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Giannij Stinson

Rita Guarino a Radio2: "Chi si dedica a tempo pieno a un'attività non può essere considerato un dilettante. La passione dei tifosi la nostra vittoria più bella"

Post in rilievo

Rita Guarino, coach della Juventus Women, è stata intervistata nel corso del programma "Week Up" in onda su Radio 2, queste le sue parole (trascrizione di vecchiasignora.com):

 

"L'anno scorso è stata una stagione straordinaria. Non è semplice partire da zero, allestire una squadra e al primo tentativo e raggiungere subito un successo nazionale, devo dire che le ragazze sono state straordinarie, sempre attente nel seguirci e raggiungere l'obbiettivo" 

 

Quanto ci si allena?

"Normalmente facciamo delle sessioni doppie di allenamento, quindi l'impegno è costante. Poi un giorno alla settimana è libero, solitamente lasciamo la domenica" 

 

Rita, tu sei psicologa, ex giocatrice e ora allenatrice. Nonostante la Juve abbia dato una svolta al movimento credi ci sia ancora molta strada da fare rispetto agli uomini? Le tue ragazze non sono professioniste, giusto?

"Esatto, in Italia nessuno sport femminile è riconosciuto come professionistico, ma nella realtà dei fatti le ragazze lo vivono come tale, specialmente a certi livelli. Le ragazze nel giro della nazionale hanno un impegno costante e quotidiano che non ti permette di lavorare perchè sei occupata a tempo pieno. Ci sono le trasferte e poi tutti gli impegni in nazionale, quindi l'impegno dal punto di vista della professione c'è ma non è riconosciuto come tale. I passi in avanti da fare sono ancora tanti. Non si tratta neanche di una questione di guadagno, è proprio lo status che manca, quindi essere riconosciuti nella figura di atleta. Chi si dedica a tempo pieno ad un'attività non può essere considerato un dilettante e deve avere tutte le tutele necessarie" 

 

Abbiamo ascoltato una telecronaca di calcio femminile e una ragazza per chiamare la marcatura su un'avversaria diceva "uomo"...

"Si, ci sono certe terminologie che sono universali, a prescindere che sia maschile o femminile. La marcatura quindi nella terminologia calcistica resta a uomo o a zona (ride ndr)"

 

 

Tu sei IL coach o LA coach, quindi? 

"Sono in tanti a chiedermi come definire un'allenatrice. Nella visione internazionale "coach" è l'allenatore in generale, diverso è dire "mister" ma è un termine che si usa solo in Italia..." 

 

Sei severa? 

"Mah... sono esigente, molto esigente. Mi piacciono le cose ben fatte. Mi piace il mio lavoro e cerco di farlo con il massimo dell'impegno e della passione, cercando di trasmetterlo alle ragazze" 

 

Sono più uomini o donne che vengono a vedere le vostre partite?

"Mah, in realtà è tutto abbastanza omogeneo, forse sono di più gli uomini"

 

Abbiamo visto immagini di tifosi commossi per le vittorie, che conoscono bene tutto quello che riguarda le tue ragazze. Quindi è una bugia che il calcio femminile è poco seguito...

"Si, assolutamente. Penso che l'anno scorso la vittoria più importante è stata quella di conquistare i tifosi perchè si sono appassionati sin dall'inizio seguendo tutta l'annata con una passione ed un entusiasmo incredibile. E' uno sport che ha il suo appeal, piace e porta alle antiche passioni quando il calcio maschile aveva un altro scenario, quegli antichi valori che valgono ancora molto" 

 

Nel calcio femminile esiste un tetto di 27 mila euro annui ed è assurdo perchè non si hanno nemmeno i diritti elementari di un lavorarore (messaggio di un ascoltatrice)

"Quello che c'è da migliorare è un intero sistema dello sport femminile in generale perchè è un diritto sacrosanto che va assegnato anche alle atlete perchè di fatto è un lavoro a tempo pieno. E' una battaglia che va portata avanti nella consapevolezza del diritto ed è giusto così"

 

 

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5 ore fa, Giannij Stinson ha scritto:

Abbiamo ascoltato una telecronaca di calcio femminile e una ragazza per chiamare la marcatura su un'avversaria diceva "uomo"...

"Si, ci sono certe terminologie che sono universali, a prescindere che sia maschile o femminile. La marcatura quindi nella terminologia calcistica resta a uomo o a zona (ride ndr)"

...e meno male.
Già inorridisco per i termini "Sindaca" oppure "Ministra", ci manca che ora dicano marcatura "a uoma" oppure "a donna"
Certe cose devono rimanere universali. A scuola, un istituto dal termine apparentemente "femminile" ma in realtà universale, dovrebbero insegnare queste cose.

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Devo essere sbagliato io, oppure devo trovarmi in un mondo sbagliato io, se solo io trovo quasi tutte le domande da neurodeliri (sei severa? marcatura a uomo? sei la coach o il coach? Ci sono più uomini o donne? Quanti ci si allena?) e gran parte delle risposte di una ovvietà senza fine e piene di luoghi comuni (come le assurdità sul professionismo)

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Il problema della parità dei sessi in Italia si esaurisce in un problema linguistico, IL sindaco / LA sindacA, L'assessore / L'assessorA, IL ministro / LA ministrA

 

poi dopo aver la caramellina alle donne cambiando genere alle parole, partono i vaffanculi e i discorsi sul fare la spesa e cucinare. Vergognoso quello che sta accadendo nel calcio (ma nello sport in generale)

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