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Occhio allo schermo!

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1 ora fa, POLARMAN ha scritto:

il primo lo vidi qualche anno fa e ne fui subito conquistato...malkovic grandioso con la spia donna eccezioanale...il secondo lo devo vedere, ora che ho amche premium non tardero' (idem per Kick Ass, il primo era simpatico)

Mad Max Fury ha segnato il passo...dopo 4 anni dalla sua uscita, ancora non ho visto un action che gli si avvicini....che film (l'ho appena registrato su premium perché a distanza di anni voglio rivederlo, film grandioso)

atomica bionda invece lo registrero' visto i tuoi commenti

Malkovich veramente istrionico al massimo......questi vecchi marpioni  danno ancora due piste ai giovincelli😅

Ora con Premium su Sky la scelta e' molto piu' ampia.......direi che finirà hanno un bel pacchetto di film

 

Mad Max fury Road mi ha fulminato.

Una gioia per gli occhi e per le orecchie.un opera d"arte.

Come detto negli ultimi 20 anni mai visto un action cosi' di alto livello e con un pelo di coraggio avrebbe meritato l'Oscar assoluto.

Atomica bionda e' in programmazione.....magari me lo riguardo una seconda volta😅

E pare ci sara' un sequel 

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9 ore fa, Ronnie O'Sullivan ha scritto:

 

Scusate se mi auto-quoto, cosa di una  volgarità inusitata, ma è dal termine del film che mi ronza per la testa una domanda, e siccome sono nevrotico, non avendo trovato in me una risposta convincente, la pongo a voi, perché se non la trovo sto male :d: [spoiling warning]

 

non ho ben capito, nell'economia del film, il senso della scena in cui il presunto stupratore (ma non della povera figlia di Mildred) si presenta nel negozio di Mildred provocandola e minacciandola. 

 

uum

Pensai esattamente lo stesso quando vidi il film. Per me è una forzatura della sceneggiatura. Nel senso che, ovviamente, la scena è inserita per 

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far credere agli spettatori che sia lui l'assassino e stupratore della figlia anche se poi così non è

Una delle forzature, a mio avviso, presenti nello script di questo film. Cioè far compiere ai personaggi delle azioni che questi non compirebbero mai, che non hanno alcuna ragione di compiere (come in questo caso), solo per suscitare determinate reazioni negli spettatori.

Poi uno può inventarsi mille motivi per giustificare la scena e il perché lui si sia recato da Mildred, ma in soldoni secondo me l'unica motivazione è quella del pubblico.

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2 ore fa, POLARMAN ha scritto:

P.E.A.C.E....tanto io ti chiamero' sempre Marga tie'

L.o.v.e. è il nome di una statua di Cattelan, non so se conosci.

Se P.e.a.c.e. è una statua fatta da te che raffigura il gesto dell'ombrello, lo userò come prossimo nick:patpat:.ghgh

Nell'angolo non chiamarmi Marga.uffa

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Ho visto IT (2017), poteva esser piú corto. Cioè prima ora di film abbondante abbastanza noiosa e lenta, poi incrementa di ritmo, tuttavia il film non mette granchè paura, anzi, tanto meno l'inquietudine. L'attore svedese che interpreta Pennywise cmq se la cava abbastanza bene.

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21 minuti fa, Smartengine ha scritto:

Ho visto IT (2017), poteva esser piú corto. Cioè prima ora di film abbondante abbastanza noiosa e lenta, poi incrementa di ritmo, tuttavia il film non mette granchè paura, anzi, tanto meno l'inquietudine. L'attore svedese che interpreta Pennywise cmq se la cava abbastanza bene.

Tim Curry non si batte:d

La prima versione di It avra' mille difetti, ma Tim Curry era eccezionale, sta versione con effetti speciali fin troppo assurdi, e'.........orrendo......ma nel senso peggiore:risata3:

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14 minuti fa, Wallaby ha scritto:

Tim Curry non si batte:d

La prima versione di It avra' mille difetti, ma Tim Curry era eccezionale, sta versione con effetti speciali fin troppo assurdi, e'.........orrendo......ma nel senso peggiore:risata3:

Ma quello che manca è soprattutto il senso di terrore, e io son uno che scatta dalla "sedia" facilmente e che si ca**ga facilmente sotto pur essendo affascinato dagli horror (soprattutto quelli sul paranormale) sefz 

La miniserie con Tim Curry la vidi quando ero ragazzino, anzi forse piú bambino, non la ricordo bene ma non la vidi piú in futuro perchè a quell'età certe cose probabilmente nel subconscio ti rimangono .ghgh 

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Adesso, Smartengine ha scritto:

Ma quello che manca è soprattutto il senso di terrore, e io son uno che scatta dalla "sedia" facilmente e che si ca**ga facilmente sotto pur essendo affascinato dagli horror (soprattutto quelli sul paranormale) sefz 

La miniserie con Tim Curry la vidi quando ero ragazzino, anzi forse piú bambino, non la ricordo bene ma non la vidi piú in futuro perchè a quell'età certe cose probabilmente nel subconscio ti rimangono .ghgh 

e' stata trasmessa nel '92 su canale 5, se non erro.

, facevo le superiori, quindi dovrebbe essere fra la seconda e terza....ricordo che se ne discuteva fra i compagni amanti del genere:d

E Tim Curry quando spuntava all'improvviso, lui si, ti faceva salatere dal divano,:d specie se eri al buio, poi il film tv non era un granche', ma nell'immaginario it resta lui.

 

solo questa scena vale tutto il film, e mi sa che parecchi avevano paura a gurdare nei tombini dopo questa:risata3:

 

 

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3 minuti fa, Wallaby ha scritto:

e' stata trasmessa nel '92 su canale 5, se non erro.

, facevo le superiori, quindi dovrebbe essere fra la seconda e terza....ricordo che se ne discuteva fra i compagni amanti del genere:d

E Tim Curry quando spuntava all'improvviso, lui si, ti faceva salatere dal divano,:d specie se eri al buio, poi il film tv non era un granche', ma nell'immaginario it resta lui.

 

solo questa scena vale tutto il film, e mi sa che parecchi avevano paura a gurdare nei tombini dopo questa:risata3:

 

 

Ah ecco canale 5 si, e in prima serata, nel '92 ero alle medie. Si la scena del tombino è mitica, questa l'ho vista tante altre volte

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Adesso, Smartengine ha scritto:

Ah ecco canale 5 si, e in prima serata, nel '92 ero alle medie. Si la scena del tombino è mitica, questa l'ho vista tante altre volte

questa scena la si rivede spesso anche come sfotto' per politici ed altro con ovvie immagini ritoccate:d, vuol dire che e' una scena che e' rimasta nelle menti

 

ho fatto una ricerca veloce,

trasmessa 21 e il 22 febbraio del 1993  su Canale 5

l'anno era quello, difatti ricordavo che era inverno:d

 

poi ovvio che queste miniserie venivano dopo il fenomeno Twin Peaks e reggere il paragone era impossibile, fu creato un nuovo limite e un nuovo genere per le tv.

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8 ore fa, Wallaby ha scritto:

questa scena la si rivede spesso anche come sfotto' per politici ed altro con ovvie immagini ritoccate:d, vuol dire che e' una scena che e' rimasta nelle menti

 

ho fatto una ricerca veloce,

trasmessa 21 e il 22 febbraio del 1993  su Canale 5

l'anno era quello, difatti ricordavo che era inverno:d

Cmq mi hai ricordato Tim Curry e, facendo adesso una ricerca allo scopo di aggiornarmi (tra le altre cose parla abbastanza bene dell'interpretazione di Bill Skarsgard per Pennywise che poi aggiungo io non era facile, sopratutto per un ragazzo, figlio d'arte, del '90), poverino non sapevo mica avesse avuto un ictus. Cmq per quanto mi riguarda al di là di IT lo ricordo sopratutto per "The Rocky Horror Picture Show" e "Mamma ho riperso l'aereo mi sono smarrito a New York" .imb

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10 minuti fa, Smartengine ha scritto:

Cmq mi hai ricordato Tim Curry e, facendo adesso una ricerca allo scopo di aggiornarmi (tra le altre cose parla abbastanza bene dell'interpretazione di Bill Skarsgard per Pennywise che poi aggiungo io non era facile, sopratutto per un ragazzo, figlio d'arte, del '90), poverino non sapevo mica avesse avuto un ictus. Cmq per quanto mi riguarda di là di IT lo ricordo sopratutto per "The Rocky Horror Picture Show" e "Mamma ho riperso l'aereo mi sono smarrito a New York" .imb

beh si, direi due filmettini:d che tutti conoscono, The rocky horror era un must di fine anno su italia 1, un po' come una poltrona per 2 a Natale:d

 

fra i suoi film, senza dubbio i piu' famosi, poi me lo ricordo da protagonista ne Signori, il delitto e' servito, in pratica il gioco del cluedo sul grande schermo.

 

 

purtroppo si, era su una sedia a rotelle, spero si sia un po' ripreso

 

 

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2 ore fa, Juve stile di vita ha scritto:

Pensai esattamente lo stesso quando vidi il film. Per me è una forzatura della sceneggiatura. Nel senso che, ovviamente, la scena è inserita per 

  Mostra contenuto nascosto

Una delle forzature, a mio avviso, presenti nello script di questo film. Cioè far compiere ai personaggi delle azioni che questi non compirebbero mai, che non hanno alcuna ragione di compiere (come in questo caso), solo per suscitare determinate reazioni negli spettatori.

Poi uno può inventarsi mille motivi per giustificare la scena e il perché lui si sia recato da Mildred, ma in soldoni secondo me l'unica motivazione è quella del pubblico.

Con questo ragionamento il cinema di Hitchcock sarebbe tutto negativo, tanto per fare il primo esempio. Le sue scelte cinematografiche spessissimo erano volte a condizionare, sviare, manipolare il pubblico e spesso le sue sceneggiature contenevano scene forzate o irreali, per sua stessa ammissione, in senso voluto. Ma è più comune quello che il contrario...ci sono centinaia di altri esempi.
Non sono queste le falle di uno script, anche perché Tre manifesti a Ebbing non vuole assolutamente essere realistico. È qui la centralità...è un film costruito in modo grottesco, farsesco, metaforico e non ha intenti realistici, non è un film che ha come primo scopo quello di essere un giallo o un poliziesco.
Se è per quello ci sono tante scene poco plausibili, più di quella...ma è volutamente così. Quella scena si può leggere tranquillamente come la provocazione di uno stupratore o comunque di un uomo che ha un'indole di quel tipo, ricalcando ed esternando quindi la propria natura. Estrapolando il comportamento psicologico e applicandolo a casi molto più comuni e meno estremi, è una cosa normale che capita spesso nelle vite comuni e anche a noi.
Non la vedo una scena da analizzare a fondo o da interpretare particolarmente. E proprio perché non ha come primo scopo il giallo realistico (anche perché "giallo realistico" è un'ossimoro... Invito a cena con delitto ha scherzato perfettamente su questo tema), non è importante chi è il colpevole...non c'è nemmeno un colpevole. È un discorso allargato, reso collettivo, sulla violenza, sull'estremo della moralità...il singolo colpevole fisico non esiste in questo film, proprio come concetto.
Poi, certo, c'è anche la componente relativa al pubblico e al fornire una possibile "strada"...come accade normalmente in moltissimi film.

 

Comunque a dire il vero si capisce che non è una reale ammissione ma un atto provocatorio

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10 ore fa, Rhyme ha scritto:

Con questo ragionamento il cinema di Hitchcock sarebbe tutto negativo, tanto per fare il primo esempio. Le sue scelte cinematografiche spessissimo erano volte a condizionare, sviare, manipolare il pubblico e spesso le sue sceneggiature contenevano scene forzate o irreali, per sua stessa ammissione, in senso voluto. Ma è più comune quello che il contrario...ci sono centinaia di altri esempi.
Non sono queste le falle di uno script, anche perché Tre manifesti a Ebbing non vuole assolutamente essere realistico. È qui la centralità...è un film costruito in modo grottesco, farsesco, metaforico e non ha intenti realistici, non è un film che ha come primo scopo quello di essere un giallo o un poliziesco.
Se è per quello ci sono tante scene poco plausibili, più di quella...ma è volutamente così. Quella scena si può leggere tranquillamente come la provocazione di uno stupratore o comunque di un uomo che ha un'indole di quel tipo, ricalcando ed esternando quindi la propria natura. Estrapolando il comportamento psicologico e applicandolo a casi molto più comuni e meno estremi, è una cosa normale che capita spesso nelle vite comuni e anche a noi.
Non la vedo una scena da analizzare a fondo o da interpretare particolarmente. E proprio perché non ha come primo scopo il giallo realistico (anche perché "giallo realistico" è un'ossimoro... Invito a cena con delitto ha scherzato perfettamente su questo tema), non è importante chi è il colpevole...non c'è nemmeno un colpevole. È un discorso allargato, reso collettivo, sulla violenza, sull'estremo della moralità...il singolo colpevole fisico non esiste in questo film, proprio come concetto.
Poi, certo, c'è anche la componente relativa al pubblico e al fornire una possibile "strada"...come accade normalmente in moltissimi film.

 

Comunque a dire il vero si capisce che non è una reale ammissione ma un atto provocatorio

Concordo. Io lo considero in un certo senso più "fiabesco" (esagerazione voluta) de La forma dell'acqua. O per essere più precisi: in Tre manifesti a Ebbing c'è la volontà di trovare della magia nella realtà, ne La forma dell'acqua c'è la volontà di trovare la realtà in un racconto fantasioso, ma senza voler risultare realistici. In entrambi i film lo spettatore è coinvolto e ha reazioni che le metafore presenti nei film, attraverso certe significative scene, portano ad avere. Inoltre dovrebbero entrambi far riflettere dopo la visione, ma in questo a mio avviso ci è riuscito solo Tre manifesti a Ebbing considerando anche la discussione avvenuta in questo topic. .sisi

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10 ore fa, Rhyme ha scritto:

Con questo ragionamento il cinema di Hitchcock sarebbe tutto negativo, tanto per fare il primo esempio. Le sue scelte cinematografiche spessissimo erano volte a condizionare, sviare, manipolare il pubblico e spesso le sue sceneggiature contenevano scene forzate o irreali, per sua stessa ammissione, in senso voluto. Ma è più comune quello che il contrario...ci sono centinaia di altri esempi.
Non sono queste le falle di uno script, anche perché Tre manifesti a Ebbing non vuole assolutamente essere realistico. È qui la centralità...è un film costruito in modo grottesco, farsesco, metaforico e non ha intenti realistici, non è un film che ha come primo scopo quello di essere un giallo o un poliziesco.
Se è per quello ci sono tante scene poco plausibili, più di quella...ma è volutamente così. Quella scena si può leggere tranquillamente come la provocazione di uno stupratore o comunque di un uomo che ha un'indole di quel tipo, ricalcando ed esternando quindi la propria natura. Estrapolando il comportamento psicologico e applicandolo a casi molto più comuni e meno estremi, è una cosa normale che capita spesso nelle vite comuni e anche a noi.
Non la vedo una scena da analizzare a fondo o da interpretare particolarmente. E proprio perché non ha come primo scopo il giallo realistico (anche perché "giallo realistico" è un'ossimoro... Invito a cena con delitto ha scherzato perfettamente su questo tema), non è importante chi è il colpevole...non c'è nemmeno un colpevole. È un discorso allargato, reso collettivo, sulla violenza, sull'estremo della moralità...il singolo colpevole fisico non esiste in questo film, proprio come concetto.
Poi, certo, c'è anche la componente relativa al pubblico e al fornire una possibile "strada"...come accade normalmente in moltissimi film.

 

Comunque a dire il vero si capisce che non è una reale ammissione ma un atto provocatorio

Sì su questo hai ragione, però con Hitchcock stiamo parlando di un cinema diverso. Nel thriller, nell'horror, ecc. io queste "sviate" dalla logica e dalla razionalità ovviamente le accetto sennò cadrebbe tutto. E' ovvio che nei film horror i personaggi si comportano come nessun cristiano sano di mente si comporterebbe mai, ma perché altrimenti il film horror non potrebbe esserci. E' vitale in quel tipo di film. Qui io non sto parlando di "sviare" dalla logica dei personaggi per far andare avanti la trama del film, ma di sviare da quella logica, piegando le psicologie dei personaggi, per ottenere un certo tipo di impatto emotivo sul pubblico. Che poi è l'unica cosa che un po' mi ha infastidito del film. Perché in effetti su 'sto film sono un po' puntigliosa, pare che non mi sia piaciuto, e invece non è così :d Anzi, mi ha emozionato molto, però al contempo mi sono sentita un po' scema mentre mi emozionavo. Non so se mi spiego. Faccio un esempio solo per spiegare cosa intendo quando parlo, in questo film, di piegare la psicologia dei personaggi. Far dire a Mildred alla figlia "spero che ti stuprino" era proprio necessario? Dai, ma quale madre lo direbbe alla propria figlia? Il senso di colpa di Mildred per la sorte della figlia sarebbe arrivato forte e chiaro anche senza utilizzare questo mezzuccio.

Ma probabilmente il mio problema con questo film è che io non lo considero un film grottesco come hai detto tu, o una black comedy come dicono altri. Per me è un film drammatico. Non basta inserire una scena sopra le righe come quella dal dentista, o mandare la protagonista a cena con un nano, per avere un film grottesco, secondo me. Ma mica è un difetto, solo che per me questo film è un'altra cosa da quello che intendo io per "grottesco". Potrei dire che è un drammatico con qualche scena dalle tinte grottesche, forse.

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visto che è un topic su tutti gli schermi vorrei consigliare una serie: Collateral.una crime britannica(a volte basta questo x avere la garanzia) dove l'accento va soprattutto alle vicende dei personaggi laterali.

Babylon Berlin : ho fatto fatica ad iniziare questa serie perchè mi sembrava lenta e caotica ma superate le prime 2 puntate di difficile visione,l'intreccio è complicato, poi è godibile ed il soggetto.la Berlino della fragile repubblica di Weimar, è molto interessate.

per ultimo una postilla di TV: ho capito che il giochino pomeridiano di Greco su raiuno chiuderà, è un peccato perchè era un prodotto godibile e Greco è un intrattenitore di tutto rispetto che non merita questo.

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11 ore fa, Rhyme ha scritto:

Con questo ragionamento il cinema di Hitchcock sarebbe tutto negativo, tanto per fare il primo esempio. Le sue scelte cinematografiche spessissimo erano volte a condizionare, sviare, manipolare il pubblico e spesso le sue sceneggiature contenevano scene forzate o irreali, per sua stessa ammissione, in senso voluto. Ma è più comune quello che il contrario...ci sono centinaia di altri esempi.
Non sono queste le falle di uno script, anche perché Tre manifesti a Ebbing non vuole assolutamente essere realistico. È qui la centralità...è un film costruito in modo grottesco, farsesco, metaforico e non ha intenti realistici, non è un film che ha come primo scopo quello di essere un giallo o un poliziesco.
Se è per quello ci sono tante scene poco plausibili, più di quella...ma è volutamente così. Quella scena si può leggere tranquillamente come la provocazione di uno stupratore o comunque di un uomo che ha un'indole di quel tipo, ricalcando ed esternando quindi la propria natura. Estrapolando il comportamento psicologico e applicandolo a casi molto più comuni e meno estremi, è una cosa normale che capita spesso nelle vite comuni e anche a noi.
Non la vedo una scena da analizzare a fondo o da interpretare particolarmente. E proprio perché non ha come primo scopo il giallo realistico (anche perché "giallo realistico" è un'ossimoro... Invito a cena con delitto ha scherzato perfettamente su questo tema), non è importante chi è il colpevole...non c'è nemmeno un colpevole. È un discorso allargato, reso collettivo, sulla violenza, sull'estremo della moralità...il singolo colpevole fisico non esiste in questo film, proprio come concetto.
Poi, certo, c'è anche la componente relativa al pubblico e al fornire una possibile "strada"...come accade normalmente in moltissimi film.

 

Comunque a dire il vero si capisce che non è una reale ammissione ma un atto provocatorio

Sembra molto un film dei Cohen, in cui fatti tragici vengono presentati nel loro orrore con una commistione di paradosso, farsa, surrealismo e ironia, quasi a dire che la vita è così: la banalità del male, l'effimero dell'esistenza; ci pensiamo eterni, e un momento dopo potremmo non esserci; e l'unico modo per sopravvivere è prenderla così, con leggerezza e ironia, perché la giustizia, la felicità e pace non sono di questo mondo. 

 

Non so se ricordate la stessa Frances McDorman in Fargo, giovane sposa incinta, meravigliata, stupita, attonita di fronte all'efferatezza, ma allo stesso tempo alla banalità e stupidità del male e dell'agire umano. 

 

E' una visione alla fine amara e cruda, ma per alcuni l'unica possibile; io non la penso propriamente così, però il messaggio del film è chiaro: nessuno pretenda giustizia o di fare giustizia; è un'utopia; però esiste la solidarietà umana, come unica e ultima consolazione. 

 

Ribadisco che a mio modesto parere si tratta di un grandissimo film, uno dei migliori degli ultimi anni senza ombra di dubbio; almeno tra quelli che ho visto. 

 

Deve essere davvero "eccezionale" la forma dell'acqua, per essere stato preferito a questa pellicola nella notte degli Oscar. 

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Davvero stupendo Dogman. In teoria non sarebbe proprio il mio genere ma mi è piaciuto moltissimo. 

Per due ore ti costringe ad immergerti nel disagio della periferia della città. Sono rimasto sospeso per due ore tra violenze, oppressione ma anche tanta empatia. 

Davvero straordinaria la prova dell'attore protagonista, non so dove sia andato a trovarlo ma è stato bravissimo. 

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2 ore fa, Ronnie O'Sullivan ha scritto:

Deve essere davvero "eccezionale" la forma dell'acqua, per essere stato preferito a questa pellicola nella notte degli Oscar. 

Diciamo che è un film più paracu..:d e nel contesto degli Oscar conta anche quello. 

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4 ore fa, bradipo74 ha scritto:

Babylon Berlin : ho fatto fatica ad iniziare questa serie perchè mi sembrava lenta e caotica ma superate le prime 2 puntate di difficile visione,l'intreccio è complicato, poi è godibile ed il soggetto.la Berlino della fragile repubblica di Weimar, è molto interessate.

Bellissima.

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Ho visto anch'io Dogman.

Nulla da aggiungere da quanto detto da @Rhyme, al massimo posso ribadire la riuscitissima creazione dell'atmosfera tramite luci e ambientazione. La spiaggia associata all'architettura brutalista formano un ambientazione da western contemporaneo. E d'altronde cos'era il west se non la periferia sia spaziale che umana, come abbiamo imparato dal cinema? E allora ecco anche il perché di certi volti che entrerebbero perfettamente in un film di Leone. 

 

Poi il protagonista è un capitolo a parte, sia per la scelta del volto sia per la sua bravura dà al film una propria unicità. A volte il suo sguardo perso, impacciato e intimorito, sembra sostituisca il nostro davanti a certe situazioni. E' così che si può far vivere il film da parte dello spettatore.

 

A parte l'altissima qualità del film, devo dire che era da un po' che non vedevo un film così violento. Violento proprio perché non è né horror, né propriamente un thriller etc.

 

P.s. ho scritto nulla da aggiungere, ma poi mi è sfuggiata la mano...

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7 ore fa, Ronnie O'Sullivan ha scritto:

Sembra molto un film dei Cohen, in cui fatti tragici vengono presentati nel loro orrore con una commistione di paradosso, farsa, surrealismo e ironia, quasi a dire che la vita è così: la banalità del male, l'effimero dell'esistenza; ci pensiamo eterni, e un momento dopo potremmo non esserci; e l'unico modo per sopravvivere è prenderla così, con leggerezza e ironia, perché la giustizia, la felicità e pace non sono di questo mondo

 

Non so se ricordate la stessa Frances McDorman in Fargo, giovane sposa incinta, meravigliata, stupita, attonita di fronte all'efferatezza, ma allo stesso tempo alla banalità e stupidità del male e dell'agire umano. 

 

E' una visione alla fine amara e cruda, ma per alcuni l'unica possibile; io non la penso propriamente così, però il messaggio del film è chiaro: nessuno pretenda giustizia o di fare giustizia; è un'utopia; però esiste la solidarietà umana, come unica e ultima consolazione. 

 

Ribadisco che a mio modesto parere si tratta di un grandissimo film, uno dei migliori degli ultimi anni senza ombra di dubbio; almeno tra quelli che ho visto. 

 

Deve essere davvero "eccezionale" la forma dell'acqua, per essere stato preferito a questa pellicola nella notte degli Oscar. 

Non eccelle in nulla. Non alzare le tue aspettative, rischi di rimanere molto deluso..ghgh

 

Quanto concordo con la frase in neretto. Vero anche che conta la solidarietà. C'è un filosofo russo, Kropotkin, che pone come ancora di salvezza  il mutuo soccorso piuttosto che la legge della giungla che mai come ora va per la maggiore. Interessante constatare quanto questa solidarietà possa poi difendere una persona e fare male ad un'altra, ma questa è un'altra storia.

 

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Un film che volevo vedere a suo tempo, ma non mi ricordo perche' non lo feci:d

Lo vidi vincere un oscar per il trucco (meritatissimo), e poi me ne dimenticai, Suicide Squad, visto stasera, beh non mi aspettavo un capolavoro, ma un bel fumettone.

Si puo' vedere, ci mancherebbe, ma diciamo prima i grossi difetti,  una trama sconclusionata come poche, sceneggiatura e montaggio con buchi enormi, e personaggi introdotti bene, alcuni, ma altri appena abbozzati o lanciati all'improvviso e zac.....fatti fuori e manco si sapeva chi erano:risata3:

E un cattivo che bohhhhhh, non si sa bene cosa voglia, ma intanto facciamolo fuori:d

Poi i punti forti, ovviamente action quanto basta, un ottimo Joker/Jared Leto, purtroppo poco utilizzato, e la perla del film, una spaziale Margot Robbie alias Harley Quinn, matta come un cavallo:d, ma che ti fa innamorare, da tre piste a tutti gli altri in campo, personaggio riuscitissimo con un trucco e costumi perfetti., e con quell'aria sbarazzina dimenando il (tortore):d di Sordiana memoria o  mazza da baseball.

Peccato per gli altri personaggi, Will Smith non potra' mai essere un cattivo, e' un buono per natura.

Si puo' vedere, ma non aspettatevi una trama comprensibile.:d

Piccolo appunto, come dicevo nei giorni scorsi, ora vanno di moda i vecchi "matusa", ma anche le donne forti e tenaci sono ormai un must, negli action dopo Mila Jovovic, Angelina Jolie, Charlize Theron e Margot Robbie ecc., il gentil sesso sta prendendo il sopravvento, per la serie, "adesso si fanno fuori anche gli scarafaggi....e noi che facciamo??":risata3:

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23 ore fa, Light Juve ha scritto:

Davvero stupendo Dogman. In teoria non sarebbe proprio il mio genere ma mi è piaciuto moltissimo. 

Per due ore ti costringe ad immergerti nel disagio della periferia della città. Sono rimasto sospeso per due ore tra violenze, oppressione ma anche tanta empatia. 

Davvero straordinaria la prova dell'attore protagonista, non so dove sia andato a trovarlo ma è stato bravissimo. 

Concordo. E' un ex detenuto, che per caso ha dovuto sostituire un attore di una compagnia(di cui lui si occupava di questioni tecniche mi pare) ed è stato notato da Garrone o qualcuno a lui vicino.

C'è un gran lavoro da questo punto di vista, idem per Reality, dove il protagonista era un detenuto che usciva dal carcere le ore della giornata dedicate al film, la sera tornava in cella.

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Il ‎24‎/‎05‎/‎2018 Alle 23:55, Juve stile di vita ha scritto:

Pensai esattamente lo stesso quando vidi il film. Per me è una forzatura della sceneggiatura. Nel senso che, ovviamente, la scena è inserita per 

  Mostra contenuto nascosto

far credere agli spettatori che sia lui l'assassino e stupratore della figlia anche se poi così non è

Una delle forzature, a mio avviso, presenti nello script di questo film. Cioè far compiere ai personaggi delle azioni che questi non compirebbero mai, che non hanno alcuna ragione di compiere (come in questo caso), solo per suscitare determinate reazioni negli spettatori.

Poi uno può inventarsi mille motivi per giustificare la scena e il perché lui si sia recato da Mildred, ma in soldoni secondo me l'unica motivazione è quella del pubblico.

io penso volesse anche far capire l'ambiente in cui lei viveva...una piccola cittadina nell'america del sud, razzista e molto conservatrice...non la vedo cosi' forzata, poi sbaglio eh

Il ‎24‎/‎05‎/‎2018 Alle 23:55, L.O.V.E. ha scritto:

L.o.v.e. è il nome di una statua di Cattelan, non so se conosci.

Se P.e.a.c.e. è una statua fatta da te che raffigura il gesto dell'ombrello, lo userò come prossimo nick:patpat:.ghgh

Nell'angolo non chiamarmi Marga.uffa

se mi paghi magari potrei fare l'eccezione...pero' mi viene nature chiamarti cosi

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Il ‎25‎/‎05‎/‎2018 Alle 14:28, Ronnie O'Sullivan ha scritto:

Sembra molto un film dei Cohen, in cui fatti tragici vengono presentati nel loro orrore con una commistione di paradosso, farsa, surrealismo e ironia, quasi a dire che la vita è così: la banalità del male, l'effimero dell'esistenza; ci pensiamo eterni, e un momento dopo potremmo non esserci; e l'unico modo per sopravvivere è prenderla così, con leggerezza e ironia, perché la giustizia, la felicità e pace non sono di questo mondo. 

 

Non so se ricordate la stessa Frances McDorman in Fargo, giovane sposa incinta, meravigliata, stupita, attonita di fronte all'efferatezza, ma allo stesso tempo alla banalità e stupidità del male e dell'agire umano. 

 

E' una visione alla fine amara e cruda, ma per alcuni l'unica possibile; io non la penso propriamente così, però il messaggio del film è chiaro: nessuno pretenda giustizia o di fare giustizia; è un'utopia; però esiste la solidarietà umana, come unica e ultima consolazione. 

 

Ribadisco che a mio modesto parere si tratta di un grandissimo film, uno dei migliori degli ultimi anni senza ombra di dubbio; almeno tra quelli che ho visto. 

 

Deve essere davvero "eccezionale" la forma dell'acqua, per essere stato preferito a questa pellicola nella notte degli Oscar. 

tu come me hai interpretato il cinismo di questo film sullo stile cohen

siamo gli unici ahah

 

Il ‎25‎/‎05‎/‎2018 Alle 20:49, L.O.V.E. ha scritto:

Non eccelle in nulla. Non alzare le tue aspettative, rischi di rimanere molto deluso..ghgh

 

Quanto concordo con la frase in neretto. Vero anche che conta la solidarietà. C'è un filosofo russo, Kropotkin, che pone come ancora di salvezza  il mutuo soccorso piuttosto che la legge della giungla che mai come ora va per la maggiore. Interessante constatare quanto questa solidarietà possa poi difendere una persona e fare male ad un'altra, ma questa è un'altra storia.

 

da quando hai cambiato nick stai alla grande sister

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