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Sergione

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  1. “Mantenere vivo il Decreto Crescita, con i suoi benefici fiscali, è un piccolo ma necessario passo per essere competitivi sul mercato internazionale”. Ne ha parlato Maurizio Arrivabene, Chief Executive Officer della Juventus, intervenendo in videocollegamento durante il forum organizzato nella sede del Corriere dello Sport ‘Il calcio che l’Italia si merita’. “Vantaggi fiscali con Ronaldo non hanno portato risultati? Non è vero, Ronaldo ha fatto vincere la Juve e portato tantissimo in termini di visibilità internazionale. Oggi ci confrontiamo con altri sport ma anche con l’industria dell’intrattenimento. Dalla PlayStation ai social media, bisogna aprirsi a nuovi mondi e ai giovani” ha proseguito. Arrivabene. “Parlavamo delle giovanili, ma la federazione una riforma le ha fatte. Se oggi giochiamo con un Under 23 è per la riforma voluta dalla federazione. Dobbiamo guardare gli altri come ha detto Capello. Avere dei riferimenti, per capire con umiltà. Se ci chiedessimo chi ha inventato la ruota probabilmente nessuno lo sa, ma è una cosa che ha aiutato la società a evolversi”. “Dobbiamo imparare non solo da quello che succede in Italia, ma anche da quello che succede all’estero. Ovvio che ci si scontra con la competitività del campionato. Una squadra fa investimenti perché deve vincere e si crea un circolo vizioso. L’intrattenimento che dobbiamo offrire può dare le basi per vendere il prodotto calcio Italia, dando una solidità che forse ci rende meno schiavi del raggiungimento obbligato del risultato”. “Secondo me per raggiungere lo scopo è di fondamentale importanza tra chi è il regolatore dello sport e chi ne è l’aspetto commerciale: trovare il giusto compromesso, evitare degli scontri è l’inizio di una soluzione che può andare bene per tutti. La Serie A sostiene il calcio italiano con il business che crea. Credo che un trovarsi e ragionare insieme serva assolutamente al calcio. Questo è ciò che vorrei dire e in cui credo”. “Vincere l’unica cosa che conta? Certo, ma entrare in Champions League conta altrettanto. Dybala, Morata e Bernardeschi via? Sul mercato faremo qualcosa che ci permetterà di chiudere meglio rispetto a quest’anno”, ha concluso Arrivabene. Calcio e finanza
  2. Intervistato da "DAZN", Beppe Marotta, ex ad della Juventus, ed attuale dirigente dell'Inter, spegne sul nascere ogni tipo di voce riguardante un ritorno al club bianconero: "Un mio clamoroso ritorno alla Juventus? Falso, non c’è stato nulla di concreto. Con Agnelli ancora oggi un ottimo rapporto. Nel calcio ho ricevuto molto e soprattutto ho dato molto. Ho ricevuto tanto nella prima fase della mia vita e adesso è giusto che io dia qualcosa agli altri. Credo di aver dato tutto nel mondo dirigenziale". Marotta, poi, parla anche della sua presunta opposizione all'acquisto di Cristiano Ronaldo: "E’ davvero una leggenda che io mi sia opposto e che abbia avuto dei contrasti per quella operazione. I giudizi vanno fatti a 360 gradi, è giusto che ci sia una contrapposizione di opinioni”
  3. Giorgio Chiellini è stato intervistato da Sky Sport: “Con il Messina è iniziata questa storia che mi ha portato fino a qua. La decisione è maturata in mesi, in settimane, non in giorni. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto lasciare ad un livello alto e ci sono riuscito. È stata una annata difficile, per la Juventus e per me, ma in cui ho dimostrato che le partite che riuscivo le facevo al mio livello. Tutto questo mi ha portato a lasciare ora, lasciare spazio ai giovani. La Juve ha bisogno di ripartire e i giovani devono prendersi le responsabilità e maturare. Ho aiutato e ho tarpato le ali a qualcuno, ora è giusto volino da soli. Farò il tifo per loro, da vicino o da lontano e questa decisione l’ho presa con gioia e serenità”. Il Mondiale mancato ha accelerato la decisione? “Certo, volevo arrivare al Mondiale. Era il pallino che avevo dopo l’Europeo. È inevitabile non possa giocare partite ravvicinate, ma volevo essere parte del gruppo nazionale. Non è andata come volevamo, e ciò ha accelerato la mia scelta. Lascio una Nazionale e una Juve in buone mani”. Solo 17 minuti, perché? “Uno per ogni anno di Juventus. La mia partita l’avevo fatto mercoledì’, la prossima sarà il primo giugno con la nazionale. Il resto era festa”. La decisione per il futuro è presa? “Non so. Mi attrae, ma da dieci anni, ma devo decidere in casa. Un’esperienza all’estero ti arricchisce, io penso di aver bisogno di vedere un po’ fuori dalla mia vita e dalla Juve. Devo capire insieme alla famiglia, uno sguardo fuori lo devo dare, anche per il mio futuro”. Sulle parole di Del Piero? “Nella mia carriera ho avuto tre capitani importanti. Alex, Buffon e Cannavaro, tre persone che hanno influito tanto. Sono stati un esempio, ho preso molto da loro restando poi me stesso. Ho avuto compagni dai valori molto alti, e queste cose le ho scritte ad un ex compagno come Pirlo. Lo spessore umano di queste persone ti aiuta a migliorare, avere queste persone è stato un vantaggio”. Con Bonucci siete sempre stati il poliziotto buono e quello cattivo. Chi sarà il prossimo poliziotto buono della Juventus? “Dovrà essere Bonucci. Nella vita si cambia e si migliora e ci si adatta. Leonardo ha avuto la fortuna di condividere gli anni con queste persone e deve essere la persona che dovrà accogliere e mantenere l’equilibrio in una stagione, nei momenti belli e brutti. La nostra indole è stat questa, tutto cambia e va avanti e ora Leo ha una responsabilità in più e con cui certe persone fanno i salti di qualità. Io li ho vissuto tra i 33 e i 35, dove ho alzato il mio livello, in pace con me stesso. In questi ultimi due anni ho avuto picchi alti per la visione diversa della vita che ho avuto. Questo passaggio è fondamentale, lo auguro a Bonucci”. Chi è l’erede in Nazionale di Chiellini? “Faccio un esempio. Quando ha smesso Pirlo tutti erano preoccupati per un nuovo Pirlo, che però non c’è. Si è creata una squadra nuova, perché con quelle caratteristiche non c’erano. Bastoni è fortissimo, ha caratteristiche diverse da me ma l’Italia può dormire sonni tranquilli e lui verrà ricordato come Alessandro Bastoni”.
  4. Mai come in questa stagione a Massimiliano Allegri sono mancati i gol dei centrocampisti. Dall’intero reparto ne sono arrivati 7. I migliori realizzatori: Locatelli e McKennie, giocatori entrambi fermi adesso per infortunio. 7 gol da un intero reparto: era già successo con la Juve di Gigi Del Neri, prima della serie dei 9 scudetti consecutivi, e anche in occasione dell’ultimo successo tricolore con Maurizio Sarri in panchina. Nelle tre stagioni di Conte e le prime di Allegri, i centrocampisti avevano portato un numero importante di gol alla causa. Con i capocannonieri del reparto con numeri da attaccanti: (Marchisio 9, Vidal 10 e 11 gol, un giovanissimo Pogba 8 per due stagioni). Serve un centrocampista offensivo che fa gol. Gol che oggi mancano nel borsino del bilancio di fine anno. Ed è anche su questo aspetto che si lavorerà in prospettiva alla Juventus anche in chiave mercato. Un centrocampista offensivo con facilità di arrivare al gol serve alla squadra di Max Allegri che dovrà scegliere anche un nuovo attaccante che nella rosa prenda il posto di Paulo Dybala. Sky Sport
  5. Leonardo Bonucci è stato ospite a Supertele, trasmissione condotta da Pierluigi Pardo su Dazn. Tuttojuve ha ripreso le sue parole: PARDO: "E' andata benino per te ieri...". BONUCCI: "Sapendo che dovevamo fare questa cosa, ho dato ancora di più". PARDO: "Ha pesato più la trasmissione o il compleanno nella doppietta?" BONUCCI: "Sicuramente la trasmissione". PARDO: "Com'è questa stagione? Più l'orgoglio per la Champions o la delusione per non aver lottato per lo Scudetto?" BONUCCI: "E' ovvio che c'è del rammarico perchè abbiamo perso punti per strada che col senno di poi uno poteva giocare in maniera diversa alcune partite e portare a casa quei due-tre punti che servivano per stare lì a combattere fino all'ultima giornata. Però sono errori che in questo momento di cambiamento della Juventus si possono incontrare. Devono essere sempre da insegnamento come tutti gli errori e guardare avanti. Adesso abbiamo ottenuto la qualificazione in Champions, la speranza è quella di fare qualcosa in più il prossimo anno sia in Italia che in Europa". PARDO: "Juve-Villarreal, Juve-Inter, quanto si soffre?" BONUCCI: "Si soffre troppo, da fuori soprattutto, troppo. E come ho scritto in uno dei post, capisco le reazioni dei tifosi quando succedono queste cose, viverlo da fuori è stato veramente difficile, soprattutto perchè non puoi essere di aiuto ai tuoi compagni. E quando fai parte di un gruppo vorresti essere sempre presente. Purtroppo quest'anno ho saltato partite cruciali della stagione con la maglia della Nazionale e della Juventus, questo è un grosso rammarico e un dispiacere per quest'anno. Ma adesso sto bene e voglio concludere la stagione alla grande". (interviene Andrea Barzagli) PARDO: "Avevate dei gesti?". BARZAGLI: "No, noi grandi sguardi". BONUCCI: "Doveva conquistare palla e darmela dietro. Poi ci pensavo io". BARZAGLI: "Vero, vero. Ognuno ha il suo ruolo. Noi ci siamo divertiti molto, divertiti per modo di dire. C'era grande affiatamento, c'ra grande fiducia e siamo cresciuti tutti calcisticamente insieme, ci siamo migliorato a vicenda". PARDO: "C'è un difetto o un pregio di Bonucci? Un qualcosa che non sappiamo... BARZAGLI: "No, sinceramente come calciatore è uno dei migliori difensori al mondo, che difetto gli vuoi dare. C'è da dire che sbagliò quando andò via ed è stato bravo a ritornare". BONUCCI: "Come già sanno tutti, per me la Juventus arriva prima di tutto. Quella scelta lì fu dettata da momenti di delusione, rabbia, frustrazione, che però sono stai puoi cancellati. Dagli errori si impara, si migliora, oggi sono contento di essere un esempio per i più giovani con la maglia della Juventus e spero di continuare ad esserlo almeno nei prossimi due anni, visto che ho un contratto fino al 2024". PARDO: "Com'è il vino di Andrea? Fai uno spot fatto bene" BONUCCI: "E' buonissimo, fatevelo regalare però". BARZAGLI: "Mannaggia, qua si regala tutto". PARDO: "Com'è Vlahovic da vicino?" BONUCCI: "Credo che lui debba capire che deve giocare con meno frenesia quando ha la palla nei piedi. Adesso gli viene chiesto tanto di tenere palla per farci salire e deve capire nel momento in cui ha la palla la cosa giusta da fare. Ma è normale che possa a volte eccedere nella voglia di fare perchè è giovane. Ci sta, ma noi Dusan ce lo teniamo stretto perchè comunque da quando è arrivato ci ha dato molto entusiasmo, ci ha dato gol, ci ha dato pesantezza a livello di attacco, ha tolto delle responsabilità ad altri che ne hanno tratto beneficio. E' un giocatore per noi molto importante". PARDO: "C'è il dibattito tra giochisti e risultatisti. Voi ci pensate?" BONUCCI: "Sinceramente penso che a tutti farebbe piacere giocare delle partite con il 70-80% di possesso palla e divertirsi, però poi ci sono anche le partite dove conta il risultato, credo che un giusto mix delle due cose sia la cosa migliore. A volte ti riesce e a volte no. Abbiamo visto quest'anno partite in cui abbiamo fatto grandi prestazioni a livello tecnico e di agonismo e non portare a casa punti. Altre partite in cui abbiamo fatto grossa fatica sotto questo punto di vista e poii portare a casa punti pesanti per la classifica. E' un percorso, come sempre si deve migliorare in tutto quanto e poi abbiamo un po' pagato la poca esperienza in certe partite dei tanti giovani che fanno parte di questa rosa. Però credo che le basi per fare qualcosa di importante oggi ci siano". PARDO: "Questa è la settimana dell'anniversario della strage di Superga. Vuoi dire qualcosa su questo? Poi in casa c'è sempre una certa passione per Belotti. Il fair play è totale. BONUCCI: "Di sicuro questa settimana è un momento particolare per i granata per il calcio, per il mondo dello sport che ha vissuto e che vive il ricordo di quella tragedia. Noi come torinesi adottati. Tra l'altro mio figlio è tornato da poco dagli allenamenti con la borsa del Toro sotto il braccio". PARDO: "Chi vince il campionato? Sei d'accordo con Max?" BONUCCI: "Ha detto che ce l'ha nascosto in una bustina. A guardare le partite che mancano io direi Inter, perchè sulla carta sono partite abbordabili per la rosa che ha l'Inter. Però questo campionato ci ha riservato grandi sorprese sin dall'inizio. E' bello, entusiasmante vivere questa corsa Scudetto, peccato non esserci, perchè come ho detto prima bastavano pochi punti in più che abbiamo perso per strada per essere lì. Però ce lo godiamo come tifosi del calcio, perchè credo sia giusto ogni anno si giochi lo Scudetto fino all'ultima giornata per dare ancora più entusiasmo a chi ci guarda da casa e a chi viene allo stadio per assistere alle partite. Tifiamo per un grande campionato e nelle giornate che mancano ce lo godiamo tutto sia per la salvezza che per il campionato". PARDO: "Fino alla fine". BONUCCI: "Quello sempre"
  6. La dirigenza bianconera lavora per rinforzare la rosa da mettere a disposizione di Massimiliano Allegri in vista della prossima stagione. Per la difesa piace molto il profilo di Gabriel Magalhães: il classe 1997, arrivato all’Arsenal nel 2020, è stato cercato in passato anche dal Napoli, con Ancelotti in panchina, e dall'Everton. La Juventus proverà ad intavolare la trattativa con i Gunners, ai quali piacciono diversi giocatori del club bianconero tra i quali Arthur, con i quali c'era stata una trattativa già nella finestra invernale di calciomercato. Mancino, tecnico e forte fisicamente. Questo è il profilo del difensore che la Juventus cercherà di acquistare in estate. I bianconeri, che hanno già acquistato Federico Gatti dal Frosinone, stanno cercando anche un altro difensore giovane e che abbia un profilo internazionale. Nella stagione in corso, infatti, il brasiliano ha giocato 30 partite in Premier League, segnando anche tre reti. Il contratto dell’ex Lille scadrà nel 2025. Trattativa non facile, ma la Juventus punta Gabriel Magalhães. Sky Sport
  7. Fabio Miretti ha parlato ai microfoni di Sky Sport, nel post-partita di Juve-Venezia: "E' stata una emozione indescrivibile la gara di oggi, la conserverò sempre nel mio cuore. Oggi mi sono trovato bene, mi hanno aiutato tutti e quindi mi sono sentito come uno di loro, ero a mio agio". Quali sono le tue caratteristiche? "Io mi ispiro molto a De Bruyne del City, ma nel mondo Juve faccio riferimento a Locatelli, provo a rubargli il più possibile anche nel corso degli allenamenti". Sei subito sembrato a tuo agio ma troviamo un difetto: devi migliorare col sinistro? "Sì, io sono destro anche se oggi me la son trovata lì e ci ho provato, magari entrava..." Hai sentito i tuoi genitori? "Oggi ancora no, lì ho sentiti ieri ed erano molto contenti di questa possibilità. Loro per me sono molto importanti, mi supportano sempre e hanno fatto grandi sacrifici: io certo di ripagarli, loro non sono mai stati oppressivi e questo è stato sempre molto importante per me". Quanto è importante Bonucci? "Leo è stata una figura importante, faccio affidamento a quelli che sono più esperti e loro mi hanno tranquillizzato, Leo soprattutto ma anche Danilo. Mi hanno fatto sentire vicino a loro e questo è stato fondamentale".
  8. Leonardo Bonucci è stato intervistato da Dazn: Leo, quinto gol in campionato, tutti con la fascia di capitano al braccio. Ti dà una carica e una responsabilità in più? "Sì, inutile nascondere che quando indosso la fascia da capitano di questa grande maglia mi scatta qualcosa in più, quest'anno l'ho indossata poche volte ma quelle poche volte che l'ho portata al braccio ho cercato di essere da esempio, perchè poi la fascia è relativa, bisogna essere d'esempio quando si indossa questa maglia". Hai chiamato e rassicurato più volte Miretti, Come giudichi la sua prova? "Ha fatto una grande prestazione, soprattutto ha giocato in verticale tanti palloni che sono quelli che a noi servono per far alzare la squadra. Prima della partita gli avevo detto di giocare come fa in Primavera e in Under e che tutti sbagliamo, Una volta fatto l'errore, se fosse capitato, di guardare avanti e riprovare di nuovo. Ha fatto quello che sa fare meglio, ossia giocare a calcio". E' più il rammarico per non aver lottato per lo Scudetto o la soddisfazione per aver fatto meglio dell'anno scorso? "Ovvio che quando scendi in campo con questa maglia giochi sempre per i massimi obiettivi. Quest'anno ci siamo complicati un po' la vita facendo prestazioni non all'altezza come all'andata col Venezia. Bastavano due-quattro punti in più per essere li a lottare, però va preso atto di questo per non ripetere gli errori fatti quest'anno e migliorarci ancora il prossimo anno". E' il regalo che ti aspettavi per questo 35esimo compleanno? "Sì, ci tenevo a passare un bel compleanno e credo che meglio di così non si poteva fare" Leonardo Bonucci ha parlato ai microfoni di Sky: Meglio di così non potevi festeggiare il compleanno... "Sì, è stata una bella giornata, un grande primo maggio per tutta la famiglia. Io qui con mia moglie, con il percorso che ha iniziato di beneficenza, credo si chiuda il cerchio con questa vittoria. Dovevamo portarla a casa per non complicarci le ultime tre partite, siamo stati bravi, anche se abbiamo incontrato un buon Venezia che è venuto qua a viso aperto e se l'è giocata". Anche oggi però diversi errori, si può migliorare? "Si deve migliorare sempre, quando accendiamo i motori al massimo facciamo grandi prestazioni ed è da lì che dobbiamo continuare, queste ultime gare devono essere un allenamento per il prossimo anno". Come hai visto oggi Miretti? "Fabio ha disputato una grande partita ma noi che lo conosciamo non abbiamo visto nulla di nuovo, c'è un percorso di crescita e ringiovanimento e io voglio mettere la mia esperienza a loro disposizione
  9. C'è Milan Skriniar nei sogni del tecnico della Juve Max Allegri per rinforzare la difesa nel dopo Chiellini. Lo riferisce Tuttosport. Lo slovacco ha un contratto fino al 2023 con l'Inter. Sfumato Rudiger, a un passo dal Real, i bianconeri cercano un nuovo difensore. Il sogno sarebbe proprio il difensore slovacco dell'Inter: "se un accordo con l’Inter sulla carta potrebbe essere difficile ma non impossibile, soprattutto in caso di mancato rinnovo di contratto del giocatore"
  10. Giorgio Chiellini ha commentato la vittoria di Reggio Emilia ai microfoni di Sky Sport: "Era importante vincere, facendo una partita matura. Adesso è importante blindare il quarto posto, poi magari provando ad arrivare il più in alto possibile. Chiudere bene aiuterebbe a partire meglio l'anno prossimo. Il posto che meritiamo è questo. Abbiamo carattere, questa squadra quando è sotto tira fuori l'orgoglio ma dobbiamo farlo anche prima di prendere lo schiaffo. I margini di crescita ci sono, altrimenti non saremmo quarti". Perché il posto che meritate è questo? "Per quello che abbiamo dimostrato in campo. Potevamo fare qualcosa in più, il percorso di crescita è stato importante ma la classifica rispecchia quello che si vede ed è giusta. L'ambizione di questa squadra è quella di vincere, non dobbiamo accontentarci, senza mai smettere di provare a ottenere successi. Abbiamo lasciato qualcosa per strada ma l'ambizione deve essere quella di vincere". La sensazione è che la storia con la Juve sia finita? "Non finirà mai, chiaramente devo fare delle valutazioni anche con la mia famiglia, ma prima vengono il quarto posto e la Coppa Italia. Dopo penserò al resto. L'anno scorso ho rinnovato dopo l'Europeo, vivo alla giornata con serenità e felicità. Però con serenità". Giorgio Chiellini è intervenuto ai microfoni di Dazn. Le sue parole: Come stai? "Alla grande, in forma strepitosa". Come era marcare Toni in allenamento? "Lucone era troppo forte, era scomodo. Con quelle braccia poi che smanacciava sempre, riusciva sempre a venirne fuori. Tirava sempre male ma faceva gol, non so come facesse". Non dire che tu sei sempre stato pulito... "Infatti, io mi dovevo adeguare, era il mio campo di battaglia" Il primo incontro con Ferrara? "Eravamo a Capri, passava col cappellino e gli ho detto: 'Ciao Ciro, sono Giorgio Chiellini. Tra una settimana iniziamo il ritiro insieme. Mi è passato davanti, mi sembrava brutto non salutarlo (ride, ndr)". E' più la fierezza per questo finale di stagione o è più il rammarico? "Credo che alla fine siamo nella posizione che meritiamo per quello che abbiamo fatto durante l'anno. E' stato un percorso di crescita, purtroppo abbiamo iniziato con un handicap che ci siamo portati dietro. Però durante l'anno abbiamo sprecato varie occasioni per vari motivi, quindi nella sfortuna che abbiamo avuto alcune volte e la fortuna in altre, credo che siamo nella posizione che meritiamo. E' chiaro che non ci deve soddisfare, perchè questa squadra deve ambire sempre a vincere e provarci, però bisogna accettarlo e prendere questi miglioramenti per partire il prossimo per vincere questo Scudetto. Ma onestamente quest'anno non l'avremmo meritato". Tra cinque anni sarai con noi di Dazn a commentare il campionato? "Ci sono tutti i miei ex compagni, anche della mia età, qualcuno è anche più giovane (ride, ndr)". Hai un'idea sul futuro? "Vediamo, ve lo dico serenamente, ora lasciamo passare questo quarto posto importante, la finale di Coppa Italia, poi devo capire le mie due famiglie, quella a casa e quella al campo un po' cosa fare il prossimo anno. Ma ho 38 anni, è normale a fine anni mettersi lì e capire un po' le varie cose". Ti volevo parlare della terza famiglia. Il 1° giugno c'è Italia-Argentina a Wembley. Sarai della compagnia? "Di base, se sto bene gioco, e salutiamo la Nazionale a Wembley, dove ho vissuto sicuramente l'apice della mia carriera in Nazionale e forse in generale della mia carriera, quella vittoria è stata un qualcosa di unico e mi piacerebbe salutare la maglia azzurra con una partita celebrativa come quella lì". Sarà l'ultima? "Ci mancherebbe, l'ultima in Nazionale sicuro. Lasciamo giocare i ragazzi che sono bravi. In Nazionale sicuramente l'ultima".
  11. Alvaro Morata sta disputando la sua quarta stagione alla Juventus, la seconda consecutiva dopo il biennio tra il 2014 e il 2016. Quest'anno ha ritrovato Massimiliano Allegri che, dall'arrivo di Dusan Vlahovic, lo sta utilizzando in posizione più esterna o immediatamente alle spalle del serbo. Eppure, a gennaio, per lo spagnolo c'era stata anche l'opportunità di un ritorno in Liga: "Si parlava della possibilità di andare al Barcellona – ha dichiarato lo stesso Morata a Men's Health – C'erano diverse opzioni e ho parlato con Allegri, perché stavano succedendo delle cose che avevo già vissuto in altre squadre. Io non sono un attaccante adatto al gioco fisico, ho bisogno di spazi per correre. Allegri mi ha detto che stava per arrivare un altro attaccante e che io avrei giocato da seconda punta dietro di lui, a quel punto tutte le porte si sono chiuse. È vero che ci sono state delle possibilità di andare via, ma dopo quella conversazione l'allenatore mi ha detto che non l'avrebbe permesso". Morata è in prestito fino a giugno alla Juventus, che dovrà decidere se riscattarlo o meno dall'Atletico Madrid. Lo spagnolo, sul suo futuro, aggiunge: "Non dipende molto da me, alla fine sono un professionista e ho ancora un contratto con l'Atletico Madrid. Non so cosa accadrà in futuro, ho sempre detto che sono felice sia in Italia che in Spagna. Anche a Torino sto molto bene, lo stile di vita degli italiani è molto simile a quello degli spagnoli. È bastato un piccolo periodo di adattamento per sentirmi a casa, anche i bambini sono felici quando tornano in Spagna. Prima di arrivare a Torino, non mi aspettavo ci fossero abitudini così simili tra i due paesi" Al di là del club in cui giocherà, per la prossima stagione Morata ha un obiettivo chiaro: giocare il Mondiale in Qatar. "Sicuramente i sogni di un ragazzi che inizia a giocare a calcio sono vincere la Champions League e giocare un campionato del mondo con la propria Nazionale. È il desiderio che abbiamo tutti, soprattutto dopo l'ultimo Europeo. Tutta la Spagna credeva in noi, sono sicuro che se avessimo battuto l'Italia saremmo diventati campioni. È ancora una ferita. Lo dico molte volte, ma nessuno mi crede: se vinco qualcosa con la Spagna, il giorno dopo torno a casa", conclude Morata. Sky Sport
  12. Mattia Perin è stato intervistato da Mediaset. Le sue parole: Hai portato la Juve agli ottavi di Champions e ora la porta in finale di Coppa Italia. Il tuo bilancio è buono? "Ma io non la porto da nessuna parte da solo, senza i miei compagni, il lavoro che facciamo giornalmente in campo, senza l'aiuto dello staff tecnico, medico, magazzinieri, non ci sarebbero queste vittorie. E' un successo che va diviso tra tutto l'ambiente Juventus". Adesso un'altra finale con l'Inter, una storia infinita... "Sì, è una rivincita da poter raggiungere dopo quello che è successo in Supercoppa, lavoreremo per far sì che accada"
  13. Il presidente di Exor, John Elkann, in una lettera agli azionisti della holding, ha fatto il punto della situazione delle questioni riguardanti la Juventus. Questo il passaggio sul club bianconero: "Se il 2021 ha rappresentato un anno entusiasmante per molte delle nostre società, altre hanno affrontato sfide rilevanti. Per la Juventus la stagione 2020/2021 è stata turbolenta, dentro e fuori dal campo. Come per il resto dello sport e del settore dell’intrattenimento, la pandemia ha impedito ai tifosi di vedere le loro squadre in azione. Nel 2021, la Juventus ha visto il 50% delle sue partite all’Allianz Stadium giocarsi a porte chiuse, mentre le restanti sono state condizionate da regole che hanno imposto una presenza ridotta, da 1.000 spettatori al 50% della capienza. Questo ha privato i giocatori di quell’energia che arriva dai tifosi – qualcosa che l’ex giocatore e poi Presidente bianconero Giampiero Boniperti, che purtroppo ci ha lasciato nel 2021, conosceva bene, quando diceva: “non c’è più bel regalo dell’amore dei tifosi". Sfortunatamente, la pandemia ha colpito la Juventus proprio quando stava avviando il nuovo piano di sviluppo, utilizzando i €300 milioni dell’aumento di capitale deciso alla fine del 2019. La combinazione tra il calo dei ricavi e la contrazione del mercato globale dei trasferimenti passato da $7,4 miliardi nel 2019 a $4,9 miliardi nel 2021, ha portato a una difficile prima metà della stagione 2021/2022, con la Juventus che ha chiuso in perdita di €119 milioni. In risposta a tutto questo, la Juventus ha sviluppato un nuovo piano e lanciato un aumento di capitale di €400 milioni, approvato nell’ottobre del 2021. Queste difficoltà hanno evidenziato la debolezza strutturale del calcio, in Italia e in Europa. Andrea Agnelli, il Presidente della Juventus, ha quindi sostenuto le ragioni per una riforma strutturale e della governance del settore, con l’obiettivo di renderlo più equo e sostenibile per tutti coloro che amano questo sport. Sul campo, il titolo della Serie A è sfuggito alla nostra squadra maschile, ma quella femminile ha continuato il proprio dominio nazionale con il quarto scudetto consecutivo. Gli uomini sono riusciti comunque a conquistare a gennaio la Supercoppa Italiana prima di vincere la Coppa Italia a maggio. Come abbiamo imparato, quando mancano i risultati, il cambiamento si rende necessario, ed è per questo che abbiamo nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione e i nuovi AD, Direttore Sportivo, allenatore e giocatori. Abbiamo anche garantito alla Società tempo e risorse sufficienti per tornare ai massimi vertici, sul campo e fuori: il più grande desiderio di tutti i suoi appassionati tifosi e azionisti"
  14. Alvaro Morata pensa al bianconero che sarà. Tramite il quotidiano spagnolo AS, arrivano le dichiarazioni dello spagnolo, attaccante il cui futuro alla Juventus resta in bilico. Il classe 1992, a Torino da 2 anni a fronte del pagamento da parte dei bianconeri di 20 milioni di euro per il prestito, ha un costo di riscatto di 35 milioni di euro. Queste le parole di Morata: "Voglio restare, ma il futuro non dipende da me. Il prossimo anno se non sarà possibile continuare qui sarei comunque il primo tifoso bianconero". La Juventus ha preso atto delle dichiarazioni d'amore di Alvaro Morata, e proverà ad accontentare il centravanti classe 1992 della nazionale spagnola, riscattandone il cartellino, però, i bianconeri pretenderebbero lo sconto dall'Atletico Madrid, club proprietario del cartellino di Morata. calciomercato.com
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