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Sergione

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  1. Clamoroso retroscena svelato oggi da Tuttosport. Secondo il quotidiano, infatti, Fabio Paratici - ds della Juventus - dopo aver battuto l'Atlético Madrid è stato a cena in centro a Torino: lì ha promesso a un gruppo di tifosi bianconeri che farà davvero di tutto per prendere Kylian Mbappé a giugno dal Paris Saint-Germain. La gioia e l'entusiasmo restano alti in casa Juventus. La rimonta sull'Atletico Madrid ha avuto effetti anche nel post-partita di martedì sera. Dopo il 3-0 firmato dalla tripletta di Cristiano Ronaldo, il campione portoghese, come alcuni compagni di squadra (Cancelo ed Emre Can), si è recato in un ristorante non lontano dall'Allianz Stadium per cenare coi suoi familiari e collaboratori. Nello stesso ristorante è arrivato poi anche Fabio Paratici, responsabile dell'area Sport del club, letteralmente preso d'assalto dagli juventini presenti. IL RONALDO DEL FUTURO - Come scrive Tuttosport, unica la richiesta dei tifosi: Kylian Mbappé. Dopo aver visto arrivare a Torino CR7, ora il sogno dell'ambiente bianconero è prendere il "Ronaldo del futuro". Un obiettivo espresso qualche mese fa anche da Andrea Agnelli. Una missione, a oggi, quasi impossibile. Ma l'aiuto di Jorge Mendes, che nel 2017 curò il passaggio del classe '98 dal Monaco al Psg, può rappresentare un assist importante per la Juve. Calciomercato.com
  2. Tredici punti di differenza e un vantaggio che, in ogni caso, resta importante. La Juventus si prepara alla gara di Napoli con la forza e la convinzione di chi, nei mesi scorsi, ha accumulato un distacco significativo in chiave scudetto. Ma con la voglia di vincere ancora, anche per prepararsi al meglio alla decisiva sfida in Champions League contro l'Atletico Madrid. Temi toccati da Giorgio Chiellini, in quest'intervista esclusiva a Sky Sport. Come sta la squadra? "Nella testa e nelle gambe, a Bologna, avevamo ancora le scorie di Madrid. Le trasferte di Champions League le paghi sempre, poi ne abbiamo avuta un'altra importante. Ma dovevamo dare un'impronta di solidità e di squadra ed è stato fatto, ovviamente non siamo stati spumeggianti ma era difficile. Abbiamo ottenuto tre punti importanti e scavallato dopo una sconfitta pesante. Domenica affrontiamo un'altra grande partita, contro una squadra che negli ultimi anni ci ha fatto sudare e poi avremo tutto il tempo per preparare il ritorno contro l'Atletico. Ci deve essere un piccolo pensiero ogni giorno, ma non deve essere opprimente. Il Napoli giocherà per riaprire il campionato e per dimostrare di essere forte almeno quanto noi, noi per chiuderlo e per dimostrare che siamo primi non per caso. Sarà un Napoli-Juventus più aperto, perché entrambe le squadre avranno voglia di fare". Ti ricordi un Napoli-Juventus speciale? "Ricordo tanti attaccanti, senza dimenticare gli inserimenti di Hamsik. A Napoli ho vinto poche volte, soprattutto negli ultimi anni. Ma è una sfida che mi porta fortuna, un anno segnai un gol importante al rientro dopo tre mesi. Pareggiammo 1-1 con un mio gol, per poi aumentare il distacco la domenica successiva. Ricordo quella partita e quella dello scorso anno: in molti ci davano per persi, vincemmo una partita non bella ma importante. È sempre una sfida difficile, da tripla". Proprio a Napoli, nell'anno di Conte, nacque la BBC. Cosa è rimasto oggi? "Negli anni abbiamo sfruttato al meglio le nostre caratteristiche, si creò un'alchimia perfetta per essere di supporto alla squadra. Sono contento che Barzagli sia rientrato in gruppo, sono convinto che possa esserci d'aiuto negli ultimi tre mesi. Ma è una persona che, sia dentro che fuori, è molto importante e può ancora essere d'aiuto sia dall'inizio che a partita in corso. Ho visto pochi difensori come lui in questi anni". Sarà il primo Napoli-Juventus senza Hamsik... "C'è tanta stima, come me ha vissuto una vita con un solo colore. Non ha giocato solo con il Napoli, ma dopo il Brescia ha fatto la storia di questa società quindi lo stimo molto. Ha fatto una scelta importante, magari non me l'aspettavo già ora. Però quando capitano queste cose devi avere il coraggio di prendere una decisione anche a metà stagione, vanno accettate e rispettate. Ancelotti sa affrontare queste situazioni e gestire al meglio l'ambiente. L'ho sempre stimato molto per la sua filosofia e per il suo approccio al calcio e alla vita, sta raccogliendone i frutti a Napoli. Dopo Sarri non era facile farsi amare, ma sta dando una nuova identità con calciatori più o meno simili. Il Napoli si merita questa posizione, stiamo facendo noi un qualcosa di straordinario ma non dobbiamo pensare che sia finita. Chiaramente una vittoria al San Paolo sarebbe un ko definitivo". Questo vantaggio è importante o fa perdere stimoli? "La vittoria non so, la prestazione sarà importante per Madrid. Poi a volte fai una grande prestazione e per un errore difensivo perdi la partita, oppure puoi vincere giocando male. In questo momento abbiamo bisogno di fare una buona prova e sono convinto che la squadra farà bene. Poi il risultato dipenderà anche dagli episodi, giocheremo anche contro una squadra che ha grandi calciatori ed è completa. Il vantaggio è importante, è folle chi dice che non è vero. Non mi aspettavo di averlo, anche perché abbiamo perso punti in partite abbastanza abbordabili. Però il percorso è stato davvero straordinario e i 13 punti di vantaggio sono più per meriti nostri che per demeriti di altri. Ma questa partita esula dal campionato, perché vuol dire tanto sia per noi che per loro per dare una dimostrazione di forza". Quanto sarà importante il tuo ruolo da capitano in vista dell'Atletico? "C'è sempre una responsabilità quotidiana, sicuramente nei momenti di difficoltà ci vuole un qualcosa in più. Capitani non si è solo con la fascia, ognuno porta la sua energia e il suo ingrediente. Io non potrò mai avere il carattere che aveva Buffon o che ha Barzagli, l'importante è essere sé stessi ed essere sinceri. La squadra è unita, ora arriveranno 15 giorni importanti". Hai un messaggio per l'altro capitano, Lorenzo Insigne? "Con Lorenzo c'è un bel rapporto, a prescindere da quel che succede in campo perché è anche normale che ci sia rivalità. Ma in Nazionale siamo davvero tutti molto bravi a lasciar fuori tutto questo e giocare per un solo colore. Non è stato facile, ma è stato davvero importante. Lorenzo è cresciuto molto, soprattutto dal punto di vista mentale. È diventato uomo squadra, calciatore applicato e decisivo rispetto al primo Insigne del 2014, quando andammo al Mondiale. Il futuro dell'Italia è suo, ci vorrà del tempo ma neanche poi tanto perché stiamo bruciano le tappe. Stiamo venendo fuori, speriamo che tra qualche anno ci facciano tornare a gioire davvero". Sky Sport
  3. Chiellini: «Con Ronaldo Juve oltre i limiti» Il difensore bianconero si rivela a Marca: «Lui e Messi come LeBron e Kobe, e uno ce l'abbiamo noi ora. Morata un amico, Griezmann il pericolo» TORINO - "Morata? E' un amico, un giocatore molto pericoloso: ma penso che per l'Atletico e il suo gioco, sia Griezmann il più importante". Chiellini individua nell'attaccante francese la variabile impazzita che rende imprevedibile il solido Atletico Madrid, prossimo avversario della Juventus nella doppia sfida degli ottavi di Champions League. "Una squadra che ha una filosofia meno spagnola e più italiana - aggiunge il centrale a Marca -. Gioca molto chiuso e verticale, hanno giocatori di grande qualità, che trattano bene la palla, ma non giocano come il Barcellona. Griezmann fa la differenza e rende l'Atletico imprevedibile". Tuttosport «L’Atletico è la squadra più “italiana” delle spagnole. Gioca un calcio molto chiuso, hanno ottenuto risultati straordinari. Hanno un giocatore incredibile come Griezmann che fa la differenza». Il difensore della Juventus Giorgio Chiellini ha presentato così la sfida di domani sera a Madrid nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. «Non è un’ossessione, un obiettivo certo, ma con serenità - ha proseguito il capitano bianconero in un’intervista ai microfoni di “Marca” - Non siamo gli unici a volerla vincere, ci sono altre 5-6 squadre. Pensare di essere i favoriti sarebbe presuntuoso, ma vogliamo giocare al Wanda il 20 febbraio e il primo giugno. Ronaldo? Il suo arrivo ha coperto il buco lasciato da Buffon a livello di personalità, è importante per noi ed è un esempio per migliorarci. Lui e Messi sono come LaBron James e Bryant, sono extraterrestri. La nostra fortuna è che uno di loro sia qui». La Stampa "Morata è un amico, un giocatore molto pericoloso: ma penso che per l'Atletico e il suo gioco, sia Griezmann il più importante". Chiellini individua nell'attaccante francese la variabile impazzita che rende imprevedibile il solido Atletico Madrid. "Una squadra che ha una filosofia meno spagnola e più italiana - aggiunge il centrale della Juventus al quotidiano spagnolo Marca -. Gioca molto chiuso e verticale, hanno giocatori di grande qualità, che trattano bene la palla, ma non giocano come il Barcellona. Griezmann fa la differenza e rende l'Atletico imprevedibile". "Ronaldo e Messi? Sono LeBron James e Kobe Bryant, extraterrestri. La nostra fortuna è che uno di loro sia qui". Giorgio Chiellini benedice l'arrivo di Cristiano Ronaldo, con Messi vero e proprio fenomeno del calcio, acquisto imprevisto secondo il capitano della Juventus. "Non pensavo che un club come il Real Madrid facesse partire un giocatore così, che fa la differenza e che dimostra ogni partita di essere il migliore del mondo - dice il capitano bianconero al quotidiano spagnolo Marca alla vigilia dell'andata degli ottavi di Champions con l'Atletico Madrid - Il suo arrivo ha coperto il buco lasciato da Buffon a livello di personalità: solo un pazzo poteva avere dubbi sul fatto che avrebbe segnato e fornito assist. Dopo anni di dominio grazie a Cristiano stiamo andando oltre i nostri limiti". Ansa
  4. TORINO - Pavel Nedved, il vicepresidente della Juventus spende belle parole per la Joya, "Stiamo nell'ambito della mostra - dice Nedved a margine della presentazione allo Juventus Museum della mostra 'Gulp! Goal! Ciak! Calcio e Fumetti' - Da noi ci sono tutti supereroi, e ce li teniamo. Paulo ha segnato meno, ma ha giocato meglio. Sono molto contento di lui". CHAMPIONS - "Non pensiamo assolutamente alla Champions, siamo concentrati sul campionato e adesso lavoriamo per quello". Pavel Nedved invita la Juventus alla concentrazione, dopo gli ultimi passi falsi. "Abbiamo due partite di campionato da fare e siamo concentrati su quelle", aggiunge il vicepresidente bianconero a margine dell'inaugurazione allo Juventus Museum della mostra 'Gulp! Goal! Calcio e fumetti'. Vietato dunque pensare già all'Atletico Madrid e alla competizione europea in cui la squadra di Allegri si ritufferà il 20 febbraio. Domenica c'è la trasferta contro il Sassuolo, una partita da vincere: "Si lavora per quello, una partita che vogliamo vincere".
  5. Paolo Morganti è il nuovo Football Department Organization Manager della Juventus. Dopo una lunga carriera da calciatore nelle file del Novara, Morganti ha maturato esperienza dirigenziale proprio nella società azzurra, rivestendo i ruoli di Segretario Sportivo, Segretario Generale, Direttore del Centro Sportivo Novarello e Direttore Generale. Ora approda in bianconero, dove avrà la responsabilità della gestione organizzativa del Settore Giovanile, riportando direttamente all'Head of Football Teams and Technical Areas, Federico Cherubini. Juventus.com
  6. All’indomani della vittoria all’Olimpico, è proprio uno dei principali protagonisti della serata a raccontare il segreto di una Juve che non molla mai. Federico Bernardeschi, determinante nelle azioni dei due gol, riassume in due parole il successo contro la Lazio: «Carattere e personalità. Siamo sempre dentro la partita, anche quando siamo in difficoltà. Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che non molliamo mai e che siamo sempre in partita, fino alla fine». UNA QUESTIONE MENTALE Continua Fede: «Siamo sempre sul pezzo, è una questione mentale: anche quando non parte titolare, ognuno di noi sa che potrebbe essere determinante in qualsiasi momento, e quindi resta concentrato». FEDE E LA MENTALITA’ A domanda su quale sia l’aspetto su cui è maggiormente migliorato, Bernardeschi risponde: «Ho lavorato molto sulla testa e sulla mentalità, sull’attenzione, sulla serietà nell’allenamento: d’altronde, lavorare con grandi campioni e in una squadra così forte aiuta molto». UNA JUVE CHE NON SI VUOLE FERMARE «Vogliamo allungare il più possibile, mantenendo questo ruolino di marcia e aumentando il gap con chi ci insegue. E’ proprio adesso che bisogna tenere alta l’attenzione per portare a casa più punti possibili». Attenzione e concentrazione, cominciando dalla Coppa Italia, mercoledì: «Giocheremo contro una ottima squadra come l’Atalanta: mi aspetto una partita complicata, ma teniamo molto alla Coppa Italia, e andiamo a Bergamo per vincere e conquistare la semifinale». Juventus.com
  7. Sergione

    Siete soddisfatti del nostro centrocampo?

    Aggiornate che Emre Can ha segnato Lunedì se nessuno se n'è accorto
  8. Alex Sandro, terzino sinistro della Juventus, ha parlato della partita che i bianconeri giocheranno contro la Lazio. Ecco le parole del brasiliano ai microfoni di Jtv. COMPLEANNO – «Domani sarà il mio compleanno ma oggi è quello del mio papà. Gli faccio gli auguri e lo abbraccio. Tutto ciò che faccio è per la mia famiglia, è la mia struttura più forte. Abbiamo lavorato bene per questa partita, le feste le lasciamo per il dopo Lazio, con una vittoria a Roma sarà un bel regalo per me e per il mio papà». LAZIO – «Dobbiamo stare attenti, sarà una partita difficile ma dobbiamo andare là per vincere». TRITTICO – «Saranno tre partite difficili (Lazio, Atalanta e Parma, n.d.r) che dobbiamo affrontare sempre bene e restare concentrate per vincerle tutte» JuventusNews24
  9. 24 GENNAIO 2019 - MILANO La sua partita si è spostata dalle aree di rigore a un palco due metri per quattro. L’intervallo rimane di 15’ e le tre sostituzioni sono quelle per il bicchiere di whisky che distilla durante il concerto con i ragazzi del Barrio Viejo. Pablo Daniel Osvaldo in fondo è sempre stato rock, ci ha solo messo un po’ a capirlo. Ha scelto la musica e l’attaccante tutta rabbia ("Puoi togliere il ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal ragazzo") si è trasformato in un frontman timido e sorridente. "In campo era tutto più facile, qui siete solo un centinaio ma vicini, vedo i vostri occhi. Mi fate paura" fa al microfono tra una canzone e l’altra della tappa di Udine, una delle tante sold out nella prima tournée lontano dall’Argentina. Il pub Black Stuff è piccolo e pieno ("Questa è la dimensione che vogliamo, se no saremmo andati a fare quelle pagliacciate in discoteca, ma lì non mi vedrete mai..."), c’è anche Felipe, il difensore della Spal che in Friuli ha lasciato un pezzo di cuore. Osvaldo non fa il sound check e arriva per ultimo. Jeans bordeaux, maglietta nera, giacchetta da dannato che dura appena due canzoni, bandana sul polso destro, orecchini, collane, anelli e tatuaggi a profusione, cappello a tesa larga e occhiali scuri ("Contro la timidezza. Non mi sento ancora sicuro, non è una cosa naturale come il calcio") e si parte. Pubblico in larga maggioranza maschile, sorpresa, energia positiva e alla fine tutti contenti. Anche perché tra una sigaretta e l’altra (una gli ha creato dei bei casini al Boca) il nostro si ferma per una foto e due battute con chiunque glielo chieda. Osvaldo, come nasce la passione per la musica? "Mi è sempre piaciuta, mio padre Raul suonava ma l’ho saputo quando ero già ragazzo. Se me lo diceva prima mi sarei dedicato fin da piccolo alla chitarra e non al pallone. Mi ha risposto che dal calcio ho anche ricevuto cose belle. Quando giocavo all’Espanyol ho conosciuto i tre ragazzi della band che al tempo suonavano blues acustico. Abbiamo formato un gruppo e ora ci siamo lanciati in questa avventura". Prime sensazioni? "All’inizio me la facevo sotto. Ma questa vita da * mi piace da morire, tra trasferimenti in pulmino e orari un po’ sballati. E spero che la gente venga a vederci per la musica e non perché sono un ex calciatore. Sto imparando, cerco di abituarmi a questo ruolo di frontman e preferirei suonare la chitarra invece che stare in prima linea. Ma Agustin (ci sono anche Taisen al basso e Sergio alla batteria) è più bravo di me e in fondo anche i testi del nostro secondo album li ho scritti io". L’interazione con il pubblico è importante quanto lo era nel calcio? "A chi viene a sentirti bisogna dare qualcosa. La grande differenza è che se uno viene al tuo concerto e non gli piace come suoni e canti non torna, ma è chiusa lì. Nel calcio si è persa la misura. Conta la squadra e se sbagli un gol ti crocifiggono. Non è che perché un calciatore guadagna bene ed è un personaggio pubblico gli puoi dire di tutto. Se mi incontri per strada e mi insulti, io ti meno". Appunto. Peccato che a furia di litigare lei abbia avuto una carriera meno brillante rispetto alle sue potenzialità. Rimpianti? "Nessuno. Il pallone mi ha dato tanto e ne sono ogoglioso, anche se poi ho capito che quella del calciatore non è una vita reale. Ho comunque giocato per tanti top club, con grandi campioni, ho indossato anche la maglia azzurra. E malgrado i 9 gol nelle qualificazioni non sono andato al Mondiale 2010 per ragioni che forse nemmeno Prandelli, allora c.t., vi saprebbe spiegare. E poi si è visto che figuraccia abbiamo fatto...". La vediamo in forma, gioca ancora a calcio e lo segue? Ride "Non faccio più un ca... Gioco di rado con gli amici. In tv guardo ogni tanto solo il Boca". Ma rifarebbe anche alcune scenate in campo? "Sì, fanno parte di me. E poi chi giudica non è certo una persona migliore. Solo che nessuno se lo fila e allora fa il professore. Ma nel privato vorrei vedere se è così irreprensibile". Rifarebbe anche quella sceneggiata a Icardi nel famoso match contro la Juve e la successiva lite con Mancini nello spogliatoio? "Troppo facile dire no adesso. Se non ci fosse stato Guarin a fermarmi probabilmente a Mauro davo un cazzotto in mondovisione. In quel momento ci stava. Poi Mancini fu costretto a chiedere la mia cessione, altrimenti avrebbe perso il controllo del gruppo". Ha detto che nel calcio ci sono troppi vincoli ed etichette, che non si sentiva più libero. Come Cassano, che non sarebbe mai andato alla Juve perché dice che lì sono tutti soldatini? "No, sono due cose diverse. Alla Juve sono stato bene, è normale che ti venga richiesto di rispettare certe regole anche per una questione d’immagine del club. Se non lo capisci, il problema sei tu. Quello che mi nausea è che il calcio non ha più un’anima, ormai è solo business. Troppa gente che vuole guadagnarci e che se ne frega della passione della gente e dei giocatori stessi. Ci sono i soldi anche dietro la decisione di spostare la finale Libertadores a Madrid. Così i tifosi hanno dovuto pagare di più". Come ha fatto a resistere così a lungo in un mondo che disapprova? "Al calcio sarò sempre riconoscente. Ma le cose col tempo sono cambiate. In Argentina poi pressioni e pettegolezzi sono esasperati. A Buenos Aires non avevo nemmeno più voglia di uscire di casa. Allora a 30 anni ho detto basta, malgrado in Cina fossero pronti a coprirmi d’oro". Cristiano Ronaldo da solo fattura come un’azienda. Una macchina anche di professionalità. Lei ha mai avuto la palestra in casa? Ride come un matto. "Proprio no! E se è per questo anche quando giocavo non andavo a casa a rivedermi la partita. Meglio un concerto. Ma non è per questo che viene meno la mia stima verso CR7 o per chi vive solo per il calcio. Semplicemente siamo diversi e ognuno fa la sua strada. Da certi campioni però ho imparato tanto, li credi fuori dal mondo e invece sono umili e con tanta umanità. Se mi chiede i momenti più belli della mia carriera da calciatore infatti non le rispondo il tal gol o la tale vittoria, ma la vita nello spogliatoio". Quali calciatori ha ammirato di più? "Vieri è un fenomeno. Totti, Buffon, De Rossi e Messi mi hanno insegnato tanto. Anche perché quando a 20 anni ti ritrovi pieno di soldi la testa può girarti". È vero che ai tempi della Roma sceglieva lei la musica da diffondere all’Olimpico durante il riscaldamento? "Sì, facevo mettere canzoni degli AC/DC, dei Rolling Stones, anche de La 25, una band argentina che amo. Mettevo io la musica anche nello spogliatoio". Quali sono gli allenatori cui è più legato? "Zeman, Pochettino e Conte. Antonio è il più grande, non solo a livello tecnico-tattico. Uno che ti dice le cose in faccia, ma che sa anche ascoltare. Se hai le palle, gli dici che non sei d’accordo con lui, ti manda a quel paese ma poi elabora e nel caso ti dà ragione". Non è assurdo che il più bravo sia senza panchina? "Una sua scelta. Aspetta l’occasione giusta. Sarebbe stupendo se diventasse l’allenatore dell’Argentina. Almeno con lui torneremmo a vincere il Mondiale!" Lei è un sex symbol, ma se fosse stato gay avrebbe fatto coming out in un mondo conservativo come quello del calcio? "Non lo so, avrei dovuto trovarmi in quella situazione. Divento matto a pensare che nel 2019 viviamo in una società che fa ancora certe distinzioni. E il calcio è messo anche peggio. La reazione dei tifosi potrebbe essere violenta, ma sarebbe ora di trovare il coraggio per fare questa rivoluzione". Ha 4 figli da tre donne diverse. Come gestisce dei rapporti così importanti? "Un bel casino, soprattutto con le due bambine che non vivono in Argentina bensì a Firenze, con una madre che ho amato molto. A fine tournée correrò da loro". Gazzetta dello Sport
  10. Una benedizione importante. Il c.t. del Galles, Ryan Giggs, ex leggendario giocatore del Manchester United, approva il passaggio di Aaron Ramsey alla Juve, molto discusso negli ultimi giorni dopo la decisione del centrocampista gallese di lasciare l’Arsenal a fine stagione. Giggs a Sky Sports ha affermato: “Quando sei l’allenatore di una nazionale tutto ciò che vuoi è che i tuoi giocatori giochino al più alto livello. In un club di prima fascia come quello bianconero potrà solo migliorare ulteriormente” L’ESEMPIO — Il commissario tecnico del Galles ha associato il trasferimento a quello di un altro gallese avvenuto alcune stagioni fa, ossia il passaggio di Bale dal Tottenham al Real Madrid: “Anche per Gareth il passaggio a una big ebbe un grande effetto sul calciatore. E ora Ramsey sta andando in una squadra di calcio di prima fascia. Questo lo migliorerà come giocatore e a me fa piacere”. Gazzetta dello Sport
  11. Tra i tanti affari in ballo tra Juventus e Genoa in questa finestra di mercato c'è quello riguardante Cristian Romero. Come anticipato a inizio gennaio da ilBiancoNero.com, Fabio Paratici ha in mano l'accordo con il difensore argentino e spinge per concludere l'acquisto a titolo definitivo entro la fine di gennaio: i campioni d'Italia lascerebbero poi il talento classe '98 in prestito al Grifone per almeno un'altra stagione. Lavori in corso, rimane al momento la distanza economica tra richiesta e offerta, ma le parti torneranno ad aggiornarsi e dalla Continassa filtra ottimismo sulla conclusione positiva dell'affare. 'ROMERO ALLA JUVE' - Di Romero è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport Giorgio Perinetti. "Sarà un giocatore della Juve? Sì, un giorno andrà lì", conferma il direttore generale del Genoa: "E' la squadra che si è mossa meglio, ma il calciatore rimarrà con noi questa stagione e anche la prossima". ilbianconero.com Giorgio Perinetti, ds del Genoa, parla, intervenuto a "Radio Anch'io lo Sport", dell'ormai imminente trasferimento di Stefano Sturaro, centrocampista classe 1993 della Juventus, in Liguria: "Sturaro presto tornerà da noi. Il nostro mercato è vivo anche in entrata perché dobbiamo dare una mano a Prandelli per migliorare la rosa e ottenere i risultati che ci siamo prefissati." Tuttojuve
  12. È tornato, un mese dopo l'operazione al menisco del ginocchio destro, ma è come se non si fosse mai fermato. A Gedda Joao Cancelo è stato il solito inesauribile stantuffo, ha sfiorato il gol, servito assist, percorso la fascia senza sosta e, soprattutto, ha centrato il suo primo trofeo in bianconero: «abbiamo l'ambizione di ottenerne altri e lavoriamo ogni giorno per questo», sottolinea il portoghese ai microfoni di Sky Sport, ripercorrendo anche l'ultimo mese che lo ha visto lontano dal campo: «È stato un momento un po' difficile perché sentivo dolore quando giocavo ed era dura, fisicamente e psicologicamente. Poi sentivo di migliorare giorno dopo giorno e per quanto sia stata dura, sapevo cosa fare per tornare il prima possibile». IL RAPPORTO CON CR7 Quando si è costretti a stare fermi, diventa fondamentale l'appoggio dei compagni e Cancelo si è immediatamente integrato nello spogliatoio: «Mi trovo molto bene qui, è un gruppo spettacolare, composto da grandi campioni e grandi persone. Il rapporto con Ronaldo? Siamo amici, è un grande campione, il migliore del mondo. Ovviamente aumenta il livello della squadra, fa la differenza ed è per questo che la Juventus l'ha preso». CHE COPPIA CON ALEX! Il fatto di parlare la stessa lingua aiuta e Joao ha grande affinità anche con Alex Sandro, con cui compone una delle migliori coppie di terzini del pianeta. E quando si dice che parlano la stessa lingua e il riferimento non è solo al portoghese, ma al modo in cui dialogano in campo con pallone e compagni: «Alex è un grande giocatore, tra i migliori al mondo terzini sinistri del mondo. L'avevo già visto giocare quand'era al Porto e io ero nel Benfica e l'ho sempre ammirato. Sono onorato di giocare nella sua stessa squadra». CRESCERE ANCORA Cancelo è sempre più una pedina fondamentale di questa Juve , ma non intende accontentarsi: «So di dover migliorare nella fase difensiva, sono un giocatore più portato all'attacco, ma sono qui per imparare, grazie ai miei compagni e al mister posso farlo dai migliori e giorno dopo giorno sto assimilando i movimenti e prendendo sempre più confidenza con la posizione». UNO SGUARDO ALL'ATLETICO Ora, dopo Coppa Italia e Supercoppa riparte il campionato e tra un mese torneranno le notti di Champions, con la doppia sfida contro l'Atletico Madrid, che Joao conosce molto bene: «Sembra più una squadra italiana che spagnola. È una formazione molto fisica, compatta, con giocatori di grande qualità, difensivamente sono molto forti e saranno due partite difficili». Juventus.com L'esterno bianconero in esclusiva a Sky Sport: "L'ultimo periodo è stato difficile, ma fortunatamente è passato. Ho lavorato tanto per tornare al più presto per aiutare i miei compagni. A Torino sto bene, sono alla Juve per vincere e la Supercoppa è il primo trofeo del 2019. CR7 è il migliore al mondo, ha alzato il livello della Juventus. In bianconero voglio migliorare grazie ai miei compagni e a un grande allenatore come Allegri" Joao Cancelo è rientrato giusto in tempo per giocare la finale di Supercoppa e festeggiare per la conquista del primo trofeo con la maglia della Juventus. Superato il brutto momento per l'infortunio al menisco, il portoghese è tornato per affrontare la fase decisiva della stagione, che è iniziata con la vittoria della sfida contro il Milan e proseguirà con la corsa scudetto e la fase finale della Champions League. "È stato un momento difficile, mi sentivo bene sia fisicamente che psicologicamente e miglioravo giorno dopo giorno – ha dichiarato Cancelo in esclusiva a Sky Sport - È stato un periodo duro, ma ho cercato di rimanere concentrato, lavorando tanto per guarire al più presto per dare una mano ai miei compagni. Sono qui a Torino da sei mesi e mi trovo molto bene. Il gruppo è spettacolare, con campioni e giocatori di spessore. Sono venuto qui per migliorare e imparare. Molti dei miei compagni sono anche tra i migliori in circolazione al momento. Ovviamente sono venuto qui anche per vincere e con la Supercoppa abbiamo ottenuto il primo trofeo del 2019". Cancelo è, ovviamente, portoghese come Ronaldo: "Io e Cristiano siamo amici. È un campione vero, il migliore al mondo. È un calciatore che ha aumentato il livello della Juventus, ci aiuta tanto in campo e fa davvero la differenza. Per questo la Juventus ha puntato su di lui". "Voglio imparare dai miei compagni e da Allegri" E il portoghese si è imposto subito alla grande, dimostrando di poter giocare sia a destra che a sinistra: "Cerco di fare al meglio quel che mi dice Allegri. So che devo migliorare la mia fase difensiva, come caratteristiche sono più offensivo. Sono qui per imparare sia dai miei compagni che da un grande allenatore come Allegri". Sul braccio sinistro, Cancelo, ha due tatuaggi che rappresentano una tigre e un guerriero: "Ammiro molto gli antichi guerrieri, il modo in cui combattevano per le loro famiglie. Ne ho anche uno di una tigre, che è il mio animale preferito: solitario ma anche irresistibile. Mi piacciono molto gli animali, guardo tanti documentari e m'identifico nella tigre" Sky Sport Joao Cancelo ha parlato ai microfoni di Alberto Mauro di Sky Sport. Ecco un'anticipazione delle sue parole riportate da TuttoJuve.com: "Ho cercato di recuperare il prima possibile per provare a dare una mano ai miei compagni. Cristiano Ronaldo è il più forte al mondo. Ha alzato il livello della Juventus e si vede in campo. Io sono un giocatore più offensivo che difensivo da quando sono arrivato alla Juve devo fare più attenzione nella fase difensiva è quello che mi chiede Allegri e cerco di farlo giorno dopo giorno. Di me non parlo, ma di Alex Sandro posso dire che è uno degli esterni più forti al mondo, uno dei primi tre. Lo conoscevo già quando era al Porto e io al Benfica ho cercato sempre di prendere esempio da lui e giocarci insieme è molto piacevole. Posso imparare molto da lui". Tuttojuve
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