Assegnato in sede redigente alla settimana commissione del Senato (iter velocizzato) un ddl a firma del FdI Matteo Gelmetti e del presidente della Lazio. Nel mirino le società di calcio controllate da fondi internazionali. Che in Italia oggi sono due: in Serie A l’Inter e in serie B il Monza   La prima firma è quella del senatore veronese di Fratelli di Italia, Matteo Gelmetti. Ma è la seconda quella che conta: quella di Claudio Lotito, senatore di Forza Italia, ma soprattutto presidente della società di calcio Lazio. È la coppia che ha ideato il disegno di legge “Disposizioni in materia di trasparenza nella proprietà delle società sportive professionistiche del settore calcistico”, appena assegnato per la discussione alla settima commissione di palazzo Madama in sede redigente, procedura che ne velocizza molto l’iter consentendo di approvare lì i singoli articoli per poi votare in aula solo il testo complessivo senza più discuterlo.   Occhi puntati sul fondo Oaktree a Milano e sul fondo Blv cui Fininvest ha ceduto il Monza Nel mirino di Lotito e Gelmetti ci sono le società di calcio possedute da fondi multinazionali di investimento. Secondo i due senatori di maggioranza infatti «negli ultimi anni, si è assistito a un crescente coinvolgimento di fondi di investimento nella proprietà dei club calcistici che potrebbe generare rischi sotto diversi profili» sotto il profilo della trasparenza. L’affermazione è relativamente vera per il mercato italiano, che è il solo che può essere sottoposto a queste norme di legge. Perché di fatto ci sono al momento solo due società in questa condizione. La prima è in Serie A, ed è l’Inter, rilevata dal fondo californiano Oaktree da poco inglobato in un altro fondo multinazionale con sede in Canada, il Brookfield Asset Management. La seconda squadra è invece il Monza, ora in serie B, che la Fininvest ha venduto a settembre al fondo americano Becket Layne Ventures (Blv).   Pubblico l’elenco degli azionisti oltre il 5%. Se no multa fra 1 e 5 milioni e via un punto in classifica ogni settimana L’obbligo di comunicazione dei vari azionisti del fondo spetta secondo il disegno di legge alle stesse società sportive, quindi all’Inter e al Monza- che oltre all’elenco degli azionisti oltre il 5% del capitale del fondo, devono comunicare a Figc e Anac anche «la provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisizione delle partecipazioni» e le «eventuali relazioni con altre società sportive professionistiche italiane o straniere». Se questi dati non fossero comunicati scatterebbero sanzioni ancora più pesanti. Il rappresentante legale della società di calcio sarebbe punibile «con la reclusione fino a un anno». La società calcistica dovrebbe pagare «una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000.000 a 5.000.000 di euro», e soprattutto subirebbe la penalizzazione di un punto in classifica per ogni settimana di ritardo nelle comunicazioni dovute.   Fonte: Open.Online