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  1. 183 points
    9 anni. 108 mesi. 472 settimane. 3282 giorni. Un momento che avremmo voluto non arrivasse mai, ma che inconsciamente sapevamo che prima o poi sarebbe giunto, inesorabile. L'impero più duraturo della storia del calcio italiano è ufficialmente caduto alle ore 20 di una sera di primo maggio, aggiungendo il timbro della matematica a quella che era una prospettiva chiara già da un po': la Juventus non vincerà il suo decimo scudetto consecutivo. Grazie a tutti i calciatori (che sarebbe impossibile citare qui), gli allenatori, Antonio Conte, Massimiliano Allegri, Maurizio Sarri e si, anche Andrea Pirlo (indiscusso protagonista dai cui piedi tutto è cominciato); grazie a tutti i dirigenti, Beppe Marotta, Fabio Paratici, Pavel Nedved e ovviamente il presidente del destino, Andrea Agnelli; grazie a tutte le persone in campo e fuori dal campo che hanno fatto parte di questo viaggio e hanno reso possibile ciò che nove anni fa sarebbe stato semplicemente folle ipotizzare. Si chiude oggi un'epoca incredibile, di cui si parlerà tra anni e anni sui libri di storia calcistici, e della quale siamo stati fortunati spettatori. E adesso, riprendiamo il cammino. Perché in fondo, questa, non è che una piccola sosta prima di ripartire per un altro, meraviglioso, viaggio. Fino alla fine.
  2. 118 points
  3. 92 points
    Ci sono Ramsey, Rabiot e Bentancur che si trovano a un bar. Il gallese dice agli altri due:"Oggi mi sono infortunato imbiancando a casa. Non fa proprio per me". Il francese risponde:"Io non imbianco mai. Troppa fatica". A quel punto interviene Bentancur:"Io ho imbiancato per 4 ore di fila ma poi mi sono accorto che non era casa mia".  Fine della barzelletta. Spero vi sia piaciuta
  4. 84 points
    Morale della favola A) La superlega porterebbe vantaggi a tutti. L’idea è ottima e realizzabile, tanto è vero che l’EuroLega di basket è una realtà vincente da anni. La superlega del calcio non decolla per dei miopi egoismi. 1) i primi a chiamarsi fuori sono stati i crucchi e il psg. Lo hanno fatto perché gli altri avrebbero avuto più vantaggi di loro e allora hanno boicottato. Nulla di nuovo sotto al sole. I crucchi hanno come bacino di utenza la Germania, con ovvi vantaggi. Per il "poraccio" del psg i soldi sono l’ultimo dei problemi. E poi lui è per il calcio romantico (le mazzette a tutti). 2) gli inglesi ci avrebbero guadagnato meno di spagnoli e italiani e quindi sono diventati inaffidabili. Non a caso il city, che è più simile al psg, è stato il primo a sfilarsi. Idem i loro tifosi di m: sono contro perché la superlega avrebbe fatto crescere di più altre società, italiane soprattutto e quindi le loro avrebbero perso il predominio. 3) a questo si aggiunge la mafia uefa/fifa e dei politici qualunquisti che non sanno neppure se la palla è rotonda o quadrata e l’invidia di chi era rimasto fuori. E fin qui tutto facile. Perché adesso viene il bello. B) Ora mi rivolgo agli “juventini” che non solo sono contro la superlega, ma sperano che la Juve “paghi” (sul campo e fuori) per gli errori di mercato, di gestione, e via dicendo. E poi via questo, via quell’altro. Io da molti anni seguo una società del calcio minore. A un certo punto si era arrivati stabilmente in C1. Lì si sono create situazioni di conflitto tra la società e parte della tifoseria, tanto che, mi ci metto anche io, ci si augurava che la proprietà e la dirigenza fossero spazzate via e che si retrocedesse pure. Questo è avvenuto più volte, anche per le proprietà che sono seguite. Bene. Risultato: adesso la società è in eccellenza. A distanza di anni devo fare ammenda. La mia (e di altri) posizione negativa su tutto era ERRATA su tutti i fronti. Il gioco al massacro non paga. È come chi se lo taglia per fare dispetto alla morosa. La teoria secondo la quale vale la pena fare piazza pulita per “ricominciare” è una scemenza. E di chi sostiene ste cose, mi piacerebbe vedere come amministra i propri soldi (se ne ha). Vabbè, ho sprecato ste parole, tanto so già che non capite (non l’ho capito neppure io per vari anni).
  5. 76 points
  6. 76 points
    ma voi che inneggiate alla dimissione siete stupidi comunque😂😂😂 ha messo in piedi un progetto miliardario per migliorare il calcio a livello globale. ha ricevuto l’appoggio di altri 11 Club. dopo 24 ore gli stessi gli hanno voltato le spalle tirandosene fuori. e lui si deve dimettere, santo cielo che ignoranti
  7. 64 points
    Sono tutti in piazza e sparano al bersaglio facile. Andrea Agnelli è l’orso del tiro a segno, previsto e prevedibile se le critiche provengono dalla stampa, imprevisto e imprevedibile quando le stesse giungano dal gruppo che gli stava di fianco, lo corteggiava, gli affidava ruoli, richiedendo consulenze e consigli, omaggiandolo e riverendolo. Altare e polvere, un classico dei pusillanimi. Ceferin è il capopolo di questo corteo di ipocriti e codardi, lo seguono Aulas, non certo un esempio di generosità imprenditoriale, che dice di essere stato anche lui tradito dal presidente bianconero. Si aggiunge Zibì Boniek, appena nominato vicepresidente da Ceferin: «Agnelli mi ha tolto la stella dallo stadium, avrei mille cose da dire su di lui ma preferisco tenerle per me», ne basterebbero un paio ma possono prevedere che siano parole capricciose e infantili, furbe e non intelligenti di un ex juventino che ripudia, per rivalsa, tutto quello che porta i colori bianconeri. Dei pensieri raffinati espressi da Cairo si sa, così di altri partecipanti al festino attorno al massimo dirigente torinese, il quale, al di là degli errori commessi, ha due colpe specifiche, due peccati originali: è presidente della Juventus, dunque del club e della squadra già bollate della qualunque, dal doping alla corruzione, e porta il cognome più fascinoso e fastidioso di questo Paese abitato invece da imprenditori e politici amabili e trasparenti. Tutti contro uno, dunque, mentre il resto della comitiva, fatta eccezione per il Real Madrid e il Barcellona, ha provveduto prima a nascondersi nel canneto quindi a riemergere per aggiungere i propri vili attacchi. Una vicenda abbastanza miserabile considerato la storia dei club, il censo e la professionalità (sedicente) dei dirigenti. Sono due i criminali del tentato colpo di Stato, Agnelli e Perez, non si hanno notizie di Scaroni o Zhang, per restare a casa Italia, forse erano stati plagiati da Agnelli, forse sono stati sequestrati nelle loro dimore e, una volta liberati, hanno potuto sfogare la loro rabbia. In verità, né il cinese né il presidente del Milan, come il suo Ceo Gazidis, hanno aperto bocca, il primo lasciando a Marotta, e a un veramente lucido Conte, il compito di mettere la faccia, mentre i secondi hanno consentito che Paolo Maldini apparisse come un ingenuo dirigente all’insaputa di tutto o quasi. Per completare la farsa, l’avvocato Ceferin ha dichiarato che il nuovo numero 1 dell’Eca, Nasser Al Khelaifi, imprenditore qatariota e proprietario del Paris. Saint Germain, «è una brava persona», dimenticando che l’Uefa lo aveva messo sotto controllo per operazioni contrarie al fair play finanziario, ancora oggi oscure e misteriosamente insabbiate. Ceferin minaccia ritorsioni nei confronti dei ribelli, ha un senso del regime più che del dialogo, forse si trascina qualche scoria del periodo di Tito e Kucan, il coro urla lo slogan di sempre “il calcio è uno sport di tutti dove vale la meritocrazia”. Per chiarire l’ipocrisia e la menzogna dei manifestanti e depositari dell’etica, segnalo un esempio relativo al regolamento dell’Uefa: perché i vincitori dei campionati di Lussemburgo o di Andorra, di San Marino o del Nord Irlanda, assieme ad altri 40 campioni nazionali, non partecipano alla fase a gironi di Champions ma soltanto a quella di play off e di qualificazioni con turni successivi, mentre è iscritta di diritto la quarta classificata della serie A, della Premier, della Liga e della Bundesliga? È questo il merito sportivo o piuttosto non è un criterio legato al denaro? Perché i Tre Fiori sanmarinesi o i kosovari del Drita non hanno potuto e non hanno dovuto giocarsela con la Lazio o con le altre quarte o terze degli altri campionati d’élite? Ora il gruppo dei ricchi farisei, italiani ed europei, che ha circondato Andrea Agnelli scaricandogli addosso tutte le colpe, dovrà fare due conti, quelli veri, chiedendo aiuto allo Stato e alle banche. Per non perdere le buone abitudini, Ceferin si è aumentato lo stipendio. Il Giornale
  8. 61 points
    Rosa 19/20. Una Juventus che rispetto all’attuale vantava tra le sue fila Matuidi, Higuain, Khedira, Rugani, Pjanic, De Sciglio e Douglas Costa ma che aveva in meno i vari Chiesa, Kulusevski, Morata, McKennie, Arthur. Ebbene, letti i nomi sopra non credo ci sia qualcuno che possa affermare che la rosa a disposizione di quest’anno sia inferiore a quella dello scorso, anzi. Con ciò non si vuole esonerare da responsabilità Paratici o chi ha collaborato con lui nella costruzione della rosa, ma solamente sottolineare come molto del lavoro di Maurizio Sarri lo scorso anno sia stato dato per scontato. Scudetto vinto matematicamente alla terz’ultima giornata, ricordiamolo.
  9. 59 points
    È proprio perché sono in ufficio e non ho voglia di fare un razzo, che credo che mi cimenterò nella lettura di una sentenza giuridica di 15 pagine scritta in una lingua che nemmeno conosco
  10. 54 points
    Ma si può andare benissimo in Champions e fare la rivoluzione...una cosa non preclude di certo l'altra.
  11. 52 points
  12. 51 points
  13. 50 points
    Esistenza o meno della clausola, bando all’ipocrisia, al posto suo starei fermo fino alla scadenza. Non sta rubando niente. E diró di più, siccome sono pure rancoroso e vendicativo, godrei come un opossum dal pelo striato.
  14. 48 points
    Scusa, e le competenze di Del Piero in ambito societario quali sarebbero? Se vuole fare il brand ambassador come Trezeguet benissimo, ma altri ruoli adatti quali sarebbero? Non ha alcun tipo di qualifica né abilità. Non ci è bastato Nedved, che ancora non si è capito cosa faccia, o Pirlo in panchina? Ancora vogliamo gente senza alcuna preparazione solo per il nome?
  15. 47 points
    Vedo che anche all'interno si distorce il messaggio di boniperti. Dove eravate durante la Juve di Lippi? Bel gioco non significa fare le foche, significa giocare in modo coordinato, organizzati, significa attaccare invece di rinculare a difesa dell'1-0. Che più volte ci è costato amare delusioni. Significa anche saper difendere e ripartire, con sovrapposizioni e inserimenti. Che rottura di palle che è diventato il forum, non bastavano vedove e inquisitori seriali, o critici in costante bisogno di attenzione, adesso pure i crociati contro il bel gioco. Meglio 1 0 e tutti in difesa. 🤦🏻‍♂️
  16. 44 points
    Aleksander Ceferinè un po’il Beppe Grillo dell’Uefa. Il suo vaffa day si sta ripetendo tra gli applausi del popolo che si ribella alla sola parola “super lega”. Però, due o tre cose sull’Uefa e su Ceferin è opportuno scriverle e ricordarle ai romantici e moralisti dell’ultima ora. L’avvocato di Lubiana, in quanto presidente dell’Uefa, dovrebbe essere il garante dell’unità della sua istituzione che, invece, si è spaccata in due fronti, uno composto dai grandi club, non tutti, l’altro formato dal resto dei fedeli al governo di Nyon. L’attacco ai club ribelli è un ricatto, a insaputa del presidente, ai calciatori usati come figurine dell’album privato ed esclusivo. Le sue parole sulla Juventus che quindici anni fa era in serie B sono facili da controbattere perché nessuno sa dove fosse, nello stesso tempo Ceferin e che cosa, effettivamente, abbia a che fare con il calcio, quello vero, non semplicemente quello della Slovenia o del resto dell’Europa. Andrea Agnelli ha commesso molti errori ma ha vinto nove scudetti consecutivi e ha partecipato a due finali di champions league, che cosa abbia fatto per la storia Ceferin in questo stesso tempo non è risaputo nemmeno nelle isole Far Oer. «Ridarò credibilità all’Uefa» aveva annunciato il giorno dell’elezione, vista la credibilità di questi ultimi anni non so se scoppiare a ridere o ricordare, invece, alcune note. Incomincio dalla fine: l’Uefa ha continuato a giocare con la salute dei calciatori, imponendo in piena pandemia le partite di champions league e di Europa league oltre a quelle della Nations League. Ha ribadito il favore al mondiale in Qatar, uno dei temi che era costato caro al predecessore dello sloveno, Michel Platini. Proseguo: l’Uefa, depositaria dell’etica, è quella che fece giocare Juventus Liverpool tra i morti dell’Heysel. L’Uefa è quella che l’11 settembre se ne fregò della tragedia confermando il calendario serale delle partite. L’Uefa è la stessa che ha spostato a Budapest alcuni incontri di coppa, dopo i casi di covid in Germania, ribadendo che prima di tutto i denari, poi, eventualmente la salute. L’Uefa è quella che ha sottratto all’Equipe, nel 1955, l’organizzazione della coppa dei campioni. L’Uefa è quella che ha cambiato il format del torneo per aumentare voti elettorali e incassi. L’Uefa è quella che ha abolito la coppa delle coppe e ora ha creato la Conference league. L’Uefa di Ceferin che ha minacciato di espellere i club ribelli da tutte le coppe ma è la stessa che ha giocato su due tavoli con il financial fair play, quando c’erano di mezzo i grandi club. L’elenco può proseguire per capitoli e giorni ma la sollevazione popolare, la ridicola demagogia da bancarella degli intellettuali ricchi e tifosi che implorano i loro club di desistere dall’intento, sembra aver gonfiato il petto e non la testa al presidente Uefa che, per chi non lo sapesse, è un tipo tosto e duro, non solo con le società della superlega. (...) Il Giornale
  17. 42 points
  18. 40 points
    Zero. Non ricordo una partita dove con la Juve in difficoltà Pjanic si sia preso la Juve sulle spalle.
  19. 38 points
    Però mi sfugge una cosa...perchè alessandro lucarelli si è lagnato del fatto che potrebbero finire in serie b? Non è molto romantico da parte sua....dovrebbe essere contento di cedere il posto a qualcuno di più meritevole che arriva dalla serie b o no?
  20. 35 points
    dite quel che volete: avra' sbagliato i modi e i tempi, sara' maleducato e prevaricatore, ma queste sono le analisi e le proposte che ci si aspetta da un dirigente. Ha evidenziato un rischio (che anzi, probabilmente e' gia' un problema) e ha proposto una soluzione. Per i pagliacci (si pagliacci, dai tifosi, ai politici, e pure ai reali inglesi che, dio mio, non sapranno nemmeno in quanti si gioca a calcio) che hanno ucciso la sua soluzione con argomenti da cabaret invece probabilmente fare il dirigente vuol dire mantenere lo status quo ad aeternum, fin quando il sistema esplode. Se fino a 2 giorni fa nutrivo qualche dubbio sul recente operato di Agnelli, ora, dopo questo che il 99% dei tifosi probabilmente bollera' come un errore, per me puo' continuare la sua presidenza per altri 50 anni.
  21. 34 points
    Si sono battuti il petto perché volevamo cancellare il calcio dei poveri con la superlega, e poi hanno escluso la serie c dalla coppa Italia, quando hanno l'esempio inglese di come debba essere strutturata una competizione del genere, e invece hanno fatto l'ennesimo pastrocchio italico. C'è un ipocrisia dilagante, accompagnato dalla caccia ad Agnelli e alla Juve. Ci sono sempre le persone sbagliate al comando, non c'è niente da fare.
  22. 34 points
    L'inter ha fatto una cosa giusta in 10 anni, prendere due che hanno fatto la Juve grande. Peccato perché avere gli ex avvelenati e contro non è mai facile. diciamo che agnelli e paratici negli ultimi 3 anni, forse accecati dal successo, hanno infilato degli errori, è innegabile. nonostante siano parte fondante della rinascita post 2010
  23. 33 points
    In questo mondo con menti distorte forse. Nella normalità la figura di melma l'ha fatta chi ha firmato e 48 ore dopo se ne scappa in quel modo. Agnelli ha fatto firmare 12 Top Club insieme a Florentino, cosa doveva fare, incatenarli? Non siate ridicoli. Sono i fuggitivi a doversi vergognare, così come le ridicole scuse dell'Arsenal...
  24. 32 points
  25. 32 points
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