Che goduria vedere una Juve così. È una vittoria, prima ancora che sul campo, contro chi per anni ha sostenuto che la Juventus potesse giocare in un solo modo: difesa bassa, paura di scoprirsi e calcio sparagnino, fatto di attese infinite e di 1-0 strappati agli episodi. Una grande cavolata, smentita dai fatti.
Il calcio che vince davvero è quello che costruisce. Quello che parte da una proposta di gioco chiara, da un’organizzazione solida, da idee riconoscibili e dalla crescita dei singoli dentro il collettivo, non dalla dipendenza dai colpi estemporanei di uno o due giocatori. È un percorso più complesso, che richiede tempo, errori, pazienza e coraggio. Ma è l’unico che crea basi vere, non illusioni temporanee.
Al contrario, un calcio fondato sugli espedienti, sulle letture occasionali della partita o sull’episodio favorevole può anche portare qualche risultato nel breve periodo, ma non ha futuro. Non cresce, non evolve, non costruisce una squadra: la tiene semplicemente a galla finché la fortuna lo permette.
Questa Juve dimostra che impostare, pressare, prendersi responsabilità e comandare le partite paga. Non è una questione di estetica, ma di sostanza. E se la squadra con questo impianto viene anche nel tempo rinforzata, viene spontaneo chiedersi fin dove può arrivare.
Chi costruisce vince. Chi improvvisa sopravvive. E spesso nemmeno a lungo.
Forza Juve!