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Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

Post in rilievo

19 minuti fa, AranB. ha scritto:

Sicuramente hanno più risorse i Sauditi che noi paesi del Mediterraneo(Italia in primis) per poter accogliere i migranti ma chissà come mai nella famosa "rotta asiatica" ci sono migliaia di persone che premono sul confine turco per arrivare in Europa.....Sarà mica perché le possibilità assistenziali che si trovano nel vecchio continente nel medio oriente opulento se le sognano??

In primis anche in quel caso la geografia ha un suo ruolo, perché i siriani ed iracheni che scappavano dalle regioni devastate dell'Isis (quindi a Nord di Iraq e Siria) non potevano di certo andare verso Sud, l'unica via di fuga era la Turchia, da lì quindi l'Europa.

Quelli fuggiti all'inizio della guerra (dal regime) li trovi invece in Giordania e Libano (circa 3 milioni).

E poi perché i paesi del golfo oggi sono tra i più restrittivi al mondo in materia di cittadinanza, ecc, se vai in Germania a rifarti una vita (ovvero pensando che non tornerai MAI più a casa tua) sai che prima o poi diventerai cittadino e quella sarà casa tua. I paesi del golfo invece la cittadinanza non te la concedono quasi mai, non c'è legame di lingua, cultura o religione che tenga. Di fatto solo pochissimi eletti, per meriti particolari, ricevono la cittadinanza. Loro si giustificano con il fatto che avendo % di immigrati altissime (fino all'80% appunto) se concedessero facilmente la cittadinanza a tutti un paese come gli Emirati per dire diventerebbe una nazione indiana (ci sono più indiani che emiratini nel paese) e via dicendo. Chiaramente è una scusa che tiene fino ad un certo punto perché se l'obiettivo è veramente quello di "preservarsi" culturalmente basterebbe mettere requisiti di lingua e conoscenza della cultura per accedere alla cittadinanza, cosa che fanno diversi paesi nel mondo. 

Ecco quindi che la tipologia di immigrazione verso quei paesi è solo di natura economica, di gente che ci vive (anche per 30 anni) ma non con l'idea del "per sempre". Ci sono facilitazioni per gli investitori (se compri case di un certo valore a Dubai hai 99 anni di "permesso di soggiorno"). Quindi è chiaro che un contesto simile NON è l'ideale per chi scappa da una guerra e vuole rifarsi una vita in un paese che diventi poi il suo e quello dei suoi figli. 

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4 minuti fa, Gidan73 ha scritto:

Il problema è che rimangono in Italia per mesi. Non è che ti mandano in Germania o in Svezia la settimana dopo...no. Li mandano lì solo quando fa comodo ai paesi ospitanti. L'Italia nel frattempo è diventato il GHETTO d' Europa dove si concentrano tutti gli immigrati che vengono sfruttati e schiavizzati da chi vuole farci business.

Ogni persona ospitata frutta in Italia 38 euro al giorno...un mare di soldi al mese se ne ospiti tanti. In più ottieni manodopera a basso costo e in nero.

Questa è la nuova tratta degli schiavi.

Certo, ma era per dire che in realtà la favola degli 800 milioni di africani che vogliono venire in Italia è, per l'appunto, una favola. 

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6 minuti fa, JuventusOnly ha scritto:

In primis anche in quel caso la geografia ha un suo ruolo, perché i siriani ed iracheni che scappavano dalle regioni devastate dell'Isis (quindi a Nord di Iraq e Siria) non potevano di certo andare verso Sud, l'unica via di fuga era la Turchia, da lì quindi l'Europa.

Quelli fuggiti all'inizio della guerra (dal regime) li trovi invece in Giordania e Libano (circa 3 milioni).

E poi perché i paesi del golfo oggi sono tra i più restrittivi al mondo in materia di cittadinanza, ecc, se vai in Germania a rifarti una vita (ovvero pensando che non tornerai MAI più a casa tua) sai che prima o poi diventerai cittadino e quella sarà casa tua. I paesi del golfo invece la cittadinanza non te la concedono quasi mai, non c'è legame di lingua, cultura o religione che tenga. Di fatto solo pochissimi eletti, per meriti particolari, ricevono la cittadinanza. Loro si giustificano con il fatto che avendo % di immigrati altissime (fino all'80% appunto) se concedessero facilmente la cittadinanza a tutti un paese come gli Emirati per dire diventerebbe una nazione indiana (ci sono più indiani che emiratini nel paese) e via dicendo. Chiaramente è una scusa che tiene fino ad un certo punto perché se l'obiettivo è veramente quello di "preservarsi" culturalmente basterebbe mettere requisiti di lingua e conoscenza della cultura per accedere alla cittadinanza, cosa che fanno diversi paesi nel mondo. 

Ecco quindi che la tipologia di immigrazione verso quei paesi è solo di natura economica, di gente che ci vive (anche per 30 anni) ma non con l'idea del "per sempre". Ci sono facilitazioni per gli investitori (se compri case di un certo valore a Dubai hai 99 anni di "permesso di soggiorno"). Quindi è chiaro che un contesto simile NON è l'ideale per chi scappa da una guerra e vuole rifarsi una vita in un paese che diventi poi il suo e quello dei suoi figli. 

Massimo rispetto per la Giordania stato che non vive di certo nella bambagia molto meno per i paesi arabi ricchi e non tanto per le politiche restrittive verso i migranti ma perché mai al centro di critiche da parte dell'occidente asservito per meri interessi economici....Più facile la levata di scudi e gli starnazzi indignati verso l'Italia.....

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13 ore fa, JuventusOnly ha scritto:

Non ha alcun senso parlare di 800 milioni che vogliono venire in Italia e via dicendo, per il semplice fatto che per questa gente l'Italia NON è la destinazione finale, come non lo è la Grecia per la rotta a Est, sono solo corridoi di passaggio verso il "sogno" tedesco, olandese, svedese, ecc. Anche dall'altra parte del mediterraneo sanno in quali paesi europei si sta bene e in quali no, sono poveri, mica fessi. 

E allora come mai appena sbarcati chiedono tutti asilo politico(che ne abbiano diritto o no) all Italia?

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Non so se l'attuale governo italiano (che personalmente non ho votato per ragioni che esulano da questa discussione) riuscirà a mantenere la linea dura nei confronti degli immigrati oppure se (come credo, fortissimamente credo) il respingimento di ieri sarà solo una specie di spottone su cui vivere di rendita per i prossimi mesi. Se lo farà (a prescindere dal come) allora ben venga. Altrimenti, per quanto mi riguarda, non sarà altro che una conferma dei miei pregiudizi nei confronti di un certo modo di fare politica-spettacolo. Anzi, nel nostro caso avanspettacolo di bassa lega.

Vedremo dunque nei prossimi mese se oltre al fumo ci sarà anche un minimo di arrosto. E per arrosto intendo una radicale revisione del trattato di Dublino, che di fatto para il * a tutto il nord-Europa, accompagnato dall'obbligo di fare finalmente rispettare (anche qui a prescindere dal come) i loro doveri e le loro quote anche a quelli di Visegrad (il sig. Orban in testa), i quali finora se ne sono altamente sbattuti pur accogliendo invece a braccia aperte i finanziamenti UE.

Perchè se è vero come pare vero che il sig Orban e gli altri come lui, ne hanno le palle piene di immigrazione e immigrati (pur non avendone in casa neanche uno) allora, di vedere branchi di africani nullafacenti che ciondolano a ufo nelle nostre città  - spesati, vestiti, mangiati e telefonati grazie alle nostre tasse - ne abbiamo le palle strapiene pure noi, ed a maggior ragione visto che - diversamente da loro - ne accogliamo a centinaia di migliaia.

Ma la cosa veramente paradossale è come possano, quelli come Orban, riscuotere così tanto successo dalle nostre parti (l'attuale palazzo Chigi in testa), nonostante siano loro i primi, con il loro atteggiamento, a metterlo nel * all'Italia.

I prossimi mesi quindi ci diranno se gli attuali inquilini di palazzo Chigi continueranno o meno a sbattere i pugni sul tavolo e se nel farlo non si limiteranno a sbraitare come sempre contro i loro nemici di Bruxelles ma anche per una volta contro i loro amichetti di Visegrad.

Da questo punto passerà la differenza tra politici e cialtroni.

 

 

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14 ore fa, JuventusOnly ha scritto:

In primis anche in quel caso la geografia ha un suo ruolo, perché i siriani ed iracheni che scappavano dalle regioni devastate dell'Isis (quindi a Nord di Iraq e Siria) non potevano di certo andare verso Sud, l'unica via di fuga era la Turchia, da lì quindi l'Europa.

Quelli fuggiti all'inizio della guerra (dal regime) li trovi invece in Giordania e Libano (circa 3 milioni).

E poi perché i paesi del golfo oggi sono tra i più restrittivi al mondo in materia di cittadinanza, ecc, se vai in Germania a rifarti una vita (ovvero pensando che non tornerai MAI più a casa tua) sai che prima o poi diventerai cittadino e quella sarà casa tua. I paesi del golfo invece la cittadinanza non te la concedono quasi mai, non c'è legame di lingua, cultura o religione che tenga. Di fatto solo pochissimi eletti, per meriti particolari, ricevono la cittadinanza. Loro si giustificano con il fatto che avendo % di immigrati altissime (fino all'80% appunto) se concedessero facilmente la cittadinanza a tutti un paese come gli Emirati per dire diventerebbe una nazione indiana (ci sono più indiani che emiratini nel paese) e via dicendo. Chiaramente è una scusa che tiene fino ad un certo punto perché se l'obiettivo è veramente quello di "preservarsi" culturalmente basterebbe mettere requisiti di lingua e conoscenza della cultura per accedere alla cittadinanza, cosa che fanno diversi paesi nel mondo. 

Ecco quindi che la tipologia di immigrazione verso quei paesi è solo di natura economica, di gente che ci vive (anche per 30 anni) ma non con l'idea del "per sempre". Ci sono facilitazioni per gli investitori (se compri case di un certo valore a Dubai hai 99 anni di "permesso di soggiorno"). Quindi è chiaro che un contesto simile NON è l'ideale per chi scappa da una guerra e vuole rifarsi una vita in un paese che diventi poi il suo e quello dei suoi figli. 

Fanno benissimo. Conoscere la lingua non comporta necessariamente assimilazione. Con quelle percentuali poi si verificherebbe il contrario.

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2 ore fa, Conte Vlad ha scritto:

E allora come mai appena sbarcati chiedono tutti asilo politico(che ne abbiano diritto o no) all Italia?

Non tutti ma alcuni sono costretti perchè altrove hanno sbarrato le frontiere e perchè comunque in Italia si sta meglio rispetto a dove provengono. Il che non significa nulla perchè noi dobbiamo ambire a stare sempre meglio e non peggio, altrimenti la nostra sarà sempre più una corsa verso l'abisso dove rischiamo di affondare, risucchiati dall'Africa invece che tendere agli standard qualitativi del nord Europa.

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50 minuti fa, sol invictus ha scritto:

Non so se l'attuale governo italiano (che personalmente non ho votato per ragioni che esulano da questa discussione) riuscirà a mantenere la linea dura nei confronti degli immigrati oppure se (come credo, fortissimamente credo) il respingimento di ieri sarà solo una specie di spottone su cui vivere di rendita per i prossimi mesi. Se lo farà (a prescindere dal come) allora ben venga. Altrimenti, per quanto mi riguarda, non sarà altro che una conferma dei miei pregiudizi nei confronti di un certo modo di fare politica-spettacolo. Anzi, nel nostro caso avanspettacolo di bassa lega.

Vedremo dunque nei prossimi mese se oltre al fumo ci sarà anche un minimo di arrosto. E per arrosto intendo una radicale revisione del trattato di Dublino, che di fatto para il * a tutto il nord-Europa, accompagnato dall'obbligo di fare finalmente rispettare (anche qui a prescindere dal come) i loro doveri e le loro quote anche a quelli di Visegrad (il sig. Orban in testa), i quali finora se ne sono altamente sbattuti pur accogliendo invece a braccia aperte i finanziamenti UE.

Perchè se è vero come pare vero che il sig Orban e gli altri come lui, ne hanno le palle piene di immigrazione e immigrati (pur non avendone in casa neanche uno) allora, di vedere branchi di africani nullafacenti che ciondolano a ufo nelle nostre città  - spesati, vestiti, mangiati e telefonati grazie alle nostre tasse - ne abbiamo le palle strapiene pure noi, ed a maggior ragione visto che - diversamente da loro - ne accogliamo a centinaia di migliaia.

Ma la cosa veramente paradossale è come possano, quelli come Orban, riscuotere così tanto successo dalle nostre parti (l'attuale palazzo Chigi in testa), nonostante siano loro i primi, con il loro atteggiamento, a metterlo nel * all'Italia.

I prossimi mesi quindi ci diranno se gli attuali inquilini di palazzo Chigi continueranno o meno a sbattere i pugni sul tavolo e se nel farlo non si limiteranno a sbraitare come sempre contro i loro nemici di Bruxelles ma anche per una volta contro i loro amichetti di Visegrad.

Da questo punto passerà la differenza tra politici e cialtroni.

 

 

Io credo continueranno, e lo dico da sostenitore del governo che ho votato (ma non in quota leghista). Comunque l'obiettivo è regolamentare l'immigrazione, non cessarla, perchè  è comunque in parte necessaria per ragioni demografiche (pure nel programma leghista, ben nascosto, questo punto viene riconosciuto). Per quanto riguarda gli immigrati non ce l'ho con loro e non condivido l'odiosa retorica sulla "pacchia" ma il nemico è chi li sfrutta e tutti i falsi profeti dell'accoglienza.

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