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  1. 109 points
    Non è il non vincere il problema, è il disinteresse totale che traspare da molti giocatori e non solo.
  2. 86 points
    sti festini so salutari propongo un orgetta infrasettimanale fino a maggio
  3. 71 points
  4. 58 points
    Per quanto possa aver sbagliato qualche decisione, Andrea Agnelli è pur sempre il presidente che ha riportato floridità nei conti della Juventus prendendo una società in bancarotta, il presidente che ha finito lo stadio e che ha costruito la cittadella della Juventus, il presidente che ha istituito la J-Women e la U23, il presidente che ha vinto il 25% dei trofei di tutta la storia della Juventus. Avanguardia, innovazione e tradizione. ONORE AD ANDREA AGNELLI
  5. 53 points
    Io Ronaldo nn posso vederlo dritto, ma un conto è andare con la moglie a sciare all aria aperta, un conto e fare una cena con 20 persone, violare il coprifuoco e nn aprire ai carabinieri... Uno è dare uno schiaffo e uno ammazzare di botte una persona... Nn facciamo sempre un moralismo spicciolo
  6. 52 points
    Buon fallimento a tutti. Ce lo vedo l’anziano appassionato di calcio che smanetta con Smart tv, Router, App e bolletta internet da pagare. Io non ho problemi di connessione, ma questa volta passo. Ho Sky, Netflix e Amazon Prime. Non ho voglia di ingrassare tutti questi maiali. Sono fidelizzato Sky e sono un tipo molto metodico. In alternativa: Accetto critiche costruttive e civili. Astenersi fenomeni da tastiera e maleducati.
  7. 41 points
    Ne manca una in meno alla fine del calvario.
  8. 41 points
    TORINO - «Avete a cuore solo i social e i milioni. Pensate al derby! Tirate fuori i *!». Appeso fuori dall'Allianz Stadium, in un angolo, che probabilmente sarà sulla strada che porterà la Juventusdal J-Hotel all'Olimpico Grande Torinoper il derby di questo pomeriggio, è apparso uno striscione di contestazione da parte dei tifosi nei confronti della squadra.
  9. 41 points
    Massimiliano Allegri parla a Sky Calcio Club: l’ex allenatore della Juve ospite di Fabio Caressa. Le sue parole FUTURO – «Non so ancora niente. È un piacere essere qui con voi per fare una chiacchierata. È da un po’ che non lo faccio. Quando allenavo vedevo poche partite. Da un annetto non le guardavo, ora le sto rivedendo per capire se mi immedesimavo nell’allenatore. Sono andato a vedere un po’ di partite, l’ultima è Tottenham-Bayern». CALCIO ITALIANO – «Il calcio italiano in questo momento ha bisogno di rimboccarsi le maniche. Ho sentito tanti commenti e credo che la situazione ci debba fare un po’ riflettere. Io facevo da contraltare ai giochisti, ci vuole equilibrio. Credo che non si debba buttare via tutto dagli allenatori vecchio stile. L’equilibrio serve. Bisognerebbe mettere al centro il giocatore e lavorarci. La tattica serve ma poi ci lamentiamo quando in Europa la passano a 100 all’ora e noi no. Dobbiamo farci delle domande, lavorare nei settori giovanili con la tecnica individuale». GIOCATORI – «Sono stato innamorato perso dei miei giocatori. Mi sono emozionato quando Pepe ha fatto una partita straordinaria contro la Juve, come Chiellini contro il Cagliari che ha fatto due interventi di lettura… Io mi emoziono». PORTO E BORUSSIA – «Non so se hanno giocatori più bravi di Juve e Inter. Penso che bisogni ritornare alle cose semplici, all’ABC. Saper passare la palla… Anche la costruzione da dietro, bisogna capire quando la si può fare. I giocatori di Porto e Borussia non sono più bravi. La Juventus è stata molto sfortunata e mi è dispiaciuto molto. Avrebbe anche meritato di passare nelle due partite. Quando vedi giocatori bravi tecnicamente è un piacere vederli, bisogna curare quell’aspetto». JUVE – «Ci siamo divisi in modo naturale. Oggi mi è dispiaciuto che la Juve abbia perso ma bisogna dire che il Benevento ha fatto cose importanti». ADDIO ALLA JUVE – «Credo che sia stata una diversità di vedute. Nel calcio devi vincere, non bisogna far tanto. Non mi disse che avrebbe scelto Sarri. Eravamo d’accordo quasi su tutto ma alla fine non ci siamo resi neanche conto che ci siamo divisi. La scelta è stata del presidente. Siamo rimasti in ottimi rapporti, sono stati cinque anni meravigliosi e irripetibili. C’era alchimia, ci siamo divertiti, sono state fatte scelte di mercato importanti… Dopo cinque anni non è facile trasmettere le stesse cose, ed è per questo che hanno deciso di cambiarmi. Quel finale di stagione era la logica fine di un rapporto tra me e la Juventus. Annate meravigliose, con l’Ajax non è andata bene, però sono molto legato alla Juventus». RITORNO ALLA JUVE – «Difficile anche dirlo. Ora Andrea Pirlo sta facendo un buon lavoro». RONALDO – «Più alzi il livello dei giocatori, più è difficile il loro apprendimento a livello calcistico. Ho avuto Ronaldo, Ibrahimovic, Ronaldinho, Nesta, Pirlo, Buffon… Giocatori straordinari, quando ci penso mi ritengo un uomo straordinario. Anche Pogba, Tevez, Chiellini… Con loro è più facile la gestione, ti capiscono. La cosa importante è il rispetto, se te lo danno tu lo dai a loro. È vero che di fronte hai delle aziende». SQUADRE RIFIUTATE – «Quando il presidente del Real Madrid mi chiamò avevo già dato la parola ad Agnelli tre anni fa e dissi di no. Ho avuto altre richieste. Spero di tornare ad allenare a giugno. Mi manca godere delle gesta dei miei calciatori». DANI ALVES – «Eravamo a Napoli a giocare la semifinale di Coppa Italia. Gli dico: “Dani mettiamoci a 5”. Lui mi fa “Vado a uomo su Insigne”. Aveva ragione. Io ho imparato molto dai grandi giocatori. Da quel giorno, giochiamo col Barcellona e va a uomo su Neymar. I grandi calciatori vogliono andare uomo contro uomo». FINALE REAL MADRID – «Noi la finale col Real Madrid l’abbiamo persa perché abbiamo difeso peggio del Real Madrid. Quando due squadre sono equilibrate, vince chi ha la difesa migliore». JUVE IN FINALE DI CHAMPIONS – «Non so cosa manchi per arrivare in finale di Champions League. Io posso dire che hanno lavorato bene, stanno lottando per i primi quattro posti, sono in finale di Coppa Italia, hanno vinto la Supercoppa. Non scordiamoci che il Covid ha sconvolto tutti gli equilibri». STAGIONE DELLA JUVE – «Chiesa sta facendo ottime cose. Morata è partito bene. Il centrocampo è stato cambiato in blocco. Secondo me di qualità ne hanno, ovvio che col cambio generazionale cambiano anche le caratteristiche dei giocatori. Devi ricostruire l’anima di una squadra. I giocatori non sono come le macchine. Se ne cambi uno devi trovare un altro con caratteristiche che lo completino… Tutte le squadre passano da momenti belli a momenti meno. Io credo che la Juventus abbia la possibilità di vincere la Coppa Italia, entrando in Europa può avere comunque una stagione positiva. Devi capire tutte le dinamiche degli infortuni e devi valutare alcune cose. Se nel campionato italiano i migliori sono ancora quelli con più esperienza, ovvero Ibrahimovic, Ronaldo e quando gioca Chiellini, bisogna fare ragionamenti e riflessioni». CALCIO ITALIANO – «Noi viviamo di esaltazione se la Nazionale fa un grande Europeo, sprofondiamo se la Nazionale fa male all’Europeo. Tutti si aspettano tanto dopo le eliminazioni delle italiane. Dovremmo avere equilibrio indipendentemente da come andrà». UNDER 23 – «Dovresti fare dei campionati per far giocare i giovani. Al momento solo la Juve ha fatto la seconda squadra». ROSA JUVE – «La rosa della Juventus è ottima. Credo che l’Inter, vedendola dall’esterno, soprattutto dopo l’uscita dalla coppa ha avuto la possibilità di lavorare insieme. Può giocarsi una semifinale di Champions. La Juve è stata costruita quest’anno, l’Inter è più consolidata. Antonio sta facendo un ottimo lavoro e penso abbia la possibilità di fare un ottimo lavoro». DYBALA – «Quando venne alla Juventus gli dissi: “Non puoi fare il centravanti, a Palermo giocavi a 50 metri dalla porta”. Lui infatti è un giocatore straordinario. Alla Juve sta mancando molto, lui è uno che fa gol». SQUADRE ITALIANE – «Penso che il Dna nostro sia questo. Mi è capitato di allenare Juventus e Milan che sono due società agli opposti. Berlusconi si è presentato e faceva lo showman mentre alla Juve gli Agnelli sono sempre stati nella loro storia, per loro doveva essere la prima d’Italia. C’era l’impronta del sacrificio, Dna operaio. Il Milan ha il Dna spettacolo. È importante sapere dove vai ad allenare». CRISTIANO RONALDO – «La gestione della squadra con o senza Ronaldo, è diversa. Anche lui è un ragazzo, è umano, può sbagliare uno stop. Come si smarca e attacca la porta lui è straordinario. Ha una testa meccanizzata a vincere, ha vinto 5 palloni d’oro, Champions, tutto. Si dà stimoli tutti i giorni. Normale che quello che gli gioca a fianco debba capire che lo spazio che lascia lui, deve occuparlo l’altro». ATTACCO – «Giocavano Mandzukic, Dybala e Higuain, andammo a Firenze con 7 punti di vantaggio. Avevamo preso un andazzo in cui si diceva: “Levi Higuain e vinci la partita”. Dissi che avevo fatto giocare i migliori, responsabilizzandoli. In quel momento ho messo due mediani e Mandzukic, Higuain, Dybala e Cuadrado a destra. Dopo cinque minuti vidi tutti con il sorriso sulla bocca: ho avuto il cu*o di trovare la soluzione». MANDZUKIC – «Non toccatemi Mandzukic. Ne ho avuti tanti. Impazzisco per i giocatori tecnici come Ronaldinho, faceva passare la palla dove nessuno l’avrebbe fatta passare. Come lui anche Cassano». GIOCATORI – «Benzema, Lewandowski, Ibrahimovic… Higuain ha una tecnica, mamma mia… Kean mi piace ma secondo me non è ai livelli di Lewandowski». NAZIONALE DI MANCINI – «Io in Nazionale dopo il Mondiale? Ancora manca tanto! Roberto sta facendo un lavoro straordinario. La Nazionale è cresciuta in autostima. Ai giocatori devi dare certezze e consapevolezza. Lui ha trasmesso molta serenità, c’è unità di intendi, volontà di fare un grande Europeo. Ha fatto davvero un grande lavoro». RONALDO O MESSI – «Sono due giocatori diversi. Uno è più grande, uno è più forte». DIFESA A 3 O 4 – «A 3 con la Juve mai giocato. Galliani mi diceva che nessuno in Europa ha mai vinto la Champions giocando a tre». INIESTA O PIRLO – «Due giocatori diversi, potevano giocare insieme. Dico Pirlo perché l’ho allenato, ma anche Iniesta… Quel Barcellona me lo sognavo di notte, in un anno l’ho affrontato quattro volte». SUAREZ O MORATA – «Per carriera Suarez. Però Alvaro è cresciuto molto. Lui le partite secche le decide. Noi andiamo in finale nel 2015 perché lui fa il gol col Real e poi in finale. È micidiale nelle gare secche». BENTANCUR – «A mio modesto parere, non può giocare davanti alla difesa. Ci può giocare una partita. È come una riserva che gioca 1-2 partite ma non può farne 5. Lui anche con me giocava davanti la difesa, ma poi tornava a far la mezz’ala. Ha un tempo di gioco non adatto». LUKAKU LAUTARO – «In questo momento è la miglior coppia in Italia. È stato molto bravo Conte». SENZA GIACCA A CARPI – «Era l’ultima partita prima della sosta. Dicevo sempre ai ragazzi: “Non mi rovinate le vacanze, prima della sosta non voglio perdere”. E quella volta entrò Lichsteiner che fece uno stop al contrario dentro l’area e prese una traversa e mi tolsi la giacca. Fui due ore inca**ato». FROSINONE – «In quell’allenata facciamo più danni del terremoto. Si gioca col Frosinone, al 93′ Dybala batte un angolo, dribbla e perde palla: angolo e gol. Lui era alla sua seconda partita alla Juventus: in bianconero quella palla sull’1-0 la tieni, non c’è bisogno di fare il 2 a 0». PREMIER O LIGA – «Per il fascino mi piacciono, ma se si rimane in Italia sarei contento». PROBLEMI – «Difficile risolvere i problemi a marzo. I problemi li risolvi a novembre. Comunque sono tanti mesi che lavori». CHIELLINI E BARZAGLI – «Quando vedevi Chiellini e Barzagli due contro due vedevi proprio che godevano a difendere, una roba straordinaria». BUFFON – «A Gigi dicevo sempre: “Giochiamo sempre con i piedi ma se ci pressano, lanciamola”. La prima volta che sono arrivato alla Juve si gioca a Chievo. Mi portano i dati del possesso palla: Buffon aveva tenuto tra i piedi la palla 1 minuto e 39. Il mediano, 45 secondi. Dico alla squadra: “O non si passa più la palla a Buffon, o vi tolgo il portiere”». ALLENATORE – «L’allenatore si deve mettere al servizio dei giocatori. Vuol dire mettersi nelle condizioni ideali per fare bene. Loro ti fanno diventar bravo. Il giocatore deve essere sempre e comunque davanti l’allenatore». SECONDO ANNO – «Tutti i giorni andavamo nello spogliatoio dicendo: “Il problema è questo, è quest’altro”. La soluzione era vincere la prima partita». "da juventusnews24.com"
  10. 41 points
    Quindi trattamento diverso rispetto all intoccabile Ronaldo che andò a Courmayeur violando ogni norma anti covid. Incoerenza ed autolesionismo. Società e tecnico da tempo allo sbando.
  11. 40 points
    Con Dybala sempre a disposizione avremmo 10 punti in più
  12. 39 points
    Battere questi è sempre e comunque una goduria immensa. Partita brillante col solito finale al cardiopalmo grazie ad un arbitro pavido.
  13. 39 points
  14. 38 points
    "questo non vuol dire che siamo più forti della Juve". Ha forse ragione, ma a questo giro, per bravura loro e sua, lo sono stati. Noi quest'anno non ci siamo mai presentati.
  15. 38 points
    Per Pirlo una "prossima partita" non dovrebbe esserci. Senza cattiveria e senza insulti, ma semplicemente riconoscendo l'errore fatto e cercando di rimediarvi.
  16. 37 points
  17. 35 points
    La telenovela dello scambio con Icardi ce la dovremo sorbire tutta estate. Dybala è un patrimonio Juve e va salvaguardato. Si parla di scarsità di talenti in rosa e poi si vuole vendere Dybala...
  18. 35 points
  19. 35 points
    TuttoJuve ha intervistato telefonicamente, in esclusiva, il sette volte campione d'Italia con la maglia della Juventus e beniamino dei tifosi per la sua grande voglia di non mollare mai, Stephen Lichtsteiner, per parlare del momento bianconero e non solo: Non tutti lo sapranno, ma la seconda vita lavorativa di Stephen Lichtsteiner è molto più vicina agli ingranaggi che al campo. Ci racconti come è nata la tua passione? "Una volta terminata la carriera calcistica, ho deciso di provare nuove esperienze in modo da arricchire il mio bagaglio culturale. Anche se sono convinto che, prima o poi, tornerò nuovamente all'interno del mondo del calcio. Oggi sono tirocinante presso la Maurice de Mauriac, ho sempre avuto la passione per gli orologi e mi piacerebbe scoprire tutti i segreti che appartengono a questo mestiere". Hai già deciso che cosa ti piacerebbe fare all'interno del mondo del calcio? "Non ho ancora deciso, mi piacerebbe partire dal settore giovanile per accumulare esperienza in modo, poi, di arrivare un domani ad alti livelli". In un'intervista al quotidiano "20 minuten", dicevi che "difendere nel calcio è un arte, come gli orologi". "Sì, ma non soltanto per difendere. Le vittorie nel calcio si ottengono nel momento in cui tutto è sincronizzato in maniera perfetta, esattamente come un orologio che segna l'ora corretta. Qualora non ci riuscisse, l'orologio non varrebbe niente". Quindi la Juventus, ad oggi, è un orologio che non funziona? "Più che non funzionante, è un orologio in difficoltà. La Juve è in una fase in cui sta costruendo un nuovo ciclo vincente, penso che prima o poi dovesse arrivare l'anno in cui andavi in difficoltà. Purtroppo nel calcio non si può vincere in eterno. A mio parere bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno, è già stata vinta una Supercoppa e c'è la possibilità di vincere la Coppa Italia. Non è che torni a casa senza niente. E' chiaro che l'ambiente si è abituato bene negli ultimi anni con la vittoria del campionato, ma non è mai scontato ripetersi". Un nuovo ciclo che, tra l'altro, la tua Juve aveva ricominciato nel 2015 con l'acquisto di giovani come Paulo Dybala. "C'è da dire che la Juve ha sempre un po' cambiato negli anni. Quella stagione era partita male in campionato, pensavamo che il ciclo fosse chiuso e invece siamo poi riusciti a rivincere. Nel momento in cui effettui dei cambiamenti, devi accettare l'idea che non ti ripeti subito. Onestamente sto vedendo troppe critiche, ingiuste, ma la verità è che parlare è sempre troppo facile. Ci vogliono i fatti, la dirigenza ha sempre ottenuto grandi risultati". Dunque bisogna dire solo grazie alla Juve per questi anni di vittorie? "Sono d'accordo, ma non si deve ringraziare solo per questo. Penso che la Juve debba esser sempre tifata dai propri supporters, anche nei momenti difficili come questo. Purtroppo non è possibile farlo allo stadio, l'assenza di pubblico ha tolto quella che era la spinta che lo "Stadium" era in grado di garantire. La mia convinzione è che con il Porto saresti riuscito a superare il turno, perché sul 2-1 i giocatori sarebbero stati caricati a mille dall'ambiente. Se dovesse vincer un'altra squadra, ai tifosi dico che va accettato. Purtroppo a volte bisogna mangiare anche il pane duro". Forse alcuni tifosi non hanno più fiducia in questa dirigenza. "Per me è giusto riporre la propria fiducia nei confronti di una dirigenza che sta vincendo da tanti anni. C'è la forza di aprire un nuovo ciclo, magari per centrare la Champions League che è l'unico traguardo mai raggiunto. L'unica cosa che non ho capito è come mai la Juve sia uscita negli ultimi tre anni contro squadre inferiori e alla propria portata. Escludendo l'anno in cui siamo usciti nel girone, ricordo che le squadre che ci avevano eliminato erano le più grandi d'Europa come Bayern e Real. In un modo, poi, abbastanza rocambolesco". Non è che in Europa è subentrata nuovamente la stessa paura che era presente negli anni scorsi? Allegri, molto spesso, ha ripetuto che nella partita col Malmoe del 2014 vide un gruppo timoroso all'intervallo. "Un po' ne hai bisogno, perché è la paura di fallire che ti spinge a non mollare mai. E' sempre un disastro uscire così presto dalla Champions, ma un conto è farlo con un top club e un altro con una squadra alla tua portata. La mia Juve non era intimorita, forse non era convinta di riuscire a fare grandi cose in Champions. E poi ci siamo riusciti, i risultati in tal senso, parlano per noi". Tornando alla Juve attuale, come stai giudicando il lavoro di Pirlo che conosci davvero molto bene? "E' difficile giudicare, in tutta onestà non ho avuto modo di seguire e di vedere molte partite. Lo scorso anno aveva rischiato di perdere lo scudetto, per cui è normale incontrare nuovamente delle squadre in grado di poterti soffiare lo scettro. Penso che bisogna fare i complimenti all'Inter perché ha capito che per vincere doveva comprare gli juventini. Ricordiamoci che dopo la tempesta, esce sempre il sole". Si sta parlando molto del suo futuro, tu lo riconfermeresti alla guida della Juventus? "Sì, Andrea merita un'altra chance. La dirigenza sapeva quali erano i rischi nel momento in cui lo hanno scelto come allenatore, per cui avranno sicuramente pianificato il fatto di non rivincere il campionato. Se dovesse raggiungere la qualificazione in Champions, penso sarebbe corretto permettergli di lavorare ancora per un altro anno". Su chi si dovrà basare il nuovo progetto? "Da fuori è difficile poter rispondere, non vedo gli allenamenti e lo spirito dei ragazzi. All'interno di questa squadra ci sono dei giocatori a cui non bisogna rinunciare, uno di questi è Ronaldo che è il più forte al mondo insieme a Messi ed Ibrahimovic. Non lo si può mettere in discussione. Un altro nome del futuro è chiaramente de Ligt, anche Juan mi piace molto e la sua duttilità è una dote fondamentale in questo calcio. Per me non bisogna mettere tutti in discussione o ripartire da zero, non dovrà esserci una rivoluzione bensì bisognerà ricostruire i campioni". Interessante la tua ultima frase, in che modo bisognerà ricostruire i campioni? "La mia squadra aveva un grande zoccolo duro, purtroppo calciatori come Andrea e Claudio non ci sono più ma è ancora presente chi può trasmettere lo spirito Juve. Più che il nome, ciò che conta in questo sport è la mentalità. Nella mia esperienza all'Arsenal ho visto che c'era tanta qualità, ma non erano assetati di vittoria come qui. Bisogna ricostruire lo zoccolo duro, penso che dovranno arrivare dei calciatori che conoscono il valore del sacrificio e siano disposti a non arrendersi mai. Ci sono tanti giovani, ma deve esserci una guida. Gigi e Chiello, in questo, possono dare una grossa mano". Chiellini potrebbe ritirarsi a fine stagione e Buffon potrebbe decidere di andare altrove per trovare più spazio. Gli consiglieresti di rimanere? "Non credo abbiano bisogno di un mio consiglio, sono giocatori che hanno dato tanto alla Juventus e al calcio italiano. Loro sapranno bene che cosa decidere per il loro futuro". Ritornando al concetto dello zoccolo duro, quali giocatori dovranno essere trovati? "Penso che sia importante trovare dei giocatori da non strapagare, un po' come la Juve fece con me, Andrea, Mirko, Arturo e tutti gli altri. Al momento è difficile, le cose sono cambiate e la concorrenza è aumentata. Inoltre per me fu importante crescere accanto a dei campioni di livello, aver vissuto il loro stesso spogliatoio e aver conosciuto i loro pensieri. E ricordo molto bene il modo di lavorare, erano degli animali (sorride ndr)". Ti piacerebbe rivedere Pogba in bianconero? "Subito, dove si firma? Era stata una grande perdita per la mia Juve, sarebbe fantastico rivederlo in bianconero. Specialmente per noi juventini, saremo molto felici di questo. E' solo una questione economica, staremo a vedere quel che succederà". Dopo la sosta si rivedrà Paulo Dybala, questa per lui è una stagione non propriamente esaltante per via degli infortuni che lo hanno fortemente limitato. Quanto potrà servire il suo rientro alla Juventus per questo finale di campionato? "Paulo è un fuoriclasse, un giocatore che è sempre in grado di far la differenza. Se la Juventus è andata così in difficoltà, è anche perché ha risentito della sua assenza. Il suo ritorno sarà molto importante, darà una grande mano per questo finale di stagione". Quale è stata la Juventus che hai preferito nei tuoi sette anni di esperienza? "Non ho una Juventus preferita, ma le stagioni vissute non sono state tutte uguali. Il primo anno c'era più pressione rispetto all'ultimo in cui ero un po' più libero. La Juve arrivava da due settimi posti, da parte mia c'era un po' la paura di fallire e di non essere all'altezza. Non c'è un solo momento che non vorrei rivivere, perché le difficoltà mi sono servite per formarmi ancora di più". Levaci un dubbio, Allegri qualche giorno fa a Sky ha detto che si era arrabbiato molto con te nel match di Carpi in cui si levò il giaccone. Confermi la sua versione? "Forse si stava arrabbiando con un altro, ma scelse me perché sapeva che non gli avrei risposto (sorride ndr). A Carpi ero subentrato, non avevo giocato bene e quindi mi richiamò. Aveva ragione, il capo ha sempre ragione". Una considerazione finale: in campo spesso ti lamentavi per le situazioni di gioco, fuori non hai mai fatto polemica per quella situazione che avevi vissuto nel 2016. "E' vero, sul campo ero totalmente diverso. Non potevo essere un bravo ragazzo, l'ho provato ma le prestazioni non erano state del tutto convincenti. Più mi odiavano, meglio era (sorride ndr). Chiaramente non ero d'accordo con alcune delle scelte prese in quel momento, ma per rispetto del club e dei tifosi decisi di non alimentare in nessun modo la polemica. Bisogna avere stile, devo essere un esempio per i miei figli e per la mia famiglia. Anche se gli altri non ti trattano bene, il tuo comportamento deve essere sempre il più professionale possibile. Questo conta più di vincere e guadagnare"
  20. 34 points
  21. 32 points
    Questo è l'unico calcio che vorrei. Ai primi 10 acquisti in omaggio un simpatico camaleonte solido.
  22. 31 points
    Ok, vado a dormire...così magari poi mi sveglio e scopro che è solo un incubo.
  23. 31 points
    I cicli si possono interrompere tipo il Liverpool che anche se non vincerà lo scudetto e ha avuto una stagione sfortunata, riparte tranquillamente da una grande squadra è un grande allenatore, basterà semplicemente puntellare la squadra. La Juventus non ha finito un ciclo, la Juventus si è praticamente autodistrutta, è questo che viene contestato. Una società che vende Kean, Spinazzola, Emre Can, Cancelo, Coman e parla di ringiovanimento è semplicemente una società allo sbando.
  24. 31 points
  25. 30 points
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