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ico83

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  1. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Eurobond avanti tutta. Vediamo se CruccolandiaBank ha ancora voglia di giocare con i nostri titoli di Stato, vediamo soprattutto se Bild ha ancora voglia di parlare di Ricchi e Poveri, vino, pizza, mandolino e putttanate varie.
  2. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Chat con un’amica che lavora nel comune di Gaggenau, nell’efficiente e stimabile Teteschia. Zempre umani e di animo nopile loro.
  3. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Hong Kong di nuovo in quarantena dopo l’allentamento delle misure restrittive.
  4. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Articolo del 2014: https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-14/la-merkel-ha-dimenticato-quando-l-europa-dimezzo-debiti-guerra-germania-151827.shtml?uuid=ABkKN62B&refresh_ce=1 «La Merkel ha dimenticato quando l’Europa dimezzò i debiti di guerra alla Germania» Angela Merkel e Wolfgang Schäuble «Scheitert Europa?», «L’Europa fallisce?» si chiede l’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer nel suo libro, appena pubblicato, in Germania che è un durissimo atto di accusa contro le «politiche di euroegoismo» attuate dalla Cancelliera Angela Merkel e dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, la politica dell’«ognuno per sé», come la definisce l’ex leader dei verdi, politico-maratoneta, voce critica dell’attuale dirigenza tedesca. Fischer scrive che è «sorprendente» che la Germania abbia dimenticato la storica Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa le cancellò buona parte dei debiti di guerra. «Senza quel regalo - scrive l’ex ministro tedesco nel suo libro - non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico». DOCUMENTI Accordo sui debiti esterni germanici La cura di austerità imposta dalla coppia Merkel-Schaeuble, secondo l’ex ministro tedesco, è stata «devastante» perché ha imposto ai Paesi del Sud Europa «una deflazione dei salari e dei prezzi» impossibile da superare con il peso del rigore; «alla trappola della spirale dei debiti», che condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti. Fischer, in definitiva, accusa la Germania della signora Merkel e della sua grande coalizione di «euroegoismo» e di avere la memoria troppo corta. «Se la Bce non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa - conclude il politico tedesco -attualmente è la Germania». Ma cosa si decise alla Conferenza di Londra del 1953? La prima della classe Germania è andata in default due volte durante il Novecento (nel 1923 e, di fatto, nel secondo dopoguerra). In quella conferenza internazionale le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per darle la possibilità di ripartire. Tra i Paesi che decisero allora di non esigere il conto c’era l’Italia di De Gasperi, padre fondatore dell’Europa, e anche la povera e malandata Grecia, che pure subì enormi danni durante la seconda guerra mondiale da parte delle truppe tedeschi alle sue infrastrutture stradali, portuali e ai suoi impianti produttivi. L'ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora). Una cifra colossale che era pari al 100% del Pil tedesco. La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre. Guerre da essa stessa provocate. I sovietici pretesero e ottennero il pagamento dei danni di guerra fino all’ultimo centesimo. Mentre gli altri Paesi, europei e non, decisero di rinunciare a più di metà della somma dovuta da Berlino. Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia), con un trattato firmato a Londra, le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l'eventuale riunificazione delle due Germanie. Ma nel 1990 l’allora cancelliere Helmut Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Anche questa volta Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto. Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell'ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro. Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni. Il resto della storia è noto. E’ scritto nei sacrifici imposti dalla rigida posizione tedesca ai Paesi del Sud Europa che da anni combattono con una crisi che sembra senza fine. Fischer non ha dubbi. E punta il dito contro la sua connazionale Merkel: «Né Schmidt e né Kohl avrebbero reagito in modo così indeciso, voltandosi dall’altra parte come ha fatto la cancelliera. Avrebbero anzi approfittato della impasse causata dalla crisi per fare un altro passo avanti verso l’integrazione europea. La Merkel così distrugge l’Europa».
  5. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Che ha detto?
  6. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    La posizione dei tedeschi (non della Merkel e soci) è molto più eterogenea di quel che si pensi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/27/ue-stampa-tedesca-divisa-sulla-linea-dura-zeit-senza-accordo-non-restera-molto-delleuropa-welt-merkel-innervosita-dallaggressivita-di-conte-gli-eurobond-costerebbero-a-nostri-contribue/5751176/amp/
  7. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    A questi livelli non ci si possono aspettare insulti (a meno che il primo ministro non sia un troglodita e non è questo il caso), se si dice A, A ha un peso. Han detto che la von der Leyen ha sbagliato (tradotto: taci che è meglio), han detto che comunque la decisione spetta all’Eurogruppo (tradotto: lei conta niente). Questo dopo che lei ha affermato che gli eurobond sono uno slogan (tradotto: ve lo potete scordare). Sono lame affilate.
  8. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Ripeto, potrebbe essere fumo dialettico per tranquillizzare gli italiani sul fatto che si stia facendo il massimo ma la rottura (a parole) è netta e questi livelli non si erano raggiunti nemmeno durante il governo giallo-verde. Addirittura la Merkel non sì è fatta vedere nell’ultima conf-call, ha preferito mettere una foto. Pare abbia dichiarato di non poter far accettare gli eurobond al Bundestag.
  9. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    La rottura con la von der Leyen è netta, quest’ultima ha anche giustificato il proprio paese di origine; bacchettata in due/tre passaggi questa sera... a meno che non si tratti di fumo dialettico siamo allo scontro frontale con la Germania.
  10. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    A me ieri l’altro sono arrivate le ffp3 dalla Spagna, venditore di Hong Kong credo, non so che giro abbiano fatto, ne ho prese tre per un totale di quasi 30 euro ma le userò solo qualora (speriamo di no) il servizio di consegna a domicilio della spesa non sarà più disponibile. Ci han messo 10gg ad arrivare come indicato, le ho prese su AliExpress. Ancora non ho aperto il pacco.
  11. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Aveva ragione Savona, con i tedeschi bisogna andare giù duro per ottenere qualcosa anche solo a metà strada. Gualtieri è l’ennesimo uomo calato dall’alto, non so come andrà a finire ma siamo davvero al bivio decisivo questa volta.
  12. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    A Teramo vogliono isolare l’ospedale, ci sono 79 ricoverati per coronavirus e 40 tra medici e infermieri positivi. Non è una situazione sostenibile.
  13. ico83

    Coronavirus COVID-19 (topic unico)

    Bisogna tornare ad alimentare il mercato interno, per quanto possibile. Preferire il Made in Italy (vero, non il miele che ha origine nei Balcani o in Ungheria poi fa l’ultimo giro alla Conad, il produttore locale te lo fa pagare il doppio ma vale quel che costa, tanto per fare un esempio, un altro esempio sono le auto oppure l’abbigliamento come fai giustamente notare). Il modello economico degli ultimi 30 anni è stato chiaramente fallimentare, ci ritroviamo oltretutto con i beni pubblici spolpati, ospedali gestiti da manager di dubbia etica per usare un eufemismo, autostrade che cadono a pezzi, edifici scolastici non a norma, fiumi, falde acquifere e pozzi inquinati e chi più ne ha più ne metta.
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