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    Per i nati dopo gli anni 90, per chi non ha vissuto il periodo d’oro del calcio italiano quando tutti i migliori giocavano da noi, per chi conosce quegli anni magici esclusivamente tramite i social o le commemorazioni on line dei quotidiani sportivi italici (specie quelli di colore rosa) ecco una breve guida pratica, che ruba il titolo ad una celebre rubrica della Settimana Enigmistica…perché, forse non tutti sanno che… …Roberto Baggio, il divin codino, uno dei migliori calciatori italiani di sempre, oltre ai sensazionali ottavi posti in campionato conquistati con Fiorentina, Bologna e Brescia e soprattutto al leggendario spareggio per il quarto posto vinto con l’Inter, ha giocato anche nella Juventus, dove tuttavia non è andato oltre a uno scudetto, una coppa UEFA, una Coppa Italia, un pallone d’oro e 115 gol segnati in tutte le competizioni …Giovanni Trapattoni, il Trap Nazionale, ha vinto trofei in tutti i campionati d’Europa diventando un’icona del calcio internazionale. È stato anche allenatore della nazionale, del Cagliari e della Fiorentina, ma costruisce la sua leggenda personale guidando l’insuperabile “Inter dei record” che conquistò la bellezza di uno scudetto. Ha anche allenato la Juventus per un periodo, limitandosi tuttavia alla vittoria di 6 campionati, 2 coppe Italia, 1, coppa dei campioni, 1 Intercontinentale, 2 coppe UEFA, 1 coppa delle coppe e una supercoppa UEFA. …il mondiale degli italiani, del Presidente Sandro Pertini, il mitico Mundial 1982 che portò milioni di italiani a festeggiare in piazza sarà per sempre ricordato per le grandi prestazioni dello Zio Bergomi e di “una vita da mediano” Lele Oriali, nonché per il gol decisivo in finale di Spillo Altobelli. Fecero parte della fortunata spedizione, fra gli altri, anche Dino Zoff (capitano), Gaetano Scirea, Marco Tardelli (autore di 2 gol con Argentina e Germania), Antonio Cabrini (in gol con l’Argentina), Claudio Gentile, Bruno Conti e Paolo Rossi, capocannoniere e pallone d’oro. …il più grande allenatore italiano di sempre, Arrigo Sacchi, guidò la nazionale italiana ai mondiali USA 94, dopo aver conquistato uno scudetto e due coppe dei campioni col Milan. La sua Italia fu battuta solo ai rigori dal Brasile, dopo aver superato le fasi eliminatorie grazie ad un calcio spettacolare e ai colpi di fortuna dello juventino Baggio. Un altro caso di allenatore passato dal club alla nazionale è quello di Marcello Lippi che però è non è riuscito ad andare oltre ad un titolo mondiale, dopo un’apparizione fugace con la Juventus (5 scudetti, 1 coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 coppa Intercontinentale, 5 finali europee). …gli anni 80 italiani furono il palcoscenico del più grande di tutti, Diego Armando Maradona. Ma in quel periodo tutti i migliori del mondo giocavano da noi: Zico, Socrates, Matthaeus, Rummenigge, Falcao. Altri nomi di quel periodo: Junior, Prohaska, Passarella, Brehme, Careca, Hansi Muller, Ramon Diaz e Platini (3 titoli capocannoniere, 3 palloni d’oro, 3 scudetti, 1 coppa dei campioni, 1 coppa delle coppe, 1 coppa intercontinentale, 1 supercoppa europea, 1 coppa Italia, il tutto però in ben 4 anni). …Roberto Bettega è stato un discreto attaccante della Juventus e della nazionale fine anni 70/primi anni 80…all’epoca i migliori attaccanti italiani erano tuttavia Altobelli, Muraro, Pruzzo, Selvaggi, Giordano, Graziani e Pulici. …Luciano Moggi, figura controversa protagonista dello scandalo tutto juventino Calciopoli, è stato dirigente del Napoli vincente di Maradona, oltre che del Toro finalista in Europa, della Roma ed è stato a più riprese cercato da Inter e Milan. …proprio negli stessi anni nei quali il Chino Recoba incantava i tifosi italiani con le sue prodezze, Zinedine Zidane militava nella Juventus. Chi ha buona memoria può integrare a piacimento.
  3. 65 punti
    Gatti e Cambiaso tra i molto probabili partenti. Gatti anche per ragioni umane, dicono uno che è meno perbene e professionale di ciò che appare. Dicono. Al netto del rinnovo a fronte di offerte udite udite Locatelli non è incedibile. BS mi dicono testuali parole: non ha motivi per non venire, una scelta diversa ci lascerebbe molto sorpresi. @Lev
  4. 55 punti
    Pare che le escort che sono state con Bastoni abbiano simulato
  5. 45 punti
    C'è un punto, un momento in cui la rabbia smette anche di essere rabbia e diventa stanchezza, nausea.. diventa quella sensazione brutta, quasi fisica, di avere già visto lo stesso film, la stessa sceneggiatura, gli stessi errori, le stesse parole nel post-partita per la quarantesima volta in tre anni. E intanto la Juventus pareggia 1-1 in casa contro un Hellas già retrocesso in una partita che doveva essere vinta senza se e senza ma. Ecco, io non ce la faccio più. Ma non è che non ce la faccio più perché non vinciamo eh, non ce la faccio più ad ascoltare dichiarazioni. Non ce la faccio più a sentire che "dobbiamo migliorare", come ha detto Cambiaso dopo la partita, perché questa frase ha perso qualsiasi significato, non può essere la grande presa di coscienza del 3 maggio. Non ce la faccio più a sentire che c'è rammarico perché non è vero, state tirando in giro i tifosi. Il rammarico lo può avere chi ha sbagliato una volta, chi ha inciampato nel momento sbagliato... Ecco, questo non è un inciampo, perché ci troviamo davanti una squadra che da ANNI cade sempre nello stesso tombino e OGNI CAVOLO DI VOLTA, rialzandosi, fa finta di aver scoperto per la prima volta che il tombino esiste ed è piazzato lì. Ecco, è una squadra che non impara mai. MAI. Che domina sterile, che produce volume, che tira, che crossa, che spinge, che magari ti fa anche dire per un quarto d'ora "dai, prima o poi entra" ma poi, quando dovrebbero entrare in campo cattiveria, lucidità, scelta giusta, controllo orientato, ultimo passaggio, senso del momento, personalità e carattere, sparisce. Si scioglie e diventa una somma di "poche idee e anche molto confuse". Il Verona era già retrocesso, cribbio! Eppure siamo riusciti nell'impresa di trasformare quella che doveva essere una formalità, da grande squadra, in un altro psicodramma assurdo. E quindi basta parlare di altro. Basta parlare di allenatori, di moduli, di cambi, del quinto che spinge o non spinge, la posizione di Yildiz, la costruzione a tre o a quattro. Queste cose contano, certo, ed è giusto discuterne ed è anche bellissimo farlo. MA parlarne come se fossero il cuore del problema è troppo facile. Perché la verità è più brutta: questa squadra, intesa come gruppo di giocatori, come blocco mentale e tecnico, non è da Juventus. Punto. Easy and simple. Sì ok, alcuni sono buoni giocatori. Ma il problema è quello... sono buoni giocatori. Da altre squadre, per altri contesti per altri obiettivi. Roba da stagioni tranquille, da piazzamenti onorevoli, da "abbiamo fatto una buona prestazione" dopo un 1-1 con una squadra retrocessa.. Perché la Juventus non può essere il club da "terapia di gruppo" perché bisogna rimanere sereni. Ma sereni di cosa? Ma siamo seri? Qui siamo nel campo della dignità sportiva. Perché una squadra che ha davvero fame, una squadra che sente davvero il peso della maglia e della partita una partita del genere la azzanna. Magari male, magari sporca ma la vince. Sicuramente non si mette nella condizione di dover rincorrere e non aspetta che la partita diventi isterica. Perché poi creiamo ok, ma le occasioni non sono un trofeo, i tiri non sono punti e il possesso non fa la storia. La Juventus non è MAI stata celebrata per il volume di gioco o quant'altro ma perché fa sentire all'avversario che prima o poi il muro sarebbe crollato perché dall'altra parte c’era qualcosa di più forte della tattica, ovvero la Juventus. Invece oggi la Juventus condanna solo i suoi tifosi. Il 6 ottobre scrivevo che il problema del tasso tecnico era enorme. Che non si poteva ridurre tutto all'allenatore. Che la rosa aveva, sì, un valore nominale importante, ma un profilo tecnico povero rispetto alle ambizioni del club. Scrivevo dei 96 tiri e dei 9 gol, del possesso alto e della conversione bassa, del fatto che questa squadra arrivava tanto ma trasformava poco. Mi si era detto che ero isterico, pessimista, che con un altro allenatore avremmo cambiato tutto e saremmo arrivati secondi. Ecco non era pessimismo. Non era isteria da inizio stagione. Era un campanello d'allarme grosso come una villa. E sapete cosa mi da fastidio? Doverlo rivangare. Perché la qualità tecnica è il mezzo con cui vinci le partite che sono bloccate, sporche, contro squadre chiuse, quelle in cui l'avversario ti lascia palla e ti invita a dimostrarti di essere più forte. E la Juventus, troppe volte, non lo dimostra ma invece si agita, innervosisce, inizia andare un po' a caso tra cross, ribattute, tiri deviato, angoli, mischie, altre ribattuta... Ma dov’è la giocata pulita, il filtrante, il centrocampista che mette ordine nella tempesta??? Non abbiamo abbastanza. Questa squadra sembra essersi abituata alla mediocrità e questa è la cosa più grave di tutte... perché perdere può capitare, pareggiare può capitare, sbagliare può capitare... ma abituarsi al linguaggio dell'insufficienza no, basta, BASTA. Abituarsi al "siamo mancati nei dettagli", no. Abituarsi al "dobbiamo migliorare", no no no. Abituarsi al fatto che ogni anno, ogni mese, ogni ciclo, ogni ripartenza, si finisca sempre a fare gli stessi discorsi no. BASTA. Il tifoso juventino è STANCO perché non riconosce più questa squadra e perché guarda gli altri vincere, costruire, sbagliare e correggere, mentre la Juve continua a raccontarsi che "manca poco", che "la strada è giusta", che "bisogna crescere"... Ma crescere quando? Sono sei anni che dobbiamo crescere e migliorare. Sono sei anni che il domani viene usato come anestetico per non guardare le vaccate fatte oggi. E oggi dice che questa squadra non merita la Champions League. Mi spiace dirlo ma la Champions la devi conquistare, devi dimostrare di meritarla. Devi andare in campo contro il Verona e vincere, sfruttare la caduta degli altri e sentire il sangue. Questa squadra invece non sa dove si trova. Non per impegno eh, ovvio che corrino e sudino. Poi ovvio che non vanno in campo per perdere. Ma è quello il problema PEGGIORE... molti di loro sembrano fare il massimo che possono, e quel massimo non basta tecnicamente e non basta mentalmente. La partita con il Verona è lo specchio perfetto di questa normalizzazione. Una grande occasione buttata via. E quante grandi occasioni abbiamo buttato via negli ultimi anni? Quante volte la classifica ci ha aperto un portone e noi abbiamo ci abbiamo sbattuto contro? Quante volte abbiamo detto "questa era da vincere" dopo averla pareggiata o persa? Quante volte abbiamo pensato " eh vabbè adesso capiranno" e poi, due settimane dopo, eravamo punto e a capo? La verità è che non capiscono. O non possono capire. O non hanno gli strumenti per trasformare la comprensione in cambiamento. E allora basta favole e basta illusioni o racconti. Manca una spina dorsale tecnica e mentale all'altezza della Juventus e soprattutto manca la Juventus. Mi spiace, ma manca tanto quella Juventus scomoda, antipatica, quasi arrogante, che è sempre stata identità prima ancora che stile. Perché la Juventus non può dire "buona partita" dopo ieri. Dopo ieri ci si guarda allo specchio e si dice "Non siamo abbastanza"... fine. E da lì si riparte, se si ha il coraggio. Juventus-Hellas 1-1 deve essere la fine delle scuse. Ora serve guardare in faccia la realtà -> molti di questi giocatori non sono da Juventus. Non lo sono oggi, non lo saranno domani, non lo diventeranno per magia dopo l'ennesima intervista piena di finto rammarico. E se la società non avrà il coraggio di capirlo, allora continueremo a vivere dentro lo stesso incubo per altri anni... partite da vincere non vinte, occasioni buttate, Champions trattata come una montagna da scalare invece che come il pavimento su cui poggiare. Povera Juve, che fine che hai fatto.
  6. 44 punti
    Risultato mai in discussione. Passo in avanti importante.
  7. 40 punti
    (26 luglio 1971 - 25 aprile 1995) Son passati ormai 31 anni da quando ci hai prematuramente lasciati a soli 23 anni, ma non ti abbiamo dimenticato, il tuo ricordo resta vivo... SEMPRE e per SEMPRE nel ❤️ !
  8. 40 punti
    Trovo sempre abbastanza agghiacciante che alla stampa italiana sia contentito (innanzitutto dalle Procure che si vendono le informazioni) dare in pasto all'opinione pubblica i nomi di gente oltretutto nemmeno indagata (non sono accusati di aver commesso nessun reato) in relazione ad un'indagine in corso, chiunque sia coinvolto. Ma anche noi come pubblico siamo i primi a permetterlo, quando succede con gente di cui ci frega qualcosa ci indignamo e facciamo i garantisti, se succede agli altri ci intratteniamo nel gossip più becero.
  9. 39 punti
  10. 39 punti
    Come valutereste uno scambio tra Cambiaso e Reijnders? IN Grimaldo del B. Leverkusen? Ciao a tutti.
  11. 37 punti
    Allora rimaniamo cosi e non facciamo nulla ja, così puoi continuare a lamentarti di ogni cosa
  12. 34 punti
    Con il Milan dialoghi in corso per un possibile scambio Gatti - Pulisic. Occhio a Koop - Roma.
  13. 33 punti
    una partita del genere, sapendo anche i risultati delle altre, a fine primo tempo doveva già essere 4-0 senza se e senza ma, dovevano entrare in campo alle 18 con il sangue agli occhi, ed invece tutto buttato nel *...nulla di nuovo, tanta gente che con la juventus con la J maiuscola non ha nulla a che fare.
  14. 29 punti
    solo per aver preso come esempio da “imitare” gli infami a strisce nere e azzurre, meriteresti di essere preso a calci nel sedere. Miracolato.
  15. 27 punti
    ANALISI TATTICA COMPLETA (VISIVA E TESTUALE) DI JUVENTUS-BOLOGNA Comincerò oggi con questo nuovo tipo di analisi che non consta nè dei classici 10 punti testuali nè delle classiche slide, ma che è una sorta di mix dei diversi elementi di analisi a disposizione, per creare una disamina tattica della partita quanto più esaustiva possibile. Per farlo, mi avvarrò sia del contributo di Sofascore (dati Opta) che delle slide direttamente prese "live" dall'Allianz Stadium e fornite dall'utente onetime (che ringrazio del prezioso contributo). Tutta l'impostazione dell'analisi, tutta la parte testuale e la disamina vera e propria, chiaramente, sono invece tutta opera mia, per cui vi dovete giocoforza accontentare Di base la squadra è partita con il consueto 3-4-2-1 o 3-4-3 se preferite, seppur stavolta non ibrido, ma abbastanza classico, con due giocatori schierati più in funzione di catena per fare i quinti classici e dunque non solo Holm a destra ma perfino Cambiaso, di cui riporto qui di seguito la heatmap, hanno fatto questo tipo di lavoro e che, a parte il solito aiuto che Cambiaso spesso dà in uscita, ci mostra comunque la heatmap di un quinto "vero" (notiziona, oltre che cosa utile alla squadra), come vedete qui di seguito: In realtà l'assetto tattico è switchato spesso e, avendo noi avuto a lungo il pallino del gioco, si è finiti per giocare sostanzialmente con un super anomalo 4-2-3-1 che potete vedere qui dalle posizioni medie: In sostanza, in fase di possesso ci mettevamo in questo strano 4-2-3-1 che avete appena visto, con sempre più evidente il trucco di avere, in mancanza del fatidico "centravanti da pallata addosso", un David che in pratica fa il "legatore di gioco / quasi trequartista", per dare spazio offensivo ai due esterni, che di fatto diventano le vere punte della squadra, in attesa che poi i due centrocampisti e lo stesso David arrivino a rimorchio. In particolare si nota la posizione di Chico che, come avevamo evidenziato già tempo addietro qui nel cafe, spesso rimane l'uomo più avanzato in fase di non possesso per svariati motivi: A) ribaltare l'azione B) ovviare appunto all'assenza del centravanti di peso C) sfruttare la maggiore gamba e il minor traffico che si possono trovare sull'esterno al fine di uscire "facile" dalla fase difensiva e trasformarla, anche velocemente, in fase offensiva. Lo si è visto bene nell'azione del gol annullato a Chico e in quella, quasi in fotocopia, della palla gol che pochi minuti dopo ha visto lo stesso Chico non riuscire a far gol perchè fermato in corner da una bella uscita bassa di Ravaglia. Infatti, già dalle posizioni medie riportate qui su, si nota come David facesse praticamente il trequarti e Chico l'uomo più avanzato, ma dalla heatmap di Chico si nota ancora meglio come il portoghese non abbia quasi mai fatto i suoi recuperi difensivi, anche generosi, che talvolta gli vediamo fare, per dedicarsi quasi esclusivamente a stare aperto e soprattutto alto: Dietro abbiamo alternato il solito discorso di 3 o 4, ma mooolto raramente stavolta ci siamo schiacciati a 5, il che è stata una delle chiavi che ci ha consentito, anche quando nella ripresa abbiamo allentato un po' la pressione offensiva rispetto all'ottimo primo tempo, di essere comunque pericolosi e di continuare a ripartire con pericolosità. L'alternanza fra 3 e 4 dietro è ben esplicitata, ad esempio, dalla heatmap di Kalulu che è al 50% quella di un braccetto di difesa a 3 e al 50% quella di un terzino di spinta, come si può vedere qui dalla sua heatmap: In effetti si sono viste sostanzialmente 4 Juventus dal punto di vista tattico. Una è quella che avete già visto sistemata in un atipico 4-2-3-1, la seconda la vediamo qui e nasce al fine di non schiacciarsi mai a 5 e che dunque difendeva in 4-4-2, anche per avere, come accennato in premessa, più facilità poi nel ripartire e, come si nota qui di seguito, messa appunto in 4-4-2, con foto presa direttamente dal campo: Ad un certo punto Spalletti ha fatto proprio il segno del 3, quando eravamo a ripresa abbastanza inoltrata e in particolare dopo una serie di cambi. Così facendo, la Juve si è sostanzialmente messa in 4-3-3, seppure mantenendo "l'anomalia" del falso nueve e tenendo dunque di fatto come elementi più avanzati proprio le ali. Lo si vede qui, ancora dal campo, con foto che mostra il nostro 4-3-3, avvenuto dopo il segnale dalla panchina di Spalletti: Il fatto di mantenere come riferimenti più alti offensivi della squadra sempre i due esterni d'attacco, è proseguita anche dopo i cambi, come si vede dalle posizioni medie tenute dai subentrati Zhegrova e Yildiz, che di fatto hanno proseguito il trend tattico dei compagni che avevano rimpiazzato, mantenendosi come sfoghi più alti iniziali della manovra: Per chiudere il discorso "posizioni" e schieramenti vari, si è comunque di base partiti col 3-4-2-1 (la quarta combinazione tattica vista contro il Bologna) che, come già accaduto ed enfatizzato in altre analisi anche passate, con Spalletti diventa spesso un MM stile Ungheria di Puskas (LOL), perchè tanto nel calcio cambia tutto (certamente) ma non si inventa davvero mai nulla (altrettanto certamente). E lo si vede qui, proprio dal campo, dove appunto siamo in 3-2-3-2: Tutto questo ha funzionato perchè la squadra ha quasi sempre (ma non proprio "sempre", questo va pur detto) avuto le distanze giuste sul campo, perchè ci si è mossi tanto senza palla e soprattutto perchè tre fattori hanno inciso positivamente sulla prestazione: 1) il gioco corto a ridosso della metacampo per poi andare improvvisamente sul lungo, tipico di Spalletti, che oltre ad essere efficace è anche piuttosto snervante da difendere per l'avversario 2) la posizione e la prestazione degli esterni d'attacco che abbassavano sempre la linea del Bologna 3) la catena di destra, che ha messo sempre in inferiorità i bolognesi da quella parte e costituita inizialmente da Kalulu, Chico e Holm e poi da McKennie, Kalulu e Chico/Zhegrova nella ripresa. In questo senso, nei vari passaggi di modulo, sia switchando nel corso della medesima azione (ad esempio il continuo passaggio dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1) o quando più "stabilmente" ci siamo messi in 4-3-3, ha sempre inciso McKennie. Mediano a 2 nel corso del primo tempo (e lui, rispetto a Thuram, si sfalsa meglio, per cui la regola del "se siete in due uno va e uno resta", con McKennie funziona benissimo, perchè lui, per andare, sappiamo benissimo che non ha problemi). Poi nel far parte della catena di destra nella ripresa (e infatti da quella parte di campo ha messo l'assist del 2-0) e infine, come da slide che avete visto poco più su, anche da mezzala destra quando alla fine ci siamo messi 4-3-3. Dunque, ha come sempre fatto la sua figura di uomo ovunque e, davvero, la heatmap dello statunitense mostra una roba che più "uomo ovunque" di così, proprio non si potrebbe... Infine, cosa che non faccio quasi mai, ma trovo importante evidenziare la prova di 3 singoli: 1) Bremer. Spesso quest'anno, per i motivi anche e soprattutto fisici che tutti possiamo sapere, capire e immaginare, abbiamo la visto la versione ultra limitata di Gleison. Io però, già dalla gara col Genoa, l'ho visto in crescendo e stasera ho visto davvero Gleison Bremer per come lo conosciamo. Roba che è quasi come giocare uno in più, soprattutto se vuoi fare un calcio propositivo come fa Spalletti 2) Boga. Nel primo tempo praticamente ha fatto un altro sport rispetto agli altri 21 in campo e, assieme a Conceicao, ha costretto il Bologna ad abbassarsi male e di continuo e, anche tatticamente, ha interpretato benissimo il corto-lungo voluto da Spalletti 3) Locatelli. Che la squadra si metta a tre o a quattro, lui trova sempre la posizione per farsi vedere dai compagni, dà tantissimo equilibrio e spesso, anche aggredito, è riuscito a non perdere palla e anzi a smistarla in maniera costruttiva. Credo che con McKennie vicino, che davvero "va" quando si è in fase di possesso, anche lui si trovi meglio perchè quella è una ulteriore traccia di passaggio progessivo che gli si apre e infatti lui ne ha beneficiato, cosa che è accaduta anche nella ripresa dove, seppur con una attitudine naturale diversa, anche Thuram ha provato a dare lo stesso tipo di apporto, cosa di cui, assieme al Loca, ha beneficiato "a cascata" anche tutta la squadra, perchè quella è una "traccia di mezzo spazio" che poi ti apre parecchio campo.
  16. 26 punti
    Secondo me questa storia racconta molto più di quanto sembri. Vedere Bernardeschi accolto così dallo Stadium è stato un bel momento, sincero. E anche il suo messaggio lo è: al di là di tutto, si capisce che con la Juve il legame è rimasto. Quello che non ho mai capito davvero è l’accanimento che per anni si è visto nei suoi confronti, anche qui sul forum. Ok, non è diventato né Roberto Baggio né Michel Platini, ma parliamo comunque di un giocatore che ha sempre dato disponibilità, si è adattato a mille ruoli e non ha mai fatto polemiche. In certe stagioni è stato pure utile, magari non decisivo, ma nemmeno il disastro che spesso veniva dipinto. Poi c’è il grande “what if” che mi porto dietro anch’io: in un contesto diverso, sarebbe andata diversamente? Con Max Allegri ha vissuto anni un po’ complicati tatticamente, spesso senza una collocazione chiara. Io sono convinto che con uno come Antonio Conte, che ti dà compiti precisi e ti martella ogni giorno, Bernardeschi avrebbe potuto trovare una dimensione più definita. Magari non sarebbe diventato un fenomeno, ma un giocatore solido e continuo sì. Opinione personale,eh; non crocefiggetemi. Alla fine credo che il punto sia questo: le aspettative erano altissime e lui non le ha rispettate fino in fondo. Però tra “non diventare un campione assoluto” e meritarsi quasi odio sportivo ce ne passa. E l’applauso dello Stadium, secondo me, è stato il modo giusto per rimettere le cose in prospettiva. Ciao Fede, in bocca al lupo per tutto
  17. 25 punti
    Compari angolari buongiorno. Recap delle news che ho: Vlahovic stanno facendo il possibile per il rinnovo ed è lui il primo obiettivo per l’attacco. Non esistono altri nomi reali se non chiacchiere e incontri preliminari. Lewa NO. Provano a sbolognare Openda ma come potete immaginare sarà un’impresa. Bernardo Silva: hanno un accordo totale col giocatore, aspettano la sua decisione e lui aspetta la champions. Gatti, Cambiaso, Di Gregorio sul mercato. Loca, Bremer non incedibili. Zhegrova e Miretti pedine di scambio. Non è detto che sia DiGre ad andare via, il ragazzo ha accettato la panchina di buon grado e sa che con una Juve in champions e l’arrivo di Allison, certo ormai, avrebbe comunque tante partite da giocare. @Lev
  18. 25 punti
  19. 25 punti
    Piuttosto che farsi prendere per il sedere da questi, che tra l'altro hanno applicato questo schema altre volte... lo faccio tornare. Lo provo a vendere altrove o lo tengo. Ma BASTA calare le braghe.
  20. 25 punti
    Beh ha appena perso le elezioni e sta retrocedendo, ci sta sia nervoso
  21. 24 punti
    Se domenica vinciamo a San Siro rischiamo di ritrovarci secondi... Vi rendete conto quel gol di Gatti all'Olimpico che sliding door sia stata per la nostra stagione?
  22. 24 punti
    Vittoria netta e meritata Un passo in avanti quasi decisivo per la Champions E Abbiamo la possibilità di vincere a San Siro la prossima…dipende da noi Bellissimo il ricordo di Manninger ❤️
  23. 23 punti
    Inchiesta arbitri, il pm indaga su presunto incontro Rocchi-Schenone L'inchiesta arbitri continua ad avere nuovi risvolti, giorno dopo giorno, con la Procura che sta proseguendo nella propria indagine per i capire i rapporti interni al mondi arbitrale e gli eventuali riferimenti con i club italiani. In una nota apparsa e riportata dall'ANSA, all'interno dell'inchiesta, l'ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura di Milano è che nell'incontro presso lo stadio Giuseppe Meazza, in San Siro, Milano del 2 aprile 2025 - per una presunta 'combine' su due designazioni arbitrali contestate all'indagato e autosospeso designatore Gianluca Rocchi - abbia partecipato e preso parte anche il club referee manager dell'Inter Giorgio Schenone. Gli inquirenti, afferma l'ANSA, dunque, attraverso intercettazioni e testimonianze stanno lavorando attivamente all'ipotesi che all'incontro potrebbe aver presto parte anche Schenone: l'indagine della Procura di Milano punta a chiarire se quelle presunte 'pretese' avanzate al designatore possano configurare frode sportiva L’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni sull’Inter: «Loro non vogliono più vedere quell’arbitro» Secondo il pm, "loro" sarebbero gli interisti, che avrebbero trasferito a Rocchi lo scarso gradimento per Doveri. Che però viene designato subito tre giorni dopo per la partita Parma-Inter di campionato. Nel corso del dialogo Rocchi-Gervasoni compare anche un nome proprio, "Giorgio": questo fa ipotizzare la Procura che l’interista ad aver avanzato le proprie lamentele fosse stato Giorgio Schenone, "club referee manager" dei nerazzurri, che però può parlare con il referente Can per i rapporti con le società. Il gip, nell’estate 2025, aveva valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e per questo negato al pm un’ulteriore proroga di intercettazioni Corsera Caso arbitri, Rocchi intercettato parla degli arbitri graditi o meno dall'Inter Forse è a una prima svolta l’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano. Il 2 aprile 2025 (giorno della ormai famosa riunione a San Siro), l’ex designatore Rocchi parla al cellulare con qualcuno del settore e nella conversazione, stando agli atti, tirerebbe in ballo un dirigente dell’Inter: ossia la figura operativa che per il club tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita. Si tratta di Giorgio Schenone. La scelta degli arbitri Colombo (per Bologna-Inter) e Doveri (per il derby di Coppa Italia in modo da non averlo poi in finale perché sgradito) sarebbe quindi figlia del gradimento o non gradimento dell’Inter, dell’addetto ai rapporti con gli arbitri, appunto Giorgio Schenone. Chi è Giorgio Schenone oggi dirigente Inter ieri guardalinee Proprio Repubblica ieri scriveva di Giorgio Schenone a proposito dei rapporti di vecchia data di Gianluca Rocchi con ex arbitri-guardalinee che nel frattempo sono diventati dirigenti di club. Repubblica scrive di rapporti che si sono consolidati nel corso degli anni. Li definisce “lacci che ancora oggi uniscono arbitri e club”. Schenone: “addetto agli arbitri dell’Inter, si dice fosse uno dei guardalinee preferiti da Rocchi, con cui aveva diviso varie trasferte europee” Repubblica 𝗜𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗿𝗯𝗶𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗡𝗦𝗔 "In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can". L'annuncio di Gianluca Rocchi arriva con una dichiarazione all'ANSA. "Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima" Sky Sport Nell'inchiesta della Procura di Milano, Gianluca Rocchi è accusato di concorso in frode sportiva per avere scelto arbitri graditi all'Inter in alcune partite della passata stagione (2024-25). Lo scrive l'Agi secondo cui sarebbero tre i capi di imputazione nell'avviso di garanzia recapitato al designatore degli arbitri e visionato dall'Agi stessa. In uno dei capi di imputazione si legge che Rocchi "quale designatore arbitrale dell'Aia, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia 'combinava' la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di Serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome 'arbitro' gradito alla squadra ospite, l'Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica". "Nel secondo capo di imputazione - prosegue l'Agi - lo scenario si allarga. Rocchi, scrive il pm, 'quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (la semifinale Milan-Inter del 2 aprile 2025, ndr), 'combinava' o 'schermava' la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale di ritorno (del 23 aprile 2025) onde assicurare poi all'Inter direzioni di gara diverse dal 'poco gradito' Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di Serie A" che erano di 'maggiore interesse per la squadra milanese'" Eurosport
  24. 23 punti
    Con un portiere decente sarebbe stato un errore trascurabile. Non si può giocare senza portiere su.
  25. 22 punti
    La squadra crea tante occasioni e ne concede poche ma gioca senza portiere e senza centravanti
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