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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione da 16/01/2026 in tutte le aree
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113 puntiSia lodato il giorno in cui Luciano Spalletti è arrivato sulla panchina della Juventus.
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92 punti
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77 puntiChe meraviglia!! Erano ormai un paio d'anni che non provavo sensazioni così positive. A margine:( di solito non li considero) 93 minuti di telecronaca completamente al contrario. Guardavo la partita, ascoltavo quei due e pensavo: "ma sono su un altro canale?" (RIDICOLI)
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76 puntiIcardi ha dato disponibilità e c’è già un volo organizzato per domani. Molto ottimismo su tutti i fronti. Buona serata carissimi
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71 puntiSpallettone, mi sbagliavo. Non ho mai pensato che un allenatore non potesse fare la differenza. Anzi... ho sempre creduto che il tecnico conti e che, paradossalmente, sotto certi aspetti sia la variabile più sottovalutata di tutte. Quello su cui mi sbagliavo era un altro punto, più specifico e più di pancia... non pensavo che questa Juventus potesse ribaltarsi così. Non credevo possibile una sterzata del genere... tanto netta, tanto veloce, tanto totale. Perché io questa Juve qui, con questi limiti e con quella fragilità mentale che abbiamo visto per mesi, un 180 del genere non pensavo potesse MAI farlo. Pensavo, ad esempio, che dopo la sconfitta di Cagliari ci fosse il rischio di entrare nel solito loop composto da musi lunghi, partita successiva giocata col freno a mano, "impareremo dagli errori", paura di sbagliare, due passaggi orizzontali e via... E invece no, proprio no... questa squadra è andata a dare un 5-0 complessivo a Mou e Conte. Due personaggi che, se ti vedono mezzo indeciso, ti mangiano vivo. E invece li ha travolti. La Juve attuale non è diventata certo perfetta ma è una Juve diciamo "sbrogliata", con un'identità (abbastanza) ritrovata. Prima viveva di episodi, fiammate, singoli e soprattutto nervi. Oggi, almeno per atteggiamento, prova a controllare e fare la gara, pressa meglio, accompagna di più, parte con più coraggio, non aspetta sempre l'episodio per svegliarsi e, soprattutto, non si scioglie al primo schiaffo, che per noi tifosi era diventata la normalità da vedere. Il merito grosso di Spalletti, a mio parere, è aver ridato fiducia al gruppo e averlo preso in mano. Non solo nella gestione ma proprio nella leadership. Ha capito che questa rosa, così com’è, manca di leadership vera in campo. Manca quello che nei momenti storti ti prende per il collo, alza la linea, urla, sposta l'inerzia e trascina anche chi è in giornata no. E allora quel ruolo, se non ce l'hai nei giocatori, lo devi compensare fuori... E lui lo sta facendo mettendoci personalità, facendosi presente, pesante e dando una direzione chiara ai giocatori. La differenza più evidente, infatti, non è, a mio parere, tattica (anche se ovviamente c'è) ma mentale. Questa Juve adesso sembra sapere cosa vuole fare per novanta minuti e lo applica senza farsi influenzare da fattori e variabili. Sembra non arrendersi anche quando le cose non arrivano subito. Sembra più squadra e meno somma di pezzi messi insieme. La Juve fino a tre o quattro mesi fa mi sembrava quelle scatole di puzzle che apri dopo vent'anni e ci trovi dentro Lego, gusci di noci, carte da briscola e tre quarti del puzzle vero e proprio. Prima vedevi gente che si nascondeva e giocava per non sbagliare, adesso vedi MOLTA più responsabilità... chi riceve si gira, chi sbaglia non si imbruttisce, si provano filtranti, chi è sotto pressione prova comunque la giocata semplice ma in avanti. Sembra banale, ma è TANTISSIMO. Poi non voglio certo raccontare favole... questa Juve ha ancora difetti strutturali e li rivedremo. Ci saranno partite sporche, cali, momenti in cui tornerà la paura. Ci saranno altri Lecce e Cagliari. Però il punto è che non è un caso se la squadra è cambiata così... È grazie ad uno che è entrato e ha detto "qui si fa così" e lo sta facendo rispettare tramite lavoro, fiducia ricostruita, gerarchie e mentalità. Quindi mi prendo l’errore. Io pensavo che questa Juve non potesse girarsi così, che fosse troppo fragile e troppo priva di leader per farlo. E invece l'ha fatto. E se l'ha fatto, una fetta ENORME di merito è di Spalletti... E oggi, finalmente, posso dire che questa Juventus dà l'idea di essere una squadra di calcio. Avevate ragione voi. Io mi sbagliavo.
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70 puntiCiao Daniele, se tutto va bene ci rivediamo in ritiro. 🤞🏻
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68 punti
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65 puntiQuesto è sempre rotto , fa la riserva al Nizza che è terzultimo in Ligue 1 , usasse il cervello chi si fa andar bene tutte le schifezze che ci stanno propinando
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60 punti1.2.2007 - 1.2.2026 19 anni seguendo insieme la nostra amata Juventus and counting...
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52 puntiAdesso siamo squadra. Sono molto curioso di vedere cosa facciamo in questo mese che arriva. Sarà difficile ma sono fiducioso.
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51 puntiBella raga due cose: 1) Douglas date quasi per scontato che rientri, l'Aston Villa se l'è preso perché ha 3 giocatori rotti a cc ed erano disperati 2) Kolo: contatti anche stamani. Vediamo, è dura per via degli incastri, ma ci stanno provando seriamente.
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50 puntiCondivido qua con voi quello che ho verificato poco fa con le mie umili fonti. Mateta: si continua a lavorare sulla base del prestito oneroso con obbligo di riscatto a condizioni facili, ma - al di là della valutazione che fa il Palace attorno ai 40 milioni - uno dei nodi è legato alle commissioni. Presto dentro/fuori. En Nesyri: continuano a tenerlo caldo in prestito con diritto/secco, come vi dico da tre giorni, ma anche qui devono prendere una decisione in fretta perché in agguato ci sono Napoli (se piazza Lucca) e altri club esteri. In generale, quindi, siamo al dentro/fuori e non si creeranno telenovele.
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49 punti
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46 punti
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43 puntiblindare spalletti per un quinquennio . chiedo , inoltre , enorme perdono a lloyd kelly . che grande stagione sta disputando
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41 punti
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37 puntiKolo anche domani ci si prova. Till the end. Holm col giocatore tutto fatto, vediamo se Joa accetta il Bologna. Se dice di yes, lo scambio si chiude. Vado a dormire. Domani ci aspetta una lunga giornata! Abrazo
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35 punti
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35 puntiCome da titolo, giudizi sulle ultime prestazioni della nostra coppia di centrocampo, letteralmente rivitalizzata dalla cura Spalletti, maestro nel tirar fuori il meglio dai propri giocatori.
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35 punti
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35 puntiIn tribunale siamo forti come nelle finali di Champions.
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35 puntiI figli di Maldini devono giocare nel Milan. I figli di Del Piero alla Juventus. I figli di Totti alla Roma. I figli di *, tutti all'Inter. Sono un inguaribile romantico, certe dinamiche vanno preservate.
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35 puntiCoppia d'attacco con Grafite e si va a scrivere la storia.
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33 puntiMiglior modo per festeggiare l' arrivo a casa domani delle gemelline Grazie Juve
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32 punti1° NOVEMBRE - 1°FEBBRAIO: TUTTI GLI STEP CON CUI SPALLETTI HA RIBALTATO LA JUVE IN SOLI 3 MESI Dovevo una risposta all'amico @Karma Cop su quali siano stati gli step che in circa 3 mesi hanno portato la Juve a diventare "la Juve di Spalletti". Non è affatto un discorso banale, perchè è chiaro che un simile cambiamento tattico, tecnico, di convinzione, di scelte, ecc.. non avviene agendo solo su un fattore e non avviene dal giorno alla notte, ma soprattutto non avviene senza un certo lavoro e una certa consapevolezza o capacità in quel che si sta facendo. Per chiarezza e leggibilità andrò per punti, soffermandomi sulle 3 macro-chiavi della questione e cioè: giocatori, tattica e mentalità GIOCATORI: 1) come testimoniato dagli stessi calciatori: "adesso ognuno si sente a suo agio nel campo". Questo è stato secondo me il primo step, su cui anche Spalletti nelle primissime interviste in autunno insisteva molto e cioè il fatto che prima di cambiare gerarchie, modulo o altro, lui voleva "conoscere questi giocatori e capire cosa e in che modo me lo possono dare". Dunque, il primo step di Spalletti è stato di capire qualità, potenzialità, limiti, collocazione ideale, ecc.. dei singoli, il che è una regola aurea spesso emersa qui nel cafe, quando si notava Tudor mettere la gente fuori ruolo. La prima cosa, infatti, è mettere i giocatori nel loro ruolo, non inventarti ruoli immaginari per far combaciare il calciatore al tuo schema e soprattutto un mister, di base, deve innanzitutto fare il meglio con quello che ha. Quest'ultima frase è il motto di qualunque mister. Giochista, non giochista, a 3 o a 4: fare con quelli che hai, tirandone fuori il meglio. Vale dai ragazzini fino alla serie A. Funziona così e deve funzionare così. Spalletti lo ha fatto. 2) appurato questo, ha appunto iniziato a non snaturare più nessuno; dunque non abbiamo più visto David nel ruolo di Chico (come avvenuto contro il Dortmund), o Openda fare il quinto (come avvenuto a Verona), o Kalulu fare stabilmente il tuttafascia... No. Kalulu o fa il braccetto o fa il terzino. In mancanza di quinti non si è inventato nulla di nuovo, si è messa altra gente a fare altro, per cui i centrali fanno i centrali, i centrocampisti fanno i centrocampisti e così via. 3) capito cosa ti potevano dare i giocatori e messili nei loro ruoli, è iniziato "l'andare ad acchiappare" spallettiano e cioè: ok Kalulu, ora che ho capito chi sei, dove giochi e cosa mi puoi dare, che ne dici di buttarti anche dentro che la gamba per farlo ce l'hai? E Loca.. tu che ai tempi del Sassuolo eri un giocatore evoluto e di prospettiva, ma poi sei diventato quasi un difensore aggiunto, che ne dici se ti faccio muovere più svelto la squadra intorno, così tu sfrutti il tuo senso tattico per dare equilibrio senza abbassarti troppo e andando ad acchiappare il key-pass visto che ora hai quei mezzi spazi dove mettere quel tipo di palla? E tu Thuram.. che hai gamba, colpo di testa e fisico, che ne dici di cominciare ad andare anche ad attaccare l'area avversaria per darci un'alternativa, centrimenti e riempimento dentro l'area di rigore? Ecc.. ecc.. e così via con tutti i calciatori. 4) così facendo, in sintesi, ha messo calciatori che ora conosce a fare cose che loro conoscono, ma sempre dandogli quel centimetro in più da fare, quello step in più da compiere ("Bremer mi deve inziare a salire con la palla".. "Adzic deve capire come e dove fare quella giocata che ha nelle sue corde", ecc). Senza uscire dalle loro caratteristiche, ruolo o comfort zone, ma ampliando le conoscenze e le attitudini che lui ha visto in ciascuno di loro e che in quel loro spicchio di campo potevano e possono essere ampliate (o acchiappate -cit.) da ciascuno di loro TATTICA: 1) ha cominciato senza stravolgere l'assetto che aveva ereditato, ma inserendo concetti come il mezzo spazio, il dai e vai, il giocare con pochi tocchi, ecc.. non avendo questa squadra ormai nemmeno più le basi di certe cose (questo lo notiamo adesso quando tutti diciamo: "incredibile, io neanche credevo che potessimo fare certe giocate e/o giocare così" -multicit). In realtà non è che oggi "diamo spettacolo". Semplicemente abbiamo inserito e metabolizzato quelle basi di cui qui nel cafe abbiamo parlato trilioni di volte (giocare al massimo a 2 tocchi, il dai e vai, il "palla avanti - palla dietro - palla dentro, ecc..) che, come detto spesso: "saranno anche robe basilari, ma in una partita ti aprono il campo se fatte a dovere" e con Spalletti lo stiamo vedendo e queste basi sono state, sia per logica che cronologicamente, il primo passo in questa direzione della nostra evoluzione tattica 2) il secondo passo, mancando i quinti e non essendo neanche corazzatissimi nel reparto terzini, è stato quello di creare un modulo ibrido, che esaltasse chi avevamo in squadra e non chi non c'era (ad esempio i famigerati quinti). E dunque un assetto che, per sopperire a questa assenza, a volte si sistema a 3 e altre a 4, giocatori (tolto quel matto di McKennie che fa la qualunque) che anche quando switchano, lo fanno comunque in zone vicine alle loro conoscenze e alla loro comfort zone, acchiappando via via qualcosina in più "day by day" 3) sistemate le basi e impiantato il modulo ibrido, ecco che si è lavorato sui movimenti. Come detto, dapprima i mezzi spazi e poi le sovrapposizioni interne, che sono parenti dei mezzi spazi. Tutto per gradi. Poi sono arrivati i famosi elementi posizionali del caos organizzato visti contro Roma e Bologna, per cui la squadra dà pochi riferimenti all'avversario ma sostanzialmente, nelle rotazioni, copre sempre tutte le posizioni base e in particolare le 5 offensive, a costo di mettere, come contro il Parma, Kalulu in posizione 4 venendo da dietro e incasinando la retroguardia di Cuesta 4) mancava l'ultimo tassello e cioè la profondità, per allungare gli avversari e aumentare la pericolosità. Profondità che è comunque figlia del dai e vai, dell'attacco allo spazio, del movimento senza palla, delle rotazioni ben fatte, ecc.. e che dunque è arrivata in queste recenti partite come ultimo step dei progressi tattici fatti dal mister su questa squadra 5) tutto quanto detto in questi 4 punti è possibile solo avendo una squadra corta, aggressiva, che copre bene il campo, che ha distanze corrette e che soprattutto fa bene il movimento a soffietto di squadra, l'elastico difensivo e le immancabili preventive. Infatti quando, come a Monaco, queste cose vengono un po' a mancare e diventiamo lunghi, allora non siamo più quelli di sempre. Lo si nota subito. Per questo Spalletti, giustamente, ci lavora tanto. I primi 4 punti sono quelli che ti fanno divertire e fare gol, ma questo punto 5 è quello che rende possibile fare i primi 4 punti, sennò non saremmo offensivi, saremmo solo lunghi e sovente esposti alle famose "voragini" MENTALITA' 1) quanto detto all'ultimo punto precedente, non può essere scollegato da una certa mentalità di squadra. Fare noi la partita, stare più alti, aggressivi e dunque corti, in preventiva, ecc.. se tutto questo avviene è perchè la mentalità è quella di giocare sempre per vincere, per avere tu il pallino, per fare uno o anche diversi gol in più del tuo avversario e i 5 punti esaminati nella parte tattica nascono proprio per ottemperare e rendere concreta/fattuale (e non più solo un semplice "desiderata") questa mentalità offensiva 2) chiaro che questo atteggiamento non può prescindere da singoli convinti di poter fare certe cose e dunque la mentalità è stata innestata in maniera duplice. Per la squadra, quella del: organizziamoci tatticamente, così poi dominiamo davvero la partita stando aggressivi e corti, ma per farlo, serve anche la testa del giocatore che si sente in fiducia, che rema dalla stessa parte, ecc.. tutto ciò è fondamentale e, in questo senso, sia coi singoli che col gruppo, appare chiaro, come si vede sul campo e dalle dichiarazioni, che Spalletti ha fattto breccia 3) proprio dalle dichiarazioni dei calciatori, si capisce come il messaggio generale di Spalletti di giocare più offensivi e il messaggio più dettagliato di fare tutte quelle cose che la tattica richiede per realizzare concretamente questo desiderio di dominio della gara, stanno funzionando perchè i ragazzi (e lo dicono apertamente) si divertono a fare quello che fanno, credono in quello che fanno, vedono tangibilmente sul campo, nelle prestazioni e nei risultati, che la cosa li diverte e funziona e dunque eccoli entusiasti a dire: "mai giocato così bene da quando siamo alla Juve" (cit. Bremer e McKennie ieri). Ed è così. Da mentalità si genera mentalità. Il mister dice al calciatore: "acchiappa questo che lo puoi fare".. alla squadra: "facciamo così che poi dominiamo le partite e ci divertiamo" e infine si mette tutto questo in pratica con le strategie e gli escamotage tattici, tutti step atti a fregare l'avversario e a valorizzare i tuoi, come detto nei punti precedenti CONCLUSIONI: In sostanza Spalletti è partito dalla conoscenza del gruppo e dei singoli. Poi, senza snaturarli, gli ha re-insegnato certe basi di gioco che si erano perse. A quel punto, un po' come a scuola, ha via via aggiunto cose sempre più evolute. Il tutto nell'ottica di una mentalità nuova, dove il singolo "deve acchiappiare" cose nuove e dove la squadra deve dominare le partite. Per questo, fatta questa grande scavalattura concettuale, c'è poi stato il lavoro di campo, la tattica, l'allenamento, ecc.. che sono gli elementi fattuali e di lavoro quotidiano che rendono possibile tradurre poi concretamente tale mentalità nei 90 minuti sul campo
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