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Mago di Avola

Il calcio dopo l'apocalisse

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Probabilmente nel lungo periodo tornerà tutto come prima,diciamo che si dovrebbero calmierare soprattutto i costi di gente normale .sisi i CR7 e i Messi sono una industria oltre che fuoriclasse e quindi i loro guadagni anche se esagerati hanno un senso .okmolto meno senso hanno i costi per gente mediocre e miracolata e ce ne sta tanta .sisi

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7 ore fa, Fox Vega ha scritto:

sarebbe bello, un calcio più a misura d'uomo, economicamente ridimensionato, senza quei folli eccessi a cui si è assistito negli ultimi anni...ma temo potremo solo sognarlo

Servono regole, finché qualcuno ha interesse a non inserire tali regole e vince la sua partita non cambierà  nulla. Quando invece si riuscirà ad entrare in una logica di tetto costo cartellini (borsa calciatori), tetto ingaggi, tetto commissioni procuratori, allora forse a quel tempo, vedremo situazioni un po più logiche e meno folli 

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Non penso cambierà tanto, forse assisteremo solo a un mercato più povero. Se qualcuno avrà bisogno di soldi venderà qualche suo buon giocatore. 

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Ritengo che passata la grande paura del contagio, inizia quella economica che temo sarà anche peggio. Tutti dalle grandi imprese all'ultima famiglia subiranno l'onda lunga della crisi. Quindi anche chi sponsorizzava il mondo dello sport ne risentirà e non avrà soldi da investire. Io vi posso dire, che per quanto riguarda i luoghi di grande aggregazione( non parlo di siti industriali) senza un vaccino prima della fine dell'anno non riapriranno. Questo al momento è l'indirizzo italiano ed europeo. Quindi a mio avviso ci vorranno anni per parlare di normalità. Inoltre dobbiamo capire che la conoscenza di questo virus è la stessa che c'era a gennaio.

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8 ore fa, Fox Vega ha scritto:

sarebbe bello, un calcio più a misura d'uomo, economicamente ridimensionato, senza quei folli eccessi a cui si è assistito negli ultimi anni...ma temo potremo solo sognarlo

questa apocalisse ci ha segnato tutti; chi più, chi meno avrà riflettuto su ciò che sarà; approvo il tuo punto di vista; non può essere tutto come prima anzi, mi auguro che non lo sia.

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Adesso, juve eterna ha scritto:

questa apocalisse ci ha segnato tutti; chi più, chi meno avrà riflettuto su ciò che sarà; approvo il tuo punto di vista; non può essere tutto come prima anzi, mi auguro che non lo sia.

Mi unisco alla tua speranza che nulla sia più come prima, altrimenti sarebbero morti tutti invano.

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Sottovalutate la tendenza conservativa del genere umano, molto.probabilmente dopo un lasso di tempo tutto tornerà come prima

anzi, storia ci insegna che la bolla ricomincerà a crescere ancor più di prima

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22 minuti fa, badboy ha scritto:

Ritengo che passata la grande paura del contagio, inizia quella economica che temo sarà anche peggio. Tutti dalle grandi imprese all'ultima famiglia subiranno l'onda lunga della crisi. Quindi anche chi sponsorizzava il mondo dello sport ne risentirà e non avrà soldi da investire. Io vi posso dire, che per quanto riguarda i luoghi di grande aggregazione( non parlo di siti industriali) senza un vaccino prima della fine dell'anno non riapriranno. Questo al momento è l'indirizzo italiano ed europeo. Quindi a mio avviso ci vorranno anni per parlare di normalità. Inoltre dobbiamo capire che la conoscenza di questo virus è la stessa che c'era a gennaio.

Quoto tutto ciò che hai detto. Molte persone pensano che appena il governo allenterà la morsa tutto tornerà come prima. Niente di più sbagliato, vi saranno enormi cambiamenti che, peraltro, potrebbero anche portare benefici ed essere migliori degli eccessi di questi ultimi anni. 

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3 minuti fa, Andrea18ct ha scritto:

Sottovalutate la tendenza conservativa del genere umano, molto.probabilmente dopo un lasso di tempo tutto tornerà come prima

anzi, storia ci insegna che la bolla ricomincerà a crescere ancor più di prima

mi auguro solo che la ricrescita sarà incentrata su una certa "etica dell'economia" che si offra alla solidarietà di chi ha di meno;

il calcio è uno sport popolare e dovrà essere o rappresentarsi come forza trainante e sopratutto esemplare di crescita;

ma lo so ... lo so, caro Andrea, sono soltanto parole le mie ...

  • Grazie 2

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2 minuti fa, VOLTA J RE ha scritto:

Quoto tutto ciò che hai detto. Molte persone pensano che appena il governo allenterà la morsa tutto tornerà come prima. Niente di più sbagliato, vi saranno enormi cambiamenti che, peraltro, potrebbero anche portare benefici ed essere migliori degli eccessi di questi ultimi anni. 

Condivido, si possono trarre insegnamenti da tragedie come queste. Temo però, che come umanità  siamo quelli che tra il 1918 e il 1938 hanno fatto passare 20 anni per due guerre mondiali.

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 Ad ora, al calcio faccio fatica a pensare. Lo dico onestamente. 

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Quando tutto questo sarà finito ci aggrapperemo ancora di più al calcio, unica valvola di sfogo e di distrazione in mezzo a tanta miseria e frustrazione.

 

Non disdegnerei che la Juventus si facesse fautrice di una svolta etica nel calcio ponendo un tetto massimo salariale.

La deriva dei contratti a 12 milioni lordi l'anno a giocatori "normali" deve finire.

 

 

 

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Mi spiace caro amico deluderti, ma non cambierà niente nel mondo del calcio. 

L'unica cosa che cambierà saranno i bilanci 2019/2020 ,in forte perdita. 

Per il resto, o cambiamo noi nei confronti del calcio (pensando un po' di più a famiglia e lavoro), oppure scordati che il calcio si avvicinerà di più alla società 

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Non apprezzo il moralismo imperante.

Non si capisce perché non dovrebbe tornare come prima (ovvio ci vorrà un po' di tempo) e cosa ci fosse di così diabolico in particolare nel calcio.

Detto da uno che più di una volta, quando del coronavirus non si era mai neppure lontanamente parlato, ha cercato di sottolineare a molti che letteralmente deliravano di insulti verso questo o quello o ne facevano una questione di stato che il calcio é divertente ma é solo un gioco/passatempo, mica la vita.

Curiosamente alcuni degli stessi che sembravano non vedere altro che la Juve oggi fanno la morale sul "in questo momento il calcio é l'ultima delle preoccupazioni, vergognatevi se pensate al calcio coi morti" ecc. ecc..

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  • Grazie 2

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10 minuti fa, garrison ha scritto:

Non apprezzo il moralismo imperante.

Non si capisce perché non dovrebbe tornare come prima (ovvio ci vorrà un po' di tempo) e cosa ci fosse di così diabolico in particolare nel calcio.

Detto da uno che più di una volta, quando del coronavirus non si era mai neppure lontanamente parlato, ha cercato di sottolineare a molti che letteralmente deliravano di insulti verso questo o quello o ne facevano una questione di stato che il calcio é divertente ma é solo un gioco/passatempo, mica la vita.

Curiosamente alcuni degli stessi che sembravano non vedere altro che la Juve oggi fanno la morale sul "in questo momento il calcio é l'ultima delle preoccupazioni, vergognatevi se pensate al calcio coi morti" ecc. ecc..

caro garrison pur apprezzando da sempre i tuoi interventi permettimi di precisare, a mio modesto parere, alcuni tuoi spunti;

non credo si tratti di moralismo inteso nella completezza del suo significato; credo si tratti - da parte di tanti - di intravedere, attraverso questa esperienza, un diverso modo di catalogare determinati valori; ovviamente, spero che nel medio periodo, tutto ritorni nella normalità ma, al momento ciò che giudichi in quanto moralismo imperante non è altro che semplicemente una presa di coscienza determinato da fatti che credo nessuno poteva mai immaginare; è una reazione emozionale? è una reazione razionale? non saprei; non credo sia possibile sindacare su reazioni altrui; dobbiamo semplicemente prenderne atto.

 

Il calcio non è un fenomeno diabolico; è un fenomeno che in quanto industria produce reddito; è un fenomeno sociale perchè realizza emozioni; è parte della nostra stessa esistenza nel senso più ampio del significato di esistenza; rendersi conto di questa realtà significa avvertire che quel sistema così per come veniva descritto evidentemente avrebbe avuto bisogno (al di là del covid) di una regolata; l'industria del calcio - rispetto ad altre attività produttive - è capace di produrre reddito ma altrettanto capace di produrre debito (ciò non lo dico io ma fior di analisti del mercato) che rappresentandosi nell'agone dell'economia globale avvertiva - ancor più necessariamente ora - la necessità di porsi dei limiti circa i costi di produzione del prodotto; il modo di produrre reddito ed avvertire il debito diviene - adesso ma anche prima di adesso - la costante circa la sopravvivenza dello stesso.

 

Il calcio è rappresentazione di ciò che siamo nella misura in cui - in molti - si identificano in esso fino a quando ... ecco la novità, qualcosa di più grande non inficia le certezze calamitando l'attenzione su ciò che si ritenga "moralmente" più importante rispetto ad esso; ciò non significa che per tutti coloro che amano il calcio significhi subordinarlo o meno nella scala dei valori personali ma piuttosto significa volerlo ritenere parte degli stessi valori che attualmente si vogliono salvare, difendere, salvaguardare;

 

non si tratta quindi di contraddizioni ma più onestamente di reazioni del tutto legittime anche di coloro che "avrebbero dato la vita per assistere ad una partita".

 

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sarebbe bello se tutti, non sol il calcio, da questa tragedia potessero tratte degli insegnamenti, molto probabilmente finita l'emergenza ritornerà tutto come prima

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Non voglio essere offensivo verso qualcuno, però se avevate bisogno del coronavirus per dare una scala di valori nella vostra vita e mettere il calcio al posto che merita, i problemi li avete voi.

Io, che ho sempre dato al calcio il peso che merita, continuerò a seguirlo dopo come facevo prima senza falsi moralismi o senza bacchetta del professore. Mica è colpa del calcio o dei calciatori se è arrivato questo virus.

Poi se, per l'impatto del virus anche sull'economia, gli stipendi dei calciatori saranno calmierati ne sarò felice, ma non perché lo vorrò io come obbligo, ma solo perché eventualmente la nuova situazione creatasi porterà a tutto ciò.

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 Noi saremo più poveri, probabilmente caleranno di qualcosa i prezzi dei biglietti, ma per le società gli introiti derivanti da questa voce sono una percentuale minore rispetto ad altre voci.

È un fenomeno globale, non ha colpito un singolo paese tanto da metterlo in ginocchio rispetto agli altri.

I soldi erano virtuali, continueranno ad essere virtuali.

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E' un post lungo, ma invito a leggerlo tutto.

 

Secondo me non cambia nulla.

 

Ci sarà un ridimensionamento economico...ma parallelo al generale inevitabile ridimensionamento economico di tutte le attività "di svago" (penso soprattutto alla mazzata che avrà il settore turistico questa stagione).

 

Però tutto finisce...come torneranno i turisti negli alberghi, così tornerà la gente che spende per guardare una partita di calcio...e io per primo non vedo l'ora (quando sarà opportuno) di tornare ad ammirare il fraseggio di Matuidi e la reattività di Khedira (con simpatia profonda per questi due campioni)

 

Le star ci saranno sempre...il ridimensionamento economico colpirà anche loro, ma un Ronaldo varrà sempre 100 volte Pinsoglio e prenderà 100 volte tanto...e secondo me è giusto così. Potranno cambiare le cifre assolute (che dipenderanno dai fatturati dei club e dal giro d'affari), ma non cambieranno le proporzioni.

 

Per il resto, se ci saranno cambiamenti nel mondo del pallone, saranno cambiamenti non indotti dal virus...per quanto riguarda i social sono ormai elementi della società di oggi, non è una cosa che c'entra col calcio ma col comportamento delle persone in generale.

 

Poi voglio aggiungere una riflessione personale: a me tutto sommato il mondo del calcio non fa così schifo, anzi… 

E' un'attività economica: come non mi scandalizzo che un'imprenditore diventi ricco con la sua azienda, così non mi scandalizzo che Messi o Ronaldo diventino ricchi giocando a pallone...

Anzi...in taluni casi mi scandalizza di più che un imprenditore diventi ricco gestendo attività sanitarie (non facendo il medico attenzione...ma vendendo interventi chirurgici spesso inutili come fossero beni di consumo…) oppure che un'imprenditore diventi ricco perché va a produrre in Cina, Bangladesh ecc..., o sfruttando qualche carico di schiavi africani a 10 euro al giorno (con alloggio compreso in baracca fatiscente)…oppure non pagando le tasse...

 

Qualche volta avevo spulciato i dati della Juve, anche relativi ai dipendenti: ha una percentuale ottima di dipendenti a tempo indeterminato (robe da anni '90), non so quanto li paga, ma credo e spero che siano almeno stipendi decenti essendo contratti a tempo indeterminato. Non fa un'attività riprovevole, non inquina (tranne per le sigarette di Sarri) paga le tasse allo stato, non propugna idee "moderne" ripugnanti, non finanzia attività belliche o vendita di armi, dà lavoro in Italia, non chiede soldi allo Stato...ma io ci spendo volentieri per guardare le partite della Juve...

 

Mi da più fastidio (e infatti evito) comprare un qualcosa made in Cina, Vietnam, Bangladesh ecc...non per razzismo, ma perché so che quell'azienda produce in Cina perché le normative sul lavoro sono meno severe, perché si può inquinare di più, perché un Italiano farebbe la fame con lo stesso salario che al Cinese - vivendo in Cina - è più che sufficiente (non avrei problemi a comprare cose tedesche, francesi, americane, giapponesi...perché gli standard legislativi ed economici a grandi linee sono quelli).

 

Mi fa più tristezza il rischio che la frutta che uno compri sia stata raccolta da schiavi…(qualche settimana fa la coldiretti ha lanciato l'allarme che senza immigrati dall'estero la raccolta della frutta è a rischio...neanche più la vergogna di dire che stanno cercando manodopera a basso costo…e non vengano a dire che sono costretti ad usare gli schiavi perché vanno in perdita, semplicemente guadagnerebbero meno: la stessa logica delle aziende che delocalizzano non per sopravvivere, ma semplicemente per aumentare il profitto).

 

Tranne riguardo l'acquisto delle maglie, per la Juve questi rischi non li corro...ci spendo ben volentieri i miei soldi per andare allo stadio! E ben venga che Ronaldo guadagni 31 milioni e si compri la Bugatti! Non affama e non sfrutta nessuno (anzi...fa girare un po' l'economia…). Sono contento per lui...e lo guardo pure con simpatia! Lui ha la sua Bugatti, io ho la mia Fiat Panda (prodotta pure a Pomigliano, in Italia), siamo contenti tutti e due!

 

Sono d'accordissimo che il mondo del calcio sia fermo adesso, perché non è un'attività essenziale (come il 90% delle attività del paese, in questo momento a parte cibo e distribuzione, servizi sanitari, indotto di tutto questo, non serve nient'altro); però ho idea che da alcuni esponenti politici, media ecc...si stia facendo un attacco al mondo del calcio veramente ingiusto.

 

L'ultima partita di un'Italiana è stata Valencia - Atalanta a porte chiuse, il 10/3. Ci sono aziende, aventi la stessa utilità del calcio in questo momento (zero) e aventi, così come il calcio dei dipendenti (ricordiamo che alla Juve ci lavorerà qualche centinaio di persone "normali", con stipendi normali...e ci sono 20 società in serie A, società in B ecc...sono migliaia di persone per cui il calcio è importante), che hanno lavorato fino al 25 marzo…

Quello che non capisco è: perché se le aziende del calcio (che hanno chiuso i battenti prestissimo) sono irresponsabili, tutte le altre attività lavorative inutili esattamente come il calcio non lo sono? Di fronte a casa mia fino al 20 marzo stavano proseguendo lavori per la costruzione di un centro commerciale...roba perfettamente inutile al momento (in ogni caso sarà pronto fra qualche mese...quindi non è che è utile adesso per andare a fare la spesa). L'impresa che ha continuato quei lavori non è più irresponsabile del famigerato "mondo del calcio"? Chi ha tenuto aperto fino al 20 marzo per produrre scarpe di lusso non è irresponsabile più del mondo del calcio? Cosa me ne faccio adesso di scarpe di lusso? I dipendenti di quelle aziende sono forse meglio di quelli della Juve, odi tutte le altre società, o di tutte le persone che lavorano nell'indotto enorme mosso dal calcio?

 

Prendersela col mondo del calcio oggi non è giustizia sociale...ma solo invidia sociale.

E' socialmente ingiusto che lo Stato debba finanziare l'INPS con centinaia di miliardi per assicurare pensioni di 3000-4000 euro mensili (non diciamo la panzana che hanno dato i contributi, perché è chi lavora adesso che paga le pensioni a queste persone) invece di finanziare sanità (si è visto…) e infrastrutture pubbliche.

Se poi un pensionato guadagna 10000 euro al mese con casse di previdenza private, che non chiedono soldi allo Stato...ben venga! Prendersela con lui sarebbe invidia sociale...questa è la differenza.

E' socialmente ingiusto che parte della spesa pubblica sia destinata allo stipendio di Enrico Varriale così poi non ci sono medici e infermieri... Prendersela per lo stipendio di Ronaldo è invidia sociale...se paga le tasse non vedo dove sia il problema.

 

E' socialmente ingiusto che un'azienda produca in paesi poveri sfruttando il costo del lavoro basso e gli scarsi diritti sul lavoro...per poi vendere il prodotto in Italia e fare concorrenza sleale alle aziende che invece rispettano (con molta fatica...visto che pagano le tasse anche per mantenere le pensioni a 4000 euro e lo stipendio di Varriale) questi diritti. Ma se un'azienda fattura tantissimo e paga i suoi dipendenti anche in base a questo fatturato, rispettando le normative...ben venga che il suo capo diventi straricco.

 

Prendersela col calcio adesso (come fa Spadafora, uno a caso) è segno, nella migliore delle ipotesi di ignoranza e invidia perché i giocatori guadagnano tanto e lui no, nella peggiore delle ipotesi di demagogia e calcolo propagandistico in un momento drammatico per l'intera Nazione.

 

Per me il calcio é "la cosa più importante fra le cose non importanti" come dice Sacchi: ma se quando finito tutto questo penso ritorneremo a svagarci io lo vorrò sempre fare giocando (o vedendo) una partita di calcio...la mia scala di valori non cambia.

 

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Le follie dipendono da chi il calcio lo segue, ma soprattutto di chi spende e spande per seguirlo, tra abbonamenti, acquisto di merchandising, like ai commenti futili dei giocatori sui social network e via discorrendo.

A me si seguire solo alla radio, come si faceva una volta, poco importa.

Di sicuro vedere quegli stipendi, dati a due scemi qualsiasi che tirano calci a una palla, non mi aggrada per nulla. E infatti io non spendevo nulla prima né tantomeno lo farò dopo. 

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In realtà cambieranno alcune cose frutto della crisi di molte aziende che finanziano il calcio. È una cosa naturale che lorsignori si adeguino ad un terremoto del genere. Vedrete i prezzi dei cartellini scendere notevolmente, stipendi decisamente più bassi. Tempo al tempo.

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il calcio e' un mondo a parte, tutto qiello che hanno e' direttamente proporzionale a quanto e' grande la nostra passione, siamo noi che dobbiamo cambiare per cambiare la loro vita, francamente a causa del virus ho altri pensieri e mai come ora il mio interesse per il calcio e' sopito, ma non durera' e col tempo torneremo a pensare alle c,azzate e probabilmente e' meglio cosi.

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