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Fantomas

Higuain: "La Juve? Fatti dimostrano che mia scelta è stata giusta. Fallo Glik? Una cosa senza dignità. Real? Sfida speciale. Sarri? Gli voglio bene"

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Higuain: "La Juve è come il Real: stessa struttura e mentalità. A Sarri voglio bene, il legame resterà sempre"

 

TORINO, 20 maggio 2017 - Gonzalo Higuain ha rilasciato una lunghissima intervista a Walter Veltroni per il Corriere dello Sport, ecco i passaggi più significativi: "Quando sono arrivato alla Juve mi sono trovato a giocare con un modulo per me del tutto nuovo. Era la prima volta che giocavo così nella mia vita, quindi è stato difficile. Dopo Firenze il mister ha deciso di cambiare lo schema, di schierare il 4-2-3-1. Nel momento in cui lo ha fatto ha chiesto a quelli che giocavano in attacco di sacrificarsi di più. Era la condizione per non rendere fragile ed esposta la squadra. Ci disse che per usare tutto il talento tecnico di cui disponevamo ci voleva anche tanto sacrificio. Ce lo siamo messi in testa e abbiamo voluto, potuto e saputo farlo: siamo una squadra davvero forte. Ma non bisogna mai, dico mai, smettere di convincersene. Ho avuto la fortuna di giocare sette anni nel Madrid la cui struttura, per rigore e modernità, somiglia abbastanza a quella della Juve. Ho giocato tre anni al Napoli e ringrazio per tutto quello che quella città mi ha dato. Ora ho avuto la fortuna di venire a Torino. E’ stata una scelta più che giusta, perché volevo venire qui per arrivare ad un traguardo importante e ci siamo vicini, molto vicini. Siamo ad un passo dal concludere una stagione fantastica. Ma a un passo: non abbiamo vinto nulla. Dobbiamo saperlo e avere la determinazione necessaria per l’ultimo miglio della nostra corsa, cominciata in agosto. Napoli? Ricordo meraviglioso. Non ho nulla da dire di Napoli. I compagni, lo staff, i magazzinieri, i fisioterapisti, gli amici. Ho lasciato un parte del mio cuore tra i tifosi. Ringrazierò sempre Napoli. Mi ha voluto quando ho deciso di andare via dal Real Madrid ed è stata l’unica squadra che è venuta a prendermi. La ringrazierò per tutta la vita. Se ricordo il momento in cui ho capito che la Juventus mi cercava? E’ stato difficile. Ho sentito, c’erano dei rumors, che la Juve poteva pagare la clausola. Ma non lo credevo e infatti è stata una scelta molto, molto complicata e difficile. Però dal giorno in cui ho capito che loro mi volevano fortemente ho detto basta aspettare, decidiamo. Perché nella vita se non prendi il rischio non fai nulla di importante. E io questo rischio l’ho voluto prendere. I fatti, i risultati italiani e internazionali della Juve quest’anno, hanno dimostrato che ho fatto bene. L’allenatore più importante nella mia vita? Senza dubbio quello con il quale ho avuto più continuità è stato Sarri. Ho fatto una stagione molto buona con lui. Sarri è stato uno degli allenatori che più mi ha dato fiducia e lui sa quanto gli voglio bene e quanto lo ringrazio. Lo devo dire perché lo sento, e lui ha sempre belle parole per me. Infatti siamo d’accordo che continueremo ad avere un rapporto. Allegri? Il mister lo conoscevo già da prima. Ha vinto il campionato in altre squadre e lui è un allenatore che trasmette voglia di vincere. Anche lui quest’anno mi ha dato la fiducia necessaria per giocare al meglio. E mi ha cambiato un po’, mi ha insegnato il modo non solo o non tanto di sacrificarmi di più, ma di migliorare tatticamente. Il difensore più cattivo che ho incontrato? E’ dura. Pujol è stato un difensore per me straordinario. Il fallo di Glik? Non ho parole. Una cosa senza senso, senza motivo, senza dignità. Tutto il mondo ha visto che lo ha fatto apposta e non ha avuto l’onestà né in quel momento, né dopo la partita, di venire a chiedere scusa. Ma non mi è interessato nemmeno, perché non mi interessa lui. Bueno, mi dispiace per lui che mi voleva fare male e non ci è riuscito. Un giocatore giovane argentino che vorrei vedere nella Juventus? Ce ne sono tanti, di giovani argentini bravi. Io penso ad esempio che Alario può arrivare a giocare in Europa, da centravanti. Anche Martinez Quarta, che è un giovane difensore del River Plate, sembra possa arrivare lontano. Se c'è anche amicizia alla base del gruppo Juve? Sinceramente è una bella squadra. Con i mei compagni si sta bene. Sono veri professionisti, lavorano. Dybala? Con lui mi trovo benissimo. E’ vero, è la prima volta che giochiamo insieme così consecutivamente, ma sinceramente mi trovo bene con Paulo e noi due viviamo tutto questo con tanto impegno e, insieme, con tanta allegria. Il Real Madrid l’avversario che volevo? Sarà una sfida speciale e sarà una sfida contro una grandissima squadra. Una squadra che è abituata a giocare questo tipo di partite. Quindi è, per la mia concezione del calcio e della vita, una sfida molto piacevole. E noi speriamo di vincerla. Se esiste nel calcio la paura di vincere? Penso che esista di più la paura di perdere, quella di vincere no. Almeno io non la conosco. Come puoi avere paura di vincere? Quella è la cosa più bella che hai dentro. L’adrenalina di avere, in primo luogo con te stesso, una sfida, un obiettivo così importante da raggiungere. Come può essere, dopo la Coppa Italia, il sesto scudetto o la Champions. L’adrenalina serve per vincere, per perdere invece serve la paura".

 

Fonte: CorSport (Walter Veltroni)

 

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Che giocatore e che uomo, mai banale sia in campo che fuori. Esprime felicità ed entusiasmo in tutto ciò che dice quando parla della Juventus e non manca mai di paragonarla al Real Madrid. Chi meglio di lui può fare il confronto, visto che con il Real ci ha giocato per 7 anni? Sarà una sfida affascinante e Gonzalo sicuramente farà di tutto per uscirne vincitore.

 

Le sue parole che mi colpiscono ogni volta che le dice sono queste, perchè dimostrano a tutto il MONDO quanto sia contento per la sua scelta di giocare in bianconero:

 

"Se ricordo il momento in cui ho capito che la Juventus mi cercava? E’ stato difficile. Ho sentito, c’erano dei rumors, che la Juve poteva pagare la clausola. Ma non lo credevo e infatti è stata una scelta molto, molto complicata e difficile. Però dal giorno in cui ho capito che loro mi volevano fortemente ho detto basta aspettare, decidiamo. Perché nella vita se non prendi il rischio non fai nulla di importante. E io questo rischio l’ho voluto prendere. I fatti, i risultati italiani e internazionali della Juve quest’anno, hanno dimostrato che ho fatto bene".

 

Gonzalo, prima era solo un sogno pensare di poterti vedere giocare nella Juventus, ma quel sogno l'hai trasformato in realtà in modo inaspettato. Come possiamo non amarti? @@ @@

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Grande Gonzalo, anche se passare dal Napoli alla juve tutta questa difficoltà nello scegliere non la vedo e come dice lui parlano i risultati

 

Inviato dal mio SM-T116 utilizzando Tapatalk

 

 

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Giusto per essere soft...

giusto per dire la verità

L'ha puntato ed ha cercato di troncargli la carriera facendogli saltare ginocchio

Avrei altri modi per descrivere un essere simile, ma non posso scriverlo qui

 

Mi limito ad infame che rende già bene l'idea

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Glick è stato un infame

 

E' chiaro che voleva rovinargli la carriera quel macellaio... mi chiedo quanto abbia faticato Gonzalo per non reagire alle sue provocazioni. Il suo non reagire per non farsi espellere è la risposta a tutti quelli che dicono non abbia carattere. Smentito tutti, come ha fatto sul campo facendo 32 gol PESANTI quando i ciucci insultandolo dicevano non avrebbe fatto nulla senza una squadra che giocasse per lui. Non oso immaginare quanti ne avrebbe fatti se lo avessero servito anche un minimo. Molti gol se li è creati da solo. Un grande, 90 milioni sono anche pochi. Altro che costato troppo.

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Bellissima intervista, complimenti a lui ed anche a chi lo ha intervistato, si vede lontano un miglioramento che non è un giornalaio sportivo.

 

Bellissima intervista, complimenti a lui ed anche a chi lo ha intervistato, si vede lontano un miglioramento che non è un giornalaio sportivo.

Un miglio ovviamente!

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È scritto che segna in finale, ci porta la coppa, e archivia definitivamente la fandonia di non fare gol importanti @@

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