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Deborah J

CdS: "Pirlo ha capovolto l’idea originale, Arthur ha bisogno di spazio. Attenti al Milan, può vincere lo scudetto, la loro forza è il gioco, come lo è per il Sassuolo"

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4 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Se a Conte dai Ronaldo, gioca peggio di Eriksen. Eriksen è un giocatore che è diventato di livello mondiale in Premier. La serie A per lui è un giardinetto. Non rende perchè non è messo nelle condizioni di rendere, che è il lavoro dell'allenatore. Un allenatore provinciale ha "uno schema". Chi allena i campioni, mette in campo i campioni, al meglio. Non si scappa da questo, non è questione di teorie ma di storia e nel calcio vinci se hai i giocatori migliori, non l'allenatore "con il suo gioco".

 

"Il gioco": non esiste. No, non è che "per me, per te", te lo dicono se ti allenano e te lo dicono quando fai il corso uefa. "Il gioco" è fare un gol più dell'avversario. Punto.

E' incorretta anche la definizione di "schema tattico" parlando di 4-3-3 o altro. Si parla di schema o meglio di disposizione, che è comunque fluida, non è che rimangono fermi i giocatori. "Tattico" riguarda solo la fase di non possesso. Non fai tattica quando hai la palla.

 

Poi, tu hai 11 persone, l'altra squadra idem. Devi capire come disporle e studiare l'avversario. Si provano le situazioni di gioco in settimana in base a questo. Gli allenatori bravi provano situazioni in base all'avversario. Quelli provinciali provano dei pattern predefiniti senza l'avverario. Vedi Sarri che viene umiliato da Capello dopo Lione "In settimana in allenamento la facevamo girare al doppio la palla" e Capello pone fine alla sua credibilità "Si ma in campo poi ci sono gli avversari". Quella è la tattica: preparazione a proporre una risposta ad eventi che possono verificarsi. Un allenatore che dice "facciamo il nostro gioco" sta già atteggiandosi smettendo di parlare di calcio reale perchè "fare il tuo gioco" significa eliminare la tattica dall'equazione, perchè trattandosi di sport di contrapposizione non potrai mai prescindere dall'avversario e da come si disporrà e cosa farà. E il tuo lavoro è cercare di prevedere al meglio questo, poi alle volte ovviamente non ci prendi.

 

Allegri, arrivato alla Juventus (dominante), ha lasciato tutto com'era. Piano piano ha fatto alcune modifiche col fine di migliorare.

Sarri idem.

Che ci siano riusciti o meno, quello è un approccio professionale, che chi ha il mestiere in mano fa, aldilà che sia bravo e poi le modifiche siano efficaci (Allegri) o meno bravo e meno efficaci (Sarri).

 

Pirlo arrivato alla Juventus anzichè lasciare tutto com'era e gradualmente, mentre comunque portava a casa i risultati, studiava e applicava le eventuali modifiche, ha stravolto tutto. E' il tipico approccio da chi gioca a Football Manager. Non è che voglio a tutti i costi dargli addosso, ma è così e i risultati si vedono, in nessuna azienda vai a fare giochetti con la produttività ed è incredibilmente quello che gli stanno permettendo di fare, la roba più dilettante che si potesse immaginare. 

Onestamente a me le idee di Pirlo non piacciono. Le trovo di difficile attuazione

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4 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Se a Conte dai Ronaldo, gioca peggio di Eriksen. Eriksen è un giocatore che è diventato di livello mondiale in Premier. La serie A per lui è un giardinetto. Non rende perchè non è messo nelle condizioni di rendere, che è il lavoro dell'allenatore. Un allenatore provinciale ha "uno schema". Chi allena i campioni, mette in campo i campioni, al meglio. Non si scappa da questo, non è questione di teorie ma di storia e nel calcio vinci se hai i giocatori migliori, non l'allenatore "con il suo gioco".

 

"Il gioco": non esiste. No, non è che "per me, per te", te lo dicono se ti allenano e te lo dicono quando fai il corso uefa. "Il gioco" è fare un gol più dell'avversario. Punto.

E' incorretta anche la definizione di "schema tattico" parlando di 4-3-3 o altro. Si parla di schema o meglio di disposizione, che è comunque fluida, non è che rimangono fermi i giocatori. "Tattico" riguarda solo la fase di non possesso. Non fai tattica quando hai la palla.

 

Poi, tu hai 11 persone, l'altra squadra idem. Devi capire come disporle e studiare l'avversario. Si provano le situazioni di gioco in settimana in base a questo. Gli allenatori bravi provano situazioni in base all'avversario. Quelli provinciali provano dei pattern predefiniti senza l'avverario. Vedi Sarri che viene umiliato da Capello dopo Lione "In settimana in allenamento la facevamo girare al doppio la palla" e Capello pone fine alla sua credibilità "Si ma in campo poi ci sono gli avversari". Quella è la tattica: preparazione a proporre una risposta ad eventi che possono verificarsi. Un allenatore che dice "facciamo il nostro gioco" sta già atteggiandosi smettendo di parlare di calcio reale perchè "fare il tuo gioco" significa eliminare la tattica dall'equazione, perchè trattandosi di sport di contrapposizione non potrai mai prescindere dall'avversario e da come si disporrà e cosa farà. E il tuo lavoro è cercare di prevedere al meglio questo, poi alle volte ovviamente non ci prendi.

 

Allegri, arrivato alla Juventus (dominante), ha lasciato tutto com'era. Piano piano ha fatto alcune modifiche col fine di migliorare.

Sarri idem.

Che ci siano riusciti o meno, quello è un approccio professionale, che chi ha il mestiere in mano fa, aldilà che sia bravo e poi le modifiche siano efficaci (Allegri) o meno bravo e meno efficaci (Sarri).

 

Pirlo arrivato alla Juventus anzichè lasciare tutto com'era e gradualmente, mentre comunque portava a casa i risultati, studiava e applicava le eventuali modifiche, ha stravolto tutto. E' il tipico approccio da chi gioca a Football Manager. Non è che voglio a tutti i costi dargli addosso, ma è così e i risultati si vedono, in nessuna azienda vai a fare giochetti con la produttività ed è incredibilmente quello che gli stanno permettendo di fare, la roba più dilettante che si potesse immaginare. 

Non ho capito se non leggi tutti i post oppure li leggi male.

 

Quando sento la gente che dice che i giocatori vincono le partite e fanno le squadre forti mi viene da sorridere. Perchè affermano con ostentata sapienza l'ovvio, quello che sanno tutti pure i bambini. Poi purtroppo non si coglie che se metti 11 fenomeni contro 11 fenomeni vincono quelli meglio organizzati e motivati, perchè hanno quel poco in più, ma ce l'hanno.

Mi fanno sorridere perchè non c'è nessuno che sostiene il contrario, nessuno che sostiene che un allenatore bravo potrebbe fare le nozze con i fichi secchi. Nessuno caxxo!!!

 

Pirlo è arrivato alla Juventus e cosa ha trovato da lasciare come era? Se non te ne sei accorto non ha trovato nulla. Se vai a chiedere ai giocatori come si giocava l'anno scorso non lo sanno. Non per demerito di Sarri, sia chiaro, ma perché loro stessi da dicembre in poi si sono ammutinati e hanno preso a fare come gli pareva. E i risultati si sono visti, anzi, non visti.

Oltre a zero impostazione, ha forse trovato Pirlo qualche giocatore in squadra a cui affidare le chiavi del gioco? NOn Ronaldo perchè è un leader ma lui non crea gioco e non fa giocare meglio i compagni. Non fa girare la squadra. NOn c'è un Zidane, non c'è un Pirlo, non c'è uno Xavi, nemmeno piccolo piccolo che sia.

Non ha trovato nemmeno Pjanic, che hanno fatto bene a cedere, ma che almeno sarebbe stato un veterano in un ruolo chiave del gioco.

Cosa dovrebbe dire alla squadra'? In campo seguite chi?

Detto questo, ad oggi non ho visto nessun modulo strano, anzi di base si sta con quello più elementare e semplice: il 442. Che differisce da quello classico solo perchè non è simmetrico, i terzini non salgono allo stesso modo bensì uno sale molto e l'altro resta bloccato. Mentre un esterno alto dovrebbe accentrarsi in fase d'attacco. Ma che novità strabilianti!!! Che stranezze!!

L'unica cosa che salta all'occhio veramente è l'utilizzo di Danilo che peraltro sta pure facendo bene

 

Mi sa tanto che ti sei perso l'ultima stagione e mezza di Eriksen negli Spurs, davvero di basso profilo. la parabola ha preso la discesa mi pare causa un infortunio fastidioso, però tanto è e fisicamente non mi pare brillante nemmeno dopo 2 anni. Guardando le ultime parttie di Champiosn di Eriksen, da inglese, saltava proprio all'occhio il netto calo rispetto ai tempi migliori. Fosse per lui la A questo giardinetto lo avrebbe dimostrato in pochi minuti.

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30 minuti fa, AndreaSZ ha scritto:

Non ho capito se non leggi tutti i post oppure li leggi male.

 

Quando sento la gente che dice che i giocatori vincono le partite e fanno le squadre forti mi viene da sorridere. Perchè affermano con ostentata sapienza l'ovvio, quello che sanno tutti pure i bambini. Poi purtroppo non si coglie che se metti 11 fenomeni contro 11 fenomeni vincono quelli meglio organizzati e motivati, perchè hanno quel poco in più, ma ce l'hanno.

Mi fanno sorridere perchè non c'è nessuno che sostiene il contrario, nessuno che sostiene che un allenatore bravo potrebbe fare le nozze con i fichi secchi. Nessuno caxxo!!!

 

Pirlo è arrivato alla Juventus e cosa ha trovato da lasciare come era? Se non te ne sei accorto non ha trovato nulla. Se vai a chiedere ai giocatori come si giocava l'anno scorso non lo sanno. Non per demerito di Sarri, sia chiaro, ma perché loro stessi da dicembre in poi si sono ammutinati e hanno preso a fare come gli pareva. E i risultati si sono visti, anzi, non visti.

Oltre a zero impostazione, ha forse trovato Pirlo qualche giocatore in squadra a cui affidare le chiavi del gioco? NOn Ronaldo perchè è un leader ma lui non crea gioco e non fa giocare meglio i compagni. Non fa girare la squadra. NOn c'è un Zidane, non c'è un Pirlo, non c'è uno Xavi, nemmeno piccolo piccolo che sia.

Non ha trovato nemmeno Pjanic, che hanno fatto bene a cedere, ma che almeno sarebbe stato un veterano in un ruolo chiave del gioco.

Cosa dovrebbe dire alla squadra'? In campo seguite chi?

Detto questo, ad oggi non ho visto nessun modulo strano, anzi di base si sta con quello più elementare e semplice: il 442. Che differisce da quello classico solo perchè non è simmetrico, i terzini non salgono allo stesso modo bensì uno sale molto e l'altro resta bloccato. Mentre un esterno alto dovrebbe accentrarsi in fase d'attacco. Ma che novità strabilianti!!! Che stranezze!!

L'unica cosa che salta all'occhio veramente è l'utilizzo di Danilo che peraltro sta pure facendo bene

 

Mi sa tanto che ti sei perso l'ultima stagione e mezza di Eriksen negli Spurs, davvero di basso profilo. la parabola ha preso la discesa mi pare causa un infortunio fastidioso, però tanto è e fisicamente non mi pare brillante nemmeno dopo 2 anni. Guardando le ultime parttie di Champiosn di Eriksen, da inglese, saltava proprio all'occhio il netto calo rispetto ai tempi migliori. Fosse per lui la A questo giardinetto lo avrebbe dimostrato in pochi minuti.

Mi spiace ma non ci troviamo. Continui a parlare di "gioco" e dare le "chiavi del gioco" a qualcuno ma sono frasi che in seduta d'allenamento non le senti mai. Sono frasi da studio televisivo. Quella roba di cui parlano, quei disegnini che fanno sui movimenti i Costacurta, gli Adani, etc, sono semplice disinformazione. Con il lavoro di un allenatore non centrano una fava (non che non si vedano e rivedano gli episodi e i movimenti, ma c'è una cosa chiamata "match analysis che è giusto un "pelino" diversa).

 

La Juventus l'anno scorso giocava con 2 centrali (Bonucci e De Ligt), due terzini (Cuadrado e Sandro), tre centrocampisti, un trequarti e due punte.

Ha vinto un campionato. Ricominciare da lì sarebbe stato semplice e avrebbe anche fornito alibi che adesso Pirlo non ha.

 

Eriksen nell'ultima stagione "intera" agli Spurs ha mantenuto i suoi livelli, 8 gol e 12 assist in Premier e ha giocato da titolare tutta la Champions culminata con una finale a sorpresa. Il basso profilo l'ha fatto nella prima metà della stagione successiva, da separato in casa visto che rifiutò di rinnovare. Non è una mezzala. Se l'Inter caccerà Conte (speriamo di no) prima di vendere Eriksen, vedrai il danese messo a fare quello che sa fare. Il lavoro dell'allenatore è quello e quando prendi uno dei migliori giocatori d'Europa nel proprio ruolo e lo metti fuori posizione per dare priorità a uno schemino di * (gli schemini di * nel calcio, storicamente, non contano nulla) stai facendo semplicemente male il tuo lavoro.

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10 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Se a Conte dai Ronaldo, gioca peggio di Eriksen. Eriksen è un giocatore che è diventato di livello mondiale in Premier. La serie A per lui è un giardinetto. Non rende perchè non è messo nelle condizioni di rendere, che è il lavoro dell'allenatore. Un allenatore provinciale ha "uno schema". Chi allena i campioni, mette in campo i campioni, al meglio. Non si scappa da questo, non è questione di teorie ma di storia e nel calcio vinci se hai i giocatori migliori, non l'allenatore "con il suo gioco".

 

"Il gioco": non esiste. No, non è che "per me, per te", te lo dicono se ti allenano e te lo dicono quando fai il corso uefa. "Il gioco" è fare un gol più dell'avversario. Punto.

E' incorretta anche la definizione di "schema tattico" parlando di 4-3-3 o altro. Si parla di schema o meglio di disposizione, che è comunque fluida, non è che rimangono fermi i giocatori. "Tattico" riguarda solo la fase di non possesso. Non fai tattica quando hai la palla.

 

Poi, tu hai 11 persone, l'altra squadra idem. Devi capire come disporle e studiare l'avversario. Si provano le situazioni di gioco in settimana in base a questo. Gli allenatori bravi provano situazioni in base all'avversario. Quelli provinciali provano dei pattern predefiniti senza l'avverario. Vedi Sarri che viene umiliato da Capello dopo Lione "In settimana in allenamento la facevamo girare al doppio la palla" e Capello pone fine alla sua credibilità "Si ma in campo poi ci sono gli avversari". Quella è la tattica: preparazione a proporre una risposta ad eventi che possono verificarsi. Un allenatore che dice "facciamo il nostro gioco" sta già atteggiandosi smettendo di parlare di calcio reale perchè "fare il tuo gioco" significa eliminare la tattica dall'equazione, perchè trattandosi di sport di contrapposizione non potrai mai prescindere dall'avversario e da come si disporrà e cosa farà. E il tuo lavoro è cercare di prevedere al meglio questo, poi alle volte ovviamente non ci prendi.

 

Allegri, arrivato alla Juventus (dominante), ha lasciato tutto com'era. Piano piano ha fatto alcune modifiche col fine di migliorare.

Sarri idem.

Che ci siano riusciti o meno, quello è un approccio professionale, che chi ha il mestiere in mano fa, aldilà che sia bravo e poi le modifiche siano efficaci (Allegri) o meno bravo e meno efficaci (Sarri).

 

Pirlo arrivato alla Juventus anzichè lasciare tutto com'era e gradualmente, mentre comunque portava a casa i risultati, studiava e applicava le eventuali modifiche, ha stravolto tutto. E' il tipico approccio da chi gioca a Football Manager. Non è che voglio a tutti i costi dargli addosso, ma è così e i risultati si vedono, in nessuna azienda vai a fare giochetti con la produttività ed è incredibilmente quello che gli stanno permettendo di fare, la roba più dilettante che si potesse immaginare. 

Facile avere l'approccio di Allegri quando la squadra che alleni è un gruppo consolidato che gioca insieme da tre anni con un allenatore che è stato un martello dal punto di vista tattico. 

E la tattica non esiste solo in difesa, questa è una cosa che ti sei inventato tu. 

Allegri è un bravo allenatore con determinate caratteristiche, così come è un bravo allenatore Conte (per me più di Allegri ma è un dettaglio) con altre caratteristiche. 

Brava la nostra dirigenza a scegliere i due nei momenti giusti: Conte per il lavoro di costruzione di una base, Allegri per gestire una squadra rodata. 

A parti invertite le cose non avrebbero funzionato. 

Ma il ciclo di Allegri è durato inequivocabilmente troppo... e pian piano la squadra ha perso punti di riferimento fino a non avere più organizzazione e gioco di squadra di alto livello. 

Serviva quindi un giro di vite, qualcuno che tornasse a dare una impronta forte ad una squadra che squadra non era più. 

Si è scelto Sarri... che poteva essere come caratteristiche puramente tecniche il profilo giusto, ma che si è rivelato completamente inadeguato. 

Inadeguato sia sul piano dei rapporti umani che tecnici... perché alla fine ha provato a snaturarsi facendo l'Allegri facendo un danno a noi e a sé stesso. 

Ora abbiamo Pirlo... e sono strafelice che sia partita con una impostazione tattica ben precisa e che porti dei principi chiari. 

È di quello che abbiamo bisogno, non di rigirare la minestra

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2 ore fa, Rocket man ha scritto:

Facile avere l'approccio di Allegri quando la squadra che alleni è un gruppo consolidato che gioca insieme da tre anni con un allenatore che è stato un martello dal punto di vista tattico. 

E la tattica non esiste solo in difesa, questa è una cosa che ti sei inventato tu. 

Allegri è un bravo allenatore con determinate caratteristiche, così come è un bravo allenatore Conte (per me più di Allegri ma è un dettaglio) con altre caratteristiche. 

Brava la nostra dirigenza a scegliere i due nei momenti giusti: Conte per il lavoro di costruzione di una base, Allegri per gestire una squadra rodata. 

A parti invertite le cose non avrebbero funzionato. 

Ma il ciclo di Allegri è durato inequivocabilmente troppo... e pian piano la squadra ha perso punti di riferimento fino a non avere più organizzazione e gioco di squadra di alto livello. 

Serviva quindi un giro di vite, qualcuno che tornasse a dare una impronta forte ad una squadra che squadra non era più. 

Si è scelto Sarri... che poteva essere come caratteristiche puramente tecniche il profilo giusto, ma che si è rivelato completamente inadeguato. 

Inadeguato sia sul piano dei rapporti umani che tecnici... perché alla fine ha provato a snaturarsi facendo l'Allegri facendo un danno a noi e a sé stesso. 

Ora abbiamo Pirlo... e sono strafelice che sia partita con una impostazione tattica ben precisa e che porti dei principi chiari. 

È di quello che abbiamo bisogno, non di rigirare la minestra

Non "facile". "Intelligente".

La definizione di tattica non me la invento io ma è quella che ti danno ai corsi uefa per fare l'allenatore.

Il ciclo di Allegri non è durato nè troppo nè poco. Non c'è controprova che con lui non avremmo continuato a vincere come è accaduto con Sarri.

 

Pirlo è partito SENZA impostazione tattica, basta vedere che ha affrontato il Barcellona nello stesso modo in cui ha affrontato il Crotone, come se fosse la stessa cosa. 

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14 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Se a Conte dai Ronaldo, gioca peggio di Eriksen. Eriksen è un giocatore che è diventato di livello mondiale in Premier. La serie A per lui è un giardinetto. Non rende perchè non è messo nelle condizioni di rendere, che è il lavoro dell'allenatore. Un allenatore provinciale ha "uno schema". Chi allena i campioni, mette in campo i campioni, al meglio. Non si scappa da questo, non è questione di teorie ma di storia e nel calcio vinci se hai i giocatori migliori, non l'allenatore "con il suo gioco".

 

"Il gioco": non esiste. No, non è che "per me, per te", te lo dicono se ti allenano e te lo dicono quando fai il corso uefa. "Il gioco" è fare un gol più dell'avversario. Punto.

E' incorretta anche la definizione di "schema tattico" parlando di 4-3-3 o altro. Si parla di schema o meglio di disposizione, che è comunque fluida, non è che rimangono fermi i giocatori. "Tattico" riguarda solo la fase di non possesso. Non fai tattica quando hai la palla.

 

Poi, tu hai 11 persone, l'altra squadra idem. Devi capire come disporle e studiare l'avversario. Si provano le situazioni di gioco in settimana in base a questo. Gli allenatori bravi provano situazioni in base all'avversario. Quelli provinciali provano dei pattern predefiniti senza l'avverario. Vedi Sarri che viene umiliato da Capello dopo Lione "In settimana in allenamento la facevamo girare al doppio la palla" e Capello pone fine alla sua credibilità "Si ma in campo poi ci sono gli avversari". Quella è la tattica: preparazione a proporre una risposta ad eventi che possono verificarsi. Un allenatore che dice "facciamo il nostro gioco" sta già atteggiandosi smettendo di parlare di calcio reale perchè "fare il tuo gioco" significa eliminare la tattica dall'equazione, perchè trattandosi di sport di contrapposizione non potrai mai prescindere dall'avversario e da come si disporrà e cosa farà. E il tuo lavoro è cercare di prevedere al meglio questo, poi alle volte ovviamente non ci prendi.

 

Allegri, arrivato alla Juventus (dominante), ha lasciato tutto com'era. Piano piano ha fatto alcune modifiche col fine di migliorare.

Sarri idem.

Che ci siano riusciti o meno, quello è un approccio professionale, che chi ha il mestiere in mano fa, aldilà che sia bravo e poi le modifiche siano efficaci (Allegri) o meno bravo e meno efficaci (Sarri).

 

Pirlo arrivato alla Juventus anzichè lasciare tutto com'era e gradualmente, mentre comunque portava a casa i risultati, studiava e applicava le eventuali modifiche, ha stravolto tutto. E' il tipico approccio da chi gioca a Football Manager. Non è che voglio a tutti i costi dargli addosso, ma è così e i risultati si vedono, in nessuna azienda vai a fare giochetti con la produttività ed è incredibilmente quello che gli stanno permettendo di fare, la roba più dilettante che si potesse immaginare. 

È proprio bello il calcio perché leggendo il tuo post io ritrovo le mie idee esposte però in maniera diametralmente opposta :). Ad esempio tu dici che l'allenatore provinciale è quello che si disinteressa degli avversari e non adatta la squadra conseguentemente. Ecco io la penso proprio all'opposto, o meglio quello indicato da te è un modo di vedere il calcio ossia alla Iachini, alla Mazzarri e salendo di livello alla Allegri. Sia chiaro il mio non è un discorso denigratorio, ma trattasi di filosofia che a me non attrae, ad esempio Klopp o gli allenatori che hanno vinto negli ultimi 25 anni non mi pare si siano adattati all'avversario ma hanno sempre cercato di imporre il proprio gioco costringendo l'avversario ad adattarsi appunto, è un gioco di forza. Per quanto concerne il concetto di gioco, a te piace sicuramente il gioco alla Zidane ovvero ho 10 campioni o giù di lì li metto in campo e dico fate voi. A me piace invece quello alla Klopp un po' meno campioni, giocatori funzionali, l'allenatore che dice che movimento deve fare il laterale basso quando il laterale d'attacco si accentra etc. Ribadisco parliamo dello stesso sport ma lo facciamo in maniera diversa non l'uno in maniera esatta e l'altro no, ma diversa.

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1 ora fa, CaioMario73 ha scritto:

È proprio bello il calcio perché leggendo il tuo post io ritrovo le mie idee esposte però in maniera diametralmente opposta :). Ad esempio tu dici che l'allenatore provinciale è quello che si disinteressa degli avversari e non adatta la squadra conseguentemente. Ecco io la penso proprio all'opposto, o meglio quello indicato da te è un modo di vedere il calcio ossia alla Iachini, alla Mazzarri e salendo di livello alla Allegri. Sia chiaro il mio non è un discorso denigratorio, ma trattasi di filosofia che a me non attrae, ad esempio Klopp o gli allenatori che hanno vinto negli ultimi 25 anni non mi pare si siano adattati all'avversario ma hanno sempre cercato di imporre il proprio gioco costringendo l'avversario ad adattarsi appunto, è un gioco di forza. Per quanto concerne il concetto di gioco, a te piace sicuramente il gioco alla Zidane ovvero ho 10 campioni o giù di lì li metto in campo e dico fate voi. A me piace invece quello alla Klopp un po' meno campioni, giocatori funzionali, l'allenatore che dice che movimento deve fare il laterale basso quando il laterale d'attacco si accentra etc. Ribadisco parliamo dello stesso sport ma lo facciamo in maniera diversa non l'uno in maniera esatta e l'altro no, ma diversa.

Capisco cosa intendi dire, ma non è proprio così. A calcio si gioca in tanti modi ma il "gioco" è uno solo:

tu devi far finire la palla nella rete avversaria e impedire che l'avversario faccia lo stesso. Stop. Il calcio è tutto qui.

Come ci arrivi non dipende dall'allenatore, ma dai giocatori che hai.

Se a Klopp dai Ronaldo e Dybala, non gli fa fare quello che fanno Salah e Mane. Il nodo è solo questo.

Un allenatore è tanto più bravo quanto in grado di far rendere al meglio i giocatori, perchè sono loro che scendono in campo. Far fare a un giocatore qualcosa in cui non eccelle è un compromesso. Necessario? Dipende dal caso, dipende dai vantaggi che hai, ma la tua priorità è sfruttare al meglio le risorse e se alcune non si sposano bene tra loro, le adatti o metti quelle che ti configurano la disposizione migliore, che non significa sempre "i migliori 11".

 

Vedi Conte, Eriksen è più forte di qualsiasi altro centrocampista ma nel 352 qualsiasi altri centrocampista è migliore di Eriksen.

Il problema è che il campione prevale sempre sullo schemino di m.erda, non sta sacrificando Eriksen perchè incompatibile con Lukaku ma con uno schemino ignorante. Questo significa non fare bene il proprio lavoro.

 

"Imporre il gioco" non significa realmente molto, semmai si parla di possesso palla, di occupazione degli spazi, di produttività quando si fa match analysis. Tu puoi anche provare a giocare sempre nello stesso modo a prescindere dall'avversario: quando becchi una squadra più forte, perdi. E' un calcio monocorde e davvero "facile", il difficile è trovare soluzioni ai problemi che ti si pongono, è così che arrivi ad andare oltre i tuoi mezzi, che è poi la storia del calcio all'italiana, senza questa logica non avremmo mai vinto 4 mondiali perchè se l'avversario ti è superiore, o ti blocca in tutti i modi, tu devi risolvere il problema, non "fare il tuo gioco".

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12 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Mi spiace ma non ci troviamo. Continui a parlare di "gioco" e dare le "chiavi del gioco" a qualcuno ma sono frasi che in seduta d'allenamento non le senti mai. Sono frasi da studio televisivo. Quella roba di cui parlano, quei disegnini che fanno sui movimenti i Costacurta, gli Adani, etc, sono semplice disinformazione. Con il lavoro di un allenatore non centrano una fava (non che non si vedano e rivedano gli episodi e i movimenti, ma c'è una cosa chiamata "match analysis che è giusto un "pelino" diversa).

 

La Juventus l'anno scorso giocava con 2 centrali (Bonucci e De Ligt), due terzini (Cuadrado e Sandro), tre centrocampisti, un trequarti e due punte.

Ha vinto un campionato. Ricominciare da lì sarebbe stato semplice e avrebbe anche fornito alibi che adesso Pirlo non ha.

 

Eriksen nell'ultima stagione "intera" agli Spurs ha mantenuto i suoi livelli, 8 gol e 12 assist in Premier e ha giocato da titolare tutta la Champions culminata con una finale a sorpresa. Il basso profilo l'ha fatto nella prima metà della stagione successiva, da separato in casa visto che rifiutò di rinnovare. Non è una mezzala. Se l'Inter caccerà Conte (speriamo di no) prima di vendere Eriksen, vedrai il danese messo a fare quello che sa fare. Il lavoro dell'allenatore è quello e quando prendi uno dei migliori giocatori d'Europa nel proprio ruolo e lo metti fuori posizione per dare priorità a uno schemino di * (gli schemini di * nel calcio, storicamente, non contano nulla) stai facendo semplicemente male il tuo lavoro.

Continui a non leggere e a dire cose che sanno tutti, solo che ti fermi a una visione non completa. Come tutti quelli che sventolano una bandiera con scritto un motto di 10 parole

 

Il danese quello che sa fare lo abbiamo visto tutti in Premier (altra scoperta dell'acqua calda), dove ha fatto di tutto, non solo il 3quartista ma spesso pure mezzala e centrale. Questa stagione ne ho visti solo degli spezzoni, magari si prenderà l'Inter ma lo scorso anno fisicamente non è mai stato vicino alla forma. Che poi Conte sbagli atteggiamento con lui è chiaro ed è uno sciocco

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22 ore fa, giorgiop ha scritto:

Sono allenatore e oltre nel senso che forse non sai che con il sistema di gioco a zona, vigente da anni, il calcio, calcio che dovrebbe essere uno sport giocato con dinamismo nella sua accezione più larga, è stato penalizzato e retrocesso a sport di seconda categoria proprio a causa dell'applicazione dei dettami tattici specifici della zona stessa che ha favorito, instaurato l'immobilismo, l'attendismo, lo schematismo, la staticità in ogni reparto della squadra; in avanti attaccanti che non si muovono per proporsi e cercare spazio, a centrocampo  dove si gioca al giro palla o palla indietro e di ritorno, in difesa dove tutti stanno nella propria collocazione in linea, fermi, come belle statuine a guardare solo ed esclusivamente la palla; guarda se non hai già visto nel topic della gara di ieri, l'immagine di Pobega libero con le braccia invocanti il passaggio e 4 giocatori juventini che fissano solo ed esclusivamente la palla, senza applicare il controllo visivo attivo; infine anche se forse lo sai, secondo me le partite giocate poco prima dell'avvento della zona come sistema di gioco, avevano una intensità di corsa e di dinamismo da non mettere al confronto con le partite di adesso in regime di zona; attenzione che sotto questo aspetto la musica alla Juventus sta cambiando dopo che qualcuno ha puntato il dito contro i passeggiatori e i camminatori della Juventus, accogliendo positivamente l'arrivo di Chiesa.

il calcio è cambiato dalla regola del retro passaggio al portiere,le squadre hanno dovuto adottare le difese alte,di conseguenza ciò che prima si faceva in 60 mt di campo,si è piano piano concentrato in 25 mt dove ci sono 20 giocatori.

Di li ha preso il sopravento il giocatore dinamico,predisposto al pressing e quant'altro a scapito di chi sa giocare a calcio.

La dimostrazione te le danno 2 ruoli chiavi del calcio di allora che oggi non esistono più.o al massimo rappresentano un problema:

Il libero, e il 10 che è stato spogliato dalla sua essenza.

Escluso Messi come 10 (alieno) gli altri vengono riciclati al massimo come seconde punte a patto che rispettino i crismi fisici/dinamici di oggi.

Io ammiravo la classe e l'eleganza di Antognoni,Scirea, ecc.. giocatori che da soli valevano il prezzo del biglietto,e che oggi non esistono più (Pirlo a parte nel recente passato che comunque è stato modificato nelle sue caratteristiche abbassando il suo raggio d'azione di 20 mt per motivi sopracitati).

A zona si giocava anche 30 anni fa,il problema per conto mio,sta nel non insegnare l'abc del buon difensore come sosteneva Allegri.

Ho una certa età.e ti garantisco che di giocatori ne ho visti,a differenza tua penso che sopratutto a livello di giovanili non si insegni più le base tecniche,sia a livello di marcature,che a livello di scelta di tempi di gioco, a favore della dinamicità.il risultato è questo.

Fino agli anni 90 l'Italia era una fucina di marcatori,terzini di fascia,mediani, punte e 10 che vedendo oggi la qualità media di chi indossa la maglia della nazionale,dovrebbe portarti a porti certi quesiti.

Rispettando le tue tesi,penso che sarebbe giunta l'ora di ricominciare ad insegnare calcio per quello che dovrebbe essere.

Non è un problema di zona,o altro..salve

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Lo fanno apposta a dire: gioco

Vorrebbero offenderci 

Noi non abbiamo: gioco

Ma poi cosa sarebbe questo gioco 

Il calcio è già un gioco 

Che cosa significherebbe?

Il gioco nel gioco?

Ma perché non andate a lavorare una buona volta, invece di scrivere e rubare il pane!

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L'attuale forza del Milan e in parte del Sassuolo, consiste nella capacità di giocare un calcio rapido e a ritmo piuttosto elevato (tipico delle squadre giovani), mentre per la qualità tecnica provvede Ibrahimovic e in genere molto spesso interviene pure San Culazio. Vediamo sino a che le due cose durano.

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1 ora fa, ilcalciononeplaystation ha scritto:

il calcio è cambiato dalla regola del retro passaggio al portiere,le squadre hanno dovuto adottare le difese alte,di conseguenza ciò che prima si faceva in 60 mt di campo,si è piano piano concentrato in 25 mt dove ci sono 20 giocatori.

Di li ha preso il sopravento il giocatore dinamico,predisposto al pressing e quant'altro a scapito di chi sa giocare a calcio.

La dimostrazione te le danno 2 ruoli chiavi del calcio di allora che oggi non esistono più.o al massimo rappresentano un problema:

Il libero, e il 10 che è stato spogliato dalla sua essenza.

Escluso Messi come 10 (alieno) gli altri vengono riciclati al massimo come seconde punte a patto che rispettino i crismi fisici/dinamici di oggi.

Io ammiravo la classe e l'eleganza di Antognoni,Scirea, ecc.. giocatori che da soli valevano il prezzo del biglietto,e che oggi non esistono più (Pirlo a parte nel recente passato che comunque è stato modificato nelle sue caratteristiche abbassando il suo raggio d'azione di 20 mt per motivi sopracitati).

A zona si giocava anche 30 anni fa,il problema per conto mio,sta nel non insegnare l'abc del buon difensore come sosteneva Allegri.

Ho una certa età.e ti garantisco che di giocatori ne ho visti,a differenza tua penso che sopratutto a livello di giovanili non si insegni più le base tecniche,sia a livello di marcature,che a livello di scelta di tempi di gioco, a favore della dinamicità.il risultato è questo.

Fino agli anni 90 l'Italia era una fucina di marcatori,terzini di fascia,mediani, punte e 10 che vedendo oggi la qualità media di chi indossa la maglia della nazionale,dovrebbe portarti a porti certi quesiti.

Rispettando le tue tesi,penso che sarebbe giunta l'ora di ricominciare ad insegnare calcio per quello che dovrebbe essere.

Non è un problema di zona,o altro..salve

Bella risposta, ti saluto anch’io, non voglio essere lungo nel far seguito punto su punto alle cose che hai detto e che io conosco bene e tutte sulle quali sotto il profilo storico sono d'accordo anche perché io ho più anni di te pur non sapendo quale sia tua età anagrafica; come si gioca adesso da te evidenziato, bruttissimo da vedersi e da svolgere, è frutto, conseguenza esclusiv della zona, del suo sistema di gioco, che oltre ad averlo datato spero tu sappia veramente anche come si pratica, si esplica, si applica, si traduce nel calcio giocato, precisando solo da parte mia, che la zona è gioco di posizione, di attesa, di scarso movimento, di linee dalla difesa in su, di marcatura auomo pari a 0 (zero); vedi tu invece non mi conosci calcisticamente parlando rispetto a quanto è stato oggetto dei miei studi, dei miei articoli pubblicati a Covercaino, dei miei 24.000 gol registrati, dei 1.800 gol evitabili causati dalla zona per mancanza di marcatura a uomo moderna elastica, con il controllo visivo attivo e di altri 850 evitabili causati dal mancato rispetto della posizione frontale attiva sui tiri contro; insomma sono sicuro che tu non sei la corrente di cosa sia e di come si pratica la mia proposta di marcatura a uomo moderna, e anche che tu non abbia mai rilevato e fatto caso ai gol evitabili nella loro discriminazione rispetto ai gol imparabili/inevitabili; scusa se sono stato diretto e schietto ma la verità che nasce dalla disamina, lettura del tuo post, per me è questa senza ombra di dubbio, è dimostrazione lampante che il mio pensiero calcistico ti sfugge, lo ignori completamente; io vengo dopo la zona, e prima ancora dopo la vecchia marcatura a uomo; sono un innovatore anche un rivoluzionario, te ne renderai conto se vai a leggere il mio CV che ho postato in una delle ultime pagine del mio topic aperto alle Sez. Serie A e Campionati Esteri che t’invito a leggere.

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4 ore fa, giorgiop ha scritto:

Bella risposta, ti saluto anch’io, non voglio essere lungo nel far seguito punto su punto alle cose che hai detto e che io conosco bene e tutte sulle quali sotto il profilo storico sono d'accordo anche perché io ho più anni di te pur non sapendo quale sia tua età anagrafica; come si gioca adesso da te evidenziato, bruttissimo da vedersi e da svolgere, è frutto, conseguenza esclusiv della zona, del suo sistema di gioco, che oltre ad averlo datato spero tu sappia veramente anche come si pratica, si esplica, si applica, si traduce nel calcio giocato, precisando solo da parte mia, che la zona è gioco di posizione, di attesa, di scarso movimento, di linee dalla difesa in su, di marcatura auomo pari a 0 (zero); vedi tu invece non mi conosci calcisticamente parlando rispetto a quanto è stato oggetto dei miei studi, dei miei articoli pubblicati a Covercaino, dei miei 24.000 gol registrati, dei 1.800 gol evitabili causati dalla zona per mancanza di marcatura a uomo moderna elastica, con il controllo visivo attivo e di altri 850 evitabili causati dal mancato rispetto della posizione frontale attiva sui tiri contro; insomma sono sicuro che tu non sei la corrente di cosa sia e di come si pratica la mia proposta di marcatura a uomo moderna, e anche che tu non abbia mai rilevato e fatto caso ai gol evitabili nella loro discriminazione rispetto ai gol imparabili/inevitabili; scusa se sono stato diretto e schietto ma la verità che nasce dalla disamina, lettura del tuo post, per me è questa senza ombra di dubbio, è dimostrazione lampante che il mio pensiero calcistico ti sfugge, lo ignori completamente; io vengo dopo la zona, e prima ancora dopo la vecchia marcatura a uomo; sono un innovatore anche un rivoluzionario, te ne renderai conto se vai a leggere il mio CV che ho postato in una delle ultime pagine del mio topic aperto alle Sez. Serie A e Campionati Esteri che t’invito a leggere.

nessun problema riguardo il tuo pensiero ci mancherebbe e aggiungo tanto di cappello sulle tue ricerche e passione.

Mi sa che anagraficamente parlando,siamo molto più vicino di età di quanto tu pensi.

Il mio passato di calciatore,mi ha insegnato tanto (giovanile vivaio Nizza), e quando sento le pippe su schemi ecc ,ho sempre l'impressione che nel calcio odierno si tenda a lavorare su tutto tranne sulla sua essenza, vedere gente che a massimi livelli carenti nelle più elementare base tecniche,a me prima di schemi e quant'altro mi fa rosicare.

Basterebbe che so prendere un Cabrini ai suoi tempi,vedere quanti cross metteva a partita (cross non goccioloni o sassate),paragonarli ad oggi,e come dici tu si ha da subito l'impressione di un calcio diverso meno qualitativo.

Il punto per me è questo e diventa fondamentale l'aspetto tecnico come base per arrivare a certi livelli.

In Italia,da anni l'aspetto tecnico non viene più curato.

Di certo,per quanto possa essere interessante la tua proposta di marcatura in campo.ritengo però prima di tutto necessario ristabilire l'essenza del calcio che si basa su capacità tecniche di base, ti potrei fare un esempio di un altro falso mito che gira attorno al nome di Claudio Gentile il quale passava per un semplice picchiatore quando in realtà sapeva anche giocare a calcio,certamente non era Cabrini,ma difficilmente sbagliava scelte e tempi.

Vedi caro amico.senza nulla togliere al tuo pensiero sicuramente interessante,ritengo che per arrivare a ciò che tu sostieni,bisogna necessariamente tornare indietro sulle base di allenamento,lavorare su tecnica individuale,conoscenza di tempi di gioco,marcatura essenziali,da li per arrivare ad un altra evoluzione.

In serie A non è possibile vedere subire dei goal tipo il vantaggio del verona contro di noi con palle facile da giocare con la squadra in uscita,sta diventando un trend preoccupante che non riguarda solo noi .

Sono sicuro che sarai d'accordo con me

 

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Ancora si autoconvincono di sta cosa "dellgioco!!!". Il Milan è una squadra normalissima ben messa in campo, abbastanza solida che fa affidamento sui calciatori di maggior spicco e tecnica, con il plus che stanno a livello psico-fisico alla grande.

 

Tutto l'opposto nostro essendo un cantiere apertissimo, quindi ogni giudizio è nullo a mio modo di vedere.

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Il milan è un pezzo che gioca, ha fattoni preliminari di Europa league è molto più avanti

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11 ore fa, Al Galoppo ha scritto:

Capisco cosa intendi dire, ma non è proprio così. A calcio si gioca in tanti modi ma il "gioco" è uno solo:

tu devi far finire la palla nella rete avversaria e impedire che l'avversario faccia lo stesso. Stop. Il calcio è tutto qui.

Come ci arrivi non dipende dall'allenatore, ma dai giocatori che hai.

Se a Klopp dai Ronaldo e Dybala, non gli fa fare quello che fanno Salah e Mane. Il nodo è solo questo.

Un allenatore è tanto più bravo quanto in grado di far rendere al meglio i giocatori, perchè sono loro che scendono in campo. Far fare a un giocatore qualcosa in cui non eccelle è un compromesso. Necessario? Dipende dal caso, dipende dai vantaggi che hai, ma la tua priorità è sfruttare al meglio le risorse e se alcune non si sposano bene tra loro, le adatti o metti quelle che ti configurano la disposizione migliore, che non significa sempre "i migliori 11".

 

Vedi Conte, Eriksen è più forte di qualsiasi altro centrocampista ma nel 352 qualsiasi altri centrocampista è migliore di Eriksen.

Il problema è che il campione prevale sempre sullo schemino di m.erda, non sta sacrificando Eriksen perchè incompatibile con Lukaku ma con uno schemino ignorante. Questo significa non fare bene il proprio lavoro.

 

"Imporre il gioco" non significa realmente molto, semmai si parla di possesso palla, di occupazione degli spazi, di produttività quando si fa match analysis. Tu puoi anche provare a giocare sempre nello stesso modo a prescindere dall'avversario: quando becchi una squadra più forte, perdi. E' un calcio monocorde e davvero "facile", il difficile è trovare soluzioni ai problemi che ti si pongono, è così che arrivi ad andare oltre i tuoi mezzi, che è poi la storia del calcio all'italiana, senza questa logica non avremmo mai vinto 4 mondiali perchè se l'avversario ti è superiore, o ti blocca in tutti i modi, tu devi risolvere il problema, non "fare il tuo gioco".

Il problema per me sta a monte ed è rappresentato da un notevole depauperamento tecnico a livello mondiale.il.calcio si è livellato verso il basso, basti pensare che io, non so tu, faccio fatica ad individuare 5 centrocampisti di levatura mondiale ovvero in grado di fare la differenza, in attacco trovi qualche elemento in più ma nemmeno tanti. Vorrà pure dire qualcosa se Ronaldo Ibra e Messi alla loro età fanno ancora la differenza in maniera così notevole. Quindi di campioni in base ai quali forgiare la squadra io non ne vedo, la superiora oggi la fanno l'organizzazione e il ritmo la intensità di gioco. Il Liverpool non mi pare abbia campionissimi se non nel portiere e nel centrale difensivo e forse in Salah. Il Bayern tolto Lewandowski non mi pare abbia fenomeni, mwgente veloce strapotente fisicamente e discreta tecnicamente, ma soprattutto organizzata....

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1 ora fa, ilcalciononeplaystation ha scritto:

nessun problema riguardo il tuo pensiero ci mancherebbe e aggiungo tanto di cappello sulle tue ricerche e passione.

Mi sa che anagraficamente parlando,siamo molto più vicino di età di quanto tu pensi.

Il mio passato di calciatore,mi ha insegnato tanto (giovanile vivaio Nizza), e quando sento le pippe su schemi ecc ,ho sempre l'impressione che nel calcio odierno si tenda a lavorare su tutto tranne sulla sua essenza, vedere gente che a massimi livelli carenti nelle più elementare base tecniche,a me prima di schemi e quant'altro mi fa rosicare.

Basterebbe che so prendere un Cabrini ai suoi tempi,vedere quanti cross metteva a partita (cross non goccioloni o sassate),paragonarli ad oggi,e come dici tu si ha da subito l'impressione di un calcio diverso meno qualitativo.

Il punto per me è questo e diventa fondamentale l'aspetto tecnico come base per arrivare a certi livelli.

In Italia,da anni l'aspetto tecnico non viene più curato.

Di certo,per quanto possa essere interessante la tua proposta di marcatura in campo.ritengo però prima di tutto necessario ristabilire l'essenza del calcio che si basa su capacità tecniche di base, ti potrei fare un esempio di un altro falso mito che gira attorno al nome di Claudio Gentile il quale passava per un semplice picchiatore quando in realtà sapeva anche giocare a calcio,certamente non era Cabrini,ma difficilmente sbagliava scelte e tempi.

Vedi caro amico.senza nulla togliere al tuo pensiero sicuramente interessante,ritengo che per arrivare a ciò che tu sostieni,bisogna necessariamente tornare indietro sulle base di allenamento,lavorare su tecnica individuale,conoscenza di tempi di gioco,marcatura essenziali,da li per arrivare ad un altra evoluzione.

In serie A non è possibile vedere subire dei goal tipo il vantaggio del verona contro di noi con palle facile da giocare con la squadra in uscita,sta diventando un trend preoccupante che non riguarda solo noi .

Sono sicuro che sarai d'accordo con me

 

Sono completamento d'accordo con te, la tecnica di base viene prima di tutto, non la si finisce mai d'imparare, solo giocando si migliora per raggiungere la sua perfezione; quello che hai scritto lo mettono in evidenza in tanti, e sai a quale categoria appartengono questi tanti, alla nostra composta da ex giocatori ora ultrasettantenni; aggiungo solo un particolare per me fondamentale ed incontestabile, quello di mettere sul banco degli imputati la zona come sistema di gioco, con le sue applicazioni tattiche, non tecniche attenzione che mancano ai giocatori di adesso come dici tu, la causa di tutti i mali del calcio moderno secondo me; MA non certo la marcatura a uomo sia quella vecchio stampo dei nostri tempi lontani, sia quella che propongo io innovata e rivoluzionata dove non solo la tattica ma soprattutto la tecnica nelle su varie forme espressive viene valorizzata, mostrata, esaltata come sa fare Messi, e prima di lui Maradona.

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Il 2/11/2020 Alle 08:46, re david ha scritto:

Beh il Milan non perde da una vita oramai. Ci eravamo quasi riusciti noi nello scorso campionato, ma poi avvenne quel black out oramai passato alla storia con quella rocambolesca sconfitta per 4 a 2. E quindi si sono senza dubbio i favoriti n1 per ora. Il Sassuolo è una bella realtà e può ripetere senza dubbio quello che ha fatto l'atalanta lo scorso anno. Il Napoli è forte solo contro gli concederà spazi, altrimenti troveranno sempre mille difficoltà. La Juve sulla carta resta la più forte, ma sempre se troviamo un equilibrio e si danno una scossa. Per adesso siamo un cantiere. 

Il Milan è al massimo delle sue possibilità, possono solo scendere ... stiamo a vedere 

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45 minuti fa, giorgiop ha scritto:

Sono completamento d'accordo con te, la tecnica di base viene prima di tutto, non la si finisce mai d'imparare, solo giocando si migliora per raggiungere la sua perfezione; quello che hai scritto lo mettono in evidenza in tanti, e sai a quale categoria appartengono questi tanti, alla nostra composta da ex giocatori ora ultrasettantenni; aggiungo solo un particolare per me fondamentale ed incontestabile, quello di mettere sul banco degli imputati la zona come sistema di gioco, con le sue applicazioni tattiche, non tecniche attenzione che mancano ai giocatori di adesso come dici tu, la causa di tutti i mali del calcio moderno secondo me; MA non certo la marcatura a uomo sia quella vecchio stampo dei nostri tempi lontani, sia quella che propongo io innovata e rivoluzionata dove non solo la tattica ma soprattutto la tecnica nelle su varie forme espressive viene valorizzata, mostrata, esaltata come sa fare Messi, e prima di lui Maradona.

purtroppo, si tende a dimenticare il fatto che la zona contempli comunque marcature:

La differenza con la marcatura ad uomo sta solo nel fatto che devi prendere appunto l'avversario che ti si presenta nella tua zona di competenza,ma comunque devi avere le basi nel sapere marcare,in questo sono totalmente d'accordo con te.

Per questo in un altro post,ti ho detto che la zona è se vogliamo un finto problema.

Per me rimane preponderante l'aspetto di tempo d'intervento,il temporeggiare,sapere indurre l'avversario ad andare dove vuoi tu,fare quel passo da castrarli le giocate,infine marcandolo in modo da fargli perdere il tempo della giocate con "mestiere" (Barzagli era un maestro in questo).

Come vedi tutte cose che a noi vetusti insegnavano.

Oggi,dal ritiro di Pirlo,non vedo più cc con 40 mt nei piedi,altro aspetto del impoverimento tecnico dovuto a dettami di ultima moda di Adani & company, per me che ho visto i Platini,Antognoni, Leovigildo Junior (giocatore fantastico), Mattheus ecc,sono pugnalate al cuore (anche per il ruolo che ricoprivo).

Alla fine abbiamo un pensiero simile,la differenza sta nel fatto che io ripartirei dalle basi,tu evidenzi con ragione ciò che è la punta di un iceberg.

 

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57 minuti fa, ilcalciononeplaystation ha scritto:

purtroppo, si tende a dimenticare il fatto che la zona contempli comunque marcature:

La differenza con la marcatura ad uomo sta solo nel fatto che devi prendere appunto l'avversario che ti si presenta nella tua zona di competenza,ma comunque devi avere le basi nel sapere marcare,in questo sono totalmente d'accordo con te.

Per questo in un altro post,ti ho detto che la zona è se vogliamo un finto problema.

Per me rimane preponderante l'aspetto di tempo d'intervento,il temporeggiare,sapere indurre l'avversario ad andare dove vuoi tu,fare quel passo da castrarli le giocate,infine marcandolo in modo da fargli perdere il tempo della giocate con "mestiere" (Barzagli era un maestro in questo).

Come vedi tutte cose che a noi vetusti insegnavano.

Oggi,dal ritiro di Pirlo,non vedo più cc con 40 mt nei piedi,altro aspetto del impoverimento tecnico dovuto a dettami di ultima moda di Adani & company, per me che ho visto i Platini,Antognoni, Leovigildo Junior (giocatore fantastico), Mattheus ecc,sono pugnalate al cuore (anche per il ruolo che ricoprivo).

Alla fine abbiamo un pensiero simile,la differenza sta nel fatto che io ripartirei dalle basi,tu evidenzi con ragione ciò che è la punta di un iceberg.

 

Ti rispondo subito perché è su un punto da te evidenziato, che io conosco benissimo in tutte le sue sfacettature, che vorrei farti presente e notare una cosa molto imortante; si tratta di questo, quando tu dici e ben si sa, che giocando a zona una delle sue funzione che la caratterizzano, è data dal fatto che ogni giocatore difensore, dovrebbe, attenzione ho scritto dovrebbe, marcare a uomo non il diretto avversario, ma uno qulasiasi che viene a trovarsi o passare nella sua zona di competenza; nulla di più sbagliato, anche se concettualmente questa forma di marcatura a uomo dovrebbe essere quella che va bene, si verifica giocando, difendendo a zona; nella realtà ciò non si verifica, non accade MAI, i difensori zonisti non guardano, non s'interessano, non si curano dell'avversario che è come se non esistesse, in quanto seguono, applicano i principi, i dettami che contraddistinguono la zona stesse e che sono: 1)  la linea, 2) l'attacco alla palla per l'intercetto, 3) la copertura delle linee di passagio tra avversari, 4) palla coperta scoperta, e cosi via dicendo; ripeto del diretto avversari o chi per esso che transita dalle sue parti il difensore zonista lo trascura sempre regolarmente per inseguire ed applicare solo ed esclusivamente i punti sub 1), 2), 3), 4) che sono prevaricanti, preminenti se non esclusivi rispetto alla marcatura; te lo dice uno che ha studiato questa materia per 25 anni, individuando i gol nascenti proprio dall'applicazione della zona stessa, portando a suffragio della mia tesi ben 1.350 gol evitabili da me registrati negli ultimi 20 anni, segnati tutti ai massimi livelli di gioco, competitivi, che se li vedi, ti ricredi accogliendo le mie osservazioni; li vuoi guardare ? Ne hai la possibilità perchè nei mesi tra marzo e giugno scorsi li ho pubblicati tutti nel mio topic aperto, live alla Sez. Serie A e Campionati Esteri; vai lì, li toverai, e rimarrai stupito del lavoro da me svolto, fammi poi sapere qualcosa del tuo pensiero, intanto ti auguro buona visione e buona notte.

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