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  1. 125 punti
  2. 59 punti
    Zero rispetto per i tifosi. Zero. Gente che magari ha già organizzato la domenica prenotando hotel e tutto che si ritrova ad aver buttato soldi per colpa di incompetenti. La serie A si merita il fallimento. Sono coinvolte 10 (dieci) squadre. Infami.
  3. 55 punti
    In attesa di capire dove porterà l'ennesimo faldone su Rocchi, gli arbitri e i soliti noti, non posso fare a meno di notare che proprio in questi giorni ricorre il ventennale di quello che è stato, a tutti gli effetti, uno dei più grandi scandali della storia repubblicana. Non lo "scandalo" che la stampa di regime ci ha propinato per anni, ma quello di un sistema che ha partorito un vero e proprio aborto giuridico: un accanimento scientifico, una caccia alle streghe mirata a colpire un unico obiettivo, la Juventus. È nostro dovere non dimenticare. E dobbiamo chiederci seriamente se, davanti all'ennesimo obbrobrio di doppiopesismo della giustizia sportiva, abbia ancora senso appassionarsi a questo sport o se non sia meglio voltare le spalle a questa farsa, ormai ridotta a un wrestling recitato a tavolino. Vent’anni dopo. Noi ricordiamo Vent’anni fa, in poche settimane, provarono a riscrivere la storia della Juventus. Vent’anni fa, senza attendere la fine delle indagini, senza concedere il tempo della difesa, senza garantire equilibrio, una sentenza morale arrivò prima di qualsiasi verdetto ufficiale. Vent’anni fa nacque una delle fratture più profonde tra il calcio italiano e milioni di tifosi. Era l’inizio di maggio 2006 quando le prime indiscrezioni iniziarono a riempire le prime pagine dei giornali. Intercettazioni. Telefonate. Frasi spezzate, decontestualizzate, trasformate in titoli gridati. Nel giro di pochi giorni la Juventus venne dipinta come il male assoluto, il centro unico di un sistema che improvvisamente aveva un solo volto e un solo colore. Prima ancora che qualcuno potesse leggere le carte, la condanna era già stata emessa dall’opinione pubblica. Il massacro mediatico fu totale. Quotidiani, talk show, commentatori. Tutti allineati. Le intercettazioni complete non vennero mai raccontate fino in fondo. Quelle che ridimensionavano il quadro restarono sullo sfondo. Difendersi era impossibile, perché chi chiedeva equilibrio veniva subito accusato di voler negare l’evidenza. In realtà, l’evidenza era già stata costruita. Quando arrivò l’estate, il clima era ormai irrecuperabile. Il campionato era finito. La Juventus aveva vinto sul campo. Ma a fine giugno partì un processo sportivo rapidissimo, compresso, figlio di un’urgenza che aveva più a che fare con l’immagine che con la giustizia. In poche settimane si decise il destino di un club centenario. Il 14 luglio 2006 resta una data scolpita nella memoria di ogni juventino. Retrocessione in Serie B. Penalizzazione devastante. Revoca dello scudetto 2004 2005. Cancellazione di quello 2005 2006, poi assegnato d’ufficio. Non una sanzione come le altre, ma una punizione esemplare, pensata per colpire l’identità prima ancora dei risultati. Altre società erano coinvolte. Alcune in modo diretto. Altre in maniera meno evidente. Ma le pene non furono le stesse. C’è chi rimase in Serie A. C’è chi continuò a fare le coppe. C’è chi uscì quasi indenne. Per molti tifosi juventini la sensazione non è mai stata quella di voler ripulire davvero un sistema marcio, ma piuttosto di colpire solo la Juventus lasciando inalterato tutto il resto. È da lì che nasce la percezione di un’ingiustizia che non si è mai spenta. Un processo dove le intercettazioni non avrebbero potuto essere utilizzate, con l'abolizione di un grado di giudizio, poco tempo per esaminare le prove, nessuna possibilità di chiamare testimoni e produrre prove a discapito. Un procedimento che ancora oggi grida vendetta. Il 25 luglio la penalizzazione venne ridotta, ma nulla cambiò nella sostanza. La Juventus andò in Serie B. I titoli rimasero revocati. Il messaggio era ormai stato lanciato e il danno irreversibile. Eppure, proprio da quella ferita nacque qualcosa che nessuna sentenza avrebbe potuto cancellare. L’orgoglio. Giocatori che scelsero di restare quando sarebbe stato più facile scappare. Del Piero. Buffon. Camoranesi, Nedved. Trezeguet. Una tifoseria che non ha mai abbandonato. Stadi pieni anche in Serie B. Una risposta che non fu vittimismo, ma identità. A vent’anni di distanza non chiediamo di riscrivere la storia. Chiediamo di ricordarla tutta. Il processo mediatico. L’impossibilità di difesa. Le intercettazioni ignorate. Le disparità di trattamento. Le sentenze emesse in un clima già avvelenato. Perché Calciopoli non è stato solo un procedimento sportivo. È stato uno spartiacque che ha cambiato per sempre il rapporto tra la Juventus, i suoi tifosi e il sistema calcio. Noi c’eravamo. Noi ricordiamo. E non smetteremo mai di parlarne. Fino alla fine. Sempre.
  4. 51 punti
  5. 45 punti
    C'è un punto, un momento in cui la rabbia smette anche di essere rabbia e diventa stanchezza, nausea.. diventa quella sensazione brutta, quasi fisica, di avere già visto lo stesso film, la stessa sceneggiatura, gli stessi errori, le stesse parole nel post-partita per la quarantesima volta in tre anni. E intanto la Juventus pareggia 1-1 in casa contro un Hellas già retrocesso in una partita che doveva essere vinta senza se e senza ma. Ecco, io non ce la faccio più. Ma non è che non ce la faccio più perché non vinciamo eh, non ce la faccio più ad ascoltare dichiarazioni. Non ce la faccio più a sentire che "dobbiamo migliorare", come ha detto Cambiaso dopo la partita, perché questa frase ha perso qualsiasi significato, non può essere la grande presa di coscienza del 3 maggio. Non ce la faccio più a sentire che c'è rammarico perché non è vero, state tirando in giro i tifosi. Il rammarico lo può avere chi ha sbagliato una volta, chi ha inciampato nel momento sbagliato... Ecco, questo non è un inciampo, perché ci troviamo davanti una squadra che da ANNI cade sempre nello stesso tombino e OGNI CAVOLO DI VOLTA, rialzandosi, fa finta di aver scoperto per la prima volta che il tombino esiste ed è piazzato lì. Ecco, è una squadra che non impara mai. MAI. Che domina sterile, che produce volume, che tira, che crossa, che spinge, che magari ti fa anche dire per un quarto d'ora "dai, prima o poi entra" ma poi, quando dovrebbero entrare in campo cattiveria, lucidità, scelta giusta, controllo orientato, ultimo passaggio, senso del momento, personalità e carattere, sparisce. Si scioglie e diventa una somma di "poche idee e anche molto confuse". Il Verona era già retrocesso, cribbio! Eppure siamo riusciti nell'impresa di trasformare quella che doveva essere una formalità, da grande squadra, in un altro psicodramma assurdo. E quindi basta parlare di altro. Basta parlare di allenatori, di moduli, di cambi, del quinto che spinge o non spinge, la posizione di Yildiz, la costruzione a tre o a quattro. Queste cose contano, certo, ed è giusto discuterne ed è anche bellissimo farlo. MA parlarne come se fossero il cuore del problema è troppo facile. Perché la verità è più brutta: questa squadra, intesa come gruppo di giocatori, come blocco mentale e tecnico, non è da Juventus. Punto. Easy and simple. Sì ok, alcuni sono buoni giocatori. Ma il problema è quello... sono buoni giocatori. Da altre squadre, per altri contesti per altri obiettivi. Roba da stagioni tranquille, da piazzamenti onorevoli, da "abbiamo fatto una buona prestazione" dopo un 1-1 con una squadra retrocessa.. Perché la Juventus non può essere il club da "terapia di gruppo" perché bisogna rimanere sereni. Ma sereni di cosa? Ma siamo seri? Qui siamo nel campo della dignità sportiva. Perché una squadra che ha davvero fame, una squadra che sente davvero il peso della maglia e della partita una partita del genere la azzanna. Magari male, magari sporca ma la vince. Sicuramente non si mette nella condizione di dover rincorrere e non aspetta che la partita diventi isterica. Perché poi creiamo ok, ma le occasioni non sono un trofeo, i tiri non sono punti e il possesso non fa la storia. La Juventus non è MAI stata celebrata per il volume di gioco o quant'altro ma perché fa sentire all'avversario che prima o poi il muro sarebbe crollato perché dall'altra parte c’era qualcosa di più forte della tattica, ovvero la Juventus. Invece oggi la Juventus condanna solo i suoi tifosi. Il 6 ottobre scrivevo che il problema del tasso tecnico era enorme. Che non si poteva ridurre tutto all'allenatore. Che la rosa aveva, sì, un valore nominale importante, ma un profilo tecnico povero rispetto alle ambizioni del club. Scrivevo dei 96 tiri e dei 9 gol, del possesso alto e della conversione bassa, del fatto che questa squadra arrivava tanto ma trasformava poco. Mi si era detto che ero isterico, pessimista, che con un altro allenatore avremmo cambiato tutto e saremmo arrivati secondi. Ecco non era pessimismo. Non era isteria da inizio stagione. Era un campanello d'allarme grosso come una villa. E sapete cosa mi da fastidio? Doverlo rivangare. Perché la qualità tecnica è il mezzo con cui vinci le partite che sono bloccate, sporche, contro squadre chiuse, quelle in cui l'avversario ti lascia palla e ti invita a dimostrarti di essere più forte. E la Juventus, troppe volte, non lo dimostra ma invece si agita, innervosisce, inizia andare un po' a caso tra cross, ribattute, tiri deviato, angoli, mischie, altre ribattuta... Ma dov’è la giocata pulita, il filtrante, il centrocampista che mette ordine nella tempesta??? Non abbiamo abbastanza. Questa squadra sembra essersi abituata alla mediocrità e questa è la cosa più grave di tutte... perché perdere può capitare, pareggiare può capitare, sbagliare può capitare... ma abituarsi al linguaggio dell'insufficienza no, basta, BASTA. Abituarsi al "siamo mancati nei dettagli", no. Abituarsi al "dobbiamo migliorare", no no no. Abituarsi al fatto che ogni anno, ogni mese, ogni ciclo, ogni ripartenza, si finisca sempre a fare gli stessi discorsi no. BASTA. Il tifoso juventino è STANCO perché non riconosce più questa squadra e perché guarda gli altri vincere, costruire, sbagliare e correggere, mentre la Juve continua a raccontarsi che "manca poco", che "la strada è giusta", che "bisogna crescere"... Ma crescere quando? Sono sei anni che dobbiamo crescere e migliorare. Sono sei anni che il domani viene usato come anestetico per non guardare le vaccate fatte oggi. E oggi dice che questa squadra non merita la Champions League. Mi spiace dirlo ma la Champions la devi conquistare, devi dimostrare di meritarla. Devi andare in campo contro il Verona e vincere, sfruttare la caduta degli altri e sentire il sangue. Questa squadra invece non sa dove si trova. Non per impegno eh, ovvio che corrino e sudino. Poi ovvio che non vanno in campo per perdere. Ma è quello il problema PEGGIORE... molti di loro sembrano fare il massimo che possono, e quel massimo non basta tecnicamente e non basta mentalmente. La partita con il Verona è lo specchio perfetto di questa normalizzazione. Una grande occasione buttata via. E quante grandi occasioni abbiamo buttato via negli ultimi anni? Quante volte la classifica ci ha aperto un portone e noi abbiamo ci abbiamo sbattuto contro? Quante volte abbiamo detto "questa era da vincere" dopo averla pareggiata o persa? Quante volte abbiamo pensato " eh vabbè adesso capiranno" e poi, due settimane dopo, eravamo punto e a capo? La verità è che non capiscono. O non possono capire. O non hanno gli strumenti per trasformare la comprensione in cambiamento. E allora basta favole e basta illusioni o racconti. Manca una spina dorsale tecnica e mentale all'altezza della Juventus e soprattutto manca la Juventus. Mi spiace, ma manca tanto quella Juventus scomoda, antipatica, quasi arrogante, che è sempre stata identità prima ancora che stile. Perché la Juventus non può dire "buona partita" dopo ieri. Dopo ieri ci si guarda allo specchio e si dice "Non siamo abbastanza"... fine. E da lì si riparte, se si ha il coraggio. Juventus-Hellas 1-1 deve essere la fine delle scuse. Ora serve guardare in faccia la realtà -> molti di questi giocatori non sono da Juventus. Non lo sono oggi, non lo saranno domani, non lo diventeranno per magia dopo l'ennesima intervista piena di finto rammarico. E se la società non avrà il coraggio di capirlo, allora continueremo a vivere dentro lo stesso incubo per altri anni... partite da vincere non vinte, occasioni buttate, Champions trattata come una montagna da scalare invece che come il pavimento su cui poggiare. Povera Juve, che fine che hai fatto.
  6. 40 punti
    (26 luglio 1971 - 25 aprile 1995) Son passati ormai 31 anni da quando ci hai prematuramente lasciati a soli 23 anni, ma non ti abbiamo dimenticato, il tuo ricordo resta vivo... SEMPRE e per SEMPRE nel ❤️ !
  7. 39 punti
  8. 39 punti
    Come valutereste uno scambio tra Cambiaso e Reijnders? IN Grimaldo del B. Leverkusen? Ciao a tutti.
  9. 37 punti
    Prima che arrivi il gruppo che entra nel topic della caccia a scrivere che sui diritti degli animali, dico una cosa e poi vado.. per me il problema non è solo la Juve, non è solo l'Inter, non è solo questa stagione o le ultime 4. Il problema è che il calcio, in generale, sta prendendo una piega sempre più respingente... e non parlo solo da tifoso che si incazza dopo una partita perché che me frega sinceramente parlo invece da insegnante.. e quello che vedo è che il calcio, tra gli 11 e i 19 anni, è molto meno centrale di quanto pensiamo noi adulti. Nella mia scuola lo pratica forse il 20% dei ragazzi, forse, stando larghi eh... poi possiamo raccontarcela quanto vogliamo sul che una volta si giocava per strada, che oggi stanno tutti col telefono e che sono cambiati i tempi.. tutto vero, per carità.. Però il calcio oggi agli occhi di tanti ragazzi è diventato una roba pesante, tossica, continuamente interrotta da polemiche, vaccate extra-campo e arbitri che diventano più famosi dei giocatori. Una volta, nel bene e nel male sì, tiravi fuori l'arbitro per tirare per il * il tuo compagno di classe però parlavi del goal, i risultati, del dribbling, del tiro, della giocata... oggi si parla del fermo immagine, del contatto, dell'intensità, del protocollo, del richiamo al monitor, del "chiaro ed evidente errore", dell'audio che non si può sentire, del VAR che poteva intervenire ma non è intervenuto. Ma basta dai... questa roba, per un ragazzo, è respingente. Perché se uno deve innamorarsi di uno sport, deve vedere qualcosa che lo prende davvero... ultimamente nel calcio sono spariti ritmo, emozione, talento e appartenenza. Tutte le cose che alla fine ti facevano venire voglia di giocare a calcio... oggi ragazzi siamo a "aspetta, vediamo cosa dice il VAR" Non può essere che un goal venga festeggiato con mezzo entusiasmo perché tanto prima bisogna aspettare tre minuti per capire se un'unghia era in fuorigioco o se c'era fallo due minuti prima.. Non può essere che il momento più importante della partita sia l'arbitro che si mette la mano all'auricolare, che trashata un ragazzino non ha voglia di passare due ore a discutere di protocollo VAR ma che gli frega vuole giocare, divertirsi, identificarsi in un giocatore in particolare, vedere qualcosa che abbia senso. Se invece gli vendi uno sport dove ogni domenica la domanda è "chi ha arbitrato?/chi c'era al VAR?" il problema è che non parli più di calcio.. altro che i cellulari, TikTok o il fatto che non si gioca più sotto casa. Rant over.
  10. 37 punti
    Allora rimaniamo cosi e non facciamo nulla ja, così puoi continuare a lamentarti di ogni cosa
  11. 35 punti
    Hanno scelto il frame dopo il rilascio della palla e non quando viene impattato il pallone . Questi decidono i risultati delle partite dietro ad un monitor a loro piacimento. Siamo la squadra a cui hanno annullato più gol per fuorigioco millimetrici e sono straconvinto che il 95% di questi fosse regolare.
  12. 34 punti
    Criticare evidenziare e contestare il metro e la gestione dei falli che ci sono stati fischiati contro, un gol annullato, importantissimo che è una decisione assurda. Va ancora una volta messa in luce la pochezza di questa classe arbitrale estesa a var e collaboratori. Questo secondo me dovrebbe essere il primo punto da mettere in luce, assai prima di qualsiasi critica verso i nostri giocatori, che sono andati a vincere meritatamente una partita importantissima su un campo difficile contro una squadra che lotta per non retrocedere. Oggi questa direzione di gara poteva costarci i tre punti.
  13. 34 punti
    Il secondo gol annullato era regolare . È stato il classico arbitraggio che ha permesso al Lecce di rimanere in partita con decisioni sempre a loro favore. Un calcio in faccia a McKennie trasformato in punizione per il Lecce tanto per fare un esempio. Un arbitro il cui nome è entrato in un inchesta per frode sportiva . Un arbitro nato a Como . Ma tranquilli và tutto bene ...
  14. 33 punti
    una partita del genere, sapendo anche i risultati delle altre, a fine primo tempo doveva già essere 4-0 senza se e senza ma, dovevano entrare in campo alle 18 con il sangue agli occhi, ed invece tutto buttato nel *...nulla di nuovo, tanta gente che con la juventus con la J maiuscola non ha nulla a che fare.
  15. 29 punti
    - LA QUINTA DONNA PIU' " DIVERSAMENTE GIOVANE D'ITALIA " - - NEL 1954, IN UNA FATTORIA DI MONTERONI D'ARBIA ( località in cui ella venne alla luce ) INCONTRO' UMBERTO AGNELLI .. & .. DA ALLORA SEMPRE PIU' SI " CEMENTO' " IN LEI LA SUA INIFINITA PASSIONE PER LA " VECCHIA SIGNORA " - - TRA I SUOI GIOCATORI PREFERITI AL " 1° POSTO " HA COLLOCATO .. BUFFON .. - ISCRITTA ALLO " JUVENTUS OFFICIAL FAN CLUB DI SIENA GHIBELLINA " - UN AMORE PROFONDISSIMO ED INOSSIDABILE PER LA SUA & NOSTRA " JUVENTUS F.C.1897 " - SI SCRIVE .. NELLA FALERI .. & .. IN AUTOMATICO .. SI ENUNCIA : FINO ED ANCHE OLTRE LA FINE .. SEMPRE & SOLO .. FORZA JUVE ! TANTI .. TANTI .. TANTI .. AUGURI ... 111 PER LA PRECISIONE : A DIO PIACENDO CI SI " RIVEDE/RISENTE " PER IL 112° COMPLEANNO A " TINTE BIANCONERE " Stefano !
  16. 29 punti
    solo per aver preso come esempio da “imitare” gli infami a strisce nere e azzurre, meriteresti di essere preso a calci nel sedere. Miracolato.
  17. 28 punti
    Grandissima * costruita da dei parrucconi che a calcio manco ci hanno mai giocato, probabilmente. Il fuorigioco nasce per impedire un vantaggio reale dell'attaccante, non per punire differenze millimetriche che il sistema stesso non è in grado di determinare con precisione assoluta. Avanti così, che gli altri sport stanno prendendo piede proprio per questi motivi.
  18. 28 punti
    CHI PAGA GLI ABBONAMENTI E' COMPLICE.
  19. 25 punti
    Compari angolari buongiorno. Recap delle news che ho: Vlahovic stanno facendo il possibile per il rinnovo ed è lui il primo obiettivo per l’attacco. Non esistono altri nomi reali se non chiacchiere e incontri preliminari. Lewa NO. Provano a sbolognare Openda ma come potete immaginare sarà un’impresa. Bernardo Silva: hanno un accordo totale col giocatore, aspettano la sua decisione e lui aspetta la champions. Gatti, Cambiaso, Di Gregorio sul mercato. Loca, Bremer non incedibili. Zhegrova e Miretti pedine di scambio. Non è detto che sia DiGre ad andare via, il ragazzo ha accettato la panchina di buon grado e sa che con una Juve in champions e l’arrivo di Allison, certo ormai, avrebbe comunque tante partite da giocare. @Lev
  20. 25 punti
  21. 25 punti
    Piuttosto che farsi prendere per il sedere da questi, che tra l'altro hanno applicato questo schema altre volte... lo faccio tornare. Lo provo a vendere altrove o lo tengo. Ma BASTA calare le braghe.
  22. 24 punti
  23. 23 punti
    Inchiesta arbitri, il pm indaga su presunto incontro Rocchi-Schenone L'inchiesta arbitri continua ad avere nuovi risvolti, giorno dopo giorno, con la Procura che sta proseguendo nella propria indagine per i capire i rapporti interni al mondi arbitrale e gli eventuali riferimenti con i club italiani. In una nota apparsa e riportata dall'ANSA, all'interno dell'inchiesta, l'ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura di Milano è che nell'incontro presso lo stadio Giuseppe Meazza, in San Siro, Milano del 2 aprile 2025 - per una presunta 'combine' su due designazioni arbitrali contestate all'indagato e autosospeso designatore Gianluca Rocchi - abbia partecipato e preso parte anche il club referee manager dell'Inter Giorgio Schenone. Gli inquirenti, afferma l'ANSA, dunque, attraverso intercettazioni e testimonianze stanno lavorando attivamente all'ipotesi che all'incontro potrebbe aver presto parte anche Schenone: l'indagine della Procura di Milano punta a chiarire se quelle presunte 'pretese' avanzate al designatore possano configurare frode sportiva L’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni sull’Inter: «Loro non vogliono più vedere quell’arbitro» Secondo il pm, "loro" sarebbero gli interisti, che avrebbero trasferito a Rocchi lo scarso gradimento per Doveri. Che però viene designato subito tre giorni dopo per la partita Parma-Inter di campionato. Nel corso del dialogo Rocchi-Gervasoni compare anche un nome proprio, "Giorgio": questo fa ipotizzare la Procura che l’interista ad aver avanzato le proprie lamentele fosse stato Giorgio Schenone, "club referee manager" dei nerazzurri, che però può parlare con il referente Can per i rapporti con le società. Il gip, nell’estate 2025, aveva valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e per questo negato al pm un’ulteriore proroga di intercettazioni Corsera Caso arbitri, Rocchi intercettato parla degli arbitri graditi o meno dall'Inter Forse è a una prima svolta l’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano. Il 2 aprile 2025 (giorno della ormai famosa riunione a San Siro), l’ex designatore Rocchi parla al cellulare con qualcuno del settore e nella conversazione, stando agli atti, tirerebbe in ballo un dirigente dell’Inter: ossia la figura operativa che per il club tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita. Si tratta di Giorgio Schenone. La scelta degli arbitri Colombo (per Bologna-Inter) e Doveri (per il derby di Coppa Italia in modo da non averlo poi in finale perché sgradito) sarebbe quindi figlia del gradimento o non gradimento dell’Inter, dell’addetto ai rapporti con gli arbitri, appunto Giorgio Schenone. Chi è Giorgio Schenone oggi dirigente Inter ieri guardalinee Proprio Repubblica ieri scriveva di Giorgio Schenone a proposito dei rapporti di vecchia data di Gianluca Rocchi con ex arbitri-guardalinee che nel frattempo sono diventati dirigenti di club. Repubblica scrive di rapporti che si sono consolidati nel corso degli anni. Li definisce “lacci che ancora oggi uniscono arbitri e club”. Schenone: “addetto agli arbitri dell’Inter, si dice fosse uno dei guardalinee preferiti da Rocchi, con cui aveva diviso varie trasferte europee” Repubblica 𝗜𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗿𝗯𝗶𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗔𝗡𝗦𝗔 "In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can". L'annuncio di Gianluca Rocchi arriva con una dichiarazione all'ANSA. "Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima" Sky Sport Nell'inchiesta della Procura di Milano, Gianluca Rocchi è accusato di concorso in frode sportiva per avere scelto arbitri graditi all'Inter in alcune partite della passata stagione (2024-25). Lo scrive l'Agi secondo cui sarebbero tre i capi di imputazione nell'avviso di garanzia recapitato al designatore degli arbitri e visionato dall'Agi stessa. In uno dei capi di imputazione si legge che Rocchi "quale designatore arbitrale dell'Aia, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia 'combinava' la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di Serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome 'arbitro' gradito alla squadra ospite, l'Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica". "Nel secondo capo di imputazione - prosegue l'Agi - lo scenario si allarga. Rocchi, scrive il pm, 'quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (la semifinale Milan-Inter del 2 aprile 2025, ndr), 'combinava' o 'schermava' la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale di ritorno (del 23 aprile 2025) onde assicurare poi all'Inter direzioni di gara diverse dal 'poco gradito' Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di Serie A" che erano di 'maggiore interesse per la squadra milanese'" Eurosport
  24. 23 punti
    Con un portiere decente sarebbe stato un errore trascurabile. Non si può giocare senza portiere su.
  25. 23 punti
    Pare che le escort che sono state con Bastoni abbiano simulato
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