siamo alla svolta, siamo al punto di non ritorno. Adesso più che mai è l'ora di decidere la nostra storia.
  10. 101 points
    Partita tratta da un manga giapponese. Spalti vuoti. Gol fantascientifici. Barella che esce dal campo senza ammonizioni. Telecronisti che vengono rapiti e non si sentono più nel secondo tempo. Cuadrado che fa rovesciate sulla linea laterale e lo stadium a porte chiuse diventa una bolgia. Padelli che insulta l'arbitro, ma essendo gli spalti vuoti lo sentono tutti, quindi si trasforma in Morgan e dice "che succede?"
  11. 98 points
    siam venuti higuain !!!!!!!! siam venuti higuain !!!!!!!! per vedere segnare fin quiii !!!!!!!!!!!!!
  12. 94 points
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    Accontentarsi di una storia nazionale con 2 Coppe Campioni, 3 Coppe UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 2 Supercoppe Europee e 2 Coppe Intercontinentali? Abbiamo perso qualche finale di troppo ma la Juventus è uno dei club che ha segnato la storia del calcio e caro Arrigo se la nazionale può vantare 4 Mondiali lo deve a noi. Tu goditi la pensione.
  14. 92 points
    Ditemi quello che volete ma io al Pipa gli voglio bene. Non dimentico il gol scudetto contro i prescritti e tutte le volte che ha purgato i pulcinella. Avrà i suoi “difetti” caratteriali, ma è un buono, davvero non riesco a dirgli niente di male.
  15. 90 points
    E niente... urlano, sbraitano, picchiano ma è sempre la stessa musica contro di noi. Neanche il Mourinho leccese li cambia, quelli sono e quelli rimangono #finoallafine
  16. 84 points
    E allora comprategli i giocatori congeniali, non pacchi di un metro e 90 che per fare 20 metri ci mettono 50 secondi o giocatori che non sanno calciare una palla. L'avete voluto e allora aiutatelo. Basta i Khedira, basta gli Emre Can, i Matuidi, i Bernardeschi. Vogliamo gente che sappia giocare a calcio, non pali della luce o maratoneti.
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    (Primo commento su Twitter dell'utente xxxxxxxxxx: "Tra l'altro il Brescia aveva anche segnato il gol del due a due, ma la palla è uscita").
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    Juventus Football Club S.p.A. comunica, in ragione dell’emergenza sanitaria globale attualmente in corso che sta impedendo lo svolgimento dell’attività sportiva, di aver raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della Prima Squadra in merito ai loro compensi per la restante parte della corrente stagione sportiva. L’intesa prevede la riduzione dei compensi per un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Nelle prossime settimane saranno perfezionati gli accordi individuali con i tesserati, come richiesto dalle normative vigenti. Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa euro 90 milioni sull’esercizio 2019/2020. Qualora le competizioni sportive della stagione in corso riprendessero, la Società e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi sulla base della ripresa e dell’effettiva conclusione delle stesse. Juventus desidera ringraziare i calciatori e l’allenatore per il senso di responsabilità dimostrato in un frangente difficile per tutti. Juventus.com
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