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phoenix

Il Giornale: "La Juventus è un bersaglio comodo come nel 2006. Non vedo all’orizzonte l’arrivo di soccorsi, si riannusa l’aria fetida di calciopoli"

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Quoto

 

Alla crisi della squadra e del club si aggiungono le facezie del presidente delle federcalcio, Gravina Gabriele, il quale, preso da passione imprevista, minaccia Andrea Agnelli: o annuncia il ritiro dalla superlega o la Juventus non verrà iscritta alla prossima serie A. Ceferin deciderà poi se non iscriverla nemmeno ad altri tornei europei. Manca soltanto un vertice Figc-Uefa a Norimberga e poi la farsa sarà completata. È chiaro che, come nel duemila e sei, la Juventus è un bersaglio comodo e facile per il tiro a segno, come allora, mancando una controparte vigorosa e rigorosa, l’attacco si ripete quotidianamente, senza una sola reazione degna della storia juventina. Anzi, il silenzio della proprietà dinanzi a tale scempio, è un segnale di fumo grigio. La diplomazia suggerisce di tenere toni moderati e di procedere con le luci basse ma il futuro della Juventus è diventato una trappola mortale, sabbie mobili dentro le quali il club e la squadra sono scivolate. Non vedo all’orizzonte l’arrivo di soccorsi, si riannusa l’aria fetida di calciopoli. Ps: per festeggiare il recente successo, Cristiano Ronaldo ha ritirato a Maranello, alla presenza di John Elkann e Andrea Agnelli, una Ferrari Monza. Un premio per la sua prestazione contro il Milan.

 

Fonte: Il Giornale, Damascelli

 

 

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Uno dei pochissimi che dice le cose come stanno, poi devo pure sentire qualcuno qui che lo critica.

2 minuti fa, andy_gobbo ha scritto:

Damascelli sguazza felice in questa situazione...

Spiegati, non si capisce, avevo ragione, eccone uno.

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Situazione complicata ma questa volta sembra che i nostri siano dalla nostra parte, non è uno sbaglio 

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Adesso, Aspettando la terza... ha scritto:

Davvero una brutta aria, dobbiamo fare anche noi come l'Inter e chiedere ai giocatori di rinunciare a 3 mesi di stipendio 

I nostri dovrebbero rinunciare a un anno di stipendio altroché. 

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La soluzione è semplicissima.

Il signor Agnelli mette da parte orgoglio e ego personale e subito, ripeto subito, accetta e firma il comunicato UEFA che hanno firmato le altre 9 Società.

Anche la FIGC è stata chiara con Gravina e quelli che pensano che sia stato solo un avvertimento esagerato si sbagliano di grosso; se non usciamo dalla SL l'anno prossimo non faremo neanche la serie A.

Qui si rischia l'estinzione della Società Juventus e non scherzo.

Che il Presidente, dopo tutte le cavolate gestionali di questi anni, non ci metta anche questa che sarebbe la fine e rimedi in fretta.

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Ho provato a prendere un commento sulla sentenza Skating/Comissione UE e a cambiare semplicemente i soggetti ed il tipo di sport.

In pratica ho adattato i principi espressi dalla sentenza al caso UEFA/SUPERLEGA. 

Fatevi una lettura giusto per capire il DIRITTO da quale parte sta.

 

 

 

BREVE COMMENTO ALLA SENTENZA NELLA CAUSA #### UEFA / COMMISSIONE EUROPEA

 

Poco prima della pausa natalizia, il Tribunale di 1° grado dell’Unione europea ha pronunciato la sentenza, nella causa ###### UEFA/Commissione europea, confermando che le norme dell'(UEFA) - che prevedono sanzioni severe contro i club che partecipano a gare da essa non riconosciute - si pongono in contrasto con le norme dell’Unione europea in materia di concorrenza. Occorre premettere che l'UEFA è l'unica federazione sportiva europea  riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale per la gestione e l'amministrazione del Calcio, e organizza tutte le principali competizioni europee in questo settore. Tutti i CLUBS di Calcio affiliati alle federazioni nazionali che sono membri dell'UEFA sono soggetti al sistema di pre-autorizzazione dell'UEFA, comprese le cosiddette "regole di idoneità". Il regolamento UEFA prevede, tra l'altro, che un CLUB che partecipa ad una manifestazione non autorizzata si trovi a dover affrontare gravi sanzioni, come la sospensione per diversi anni (o addirittura l'interdizione a vita) da qualsiasi gara organizzata dall'UEFA. La procedura di infrazione è stata avviata a seguito di una denuncia alla Commissione europea (Commissione) da parte di tre CLUBS, ai quali l'UEFA aveva vietato di partecipare a un TORNEO in un nuovo formato, organizzata da una società privata SUPERLEGA. Al termine della sua indagine, iniziata nel 2014, la Commissione, l'8 dicembre 2017, ha deciso che le norme di ammissibilità dell'UEFA violavano le norme europee in materia di concorrenza, in particolare, con riguarda all'articolo 101 del TFUE, che contiene un generale di accordi restrittivi della concorrenza. La Commissione ha così ordinato all'UEFA di modificarle, pena il pagamento di una penalità di mora in caso contrario. La Commissione ha ritenuto che le norme di ammissibilità alla competizione impedissero agli organizzatori concorrenti di organizzare eventi sportivi alternativi e che avessero lo scopo di limitare la libera partecipazione dei CLUBS professionistici ad eventi internazionali di terzi. Le norme privavano così gli operatori dei servizi di Club necessari per ospitare tali competizioni. La Commissione si è inoltre opposta al meccanismo di arbitrato obbligatorio dell'UEFA per contestare le decisioni di ammissibilità. La Commissione ha riconosciuto che l'arbitrato era un metodo generalmente accettato per risolvere le controversie e che l'accettazione di una clausola arbitrale in quanto tale non costituiva una restrizione della concorrenza. Tuttavia, ha ritenuto che le regole dell'arbitrato rafforzassero le restrizioni della concorrenza causate dalle regole di ammissibilità, rendendo difficile ottenere un'effettiva tutela giurisdizionale contro qualsiasi decisione di ineleggibilità dell'UEFA che fosse contraria all'articolo 101 del TFUE, e che gli Clubs fossero tenuti ad accettare le regole dell'arbitrato e la giurisdizione esclusiva della Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS). La Commissione ha quindi concluso che le regole dell'Arbitrato d'Appello, pur non costituendo una violazione del diritto degli Clubs ad un equo processo, hanno rafforzato la restrizione della libertà commerciale degli Clubs e la preclusione dei potenziali concorrenti dell'UEFA in base alle regole di ammissibilità. Data la decisione della Commissione, l'UEFA ha presentato ricorso contro la stessa dinanzi al Tribunale dell'UE. La sentenza del Tribunale dell’UE del 16 dicembre 2020 è sostanzialmente di conferma della decisione della Commissione. Tuttavia, esso si è discostato dalla Commissione per quanto riguarda il ruolo e la rilevanza delle norme UEFA sull'arbitrato obbligatorio, rinviando i potenziali ricorrenti esclusivamente alla CAS di Losanna (Svizzera). Un aspetto che merita di essere posto in rilievo è la valutazione del Tribunale in merito alla natura dell'UEFA, che esporrebbe quest’ultima ad un "conflitto di interessi", dato che l'UEFA non è solo la federazione sportiva che regola lo sport e autorizza le manifestazioni, ma organizza essa stessa manifestazioni di Calcio. È importante sottolineare che, in quanto tale, il Tribunale ha ritenuto legittimo che gli enti sportivi garantiscano norme comuni per gli eventi sportivi attraverso un sistema di pre-autorizzazione. Ha ritenuto legittimo che l'UEFA protegga l'integrità dello sport dal rischio di manipolazione delle scommesse, ad esempio. Sebbene, quindi, sia stata riconosciuta la natura di “garante” dell’UEFA rispetto all’organizzazione degli eventi sportivi in esame, è fondamentale non privare indebitamente gli organizzatori terzi dell'accesso al mercato. Inoltre, i sistemi di pre-autorizzazione devono avere regole eque e proporzionate. Nel caso in questione, mentre le regole di ammissibilità perseguivano scopi legittimi, come la protezione contro la manipolazione delle scommesse e la garanzia che le competizioni sportive rispondessero a standard comuni, esse andavano “ultra petita” e, quindi, non erano proporzionate. Un fattore chiave che ha contribuito a questa conclusione è stata la severità delle potenziali sanzioni. Per contro, il Tribunale dell'UE ha ritenuto che la Commissione avesse torto a ritenere che le norme sull'arbitrato obbligatorio, e che l'attuale sistema di arbitrato adottato dall'UEFA e da molti altri organi di governo dello sport, che essenzialmente concede alla CAS la giurisdizione esclusiva sulle controversie sportive, non viola il diritto dell'UE. Per quanto attiene più strettamente il diritto della concorrenza e il tema del risarcimento dei danni in caso di violazione, il Tribunale ha inoltre osservato che, se è vero che le norme arbitrali non consentono ai CLUBS di adire un tribunale nazionale per l'annullamento di una decisione di inammissibilità che viola l'articolo 101, paragrafo 1, TFUE, resta il fatto che i CLUBS possono, se lo desiderano, proporre un'azione di risarcimento danni dinanzi a un tribunale nazionale. In tali casi, secondo il Tribunale, i giudici nazionali non sono vincolati dalla valutazione della CAS, in particolare in materia di diritto dell'Unione. E anche gli Clubs e gli organizzatori terzi di eventi potrebbero a loro volta rivolgersi alle autorità nazionali competenti in materia di concorrenza. Ma viepiù. Secondo il Tribunale, i giudici nazionali possono anche presentare una richiesta di pronuncia pregiudiziale alla Corte di giustizia. La sentenza UEFA ha anche evidenziato la differenza tra la giurisdizione della CAS in questo caso e la sentenza Achmea (C-284/16). In quest'ultima sentenza gli Stati membri dell'UE hanno convenuto di ridurre la competenza dei loro tribunali e dei tribunali dell'UE a favore dei tribunali arbitrali (ad es. ICSID o altro). Tuttavia, nel caso in questione, l'istituzione del CAS non pregiudica il diritto dei tribunali nazionali e dell'UE di applicare e interpretare il diritto della concorrenza dell'UE. E’ bene ricordare che con la sentenza in commento si è concluso il 1° grado di giudizio, ma la sentenza del Tribunale può ancora essere impugnata dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione. Qualche prima osservazione conclusiva sulla portata della sentenza, si può trarre. La sentenza fornisce chiarezza su due punti che hanno una rilevanza pratica non solo per lo sport del Calcio, ma essenzialmente per tutti gli enti sportivi e per i loro membri Clubs in tutto il mondo. In primo luogo, il Tribunale chiarisce che gli enti sportivi possono (continuano a) attuare sistemi di pre-autorizzazione per gli eventi concorrenti, ma queste regole devono essere eque e proporzionate e non devono ostacolare indebitamente gli eventi concorrenti. Il diritto della concorrenza dell'UE si applica alle azioni degli organi di governo dello sport, che spesso hanno un duplice ruolo (i) di regolamentazione e (ii) di organizzazione attiva degli eventi. In secondo luogo, il Tribunale ha approvato le norme di arbitrato obbligatorio come previste nelle regole di molti organi di governo dello sport che portano automaticamente le controversie relative allo sport al CAS di Losanna. Ha inoltre ritenuto che vi siano ancora sufficienti modi in cui gli Clubs e gli organizzatori possono invocare il diritto dell'Unione europea, compreso il diritto comunitario della concorrenza, dinanzi alle autorità e ai tribunali nazionali, in modo tale che l'efficacia del diritto comunitario della concorrenza non sia compromessa dalle norme di arbitrato obbligatorio. Per quanto concerne, infine, l’attività dell'UEFA, il Tribunale ha stabilito che l'UEFA, in quanto federazione sportiva, è soggetta agli obblighi di cui all'articolo 101 TFUE e, pertanto, non deve falsare la concorrenza tra i diversi eventi sportivi limitando l'accesso degli Clubs a tali eventi.

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l'era dei nove scudetti di fila sta avendo un epilogo assolutamente inaspettato e tragico…..se Exor non interviene in maniera pesante, sia finanziariamente che politicamente,….sono catzi amari...grossi avvoltoi svolazzano sulle nostre teste….

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17 minuti fa, phoenix ha scritto:

Anzi, il silenzio della proprietà dinanzi a tale scempio, è un segnale di fumo grigio.

E' proprio il contrario caro Damascelli, ti dice niente "la calma prima della tempesta"?

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Ecco, ci mancava il terrorismo. 

Condivido un articolo del sole24ore dell'altro ieri, reso pubblico sul sito

 

Quoto

La guerra della Superlega è tutt’altro che conclusa. Anzi, potrebbe avere conseguenze difficilmente immaginabili, qualora si spostasse sul piano giudiziario, coinvolgendo l’Antitrust della Ue. Il doppio ruolo che di fatto la Uefa oggi svolge in maniera sempre più invasiva - regolatore del settore e al tempo stesso soggetto economico che vende in maniera centralizzata i diritti tv e quelli di sponsorizzazione - è stato rimarcato in più occasioni dalle società calcistiche di prima fascia, che invocano la libertà d’impresa garantita dai Trattati dell’Unione e il “precedente” dell’Eurolega di basket. Competizione che si basa su licenze pluriennali e sull’autonomia dei club coinvolti rispetto alle Federazioni e sulla cui legittimità sarebbe importante conoscere finalmente il parere di Bruxelles.

Posizione dominante

Un intervento dell’Antitrust europeo che riconoscesse una posizione dominante della Uefa potrebbe avere un effetto dirompente sull’attuale modello, analogo a quello che per altri versi ebbe la cosiddetta sentenza Bosman 26 anni fa. Se infatti la Uefa del presidente Alexander Ceferin andrà avanti con l’idea di punire Juventus, Real Madrid e Barcellona, che non hanno fatto dietrofront, bandendoli dalle Coppe per uno o due anni, appare scontato che i tre club ribelli si rivolgeranno sia alla giustizia sportiva (e qui la Uefa dovrà individuare un presupposto giuridico inaffondabile a supporto della squalifica) che alla giurisdizione ordinaria.

Il tribunale di Madrid 

E su questo versante esiste già uno “scudo” rappresentato da una sentenza del Tribunale di Madrid del 20 aprile (n. 14/2021) pronunciata da Manuel Ruiz de Lara, giudice della Corte commerciale n. 17. In sostanza il giudice spagnolo (la Superleague è stata fondata a Madrid) il giorno dopo l’annuncio della nascita della nuova realtà «ha ordinato a Fifa e Uefa di astenersi dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in pendenza del procedimento». Questo passaggio della decisione del giudice madrileno è stato citato nel comunicato con cui Juventus, Real Madrid e Barcellona, sabato 8 maggio, all’indomani del patteggiamento della Uefa con gli altri nove club fondatori (premi ridotti del 5% per l’ingresso nelle Coppe europee di una stagione in cambio dell’abbandono al nuovo format e delle scuse a Nyon), si sono difesi, ribadendo però i principi dell’iniziativa. Non si è trattato nè di un golpe nè di un progetto clandestino, visto che di Superlega (e di Superchampions) si discuteva da tempo nelle sedi istituzionali del calcio continentale, e non solo

La proposta della Superlega

È accaduto, ad esempio, nel Consiglio della Lega di Serie A del 16 febbraio (come Il Sole 24 Ore ha documentato con gli articoli apparsi sul sito il 3 maggio e sul quotidiano il 4). Si è trattato perciò di una proposta fatta per ragioni finanziarie e industriali. Juve, Real e Barcellona non tralasciando una stoccata ai 9 club («Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria») hanno perciò denunciato «di aver ricevuto e di ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete». Le tre società hanno ribadito cioè di aver concepito, insieme agli altri nove club, tale progetto «per fornire soluzioni all’insostenibile situazione del settore calcistico», e anche «di aver voluto da sempre instaurare un canale di comunicazione con Uefa e Fifa, in uno spirito costruttivo».

Il ruolo della Fifa

«Siamo pronti - hanno sottolineato infine i tre club “ribelli” - a riconsiderare l’approccio proposto. Tuttavia, saremmo irresponsabili qualora, consapevoli della crisi sistemica che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione». Fondamentale nelle prossime settimane sarà il ruolo da mediatore del presidente della Fifa, Gianni Infantino che ieri ha rilanciato: «Dobbiamo riflettere attentamente sui prossimi passi, perché si tratta di una questione complessa che va oltre una semplice competizione. Riguarda l’ecosistema del calcio».

 

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Damascelli, sono “facezie” o “tira una brutta aria”? Non è mica la stessa cosa. 

 

 

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10 minuti fa, Roby76MJ ha scritto:

La soluzione è semplicissima.

Il signor Agnelli mette da parte orgoglio e ego personale e subito, ripeto subito, accetta e firma il comunicato UEFA che hanno firmato le altre 9 Società.

Anche la FIGC è stata chiara con Gravina e quelli che pensano che sia stato solo un avvertimento esagerato si sbagliano di grosso; se non usciamo dalla SL l'anno prossimo non faremo neanche la serie A.

Qui si rischia l'estinzione della Società Juventus e non scherzo.

Che il Presidente, dopo tutte le cavolate gestionali di questi anni, non ci metta anche questa che sarebbe la fine e rimedi in fretta.

A stare sempre piegati viene la scoliosi.

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11 minuti fa, Pavel magno 65 ha scritto:

Uno dei pochissimi che dice le cose come stanno, poi devo pure sentire qualcuno qui che lo critica.

Spiegati, non si capisce, avevo ragione, eccone uno.

È chiarissimo. E lo è a tutti.

Damascelli è uno juventino che da sempre rema contro questa juve. Ha sparso la sua bile quando possibile anche quando vincevamo.

Ora gode all'inverosimile, e non mi frega un * che dica cose condivisibili contro la UEFA.

Lui è un moggiano prima che juventino.

2 minuti fa, aiace ha scritto:

E' proprio il contrario caro Damascelli, ti dice niente "la calma prima della tempesta"?

Gode all'inverosimile nel poter dire male della "proprietá" ...

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14 minuti fa, Roby76MJ ha scritto:

La soluzione è semplicissima.

Il signor Agnelli mette da parte orgoglio e ego personale e subito, ripeto subito, accetta e firma il comunicato UEFA che hanno firmato le altre 9 Società.

Anche la FIGC è stata chiara con Gravina e quelli che pensano che sia stato solo un avvertimento esagerato si sbagliano di grosso; se non usciamo dalla SL l'anno prossimo non faremo neanche la serie A.

Qui si rischia l'estinzione della Società Juventus e non scherzo.

Che il Presidente, dopo tutte le cavolate gestionali di questi anni, non ci metta anche questa che sarebbe la fine e rimedi in fretta.

La dignità non sapete nemmeno dove sta...☹️

Bisogna inchinarsi a Ceferin e addirittura a Gravina...🤮

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Mondoboia chi l'avrebbe mai pensato che mi sarei trovato ad apprezzare il giornale.

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17 minuti fa, Aspettando la terza... ha scritto:

Davvero una brutta aria, dobbiamo fare anche noi come l'Inter e chiedere ai giocatori di rinunciare a 3 mesi di stipendio 

certo, perché siamo nella stessa situazione finanziaria dell'Inter...

Vi piacerebbe, ma se c'è qualcuno che rischia di brutto siete voi, non certo noi👍 malgrado questa annata schifosa, fatevene una ragione.

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2 minuti fa, RogerWaters ha scritto:

Condivido un articolo del sole24ore dell'altro ieri, reso pubblico sul sito

però io dico, le questioni sono molte e si finirà probabilmente davanti alla corte di Giustizia in un modo o nell’altro. La corte di giustizia Europea, nel merito di una vicenda come quella della Superlega di Basket, ha 2 ricorsi appartenenti alle due parti in causa, e al momento ha deciso di non decidere, conscia che una sentenza andrebbe a cascata su tutto lo Sport Europeo.

Supponiamo che decida, e che decida a favore della Superlega (e non è detto, in ogni caso). 

Questo non obbliga le squadre a parteciparvi. Inoltre nel caso del calcio abbiamo una componente ricchissima , la più ricca nel complesso, che è extra UE (gli inglesi nel basket non esistono quasi). In altre parole sono mancati e mancano i partecipanti e anche la solidarietà di molti alleati, di quasi tutti.

 

 

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