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trama

Se il calcio è dei tifosi, allora facciamoci sentire! Boicottiamo!

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2 ore fa, MasterminT ha scritto:

I tornei round robin sono matematicamente di quanto più antimeritocratico esista, eppure non mi sembra che la gente schifi Mondiali, Europei e coppe varie. St'argomento fa acqua comunque lo si veda

Danimarca-Svezia 2-2 ce la ricordiamo ancora...

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Qui ci sarebbe parecchio da discutere. Se parliamo del calcio dei tifosi, parliamo di quello morto negli anni 80 dove un Verona o anche una Samp, ad inizio anni 90, potevano vincere uno scudetto. Poi con le tv, gli sponsor che hanno pagato sempre meglio, soprattutto verso determinate società e l'interesse diffuso, hanno trasformato il calcio in business. il passo della superlega, è solo l'estremo compimento di tutto questo ovvero una forte scrematura di chi rappresenta un fardello e la presenza costante di determinate squadre che invece, con la Champion che conosciamo, magari arrivano ad incontrarsi una volta ogni 5 anni. Un Real-Juve ed un Barcellona-Inter, giocate puntualmente ogni anno, vendono molto di più rispetto a se intendiamo lòa Champions League come ormai è da tempo. 

Facile dire che così diventa il calcio dei ricchi ma parliamo del calcio che i tifosi stessi chiedono perchè se la Juve ha tantissimi tifosi ed il Sassuolo, molti di meno, è perchè il tifoso medio ha già fatto la sua scelta. 

I soliti fenomeni del finto moralismo, che hanno processato Agnelli e la Juve, mettendo in secondo piano le milanesi come se costrette dalla Juve e diventati i soliti paladini della loro falsa giustizia, fanno in fretta a parlare di calcio del popolo e delle grandi società che vogliono prendersi tutto. Tuttavia non ho ancora sentito nessuno tra questi parlare del vero sopruso di cui la Juve ha cercato di liberarsi. Mi riferisco alla questione diritti tv. Se tutti li contrattassero singolarmente, la Juve avrebbe molti più soldi e non certo perchè è simpatica alle TV ma perchè ha molti più tifosi rispetto alle altre squadre in Italia.  Con la vendita cumulativa, per favorire le altre, la Juve si vede letteralmente rapinata di diverse decine di mln di euro all'anno. Allora mi sembra anche chiaro che, conoscendo quanto vale, provi a massimizzare i propri incassi. Dunque se c'è davvero una cosa assurda ma, ovviamente, taciuta dai finti moralisti è la questione dei diritti tv. Lì va bene a tutti e viva il calcio del popolo. Le solite falsità che tramandano contro la Juve. Fosse nata quella manifestazione, l'avrebbe seguita il Mondo intero in Tv o nei vari stadi. Ora sono tutti a fare i moralisti del calcio che appartiene al popolo.

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23 minuti fa, B E N E V E N T U S ha scritto:

...e magari poi sei uno dei tanti che urlano: "italia fa schifo, politici italiani tutti ladri, siamo tutti mafios!, solo in italiaaaaa.........." etc.............

:risata3:

continua a farti obbligare a pagare moto gp f1 tennis golf e cazziemazzi per guardare due partite .ok

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come gia' detto un conto e fare la guerra all uefa a cui i club devono togliere potere e cominciare a gestire i soldi in maniera autonoma ,ma coinvolgendo l'intero movimento e su questo state pur certi che anche i tifosi inglesi e il loro premier  sarebbero contenti

diverso invece e' parlare dell'aborto della superlega  e dei cosiddetti club fondatori una minchiata 

un americanata stile independence day dove il  presidente usa guida un caccia contro gli alieni 

purtroppo i piu' coinvolti in questa vicenda sono  Florentino e AA  ,di certo non ne escono bene

speriamo che i poteri   forti  non diano il via alla caccia alle streghe e in questo caso facile immaginare chi sia la strega 

 

 

 

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3 ore fa, MasterminT ha scritto:

guardo tutto senza spendere 1 euro da anni(non intasatemi la casella dei messaggi)

Ti ammiro ma vorrei capire con che standard di qualita'

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3 ore fa, MasterminT ha scritto:

guardo tutto senza spendere 1 euro da anni(non intasatemi la casella dei messaggi)

Anche io, oltretutto evito di farmi il sangue amaro per le telecronache palesemente antijuve di sky o della rai

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Accontentero' volentieri l'autore del topic dalla prossima stagione non perché condivido ciò che scrive ma perché il passaggio della serie A su Dazn aveva già messo una pietra tombale ad ogni tipo di contributo economico da parte mia.

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3 ore fa, localpero ha scritto:

i tifosi non vogliono la superlega.

gli spettatori si.

I tifosi certo, quelli de " occhio non vede Cuore non duole".

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Il calcio dei tifosi ? Ma la nuova Cl che partirà nel 2024 è una mezza super Lega ci saranno squadre che entreranno in base al rating anche se non si qualificano nel loro campionato 

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4 minuti fa, giove25000 ha scritto:

Il calcio dei tifosi ? Ma la nuova Cl che partirà nel 2024 è una mezza super Lega ci saranno squadre che entreranno in base al rating anche se non si qualificano nel loro campionato 

si ma si tratta di 1/2 squadre  le altre 32/33 continueranno a qualificarsi in base alla posizione nei campionati 

  diciamo le cose come sono  non facciamo che una pagliuzza diventi un trave 

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Secondo me è più semplice inziare anche a noi a lamentarci quando partirano mini tornei di altre squadre , iniziare ad insultare ed inventare la sotoriella che bisogna guadagnarsi la partecipazione ecc ecc ,

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Ti spiego perché una cosa così non può funzionare.

 

Il calcio ad alti livelli non è uno sport, è un gioco. Ed è così da quando i primi giocatori professionisti hanno cominciato a prendere soldi e a muovere interessi.

E' un gioco, come il wrestiling, con però la differenza che la gente, il sentimento popolare, vuole ammantarlo di quella sacralità umile e di quel pauperismo ipocrita che in queste ore fa urlare su twitter e per le strade: il calcio è della gente!! quando poi quella stessa gente pretende i risultati, pretende i campioni, e alimenta essa stessa il circo che costringe in un circolo vizioso sempre a maggiori investimenti, paradossalmente creando un ecosistema in cui la meritocrazia che tutti vogliono non solo non è possibile, ma non è neanche auspicabile, perché fa crollare tutta la baracca, in un gioco perverso dove quelli che fanno i puri e non investono guadagnano vendendo giocatori e giocando al risparmio, mentre chi ha le tifoserie maggiori, e quindi le maggiori pressioni a livello di sponsor, dovrà sempre fare più debiti, anche magari per pagare il giocatore alla virtualmente "virtuosa" atalanta di turno.

Bada bene, il sistema di per se non può già in nuce essere meritocratico: in tempi in cui si poteva, ci sono squadre che si sono fatte il blasone o perché sono arrivate per prime, quando la lega si è formata (prendi una inter che si vanta di non essere mai stata in B oppure di una qualsiasi nobile decaduta che tira la carretta solo in ragione del fatto che 80 anni fa ha avuto una notorietà che è rimasta poi per il futuro a targhe alterne, o un Milan o un inter più recenti che se non fosse per i miliardi pompati da berlusconi o moratti chissà dove finiva). Il sistema è chiuso già nei campionati, ma anche nelle coppe, nel momento in cui esistono squadre che hanno una dimensione che si è stabilizzata nel tempo, e NON possono indietreggiare perché si portano dietro retaggi campanilistici, e affezione popolare. così si salva anche una lazio di cragnotti o un parma, anche se investiti da crac finanziari paurosi come cirio e parmalat.

Quello che è andato in scena è un qualcosa di più profondo, e va ben oltre l'IPOCRISIA che i vertici UEFA FIFA, politici e istituzionali bipartisan hanno manifestato, sguinzagliando poi il sentimento popolare tramite media e letture di rivendicazione populista e affossando il progetto.

 

Il motivo per cui quello che è successo in questi giorni con la Superlega è gravissimo, triste, sconsolante e terribile è che non investe solo un problema difficilmente risolvibile che è quello della sostenibilità finanziaria delle squadre di calcio di alto livello, ma investe il modo stesso in cui vediamo la società, e il modo in cui si è plasmata.

 

La levata di scudi è stata unanime perché tutti vogliono mantenere l'ILLUSIONE. 

Ci si vuole raccontare che ad alti livelli il debole non viene schiacciato dal forte, che la questione di Davide e Golia non è solo una favola, che realmente nel mondo di oggi tutti competono allo stesso livello quando non può mai essere così. Ci sarà sempre chi parte avvantaggiato, e lo vediamo sempre ogni giorno. Dà fastidio vederlo e accorgersene, perché fa sentire impotenti, quindi a tutti piace protestare chiedendo di "non spegnere il sogno dei bambini", ma se ci avete fatto caso sono sempre gli stessi tipi di personaggi che portano avanti questa retorica, quelli che vogliono mantenere lo status quo. E questo riguarda tutti: sia le istituzioni, la politica, che i centri di potere. Una Unione Europea e un Boris Johnson arcinemici, un Letta e un Salvini, un Draghi uniti insieme da un momento all'altro, con una voce comune, a tuonare repressione e punizioni esemplari sostanzialmente per una serie di squadre di calcio che si vogliono fare un torneo sponsorizzato, con soldi quadruplicati per far tornare all'ovile i dissidenti. Questa trasversalità dovrebbe far riflettere di quanto sia stato insopportabile sia stata la vista dello squarcio che si sia tentato. 

Il mondo del calcio è la grande religione globale, e le sue liturgie rassicurano il fedele sul riscatto sociale, la possibilità sulla carta che i deboli possono andare avanti (poco importa se un Leicester cenerentola è in realtà squadra di un miliardario, o che i mondiali in Qatar vengano fatti al prezzo di mazzette e lavoratori che muoiono come mosche e diritti umani cancellati).

La ribellione c'è stata quando si è sbattuta in faccia alla gente la necessità di prendere atto dell'ipocrisia e l'irrealtà del sistema attuale a partire dai cittadini stessi, il voler tenere il piede in due staffe di un mondo quale quello attuale, un tentativo di far fare presa di coscienza in questo caso provocato da parte di una serie di squadre che hanno l'acqua alla gola perché prendevano tutti i rischi ma dovevano al contempo garantire per tutti gli altri, cosa insostenibile in una economia di mercato, in mezzo alla pandemia.

Al di la dei facili cortocircuiti logici dei vari addetti ai lavori, calciatori o allenatori che gridano allo scandalo ma poi si intascano i milioni delle sponsorizzazioni, il problema della presa di coscienza investe tutti noi.

 

Dobbiamo prendere coscienza di essere mostri ben disegnati, che si commuovono per il bambino traumatizzato della guerra in Siria salvo poi comprare lo smartphone ultimo modello fatto con le terre rare scavate da qualche bambino dei paesi poveri. O che magari guardano preoccupati le famiglie povere in indonesia che vivono tra la spazzatura e la plastica per sopravvivere e ci indignamo, salvo poi godere dei vantaggi economici che l'appaltare i rifiuti a pochi soldi ci hanno dato.

Mi ci metto anche io, che vivo il benessere nel primo mondo, non soffro la fame e sto scrivendo da un pc fatto da chissà chi in Cina. 

Come diceva Jesse Pinkman in Breaking Bad, bisogna accettare di essere quello che si è.

E noi siamo cattivi, tutti. Il mondo è un posto veramente brutto se si vuole essere consapevoli.

 

Ecco perché qualsiasi boicottaggio a prescindere lascia il tempo che trova, non puoi costringere la gente a guardarsi dentro e a ragionare, perché se lo fa per davvero, dovrebbe smettere di seguire il calcio, e in subordine dimettersi da essere umano.

 

 

naturalmente IMHO

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10 minutes ago, robertotn said:

Ti ammiro ma vorrei capire con che standard di qualita'

ti assicuro non malvagio. Certo qualche volte c'e' da tirare qualche smadonna, oppure a volte si blocca, pero' in linea generale si seguono bene le partite. Quelle di Champions ancora meglio essendoci molta piu' scelta. 

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Sono un tifoso della Juve e non seguendo più nulla farei la stessa mossa di Pirlo che per punire i giocatori non convocandoli, punisce la Juve stessa.

Quindi continuerò a seguirla, visto che al contrario la danneggerei ulteriormente.

Al massimo mi posso limitare a non guardare più trasmissioni sportive e comprare giornali. Cosa che già faccio da tempo senza che accadesse questo episodio.

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Il calcio è dei tifosi.

Sentita ormai 1000 e più volte, ma se lo vogliono seguire devono fare, al momento, 2 abbonamenti alle pay tv.

Il calcio a questi livelli non è più sport, è business e spettacolo.

Certo la uefa ha una gran posizione, gestisce i diritti tv e spartendoli, guarda caso, gli rimane attaccata una bella fetta, ben superiore alle spese di gestione, che si tiene per se.
Ma sui siti ed i giornali, è AA il tiranno, l'assassino della serie A (poi cosa c'entra il campionato con la superlega lo dovrebbero spiegare), il mangia bambini.
Intanto chi investe e rischia sono i grandi club, non è la uefa/fifa e neppure i tifosi, ma si sa è facile parlare quando il c.ulo in gioco non è il tuo.

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21 minuti fa, Nathan Never ha scritto:

I tifosi certo, quelli de " occhio non vede Cuore non duole".

Penso invece che nel caso della superlega i tifosi sarebbero stati veramente  considerati un dettaglio irrilevante.L’importante semmai era per le società capitalizzare al massimo il loro brand con tv e conseguente merchandising poi che il tutto fosse ricavato da noi tifosi piuttosto che da un milione di cinesi che conoscono la Juve giusto perché ci gioca Ronaldo per fare un esempio sarebbe stato indifferente 

Edited by orestelapeste

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Ma smettiamola con queste *.

Chi ci ha esposto la Juventus al publico ludibrio è il nostro presidente, con una strategia per l'attuazione di questa Superlega folle, basata sul nulla più totale, sfaldatasi in meno di 48 ore. Basta a fare le vittime quando siamo feriti nei nostri stessi mali.

 

AA dal post Cardiff in poi non ne ha indovinata più mezza!

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13 minuti fa, orestelapeste ha scritto:

Penso invece che nel caso della superlega i tifosi sarebbero stati veramente  considerati un dettaglio irrilevante.L’importante semmai era per le società capitalizzare al massimo il loro brand con tv e conseguente merchandising poi che il tutto fosse ricavato da noi tifosi piuttosto che da un milione di cinesi che conoscono la Juve giusto perché ci gioca Ronaldo per fare un esempio sarebbe stato indifferente 

Ma chi paga le pay-tv per vedere la Juve è tifoso o solo spettatore? Tifoso è solo chi va allo stadio? Chi compra la maglia di Ronaldo è tifoso e/o tifoso soltanto di Ronaldo?? Le società si reggono in piedi per la vendita delle magliette o per gli sponsor e TV?

Ma poi, i tifosi sono gli stessi che nel 2006, con la Juve morta ammazzata facevano po-poropo-po-poooo e cantavano l'inno di Mameli?!

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12 minutes ago, Magpie said:

Ti spiego perché una cosa così non può funzionare.

 

Il calcio ad alti livelli non è uno sport, è un gioco. Ed è così da quando i primi giocatori professionisti hanno cominciato a prendere soldi e a muovere interessi.

E' un gioco, come il wrestiling, con però la differenza che la gente, il sentimento popolare, vuole ammantarlo di quella sacralità umile e di quel pauperismo ipocrita che in queste ore fa urlare su twitter e per le strade: il calcio è della gente!! quando poi quella stessa gente pretende i risultati, pretende i campioni, e alimenta essa stessa il circo che costringe in un circolo vizioso sempre a maggiori investimenti, paradossalmente creando un ecosistema in cui la meritocrazia che tutti vogliono non solo non è possibile, ma non è neanche auspicabile, perché fa crollare tutta la baracca, in un gioco perverso dove quelli che fanno i puri e non investono guadagnano vendendo giocatori e giocando al risparmio, mentre chi ha le tifoserie maggiori, e quindi le maggiori pressioni a livello di sponsor, dovrà sempre fare più debiti, anche magari per pagare il giocatore alla virtualmente "virtuosa" atalanta di turno.

Bada bene, il sistema di per se non può già in nuce essere meritocratico: in tempi in cui si poteva, ci sono squadre che si sono fatte il blasone o perché sono arrivate per prime, quando la lega si è formata (prendi una inter che si vanta di non essere mai stata in B oppure di una qualsiasi nobile decaduta che tira la carretta solo in ragione del fatto che 80 anni fa ha avuto una notorietà che è rimasta poi per il futuro a targhe alterne, o un Milan o un inter più recenti che se non fosse per i miliardi pompati da berlusconi o moratti chissà dove finiva). Il sistema è chiuso già nei campionati, ma anche nelle coppe, nel momento in cui esistono squadre che hanno una dimensione che si è stabilizzata nel tempo, e NON possono indietreggiare perché si portano dietro retaggi campanilistici, e affezione popolare. così si salva anche una lazio di cragnotti o un parma, anche se investiti da crac finanziari paurosi come cirio e parmalat.

Quello che è andato in scena è un qualcosa di più profondo, e va ben oltre l'IPOCRISIA che i vertici UEFA FIFA, politici e istituzionali bipartisan hanno manifestato, sguinzagliando poi il sentimento popolare tramite media e letture di rivendicazione populista e affossando il progetto.

 

Il motivo per cui quello che è successo in questi giorni con la Superlega è gravissimo, triste, sconsolante e terribile è che non investe solo un problema difficilmente risolvibile che è quello della sostenibilità finanziaria delle squadre di calcio di alto livello, ma investe il modo stesso in cui vediamo la società, e il modo in cui si è plasmata.

 

La levata di scudi è stata unanime perché tutti vogliono mantenere l'ILLUSIONE. 

Ci si vuole raccontare che ad alti livelli il debole non viene schiacciato dal forte, che la questione di Davide e Golia non è solo una favola, che realmente nel mondo di oggi tutti competono allo stesso livello quando non può mai essere così. Ci sarà sempre chi parte avvantaggiato, e lo vediamo sempre ogni giorno. Dà fastidio vederlo e accorgersene, perché fa sentire impotenti, quindi a tutti piace protestare chiedendo di "non spegnere il sogno dei bambini", ma se ci avete fatto caso sono sempre gli stessi tipi di personaggi che portano avanti questa retorica, quelli che vogliono mantenere lo status quo. E questo riguarda tutti: sia le istituzioni, la politica, che i centri di potere. Una Unione Europea e un Boris Johnson arcinemici, un Letta e un Salvini, un Draghi uniti insieme da un momento all'altro, con una voce comune, a tuonare repressione e punizioni esemplari sostanzialmente per una serie di squadre di calcio che si vogliono fare un torneo sponsorizzato, con soldi quadruplicati per far tornare all'ovile i dissidenti. Questa trasversalità dovrebbe far riflettere di quanto sia stato insopportabile sia stata la vista dello squarcio che si sia tentato. 

Il mondo del calcio è la grande religione globale, e le sue liturgie rassicurano il fedele sul riscatto sociale, la possibilità sulla carta che i deboli possono andare avanti (poco importa se un Leicester cenerentola è in realtà squadra di un miliardario, o che i mondiali in Qatar vengano fatti al prezzo di mazzette e lavoratori che muoiono come mosche e diritti umani cancellati).

La ribellione c'è stata quando si è sbattuta in faccia alla gente la necessità di prendere atto dell'ipocrisia e l'irrealtà del sistema attuale a partire dai cittadini stessi, il voler tenere il piede in due staffe di un mondo quale quello attuale, un tentativo di far fare presa di coscienza in questo caso provocato da parte di una serie di squadre che hanno l'acqua alla gola perché prendevano tutti i rischi ma dovevano al contempo garantire per tutti gli altri, cosa insostenibile in una economia di mercato, in mezzo alla pandemia.

Al di la dei facili cortocircuiti logici dei vari addetti ai lavori, calciatori o allenatori che gridano allo scandalo ma poi si intascano i milioni delle sponsorizzazioni, il problema della presa di coscienza investe tutti noi.

 

Dobbiamo prendere coscienza di essere mostri ben disegnati, che si commuovono per il bambino traumatizzato della guerra in Siria salvo poi comprare lo smartphone ultimo modello fatto con le terre rare scavate da qualche bambino dei paesi poveri. O che magari guardano preoccupati le famiglie povere in indonesia che vivono tra la spazzatura e la plastica per sopravvivere e ci indignamo, salvo poi godere dei vantaggi economici che l'appaltare i rifiuti a pochi soldi ci hanno dato.

Mi ci metto anche io, che vivo il benessere nel primo mondo, non soffro la fame e sto scrivendo da un pc fatto da chissà chi in Cina. 

Come diceva Jesse Pinkman in Breaking Bad, bisogna accettare di essere quello che si è.

E noi siamo cattivi, tutti. Il mondo è un posto veramente brutto se si vuole essere consapevoli.

 

Ecco perché qualsiasi boicottaggio a prescindere lascia il tempo che trova, non puoi costringere la gente a guardarsi dentro e a ragionare, perché se lo fa per davvero, dovrebbe smettere di seguire il calcio, e in subordine dimettersi da essere umano.

 

 

naturalmente IMHO

Concordo con la quasi totalità delle cose che dici, sulle quali avevo riflettuto giungendo a conclusioni compatibili. Il solo vedere che mentre è in atto una pandemia catastrofica a livello planetario, e mentre si sta per prospettare un nuovo conflitto tra Russia ed Ucraina, sulle prime pagine dei media abbia dominato questa notizia, l'adesione trasversale ed immediata del mondo politico, le risposte immediate dell'UEFA (Boniek vicepresidente UEFA, e Gravina eletto nell'esecutivo) mi aveva già dato una risposta. Ma ho deciso di scrivere ugualmente il post, perché volevo anche tastare un po' il polso dei tifosi. In ogni caso, sono convinto che un gesto come questo, anche se non efficace, potrebbe far capire che esistiamo. Farmi fare la morale da Pep Guardiola sinceramente è una cosa che va oltre il mio limite di sopportazione. Ti ringrazio molto per il tuo profondo contributo alla discussione. 

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Ho disdetto Sky.

Non acquisterò pacchetto Dazn serie A

Non acquisterò Amazon pacchetto Mafia League

Compro solo (con sacrificio)prodotti ufficiali dal sito del club per sostenere i colori che amo.

 

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bah...pensiamo alle cose da fare, ovvero il Parma e vediamo di arrivare quarti, altrimenti altro che super lega....:patpat:

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17 minuti fa, trama ha scritto:

Concordo con la quasi totalità delle cose che dici, sulle quali avevo riflettuto giungendo a conclusioni compatibili. Il solo vedere che mentre è in atto una pandemia catastrofica a livello planetario, e mentre si sta per prospettare un nuovo conflitto tra Russia ed Ucraina, sulle prime pagine dei media abbia dominato questa notizia, l'adesione trasversale ed immediata del mondo politico, le risposte immediate dell'UEFA (Boniek vicepresidente UEFA, e Gravina eletto nell'esecutivo) mi aveva già dato una risposta. Ma ho deciso di scrivere ugualmente il post, perché volevo anche tastare un po' il polso dei tifosi. In ogni caso, sono convinto che un gesto come questo, anche se non efficace, potrebbe far capire che esistiamo. Farmi fare la morale da Pep Guardiola sinceramente è una cosa che va oltre il mio limite di sopportazione. Ti ringrazio molto per il tuo profondo contributo alla discussione. 

Si, i moralismi alla Guardiola sono tra le cose che ti fanno percepire quanto sia diffuso il senso di irrealtà e di ipocrisia nel mondo odierno.

Io capisco benissimo e piacerebbe anche a me che il boicottaggio servisse a qualcosa, ma sinceramente credo che il paradigma che è stato dimostrato è quello gattopardiano.

Niente può cambiare, non perché non ci siano i mezzi, ma perché la natura umana è profondamente ipocrita. Quando certe cose vengono alla luce del sole, diventano palesi anche in un qualcosa come il calcio che dovrebbe svagarti, rasserenarti, o almeno come minimo non farti pensare a tutto lo schifo almeno per un pochino di tempo, uno alla fine prende in considerazione di mollare. È come il vaso di pandora: una volta che hai dato uno sguardo alle dinamiche e ti sei reso conto, non puoi appassionarti più.

 

Agnelli nell'intervista che annunciava la sospensione della superlega è stato chiaro: non è possibile al momento, ma qualcosa va fatto: perché i giovani li stiamo perdendo.

Il fatto che lui stia indicando il problema e tutti guardano il dito, unito alle considerazioni di sopra, è un qualcosa che ti spegne dentro.

Ma io perché dovrei perdere tempo in qualcosa che è marcio in maniera sistemica, e mi avvelena l'anima?

La voglia di chiudere con il calcio viene da ste robe, non da un anno in cui magari il pirlo della situazione non azzecca i cambi. Quella si chiama sofferenza del tifoso e dovrebbe far parte del gioco.

 

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