Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Classifica Utenti


Contenuti Popolari

Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione da 23/11/2025 in tutte le aree

  1. 48 punti
    COSA SI FA PER LA JUVE. LA FOTO DI DESTRA E' L'HOTEL DOVE RISIEDE LA JUVENTUS.
  2. 32 punti
  3. 29 punti
    Un concetto molto semplice: sono anni ormai che ci affanniamo per questo maledetto quarto posto, che poi nella realtà non serve a nulla visto le figure barbine che si fanno in champions. Quest’anno davvero smettiamola, meglio arrivare ottavi dietro Como e Bologna e fare un reset totale piuttosto che continuare a galleggiare nella *. Si abbia il coraggio di mandare via i vari mckennie kostic vlahovic milik Locatelli e si prendano calciatori forti di piede e di spirito. Basta tabelle calendari rinnovini poco convinti a gente molto poco seria. In questi anni si è buttato un capitale umano come Savona Alberto costa hujsen soule mbangula barrenechea per prendere gente veramente inutile come Douglas luiz openda David koopmeiners. Fermiamoci davvero questa volta senza l’ansia eh ma i 30 milioni della champions il bilancio ecc sono tutte *, abbiamo visto bene come non serve al bilancio continuare a fare schifo
  4. 28 punti
    Caro fratello bianconero, ciò che i supporters bianconeri vogliono .. fortissimamente vogliono .. è una " JUVE " .. dotata di " attributi e controattributi " una " JUVE " come questa ... JUVENTUS F.C. - 1976/77 Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega. .. & .. il giovane ANTONIO CABRINI - GENTE CHE AMO' .. RISPETTO' .. ED ESALTO' LA " MAGLIA BIANCONERA " ... compreso .. il " BONIMBA " nerazzurro .. che non ebbe remora alcuna a " castigare " la sua squadra del cuore .. ergo .. una squadra con la " Maglia Nerazzurra " .. che non è l'Atalanta .. peccato però che, in quella squadra, nerazzurra andò a giocare un calciatore che la JUVE l'ebbe sempre nel cuore fin dalla sua gioventù ... JOHN CHARLES .. ed il giovanissimo .. PIETRO ANASTASI FINO ED ANCHE OLTRE LA FINE .. SEMPRE E SOLO .. FORZA JUVE .. JUVE CHE HA BISOGNO DI SENTIRE L'AFFETTO DI CHI LE HA VOLUTO SEMPRE BENE .. UNO CHE .. NONOSTANTE QUALCHE " PASSAGGIO A VUOTO " LA .. VECCHIA SIGNORA .. L'HA NEL SANGUE .. COSI' COME L'HANNO AVUTA NEL SANGUE .. SUO PADRE UMBERTO .. SUO ZIO GIANNI .. & .. GIAMPIERO BONIPERTI .. ergo .. IL SUO NOME E' ANDREA .. IL SUO COGNOME AGNELLI . Stefano !
  5. 24 punti
    Finché i tifosi allo stadio non aprono una contestazione seria e prolungata questa Società non muoverà un dito. Dispiace dirlo ma il vero male siamo noi tifosi che accettiamo questo scempio convinti sempre che il meglio deve venire...ma credetemi al peggio non c'è mai fine!
  6. 17 punti
    Il primo è in realtà un video. Pare siano ancora così da ieri
  7. 16 punti
    A sto giro sono d'accordo. rigore che non c'era secondo me. Oltre tutto, ma questo non c'entra niente, episodio del tutto ininfluente ai fini del risultato
  8. 16 punti
    Mi permetto di postare questo articolo trovato per caso sul sito “Codice Bianconero” che racchiude e in parte spiega tutta la rabbia e la frustrazione che provo (proviamo?) da anni… La Juventus vive un paradosso che non si esaurisce nei torti arbitrali o nei rigori negati. Il vero nodo è il rapporto con il sistema calcistico italiano ed europeo, un sistema percepito come ostile e capace di schiacciare chi prova a ribellarsi. La società silente e il peso del sistema Il silenzio della proprietà è diventato un marchio di fabbrica. John Elkann appare distante, più preoccupato dei propri equilibri finanziari e delle indagini Consob che della battaglia sportiva. La Juventus ha subito negli ultimi anni penalizzazioni lampo e processi compressi, come nel caso plusvalenze, dove la condanna è arrivata in tempi record e con punti di penalizzazione calcolati “a tavolino” per escludere il club dalla Champions. Questa assenza di voce non è solo un problema di immagine: diventa un fattore che incide direttamente sul campo. Senza una società pronta a difendere i propri uomini, la squadra appare fragile e demotivata. Dal silenzio alla scelta strategica Ed è qui che nasce il vero dilemma: piegarsi al sistema o combatterlo. La convinzione diffusa è che, se le battaglie legali di Agnelli e Giraudo dovessero proseguire, la Juventus rischierebbe di essere distrutta. Non importa quante sentenze favorevoli possano arrivare: se non vengono fatte valere nei confronti della FIGC, il risultato sarà sempre lo stesso. A chi non si piega, il sistema lascia solo le briciole che cadono dal tavolo. Il collegamento con la giustizia sportiva è inevitabile. Antonio Giraudo, radiato dopo Calciopoli, ha riaperto la battaglia legale chiedendo al tribunale di Roma di rimettere la questione alla Corte di Giustizia Europea (CGUE), contestando l’incompatibilità della giustizia sportiva italiana con il diritto comunitario. Parallelamente, Andrea Agnelli ha portato il suo ricorso sul caso plusvalenze davanti alla CGUE. Se queste cause dovessero avere esito favorevole, potrebbero scardinare l’intero impianto della giustizia sportiva italiana. Ma proprio qui si innesta la contraddizione: la società sembra intenzionata a restare fuori dalla battaglia, lasciando ad altri il compito di combattere. Gravina, UEFA e il riavvicinamento Il silenzio della Juventus trova spiegazione anche nei rapporti con la Federazione. Gabriele Gravina, oggi vicepresidente UEFA, ha tessuto relazioni strette con Elkann per favorire il riavvicinamento del club ai vertici istituzionali. La strategia sembra chiara: non pestare i piedi, rientrare nei ranghi, sopravvivere senza conflitti. Ma questa scelta ha un prezzo altissimo: la perdita di identità. La Juventus, storicamente simbolo di forza e autonomia, appare oggi una società “inesistente”, incapace di difendere i propri colori. UEFA, Superlega e il contesto internazionale Il silenzio della Juventus non si spiega solo con i rapporti interni alla FIGC, ma si inserisce in un quadro più ampio: quello della sfida alla UEFA e del progetto Superlega. Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, ha ribadito con forza che la Superlega non è una vittoria morale, ma uno strumento concreto per abbattere il monopolio UEFA e costruire un nuovo modello competitivo. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha riconosciuto l’illegittimità del monopolio UEFA, Pérez ha parlato di “vittoria netta” e ha annunciato che il club è pronto a chiedere risarcimenti e ad organizzare la competizione. La sua linea è chiara: non basta vincere nei tribunali, bisogna tradurre quelle vittorie in un progetto reale, capace di cambiare il calcio europeo. E qui si apre il contrasto con la Juventus. Nell’ultimo Consiglio di Amministrazione, il presidente Gianluca Ferrero ha chiarito che non ci saranno “soldini” per la Juve, non perché non spettino, ma per non irritare il potere e mantenere rapporti distesi. Una scelta che non appare come strategia, ma come resa preventiva: allisciare il pelo al sistema, tranquillizzarlo, rinunciare a rivendicare ciò che sarebbe legittimo.Il risultato è un paradosso: mentre Pérez incalza e vuole trasformare le sentenze in azione, la Juventus si limita a sopravvivere, accettando di muoversi a compartimenti stagni, facendo ciò che viene imposto e non ciò che sarebbe giusto. Non si tratta di autonomia, ma di convenienza. Dal vertice al campo: arbitraggi e motivazione Il malessere non nasce solo dai vertici. Sul campo, la Juventus subisce un insieme di condizioni che logorano: calendari sfavorevoli, direzioni arbitrali che interrompono il gioco, media ostili che innervosiscono i calciatori, assenza di fuoriclasse capaci di sopperire a questi gap. Gli episodi sono emblematici: Vlahovic bloccato da Doveri, Locatelli fermato su una rimessa veloce, insulti razzisti tollerati. In uno stadio ostile, dove per 90 minuti si urla “*”, la motivazione diventa fragile. E senza una società pronta a difendere i propri uomini, la demoralizzazione è inevitabile. Allenatori e società: un binomio inscindibile Il dibattito sugli allenatori – Spalletti meglio di Tudor, ipotesi Guardiola – si riduce a un punto: senza una società forte, nessun tecnico può incidere. La centralità della società nei risultati è evidente: la differenza tra vincere e perdere non è solo tattica, ma politica e gestionale. Dal campo alla curva: la voce dei tifosi E quando la società tace, la comunità juventina cerca di supplire. Si invoca maggiore partecipazione, più iscritti alla Fondazione, più rumore allo stadio. Si guarda con invidia alla compattezza di altre tifoserie, mentre allo Stadium prevale un pubblico borghese e rassegnato. La rabbia cova, ma manca ancora la scintilla che trasformi la protesta in azione. La Juventus non è solo una società: è la sua storia, la sua gente, la sua memoria. Conclusione: la domanda che resta aperta La Juventus vive un paradosso: società silente, tifosi divisi, squadra demotivata. Il vero nodo non è il rigore negato, ma la scelta strategica: piegarsi al sistema o combatterlo. Le battaglie legali di Agnelli e Giraudo potrebbero scardinare l’impianto della giustizia sportiva, ma la società sembra intenzionata a restare fuori, accettando solo le briciole.La Superlega poteva essere un’occasione di riscatto, ma la Juventus ha scelto di non combattere. E allora la domanda resta: rivogliamo la Juventus che onori la Sua Storia e la propria Dignità, la Juventus antesignana e visionaria, autonoma e combattiva, capace di sfidare i poteri e di dettare il futuro del calcio, oppure ci accontentiamo di una Juventus integrata nel sistema, buona e silente e ciononostante, in Italia ed in Europa, costantemente bistrattata, ridotta a comprimaria e mai protagonista?
  9. 16 punti
    Giusto provvedimento, peccato che il club si dimostra come sempre forte solo con i propri tifosi e debole con tutti gli altri, fare un comunicato anche per i cori di Firenze sembrava brutto, non vogliamo inimicarci le istituzioni, riverenza riverenza
  10. 15 punti
    Il reset totale è assolutamente inevitabile ma lo si può fare anche andando in Champions con qualche soldo in più..
  11. 14 punti
  12. 14 punti
  13. 14 punti
  14. 14 punti
    Per me stasera finisce il campionato. Ho spento a 20' dalla fine. Non ce la faccio proprio più fisicamente. Sono arrivato all'odio non più solo sportivo ma umano per quelli in campo, e ho capito che la devo smettere. Perché non posso permettermi di rovinare il weekend ai miei familiari per colpa di 11 eunuchi che usurpano una maglia col conto in banca straripante. Il calcio dovrebbe essere passione, gioia quando si vince e dolore quando inevitabilmente si perde. Per me da tempo è solo un misto angosciante di noia e rabbia. Va bene perdere anche per i prossimi 10 anni. Ma sempre con dignità, cosa che non c'è da tempo (avete presente come giocano quando cambia l'allenatore? E poi come diventano la partita seguente? Ecco, avete capito). Per ora vi saluto, compagni di tifo. Lontano dal forum continuerò ovviamente a tifare Juve, nel bello e nel cattivo tempo - come ho sempre fatto e sempre farò. Ma seguirò e simpatizzerò SOLO per chi suda la maglia, degli altri non mi frega nulla sportivamente e umanamente (che è già un piccolo progresso rispetto ad augurargli esplicitamente il male). Ci rivedremo presto, spero in tempi migliori. Che ovviamente non vuol dire quando torneremo a vincere (sarebbe da occasionali superficiali). Ma solo quando in campo e in dirigenza ci sarà di nuovo una cosa umanamente degna di essere chiamata "Juventus"
  15. 13 punti
    Che i cori sono stati fatti contro uno juventino. Se no non vedo altro motivo...
  16. 12 punti
    Ma se ci sono immagini che dimostrano la contemporanea presa...🤣🤣🤣 E vabbè è quello che ci meritiamo🤣🤦 D'altronde al sistema ti devi piegare sennò poi è peggio...in ogni caso FORZA IRLANDA DEL NORD!!!
  17. 12 punti
    Non capisco. Ci fermiamo e cosa dovrebbe succedere? Che Elkan diventa l’avvocato Agnelli? Che Comolli usi il cervello invece dell’algoritmo? Ferrero il nuovo Boniperti? Se sei contornato di burattini non è che arriva la fatina azzurra e li trasforma in essersi umani. Fintanto che resta questa proprietà questa sarà la Juve, una squadra votata al nulla, anzi meglio, votata ad essere l’Inter di Moratti dei poveri!
  18. 12 punti
    Quando si capirà che abbiamo una rosa orribile e mal costruita dal portiere in sù sarà troppo tardi.
  19. 11 punti
    Pensate quello che volete ma... nel momento in cui Vlahovic gli sfila davanti, Pablo Mari con la mano destra va subito verso la maglia di Dusan: Un attimo dopo, infatti, chiude la mano a pugno e lo si capisce anche dal movimento della maglia di Vlahovic, che si tende verso la schiena perché qualcuno la sta tirando. Non è il vento, non è fisica quantistica: è una mano che tira. La stessa mano resta lì, ancorata a pugno sulla maglia, quando poi anche Dusan inizia a trattenere a sua volta. Quindi le due cose non si escludono: Vlahovic trattiene, sì, ma lo fa dopo che viene agganciato. E non è che poi la lasci, eh: quella mano continua a tirare la maglia fino a quando cadono a terra entrambi. Poi oh, se vogliamo raccontarci che il primo a trattenere sia Vlahovic, facciamolo pure. Posso tranquillamente dire anche che Pablo Mari sia un cittadino della Corea del Sud, per dire.
  20. 11 punti
    Società muta, dirigenti, giocatori e i risultati sono questi! Veramente presi per il c.. fino alla fine.. 🙈
  21. 11 punti
    Io non ho mai e ripeto mai visto un portiere che tira indietro le mani e guarda il pallone entrare in porta. Lui lo fa sempre.
  22. 11 punti
  23. 11 punti
    Smettila di fissarti con cambiaso e Mckennie ,sono mediocri ,e conceicao deve giocare sempre ,tu come gli altri parlare di tecnica ma sempre gli scarponi mettete in campo
  24. 10 punti
    Ormai va bene tutto, oh. Capisco che il VAR sia diventato più una roba politica che tecnica, amen, me ne faccio una ragione. Così come mi faccio una ragione del paradosso astrale di Rocchi, che nel giro di poco tempo è riuscito a cambiare idea sul VAR a seconda del giorno... tipo mood of the day. Inter-Napoli del gennaio 2025, Rocchi: "Le cose discutibili non sono materia da VAR. Il chiaro ed evidente errore serve per togliere gli errori macroscopici." Perfetto. Se è dubbio, il VAR non entra. Il “chiaro ed evidente errore” è il filtro, serve solo per togliere le porcate veramente macroscopiche. Napoli-Inter di un mese fa, rigore su Di Lorenzo. Stessa roba. Nel mezzo mettiamoci Milan-Fiorentina (fallo su Gimenez) e il rigore su Pio Esposito sempre contro la Fiorentina. Stesso refrain. Il VAR interviene solo in caso di chiaro ed evidente errore, e Rocchi ci tiene a precisare che, se in sala VAR non sono convinti al 100%, la decisione la deve prendere l'arbitro. Se non siete proprio sicuri, non toccate niente, altrimenti sostituite l’arbitro e "non va bene", "non dobbiamo fare moviola." Pochi giorni fa (!!!) altra intervista di Rocchi in cui dice che "Il VAR deve correggere un errore arbitrale ma non deve sostituire l’arbitro, ho richiamato i ragazzi, la centralità è dell'arbitro". Niente ingerenze. Roba di giovedì o venerdì scorso, eh. Improvvisamente oggi spunta la perla, il colpo di genio, letteralmente quattro giorni dopo l'ultima intervista: la sala VAR legittimata a intervenire su tutto, "una OFR in più è meglio di una in meno". Cioè siamo passati, nell'arco di pochi mesi, da "le cose discutibili non sono materia da VAR" e "non dobbiamo fare moviola" a legittimare l'"intervenite su tutto, meglio una revisione in più che una in meno", cioè l'essato contrario che va predicando da 11 mesi (!!!!!). Non vedevo un’inversione a U del genere da quando gli Ulver sono passati dal black metal all'elettronica trip-hop nel giro di un disco. Ed è qui che, sinceramente, mi girano un po' le pelotas.. perché la sensazione ormai è che questo discorso cambi a seconda della squadra coinvolta e dell'onda mediatica del momento. Qualcuno glielo faccia notare davvero, perché sta diventando ridicola la cosa... Poi, sia chiaro.. il sangue amaro non me lo faccio venire. Chi dovrebbe averlo, se ne strafrega altamente. Quindi anche a me, alla fine, può fregare meno di zero. Il problema è un altro: tutte queste giravolte arbitrali, per la contentezza di qualcuno, mi fanno venire zero voglia di continuare a guardare questo circo. Ti ritrovi a seguire più le spiegazioni di Open VAR e le frasi di Rocchi che quello che succede in campo. E questo non è calcio, sinceramente. Mettici il silenzio dei nostri prodi eroi della dirigenza e si godano loro 'sta schifezza.
  25. 10 punti
    Tudor ha goduto di mesi di perdono, quando Spalletti pareggerà il conto fucileremo anche lui.
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.