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Conferenza pre Barcellona | Gama: "Useremo le nostre qualità," Guarino : "Ci siamo allenate bene, sono fiera della squadra che stiamo costruendo" - Cernoia: "Possiamo stupire"

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Conferenza Guarino e Gama: 

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Juventus-Barcellona è una sfida da brividi anche nel calcio femminile. Per le Juventus Women il faccia a faccia con le catalane nel primo turno di Champions League rappresenta un ostacolo duro da aggirare, ma anche una grandissima occasione. Per crescita, visibilità ed emozioni. Alle 17:15  è il momento delle parole, con la conferenza stampa di Rita Guarino, accompagnata da Sara Gama. 

 

PARLA GAMA

Come vi approcciate a questa partita che rispetto ai tre anni di storia delle Juventus Women trasmette più emozioni? Il Barcellona fa pensare a qualcosa di molto più grande rispetto a quanto vissuto fin qui.

Il nome fa il suo, ma di partite emozionanti ne abbiamo fatte tante e questa è una nuova tappa nel nostro percorso di crescita. La affrontiamo a viso aperto perché bisogna giocarsela e verrà fuori una bella partita perché si affrontano due grandi squadre. Il Barça sulla carta è favorita, ma noi siamo qui e con tante juventine che hanno fatto parte della spedizione mondiale abbiamo dimostrato che possiamo fare bene e possiamo giocarcela con loro.

Quale può essere dal punto di vista tattico ciò che può fare la differenza? L'esperienza del mondiale vi ha dato consapevolezza, ma cosa potete avere di più rispetto al Barcellona? E questa notte come dormrirete?

Non sto a guardare l'aspetto tattico. Quando una squadra è abile è forte sotto tanti aspetti. Penso conti guardare la nostra performance, affrontare questa partita a viso aperto attaccando il più possibile, che vuol dire avere un atteggiamento anche in fase di non possesso aggressivo. Poi noi abbiamo qualità che vengono fuori e le utilizzeremo perché abbiamo tanta qualità in squadra. Rispetto per tutti, non temiamo nessuno, ci giochiamo una partita importante. Dormiremo serene perché è la prima stagionale e dire i che era ora, perché lavoriamo da una vita e finalmente giochiamo.

Un punto di forza della Juventus e uno del Barcellona?

Sicuramente il nostro l'unità di intenti, che è qualcosa che in certi momenti fa la differenza. Il punto di forza è sempre la nostra compattezza. Loro punti di forza ne hanno tanti, ma io preferisco concentrarmi sui nostri e fare la nostra prestazione, che è quello di cui mi preoccupo. Tendo a guardare quello che fa la mia squadra.

Non sarebbe stato meglio arrivare a questa partita con almeno una gara di  campionato sulle gambe?

La programmazione in questo senso non aiuta, ma quello che è fatto è fatto. Domani scendiamo in campo, ma questi discorsi lasciano il tempo che trovano, non dobbiamo avere scusanti. Domani scendiamo in campo, senza alibi, poi si faranno altre valutazioni. Su tanti aspetti credo si possa migliorare, ma anche dal punto di vista siamo sicuramente in fase di miglioramento.

Quanto ti mancherà non avere accanto Salvai?

La sua assenza si fa sentire, ma la cosa più importante è la squadra. Quando non c'è stata abbiamo sopperito alla sua assenza, l'abbiamo fatto in Nazionale e ora abbiamo anche una grande giocatrice che prende il suo posto che è Sembrant. Cecilia ci farà sentire la sua vicinanza, poi domani in campo non dobbiamo pensare a chi manca, ma a cosa dobbiamo fare.

 

PARLA GUARINO

Quanto è difficile arrivare a questa partita con poche partite in questo precampionato con questo calendario un po' complicato? Quanto è stato difficile preparare questa partia e cosa si aspetta dalle sue ragazze?

Non c'è dubbio che esordire subito in Champions crea qualche problema in più perché non puoi avere una squadra già rodata. Però abbiamo lavorato bene su ogni dettaglio, quindi dalla mia squadra mi aspetto una grande prestazione. Avete sentito le parole di Sara, la determinazione con cui affrontiamo la rifinitura, quindi questo deve essere l'atteggiamento.

Dopo la gara dell'anno scorso in Champions c'è più consapevolezza?

L'esperienza maggiore ci sarebbe se ci fossero  i gironi, che ci farebbe fare più esperienza internazionale e ne avremmo bisogno. Arriviamo a un anno da quella partita, sappiamo che errori abbiamo commesso e cosa abbiamo fatto bene. Nel frattempo è maturata una consapevolezza maggiore rispetto anche solo al primo anno. In mezzo c'è stato un campionato e una Coppa Italia conquistata, quindi la consapevolezza nel gruppo è sicuramente aumentata.

Facciamo il punto sulle infortunate?

A parte Bonansea e Salvai abbiamo ancora Pedersen e Boattin in dubbio. Lasciamo lavorare lo staff medico, sperando possa renderle disponibili per domani. Al momento sono loro quelle più in dubbio.

Senza Bonansea cambia modulo?

Cambierà la strategia. Il sistema rimane il 4-3-3, ma la strategia cambierà anche in funzione di un avversario che applica il calcio totale. Servono le strategie opportune.

Ha già definito le undici che partiranno dal primo minuto o ha ancora qualche dubbio?

Tendenzialmente la formazione ce l'ho già in testa. La stiamo preparando con le dovute alternative, dobbiamo ancora avere la certezza sulle indisponibili e su quelle che potranno rientrare a far parte del gruppo. Gli ultimi dubbi sicuramente li scioglierò domani.

Domani ci sarà un bel colpo d'occhio, un altro bel segnale importante.

Non c'è dubbio. La partita dell'Allianz ha segnato la storia, ha iniziato ad avvicinare le famiglie a questo sporte molte persone curiose che poi si sono pian piano interessate. E l'entusiasmo della nostra Nazionale ai mondiali ha suscitato ancora più interesse. Io mi auguro che questa possa diventare la normalità e non eventi straordinari con partite di cartello, perché le ragazze hanno mostrato di dare spettacolo e regalare emozioni e per questo penso possa essere la normalità.

Ci fa il punto sulle nuove? Come si stanno ambientando e farà affidamento su di loro domani?

Sembrant, come diceva Sara, non ha bisogno di presentazioni. Dovrà sostiture Cecilia, si è ambientata bene e sta portando la sua esperienza internazionale. Abbiamo una giovane attaccante, Staskova, classe 2000, che ha già maturato esperienze importanti. E' una giocatrice molto disponibile, si è adattata alle nostre idee di calcio così come si è ambientata bene con il gruppo. Sono due giocatrici che in questo momento sono parte integrante del gruppo.

Avessi la possibilità di avere un vantaggio, quale sceglieresti?

Il vantaggio ce l'abbiamo perché giocheremo di fronte al nostro pubblico e noi crediamo molto in questo tipo di supporto che sarà in grado di spingere la squadra contro ogni difficoltà. Dobbiamo puntare molto su questo, sulla capacità di giocarci la prima partita in casa davanti ai nostri tifosi.

Se potesse togliere una giocatrice al Barcellona chi toglierebbe?

Non si possono fare discorsi di questo tipo. Il Barcellona è completa in ogni reparto, ogni singola giocatrice può interscambiarsi  con quelle della panchina o tribuna. Hanno una squadra completa per vincere la Champions e hanno l'esperienza di una squadra che da tanti anni sta costruendo questo processo. Io mi tengo ben stretta le mie giocatrici, è una squadra che sento totalmente mia insieme al direttore. L'abbiamo costruita insieme e ogni singola giocatrice è stata fortemente voluta.

Parlando di questo processo di crescita, quando sono arrivate le ragazze dopo il mondiale è cambiato qualcosa? Ha riscontrato maturità maggiore?

Naturalmente far bene, inteso non solo come risultati, ma prestazioni, ti rende molto più consapevole della tua forza. Affrontare un avversario, qualunque sia, con una determinata mentalità e cultura, che è quella dell'attacco come ha spiegato bene Sara, significa renderti maggiormente consapevole dei tuoi punti di forza e come meglio impiegarli. Le loro prestazioni hanno aumentato la loro consapevolezza.

Le parole di Cernoia a La Stampa: 

 

Quoto

Valentina Cernoia, centrocampista, colonna, della Juventus Women, è stata intervistata da La Stampa in vista dell'esordio di domani nella Champions donne con il Barcellona.

 

Ecco le sue parole: "Barcellona? «La finalista dell’anno scorso... forte, piena di nazionali, ma ce la giochiamo a viso aperto. Noi italiane abbiamo già dimostrato di saper sorprendere, in azzurro come in bianconero. Cosa rievoca il Barça? Chiama il tika taka, le donne seguono la stessa filosofia dei maschi, ma Barcellona significa Messi, il simbolo, il più forte dopo CR7. Dopo. Senza dubbi? Tendo a premiare lavoro e costanza e Cristiano è motivo di ispirazione in questo".

 

Sul dopo Mondiale: "Come si sfrutta la scia del Mondiale? Portarsi dietro un Mondiale tanto unico è impossibile, diventerebbe un peso. Possiamo sfruttare l’entusiasmo e la consapevolezza acquisita: all’Italia nessuno dava due euro e invece siamo arrivate tra le prime otto, non a caso: il lavoro paga".

 

Sui complimenti del Campione del Mondo Paolo Rossi: "Mi ha riempito di orgoglio. È la prova che se metti passione, fatica e sorriso ti puoi far notare anche da un campione del mondo, un onore".

Sulla stagione: "Cosa mi aspetto da questa stagione? Vorrei che chiunque si sia appassionato vedesse una partita dal vivo. Vorrei che ogni sabato ci dicessero che serve uno stadio vero e non basta la nostra tribuna, già sempre piena per altro".

 

Sul professionismo: "Il professionismo sembra sempre molto lontano? Ci vorrà altro tempo, ma in realtà manca solo il pezzo di carta, io alla Juve lavoro come una professionista e mi sento tale".

Gli idoli da ragazzin: "Che poster avevo in camera? Ronaldo, il brasiliano: dribblava tutti come birilli. Ma c’era pure Beckham, bello, biondo e giovane".

 

Sul tema dell'omosessualità nel calcio femminile: "Ambiente ostile? Non credo si possa chiedere proclami di questo genere alla nostra generazione. Siamo state tempestate da insulti “fate la maglia”, “state in cucina” o peggio. Non si valutano ancora impegno e talento. Già vengo considerata poco per quello che faccio e molto meno di un maschio, figuriamoci se dovessi parlare di ciò che succede o non succede a casa mia. Gioco e tengo per me quello che c’è fuori"

 

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Della conferenza sottolineo solo il passaggio sulla costruzione della squadra e di come stanno seguendo una linea ben precisa. Il resto sono frasi di circostanza, che andranno confermate sul campo, anche la questione della consapevolezza. Cosa che col PSG per esempio si è sgretolata al primo tiro sbagliato... 

 

Bella l'intervista di Cernoia .ok 

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Intervista per nulla banale quella della Cernoia, ma in generale anche ai mondiali ho notato come le interviste alle ragazze non siano mai di frasi fatte e scontate come quelle degli uomini, ma ben più articolate e motivate, per quanto riguarda la partita di stasera c'è poco da dire, ne hanno appena dati 9 al real per dargli il benvenuto nel calcio femminile :forza:

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Il 11/9/2019 Alle 10:45, Aaron Ramsey 91 ha scritto:

Intervista per nulla banale quella della Cernoia, ma in generale anche ai mondiali ho notato come le interviste alle ragazze non siano mai di frasi fatte e scontate come quelle degli uomini, ma ben più articolate e motivate, per quanto riguarda la partita di stasera c'è poco da dire, ne hanno appena dati 12 al real per dargli il benvenuto nel calcio femminile :forza:

Con il professionismo verranno abituate anche loro a raccontare le storielle 😄 

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