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Ronnie O'Sullivan

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  1. Spesso è così, non sempre; dipende dalla personalità e intelligenza del calciatore e della donna. Nella casa da cui emergono certi problemi albergano spesso ignoranza e stupidità.
  2. Conosco molti ragazzi in Erasmus (soprattutto in Inghilterra, ma non solo); praticamente tutti sono tornati in Italia o stanno provando a farlo; tra l'altro con l'aiuto (eufemismo, ma un fondo di verità c'è) della Farnesina. Perché lo fanno? Perché NON sono inglesi, sono italiani, e provano a tornare a casa loro. Come i calciatori stranieri.
  3. Intervista al professor PIERLUIGI LOPALCO, ordinario di igiene a Pisa
  4. Il tuo è un appello troppo intelligente; stona, al cospetto dell'idiozia dilagante.
  5. Ho letto solo ora della tua perdita del lavoro; hai la mia massima e assoluta solidarietà. Sul resto, su alcuni punti convergo, su altri no, ma temo la discussione ci porterebbe molto lontano e anche off-topic; con ognuno che alla fine rimarrebbe della propria opinione. Rimarco solo un punto: ai calciatori non verrà imposto, ma richiesto, uno sforzo; è chiaro che nella libertà potranno sedersi ad un tavolo e discuterne con le controparti, oppure trincerarsi dietro alla lettera del contratto che hanno sottoscritto, invocandone il pieno rispetto, facendo finta che la crisi in atto non esista come lo struzzo che sotterra la testa sotto la sabbia sperando che ad essere sbranato sia un suo simile e non lui. A mio parere, ripeto, un rifiuto a priori da parte dell'assocalciatori di qualsiasi ipotesi di riduzione sarebbe odioso, egoista e anche stupido, perché, come faceva notare @paolojuve100, i primi a rimetterci potrebbero essere proprio gli appartenenti alla loro categoria. Altro, e ultimo, inciso: tu dici che non si può separare la categoria dei calciatori da quella degli altri lavoratori per il semplice motivo che guadagnano di più; io invece penso l'esatto contrario, e cioè che l'equiparazione, a livello di diritto del lavoro, di un super professionista della serie A sotto contratto ad un operaio metalmeccanico della Fiat che guadagna 1.400,00 euro al mese sia una delle tante idiozie dell'attuale Unione Europea; idiozie che portano a distorsioni del mercato, sperequazioni, disequilibrio contrattuale. Per questo motivo sono favorevolissimo alla nascita di una super lega stile NFL o NBA, con regole proprie, perché insistere nel far finta di voler tenere insieme, sotto lo stesso cappello giuridico, due poli opposti (e.g. top club di Champions League e squadrette di lega pro) è senza senso e controproducente.
  6. Bro, perdonami; detto senza intenti polemici, a me sembra che tu viva su Marte. Ma la realtà - vedasi, per esempio, la crisi del 2009, che sarà con molta probabilità superata, per gravità, da quella in atto - dice che ogni anno decine di migliaia di aziende chiudono e o falliscono, dalle micro imprese, alle macro, passando per le pmi. A prescindere da chi siano le colpe (a volte di nessuno, a volte di qualcuno, a volte di tutti), quando un'azienda fallisce, a rimetterci sono tutti: imprenditori, dirigenti, collaboratori, dipendenti; questi ultimi perdono soldi (solo in parte restituiti dall'inps) e soprattutto il posto di lavoro. Io non sono dipendente e sono fortunato perché non ho mai dovuto affrontare crisi tali da comportare la chiusura o il fallimento dell'azienda per cui lavoro o ho lavorato (di altri o mia); ma la gravissima emergenza sanitaria che stiamo vivendo comporterà l'onda lunga di una crisi economica devastante, come uno tsunami segue un maremoto. Il calcio è la quinta industria del paese per giro di affari; se i calciatori non faranno la loro parte - e le società andranno in crisi o falliranno - a rimetterci saranno in primis i lavoratori più deboli che fanno parte direttamente o tramite indotto di quel settore economico; e sono a MIGLIAIA, la stragrande maggioranza niente affatto milionari; si perderanno migliaia di posti di lavoro. Poi continui a parlare a sproposito di prelievo patrimoniale; ma che c'entra? Nessuna società si permette di toccare i conti correnti o i patrimoni dei calciatori; stanno cercando di chiedere anche a loro uno sforzo eccezionale in un momento di gravità eccezionale: non si chiama ricatto, come impropriamente vai ripetendo; si chiama SOLIDARISMO aziendale e sociale. Per fortuna, la maggior parte dei dipendenti e collaboratori ci tiene alla propria azienda, e se vede che l'imprenditore è il primo a fare degli sforzi reali (sono, anche qui, la stragrande maggioranza), è pronta a fare grossi sacrifici, pur di non vedere la propria azienda o un reparto di essa chiudere. L'intervento pubblico con tutto ciò non ha nulla a che fare ed è questione correlata, ma assolutamente differente. Convergo invece su di un punto: i proprietari di società di serie A non sono affatto stinchi di santo; alcuni sono proprio odiosi; è in atto un gioco delle parti, e quindi ci andrei piano prima di tirare la croce addosso e di insultare i giocatori, tacciandoli di egoismo; egoisti ci siamo tutti, soprattutto quando si parla di vil denaro. E' chiaro che ci deve essere una CONCERTAZIONE; ma escludere a priori qualsiasi ipotesi di fare dei sacrifici perché "io sono un dipendente o un equiparato tale", è qualcosa di assurdo nelle moderne strutture socio-economiche.
  7. Ronnie O'Sullivan

    Occhio allo schermo!

    Premessa: io ho un debole per Sean Penn, quindi credo di essere poco obiettivo; ma che ne dite della sua interpretazione ne Il professore e il pazzo? Il film mi è piaciuto, ma poteva essere migliore (al solito il talentuoso Mel Gibdon esagera, in tutti i sensi), ma Sean Penn l’ho trovato semplicemente straordinario, da Oscar. As usual.
  8. Non c’è niente da fare: molta gente vive proprio su Marte; peccato che la stupidità non abbia confini nemmeno interplanetari.
  9. Ronnie O'Sullivan

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Parere personale Se con alti livelli intendiamo puntare a vincere scudetto e champions league ogni stagione, Orsolini non sarebbe adatto né da esterno, né da mezzala, né da portiere, perché non sarà mai un giocatore che può fare il titolare in un top team. Con buona pace per il fratello dall'avatar pornografico, per il quale andrebbe bannato hic et nunc.
  10. Ronnie O'Sullivan

    Occhio allo schermo!

    Anche a me piacciono i film che ti fanno pensare, o che raccontano una storia, o che ti parlano della vita; ma rimane valido - a mio parere - il discorso generale della Mancuso. Un film non è un libro; non potrà mai raggiungere la profondità di un racconto scritto; ma ha altre carte, importantissime, da giocarsi; che hanno a che fare con la vista e con l'udito, in primis.
  11. Ronnie O'Sullivan

    Occhio allo schermo!

    Battuta cattivissima e ben riuscita; l'ho sentita ieri sera nella sintesi replica passata su Sky. Per questo ho scritto "ultimi anni"; per trovare i capolavori veri a mio avviso bisogna andare un po' a ritroso nel tempo... Comunque se puoi guardati Parasite, non ne rimarrai deluso.
  12. Ronnie O'Sullivan

    Occhio allo schermo!

    Secondo me sì. Con Tre manifesti a Ebbing è quello che più mi ha colpito tra i candidati a miglior film negli ultimi anni. Poi le classifiche lasciano il tempo che trovano, ma era per sottolineare quanto mi abbia colpito. In media direi che questa edizione degli Oscar è stata tra le migliori dei tempi recenti, con molti film di alto livello. 1917, per esempio, è un altro grandissimo film, e non mi sarei stupito se avesse vinto, anche se, chiamato a scegliere, anch'io avrei optato per il coreano. Ma grandi film sono anche Once upon a time in Hollywood e Joker. L'unico che a me non ha entusiasmato è quello di Scorsese col suo super cast; mi aspettavo di più, ma mi rendo conto che fare un film di quel genere e con quegli interpreti che fosse migliore o anche solo allo stesso livello dei cult che tutti abbiamo nella memoria non era affatto facile. Non dico sia un brutto film, The Irishman, è un bel film; ma non mi ha lasciato niente che non avessi già visto, "sentito" o "provato".
  13. Ronnie O'Sullivan

    Occhio allo schermo!

    Parasite è uno dei migliori film degli ultimi dieci anni, a mio modestissimo parere. Lo devi vedere assolutamente, a prescindere dai gusti personali. Jojo Rabbit ce l'ho in lista; quanto al grassettato, ti ringrazio davvero per il complimento, però copio incollo una citazione di Maria Rosa Mancuso che faccia mia; lei scrisse quella cosa mentre recensiva Joker, per focalizzare l'attenzione sulla straordinaria interpretazione di Joaquin Phoenix, sulla scenografia, sui costumi, sulla fotografia, ma direi che la approvo anche come considerazione di carattere generale: Niente meglio di “Joker” dimostra (e sembra incredibile che ci sia ancora bisogno di farlo) che il cinema è un’arte di superficie. Se scaviamo ci perdiamo il meglio, malamente risarciti da un catalogo di banalità psico-sociologiche.
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