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Deborah J

GdS-CdS: "Scudetto 2006: l'11 marzo il Collegio di Garanzia, terzo grado della giustizia sportiva, esaminerà il ricorso della Juventus contro Federcalcio, Inter e Coni"

Post in rilievo

Scudetto 2006 Parola al Collegio di Garanzia Coni ROMA - Lo scudetto del 2006? Un’altra pagina di un capitolo lunghissimo lo scriverà il collegio di Garanzia del Coni, nella riunione a sezione unite che si svolgerà l’11 marzo. Da una parte la Juventus, che ha presentato ricorso l’11 gennaio scorso contro Figc, Inter (a cui Guido Rossi assegnò quel titolo post Calciopoli) e Coni. Ricorso per l’impugnazione e la riforma del lodo definitivo pronunciato dal Collegio Arbitrale del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del CONI (TNAS)

 

Il Corriere dello Sport

 


 

SCUDETTO 2005-06 L’11 MARZO IL RICORSO AL COLLEGIO DI GARANZIA

 Il Collegio di Garanzia, terzo grado della giustizia sportiva, esaminerà l’11 marzo il ricorso della Juventus contro Federcalcio, Inter e Coni per l’impugnazione del lodo definitivo deciso dal TNAS, che si era dichiarato «incompetente» a decidere in merito alla revoca dell’assegnazione dello scudetto 2005-06, con relativo titolo consegnato all’Inter, decretata dopo lo scoppio di calciopoli dal commissario Figc Rossi.

 

La Gazzetta dello Sport

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11 minuti fa, jurgen kohler ha scritto:

Dissento totalmente dali commenti sopra il mio.

 

Quando uno fa una porcata non bisogna mai stancarsi di farglielo notare.

stramega.quoto

 

ovviamente sarebbe stato meglio cominciare a farlo da subito ... ma avevamo montezufolo e cobolli conigli al comando, il primo anti juventino e il secondo juventino alla pippo baudo... ed elkan era solo un ragazzo.

 

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Bel paese, l’Italia: l’unico in cui non si trovi un tribunale competente per giudicare un contenzioso. I miei amici stranieri ridono perché è l’unica lingua in cui c’è una parola che riassume lo spirito nazionale: scaricabarile.

l’inportante è dare sempre la responsabilità ad un altro: la ricetta per avere successo non questo stato libero di bananas.

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53 minuti fa, jurgen kohler ha scritto:

Dissento totalmente dali commenti sopra il mio.

 

Quando uno fa una porcata non bisogna mai stancarsi di farglielo notare.

da applausi!

al solo pensiero di ciò che abbiamo subito in quei dannatissimi anni mi viene una sincope!

ognuno di noi, in quel tempo, ha dato quello che poteva alla causa; insulti, bisticci, amicizie rovinate!!!

contro di noi si sono accaniti tutti! tutti! anche coloro che non ti aspetti!

per cui mi sento a pieno titolo "un tifoso rancoroso" tutt'ora rancoroso assetato di giustizia! quella autentica però! 

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37 minuti fa, Felice Cavallotto ha scritto:

Temo sia tutto inutile... dovevamo andare al TAR nel 2006 e far bloccare tutto...

 

infatti!

ma allora - se ricordi - "il giovane Elkann" si fece infinocchiare facilmente dal Montezuma che al tempo era amico degli amici che volevano affossarci!

dovevamo bloccare tutto! avevamo gli strumenti per farlo! quella stupida assunzione di responsabilità ci ha mandato al tappeto!

poi, nel 2011 Palazzi (guarda caso iniziata la prescrizione delle melde) ammette candidamente l'assunzione di responsabilità di Società che allora, nel 2006, non furono minimamente toccate dal processo sportivo!

Un processo populistico che contravvenne alle più elementari regole di giustizia! cose da far accapponare la pelle! 

Poi il signor commissario straordinario FIGC - già sottoterra da diverso tempo - che supportato dai cosiddetti tre saggi "regala" lo scudetto alle Melde di cui lo stesso presidente era stato parte integrante!

Poi i vari Ponzio Pilato dell'epoca sino ad ora che se ne sono lavate le mani con la decisione di non decidere! Che schifo! che schifo!

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secondo alcuni e' stato giusto assegnare lo scudetto a quelli li???

Ecco a Voi un piccolo estratto dal Verbale della procura Federale (Palazzi) datato 01/07/2011.

 

Quoto

"VALUTAZIONE
Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006),
richiamata sopra per i punti di specifico interesse, e degli altri parametri valutativi cui si è
fatto ampiamente cenno nelle pagine precedenti, va rilevato che la condotta del
FACCHETII appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare.
In questa trattazione specifica della posizione del FACCHETII, è appena il caso di
rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da
condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale,
presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti
dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l'unica
società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano
sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già
anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in
seguito.
Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione
telefonica, emerge l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo,
intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed
entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETIO, fra i cui scopi
emerge, fra l'altro, il fine di condizionare il settore arbitrale.
57
La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente
corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un
consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente
confidenziale delle conversazioni in atti.
Una prima circostanza acclarata dall'attività di indagine, di enorme rilievo ai fini
disciplinari, è rappresentata dalla frequenza dei contatti intercorsi fra il Presidente
dell'lNTER Giacinto FACCHETII ed i designatori arbitrali in questione e in alcuni casi,
come si dirà in seguito, tra Massimo MORATII, attuale Presidente dell'INTER ed all'epoca
socio di riferimento, ed il designatore Paolo BERGAMO.
La rilevanza, l'incidenza e la portata di tali rapporti, rese evidenti dal contenuto degli
stessi, sopra sinteticamente riportato, vanno valutate alla luce di un parametro
interpretativo assolutamente obiettivo, rappresentato dal ruolo e dalla posizione di
preminenza istituzionale ricoperta da ciascuno dei soggetti sopra indicati.
Inoltre, assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate
intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l'INTER e che oggetto
delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra. In relazione
a tali gare il Presidente FACCHETII si pone quale interlocutore privilegiato nei confronti
dei designatori arbitrali, parlando con essi delle griglie arbitrali delle gare che riguardano la
propria squadra nonché della stessa designazione della terna arbitrale ed interagendo con
i designatori nelle procedure che conducono alla stessa individuazione dei nominativi degli
arbitri da inserire in griglia e degli assistenti chiamati ad assistere i primi
. In alcuni casi,
emerge anche l'assicurazione da parte dell'interlocutore di intervento diretto sul singolo
direttore di gara, come rivelato da alcune rassicurazioni che il designatore arbitrale rivolge
al proprio interlocutore, in cui si precisa che l'arbitro verrà "predisposto a svolgere una
buona gara" o, con eguale significato, che è stato "preparato a svolgere una bella gara"; o
ancora, affermazioni del designatore volte a tranquillizzare il Presidente Facchetti sulla
prestazione dell'arbitro, nel senso che gli avrebbe parlato direttamente lui o che già gli
aveva parlato. In un caso, addirittura, il designatore arbitrale, nel tentativo di tranquillizzare
il proprio interlocutore e sedare le preoccupazioni di quest'ultimo sulle tradizioni negative
della propria squadra con un determinato arbitro, afferma che quest'ultimo è stato avvertito
e che sicuramente lo score dell'lnter sotto la sua direzione registrerà una vittoria in più in
conseguenza della successiva gara di campionato.
Tale capacità di interlocuzione in alcuni casi diventa una vera e propria
manifestazione di consenso preventivo alla designazione di un arbitro
(vedi designazione
58
di Mazzoleni in Inter-Livorno e quella di GABRIELE per una gara di Coppa Italia) e
rappresenta un forte potere di condizionamento sui designatori arbitrali, fondato su
rapporti di particolare amicizia e confidenza che il Presidente Facchetti può vantare nei
confronti degli stessi designatori e che trovano la loro concretizzazione espressiva nella
effettuazione anche di una cena privata con BERGAMO e nello scambio di numerosi favori
e cortesie (elargizione di biglietti e tessere per le gare dell'Internazionale, di gadget e
borsoni contenenti materiale sportivo della squadra milanese, etc ... ) e non meglio precisati
"regalin i".
Il consenso preventivo o, comunque, la richiesta di gradimento ad una designazione
rappresentano un elemento particolarmente rilevante sotto il profilo disciplinare e, in
proposito, è opportuno rinviare al contenuto della telefonata nel corso della quale
BERGAMO prospetta la possibilità di indicare, con designazione diretta, trattandosi di gara
di Coppa Italia, un arbitro da rilanciare e chiede, come detto, un avallo al predetto
Dirigente. Analogo "accreditamento" il BERGAMO chiede anche al MORATII, all'epoca
socio di riferimento dell'INTER, pregandolo di salutare l'arbitro prima della gara.
La posizione di tale società è, d'altra parte, confermata, anche dalla comunicazione
telefonica intercorsa tra il Presidente dell'A.I.A. Tullio LANESE ed il Presidente dell'lnter,
Giacinto FACCHETII in data 8.02.2005 - progr. 62981 - in cui il Lanese espressamente
dice a Facchetti che per il futuro i designatori saranno condizionati dal loro OK.
Questo Ufficio ritiene parimenti rilevanti le telefonate intercorse fra il F ACCHETTI e il
MAZZEI, il cui contenuto è stato già ampiamente commentato sopra. Invero, di sicura
rilevanza appaiono le richieste del FACCHETTI di designare determinati guardalinee e la
conseguenti rassicurazioni del MAZZEI che, in un caso, anticipa i nominativi degli stessi
all'interlocutore e, nell'altro, addirittura rassicura il predetto, dicendogli che, prima della
gara, "all'una li vado a salutare e li vedo, ok?".
In definitiva, sulla scorta degli elementi probatori analizzati, è emersa l'esistenza di
una rete consolidata di rapporti
, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di
terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale, instaurati, in particolare e per
quel che riguarda la società INTERNAZIONALE, fra i designatori arbitrali Paolo
BERGAMO e Pierluigi PAIRETTO (ma anche, sia pur in forma minore, con altri esponenti
del settore arbitrale) ed il Presidente dell'INTER, Giacinto FACCHETTI.

In fatto, appare evidente il pesante condizionamento, operato mediante le condotte
descritte, sui più delicati meccanismi di funzionamento del settore arbitrale, nei precipui
aspetti che possono interessare una singola società sportiva, per l'influenza determinante
59
e decisiva sul momento culminante dell'attività sportiva, ovvero la disputa della gara
ufficiale.
Pertanto, a giudizio di questo Ufficio, le condotte sopra descritte ed emergenti dalle
conversazioni telefoniche prese in esame, ascrivibili a BERGAMO, PAIREDO, MAZZE I e
FACCHEDI, integrano evidentemente la violazione dei doveri di lealtà, probità e
correttezza sanciti dall'art. 1, comma 1, CGS. Ma, al contempo, proprio in considerazione
delle modalità e delle finalità di tali condotte, in se stesse già rilevanti ex art. 1 cit., si deve
ritenere che esse costituiscono un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità ed
indipendenza del settore arbitrale nel suo complesso.

Invero, dalle modalità e dal contenuto delle telefonate non si può affatto ritenere
verosimile che le stesse fossero finalizzate a sollecitare l'attenzione dell'arbitro designato
alla delicatezza della gara, dal momento che, ovviamente, tale profilo è naturalmente
connaturato alla funzione arbitrale e, pertanto, una 'particolare attenzione' richiesta ai
componenti la terna arbitrale non può che assumere un significato di un trattamento di
favore, come costantemente affermato nelle decisioni degli Organi della Giustizia sportiva.
La completezza di analisi richiesta dalla complessità e dalla articolazione della
vicenda in esame impone di valutare anche un altro profilo emergente dalle dichiarazioni
rese dall'allora socio di maggioranza della società INTERNAZIONALE e dal contesto
storico emergente all'epoca dei fatti. Invero, a giudizio della Procura, non può
assolutamente assumere valenza esimente quanto asserito dal MORA DI in ordine alla
convinzione, quanto meno putativa, formatasi in ambito societario in quel particolare
periodo di tempo. L'attuale Presidente ha, infatti, dichiarato in sede di audizione che, alla
luce di molteplici episodi negativi che si erano, a suo avviso, ripetuti nel corso del tempo in
danno della squadra, era venuto meno la fiducia che i problemi avvertiti si sarebbero potuti
risolvere in ambito istituzionale.
Questo Ufficio ritiene in proposito che, anche in forza di tale convinzione, le condotte
esaminate non si possono assolutamente giudicare scriminate e, a sostegno di tale
convincimento, va richiamato quanto affermato con le decisioni assunte dagli Organi
Giudicanti della FIGC nel noto procedimento di cui al deferimento del 23 giugno 2006 nei
confronti, fra le altre, della società FIORENTINA. Questa società prospettava un
convincimento analogo, quanto meno sotto il profilo putativo, a quello lamentato dal
Presidente Moratti ma i Giudicanti non ritennero scriminate le condotte dei relativi Dirigenti
ma valutarono il predetto elemento solo come parametro di graduazione della gravità del
fatto e delle conseguenti sanzioni irrogate.
60
Pertanto, alla luce delle valutazioni sopra sinteticamente riportate, questo Ufficio
ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di
cui all'art. 1, comma 1, CGS, anche dell'oggetto protetto dalla norma di cui all'art. 6,
comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in
favore della società INTERNAZIONALE F.C., mediante il condizionamento del regolare
fu nzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità
ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in
violazione del previgente art. 6, commi 1 e 2, CGS, in vigore all'epoca dei fatti ed oggi
sostituito dall'art. 7, commi 1 e 2 del CGS.
Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non
operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta
della società INTERNAZIONALE F.C., ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2,
comma 4, CGS, per quanto ascrivibile al proprio dirigente con legale rappresentanza ed al
BERGAMO, PAIRETTO e MAZZE I , all'epoca dei fatti, ovviamente, non tesserati per la"

 

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54 minuti fa, bianconero75 ha scritto:

stramega.quoto

 

ovviamente sarebbe stato meglio cominciare a farlo da subito ... ma avevamo montezufolo e cobolli conigli al comando, il primo anti juventino e il secondo juventino alla pippo baudo... ed elkan era solo un ragazzo.

 

lo conosco personalmente: è un mio concittadino; incontratolo in occasione di una premiazione alla Perla Ionica (Acitrezza) - eravamo nel 2007 ho avuto modo di parlargli essendo il sottoscritto amico di un giornalista molto noto in città che a sua volta era suo amico; gli chiesi sommessamente ed educatamente un suo pensiero su quel processo sportivo che era stato celebrato qualche mese prima; mi rispose in modo lapidario che se la Juve era stata condannata ciò corrispondeva alla volontà della proprietà; mi disse che quello era l'unico modo per far fuori certa feccia all'interno della Società e che la Juve si sarebbe ripurificata! gli risposi (non lo posso dimenticare): "ma dottore, non è come sparare al moscerino con un bazooka?" poi gli chiesi circa il sistema giudiziario sportivo; se ritenesse giuste quelle decisioni; e lui mi disse che se il processo fu celebrato in quelle condizioni significa che tutte le parti in causa avevano accettato quelle condizioni; 

da rabbrividire! populista e giustizialista!

adesso ormai con la senilità non sa manco dove sta di casa! 

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3 minuti fa, juve eterna ha scritto:

lo conosco personalmente: è un mio concittadino; incontratolo in occasione di una premiazione alla Perla Ionica (Acitrezza) - eravamo nel 2007 ho avuto modo di parlargli essendo il sottoscritto amico di un giornalista molto noto in città che a sua volta era suo amico; gli chiesi sommessamente ed educatamente un suo pensiero su quel processo sportivo che era stato celebrato qualche mese prima; mi rispose in modo lapidario che se la Juve era stata condannata ciò corrispondeva alla volontà della proprietà; mi disse che quello era l'unico modo per far fuori certa feccia all'interno della Società e che la Juve si sarebbe ripurificata! gli risposi (non lo posso dimenticare): "ma dottore, non è come sparare al moscerino con un bazooka?" poi gli chiesi circa il sistema giudiziario sportivo; se ritenesse giuste quelle decisioni; e lui mi disse che se il processo fu celebrato in quelle condizioni significa che tutte le parti in causa avevano accettato quelle condizioni; 

da rabbrividire! populista e giustizialista!

adesso ormai con la senilità non sa manco dove sta di casa! 

e è vero. Ricordati la frase di Agnelli nel film: <Eravamo giovani>...

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Inutile piangere sul latte versato! Abbiamo lasciato che i lupi ci sbranassero senza reagire, ne abbiamo pagato le conseguenze! Nulla potrà mai cambiare questo stato di fatto! È dura da accettare ma:"dura lex, sed lex".

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Che poi anche fosse (tanto si dichiareranno non competenti come al solito.. 🙄) al massimo tolgono lo scudo di cartone a quelli là.. il che, per carità, già è un bene.. Ma il vero obiettivo, cioè riavere i NOSTRI STRAMERITATI E STRALEGITTIMI SCUDETTI VINTI SUL CAMPO, non è neppure oggetto di discussione purtroppo.. 

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