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      Nuova versione VecchiaSignora.com: nuovo login e nuove funzioni   10/01/2018

      Benvenuti nella nuova versione di VecchiaSignora.com. L'aggiornamento all'ultima versione disponibile vi permetterà un'esperienza d'uso moderna e velocizzata dei contenuti del forum. Abbiamo così deciso di raccogliere alcune delle nuove funzioni a vostra disposizione.   Nuovo login In questa nuova versione del forum non esistono più gli username ma soltanto i nomi visualizzati. Questo significa che per effettuare l'accesso al forum il nome utente che dovete utilizzare è quello che vedete accanto ai vostri post! Ovviamente resta invariata la vostra password d'accesso           Nuova modalità provvedimenti Modalità provvedimenti completamente rivoluzionata. È presente una lista di infrazioni standard alla quale corrisponderà un punteggio di provvedimento. Raggiunti i 10 punti di provvedimento il ban è automatico e irreversibile. Ogni punto di provvedimento può avere una sua scadenza. Indipendentemente dall'entità del provvedimento, l'utente sanzionato sarà obbligato ad accettare il provvedimento ricevuto prima di poter di nuovo interagire nel forum     Per uniformare le vecchie sanzioni alle nuove abbiamo deciso di resettare tutte le barre dei provvedimenti. Si riparte tutti da zero qui, ferme restando le sospensioni e i ban già assegnati.     Citazioni parziali Tra le nuove funzioni di questa versione del forum una della più utili sarà sicuramente quella che permette di citare soltanto una parte selezionata di un post. Basta soltanto selezionare il testo al quale si vuole rispondere e poi cliccare su "cita questa parte"         Menzioni dirette Altra utilissima funzione del nuovo forum sarà sicuramente la menzione diretta; all'interno di un post è sufficiente digitare la @ e poi il nome dell'utente, scegliendo dal menu a cascata, per far apparire una menzione diretta. L'utente menzionato riceverà una notifica.       Emoticon istantanee L'istantaneità di utilizzo di questa nuova versione del forum è palese anche nell'inserimento delle emoticon nei messaggi: basta digitare il codice relativo e verrà immediatamente visualizzata la relativa emoticon durante la composizione del messaggio
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Tifoso Juventus

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Su Tifoso Juventus

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    Brigadiere74's fan
  • Compleanno 03/06/1986

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    Uomo
  • Provenienza
    Brescia
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    Arte, Juventus, Los Angeles Lakers, videogames.

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  1. [Topic Unico] Tutte le informazioni e i consigli sui film in uscita

    Visto al cinema, in ritardo rispetto a quando è uscito, Napoli Velata di Ferzan Ozpetek. In definitiva è un film ben fatto, in sé, ma che non va oltre alla maniera. C'è questa ambientazione assai bella come Napoli la quale, tuttavia, è mostrata più per spirito illustrativo che come elemento funzionale al racconto. La pellicola si rivelerà alla fine essere un viaggio mentale, quello della protagonista Giovanna Mezzogiorno, tuttavia i tocchi di mistero sono sì da una parte affascinanti, esaltati dal barocco e dagli angoli della città, ma narrativamente un po' ingenui e mal distribuiti. Gli attori fanno il loro (Peppe Barra irresistibile) ma nella loro caratterizzazione, tolti i due principali, si ha sempre l'impressione che manchi qualcosa o che, al contrario, ci sia troppo. In definitiva ho percepito l'intento di fare un' opera sulle corde di Polanski ma in salsa mediterranea causando quindi, per certi aspetti, un confronto anche con Sorrentino. È comunque un lavoro che si lascia guardare, generalmente di altà qualità, ma che non affonda mai veramente il colpo.
  2. Occhio allo schermo!

    Buongiorno a tutti e bentrovati. Scusate l'assenza Misery, 1990, di Rob Reiner. C'è poco da presentare di questa pellicola, l'avrete già vista in tanti mentre io solo a pezzi. Sempre tratto da Stephen King, un famoso scrittore (James Caan) viene soccorso da una sua ammiratrice (Kathy Bates) che lo porta nella sua casa per poi prendersene cura. Più passerà il tempo, più quell'atto di aiuto farà spazio ad un'adorazione morbosa e psicopatica rivolta all'uomo che suo malgrado si ritroverà da assistito a prigioniero. Kathy Bates è strepitosa, diabolica (premio Oscar non a caso) e il film è perfetto. Sulla scia di Hitchcock non c'è spettacolarizzazione o colpi di scena, ma l'orrore è un'inquietudine molto chiara presto mostrata allo spettatore e mai nascosta. La Bates alterna dolcezza e follia in maniera impeccabile e questo connubio, alle volte, è quasi ironico da quanto si passi rapidamente da un polo all'altro. Un prodotto popolare nella sua leggerezza ma estremamente efficace e non banale nella sua semplicità, questo è merito anche del racconto originale di King. The Wailing, 2016, di Na Hong-jin. Un horror che mi è piaciuto molto, molto, molto ma che, allo stesso tempo, per quantità di contenuti potrebbe anche far storcere il naso a qualcuno. Gli ingredienti sono infatti davvero molti: si parte con un poliziesco che passa al noir per poi farsi horror. Il protagonista stesso è atipico: un detective corpulento, goffo, un padre e marito impacciato che nella prima parte appare quasi ridicolo. Per il resto il ritmo è sempre piuttosto lento e il regista ci piazza in maniera abbastanza disordinata dei punti di svolta alternando però momenti di leggerenza a momenti decisamente sinistri. Mano mano che si procede tuttavia, superati i primi 30 minuti, si cadrà decisamente nel baratro della violenza e della dissacrazione. Lo spettatore non ha tempo di ragionare sulla logicità dei pezzi del puzzle perché è spiazzato dalla piega degli eventi, continuamente ribaltati, e da una regia incalzante, indubbiamente esperta, che ti porta a chiederti come andrà a finire. Succedono delle cose e non si ha il tempo di metabolizzarle, non tanto per la loro celerità, ma proprio per il loro essere disorientanti. C'è una lentezza di fondo la quale però accompagna una storia che ti semina addosso, a piccoli passi, momenti sempre più inquietanti. Il finale stesso è confusionario: dopo averlo visto, vi richiederete se avete capito correttamente cosa sia successo o se l'intepretazione è un'altra, cercherete di ricollocare i personaggi al loro giusto posto. In definitva The Wailing naviga tra il sottile confine del riuscito e non riuscito, dico questo perché sicuramente qualcuno troverà dei difetti legittimi. Per me è invece un grandissimo film sul male il quale, mescolando cinema di genere, religioni e gore, ti arriva addosso irrazionale. Non puoi venirci a patti ma solo cercare di rimanere attaccato alla vita più che puoi.
  3. Occhio allo schermo!

    Non so voi ma con questa nuova impostazione del forum, faccio faticare a leggere. I testi dei post sono l'ultima cosa che si vede Close Encounters of the Third Kind, 1977, diretto e sceneggiato da Steven Spielberg. Era un pezzo che volevo vederlo e grazie al mio infortunio ho trovato la voglia. Un prodotto sicuramente di alto livello, una pietra miliare del genere. Il regista è una garanzia, così come tutte le persone che c'hanno lavorato. Il messaggio di fondo lo ritroviamo poi in altre opere di Spielberg, ovvero superare i pregiudizi, disimparare a ragionare da adulti e accettare quindi il diverso che si svela a noi. Una favola extraterrestre che anticipa ET. Non faccio spoiler ma ho trovato estremamente poetico il linguaggio tra uomo e alieni. Mary Reilly, 1995, diretto da Stephen Frears. Tratto da un romanzo di Valerie Martin (La governante del dottor Jekyll) a sua volta ispirato a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson del 1886, il film ci narra la stessa storia di Stevenson ma dal punto di vista appunto della giovane governante (Julia Roberts) in carica presso la casa del dottor Jekyll (John Malcovich). Nonostante appunto il romanzo in questione sia noto, è interessante proprio il cambio di punto di vista perché vediamo in realtà una doppia storia passionale a tinte horror nei confronti sia di Jekyll che di Hyde. Julia Roberts, rossa di capelli, pallida, col suo viso spigoloso, è perfetta nella parte della serva dall'infanzia infelice mentre su John Malcovich è inutile dilungarsi perché era quasi troppo facile (non però scontato ovviamente) per lui calarsi in un doppio ruolo del genere. Un'opera gotica, visivamente sulle tinte di Tim Burton, tuttavia distante per sensibilità, qui erotica e ricca di tensione.
  4. [Topic Unico] FIFA 18

    Col mercato le cose sono migliorate. Partecipo alla Weekend League (anche se non ho tempo per giocare 40 partite). Rimango però dell'idea che esista un algoritmo sia online che nelle partite in singolo, all'interno del gioco, che ti facilita le partite (quando giochi poco) e te le rende più difficili (più giochi tanto) in modo da non scoraggiare i meno bravi
  5. Occhio allo schermo!

    Twilight Samurai, 2002, diretto da Yōji Yamada. Ennesima rivisitazione del crepuscolo dei samurai. Il protagonista Seibei è infatti un ex combattente il quale, una volta diventato vedovo, carica su di sè tutte le responsabilità scaturite dalla famiglia e dalla casa: l'educazione delle figlie, il mantenimento della madre malata, il cibo. Seibei si prodiga con un misero lavoro da impiegato nel suo clan, oltre ad un piccolo lavoro extra, sacrificando completamente sé stesso. Egli potrebbe comunque far carriera militare ma l'uomo, percependo la caduta dell'epoca della spada (i fucili stessi iniziano a diffondersi), trova più gratificazione nel vedere le proprie figlie crescere piuttosto che trascurarle in favore della carriera e dell'ambizione personale. La via della spada e l'occasione di risposarsi ritorneranno a incrociarsi con lui ma Seibei andrà oltre, salvaguardando il suo microcosmo di affetti. Per capire il tipo di film, possiamo sicuramente riferirci al cinema di Ozu. C'è uno spaccato familiare, tante scene di interni e soprattutto un samurai diverso da quelli più gettonati: umile, timido, stanco, sensibile ma in particolare un padre estremamente amorevole. Non c'è affatto "il nazismo" di certi samurai, con i loro principi, ma il ritratto di un uomo debole, che ama le figlie e che sta male al pensiero di combattere nuovamente. Seibei è sì un eroe ma un eroe del quotidiano, nel rispondere continuamente alle difficoltà della vita e della rigida architettura sociale del tempo. Per lo stesso motivo Seibei è anche un eroe del nostro tempo. This Must Be the Place, 2011 co-scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Il film è sulla spersonalizzazione e più in generale sul nulla, il problema è che è decisamente tedioso. Il protagonista è una rockstar decaduta, tra la depressione e la noia, ma per tutta la pellicola vince decisamente la noia. La morte del padre, con il quale i rapporti si erano interrotti presto, rappresenta l'evento per cui si innescheranno una serie di eventi tramite i quali inizierà gradualmente a risalire la china verso una nuova vita. Il tema è decisamente difficile e di Antonioni ce n'è uno. Sofia Coppola l'anno prima c'aveva provato con Somewhere e per me era un buon risultato. Sorrentino deve sempre invece inserire un surrealismo, un grottesco che in questa situazione per me c'entrano poco, appesantiscono e basta. Vero che la vita di una rockstar teoricamente è ricca di eccessi, nel bene e nel male, ma che noia. Le maestranze di per sé sono di altissimo livello (Sean Penn, Frances McDormand, David Byrne, la fotografia di Bigazzi) ma non sono purtroppo sufficienti per un prodotto che fa il verso a Paris Texas di Wenders senza possedere la stessa decisione di intenti. La parte del protagonista stesso, una brutta copia di Robert Smith, è sopportabile solamente grazie all'attore per cui è stata appositamente scritta ovvero Sean Penn. Magari l'ho visto ma magari no
  6. Occhio allo schermo!

    È un "pretesto" appunto perché non è fedele alla realtà storica. Nolan fa un uso romanzato della storia per ottenere qualcosa d'altro.
  7. Occhio allo schermo!

    Traggono vantaggi nel momento in cui decidono di abbandonare quella vita, non continuandola. Fossero rimasti nella "dittuatura imposta dal padre", non so. Comunque stiamo dicendo la stessa cosa, quel "pagare le conseguenze" era più per descrivere la trama.
  8. Occhio allo schermo!

    Un sacco di gente si è annoiata ad assistere a questo film. Io mi chiedo come sia possibile. Puoi benissimo trovare altri difetti ma quello della noia no. C'è un montaggio di altissimo livello, idem il suono. È un film sul tempo, non su Dunkirk in sé, Dunkirk è un pretesto di Nolan per scomporre il tempo. La pellicola si riallaccia così, concettualmente, con Memento chiudendo un percorso artistico. Sono altre le opere di Nolan che funzionano di meno, per me.
  9. Occhio allo schermo!

    George Harrison: Living in the Material World, documentario diretto da Martin Scorsese, 2011. Se amate i Beatles, non potete non vederlo. Un documentario costituito da due puntate per una durata totale di quasi 4 ore dedicato appunto a George Harrison, un talento probabilmente pari a quello di Paul McCartney e John Lennon ma "venuto fuori" completamente solo in seguito. Dal solo aspetto musicale, quello di un musicista paradossalmente frenato dall'essere un membro dei Beatles, si affrontano poi tutte le sfaccettature di questo autore poliedrico. Viene descritto il suo cammino spirituale in lotta con la celebrità e l'annesso materialismo ineniminabili (aspetto da sempre caro a Scorsese), e in questo cammino Harrison sforna delle hit storiche, abbraccia il rock per poi riabbandonarlo, produce film come gli esordi dei Monty Python. Ascoltiamo le sue parole e ascoltiamo le parole di chi gli è stato vicino fino alla fine. Alla fine abbiamo il ritratto di un'esistenza quasi onirica, irripetibile per una persona "normale", un'esistenza dove quasi sempre il pensiero si trasforma in creazione, slegata dalle imposizioni sociali. Scorsese ci permette di entrare in questa esistenza e ti vederla da vicino come mai nessun altro. Alien: Covenant, diretto da Ridley Scott, 2017. Che dire di sto film? Prosegue narrativamente le vicende del precedente Prometheus, collocandosi temporalmente dieci anni dopo. Come il prequel, ha tutti i difetti legati al fatto di inserire a priori una serialità ai film d'azione moderni (esempio Star Wars) ma, mentre almeno nel primo c'era l'incertezza di un finale aperto, qua siamo decisamente verso lo scontato. La quantità immane d'azione infatti e la necessità di dover raccontare qualcosa in tempo limitato, riduce il tutto ad un susseguirsi di eventi dove i personaggi vanno e vengono (tolto il vero protagonista, qui in un doppio ruolo, l'androide Michael Fassbender) calcando un copione trito e ritrito e l'intento di fondo, ovvero giustificare l'origine degli xenomorfi va un po' a farsi benedire. Scott vorrebbe essere riflessivo partendo da uno spunto molto interessante, le creature che si vogliono sostituire ai loro creatori, ma il tutto si riduce appunto ad un mero film d'azione che, in azione stessa, perde tra l'altro il confronto con gli episodi del passato forti di una protagonista perfetta e di una regia/montaggio altrettanto elevatissimi. In sostanza Scott mescola vecchie dinamiche di Alien ma le inserisce nei ritmi odierni, con una sceneggiatura perdente. Prometheus, nonostante le lacune, si faceva comunque guardare grazie a personaggi "più o meno" nuovi e maestranze di elevatissimo livello. Covenant è un prodotto altrettanto ricco, come esperienza visiva, ma inscenato male.
  10. Maurizio Sarri: il fenomeno (da baraccone?)

    La sua carriera parla per lui. Vista l'età che ha, decisamente vecchio, e il suo passato ha fatto anche fin troppo ma viene dal basso, ha sempre e solo allenato in vista di una competizione sola. Le stesse cose che faceva in Lega Pro, le fa al Napoli solo che al Napoli sei ai "massimi livelli" e non puoi permetterti di fare turnover una partita all'anno o giocare in un solo modo. Poi per forza ti fai eliminare dall'Atalanta in casa o in europa, qualsiasi allenatore con sale in zucca ti mette in difficoltà.
  11. Occhio allo schermo!

    Sto gradualmente ritornando operativo con la salute e quindi comincio a scrivervi di tutte le cose vista a casa, da infermo Torn Curtain,1966 diretto da Alfred Hitchcock. È uno degli ultimi lavori del regista. Non è un film esattamente riuscito, numerosi furono anche i problemi di lavorazione, ma rimane un Hitchcock. In giro si legge che gli furono imposte due stelle, Paul Newman e Julie Andrews, bellissimi ma non proprio tagliati per il tipo di interpretazione richiesta. Effettivamente siamo davanti ad una sorta di spy story mista a James Bond nella quale però i due attori paiono effettivamente "estranei", troppo contenuti nell'atteggiamento rispetto all'intensità delle vicende. Misteri ce ne sono ma, salvo eccezioni, suspence e tensione scarseggiano. Rimane comunque un prodotto di qualità e due scene in particolare, per regia/montaggio/fotografia, nettamente si stagliano dal resto. Il film si fa ricordare anche per la rottura tra Hitchcock e il suo compositore storico, Bernard Herrmann, il cui ritiro stravolse completamente il sonoro di certe parti. Captain Fantasic, 2016, scritto e diretto da Matt Ross. Se non sbaglio questo è caro a Polarman/Rhyme e ne avrete già parlato abbastanza probabilmente. Protagonista è una famiglia contemporanea, capitanata dal vedovo Viggo Mortensen, che decide di crescere i figli letteralmente nella foresta, in isolamente, ma allo stesso tempo nella cultura, offrendogli un tipo di addestramento ed educazione completamente diversa dalla conformità. Si va dalla caccia al cervo e l'autodifesa alle discussioni filosofiche o scientifiche. La sua è una sfida al consumismo, al capitalismo in questo caso americano, all'uniformarsi ai ruoli preconfezionati della società. Il suo intento è quello dei più nobili ma alla fine si scontrerà con le contraddizioni di una scelta così utopistica e rigida e i primi a pagarne le conseguenze saranno proprio i suoi figli. Anche quello del regista è un intento nobile e la pellicola riesce nel farci prendere coscenza di quanti limiti possa avere la nostra educazione, il nostro retaggio e di quante persone vivano povere di curiosità, senza andare oltre al loro naso. Tuttavia, dopo una prima parte che riesce ad oscillare tra dramma e commedia, il tutto prende una piega eccessivamente grottesca col risultato di deligittimare le intenzioni iniziali. Il finale ci lascia un po' con la mezza lezione di "non conformatevi ma allo stesso tempo conformatevi perché non potrete fare diversamente" senza capire che direzione si vuole prendere. La logica porterebbe ad essere entrambe le cose a seconda dei contesti ma il film non va oltre limitandosi alla retorica, per non dire qualunquismo. Esteticamente siamo su un road movie tra Wes Anderson e Little Miss Sunshine. Concordo col fatto che Logan sia uno dei prodotti "meno peggio" dell'universo Marvel insieme a I guardiani della Galassia. Ma io ti consiglio anche Dr Strange che, a rigore, per essere apprezzato al meglio andrebbe visto al cinema (e magari pure in 3d). Un film dove l'aspetto estetico è parte stessa della narrazione e dove l'eccesso di effetti speciali, per una volta, ha senso. Devo invece ancora vedere Spiderman Homecoming.
  12. [Topic Unico] Star Wars

  13. Insigne: "Higuain ci ha mancato di rispetto"

    Vero ma mescolarsi con sta robaccia, a maggior ragione, significa mettersi al loro livello. E Sarri di Higuain ha invece parlato bene, per dire.
  14. [Topic Unico] FIFA 18

    Per chi gioca online: Io sicuramente non sono un giocatore pro (ma questo dipende anche dal tipo di Fifa, per esempio a Fifa 12 ero quasi una sentenza online), non sono solito usare trick salvo eccezioni. Ho come l'impressione però che, da una settimana (in concomitanza con l'introduzione delle quarte maglie a Juve, United, ecc), il tutto sia diventato inspiegabilmente più ingiocabile sia online ma anche offline e ad una frenesia ancora più maggiore. Non è possibile che ero nella divisione 1 mentre ora sono scivolato nella terza a furia di prenderle da tutti così come, per dire, nelle Squad Battles, ho dovuto abbassare la difficoltà a campione perché ad ogni minimo tiro da qualsiasi posizione prendo goal mentre a me ne sbagliano tre davanti al portiere (ieri sera pure a porta semivuota). Nelle Squad Battles l'intesa non conta manco più, succede la stessa cosa anche contro le squadre inferiori e con i giocatori messi alla buona nei ruoli sbagliati.
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