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  1. 71 points
    non sono né allegriano, né anti allegriano, ma bisogna avere il coraggio di capire quando un ciclo è finito, probabilmente andava fatto già dopo Cardiff, non farlo ora sarebbe una follia.
  2. 53 points
    Dopo lo choc di martedì si è giustamente detto e ridetto di tutto, disquisizioni tecnico-tattiche che si sprecano, caccia ai responsabili di un fallimento, identificabili per gran parte con un nome e cognome, quello dell'allenatore in prima battuta, e alcuni calciatori in seconda. La parola giusta, centrale, è proprio questa: fallimento. Lo è per i tifosi, lo è per i media. Lo è anche per la società Juventus? Ovvero per chi è abituato a valutare tutto freddamente e sempre in un'ottica puramente manageriale e scevra da ogni impulsività sentimentale? Qui c'è da porre un primo paletto. La società, per bocca di Andrea Agnelli, è sempre stata chiara: l'obiettivo aziendale è scudetto e quarti di finale di Champions tutti gli anni. O se suona meglio, arrivare in primavera ancora in corsa su ogni fronte. La tesi è che quando si approda ai quarti, si aprono scenari potenzialmente infiniti: una volta vinci, una vai in finale, un'altra esci ai quarti, un'altra ancora in semifinale, ma quello che conta è essere nel G8 stabilmente. E ovviamente non fallire gli appuntamenti nazionali, almeno fino a che persisterà questo gap di competizione così elevato. Per un discorso di visibilità e di crescita nel lungo periodo; perché solo così si rafforza sempre di più lo status di big nel tempo; per l'idea di solida affidabilità che si trasmette agli investitori e a chi guarda alla Juventus come potenziale fonte di guadagno (che sia un azionista o un partner commerciale); perché una logica alla base di qualsiasi azienda di medio spessore anche fuori dall'ambito sportivo è cristallizzare lo step che si è raggiunto, preoccuparsi di non tornare indietro prima ancora che di progredire. E per la Juventus quello guadagnato in questi anni, anche grazie alla filosofia gestionale del suo allenatore, è un grande anzi enorme punto di arrivo che va consolidato quanto più possibile prima di fissare un nuovo punto di partenza, almeno fino al 2024 quando si apriranno nuovi orizzonti nella competizione internazionale, e la Juventus ha deciso di arrivarci in primissima linea. Oggi, detto crudamente, un mancato passaggio di un ottavo o peggio ancora di un girone, avrebbe nel percorso di crescita un impatto negativo superiore anche a quello, inversamente proporzionale, che avrebbe una vittoria della Champions, che resta comunque l'obiettivo messo nel mirino e conseguibile solo se non sgarri mai prima. Che piaccia o no, Allegri questo tipo di risultato è stato in grado di garantirlo quattro volte su cinque nella sua gestione, e l'unica volta che non ha raggiunto i quarti è stato solo ai supplementari contro una delle tre migliori squadre al mondo in quel momento. Anche concentrando le riflessioni sull'ultimo biennio, forse quello maggiormente messo in discussione di tutta la gestione allegriana, l'anno scorso ha eliminato agli ottavi una squadra che quest'anno è semifinalista, questa stagione ha sopravanzato l'Atletico che è stata una delle squadre protagoniste della CL degli ultimi anni e anche quest'anno super-accreditata ad arrivare in fondo. Dove si vuole arrivare con questo? Che raggiungere i quarti di finale comunque non era scontato né la stagione scorsa né questa, perché contro Tottenham e Atletico c'era il rischio anche di uscire teoricamente (e infatti si è rischiato), e non è scontato in generale perché, con la nuova formula Champions che fa accedere direttamente alla prima fase le prime quattro di ogni campionato, il rischio di big match già agli ottavi è più consistente, a prescindere dal piazzamento nel girone. Ma Allegri ha raggiunto l'obiettivo ugualmente e questo, sempre nella visione aziendale della nostra società, ha grandissimo valore. Va tutto bene quindi? Ovviamente no. Quest'anno ci sono da registrare i primi due cocenti fallimenti dell'era allegriana, perché prima di martedì durante la gestione Allegri la Juve si era inginocchiata solo davanti alle solite Real, Barcellona e Bayern, ma in tutte le altre eliminatorie in cui partiva da favorita non aveva mai fallito, in serie: Dortmund, Monaco 2015, Porto, Monaco 2017, Tottenham, Atletico; e in un paio di occasioni anche partendo leggermente sfavorita: Real 2015, Barca 2017. Non solo, dopo quattro double di fila, è arrivato anche il primo duro stop in uno dei due obiettivi nazionali, seppur minore: la Coppa Italia, dove l'eliminazione è stata prematura e con modalità discutibili. Si può dire quindi senza ombra di dubbio alcuna che questa, dal punto di vista dei freddi risultati, sia la peggiore stagione dell'era Allegri: per la prima volta è stato mancato un obiettivo nazionale e per la prima volta c'è stato un tracollo in Champions in uno scontro dove si partiva nettamente coi favori del pronostico (si ragiona sempre su valori teorici sulla carta, chiaro che l'Ajax ha dimostrato sul campo valori che vanno oltre il pedegree internazionale dei loro singoli). C'è inoltre un'aggravante che non si può trascurare: questo peggioramento è avvenuto in una stagione per ovvie ragioni particolare, la stagione in cui è stato comprato Cristiano Ronaldo, sono stati aggiunti ad una base già fortissima Cancelo, Bonucci ed Emre Can, per la prima volta sono stati trattenuti tutti i top player centrali nel progetto (eccetto il solo Higuain comunque tagliato fuori dall'arrivo dell'asso portoghese). Insomma, un mercato che ha avuto una sola parola d'ordine: ambizione. Non soltanto, però, non è stato fatto il logico ultimo step (in termini di mentalità, gioco e autorevolezza dimostrata) ma, come detto, c'è stato un oggettivo passo indietro rispetto alle annate precedenti. In Champions, non si può neanche parlare tanto di "incidente episodico": gli stop bruschi nella competizione sono stati quattro in dieci partite, tutti nelle ultime sette addirittura. Tradotto: l'Ajax ha fatto spegnere il motore ad una macchina che già aveva sbandato varie volte nel suo tragitto. Dunque, nella testa di Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Pavel Nedved, come si mischiano queste due componenti? Da un lato la capacità di Allegri di non mancare quello che è considerato l'obiettivo aziendale minimo e inderogabile (scudetto+quarti di finale CL), dall'altro la crescita non avvenuta e addirittura l'arretramento nello sviluppo del progetto tecnico allegriano? Quale delle due componenti incide di più nelle riflessioni? La batosta con l'Ajax viene considerata un fisiologico stop all'interno di un percorso a lunga scadenza o sintomatico di un qualcosa di più serio e che potrebbe portare a quel famoso indietreggiamento nello status acquisito che la società cerca di proteggere strenuamente? E su quale procedimento mentale si arriva ad appurare una cosa o l'altra? C'è poi una componente esterna, di emotività ambientale, che non va altrettanto trascurata, perché la Juventus è giustamente trattata e gestita da azienda a 360 gradi, ma non tutti gli aspetti di un'azienda caratterizzano una società calcistica. L'ambiente è svilito, depresso, frustrato, negativo al massimo, guarda allo scudetto come un qualcosa di soltanto dovuto e ormai neanche più tanto da festeggiare. Il territorio su cui confrontarsi è diventato unicamente quello europeo e pesa, inevitabilmente, il lunghissimo digiuno e la fila di delusioni brucianti, molte delle quali nemmeno associabili all'attuale società, ma ogni anno senza coppa è un macigno sulle spalle di una tifoseria che vive il suo tifo quasi unicamente in funzione delle partite europee. Non bisogna avere il timore di utilizzare la parola "ossessione", la pazienza è sempre di meno. Alla squadra, inutile dirlo, penetra dall'esterno tutta la negatività, che in campo europeo al momento del dunque si trasforma in impotenza. Gli anni precedenti si è ripartiti nella delusione ma anche nella consapevolezza che si era caduti solo dinanzi a dei mostri, e che il futuro avrebbe presto sorriso, specie se uno di quei mostri lo hai portato dalla tua parte. Ma l'Ajax ha spiattellato in faccia in modo quasi violento una realtà diversa, e la rassegnazione che la Juventus non sarà mai all'altezza di raggiungere il suo sogno, neanche se prendi il Re della Champions League. Ossessione permanente, questo è il destino che oggi vede il tifoso bianconero. Non è chiaramente così, la Juventus quella coppa la rivincerà perché l'ha già alzata due volte e succederà ancora, ha tutto, ma proprio tutto, per farcela. Anche più di una volta. Ma oggi la società deve fare i conti con una sfiducia e una rabbia che rischia di travolgere tutto e tutti come un ciclone, e la sensazione è che stavolta difficilmente il mercato potrà riaccendere l'entusiasmo. Tumulto di pensieri e sensazioni. Ma anche la necessità di tenere fede ad una logica aziendale. Oggi, Andrea Agnelli, non può sbagliare scelta.
  3. 39 points
    Su Dybala bisogna fare una scelta definitiva: o lo si tiene e lo si fa giocare vicino alla porta, o lo si cede. Perchè fargli fare il tuttocampista significa depotenziarlo, anzi annullarlo
  4. 37 points
  5. 35 points
    Dopo 8 anni forse per alcuni tifosi ci sarebbe bisogno di assaporare qualche sconfitta per tornare a capire cosa vuol dire vincere. Forza Juve.
  6. 35 points
    A quelli che non lo festeggiano, siete i peggiori, ve li dedico tutti e OTTO !!!!!!
  7. 31 points
    PResentarsi in quelle condizioni atletiche ad un quarto di finale, nella coppa che deve essere il tuo unico obiettivo (a campionato chiuso a novembre) varrebbe da solo l’esonero immediato. traslasciando poi tutto l’aspetto tecnico e tattico che lasciamo perdere.
  8. 30 points
    Ci vuole coraggio, un coraggio a livelli molto più elevati, ci vuole il coraggio di interrompere drasticamente la tradizione di famiglia dentro la quale ogni singolo Agnelli è stato cresciuto, pane e scudetto, pane e Italia siamo nel XXI secolo e il calcio è cambiato, almeno 3 delle 4 semifinaliste di Champions sono la vittoria del gioco del calcio, sono la vittoria di principi ben precisi, sono la vittoria di allenatori che si fanno un mazzo tanto per insegnare i movimenti e per migliorare la tecnica non c'è una ricetta perfetta che ti permette di perdere il campionato e vincere la coppa, sicuramente nel 2019 le squadre che speculano, improvvisano, non corrono, non pressano, si spaccano, gestiscono gli 1-0 per vincere le 38 partite sul suolo nazionale poi in Europa vanno giustamente a casa prima lo si capisce, meglio sarà per tutti noi, se non lo si vuole capire, si prosegua su questa linea sabauda da anni 30 e a una certa si raccoglieranno i frutti anche economici del fallimento
  9. 25 points
    Io sono un "allegriano", ma il suo ciclo è finito. La cosa che da fastidio a noi tifosi, che nessuno paga l'enorme fallimento della partita dell'altra sera, ci sta non vincere la champions, ma perdere cosi no.
  10. 24 points
    Quindi in questo forum non si possono nemmeno più fare battute? Datevi un regolata, state esagerando. Ma per favore......
  11. 23 points
  12. 23 points
    Allegri fa comodo, fa da parafulmine, non si lamenta, porta il risultato minimo (ed è lì che verte tutto...) e la società ha incassato quanto le serviva. Questo prima ancora di tutti i sacrosanti discorsi tecnici. La conclusione viene da sé, temo.
  13. 22 points
    Frega nulla, da prendere subito al posto del livornese. Anche solo per salvaguardare le retine di ogni tifoso...
  14. 20 points
    Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli splendido esempio di dedizione alla causa bianconera protagonisti dal primo all'ottavo capitolo di questa incredibile impresa RAGAZZI, VOI SIETE LEGGENDA!!!
  15. 20 points
    E per il l'ottavo anno consecutivo VECCHIASIGNORA.COM DICE GRAZIE A TUTTA LA JUVENTUS F.C. PER LA VITTORIA DEL CAMPIONATO ITALIANO 2018/19 GRAZIE AI GIOCATORI, AL MISTER, ALLO STAFF TECNICO E MEDICO. GRAZIE AL PRESIDENTE, AL CHIEF FOOTBALL OFFICER E A TUTTE LE COMPONENTI SPORTIVE E MANAGERIALI DELLA SOCIETA’ JUVENTUS
  16. 20 points
  17. 18 points
    aridanghete. Se non si cambia guida sanè (o chi per lui di TALENTO) si ridurrà a macchietta e a fare il terzino per far giocare mandzukic.
  18. 18 points
    La decisione è semplice.. la juventus è l'unica squadra con una buonissima rosa che: •Gioca un non calcio che fa diventare interessante pure i programmi di marzullo • nonostante abbia numerosi calciatori dai piedi buoni non riesce a fare due passaggi di fila •non sa verticalizzare e non gioca un calcio propositivo • non ha grinta ed ha una flemma maggiore di quella messa in campo nella partita del cuore • non è mai in condizione fisica e non riesce a pressare alta come fanno gli avversari •patisce una quantitá indefinibile di infortuni muscolari •non riesce mai ad uscire dal pressing alto degli avversari perchè gli attaccanti non hanno un * di schema o delle direttive su come muoversi per mettere in condizione i centrocampisti di liberarsi del pallone •non tentiamo quasi mai il tiro da fuori ma cerchiamo di entrare in porta col pallone non sapendolo fare •dopo che segniamo un gol parte l'abbiocco da marijuana e ci chiudiamo a riccio dietro facendo fare agli avversari il * che vogliono. Ancora non capisco che funghi allucinogeni usa chi difende la persona che sta distruggendo la storia della juve Una volta la juve era quella che ti faceva * nei pantaloncini, che correva come pazzi, che se non stavi attento ti segnava al 92" perchè non mollava mai, era una squadra che pressava alta e non aveva paura di attaccare... Ora golletto grazie al campione di turno e tutti dietro a giocare a briscola fino alla fine.. Fino alla fine.. se continuiamo con l'anticalcio arriviamo davvero alla fine.. ma intesa in un altra maniera #freejuventus
  19. 17 points
    Sei contento? E' l'ottava volta di fila che te lo facciamo rivedere E anche per questo scudo, postiamo immagini, clip, dichiarazioni e video di chi per una intera stagione ha sperato di non vederci con il numero 37! Non gli resta che rosicare per l'ottava volta consecutiva ... e come gli scorsi anni proprio di brutto E buon "Maalox" a tutti loro (con i ringraziamenti dei medici specialisti a pagamento e dell'associazione farmacisti italiani )
  20. 17 points
    Per l'obiettivo Champions 2020, rilanciato dal pres Agnelli, noi puntiamo Zaniolo (forse) Chiesa, Romero e non so chi.. Gli altri trattano: Il Real: Hazard Mbappè Pogba Neymar Il Barca: De Jong De Ligt Greizmann il Bayern: Pavard Hernandez e Bale Dai basta favolette... Quando capiranno che servono i Campioni veri per vincere allora forse... Finché schiererai pippe clamorose come De Sciglio, Rugani o Bernardeschi in un quarto di finale giusto è uscire subendo una lezione di calcio e facendo una figuraccia europea...
  21. 17 points
    Dico a mio figlio di 12 anni: ”Alessandro, visto il risultato del Napoli, metti la diretta di tutte le partite di EL, che ci sono risultati interessanti “ Lui, senza guardarmi neanche, risponde: ”No babbo, voglio vederli soffrire fino in fondo” ho plasmato un mostro.
  22. 15 points
    Io non ho mai amato Pjanic, ma ritengo anche che le sue potenzialità non vengano esaltate a causa della cronica mancanza di gioco. Quando Pjanic ha intorno a se opzioni di passaggio, diventa un ottimo giocatore. Quindi, possiamo comprare anche Modric che tanto non cambierebbe la sostanza... il pesce puzza dalla testa ed è quella che va cambiata.
  23. 15 points
    A me Chiesa non piace per niente gioca a testa bassa e mi pare un calciatore da realtà media come la Fiorentina,con i Chiesa la Champions la vinci nel duemilamai
  24. 15 points
  25. 14 points
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