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Il Codice Paratici: "Tevez la trattativa più lunga. Ronaldo? Voleva la Juve, Agnelli decise in 3 ore. Su Marotta..."

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Il direttore sportivo della Juventus, intervistato da Gianluca Di Marzio per Sky Sport, ha svelato diversi aneddoti sulla sua esperienza in bianconero. Il format "Il Codice Paratici" è il primo di cinque episodi con i ds di Roma, Inter, Lazio e Napoli

“Tutto è nato quando ci siamo visti con Jorge Mendes per parlare di Cancelo, la cosa nasce da questo. Parlando di Joao, Mendes mi dice: ‘Tu non ci credi, ma Cristiano vuole venire alla Juve’. Io gli dico: ‘Sì, ci credo, ma mi sembra difficile riuscire a far quadrare tutto’”. Il retroscena è svelato da Fabio Paratici, intervistato in esclusiva per Sky Sport da Gianluca Di Marzio. Segreti, trattative e obiettivi di uno dei direttori sportivi più vincenti degli ultimi anni.

Una lunga chiacchierata in cui si sono toccati diversi temi: a partire dall’acquisto di Ronaldo: “Con Cristiano è stato abbastanza semplice perché lui aveva in testa di venire alla Juve. Non c’è stato bisogno di convincerlo tanto. Credo intorno al 25 di maggio, dopo la finale di Champions. Lui è stato subito deciso, ha detto “Io, se la Juve c’è, voglio solo la Juve. ”. Il Presidente è una persona molto presente nella nostra vita quotidiana perché è sempre con noi, o comunque sempre raggiungibile. Ci si può incontrare facilmente. Eravamo in giorni di programmazione, questo non era programmato, ma io gli ho detto: “Ci sarebbe una opportunità, l’importante è che mi ascolti fino alla fine. Sai, quando ti presenti nel suo ufficio e gli dici che devi comprare Cristiano Ronaldo… è una bella notizia sportiva, ma poi c’è tutta un’altra parte. Ma lui capì subito.

Credo di averci messo un minuto a capire che lui stava già ragionando in quella direzione. Quando sono uscito dall’ufficio ho creduto che potessimo arrivarci. Agnelli mi ha detto: “Fammici pensare un giorno o due”, ma mi ha telefonato dopo 3 ore. Per redigere tutti i contratti ci siamo chiusi in una villa sul Lago Maggiore per un giorno intero con tutti gli avvocati della Juve e del calciatore".

Paratici ha ripercorso anche i suoi inizi: “Sono nato in questo paese (Borgonovo, ndr), dove mio padre era il presidente della squadra che giocava in prima categoria in questi campionati dilettantistici. Quindi il mio primo tesserino l’ho firmato con mio papà e lui ha firmato anche il primo trasferimento, quando a 14 anni sono passato dalla Borgonovese al Piacenza. Io mi ricordo quando mio padre mi portava ai famosi tornei estivi, il calcio dilettantistico viveva di questi incontri. Io ero piccolo, avevo 6, 8, 10 anni e andavo spesso. Probabilmente anche quello ha inciso".

Anche un ricordo sul periodo da calciatore: “Al mio esordio tra i professionisti c’era ancora la famosa marcatura a uomo e in un Piacenza-Modena finì 1-0 per il Modena. Non segnò Mazzarri, fortunatamente per me (sorride, ndr)". Dagli scarpini alla scrivania, con un metodo di lavoro perfezionato negli anni e ormai vincente: “Se è vero che sono uno che va su tanti giocatori contemporaneamente, anche un po’ per disturbare o far pagare di più le concorrenti? Sì, ma credo che quella sia un po’ una cosa di tutti. Nel mio caso non è nemmeno troppo una strategia. È che sono ossessionato dal riconoscere. Quindi quando vedo o leggo o sento dagli agenti, o dalle persone che mi informano, che qualcuno sta trattando un giocatore, la mia più grande dote credo che sia la curiosità di sapere com’è quel giocatore. Questa è una cosa che mi stimola molto. Quindi a volte faccio azioni di disturbo anche non volendo strategicamente. È proprio una questione di conoscere e di sapere, ma quando poi ti informi su un giocatore logicamente lo collegano alla tua squadra e anche tu diventi un potenziale pretendente".

“Il segreto della coppia Marotta-Paratici? Credo che fossimo molto ben assortiti, complementari. Nel senso che io mi occupavo di una parte prettamente tecnica, lo scouting, il rapporto con gli agenti, individuare i calciatori. Sì, il calciatore lo individuavo io, poi c’era il confronto con lui,che è una persona molto esperta, che conosce il calcio e che conosce molto bene i numeri, e fino a dove si poteva arrivare in una trattativa. Diciamo che la cosa migliore era il fatto di essere ben assortiti. Io portavo avanti fino all’ultima fase, dove lui interveniva con la sua esperienza e mi aiutava a fare meno errori possibili".

La trattativa più logorante della carriera di Paratici? Chi pensa a Ronaldo è in errore, il retroscena lo svela lo stesso direttore sportivo: “Credo che, nella durata, sia stato Tevez. Alla fine, è stato un giocatore che abbiamo contattato alla fine del primo anno alla Juve, quando non facemmo una bella stagione. Dovevamo rilanciare la Juve e contattammo ugualmente Tevez, anche se non eravamo qualificati per la Champions. I grandi giocatori, quando non giochi la Champions, fanno fatica a venire. Però lui disse subito: “Sì, anche se non siamo in Champions, io alla Juve verrei”. Poi la trattativa non è andata in porto per altri motivi, economici e via dicendo, però siamo sempre rimasti in contatto perché è sempre stato un mio chiodo fisso portare Tevez alla Juve.

Il mercato di conte e quello di Allegri? Conte era legato alla funzionalità del giocatore, rispetto a quello che voleva fare lui, che è una cosa legittima, anzi, facilita anche il lavoro di chi deve cercarti i calciatori. Conte aveva uno schema di gioco e, giustamente, bisognava cercare di trovare giocatori funzionali ad uno schema di gioco. Allegri, in questo senso, è più elastico, non ha solo un sistema di gioco, è più aperto, ha più soluzioni. Quindi il mercato si amplia un po’ di più. Io mi reputo fortunato anche solo per il fatto di poter vedere, da appassionato di calcio, tutti i giorni, da 10 anni, i più grandi calciatori dell’ultimo decennio. Mi sono goduto Pirlo, Vidal, Pogba, Dani Alves, Buffon”. Capitolo Champions League: “Vincere la Champions? E’ una nostra ambizione, ma non un’ossessione".

 

GDM 

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Quindi paratici ha scelto anche i rincon Elia Martinez ecc. Abbiamo sfatato un mito che i giocatori scarsi non li sceglieva Marotta e quelli bravi Fabio. Per fortuna lo ha ribadito Paratici, perché il forum mi ha fatto credere che lui ha scelto solo Dybala, Costa, Ronaldo ecc. mentre sturaro ecc. gli ha scelti Marotta

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4 minuti fa, Amdir ha scritto:

Quindi paratici ha scelto anche i rincon Elia Martinez ecc. Abbiamo sfatato un mito che i giocatori scarsi non li sceglieva Marotta e quelli bravi Fabio. Per fortuna lo ha ribadito Paratici, perché il forum mi ha fatto credere che lui ha scelto solo Dybala, Costa, Ronaldo ecc. mentre sturaro ecc. gli ha scelti Marotta

I danni immani di Marotta si stanno pagando ancora oggi. Per fortuna che è andato alle *.. Ora si che ci sarà da ridere 

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bella intervista in cui si capisce che il mercato lo ha sempre condotto lui fondamentalmente ovviamente aiutato dal più esperto marotta 

ora per così dire il "capo" è lui ma è comunque aiutato da una decina di collaboratori  ..

la parte più bella dell'intervista per me è quando dice che per lui il privilegio più grande è godersi gli allenamenti dei più grandi giocatori al mondo tipo pirlo buffon dani alves vidal pogba ecc..

da non perdere quella di ausilio del 30 dicembre sefz

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@Admir eppure è scritto in Italiano... lui proponeva i gi9catori Marotta sceglieva cosa era possibile secondo i suoi parametri e cosa no... quello che scrivi tu non ha senso... Tevez lo voleva prendere al primo anno inoltre...

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Adesso, RedSun13 ha scritto:

I danni immani di Marotta si stanno pagando ancora oggi. Per fortuna che è andato alle *.. Ora si che ci sarà da ridere 

Alla Juve si lavora in team. Non so quali danni stiamo pagando tuttora, fatti da Marotta ma gli acquisti vengono condivisi. Marotta è stato fatto fuori perchè si è voluto particolarizzare i ruoli. Paratici è responsabile solo dell'area sportiva, per i conti, ci pensa un altro. Ovvio che debbano comunque interagire ma una figura come Marotta ovvero tra area sportiva ed area economica, evidentemente, non è stata ritenuta più necessaria o magari contraria a ciò che invece hanno inteso fare.

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I meriti e gli errori vanno sempre condivisi.

E' ingiusto e banale dire che Marotta avesse tutte le colpe dei flop che abbiamo acquistato (flop in quantità NETTAMENTE inferiore ai giocatori decisivi e ai colpi di mercato). Le colpe sono state di tutti, ed in ogni caso meglio di così era difficile fare onestamente.

Grande Paratici, mai scontato.

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4 minuti fa, bianconero1885 ha scritto:

Sono curioso di capire chi curerà la parte che prima curava Marotta. 

I consulenti delle società di revisione che non prendono milioni all'anno

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9 minuti fa, bianconero1885 ha scritto:

Sono curioso di capire chi curerà la parte che prima curava Marotta. 

Viste le competenze sicuramente qualcuno del forum 

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4 minuti fa, bianconero1885 ha scritto:

Sono curioso di capire chi curerà la parte che prima curava Marotta. 

Nessuno in particolare. Quel ruolo è stato abolito. Ci sono 3 dirigenti in 3 macroaree che gestiscono la Juve. C'è Agnelli che è il supervisore e che si occupa di affari tipo diritti tv, rapporti con la UEFA e cose simili, oltre ad avere l'ultima parola su tutto e poi c'è Nedved come vicepresidente che è i personaggio più vicino ai tifosi, una sorta di presidente passionale, come piace esattamente ai tifosi. Ovviamente, essendo una SPA, abbiamo anche un CDA. Marotta legava un po' le varie aree ma evidentemente ci si è resi conto che non era necessaria questa figura se non persino superflua. Non che non stimassero il lavoro di Marotta, piuttosto si è capito o comunque si è pensato in attesa di positive conferme, che quel ruolo poteva essere annullato con maggiore libertà di azione per chi è rimasto.

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In ogni caso, il fatto che Sky, dal nulla, proprio con Di Marzio, abbia cominciato a parlare, in questi giorni, di Ramsey con la Juve molto forte su di lui, lascia comunque pensare. Nulla esclude che in qualche modo, a telecamere spente, abbia fatto intendere questa cosa a loro. 

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55 minuti fa, VS Info ha scritto:

"Agnelli é sempre presente nella stagione e gli dissi di questa opportunità precisando che la cosa importante è che doveva ascoltarmi fino alla fine"

 

"Lui capi subito tutto e ero sicuro stesse gia andando verso quella direzione, mi chiese 2 giorni di tempo e poi mi chiamó dopo tre ore.Per il contratto ci riunimmo un giorno intero in una villa del lago maggiore con tutti gli avvocati della Juve."

Questo conferma ciò che già bene o male si sapeva: e cioè che Beppone non ebbe ruolo nell'acquisto di CR7: da Mendes a Paratici a AA

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12 minuti fa, bobs ha scritto:

I meriti e gli errori vanno sempre condivisi.

E' ingiusto e banale dire che Marotta avesse tutte le colpe dei flop che abbiamo acquistato (flop in quantità NETTAMENTE inferiore ai giocatori decisivi e ai colpi di mercato). Le colpe sono state di tutti, ed in ogni caso meglio di così era difficile fare onestamente.

Grande Paratici, mai scontato.

Ovvio che sia così. E' assurdo pensare che mentre Paratici puntava ad Emre Can, Marotta era ammaliato da Rincon. Ci sono tempi diversi per il mercato. Quando prendemmo Rincon, avevamo necessità a centrocampo durante la stagione e non tanto da spendere. Si provò chiaramente un'operazione per un giocatore che comunque aveva ottimi numeri nella prima parte della stagione col Genoa senza per questo pensare che stessimo prendendo il nuovo Vidal. 

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2 minuti fa, sol invictus ha scritto:

Questo conferma ciò che già bene o male si sapeva: e cioè che Beppone non ebbe ruolo nell'acquisto di CR7: da Mendes a Paratici a AA

Come è ovvio che fosse e come ho sempre detto. Questo giocatore non dipendeva dalla dirigenza se non nel portare avanti la trattativa e crederci fino in fondo. Per il ruolo che aveva Marotta, poi, davvero non c'entrava nulla. Ronaldo è stato un investimento fatto solo perchè era lui. E' come avere 10 euro tra le mani ma investirne 20 sapendo che ben presto, quei 10 euro diventeranno 30 grazie a tale investimento. La Juve non è che avesse facilmente tra le mani 112 mln più 62 lordi di stipendio da dare a scelta ad uno o più giocatori. Lo ha fatto solo perchè era Ronaldo e per le prospettive che ci sono dietro un simile acquisto. Come dice lo stesso Paratici, Marotta entrava in gioco relativamente alla fattibilità economica dell'affare. Ovviamente, ragionando in maniera statica e senza consenso di Agnelli, non avrebbe mai potuto avallare un simile acquisto, comunque parecchio rischioso seppur interessante. Non a caso Paratici andò direttamente da Agnelli dopo aver parlato con Jorge Mendes. 

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1 ora fa, VS Info ha scritto:

"Con Conte l'obbiettivo non era legato al nome ma allo schema di gioco,Allegri è più elastico quindi il mercato con lui si è ampliato"

Falso. Sia con Conte che con i primi 3 anni di Allegri il calciomercato è sempre stato condotto guardando in primis la convenienza dal punto di vista economico e la prendibilità del calciatore ( ad es. in rotta con la società). Fattori come richieste del mister, adattabilità al modulo base e amalgama di squadra venivano molto dopo.

 

Per fare un esempio, riguardo il periodo contiano, appunto, prendiamo il 2012-2013. Le lacune in rosa riguardavano sostanzialmente l'esterno di sinistra ( Estigarribia non riscattato e De Ceglie non all'altezza) e la punta centrale ( Matri se la cavava, ma sbagliava una marea di goal, anche a seguito di assist splendidi di Pirlo), visto che nella stagione precedente si era discusso ampiamente della poca concretezza in zona goal e della mancanza di un finalizzatore. 

 

Detto fatto, Marotta si presenta con :

-un bollitissimo Lucio ( bastava aver seguito qualche sua partita dell'inter 2011-2012 per capirlo) in un reparto già completo con Barzagli, Bonucci, Chiellini, Caceres, con Marrone ( e in seguito anche Peluso) adattabile ( oltre alla possibilità di tenere il giovane Masi come riserva). Risultato? Una sola presenza col Chievo e spedito a gennaio in Brasile. 

- Isla dall'Udinese, che veniva da un infortunio molto grave. 9,4 di compartecipazione per un ruolo dove avevamo già Lichtsteiner e un affidabile Padoin come riserva. Serviva effettivamente una riserva dello svizzero, ma un giocatore integro e meno costoso no?

- Asamoah. Fu preso inizialmente per fare la mezz'ala in un centrocampo che contava già: Marchisio, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Padoin, il nuovo acquisto Pogba e Marrone. Fu Conte a doverlo adattare come esterno sinistro, anche per necessaria virtù ( e il ghanese non ci aveva mai giocato in vita sua), perchè altrimenti era stato preso per fare la mezz'ala

- Pogba e ok

- Giovinco. Come seconda punta avevamo già Vucinic e Quagliarella. La logica imporrebbe di prendere una prima punta forte, un upgrade di Matri, no? No, riprendiamo Giovinco perchè era già mezzo nostro.

- Bendtner. Dopo aver preso giocatori superflui per il modulo e l'esigenze di squadra e doppioni vari, all'ultimo momento si accorgono che manca appunto una prima punta forte. E negli ultimi giorni di mercato non hanno trovato niente di meglio del danese.

 

Glissiamo poi sull'inutilissimo acquisto di Anelka a gennaio in un reparto che, prima di lui, già contava di 5 attaccanti per 4 posti

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29 minutes ago, Amdir said:

Quindi paratici ha scelto anche i rincon Elia Martinez ecc. Abbiamo sfatato un mito che i giocatori scarsi non li sceglieva Marotta e quelli bravi Fabio. Per fortuna lo ha ribadito Paratici, perché il forum mi ha fatto credere che lui ha scelto solo Dybala, Costa, Ronaldo ecc. mentre sturaro ecc. gli ha scelti Marotta

Ovvio che quella credenza è assurda, gli errori fanno parte di tutti i mestieri, quindi anche Paratici non ne è immune, diciamo che Marotta non partecipava mai alle scelte dato che tecnicamente non ne è capace. Tuttavia penso che molti giocatori siano stati presi per il costo del cartellino riempibuchi e non perché piacessero ai tecnici competenti come Paratici o l'allenatore. L'optimum finanziario ha ritardato la nostra crescita.   IMO

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7 minuti fa, sol invictus ha scritto:

Questo conferma ciò che già bene o male si sapeva: e cioè che Beppone non ebbe ruolo nell'acquisto di CR7: da Mendes a Paratici a AA

Ne avesse parlato prima con Marotta penso che avrebbe ricevuto un no alla trattativa per motivi di equilibrio finanziario e economico con giustificazioni del tipo: costa troppo, è un rischio a lungo termine, è vecchio, abbiamo già Higuain, eccetera.
Invece Marotta è stato bypassato poiché si è rivolto subito ad Agnelli che ha visto qualcosa di buono nell'operazione.

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18 minuti fa, Antonio79 ha scritto:

In ogni caso, il fatto che Sky, dal nulla, proprio con Di Marzio, abbia cominciato a parlare, in questi giorni, di Ramsey con la Juve molto forte su di lui, lascia comunque pensare. Nulla esclude che in qualche modo, a telecamere spente, abbia fatto intendere questa cosa a loro. 

Ma queste interviste le hanno fatte con tutti. Monchi, giuntoli, tare,forse ausilio. 

Non credo sia andata come dici tu

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9 minuti fa, Semper Fideles ha scritto:

Falso. Sia con Conte che con i primi 3 anni di Allegri il calciomercato è sempre stato condotto guardando in primis la convenienza dal punto di vista economico e la prendibilità del calciatore ( ad es. in rotta con la società). Fattori come richieste del mister, adattabilità al modulo base e amalgama di squadra venivano molto dopo.

 

Per fare un esempio, riguardo il periodo contiano, appunto, prendiamo il 2012-2013. Le lacune in rosa riguardavano sostanzialmente l'esterno di sinistra ( Estigarribia non riscattato e De Ceglie non all'altezza) e la punta centrale ( Matri se la cavava, ma sbagliava una marea di goal, anche a seguito di assist splendidi di Pirlo), visto che nella stagione precedente si era discusso ampiamente della poca concretezza in zona goal e della mancanza di un finalizzatore. 

 

Detto fatto, Marotta si presenta con :

-un bollitissimo Lucio ( bastava aver seguito qualche sua partita dell'inter 2011-2012 per capirlo) in un reparto già completo con Barzagli, Bonucci, Chiellini, Caceres, con Marrone ( e in seguito anche Peluso) adattabile ( oltre alla possibilità di tenere il giovane Masi come riserva). Risultato? Una sola presenza col Chievo e spedito a gennaio in Brasile. 

- Isla dall'Udinese, che veniva da un infortunio molto grave. 9,4 di compartecipazione per un ruolo dove avevamo già Lichtsteiner e un affidabile Padoin come riserva. Serviva effettivamente una riserva dello svizzero, ma un giocatore integro e meno costoso no?

- Asamoah. Fu preso inizialmente per fare la mezz'ala in un centrocampo che contava già: Marchisio, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Padoin, il nuovo acquisto Pogba e Marrone. Fu Conte a doverlo adattare come esterno sinistro, anche per necessaria virtù ( e il ghanese non ci aveva mai giocato in vita sua), perchè altrimenti era stato preso per fare la mezz'ala

- Pogba e ok

- Giovinco. Come seconda punta avevamo già Vucinic e Quagliarella. La logica imporrebbe di prendere una prima punta forte, un upgrade di Matri, no? No, riprendiamo Giovinco perchè era già mezzo nostro.

- Bendtner. Dopo aver preso giocatori superflui per il modulo e l'esigenze di squadra e doppioni vari, all'ultimo momento si accorgono che manca appunto una prima punta forte. E negli ultimi giorni di mercato non hanno trovato niente di meglio del danese.

 

Glissiamo poi sull'inutilissimo acquisto di Anelka a gennaio in un reparto che, prima di lui, già contava di 5 attaccanti per 4 posti

Non dobbiamo dimenticare una cosa molto importante. All'epoca non avevamo granchè da spendere. Si poteva fare forse meglio ma sicuramente anche parecchio peggio. Spendemmo nel 2011 grazie anche all'aumento di capitale ed arrivarono alcuni giocatori forti ed infatti si notò anche sul campo. Proprio Paratici ha appena detto che nel 2011 ci provammo seriamente per Tevez ma poi, per alcuni motivi, tra cui quello economico, non potemmo prenderlo. Oggi ci stiamo abituando molto bene. Serve un terzino e si va a prendere Cancelo ad oltre 40 mln di euro, per dirne una. All'epoca neppure per Higuain, che era un 9, potevamo tirarli fuori. Dunque il nostro mercato era diverso. Da Anelka, con mezzo attacco infortunato, ci si aspettava che in base all'esperienza che aveva, qualcosa in più potesse farlo e ci stava come scommessa. Lo prendemmo a zero euro in termini di cartellino. 

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