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Deborah J

Cherubini a TS: "Con Kean abbiamo anticipato il futuro. Haaland un rimpianto. Dybala centrale nel progetto, siamo fiduciosi sul rinnovo. Su CR7 e Locatelli..."

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Estratto intervista a Cherubini di Tuttosport

 

“Non esiste una regola che ti obblighi a chiudere un affare dopo il secondo incontro e sinceramente cene meme e gli incontri con Carnevali mi hanno fatto sorridere” 

 

Volevamo Haaland dal Molde. È un rimpianto. Nel futuro? Difficile. Kaio Jorge ha talento ed è sempre concentrato sul calcio. Il suo infortunio è un peccato.  Kean è più maturo. Dybala è centrale nel progetto

 

Iniziamo sempre tutte le gare con l'obiettivo di vincerla. Le trattative con Locatelli sono durate tanto perché oggi ogni milione conta. Grandi trasferimenti? Ne faremo ancora ma investiremo sui giovani talenti. Siamo fiduciosi sul prolungamento del contratto di Dybala.  La crisi del COVID ha colpito duramente i club. Non i giocatori al momento. Il City non aveva intenzione di pagarci per Cristiano. Lo United ha mostrato più rispetto. Il problema dei calendari è evidente. Siamo uno dei più penalizzati.

 

JustJuve

 


 

 

Federico Cherubini, erede di Fabio Paratici alla Juventus, parla del progetto bianconero in una lunga intervista a Tuttosport. Partendo dall'addio di Cristiano Ronaldo, finito al Manchester United negli ultimi giorni di mercato: "L'ambizione e la volontà è quella di mantenere una squadra competitiva, perché è il primo paletto del club, sempre. Ma attraverso un progetto diverso, che passerà da un ringiovanimento che cambierà, inevitabilmente, il volto della rosa. Se prima c'erano giocatori con un peso specifico e un background di spessore, nel nuovo corso ci sarà un valore potenziale che l'allenatore dovrà sviluppare, fermo restando che in queste due settimane abbiamo avuto 16 nazionali in giro. Restiamo molto competitivi e non cambiamo il punto di arrivo che è sempre la vittoria, ma con una strada differente". 


DAI GIOCATORI PRONTI ALLE POTENZIALITA' - "Sì, con un progetto che chiude un po' il cerchio su quella che è una strategia di ancora più ampio periodo perché è iniziata qualche anno fa, quando è stato avviato il progetto della seconda squadra. Tra gli obiettivi c’è quello di portare stabilmente, e non in modo saltuario, dei prodotti della filiera in prima squadra. E non come appendice, ma proprio come elementi che siano nei 22 giocatori che si alternano da titolari". 

LA ROSA - "Beh, intanto la Juventus non ha una rosa di soli "potenziali", ma ha anche molti giocatori esperti come Chiellini, Bonucci, Danilo, Dybala, Morata, Cuadrado e lo stesso De Ligt che possono dare un contribuito di esperienza. Sono forse meno rispetto al passato, è vero, ma ci sono. E poi, quando parlo di "giocatori di potenzialità", non parlo di ragazzini, ma sono nazionali e hanno una dimensione internazionale riconosciuta. Certo, possono e devono fare uno step ulteriore. Insomma, se devo pensare alla Juventus del futuro, non penso a una Juventus di una squadra che alleva i talenti in chiave mercato, ma di una squadra che compete per vincere". 

LA COMPETITIVITA' - "Il primo punto, l'ho detto e lo ribadisco, resta la competitività: l'obiettivo è vincere ogni competizione alla quale partecipiamo, la sfida è riuscire a farlo con un progetto diverso. Sì, il rischio sportivo si alza un po' di più, questo è evidente. Ma noi dobbiamo compensare questo rischio con la cultura del lavoro, la solidità, la storia del club, la disciplina, tutti aspetti che rendono questa società unica e che ci viene riconosciuto da molti ragazzi, spesso stranieri. E’ bello che abbiano questa percezione del nostro ambiente. E’ un valore, forse il più forte che abbiamo e che non dobbiamo mai perdere di vista. In questo senso, l'idea di riportare nel club dei nostri ex calciatori è importante, perché sono portatori del Dna. Abbiamo figure storiche come Nedved e Pessotto, ma il rientro di Storari e Padoin, per esempio, manda segnali che vanno in questa direzione, perché sono i testimoni di questa cultura e sanno come portarla avanti". 

IL MERCATO - "Abbiamo un piano di investimenti per i prossimi anni e sappiamo già quanto potremmo spendere sul mercato. E sono convinto che potremo cogliere altre opportunità, ovviamente orientate al tipo di campagna acquisti che abbiamo condotto finora: giovani con grandi potenzialità e, possibilmente, italiani. Anche se bisogna essere cauti nel fare previsioni, bisogna capire che tipo di mercato tornerà quando si attutiranno definitivamente gli effetti della pandemia. Quest'anno c'è stato un mercato schizofrenico: a un problema economico globale, ci sono state risposte domestiche molto differenti, anche per circostanze differenti". 

HAALAND - "Niente corsa ad Haaland e un colpo alla Haaland in stile Dortmund col Salisburgo? Sì, seguendo l'ordine delle cose direi di sì, poi stiamo alla finestra e guardiamo se capitano delle opportunità. Non vorrei precludere niente a prescindere. Una cosa è certa: qualsiasi investimento andrà nella direzione di un profilo giovane. È completamente fuori dal nostro piano investire su altri giocatori". 
 

RIMPIANTO HAALAND - "Dico sì, sarebbe stupido rispondere in modo diverso. Tutto, però, va contestualizzato. C'è un tema quando ti approcci a un giocatore di quell'età da squadra italiana, ed è il tema del prestito che spaventa i giovani (il norvegese era ancora al Molde, ndr). Eravamo all'inizio del progetto della seconda squadra e la prospettiva che potevamo offrire ad Haaland era, ai suoi occhi, forse meno allettante, perché il circuito dei prestiti è un deterrente per i profili come il suo. Oggi saremmo attrezzati forse in modo diverso per far fronte alla domanda che ti pone un giocatore della sua età, cioè: che prospettive ho, firmando per voi?". 

 

RINNOVO DYBALA – «Ottimismo corretto? Si. In giro aumenta la tendenza a liberarsi a parametro e quasi tutte le squadre in Italia hanno qualche problema di rinnovo. Però sono tranquillo. Diciamo che, come per Locatelli, non mi interessa metterci un incontro in più se alla fine raggiungo un accordo soddisfacente. E c’è l’intenzione da tutte le parti di raggiungere un accordo soddisfacente. Non lo ordina nessuno che si debba chiudere al secondo incontro. Poi le parodie sui tanti pranzi con Carnevali mi hanno anche fatto sorridere. La volontà è chiara ed è stata espressa da Allegri. Dybala ha una centralità nel progetto, credo che abbia l’età e le caratteristiche per farlo. Poi quella centralità tecnica non significa che si deve caricare tutta la Juventus sulle sue spalle, perché ci sono giocatori che possono trascinare la squadra insieme a lui. Se si gira vede Bonucci e Chiellini e si sente in buona compagnia».

SU KAIO JORGE - "Ecco, torniamo alle opportunità di cui parlavamo, con Allegri pensavamo di aggiungere qualcosa a centrocampo, che è stato Locatelli. L'altro era un centravanti giovane, un vice di Morata, e in questo senso Kaio Jorge è stata una risposta perfettamente in linea con il progetto. È un 2002, con caratteristiche interessantissime. Mi spiace per l'infortunio, ma è arrivato con grandissimo entusiasmo: è un ragazzo super professionale, sta lavorando tanto per recuperare e, quando parli con lui, capisci che è molto focalizzato sul calcio. Mi trasmette il piacere di stare qui e di apprendere dai suoi compagni, almeno così è stato nei primi giorni di allenamento con la squadra. Sono curioso di vedere cosa potrà fare, ma ho la consapevolezza che abbia grandi potenzialità". 

SU IHATTAREN - "Per esempio, l'altro 2002 che abbiamo preso, Ihattaren, si sarebbe trovato davanti una serie di giocatori con le stesse caratteristiche e non avrebbe giocato molto. Per cui abbiamo percorso la via del prestito per dargli l'opportunità di esprimersi, anche perché ha fatto tante partite fra i grandi e da noi si sarebbe trovato in un limbo. Kaio da noi può crescere e ambientarsi in una situazione più protetta: arriva da un altro continente e per un ragazzo di 19 anni questo ha sempre un peso importante. Ihattaren arriva da un campionato europeo, è già più pronto ad affrontare il calcio italiano". 

SU LOCATELLI - "È stata una trattativa molto trasparente per cui forse ha dato l’impressione di essere lunga. Raccontare che non ci stessimo vedendo quando in realtà lo stavamo facendo sarebbe stato irrispettoso, non avevamo nulla da nascondere. Ma per capire la durata, è necessario fare un passo indietro fino al giorno della mia presentazione, quando dissi che la squadra, per me e per l'allenatore, era competitiva e che avremmo affrontato un mercato nel quale eventualmente cogliere le occasioni. In teoria, in pura teoria, avremmo potuto non fare nessuna operazione. Diciamo che poi è intervenuto un evento esterno come l'intervento chirurgico di Arthur e così abbiamo pensato che avremmo potuto anticipare questo piano di investimento e mettere a disposizione di Allegri un elemento in più a centrocampo, anche per migliorare il reparto, innestando un giocatore perfettamente in linea con il piano di sviluppo che caratterizzerà i prossimi anni. Giovani, possibilmente italiani". 

STIPENDI BASSI - "È noto che la nostra politica sia quella del contenimento dei costi, compresi gli ingaggi". 

I TEMPI PER LOCATELLI - "Legittimamente le due parti volevamo mantenere dei punti fermi. Per loro era un aspetto di natura economica, per noi di natura finanziaria e quindi si è verificato questo allungarsi nei tempi. Alla fine è stata una di quelle trattative dalle quali ti alzi felice e scontento insieme, in cui cioè devi mollare qualcosa e qualcosa ottieni". 

 

Calciomercato.com

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3 minuti fa, Deborah J ha scritto:

Ne faremo ancora ma investiremo sui giovani talenti.

Allora non fatevi sfuggire Damsgaard.

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2 minuti fa, pablito77! ha scritto:

Rimpianto non averlo preso dal Molde e poi insistere non prendendolo un paio di anni fa. 

Lo avremmo bruciato. Tuttora sarebbe in panchina a guardare i Pandev, i Caputo, gli Zapata ecc ecc

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2 minuti fa, pablito77! ha scritto:

Rimpianto non averlo preso dal Molde e poi insistere non prendendolo un paio di anni fa. 

Boh... secondo me se l'avessimo preso dal Molde non so se avrebbe avuto quell'accelerazione di carriera che ha avuto... E' dominante ma aver giocato subito in prima squadra, seppur in Austria, ha avuto un gran peso sulla crescita... Da noi avrebbe fatto Primavera per poi, forse, far panchina...

Quell'Haaland non è quello che vediamo oggi... E' veramente esploso, anche fisicamente...

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1 minuto fa, Marko94 ha scritto:

Lo avremmo bruciato. Tuttora sarebbe in panchina a guardare i Pandev, i Caputo, gli Zapata ecc ecc

Eh lo so, gli preferirono Higuain che era ormai al capolinea. 

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Adesso, zbozzige ha scritto:

Boh... secondo me se l'avessimo preso dal Molde non so se avrebbe avuto quell'accelerazione di carriera che ha avuto... E' dominante ma aver giocato subito in prima squadra, seppur in Austria, ha avuto un gran peso sulla crescita... Da noi avrebbe fatto Primavera per poi, forse, far panchina...

Quell'Haaland non è quello che vediamo oggi... E' veramente esploso, anche fisicamente...

Infatti il mio rimpianto è per non averlo preso dal Salisburgo. Alla fine si trattava di mollare Kulusevski e puntare su di lui. 

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Se cercate bene, scoprirete che il mondo è pieno di potenziali Haaland.

Bisogna solo girare, guardare molte partite ed essere minimamente in grado di capire quando un adolescente, o poco più, sia promettente o meno, anche da piccoli dettagli.

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3 minuti fa, Furia Ceca1985 ha scritto:

Intervista molto interessante.la cosa e' chiara mai più colpi folli.mi da l'idea che cherubini sia molto più ferrato di paratici nel ruolo di ds.

Credo siano input societari diversi.

Probabilmente in società avranno detto anche basta ad ingaggi folli .

Il che mi trova d'accordo

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8 + 2 al numero 10 mi sembra che si continui con gli ingaggi folli , vi faccio presente che Lautaro... titolare dell'argentina si accontenta ... per dire di 6.5

Lui al centro del progetto ???? mi fa paura panca 90 minuti anche ieri

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Due-tre anni di progetto giovani e probabili vacche magre credo non ce li levi forse nessuno.

Attualmente abbiamo appena cominciato una fase di riequilibrio dove per prima cosa vanno fatti scadere certi contratti assurdi, puntando esclusivamente sui giovani magari di qualità.

 

Obbiettivi sportivi credo quelli minimi.

Ovvero quelli che portano soldi.

Qualificazione Champions alla fase finale, stare nelle prime quattro in campionato.

Speriamo bene per la seconda, non si preannuncia cosa facile.

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Federico Cherubini, erede di Fabio Paratici alla Juventus, parla del progetto bianconero in una lunga intervista a Tuttosport. Partendo dall'addio di Cristiano Ronaldo, finito al Manchester United negli ultimi giorni di mercato: "L'ambizione e la volontà è quella di mantenere una squadra competitiva, perché è il primo paletto del club, sempre. Ma attraverso un progetto diverso, che passerà da un ringiovanimento che cambierà, inevitabilmente, il volto della rosa. Se prima c'erano giocatori con un peso specifico e un background di spessore, nel nuovo corso ci sarà un valore potenziale che l'allenatore dovrà sviluppare, fermo restando che in queste due settimane abbiamo avuto 16 nazionali in giro. Restiamo molto competitivi e non cambiamo il punto di arrivo che è sempre la vittoria, ma con una strada differente". 


DAI GIOCATORI PRONTI ALLE POTENZIALITA' - "Sì, con un progetto che chiude un po' il cerchio su quella che è una strategia di ancora più ampio periodo perché è iniziata qualche anno fa, quando è stato avviato il progetto della seconda squadra. Tra gli obiettivi c’è quello di portare stabilmente, e non in modo saltuario, dei prodotti della filiera in prima squadra. E non come appendice, ma proprio come elementi che siano nei 22 giocatori che si alternano da titolari". 

LA ROSA - "Beh, intanto la Juventus non ha una rosa di soli "potenziali", ma ha anche molti giocatori esperti come Chiellini, Bonucci, Danilo, Dybala, Morata, Cuadrado e lo stesso De Ligt che possono dare un contribuito di esperienza. Sono forse meno rispetto al passato, è vero, ma ci sono. E poi, quando parlo di "giocatori di potenzialità", non parlo di ragazzini, ma sono nazionali e hanno una dimensione internazionale riconosciuta. Certo, possono e devono fare uno step ulteriore. Insomma, se devo pensare alla Juventus del futuro, non penso a una Juventus di una squadra che alleva i talenti in chiave mercato, ma di una squadra che compete per vincere". 

LA COMPETITIVITA' - "Il primo punto, l'ho detto e lo ribadisco, resta la competitività: l'obiettivo è vincere ogni competizione alla quale partecipiamo, la sfida è riuscire a farlo con un progetto diverso. Sì, il rischio sportivo si alza un po' di più, questo è evidente. Ma noi dobbiamo compensare questo rischio con la cultura del lavoro, la solidità, la storia del club, la disciplina, tutti aspetti che rendono questa società unica e che ci viene riconosciuto da molti ragazzi, spesso stranieri. E’ bello che abbiano questa percezione del nostro ambiente. E’ un valore, forse il più forte che abbiamo e che non dobbiamo mai perdere di vista. In questo senso, l'idea di riportare nel club dei nostri ex calciatori è importante, perché sono portatori del Dna. Abbiamo figure storiche come Nedved e Pessotto, ma il rientro di Storari e Padoin, per esempio, manda segnali che vanno in questa direzione, perché sono i testimoni di questa cultura e sanno come portarla avanti". 

IL MERCATO - "Abbiamo un piano di investimenti per i prossimi anni e sappiamo già quanto potremmo spendere sul mercato. E sono convinto che potremo cogliere altre opportunità, ovviamente orientate al tipo di campagna acquisti che abbiamo condotto finora: giovani con grandi potenzialità e, possibilmente, italiani. Anche se bisogna essere cauti nel fare previsioni, bisogna capire che tipo di mercato tornerà quando si attutiranno definitivamente gli effetti della pandemia. Quest'anno c'è stato un mercato schizofrenico: a un problema economico globale, ci sono state risposte domestiche molto differenti, anche per circostanze differenti". 

HAALAND - "Niente corsa ad Haaland e un colpo alla Haaland in stile Dortmund col Salisburgo? Sì, seguendo l'ordine delle cose direi di sì, poi stiamo alla finestra e guardiamo se capitano delle opportunità. Non vorrei precludere niente a prescindere. Una cosa è certa: qualsiasi investimento andrà nella direzione di un profilo giovane. È completamente fuori dal nostro piano investire su altri giocatori". 
 

RIMPIANTO HAALAND - "Dico sì, sarebbe stupido rispondere in modo diverso. Tutto, però, va contestualizzato. C'è un tema quando ti approcci a un giocatore di quell'età da squadra italiana, ed è il tema del prestito che spaventa i giovani (il norvegese era ancora al Molde, ndr). Eravamo all'inizio del progetto della seconda squadra e la prospettiva che potevamo offrire ad Haaland era, ai suoi occhi, forse meno allettante, perché il circuito dei prestiti è un deterrente per i profili come il suo. Oggi saremmo attrezzati forse in modo diverso per far fronte alla domanda che ti pone un giocatore della sua età, cioè: che prospettive ho, firmando per voi?". 

SU KAIO JORGE - "Ecco, torniamo alle opportunità di cui parlavamo, con Allegri pensavamo di aggiungere qualcosa a centrocampo, che è stato Locatelli. L'altro era un centravanti giovane, un vice di Morata, e in questo senso Kaio Jorge è stata una risposta perfettamente in linea con il progetto. È un 2002, con caratteristiche interessantissime. Mi spiace per l'infortunio, ma è arrivato con grandissimo entusiasmo: è un ragazzo super professionale, sta lavorando tanto per recuperare e, quando parli con lui, capisci che è molto focalizzato sul calcio. Mi trasmette il piacere di stare qui e di apprendere dai suoi compagni, almeno così è stato nei primi giorni di allenamento con la squadra. Sono curioso di vedere cosa potrà fare, ma ho la consapevolezza che abbia grandi potenzialità". 

SU IHATTAREN - "Per esempio, l'altro 2002 che abbiamo preso, Ihattaren, si sarebbe trovato davanti una serie di giocatori con le stesse caratteristiche e non avrebbe giocato molto. Per cui abbiamo percorso la via del prestito per dargli l'opportunità di esprimersi, anche perché ha fatto tante partite fra i grandi e da noi si sarebbe trovato in un limbo. Kaio da noi può crescere e ambientarsi in una situazione più protetta: arriva da un altro continente e per un ragazzo di 19 anni questo ha sempre un peso importante. Ihattaren arriva da un campionato europeo, è già più pronto ad affrontare il calcio italiano". 

SU LOCATELLI - "È stata una trattativa molto trasparente per cui forse ha dato l’impressione di essere lunga. Raccontare che non ci stessimo vedendo quando in realtà lo stavamo facendo sarebbe stato irrispettoso, non avevamo nulla da nascondere. Ma per capire la durata, è necessario fare un passo indietro fino al giorno della mia presentazione, quando dissi che la squadra, per me e per l'allenatore, era competitiva e che avremmo affrontato un mercato nel quale eventualmente cogliere le occasioni. In teoria, in pura teoria, avremmo potuto non fare nessuna operazione. Diciamo che poi è intervenuto un evento esterno come l'intervento chirurgico di Arthur e così abbiamo pensato che avremmo potuto anticipare questo piano di investimento e mettere a disposizione di Allegri un elemento in più a centrocampo, anche per migliorare il reparto, innestando un giocatore perfettamente in linea con il piano di sviluppo che caratterizzerà i prossimi anni. Giovani, possibilmente italiani". 

STIPENDI BASSI - "È noto che la nostra politica sia quella del contenimento dei costi, compresi gli ingaggi". 

I TEMPI PER LOCATELLI - "Legittimamente le due parti volevamo mantenere dei punti fermi. Per loro era un aspetto di natura economica, per noi di natura finanziaria e quindi si è verificato questo allungarsi nei tempi. Alla fine è stata una di quelle trattative dalle quali ti alzi felice e scontento insieme, in cui cioè devi mollare qualcosa e qualcosa ottieni". 

 

CM

 

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Lunga intervista a Federico Cherubini sulle pagine di Tuttosport. Spazio alle dichiarazioni del nuovo direttore sportivo bianconero sulla cessione di Cristiano Ronaldo al Manchester United. "CR7? Zero margini, anche per il modo in cui ci ha parlato" dice il dirigente. Ecco le sue parole a riguardo: "Diciamo subito che margini per trattenerlo non ce n’erano. Una volta che Cristiano Ronaldo ci parla nel modo in cui ci ha parlato, non ci può essere epilogo diverso. In quei giorni è stato molto diretto, esprimendo la sua volontà. Non potevamo costringere una persona a rimanere in un contesto che non riconosceva più", conclude il dirigente della Juventus sull'addio di Cristiano Ronaldo.

 

TMW

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Una delle priorità sue e della Juve è rinnovare a uno non convocato per la Coppa America, poi vinta, dalla propria nazionale e ora convocato,ma considerato una riserva e neanche tanto fondamentale.

Ridimensionamento totale!

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8 minuti fa, sergio 1157 ha scritto:

Credo siano input societari diversi.

Probabilmente in società avranno detto anche basta ad ingaggi folli .

Il che mi trova d'accordo

Molto probabilmente si.ci sarà da soffrire e stringere i denti per un paio di anni.

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2 minuti fa, storia di una grande amore ha scritto:

Rimpianto per cosa? Lo prendi a 18 anni e poi a 21 questo piglia e chiede la cessione per un club che vuole primeggiare in Europa con i fatti e non solo a parole. Onestamente non ho tutti questi rimpianti

Qui ormai neppure a parole.

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9 minuti fa, stefano62 ha scritto:

8 + 2 al numero 10 mi sembra che si continui con gli ingaggi folli , vi faccio presente che Lautaro... titolare dell'argentina si accontenta ... per dire di 6.5

Lui al centro del progetto ???? mi fa paura panca 90 minuti anche ieri

Vabbè Dybala prende ancora oggi 7,5 netti e se mi permetti ha dimostrato molto più di Lautaro che sono 2 anni che ha iniziato ad ingranare. Pure Danilo è il titolare del Brasile e prende 4 milioni 

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Gli altri nazionali sono tornati a casa belli freschi e carichi. Basta vedere il post di Sensi. L'unico vero infortunato è stato Chiesa che ha lasciato la nazionale per ultimo. Per non parlare dello schifo dei sudamericani che non possono giocare. Mi raccomando, sempre silenti e sportivi. 

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Con i giovani solamente non si vince niente. Per non parlare della Champions. Progetto ridimensionamento totale. E poi, quando il giovane esplode che facciamo? Lo cediamo al Real? 

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