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Notts County

I tifosi hanno la memoria corta e zero riconoscenza

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Nei giorni scorsi ho letto una serie di bestialità su Paratici, nemmeno ci avesse mandato in serie B con dei mercati totalmente insensati. Tra i vari commenti ho letto di molti che rimpiangono il buon Marotta e alcuni che addirittura auspicano il suo ritorno per sistemare i guai lasciati da Paratici.

 

Marotta?

 

Ma chi, Giuseppe Marotta? Quello che quando era da noi era stato bollato come una sciagura?

Il Marotta che in sette anni di Juventus ha manifestato un’atavica difficoltà nel vendere i giocatori?

Il Marotta passato alla storia per tirare aventi le trattative fino allo sfinimento, per poi magari farle saltare all’ultimo come nei casi di  Witsel e Draxler?

Quello della mancata cessione di Higuain al Milan, perché tanto tra gentiluomini una stretta di mano è sufficiente?

 

Vogliamo ricordare alcune perle di Marotta?

1)  Portò Del Neri (e pare che dopo il primo anno disastroso lo volesse pure confermare)

2) Acquistò Martines per 12 mln dal Catania. E in seguito gli rinnovò pure il contratto quando ormai il povero Malaka aveva abbandonato da tempo il professionismo.

3)  Portò Elia, Motta, Romulo, Isla, Hernanes, Bendtner, Anelka, Lucio

 

Durante la sua gestione arrivarono però anche Tevez e Pogba. Giusto, ma in molti obbietteranno che Tevez si diceva fosse un pallino del solo Paratici tanto che il merito pare fosse solo suo. Marotta avrebbe solo avuto la responsabilità della svendita al Boca.

Pogba? Anche qui, si diceva fosse stata un’intuizione di Paratici. Ora si preferisce pensare che fosse stato solo merito di Raiola, eh si perché oggi non si può più nemmeno riconoscere un merito a Paratici…

 

Marotta, proprio lui. Da noi ne combinò parecchie, ma passato all’Inter le cose non è che siano tanto migliorate.

 

Eh certo, l’inter ha vinto lo scudetto, quindi adesso sono tutte rose e fiori, ma al primo anno di Conte, dopo l’uscita dalla champions contro un rimaneggiato Barcellona, le opinioni dei tifosi erano molto critiche e in molti si erano accaniti sia con l’allenatore, che con lo stesso Marotta, tacciati il primo di essere uno che in Europa non sa imporsi e il secondo di aver commesso l’errore clamoroso di aver portato a Milano un ex gobbo con l’aggravante di averlo coperto d’oro.

 

Non parliamo poi del secondo. A fine novembre gli animi erano piuttosto agitati ad Appiano Gentile dopo l’indecorosa uscita dell’Inter ai gironi di champions. Come un avvoltoio mi ero fatto un giro in alcuni forum di interisti con una buona razione di pop corn e mi ero gustato l’isteria generale. Ce n’era per tutti: per Beppone, per Conte, per i cinesi, per i giocatori e infine per gli stessi tifosi.

Poi hanno fatto un girone di ritorno quasi perfetto e, complice il nulla assoluto di questa serie A, l’abdicazione della Juve, la pochezza del Milan, l’insipienza del Napoli e l’Atalanta che non riesce a compiere l’ultimo passetto per diventare grande per davvero, portano a casa uno scudetto.

 

Da lì tutto si è trasformato, tutti sono diventati degli infallibili eroi, un’armata invincibile autrice di una cavalcata inarrestabile. Da lì si è rinvigorito in seno a molti juventini il senso di vuoto lasciato da Marotta e si è cominciato a distorcere i ricordi.

Eh si perché Marotta è sempre lui, è quello del Malaka. Ma qui, ma anche altrove, si dimentica in fretta.

 

Io però ricordo bene il suo esordio all’Inter, quasi da licenziamento in tronco.

Febbraio 2019: Marotta da poco nella stanza dei bottoni dell’Inter deve gestire la patata bollente Icardi. La storia è nota e non è certo questa la sede per raccontarla, ad ogni modo all’epoca Icardi era un asset importante dell’inter, aveva una clausola da 110 milioni e i nerazzurri covavano la speranza di fare una bella plusvalenza dalla sua cessione. Non andò così, a fine anno finì al PSG all’ultimo giorno di mercato per 55 milioni più la famosa clausola anti Juventus e all’epoca molti lo considerarono un mezzo fallimento, avendo fortemente svalutato un giocatore chiave.

Da ricordare in quella sessione di mercato anche il prestito senza diritto di riscatto di Perisic al Bayern Moncao (che poi vinse la champions) e di Naingollan, sbolognato al Cagliari con parte dello stipendio a carico delle casse nerazzurre.

 

L’anno successivo l’unico acquisto azzeccato fu Hakimi, che però arrivò insieme a due giocatori a fine corsa come Vidal e Kolarov. Qualcuno potrebbe però dire che questi ultimi erano stati richiesti espressamente da Conte e lui si sarebbe limitato ad eseguire per evitare che il salentino sbattesse i pugni sul tavolo e cominciasse con i suoi soliti piagnistei.

 

Tutto questo non per criticare un uomo, ma solo per offrire un diverso spunto di riflessione. Ora molti vedono Marotta come un messia, mentre quando era da noi il passatempo preferito dei tifosi era ricoprirlo di melma. All’Inter gli toccò la stessa sorte, piovvero sulla sua testa una sfilza di critiche, poi cancellate dalla vittoria dello scudetto.

 

Ora tutto viene riletto in una chiave diversa: la cessione “al ribasso” di Icardi, i prestiti secchi di Perisic e Naingollan sono visti ora come le fondamenta della costruzione di un gruppo vincente (pacificando lo spogliatoio, blindandolo da fughe di notizie destabilizzanti). E lui ne è uscito vincitore, ma non sono tutte rose e fiori. Marotta è sempre Marotta, è quello della pizza in sede con Witsel in attesa di un trasfer dalla Russia che non arriverà mai. Witsel, eh, mica Iniesta.

 

Ma come giustamente ha detto Paratici, le decisioni vanno giudicate in prospettiva.

Se pensiamo ai mercati di Marotta all’inter ci sono tante cose che hanno fatto storcere il naso ai tifosi interisti, ma per alcuni acquisti sbagliati (Vidal, Kolarov, Sanchez), va certo ricordato che ce ne sono stati altri certamente positivi: Lukaku, Barella e Hakimi per esempio (per me davvero devastanti). Chissà se tra cinque anni qualcuno si ricorderà di Kolarov. Di certo da noi in pochi si ricordano di Elia, perché l’attenzione va giustamente al ciclo di vittorie.

 

Paratici è nella stessa situazione, con la differenza che quest’anno lo scudetto non è arrivato. Ora siamo tutti a puntare il dito sul povero Ramsey, bollato come bidone, ma magari tra 5 anni di Ramsey non se ne ricorderà nessuno e si dirà che il regalo migliore di Paratici è stato Chiesa. Chissà.

 

Per concludere, per me non esiste un messia, come non credo siano tutti dei completi deficienti i dirigenti che si sono avvicendati alla guida della Juventus.  Marotta sapeva il fatto suo, al netto di qualche scivolone, così come Paratici. Gli errori si possono ingigantire (come ho fatto io di proposito in questo post ricordando le perle del buon Beppone), come si possono completamente cancellare vincendo un trofeo. Altre volte invece non ne bastano nove di fila per dimenticarsi di qualche errore.

 

Ci andrebbe un po’ di equilibrio e, come ha detto Paratici, guardare un po’ in prospettiva.

 

Il tempo è sempre galantuomo, i tifosi invece spesso non lo sono. Hanno la memoria corta e, troppo spesso, zero riconoscenza.

 

 

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Confermo paratici e una pippa.

Amico dei procuratori.e incapace a vendere..

Ancora paghiamo i suoi contratti.

Così sono bravo tutti.

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1 minuto fa, black mamba ha scritto:

"dai, non offendete Paratici, non si fa! Ecco, per esempio, offendete marotta già che ci siete" 

 

 

Paratici faceva contratti a tutti anche al tabaccaio alla cassiera del supermercato al fabbro..

Tanto mica pagava lui.

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Io credo che Paratici sia una persona molto competente e abbia pure l'occhio lungo, ma è stato messo in un ruolo che non gli competeva e ha sbagliato molto, resta cmq un talent scout tra i migliori in circolazione

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3 minuti fa, Bianco&NeroSemper ha scritto:

 

e a tutti dai 7 milioni in su

Con rinnovo..))))

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18 minuti fa, Notts County ha scritto:

Il tempo è sempre galantuomo, i tifosi invece spesso non lo sono. Hanno la memoria corta e, troppo spesso, zero riconoscenza.

Esattamente.

 

E aggiungo che hanno la presunzione/arroganza di volerne sapere di più (dal loro divano)

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11 minuti fa, Dada Life ha scritto:

Beh al posto di Paratici abbiamo Cherubini e Arrivabene 2 che di giocatori e di calcio non sanno nulla.

Per dire ad una persona che non sa o non è capace bisognerebbe almeno essere del mestiere, averci almeno parlato  con queste persone per farsi un'idea.

JE ha messo Arrivabene in società per amministrare/coordinare/supervisionare, è un manager con esperienza non nel calcio ma questo non vuol dire non essere capaci.

Su Cherubini, boh! Vediamo come si comporta prima di giudicare cosa sa fare e cosa no; di certo c'è che la gestione passata avrà fatto incetta di trofei ma ultimamente ha commesso errori a ripetizione.

L'idea che mi son fatto io è che la Proprietà e non A.A. abbia deciso di tornare sulla vecchia e sicura via, quella pre Ronaldo per intenderci, si fa un passo se lo si può fare altrimenti si aspetta quando si è pronti .

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Se veramente Arrivabene ricoprirà una carica operativa siamo alle porte di un cambiamento importante.

Il personaggio non è di secondo piano, chi segue la Ferrari lo sa bene.

Gli esiti di queste operazioni li vedremo nel tempo.

Paratici e Marotta sono stati due protagonisti di un ciclo unico e difficilmente ripetibile. 

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Tutta sta menata per cosa?

Ieri comandava Marotta, colpa di Marotta, oggi comanda Paratici colpa di Paratici, domani il capo sarà un altro e sarà colpa sua.

Funziona così da sempre.

Che poi il vero capo non si prende mai le colpe è possibile, visto che i sottoposti ci stanno per questo.

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53 minuti fa, Notts County ha scritto:

L’anno successivo l’unico acquisto azzeccato fu Hakimi

che adesso devono vendere per fare cassa .ghgh

 

Cmq nessuno è perfetto. E non sapremo mai tutti i motivi per cui è stato scelto un giocatore invece di un altro o perché è stato venduto o perché lo stipendio è eccessivo...

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Non ho letto tutto il post perché troppo lungo. Però si invita a avere la memoria lunga e a non bistrattare Paratici e poi, almeno l'inizio, è solo un misconoscimento di qualsiasi cosa abbia fatto Marotta alla Juve. In pratica ci si lamenta che i tifosi trattano Paratici come uno che ci ha mandato in b e poi Marotta viene trattato come uno che ci ha mandato in c. Insomma, un poco di equilibrio.

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Gli eccessi sono sempre da "condannare" ed anche l'autore del topic sembra che si sia lasciato andare abbondantemente ad una certa animosità nel paragone tra Marotta e Paratici. Ora si ragiona su un arco temporale di 11 anni ed il bilancio di Paratici così come  quello di Marotta è straordinariamente positivo per loro e per la Juve. In mezza a tanta luce, anche qualche pallida ombra in una giornata senza sole, come lo è stato l'ultimo anno, può assumere le sembianze del buio e delle tenebre. Io credo di non aver mai criticato nessuno dei due senza chiamare in causa la proprietà perchè quando una squadra è condannata al play trading ogni anno, con un bisogno fisiologico di plusvalenze importanti, è chiaro che le scelte di mercato ne sono una conseguenza. I parametri zero da un lato e la vendita dei giocatori di prospettiva, come è stato Pogba, Kean, Spinazzola, lo stesso Erme Can, se considerati come frutto di meditate e consapevoli scelte di mercato e non come necessità di sistemare il bilancio, in primis, sarebbero da ricovero in ospedale psichiatrico. Poi, e solo poi, si può discutere su certe "scelte" perchè che Ramsey fosse fragile fisicamente era arci noto così come la leggerezza di non sapere che Suarez non fosse comunitario, ma lo stesso fece Marotta con Kedhira, mollato dal Real solo per ragioni fisiche o per la pessima figura Draxler, Witsel, Hernanes. Paratici per me resta uno straordinario talent scout, forse gli manca ancora la lungimiranza nel portare a termine determinate strategie di rafforzamento della squadra. Ma una cosa sola mi sento di poterla dire. Viva le critiche, quando sono corrette nella forma e costruttive perchè altrimenti si va all'omologazione del pensiero unico. Moggi, ad esempio, quando qualcuno osava evidenziare certe incredibili operazioni di mercato (Blanchard, Mirkovic. Zanchi, Oliseh, Bachini, Fresi, O'Neill, Esnaider, Dimas, Pecchia e si potrebbe continuare con la vendita di Henry, di Vieri, di Jugovic ecc) si risentiva come per lesa maestà. E lo stesso Conte che, molti lo hanno dimenticato, ma molti lo hanno deificato, quando qualcuno qui dentro faceva notare quei cambi ridicolo, l'85 e 88 e sempre gli stessi, una punta per una punta, un centrocampista per un centrocampista ecc,  era tacciato di nerazzurraggine.   Impariamo tutti ad essere continuamente messi in discussione, come il nostro Presidente che anche lui ne avrebbe bisogno, e cresciamo tutti attraverso lo scambio di idee, di opinioni, di visioni perchè tutti abbiamo un unico, solo desiderio, che la juve resti nell'elite del calcio mondiale.         

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I meriti delle nostre vittorie sono della proprietà non certo di paratici che semmai ha rallentato la crescita.

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Io l'ho sempre detto che i manager della mutua sono i migliori .

Perché ?

Perché chi fa sbaglia , chi non fa non sbaglia MAI

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In pratica si critica chi da addosso a paratici ....dando addosso al lavoro di marotta

Sono figure che si prestano male ad essere giudicate dal di fuori, non sappiamo che obiettivi gli sono stati dati, quanta umportanza aveva il bilancio sull'aspetto sportivo ecc ecc 

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47 minuti fa, Gianco ha scritto:

Tutta sta menata per cosa?

Ieri comandava Marotta, colpa di Marotta, oggi comanda Paratici colpa di Paratici, domani il capo sarà un altro e sarà colpa sua.

Funziona così da sempre.

Che poi il vero capo non si prende mai le colpe è possibile, visto che i sottoposti ci stanno per questo.

Shit rolls downhill

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Un po’ di equilibrio non guasterebbe..

che paratici sia un ottimo ds non c’è dubbio come anche indubbia è stata la sua inadeguatezza nel trovarsi a gestire tutto da solo.

Ora capisco che a livello umano dispiaccia vederlo piangere in conferenza e sentire le parole al miele che ha avuto per la Juventus, però basta guardare dove eravamo quando ha preso pieni poteri 3 anni fa e dove ci ha lasciato oggi che se ne va per rendersi conto di quanto è stato dannoso negli ultimi tempi.

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E' sempre educativo ed interessante leggere un forum così intriso di pareri competenti nella gestione di una società (calcistica).

 

Nella vita c'è sempre da imparare.

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