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Sergione

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  1. Impegnato in Sudamerica con l'Argentina, Leandro Paredes pensa comunque alla Juventus. Il centrocampista bianconero, intervistato da Espn, ha spiegato la decisione di accettare il trasferimento a Torino: "Non è stata una scelta facile cambiare squadra prima del Mondiale, ma credo di aver fatto la scelta corretta. La cosa importante per me era giocare con continuità e farlo in un grande club: indossare la maglia della Juventus era uno dei miei sogni" Successivamente Paredes parla dei suoi ex compagni al Paris Saint Germain e si sofferma su Mbappé: "Non posso parlare di Kylian. Ho avuto ottimi rapporti con diversi compagni, ma non posso parlare di qualcuno con cui non ho mai avuto un rapporto umano". In chiusura una battuta su Di Maria: "Nell'accettare la Juventus anche lui ha avuto valore. Volevo restare insieme ad Angel per divertirmi ancora con lui e giocare insieme. Per me era molto importante" Sky Sport
  2. Gigi Buffon, ex capitano della Juventus, è stato ospite al Festival dello Sport di Trento. L'attuale portiere del Parma ha toccato molti temi, ma ha deciso di partire dall'imminente ritiro di Federer: "Ha regalato tante emozioni alla gente, è un peccato vederlo smettere. Per quanto mi riguarda io continuo a giocare per tante ragioni. Perché mi sento ancora forte e competitivo e perché sono nell'età dell'oro dello sportivo. Mi spiego: ho una età tale in cui posso anche decidere di smettere quando voglio. Sono padrone del mio tempo. Le mie scelte hanno sempre avuto un senso. Come essere tornato a Parma, perché sono un uomo felice nel vedere il tifoso quanto è orgoglioso vedermi di nuovo in porta con i gialloblù. Nella vita ho vinto tanto ma ho anche rinunciato ad altri titoli. Sono felicissimo di essermi battuto per vincerli ma personalmente per me i successi li ho ottenuti anche con l'affetto della gente. E per sapere quanto valgo non mi servono ad esempio 8 Champions League. Anche senza vincerle io so quanto sono forte. Le critiche? Sono una benzina, soprattutto in vecchiaia. Da ragazzo invece fanno male e rischiano di destabilizzarti. Quando sei maturo e sai quanto vali invece le critiche diventano un incentivo. A volte ne avevo provo bisogno. Ad esempio: quando giocavo bene non leggevo i giornali, perché magari mi portavano fuori equilibrio. Quando andava male mi piaceva invece la critica, sapere da chi arrivava anche per, tra virgolette ovviamente, odiarlo. La parata perfetta? Chi guarda in maniera disattenta o da profano non riesce a percepire l'importanza di parate o uscite che sembrano scontate. A volte ripenso ai miei compagni grazie a cui ho battuto il record di imbattibilità contro il Torino. In una squadra un portiere con un richiamo, un atteggiamento, una parola, può aiutare il gruppo. Hanno una importanza fondamentale che magari non tutti possono capire. Potevo essere maggiormente diplomatico nella vita? No, magari in giovane età ho commesso errori. Anche se alla fine mi sono serviti. Mi sono sempre assunto le responsabilità, pagandole personalmente. E lasciano i segni perché fanno male. Alcune cose non le rifarei, ma dai 30 anni in su tutto ciò che ho fatto e detto lo rifarei. In quei momenti mi sentivo di fare così. Magari ora potrei reagire in maniera diversa. Parma? Una storia romantica. È una dimensione che mi piace, rispecchia chi sono e me stesso. Mi fa stare bene. A volte quando sono con i ragazzi nello spogliatoio mi diverto molto. A volte faccio lo stupidotto, non il professore (ride). Secondo me sono rimasti sorpresi, perché magari si aspettavano un altro atteggiamento. Parlo con loro, scherzo, ed alla fine la normalità sia la vera trasgressione della persona. E nella normalità con i compagni io sto bene, anzi meglio. Chiellini? Mi manca, abbiamo condiviso tanta parte di vita. Lui come altri. È la cosa bella dello sport di squadra, la condivisione. Con il blocco storico della Juve siamo cresciuti insieme in tutto: mentalità, capacità". Buffon, inoltre, si è soffermato sulla Juventus: "Cosa vuoi che dica? Non posso dire nulla perché in questo momento ogni parola rischia di avere una accezione polemica e non mi va. Anche quando c'ero io a volte siamo partiti male, poi siamo arrivati in alto. Questione di DNA della squadra e dei singoli individui. Non tutti possono avere il DNA della Juventus, un club con una idea chiara ed un imprinting altrettanto chiaro. Maignan? Quando tornai da Parigi alla Juve mi chiesero dei portieri. Dissi di Maignan del Lille, che però nessuno considerava. Mi chiedevo il perché. Quando il Milan lo prese mandai un messaggio a Maldini, dicendo che in pochi credevano in lui ma che avevano preso un grande portiere. Ed infatti è andata così".
  3. "Adesso non ha senso cambiare allenatore, le somme si tirano a fine stagione. La squadra può riuscire a ribaltare tutto, ma si devono mettere tutti in discussione". Così l'ex centrocampista della Juventus, Miralem Pjanic in merito al delicato momento della squadra bianconera, senza vittorie dalla fine di agosto. "Ora serve compattezza tra club, allenatore, squadra e tifosi, aggiunge a 'Tuttosport' il 32enne bosniaco, che ora gioca negli Emirati Arabi, nello Sharjah". "Nessuno può essere soddisfatto, a partire dai calciatori. Ma anche Allegri e il suo staff staranno facendo delle riflessioni per svoltare. Il campionato è equilibrato, può succedere ancora di tutto. Fidatevi di me, Allegri sa come si esce da queste crisi. Le assenze di Pogba, Chiesa e Di Maria pesano: i big condizionano gli avversari. Il regista ha un ruolo chiave con Allegri: Paredes deve prendersi dei rischi", conclude Pjanic
  4. A margine della sfida con il Lecce, il presidente della Salernitana Danilo Iervolino, è tornato su quanto accaduto all'Allianz Stadium intervenendo ai microfoni di Sky: "Il gol c'era, era regolare ed è stato un errore grossolano del VAR, l'ho subito ammesso e ho condannato l'episodio. Ho provocato dicendo di rigiocarla, è stata una bellissima partita e l'avrei rivista volentieri, ma l'utilizzo che fanno di questo strumento deve far riflettere tutti noi presidenti"
  5. «La Juventus è stata per una parte significativa della mia vita la mia seconda casa, la mia seconda famiglia dove sono cresciuto, partito e tornato, ma soprattutto da cui ho imparato la vera cultura del lavoro e la ricerca dell’eccellenza». Si apre così il saluto del Chief Revenue Officer della Juventus Giorgio Ricci, che tramite un post pubblicato sul proprio profilo LinkedIn dice addio al club bianconero. Un’avventura iniziata nel 2018 in questo ruolo – quando Andrea Agnelli, con l’addio di Marotta, aveva voluto fondare il modello organizzativo della Juventus su tre pilastri – e che si conclude dopo quattro anni, sette considerando la sua seconda esperienza completa alla Juve. In precedenza, infatti, Ricci aveva iniziato nel 2012 una nuova avventura professionale come direttore dell’area commerciale e marketing dell’Inter. Questa parentesi nel club nerazzurro ha diviso le sue due esperienze alla Juventus, la prima iniziata nel 2003. Da quell’anno al 2012 ricopre all’interno di Juventus ruoli di crescente responsabilità nel Marketing e nelle Sponsorship, fino ad assumere dapprima la carica di Marketing Manager ed infine, nel novembre 2008, di Head of Partnerships. «Tempo fa ho informato tutti internamente della mia decisione di lasciare il club a fine settembre. Ho sentito che era il momento giusto per farlo perché ho sempre guardato avanti e ho cercato di essere parte attiva del mio futuro», ha aggiunto ancora Ricci parlando della scelta di dire addio alla società bianconera. «Prendo una frase cara alla persona a cui devo gran parte della mia esperienza professionale: “Cambia prima di doverlo fare”. Ho sempre creduto in queste parole e in quanto sia stimolante seguire i propri sogni. Ecco perché il primo ottobre il mio studio di consulenza sarà finalmente attivo e sono pronto a dare il massimo, come sempre, per costruire qualcosa di grande…stay tuned!», ha concluso Ricci. Come detto, Ricci ha ricoperto il ruolo di CRO a partire dal 2018 con l’addio di Giuseppe Marotta, oggi all’Inter. In quell’occasione gli era stata affidata l’area ricavi, mentre a Marco Re era toccata l’area servizi, con l’area sportiva nelle mani di Fabio Paratici (entrambi i dirigenti non sono più parte del mondo Juventus). La struttura della governance del club bianconero era stata successivamente modificata nel 2020. In quell’anno la Juventus aveva annunciato una nuova struttura organizzativa che prevedeva la concentrazione delle proprie attività in due macro-strutture: l’Area Football e l’Area Business. Per il coordinamento di quest’ultima era stato scelto Stefano Bertola, mentre Ricci era rimasto Chief Revenue Officer. Calcio e Finanza Nel novembre del 2018 la Juventus ristrutturava l’organizzazione aziendale e disegnava tre principali aree operative: Sport, affidata a Paratici. Revenue, affidata a Ricci, Services, affidata a Re. Quattro anni dopo nessuno dei tre fa più parte del globo bianconero (Romeo Agresti). Questo evidentemente certifica il fallimento di quella ristrutturazione, aggiungo io...
  6. Accelera l'inchiesta degli inquirenti francesi sul caso Pogba. Mathias Pogba, il fratello maggiore di Paul, e tre altri individui sono stati posti in stato di fermo in Francia nel quadro dell'inchiesta sulle estorsioni denunciate dal calciatore della Juventus. Mathias Pogba, 32 anni, si è presentato spontaneamente, "a inizio pomeriggio, presso i servizi d'inchiesta ed è stato posto in stato di fermo" dalle autorità francesi, precisano le fonti citate a fine giornata dalla stampa transalpina. Sui quattro sospetti interrogati dagli inquirenti, uno era stato posto in stato di fermo giudiziario ieri e altri tre oggi, ha precisato la fonte, confermando informazioni rivelate in un primo tempo dal quotidiano Le Monde. Il 9 settembre scorso, Mathias Pogba si era dichiarato "totalmente estraneo" alle estorsioni denunciate da Paul, oggetto da quasi due settimane di un'inchiesta giudiziaria affidata a due giudici parigini. In una querela presentata il 16 luglio a Torino, Paul Pogba ha denunciato tentativi di estorsione subiti fra marzo e luglio 2022, per diversi milioni di euro. In uno degli interrogatori ai quali lo hanno sottoposto le autorità giudiziarie, il calciatore ha raccontato di essere stato incastrato da amici d'infanzia che si sono presentati da lui insieme con due uomini col passamontagna per chiedergli 13 milioni di euro. Lui ne avrebbe pagati 100.000. Pogba ha detto agli inquirenti di aver riconosciuto il fratello Mathias come uno dei due con il volto coperto. Modesto calciatore di divisioni inferiori, quest'ultimo ha per lungo tempo avuto il ruolo di 'protettore' del fratello minore, Paul, prima di accusarlo pubblicamente su Twitter di essere un "vile traditore". Ora il fermo giudiziario nella speranza di vederci più chiaro su questa oscura vicenda familiare che colpisce uno dei più grandi campioni del calcio mondiale. ANSA
  7. L’ex attaccante della Juventus, Alessandro Del Piero, ha parlato a La Gazzetta dello Sport delle italiane in Champions: “L’ambizione minima deve essere il raggiungimento degli ottavi, poi gli obiettivi si dovranno tarare dopo i sorteggi. Juve? Un ko col PSG non sarebbe un dramma, però una prestazione negativa sarebbe una brutta botta perché la Juventus arriva da prestazioni poco brillanti. E questo può incidere, alla luce delle aspettative” L'ex numero 10 della Juventus, si sofferma ulteriormente a parlare delle potenzialità della squadra bianconera: "La Juve? Quella di Allegri è una squadra molto forte e non appena torneranno Pogba e Chiesa e Paredes sarà inserito, lo sarà ancora di più: con un gruppo così le ambizioni sono giustificate e quasi obbligatorie. Il tecnico ha detto che la partita che conta non sarà contro il PSG, ma lo ha fatto per togliere pressione all'ambiente, la Juve è la Juve anche a Parigi. I giocatori non si divertono? Non è da oggi, era così anche con Sarri e con Pirlo. I giocatori sono protagonisti, non posso pensare che risentano della situazione, la possono e la devono cambiare. Non possono aspettare che qualcosa succeda o che arrivi qualcuno a salvarli"
  8. "Che mi sono detto con Allegri? Non so se posso dire le stesse parole che ho detto a lui. 'Abbiamo avuto un cu... nel primo tempo e qualcosa in più nel secondo'. Così Josè Mourinho, ai microfoni di Dazn, nel post partita di Juve-Roma: "All'intervallo ho detto ai miei che mi vergognavo di loro e della squadra. Nel secondo tempo è stato diverso, il problema è capire perché no nel primo tempo. Non è un problema di tattica, ma di atteggiamento. Io nel primo tempo in panchina dicevo a Salvatore (Foti) di pregare per finire il primo tempo sull'1-0. L'ho detto anche ai calciatori"
  9. Filip Kostic ha parlato in conferenza stampa. TuttoJuve ha seguito l'evento in diretta: Cosa ti ha colpito maggiormente della Juve? "Si sicuramente sono molto molto felice di essere qui. Sono entrato sul 3-0 contro il Sassuolo e questo è stato il momento in cui sono stato più felice". Il fatto che in Italia giochino tanti serbi ha influito sulla tua scelta? "No. Sono molto felice di essere qui e poi c'è anche Dusan qui". Un che posizione ti piace giocare? "Decide il mister dove devo giocare". Hai parlato con Dusan prima di venire qui? Ci racconti un'azione che vorresti fare magari con gol poi di Vlahovic? "Si quando siamo stati in nazionale Dusan mi ha raccontato tante cose e mi ha chiesto cosa ne pensavo della Juve. Mi ha detto che sarebbe stato felice se fossi venuto qui. E poi quando sono arrivato qui ho capito che le cose che mi aveva detto erano vere. Mi piacerebbe fare un assist di 16 metri e poi Dusan può chiudere l'azione". Cosa pensi della mentalità della Juve che vuole vincere sempre? "La mentalità dei giocatori e della Juventus è chiaramente quella di vincere sempre. Noi dobbiamo avere sempre questo tipo di mentalità e dobbiamo fare una partita alla volta. So che cosa ci si aspetta da me e sono pronto a dare il massimo". Perché hai scelto la Juve? "Non ho seguito tantissimo la trattativa dal primo contatto fino al contatto finale. Io volevo venire qui e ho fatto di tutto per venire qui, questo si". Sei stato scelto per riportare la fame di vittorie? "Io seguo la Juve e la Serie A da quando sono piccolo e il mio compito sarà quello di fornire la migliore palla agli attaccanti. E sono arrivato qui per questo per dare il miglior supporto alla squadra e a mettermi a disposizione del mister". Sei pronto per Genova? Hai già parlato con Allegri? "Abbiamo parlato di sistemi di cose normali. Io sto facendo di tutto per inserirmi, sono una persona che lavora molto. Non sono riuscito ancora ad aprire i bagagli perchè sto dando priorità al campo ed alla Juventus". Perchè il 17? "Non c'è una ragione specifica per il numero 17 sulla maglia. Era il numero disponibile in nazionale ed ho deciso di mantenerlo per la Juve. Non faccio molto caso a queste cose"
  10. Prosegue intanto il percorso di recupero per gli infortunati. E in questo senso le attenzioni principali sono rivolte inevitabilmente a Pogba, che ha scelto di fare una terapia conservativa per evitare l’intervento chirurgico al menisco. Il programma di lavoro alternativo tra palestra e piscina sta andando avanti senza intoppi, le sensazioni del francese sono positive e si va dunque spediti verso la fase cruciale del periodo di stop: quello del ritorno sul campo d’allenamento. Il centrocampista è atteso settimana prossima dai primi lavori individuali sul rettangolo verde, se tutto andrà come da programma potrebbe già essere a disposizione di Allegri per il match contro la Salernitana del 10-11 settembre. GdS
  11. La Juve ha appena iniziato il cammino in una nuova stagione e, come nella scorsa, i bianconeri lo percorrono insieme a Bitget. Un anno fa Bitget diventava il primo Sleeve Partner della storia bianconera, e la collaborazione si rinnova oggi, ispirata come sempre dalla ricerca dell’eccellenza, con la presenza di Bitget sulla manica sinistra della maglia della Juventus. Juventus.com
  12. Il centrocampista Manuel Locatelli ha parlato a Sky Sport dopo l’amichevole di Villar Perosa: “Stiamo provando ad avere un po’ più palleggio, ci stiamo provando e ci stiamo mettendo impegno, seguiamo quello che dice il mister. Penso che sia stata una bella giornata in famiglia, noi giochiamo per i tifosi, questo entusiasmo è un qualcosa che ci condiziona. È stata una giornata bella per loro e va bene così”. Sarà una Juve più offensiva? “Stiamo provando cose nuove e questo è importante, io mi trovo bene a giocare più avanti, sicuramente cercheremo di farlo”. Di Maria? “Ho grandissime impressioni, ci porta tanto entusiasmo, è un campione, sicuramente ha fatto vedere la differenza tra un giocatore normale e un campione” Federico Gatti ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve: Speravi durasse un po' di più questa partita? "Si volevo giocare un po' di più. Poi quando uno è in campo non vorrebbe mai finire. Però oggi è un giorno di festa, ci mancherebbe"
  13. John Elkann è presente oggi alla tradizionale amichevole di Villar Perosa. Intervistato da Sky Sport, il numero uno di Exor fa il punto sulla stagione che attende i bianconeri: “Villar Perosa è una parte importante della nostra storia. Abbiamo vinto 38 scudetti più cinque con le Women, la Juventus è la squadra al mondo che ha avuto più campioni del mondo e abbiamo vinto tutte le coppe che c’erano da vincere, un fatto di grandissimo orgoglio ma anche un grande stimolo per conquistare un futuro all'altezza del passato”. Gli obiettivi della stagione? “Villar Perosa sicuramente ha portato bene alla Juventus come dimostrano i tanti titoli. Dobbiamo stare attenti perché il campionato italiano è più difficile rispetto al passato, l’Inter è la più forte, è strutturata per vincere, senza dimenticare il Milan e anche la Roma che sul mercato ha fatto un gran lavoro. Non sarà facile per la Juventus, il campionato italiano è cresciuto di livello e non sarà facile nemmeno a livello europeo. Oggi affrontiamo una Juventus U23 più competitiva, gioca bene e alcuni giocheranno anche nella prima squadra. Io credo che Di Maria darà tanto al campionato italiano”.
  14. Il capitano della Juventus Leonardo Bonucci ha parlato a Sky Sport durante l’amichevole di Villar Perosa: “Ci tenevo a regalare la maglia a Furino che è stato una bandiera e un capitano, parliamo di un monumento della storia juventina. È stato un passaggio da capitano a capitano. Era importante tornare a Villar Perosa dopo anni che eravamo mancati a causa della pandemia, è sempre bello trascorrere una giornata con i tifosi, spero che questo ci dia il contributo che serve per vincere”. Sui nuovi acquisti: “I nuovi hanno portato esperienza ed entusiasmo. Giocatori come Angel e Paul sono giocatori che ci danno tanto, esperienza e qualità. Gatti? È un giocatore predisposto al sacrificio e questo lo aiuterà molto nella sua carriera che credo sarà rosea”
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