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Stanislr87

Scouting: la risposta italiana alla crisi

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Scouting: la risposta italiana alla crisi

17/02/2014

 

 

I sistemi italiani, salvo poche eccezioni, sono ancora molto inferiori rispetto a quelli esteri, ma vedere debuttare il giovane portiere Scuffet con l'Udinese o giovani talenti come Granatiero e Moretti, andare rispettivamente alla Juventus e al Bologna fanno capire che le cose stanno realmente cambiando

 

In questo periodo di crisi, in cui all'estero si vedono squadre spendere fior di milioni per accaparrarsi i migliori calciatori (come per esempio il Real che questa estate ha speso ben 100 milioni per comprare Bale), in Italia si è cominciato, finalmente, ad osservare i talenti che si hanno in casa e, qualche volta, anche a lanciarli in prima squadra. Sicuramente i sistemi di scouting italiani, salvo poche eccezioni, sono ancora molto inferiori rispetto a quelli esteri, ma vedere in questi mesi debuttare il giovane portiere Scuffet con l'Udinese o giovani talenti come Granatiero e Moretti, andare rispettivamente alla Juventus e al Bologna, compiendo un quadruplo salto di categoria, fanno capire che le cose stanno realmente cambiando.

Infatti sembrerebbe che le squadre italiane abbiano capito che per combattere lo strapotere economico delle grandi potenze europee, bisogna anticiparle sul tempo, cioè bisogna individuare i possibili talenti prima che questi esplodano definitivamente, diventando protagonisti di aste milionarie. A mio parere le squadre che stanno svolgendo al meglio questo compito in Italia sono l'Udinese, l'Atalanta e la Juventus, e allora oggi andremo ad analizzare nello specifico i vari modi in cui queste squadre affrontano lo scouting di giovani talenti.

L'Udinese fa della sua struttura di scouting, il fiore all'occhiello della società, grazie alla presenza di persone preparate e professionalmente valide. Il club friulano è stato il primo club che ha capito come contrastare le big; infatti, non disponendo dello stesso capitale finanziario dei grandi club, cerca di anticiparli, puntando su giovani talenti ancora sconosciuti al vecchio continente. Infatti, mentre tutti i club vanno a scovare i talenti nei principali campionati sudamericani (brasiliani e argentini), i friulani invece puntano i campionati di seconda fascia, dove hanno poca concorrenza e si muovono con grande tranquillità (Cile e Colombia). Ma la società di Pozzo è attiva anche in Europa, dove gli occhi vigili dei talent scout sono puntati sui campionati dell'est.

Ma la cosa sorprendente è il grande lavoro che c'è dietro, infatti la selezione di un giocatore si basa sulla visione dal vivo e su video delle sue prestazioni, che poi porteranno alla decisione finale.

Poi una volta che il calciatore viene acquistato dalla società, viene subito blindato con un contratto di cinque anni. Questo per evitare che, dopo una o due stagioni a Udine, il giocatore possa accordarsi con altri club in prossimità della scadenza contrattuale, a discapito della società. Quest’ultima, qualora decidesse di privarsi del suo gioiello, ha come obiettivo quello di realizzare una cospicua plusvalenza. Un altro sistema per la ricerca di nuovi talenti è quello dell'Atalanta. La squadra bergamasca, infatti, punta molto sul settore giovanile, e diversamente dall'Udinese, preferisce far crescere i propri giovani nelle sue squadre, per poi lanciarli in prima squadra; uno degli ultimi a completare questo cammino di formazione è stato Daniele Baselli, che oggi gioca stabilmente in prima squadra, come vice di Cigarini. Infatti la società neroazzurra preferisce non puntare su giovani già formati, che sarebbero delle vere e proprie scommesse, ma preferisce progettare un percorso più lungo di formazione, puntando su giocatori di 10/11 anni e che, portati avanti, possono diventare interpreti di alto livello.

Questo metodo pensato da Mino Favini, responsabile del settore giovanile, ha già portato grandi risultati, infatti l'anno scorso la primavera ha raggiunto le semifinali della Viareggio Cup, dove poi è stata sconfitta dai pari età dell'Inter solo ai rigori, invece quest'anno, nonostante l'avventura sia finita prima (sconfitta ai quarti contro i campioni in carica dell'Anderlecht), la formazione sta dominando il proprio girone del campionato primavera, essendo ancora imbattuta. Probabilmente questi successi sono determinati proprio da questo cammino, infatti i giocatori arrivano alla squadra primavera, con un percorso comune di 6/7 anni, che crea in loro grande feeling e un attaccamento alla maglia notevole.

Infine l'ultimo sistema che andremo ad analizzare è quello della Juventus. La squadra bianconera adotta una tattica diversa per la selezione dei giovani. Infatti la società punta sulle comproprietà e sui prestiti, naturalmente tutti a favore proprio; in questo modo gli osservatori hanno modo di scommettere su dei giovani talenti, lasciandoli maturare però in altri club. La società opera in questo modo da molti anni, e ha già molti giocatori sparsi in Italia, dalla Serie A alla Serie D; in questo modo i giocatori hanno la possibilità di crescere con tranquillità e senza sentire il peso della maglia bianconera.

Ma una cosa molto importante è il fatto che questi giocatori non vengono “abbandonati”, ma continuano ad essere seguiti anche dal vivo,mostrando così ai giocatori la loro importanza per la società e concedendo un solido punto di riferimento. Questa strategia ha già portato diversi giocatori alla Juventus, uno di questi, per esempio è stato Masi che nell'estate del 2012 è stato prelevato completamente dalla Pro Vercelli, dopo che l'anno precedente era stata acquistata la metà del cartellino; sicuramente altri giocatori seguiranno lo stesso percorso, infatti sulla lista dei favoriti ci sono Berardi, Zaza, Gabbiadini, tutte giovani promesse che non aspettano altro che un'occasione per dimostrare il loro valore con la maglia bianconera.

Questa politica adottata dalle società sicuramente darà i suoi frutti e piano piano riporterà le squadre italiane di nuovo nell'Olimpo del calcio europeo, per cui non resta che attendere l'arrivo di questa nuova “era”, gustandoci, nel frattempo, le nuove giovani promesse che porteranno in alto l'onore italiano in futuro.

 

Editoriale a cura di Marco Pantaleo

 

 

 

(zonacalciofaidate.org)

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