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ilsenzasonno7

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  1. Ragionamento sul livello generale del campionato under 17 che in parte condivido (infatti anche sull'europeo vinto ero stato abbastanza critico sul livello generale), mentre quella su Corigliano nasce da un presupposto che, secondo me non ha il senso di esistere... Tralasciando inoltre che questa squadra giochi da 2 anni praticamente senza Elimoghale, quindi già depotenziata di suo. Perché allora potremmo togliere all'Empoli Perillo (26 reti complessive) e vediamo come si sarebbe posizionata in campionato... Poi che potenzialmente (faccio un esempio) il centrocampo dell'under 15 (soprattutto) e dell'under 16 siano superiore a quello dell'under 17 ci sta, o che l'under 16 presenti un livello in cui la qualità generale sia mediamente più alta, l'importante alla fine è avere quei 2/3 elementi (un Corigliano, Elimoghale) che si distinguono in modo significativo rispetto agli altri. Mio pensiero...
  2. Bravi.!!! Un secondo tempo sicuramente in cui siamo stati troppo attendisti e passivi, ma comunque abbiamo avuto 2 occasioni clamorose (sia per il 2- che per il 2-1). Loro poca cosa tecnicamente parlando. Comunque magari anche il caldo (o probabilmente l'umidità) ha influito sulla nostra partita, soprattutto vedendo almeno 6 giocatori avversari avere problemi di crampi.
  3. Aggiungi questo...
  4. Nelle proteste ricordano tanto quelli della prima squadra...
  5. Si. L'ultima azione è la manifestazione che se avessimo spinto leggermente questa partita sarebbe stata già chiusa
  6. Dai... 1-0 per ora con rigore realizzato da Paonessa. Ma non era chiara occasione da gol!? Si dopo i primi 10 minuti abbiamo sicuramente preso il controllo. Secondo me c'è il timore di subire la loro fisicità nelle ripartenze e questo ci sta leggermende limitando.
  7. ilsenzasonno7

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Anche stasera per chi è interessato c'è l'opportunità di vedere i nostri ragazzi dell'under 17. Dettaglio aggiuntivo: si gioca contro la seconda squadra di Milano... Su vivoazzurrotv o sky per chi lo possiede ancora...
  8. Primo contratto da professionista per Pietro Salvai Una giornata speciale per Pietro Salvai, che firma il suo primo contratto da professionista con la Juventus: l’attaccante bianconero dell’Under 16 prosegue così il suo percorso di crescita all’interno del settore giovanile del nostro Club. Classe 2010, Salvai si è reso protagonista di grandi prestazioni negli scorsi mesi prima con l’Under 15 e ora con l’Under 16, raggiungendo la convocazione nella nazionale italiana giovanile e conquistando anche la vittoria dello Scudetto Under 16, realizzando uno splendido gol su punizione nella finale vinta 3-0 contro l’Inter. Un traguardo che conferma sempre più il lavoro fatto dalla Juventus con talenti sin dalla giovanissima età: congratulazioni Pietro, ci vediamo in campo! Direttamente dal sito della Juventus Mancino alla Dybala e pennellata Scudetto: Juventus, il piede che incanta l’Italia adesso fa sognare Prima la crescita in granata, poi l’esplosione in maglia bianconera: il classe 2010 nato per giocare le partite che contano Siamo al 28' della finale Scudetto. L'arbitro assegna un calcio di punizione dai 25 metri. Il tempo si ferma, ma sugli spalti lo sanno già tutti. Sanno esattamente dove andrà a morire quel pallone, perché Pietro Salvai ci ha abituati così: alle traiettorie impossibili, a quel mancino tagliente che sembra disegnato con il goniometro. Un piede rarissimo, capace di fare la differenza ovunque, ma che quando la pressione sale e il palcoscenico scotta, diventa pura poesia. Una pennellata chirurgica all’incrocio dei pali. Una traiettoria imprendibile che spacca la finale U16 A-B in due e traccia la strada verso il trionfo per 3-0. Per chiunque sarebbe il gol della vita. Per Salvai è semplicemente la normalità di un talento puro, nato e cresciuto nel fango della gavetta e oggi protagonista indiscusso nell’Olimpo più esclusivo del calcio. DA VIGONE ALLA JUVENTUS FINO ALLA MAGLIA AZZURRA Siamo a Vigone, sponda Vicus 2010, e proprio in quel contesto muove i primi passi un certo Pietro Salvai. L’accademia è fondata da un uomo che di sacrifici e di scalate, se ne intende eccome: Davide Nicola. In quel contesto Salvai si mette subito in mostra, a tal punto che il Torino arriva e gli apre le porte del grande calcio. Sei anni, sei anni di altissimo livello per lui con la maglia granata, e poi l’esplosione nell’annata 22-23 con 13 presenze e 9 gol all’attivo. Una firma, un documento ben riconoscibile, un segnale chiaro per la Juventus, che lo chiama a sé e lo aggrega definitivamente al gruppo. Salvai ci mette poco, anzi pochissimo, a far capire ai bianconeri di aver fatto la scelta giusta. 19 presenze, 18 reti in un contesto ipercompetitivo come quello dell’Under 15 A-B. Strega tutti, brucia le tappe, e si merita un riconoscimento importante, anzi due: il primo arriva in casa, dalla Juve, che decide di portarlo in Under 16 (un 2010 fra i 2009) da sott’età per la semifinale contro la Roma. Il secondo riconoscimento arriva dalla Nazionale, che lo convoca per le prime partite ufficiali in U15. E lui cosa fa? Riesce clamorosamente ad alzare il livello ancora una volta, quasi come se non ci fossero limiti all’umano. La carta d’identità sembra un documento creativo, perché questo ragazzo sembra ben lontano dai coetanei sia per mentalità che per attitudine. Eh si, perché prima in Nazionale stampa 3 gol nelle prime 4 presenze e afferma definitivamente la sua grandezza. Poi, quando si aggrega ai classe 2009 nel finale di stagione, li trascina in finale con due assist pazzeschi nella sfida decisiva contro la Roma: all’11’ riceve palla spalle alla porta, la protegge con una grande giocata e offre a Demichelis un assist perfetto per sbloccare la sfida. Il secondo lampo arriva al 30’: stop, testa alta e assist al bacio per Santa Maria, che sfrutta il tocco e realizza ancora. IL GRANDE SALTO E LA FIRMA SULLO SCUDETTO Poi arriva il grande salto, quello che solo i grandi sanno fare: l’evoluzione nel gioco, nello stile, nel sacrificio. Salvai infatti, oltre ai dribbling ubriacanti ed alla grandissima capacità di leggere il gioco, inizia sempre più a sacrificarsi, a svolgere compiti difensivi, a giocare con la squadra e per la squadra. E questo lo aiuta a disputare una stagione superlativa anche in Under 16, seppur fermata da qualche infortunio che ne ha ovviamente intaccato il minutaggio e la presenza in campo. Chiude comunque la regular season con un gol ogni 84 minuti in appena 13 presenze, ma come sempre tiene il bello per quando si alzano i palcoscenici, per quando si alza il livello: gol in semifinale, ma soprattutto firma indelebile in finale. Rincorsa breve, passi contati, sinistro a giro a scavalcare la barriera e palla sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per chiunque. È la pennellata d’autore, quella che spacca in due il derby d’Italia bloccato e spigoloso della prima mezz'ora, quella che mette il suo nome in modo indelebile nella storia bianconera. Completano il capolavoro poi Pipitò e Vidzivashets per la festa definitiva che ferma il regno dei classe 2010 dell'Inter. UN PROFILO MODERNO E CRISTALLINO La notte di Forlì ha incoronato un talento nato come centrocampista offensivo, e diventato poi sotto la guida di Benesperi prima e Gridel poi un attaccante moderno e completo sotto tutti i punti di vista. Le sue capacità di incidere rientrando da destra con il mancino e di galleggiare fra le linee lo rendono un giocatore temibilissimo per le difese, capace sia di puntare l’uomo che di fare una corsa in più in caso di necessità. Uno di quelli che non vive soltanto per l’ultima giocata, ma che sa entrare dentro la partita, leggerne i momenti e scegliere quando accelerare, quando legare il gioco e quando prendersi la responsabilità della giocata decisiva: tutto questo a soli 16 anni. Un profilo che ricorda per movenze e qualità il primo Paulo Dybala vestito di bianconero, e che adesso ha sempre più vicino quel sogno di fare un percorso di altissimo livello, magari chissà, proprio come quello della Joya. Da sprintesport.it
  9. https://www.vivoazzurrotv.it/videos/detail/378536-highlights-juventus-inter-3-0-finale-sgs-under-16-serie-a-b La partita intera non la trovo, ma in teoria dovrebbe esserci ancora.
  10. Si è vero, e fa riflettere che la classe dei 2010 della seconda squadra di Milano venisse comunque dalla vittoria nel 2024 dell'under 14, e nel 2025 dell'under 15... Il gruppo, integrato da pochissime aggiunte, ha sviluppato un'amalgama che, dopo un anno di lavoro sul campo, ha generato una netta crescita tecnica e caratteriale.
  11. ilsenzasonno7

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Ti dico la mia... Inizialmente Bremer aveva fatto capire di voler andare e la società insieme a Spalletti non si sarebbero minimamente disperati all'eventuale cessione. Ora al 22/06 nessuno è disponibile a portare i soldi della clausola o prossimi/poche richieste importanti, quindi si cerca di far rientrare la faccenda con queste veline.
  12. Stasera Mazzotta oltre alle solite grandi qualità tecniche-di gamba in fase di spinta, ha aggiunto anche una grandissima attenzione a livello difensivo. Il migliore per me stasera. Bravissimi, partita imbarazzante per la disparità di livello e di proposizione di idee viste in campo. Complimenti ai ragazzi e a Gridel.
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