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  1. 136 points
    SABATO 19 OTTOBRE, ORE 22:30 CIRCA. Episodio in area di rigore juventina: De Ligt, nel tentativo di giocare il pallone, lo devia con il piede. La palla, per il tocco, gli finisce sul gomito, in posizione dinamica congrua. 10 SECONDI DOPO L'EPISODIO. Su sky sport sta andando una diretta "raccontata" della partita (che è trasmessa da Dazn), e sia Riccardo Trevisani che Stefano De Grandis chiariscono immediatamente che l'episodio non è MAI da rigore in base al regolamento. Si tratta di uno dei pochi casi in cui "è chiarissimo", quindi con un silent check l'episodio finisce lì. A sostegno di questa correttissima affermazione, arrivano sia il parere di Lorenzo Fontani, moviolista Sky, sia gli esempi di casistiche fatte da Rizzoli pochi giorni prima proprio su Sky Sport. 1 MINUTO DOPO L'EPISODIO. Su Dazn passano due replay, uno da posizione frontale e uno da posizione posteriore. Da quest'ultima non si percepisce chiaramente, per la prospettiva, il tocco col piede di De Ligt. Da quella anteriore è NETTISSIMO. Guidolin commenta dicendo che non è rigore. Pardo "non lo sa", e inizierà una tiritera che durerà tutta la serata su una regola chiarissima, dimostrando nei fatti, a differenza di Trevisani, di non conoscerla. 10 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Il vicedirettore di Raisport Enrico Varriale si affretta a parlare in un suo tweet di "possibile rigore" (e anche di "Bologna che meritava il pari", dopo 11 tiri a 2, ma vabbè... ), dimostrando, non da tifoso, che non ci interessa, ma da vicedirettore di Raisport, di non conoscere affatto il regolamento. Ricordiamo che lo stesso vicedirettore di Raisport quando tutto il mondo vide il tuffo di Mertens a Firenze lo derubricò ad episodio "dubbio" insieme al rigore concesso alla Fiorentina (discutibile filosoficamente, ma non a livello di regolamento), e tacendo sul rigore per i viola per il fallo su Ribery (con la Juve sarebbe diventato il primo argomento del tweet). 15 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Dazn parte un dibattito sull'episodio, da cui sparisce misteriosamente il replay frontale! Viene mandato SOLO quello posteriore. Al punto che lo stesso Camoranesi, giustamente, quando lo vede, afferma "sono in difficoltà nel giudicarlo in modo chiaro" (lo sarebbe chiunque con quel replay). Lo stesso vale per gli altri opinionisti. La cosa imbarazzante è che su un'altra rete hanno potuto giudicarlo in 5 secondi grazie proprio alla prima immagine di Dazn, che a Dazn si sono persi. 20 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Nessuna protesta del Bologna in merito all'episodio. Il viceallenatore De Leo difronte ai microfoni accenna giusto al minimo sindacale ("saremmo stati piû contenti comunque se fosse andato a rivederlo"), niente a che vedere, per dire, con il Gasperini post Lazio-Atalanta, che il giorno dopo non riceverà alcun titolone sparato a 9 colonne in prima pagina. 30 MINUTI DOPO L'EPISODIO. Su Sky Sport 24 il servizio in coda alla partita chiarisce nuovamente alla perfezione quanto avvenuto (d'altronde la regola parla chiaro). Non citiamo nemmeno le derive social, i siti e le TV di quartiere, le varie "Aree Napoli" che chiedono a Sarri di ammettere che quello era rigore, o i pensatori pieni di "frustratiija" (chi conosce, sa ) la cui opera tende perlopiù alla distruzione neuronale delle menti deboli. Qui non parliamo di rimastini, ma delle principali fonti mediatiche nazionali. In quel momento chi ha ancora gli occhi al loro posto ha visto e giudicato in poco tempo il caso, e se non lo ha giudicato da sè sono intervenute precise spiegazioni del regolamento in meritosu cui potersi documentare. Praticamente tutti i moviolosti e gli ex arbitri sono concordi: non è rigore! 3 ORE DOPO L'EPISODIO (in realtà molti lo leggeranno solo la mattina). Il Corriere dello Sport esce con una prima pagina tra il comico e il ridicolo, titolando in modalità Braille "il giallo del braccio". Comico e ridicolo non solo per la non conoscenza del regolamento, ma perchè, se sceglie quella linea, eleva a tema un "non caso" tecendo su altri episodi della partita, tra i quali il primo in ordine di tempo è un rigore non dato alla Juve per fallo SU De ligt. Comico e ridicolo perchè Pedullà, nel pezzo, parla di braccio "larghissimo" di De Ligt. Comicità e ridicolaggine che si rifletterà anche sul sito online, dove Andrea Santoni dirà che non si capisce la ratio per la quale Irrati e il var hanno preso quella decisione. 24 ORE DOPO L'EPISODIO. A La Domenica Sportiva, dopo il servizio in cui Aurelio Capaldi parla, ancora, di "episodio che fa discutere", sempre tacendo su quelli evidenti, va in scena un chiarimento vecchio stampo, di quelli con cui fare ascolti. Non i 10 secondi della sera prima su Sky per dire "dai, di cosa stiamo parlando", ma una specie di dibattito sulla confusione del regolamento (strano che in 10 secondi, chi lo conosce, abbia dato 'interpretazione corretta). Alla fine, dopo aver chiarito che non è rigore, due interventi comici. Il primo è quello di Antonio Corbo, giornalista napoletano di casa sulle TV di quartiere di cui sopra, che non potendo dire che era rigore dice che Irrati ha sbagliato non andando a rivederlo al var, perchè queste cose alimentano un clima di sospetti ecc ecc. Irrati che in partita indica subito il tocco col piede ai giocatori del Bologna, e a cui il var conferma tutto con un silent check. Ma forse "silent check" è un concetto troppo spinto per Corbo, è di fatto una moviola in campo, ma effettivamente forse alimenta troppi sospetti. L'altro episodio comico avviene quando la presentatrice, la sempre illuminata Paola Ferrari, afferma alla fine di tutta la discussione: "ma siamo sicuri che De Ligt la tocchi con il piede? Perchè a me non sembra" (24 ORE DOPO!). Parte il replay da dietro, quello "sbagliato"... "Ecco, non la tocca, avevate detto che in quello di Conti del Milan non la toccava ed era rigore, ma anche qui..." (da ricordare che è milanista sfegatata). Nessuno che si prende la briga di correggerla tra l'altro. Vabbè, questa è comicità, giusto per fare colore. Anche se in tutta questa storia si fa fatica a distinguere il serio dal comico (e parliamo di alcuni tra i principali media nazionali). 26 ORE DOPO L'EPISODIO. Pardo, stavolta su Mediaset, è ancora a tratti nella parte di quello che non capisce la regola, ma almeno spiega che chiariranno alla moviola il perchè non sia rigore. E finalmente fa addirittura la sua comparsa il rigore non dato sullo 0-0 per fallo su De Ligt! Certo, il tutto in mezzo al solito guappo napoletano che interviene perennemente alla augello di cane (nell'attesa che il Napoli a fine ottobre sia primo), il tutto difronte al milanista Franco Ordine che si altera se qualcuno tocca (gli errori de)i giornalisti (che, quindi, dobbiamo presumere siano diventati "giudici ingiudicabili", intoccabili e piucheperfetti), ma ad ogni modo la 24 ore di deliri sembra chiusa lì. NO. 36 ORE DOPO L'EPISODIO. Lunedì mattina ecco la pietra tombale sul modo in cui si giudicano gli episodi arbitrali quando c'è la Juve di mezzo. Sul Corriere della Sera, il primo giornale italiano (!), Mario Sconcerti, uno dei più importanti giornalisti italiani (!), con un trascorso ultra decennale nella tv che due sere prima ci ha impiegato 10 secondi per chiudere il caso (ma adesso viene invitato da quelle napoletane per dire "Juve m*", letteralmente), dopo aver precisato che l'episodio di De Ligt "è passato sotto silenzio" (effettivamente il silenzio della CNN è stato vergognoso), scrive la perla che apre una nuova frontiera in materia: "è rigore NONOSTANTE il regolamento". Cioè non conta che ci sia il regolamento, è rigore e basta! In realtà è una frontiera aperta tanti anni fa, da decenni, e che in questa stagione aveva visto il suo pioniere nel sempre divertente Alessandro Catapano con la sua moviola sulla Gazzetta, il quale riuscì a scrivere come "sì, Bonucci nell'azione del gol bianconero in Brescia Juve fosse effettivamente in fuorigioco, ma lo teneva in gioco Sabelli". Non si sa cosa accadrà al "reattore" del giornalismo italiano nelle prossime ore, ma invitiamo tutti i fruitori a mettersi in salvo il prima possibile da questa nuvola tossica di incompetenza! Perchè è solo incompetenza, giusto? - Leevancleef - EDIT: 60 ORE DOPO. Ebbene sì... 60 ore dopo, il Corriere dello Sport, forse avendo capito di essere rimato all'angolo nell'aver sparato una serie di cappelle abnormi, prova a spiegare "perchè" non capisce la decisione. E per spiegarlo (in prima pagina tre giorni dopo eh... ricordiamo che per quanto successe con Mertens a Firenze bastò un trafiletto nel sottotitolo) cosa fa? Paragona l'episodio di De Ligt (che fa una giocata in scivolata con il braccio in posizione congrua e tocca il pallone gol gomito dopo che lo stesso gli era finito sul piede) con due episodi che non c'entrano assolutamente nulla: il rigore, comunque assurdo, di Brescia-Cagliari assegnato alle rondinelle, e quello assegnato alla Fiorentina per fallo di mano di Zielinski! Episodi in cui il giocatore che fa fallo di mano non prende mai la palla con un'altra parte del corpo, tra l'altro. Continuate a mettervi in salvo dalle radiazioni! Noi presto faremo partire una colletta per spedire una copia del regolamento alla redazione del Corriere dello Sport. Hai visto mai che Zazzaroni non lo metta sulla scrivania al posto dei dvd di Ballando con le stelle!...
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  6. 62 points
    Questo è impazzito. Lo licenzierei solo per aver pensato di scambiare Dybala con Lukaku e di svendere Higuain.
  7. 60 points
    Sarà. Ma a me Paratici non sta piacendo nella gestione. Quest’estate ha provato a vendere tutti.
  8. 59 points
    Ho metabolizzato il fatto che siamo fortissimi nel momento in cui non ho MAI avuto un solo dubbio che questa partita l'avremmo vinta sicuramente, anche quando eravamo sotto. Siamo uno squadrone con due palle cubiche!!
  9. 46 points
    Sintesi dell'intervista. "Il Manchester United come la Juve? Assolutamente no. Ho vinto tanto con lo United, ma in confronto all'esperienza alla Juve è stata una vacanza, sia per il modo in cui si lavora, sia per l'organizzazione. Si va in albergo due giorni prima della partita, ci si allena il giorno stesso. Sei seguito in tutto ma devi lavorare duro. Ho visto giocatori vomitare e finire comunque gli allenamenti. Sono orgoglioso di me stesso, perché mentalmente giocare nella Juve è stata una delle sfide più difficili della mia vita. Chi dice che è più facile lavorare in Italia probabilmente non è nemmeno in grado di allenarsi lì. Chiellini? È il cuore della Juventus! Pirlo? Che giocatore di classe! I suoi piedi sono come le mani. Anche quando era sotto pressione era sempre rilassato e lucido. Tevez? Con lui ho giocato sia nel Manchester che nella Juventus. È un guerriero e quando in attacco c'era lui provavo dispiacere per la difesa avversaria. A me rendeva il lavoro davvero facile. Ronaldo? È il miglior giocatore con cui abbia mai giocato. Lui era quello che, se l'allenamento era alle 10, arrivava al campo alle 8. Ed era anche l'ultimo ad andarsene. Ecco perché quando lo confrontiamo con Messi, io scelgo sempre CR7. E' una macchina: vuole essere il migliore in assoluto e lavora ogni giorno per diventarlo. Vi racconto un aneddoto. Giocava a ping-pong con Rio Ferdinand e quando perse, tutti ridevano. Due settimane dopo, Cristiano acquistò un tavolo da ping-pong. Si esercitò e disse che si sarebbe vendicato. Rio gli consigliò di evitare un'altra umiliazione, ma hanno giocato e Cristiano ha vinto. Questo dice molto della sua mentalità. Prima di firmare per la Juventus, mi chiamò e mi chiese perchè questo club fosse così speciale. Io gli spiegai che il suo modo di allenarsi si adattava alla cultura del club. Mi richiamò per dirmi che avevo perfettamente ragione e che continuerà a giocare fino a 40 anni".
  10. 44 points
    Il palo lo prende dopo una grande giocata. Trovo la campagna di denigrazione di questo calciatore una classica operazione da cyberbullismo. Patetici molti dei commenti negativi
  11. 44 points
  12. 40 points
  13. 39 points
  14. 37 points
    E niente, non possono più comprare nemmeno la CocaCola ora
  15. 37 points
  16. 36 points
    Giocatore che pur non essendo italiano, non essendo una bandiera e non essendo più stipendiato dalla Juventus, continua a portarci nel cuore e mai e poi mai si azzarda a dire qualcosa di negativo verso di noi, anzi... pur con modi folkloristici e a volte esagerati fa il tifo per i nostri colori. Ha tutto il mio rispetto.
  17. 36 points
    Tipica partita del dopo sosta Nazionali. Un pò di fatica ed a tratti un pò troppo leziosi, ma tre punti d'oro contro una buona squadra. #finoallafine
  18. 36 points
  19. 34 points
    Partita vinta da Dybala con un giocata da campione In realtà prima di essere arretrato stava giocando molto male perché era schiacciato contro i loro centrali che erano molto fisici e difendevano in modo molto compatto. Partita cambiata quando abbiamo sostituito Matuidi e Khedira con due mezzali di grande qualità. Bentancur migliore in campo secondo me.
  20. 33 points
    Ha appena preso il via l’assemblea degli azionisti della Juventus, con il discorso del presidente Andrea Agnelli. “Oggi chiederemo a voi Azionisti di approvare un aumento di capitale da 300 milioni destinato al nostro piano di sviluppo 2019/2024 che ha come principali obiettivi il mantenimento della competitività sportiva, l’incremento dei ricavi operativi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali e il consolidamento dell’equilibriuo economico-finanziario. Per l’Italia un prestito obbligazionario da 175 milioni e un aumento di capitale da 300 milioni ha destato stupore. I nostri numeri sono importanti, sono numeri che sembrano enormi se confrontati alla realtà italiana, ma il nostro riferimento sono i grandi club europei. Oggi lo possiamo dire con orgoglio, siamo la più grande società di calcio in Italia ma solo una delle realtà a livello europeo”, le parole di Agnelli. “Quando guardiamo le principali società in Europa hanno fatturato che si aggirano tra i 500 e il miliardo di euro, sono queste le realtà che devono essere il nostro benchmark. Il nostro livello di fatturato attuale è il fatturato che il Real Madrid aveva nel 2010. È evidente che i tassi di crescita che abbiamo sviluppato sono stati superiori, però in questa crescita c’è ancora un divario che noi dobbiamo colmare. Abbiamo la necessità di tenere il passo con le nostre realtà e i nostri benchmark e competitor in Europa. Per tenere il passo dobbiamo confermare quello che è stato il nostro metodo di gestione che ci ha permesso di ottenere risultati straordinari. Metodo di gestione che si basa sulla responsabilità di tre aree specifiche, guidate da Fabio Paratici responsabile area sport, perché non dobbiamo dimenticarci che attività principale è quella sportiva, che però è ovviamente influenzata dal lavoro degli altri settori, guidati da Marco Re e Giorgio Ricci con la capacità di generare risorse. Tre responsabilità chiare e allocate, che devono lavorare in simbiosi per ottenere i risultati”. “Se pensiamo a cosa è successo dal 2010 al 2019, abbiamo visto il nsotro fatturato arrivare a superare i 600 milioni in questa stagione. Abbiamo anche avuto un altissimo impatto occupazionale, per portare avanti le attività della società. Un impoatto anche sul territorio, poche aziende hanno assunto in Italia quando noi in questi anni. Nel 2010/11 eravamo 85 dipendenti, ora siamo 258 per un totale organico di 885 persone che lavorano in Juventus. Abbiamo creato più di un miliardo e 200 milioni di valore in questi nove anni. Non posso non pensare poi al percorso sul campo di cui possiamo essere orgogliosi. In questo momento il mio pensiero va a chi ha vinto gli otto scudetti di fila, il capitano Giorgio Chiellini e anche Andrea Barzagli. Un pensiero va anche al contributo di Max Allegri, determinante nella crescita della Juventus”. “Da quest’anno i nostri ricavi commerciali superano quelli dei diritti televisivi domestici: sono risultati che devono far ben sperare per il futuro. Il fatto che i diritti tv siano diventati la nostra terza fonte di entrate significa che si va verso un nuovo modello di disinmediazione, non abbiamo intermediario ma possiamo andare dall’utente e utilizzatore finale. Sull’area digital ci sono molte riflessioni. Viviamo in un mondo in cui continuano a nascere piattaforme OTT, da questo punto di vista dovremo essere capaci di cogliere le opportunità”. “A questo si aggiungono i successi in patria e la costante competitività in Champions League. E questo è dimostrato dal nostro Ranking Uefa. Siamo passati dal 42esimo al 5o posto e ci sono ragionevoli basi per immaginare che alla fine di questa stagione potremo superare il Bayern Monaco e arrivare al quarto posto. Questi anni non sono stati privi di gestioni di situazioni complesse, che non hanno fatto altro che forgiare ulteriormente il gruppo dirigente della società. Pensiamo alla gestione del calcio scommesse che ha coinvolto i tesserati Juventus nel 2012, fatti avvenuti comunque in altre società. Fabio potrebbe scrivere un libro sulla gestione di una squadra senza allenatore. Quale altra società sarebbe stata in grado di gestire sei mesi senza il primo allenatore? Questo ha forgiato ulteriormente i dirigenti. Penso all’inchiesta Alto Piemonte e la successiva inchiesta antimafia. Sono stati periodi intensi e pesanti e ultimo ma non ultimo l’inchiesta Last Banner per le estorsioni ai danni di Juventus”. “Penso a questi anni e devo ricordare a tutti noi che la nostra, vostra società ha investito circa 400 milioni in vinestimenti diretti. Stadium 180 milioni, nuova sede, JTC, J Medical e negozio. Circa 100 milioni attraverso il J Village, 90 milioni per l’area est, sono complessivamente circa 400 milioni investiti nel patrimonio. Penso il coraggio avuto nel 2017 nel presentar il nostro nuovo logo. Accolto con scetticismo inizialmente, ma gli altri riconoscono ora il coraggio avuto e la valenza assoluta di questo nuovo logo, definito perfettamente. Abbiamo strada facendo ampliato il settore professionistico. Il settore delle donne, guidato sapientemente dal miglior dirigente del calcio femminile, Stefano Braghin. Ha costruito una grande struttura, non sono ancora professioniste ma sono gestite come tali. Squadra che ha vinto due scudetti e una coppa Italia con coach Guarino, che si merita un applauso oltre che un in bocca al lupo da parte di tutti noi perché domenica giocheranno la Supercoppa e speriamo di portare a casa quel trofeo. Settore ampliato con la nascita della squadra Under 23 e da questo punto di vista c’è Cherubini, che non è qui, ma con grande sapienza, sagacia e abnegazione sta portando avanti quella parte meno visibile, ma importante”. “Solo nell’ultima stagione abbiamo attratto il migliore del mondo, Cristiano Ronaldo, che spero quest’anno possa vincere il Pallone d’Oro perché lo merita. Siamo diventato la squadra con il maggior numero di seguaci digitali, con 90 milioni di followers e un engagement medio al mese di 1,2 miliardi di interazioni. Da ultimo, ma non ultimo, l’apertura del J Hotel, aperto al pubblico a settembre e nella scorsa stagione l’apertura dei nostri store diretti a Milano e Roma e l’ufficio di Hong Kong. Sono risultati importanti, che ci rendono orgogliosi, ma questo si riferisce al passato. Viviamo, come spesso mi è ricordato di dirvi, in una industry molto complessa”. “Oggi ho preferito fare un’analisi generale dell’industria. Abbiamo punti di forza straordinari, ma anche debolezze che devono farci riflettere. Punto di forza è senza dubbio la crescita del settore, con le prime 5 leghe che ormai monopolizzano la scena, sono cresciute del 15%. E all’interno di queste leghe c’è un gruppo di club che monopolizza queste leghe e questi club sono cresciuti del 7%. La crescita di queti grandi club da più del 50% deriva dalla crescita dell’area commerciale e questo ci rende in una situazione di disentermediazione. Stiamo perdendo la dipendenza dei nostri ricavi dai diritti televisivi, che rimangono sì importanti, ma quest’anno i ricavi commerciali superano i ricavi dai diritti televisivi domestici, che pesano circa il 20% del nostro fatturato. Nei grandi club europei pesano tra il 40 e il 60% e questi risultati devono farci ben sperare. Esistono anche debolezze”. “Come gestiamo questo maniopoli di club che domina la crescita e monopolizza i risultati sportivi? Pensiamo al monopolio del Bayern in Germania, al nostro di cui siamo orgogliosi in Italia. Abbiamo monopoli sportivi che generano forte tensione all’interno delle leghe di riferimento. Questo deve far riflettere su quella che sarà la gestione delle competizioni future e la loro finalità. Abbiamo minacce che devono essere tenute in considerazione. Si parla spesso della Lega di A, ma in generale si combatte ovunque con la pirateria. Perdere eventualmente l’esclusività dei diritti sportivi può far perdere essi valori. Abbiamo un audience televisiva del calcio europeo, che deve far riflettere. Pensiamo anche ai dati che si sviluppano al mondo egli esports. Un dato su tutti, la finale di League of Legends, nel 2017 ha avuto 58 milioni di spettatori. E questi dati, da qualsiasi rapporto, sono in crescita”. “Gli sport nazionali sono in crescita nelle fasce minori, le nuove attività nel campo dell’intrattenimento sono in crescita. Abbiamo anche opportunità, infatti il fatto che sia diminuito il peso dell’impatto dei diritti televisivi significa avere meno intermediari e poter essere proprietari dei nostri contenuti. E da questo punto di vista la novità del digital deve essere strategica e ci sono riflessioni in corso. Questa può essere una nostra killer application. Devono essere individuati strumenti per farci fare un grande salto nei ricavi attraverso i ricavi commerciali. Focus sulle nuove generazioni. Aver iniziato studi che ci permettono di conoscere meglio i millennial e la generazione Z, può essere importante. Viviamo con un grande proliferare di piattaforme OTT e questo deve farci vedere coinvolti. La federazione ha annunciato il lancio su Tim Vision, la UEFA ha annunciato il lancio di UEFA TV e noi dovremo essere bravi a cogliere le opportunità che il mercato ci darà”. Nel piano approvato nel 2014 volevamo far diventare Juventus un marchio globale. Questo a mio giudizio è un risultato ottenuto. La visione del nuovo piano deve essere far prosperare Juventus come brand globale e questo ci deve essere riconosciuto da tutti, comprese le nuove generazioni. Dobbiamo essere un brand moderno, innovativo e iconico. La missione deve rimanere quella di sempre, con lo sport al centro, e guardo Pavel e Fabio. Dobbiamo mantenere la leadership sportiva in Italia, competere ad alto livello in Europa. I principali obiettivi che il piano si pone è quello di continuare a partecipare alla Champions, mantenendo l’attuale coefficiente UEFA e rimanere, e questo non è semplice vista la dimensione della Premier League, tra le prime 12 in Europa come fatturato, avere un’incidenza del costo dei tesserati tra il 55% e il 60% e aiutare a riposizionare la Serie A nel mercato globale”. “Oggi noi vogliamo immaginre il 2019/20 come un nuovo anno zero, per pensare in grande. L’aumento di capitale chiesto nel 2011 era volto a un risanamento societario evidentemente completato, negli asset e nel valore della prima squadra, l’obiettivo dell’aumento di capitale del 2019 è invece lo sviluppo della società e accertarsi di rispettare tutte le norme del FFP. Oggi vi chiederemo di approvare il bilancio, ma anche la fiducia a questo gruppo dirigente per raggiungere insieme nuovi grandi traguardi”, ha concluso.
  21. 33 points
    Paulo @Masula suca e le tue statistische pro Icardi Detto questo, abbiamo giocato male e sempre nello stesso modo. Se oggi c'era in giocatore che mancava era Costa per creare supreorita Peccato che il rendimento di Cuadrado e niente dopo aver saltato le aversarie, MAI un assist vincente dal linea di fondo. Questo e in gran peccato
  22. 32 points
    Capello invece quando è che attaccheremo fin dagli spogliatoi contro il Liverpool? Sto ancora aspettando. Altro Vatė del gioco di merd. Vai a guardare i cantieri.
  23. 31 points
    Wow, leggere certe cose e ricordare dove eravamo nel 2006 e 9 anni fa mi mette i brividi. Una società pazzesca, mi ritengo super orgoglioso e fortunato di tifare Juve!
  24. 30 points
    Che fatica... che fatica, quanta fatica!
  25. 30 points
    Il problema a mio avviso non è il gol divorato, ci sta. La juve si mangia un sacco di gol, purtroppo non siamo abbastanza concreti. Il problema è che appena arriva negli ultimi 20 metri, sbaglia SISTEMATICAMENTE la cosa giusta da fare. Sembra che vada in pappa e spenga il cervello, in contropiede coi giocatori liberi tira con 3 difensori davanti sistematicamente rimpallato. Quando c'è da passare, tira; quando c'è da tirare, si incappella perchè ha sempre paura che gli arrivi l'uomo e non protegge mai la palla. Spero e ritengo sia un periodaccio, tutti ci passano, per questo rimpiango ancora di più le assenze di Ramsey, ma a me Federico sembra proprio un giocatore tatticamente stupido.
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