Jump to content

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Leaderboard


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 05/19/2024 in all areas

  1. 78 points
    Non contava niente, ma che bella l'esultanza di Montero, il ritorno di Fagioli, la linguaccia di Yildiz, la reazione d'orgoglio di questi ragazzi. Ripartiamo insieme. Fino alla fine forza Juventus.
  2. 42 points
    [Se volete potete vedere questo topic come l'integrazione di quello col sondaggio, presente in JF. Qui si cercherà di fare solo una narrazione di questi tre anni, a cui ognuno potrà dare un apporto, o ricordare il momento più bello e il più brutto, ecc. Ma, ovviamente, astenersi da offese, insulti ecc] Premessa. Personalmente non avrei ripreso Allegri tre anni fa. Sia perchè (opinione) per la squadra che aveva appena finito un ciclo sarebbe servito un allenatore diverso (esattamente come invece servì uno con le sue caratteristiche per il post Conte), sia perchè Allegri stesso aveva tutto da perdere. Tre anni iniziati con CR7 ancora in rosa (andato via a fine mercato) e conclusi con mezza Next Gen in campo. Ripercorriamoli. Erano in tanti, tre anni fa, a pensare che se Allegri avesse accettato l'Inter (per sorvolare sulle altre opzioni), i nerazzurri avrebbero rivinto da subito, essendo una squadra già strutturata, da "gestire" nella maturità acquisita dopo lo stress contano, un po' come avvenne nel 2014 con la Juve. Max invece scelse la Juve, dove aveva, come detto, molto da perdere. La scelta di Andrea Agnelli sembrò una decisione "post covid". Con la botta economica della pandemia, AA diede l'impressione, sempre personalmente parlando, di non voler più rischiare di non entrare in Champions dopo lo scampato pericolo con Pirlo, "salvato" da Faraoni. In quel momento storico contava troppo non fallire quell'obiettivo (lo scopriremo meglio negli anni successivi), e Allegri sembrava una certezza in merito. Della serie: "Mi tolgo il pensiero dell'allenatore, mi garantisco l'entrata in UCL che in questi anni mi serve come il pane, e richiamo un tecnico vincente" (all'epoca rivoluto da una buona parte di tifoseria). Decisione poco comprensibile, però, quella di fargli quattro anni di contratto, invece di lavorare ad una formula più malleabile. Ma tant'è! Allegri probabilmente credette di ereditare una forza che non c'era già più, o comunque una squadra che poteva ancora contare su Ronaldo, vale a dire una trentina di gol stagionali d'ufficio. Due fattori che gli fecero proclamare, in estate, di puntare allo scudetto, come chi, con l'entusiasmo del ritorno a casa, non si rende ancora conto di quanto sia cambiato l'arredamento. E il pezzo più pregiato di quell'arredamento cambierà casa proprio negli ultimi giorni di mercato: via Ronaldo, dentro Kean (non esattamente la stessa cosa). Da lì un inizio stentato, i gol che fanno fatica ad arrivare (Morata che oggettivamente ne sbagliò una vagonata), Chiesa che inizia in autunno con i primi infortuni, prima di culminare col crociato di gennaio, ecc. Ma dopo quell'inizio mediocre, e superato il girone di Champions, la Juve iniziò in realtà a raccogliere risultati, ancora di più con l'arrivo di Vlahovic a fine gennaio, arrivando clamorosamente a giocarsi il rientro nella lotta scudetto nel big match contro l'Inter di aprile allo Stadium. Vincendo (vado a memoria) la Juve avrebbe superato i nerazzurri, arrivando a due punti dal Milan che poi si laureerà campione. La Juve stradominerà la partita, giocandola alla grande, prendendo l'Inter a pallate, ma perdendola per gli episodi che ricordiamo tutti, una costante di quell'annata contro i nerazzurri (persa sia una Supercoppa al 120°, "stranamente" giocata a San Siro, per un errore di Alex Sandro, ma con topiche arbitrali precedenti, sia la finale di Coppa Italia, con altre cialtronate assurde di arbitro e var). Sconfitta in quella partita, la Juve mollerà mentalmente. Non sarà l'unica volta che succederà. La vera delusione, ad ogni modo, sarà l'eliminazione casalinga agli ottavi contro il Villarreal: in Spagna una buona ora di gioco, per poi abbassarsi quasi inspeliegabilmente e subire il pari. A Torino alcune occasioni sbagliate prima di un tracollo inaccettabile. Come detto, la finale di Coppa Italia già citata, sancirà, col rigore per i nerazzurri (ancora assurdamente in 11) inventato a pochi minuti dalla fine, la chiusura della prima stagione. L'inizio della seconda (anche questa sarà falcidiata dagli infortuni, su tutti Chiesa ancora sotto recupero dal crociato e Vlahovic in perenne pubalgia) sarà forse il peggior momento di Allegri in questo triennio. Perchè se per i tre mesi di quest'anno può valere (ma non per un tempo così prolungato) la scusante dell'obiettivo venuto meno e del vantaggio sulla quinta, in quel caso eravamo a inizio stagione, ad obiettivi aperti! Gioco deprimente, e anche a livello comunicativo non sembrava più lo stesso Allegri, con quell'intervista fantasma rilasciata a Sconcerti che era già un primo segnale di sfogo. Inizio pessimo dunque, anche nella gestione dei giocatori. Per sua stessa ammissione, che però in pochi ricordano, forzò tre volte il rientro di Di Maria dagli infortuni, contro il parere dei medici, ammettendo poi l'errore in conferenza, nonostante qualcuno pensi ancora che fosse Di Maria a trattenersi, quando di fatto rischiò di saltare il mondiale (ne giocò infatti meno della metà dei minuti) per essersi messo a disposizione. Soprattutto, un girone di Champions indecoroso (nonostante la Juve abbia giocato le due migliori partite contro l'avversario più forte, il PSG), sfociato nella figuraccia disastrosa col Maccabi. Ma proprio dopo il Maccabi sarà ancora Agnelli a dare una sferzata a tutta la Juve, parlando di vergogna, ma ribadendo la fiducia ad Allegri, che da quel momento sembrerà molto più tranquillo e a suo agio. Difatti la Juve iniziò a recuperare punti su punti con una serie di vittorie consecutive a cavallo del Mondiale, prima che i punti diventassero un optional ceferiniano col terremoto che conosciamo, l'assassinio sportivo di chi sappiamo, e una società totalmente ribaltata! Fuori Agnelli, Nedved, Arrivabene, tutti! Dentro una dirigenza "contabile", che, eccetto l'ultimo arrivato Giuntoli, fa fatica ancora oggi a far presa sui tifosi. Allegri, in pratica, rimane l'ultimo baluardo di vecchia Juve a difesa dei colori, vergognosamente calpestati ancora una volta da soggetti di ogni tipo: cariche istituzionali, procuratori odiatori e rei confessi, ex groupies dell'Avvocato, ecc. Quei mesi di guida su una nave in tempesta sono un merito assoluto, di quelli che restano, ne accrescono ancora di più la figura presso la tifoseria organizzata (che a queste cose tiene) e che gli saranno riconosciuti anche da tanti nemici. In Coppa Italia si esce in semifinale contro l'Inter, in uno scontro di aprile che sarà nuovamente una sliding door. Alla gara di andata si arriva con Simone Inzaghi quasi esonerato. La Juve al 90° sta vincendo 1-0, ma una palla sfiorata da Bremer in area all'ultimo secondo varrà il rigore di un Lukaku in crisi, e il pandemonio mediatico che scaturì dagli insulti successivi (molto diverso rispetto ad altri casi analoghi). Da quel preciso momento l'Inter risorge, chiude alla grande la stagione, arriva persino in finale di Champions, e su quella scia dominerà il campionato successivo. La Juve invece diventa quasi una squadra fantasma (perderà al ritorno senza quasi neppure giocare), provando a dare tutto nella rimanente Europa League, ma uscendo in semifinale contro l'inenarrabile buona stella del Siviglia in questa competizione. La Juve chiude terza, e senza l'episodio più assurdo e inappellabile della storia del var (in Juve-Salernitana), sarebbe seconda, in un'annata in cui chiunque sarebbe crollato, qualsiasi squadra avrebbe mollato... ma l'ultima penalizzazione (arrivata a un quarto d'ora dal fischio d'inizio di Empoli-Juve) la priva dell'ingresso nelle coppe, come da volontà di Ceferin, anticipataci più volte dal primo quotidiano sportivo nazionale! E infine l'ultima stagione, che inizia con due defezioni tafazziane (doping di Pogba e squalifica per scommesse di Fagioli) che minano definitivamente il centrocampo. Campionato a due facce, con un girone d'andata a ritmo scudetto (a cui, personalmente, non ho mai creduto, o a cui diciamo che ho fatto molta fatica a credere), un gennaio esaltante, per poi crollare dopo il pareggio interno con l'Empoli in 10vs11 e la sconfitta di San Siro (alibi ammesso anche dai giocatori, che però può giustificare forse un mese di risultati mediocri, non tre e mezzo di pessimi, giocati ad un ritmo punti da provinciale). La Juve da lì è sembrata proprio un'altra squadra. Non che prima rubasse l'occhio, ovviamente, ma era difficilissimo tirarle in porta, mentre adesso è fin troppo semplice. Prima non giocava "bello", ma faceva il suo "bene". Ora non fa bene nemmeno il suo. Questo accresce sempre più l'impazienza dei tifosi, che non vedono gioco (da tanto tempo), né voglia, né cattiveria (salvo in un paio di big match), e assistono ad alcune scelte poco comprensibili e sempre conservative (senza contare alcuni commentatori che fino a prima di Juve-Empoli parlavano di un "Allegri credibile quest'anno", e che al primo passo falso hanno vomitato di tutto). Da rimarcare però come questa sia una Juve con pochi giocatori veramente rappresentativi, pochi sopra un certo standard, con lo storico nucleo italiano molto decimato, con pochissimi leader, con tantissimi giovani spesso provenienti dalla Next Gen, quindi da un campionato di Serie C, e ancora poca personalità. I piani della società indicavano la qualificazione in Champions e la finale di Coppa Italia, e i piani, nonostante tre mesi e mezzo assolutamente pessimi, sono stati rispettati, vincendo la finale da sfavoriti. Ma in quei minuti finali (e nel post) è saltato quel tappo che già precedentemente aveva mandato segnali chiari. Le divergenze con la società, il silenzio della stessa difronte ad alcuni torti molto pesanti (un modo di fare "silenzioso", questo del club, che è da valutare per il futuro, perchè di porgere l'altra guancia moltissimi juventini si sarebbero stufati), la diversità di vedute sul mercato di gennaio, l'essere stato esautorato (nei fatti) a febbraio, attraverso spifferi, voci di corridoio, rivelazioni altrui (mai accertate), forse anche quel suo sentirsi immagine stessa della Juve (più volte si è discusso su un suo futuro da dirigente)... tutto sfociato nella reazione contro arbitro e designatore (per un arbitraggio da sicari) che ha infiammato la quasi totalità del tifo, ma soprattutto contro dirigenza (e qui non puoi mai pensare di vietare ad un dirigente di scendere in campo, o decidere di allontanare il tuo capo) e giornalisti (a più riprese), che hanno segnato un punto di non ritorno. Una coppa vinta, con relativi record, ma con un post che non rende merito nè ad Allegri (per quanto sia possibile essere comprensivi verso la sua "solitudine" societaria), nè in un certo senso, perlomeno nei modi, alla stessa società, che chiude i rapporti con un comunicato troppo freddo e troppo duro (almeno per chi vede le cose dall'esterno), forse unico nella storia, senza un grazie, parlando di "finale" e non di Coppa Italia vinta, che forse ci fa capire che in questo film ci sono tante cose irrisolte che non conosciamo, di cui lo sfogo post finale di Coppa Italia è solo un fotogramma. Un susseguirsi di eventi pressocchè unici per qualsiasi altro club (in un tempo così ristretto) defluiti in una polveriera di emozioni trattenute e incomprensioni mai sopite, che affondano le radici negli anni addietro, quando qualcuno trasformò l'allegrismo in uno scontro ideologico senza limiti, e proseguite navigando in ogni genere di mare, compreso quello in tempesta. Questa è stata la Juventus recente. Questo è stato l'Allegri bis. E adesso... AVANTI! Sempre! 🤍🖤
  3. 40 points
    L’anno scorso tutti a disdire perché ce la stavano mettendo in quel posto e questi ci fanno accordi Una società che tiene ai propri tifosi
  4. 37 points
    Il prossimo che riporta Cassano lo sospendo fino a quando il barese non dirà una cosa intelligente.
  5. 37 points
    Semplicemente 3 anni buttati, dato non confutabile nemmeno da un esercito di vedove
  6. 35 points
  7. 35 points
    Gli è stato permesso di vincere campionati e sfiorare due trofei europei. Devono pagare per tutto, affogare in miliardi di debiti e soffrire lentamente, retrocedendo gradualmente in Serie D elemosinando prestiti all'Arzignano Valchiampo con Materazzi in panchina.
  8. 29 points
    "Il periodo più difficile della mia vita è stato lontano da casa mia. A Palermo mi ero trovato bene, Lippi mi aveva voluto come terza scelta per il mondiale, poi era arrivato il Wolfsburg, una squadra straordinaria, un ambiente un po' difficile. A 30 anni mi sentivo un calciatore finito, non avevo più stimoli e difendevo poco. Era il 2011, sera, a cena con degli amici. Il mio telefono squilla molte volte, non rispondo mai perché credo sia qualcuno del Wolfsburg, non avevo la mentalità per sentire nessuno. Torno a casa alle 22, guardo chi era e scopro il numero di Del Piero. Lo richiamo: "Alex, ti disturbo?". "No, Barza, ti chiamo per chiederti una cosa. Come stai fisicamente?" "Fisicamente? Non come quando siamo diventati campioni". Ha riso, poi ecco il suo piano: "La Juventus mi ha chiesto di proporre un difensore da portare qui, ho fatto il tuo nome. Devi prendere il primo aereo e venire qui, serve la tua esperienza". In un primo momento sono rimasto senza parole. Osservavo Del Piero distruggere il mondo quando ero piccolo, sentirlo al telefono era già un emozione enorme. "Non posso, Alex, forse mi ritiro". "Cosa? Vuoi ritirarti? Sei uscito di testa? Muoviti che a Torino dobbiamo rinascere, un leader difensivo come te serve". "Ma ho 30 anni e nessuna voglia di giocare". "A 30 anni hai voglia a fare stagioni decenti, vieni alla Juventus". Non ringrazierò mai abbastanza Del Piero per aver dato alla mia carriera un senso. Gli anni con la Juventus sono stati i migliori della mia carriera, ho disputato grandi partite e non c'è squadra migliore. Parlate del Real, del Barcellona, la Juventus è unica e nessuno sembra capirlo. La Fiorentina mi ha cercato per una stagione a 400.000 euro in più, ho rifiutato. La mia carriera è intitolata a questa squadra". ANDREA BARZAGLI Un uomo. Un campione.
  9. 28 points
    prima o poi faranno quei gruppi tipo alcolisti anonimi dove uno si alza e dice: "ciao sono tizio e non penso ad allegri da 254 giorni"
  10. 27 points
    433 iniziale con Yildiz e Chiesa a DESTRA era l unica intuizione che poteva dare un senso alla gara. Montero ci è arrivato tardi. Peccato. Allegri non ci sarebbe mai arrivato.
  11. 26 points
  12. 26 points
    Lascia il Cagliari e il calcio Claudio Ranieri. Onore a te mister Fine ot
  13. 26 points
    Mister, questa cosa si poteva evitare, ma l'errore vero, lo ha fatto John Elkann lo scorso anno. Anzi, ne ha fatti due. Errore numero 1: la superficialità con la quale, dopo aver detto a Calvo "ok, sei a capo della ricostruzione sportiva della Juve", dà molti poteri, in merito, anche a Max. Risultato? Calvo, superiore di Max, si sceglie il direttore sportivo (Giuntoli), con Allegri che prova a far di tutto per diventare il "Ferguson della Juve", ficcarci un ds amico (Manna, Massara, Rossi...) e "scalare" la Juve. Questo porta alla firma di Giuntoli, e a Max che fa la stessa cosa che ha fatto con Vaciago. Solo che lì, aggredisce Calvo stesso. A quel punto, il secondo errore di John Elkann: forzare la convivenza tra il nuovo assetto (complice un Giuntoli in ritardo) e Allegri, con il risultato di spedire Calvo a Vinovo (Calvo che non si è poi proprio più occupato di prima squadra, zero incontri con Conte, zero di zero) e isolare Giuntoli e Allegri. Però ad Allegri viene detto chiaro: ultima stagione con te, mister. Sono i presupposti per una bomba pronta ad esplodere Da questa situazione, parte un'annata in cui Allegri si prende tante libertà, libertà che gli vengono concesse da Giuntoli-Scanavino. Caccia il ds dagli allenamenti, diserta i meeting settimanali con il management mandandoci Landucci, parla un po' troppo con i giornalisti amici che scrivono di spaccature, indecisioni, di Max con potere, di Giuntoli un po' coglionotto. Manda l'agente in radio a dire che se lo cacciano sono scemi. Dietro le quinte ha tanti momenti di frizione con Giuntoli, lo caccia dagli spogliatoi dello Stadium dopo certe partite. Con la Lazio in Coppa Italia (versione di Agresti e di qualcun'altro) ha rischiato davvero l'esonero. Prima della finale pare abbia detto a Giuntoli che se avessimo vinto gliel'avrebbe fatta pagare. Ha vinto ed ha dato di matto. A quel punto, era inevitabile. L'errore l'hai fatto lo scorso anno forzando una convivenza al limite dell'impossibile. E francamente io avevo paura di una società che davanti a tanti casi di insubordinazione, è rimasta tanto spesso passiva. Stavolta non poteva chiudere occhi, bocca e orecchi e fortunatamente è intervenuta con mano pesante.
  14. 26 points
  15. 25 points
    Alex Sandro non può più superare Nedved. Niente, that's all.
  16. 25 points
    No...il nostro ex Beppone non ha nessun aggancio dovuto al fatto di essere chi è...altrimenti li avrebbe avuti anche a Torino...li ha per la carica che ricopre e la società per cui lavora... Quando stava alla Juve lo inseguivano le telecamere delle Iene...lo accusavano di brigare con gli ultras...ogni 2X3 finiva su qualche titolone... Da quando è a Milano è diventato intoccabile...innominabile e inaccusabile...ma non perchè lo Spirito Santo abbia posato la sua mano su di lui...semplicemente è entrato nell'organigramma della società più "intrallazzona" del globo... Un pò come Conte....che da noi era dopato...scommettitore e arrogante...mentre da loro diventò il condottiero senza macchia e senza paura... Quindi mettiamola così...finchè Marotta lavorerà per i prescritti non gli capiterà mai nulla di "giudiziario"...dovesse lasciarli perderebbe di colpo l'immunità datagli dalle sacre strisce nerazzurre...
  17. 24 points
  18. 18 points
    3 anni letteralmente buttati,il tutto grazie all'esiliato in Olanda che lo accolse come il Messia facendogli un contratto fuori dal mondo.
  19. 18 points
    La Compattezza di intenti serviva da gennaio ...almeno abbiano il buonsenso di starsene ZITTI
  20. 17 points
    Insomma questi hanno fatto mercato e vinto con una società praticamente fallita e in federazione nessuno ha fatto niente come al solito (quando non si tratta di juve) adesso vediamo quanto sarà "radioso" il loro futuro
  21. 17 points
    Tra il Sassuolo e Berardi è rottura, ha fatto molto rumore l'assenza dell'esterno allo stadio per l'ultima partita casalinga che ha sancito la retrocessione in B. Il fatto che l'esterno abbia preferito il Gran Premio di Imola è la testimonianza del gelo tra le parti. In B probabilmente non scenderà anche per risparmiare sull'ingaggio da 3 milioni, per la Juve alla ricerca di più di un esterno d'attacco potebbe essere un occasione sempre che la ripresa dal ko per la rottura del tendine d'achille sia positiva e possa garantire l'utilizzo del giocatore
  22. 17 points
  23. 16 points
    Non si meritava la campagna d'odio che mise in piedi De Paola su Tuttosport per cacciarlo via da Torino. Non era lui il problema e l'anno dopo noi sbattemmo fortemente il muso...
  24. 16 points
    Piccolo ot. Il mago Klopp che si congeda dai suoi tifosi invitandoli ad inneggiare per il suo sostituto. Categorie.
  25. 16 points
    In questo momento puoi sfogarti perche' il tuo amichetto non e' piu' tra noi (inteso come tesserato), quindi umanamente comprendiamo il tuo dolore e la tua rabbia, e Motta non e' ancora ufficialmente il nostro allenatore...ma hai i giorni contati perche' se parlerai cosi quando Motta sara' un nostro tesserato sono sicuro che andrai al pascolo per molto moltissimo tempo...quindi penso che i tuoi argomenti si esauriranno visto che non leggo nulla di particolarmente interessante (avrei potuto utilizzare altro termine ma sono un signore) manifestarsi dalle tue elaborazioni neuronali se non i soliti palesi rosicamenti di gengiva tipici delle vedove allegriane...
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.