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Sergione

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  1. (ANSA) - ROMA, 22 GEN - "Credo sia difficile vedere riaperti gli stadi per questa stagione. Pensare di avere un numero molto elevato di persone che vanno in una stessa direzione è molto complicato in queste condizioni. Il Dpcm scade a marzo, ma credo che a prescindere dalla situazione bisognerà prima pensare allo sport di base, poi eventualmente ad aperture parziali degli impianti". Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, a Titolo V si RaiTre. (ANSA).
  2. Secondo le informazioni della Bild, il Bayern Monaco ha stilato una lista di possibili pretendenti per ilTolisso. Una lista in cui apparirebbe il PSG. Il club parigino sta cercando di rafforzare il suo centrocampo da diversi mesi, un settore che potrebbe vedere diversi giocatori partire. Idrissa Gueye, Ander Herrera, Leandro Paredes e Julian Draxler. Tolisso è stato accostato ai bianconeri prima di trasferirsi al Bayern e potrebbe essere una soluzione per i bianconeri magari in prestito con diritto di riscatto, anche se la Juventus vorrebbe uno scambio con Douglas Costa Tuttojuve
  3. Dopo un meritato giorno di pausa, i bianconeri, rientrati da Reggio Emilia nella notte di mercoledì con la Supercoppa vinta contro il Napoli, hanno ripreso a lavorare, per ripartire al meglio anche in campionato, domenica alle 12.30 contro il Bologna all'Allianz Stadium. La squadra si è ritrovata oggi, in tarda mattinata, al Training Center per svolgere una seduta dedicata a possessi ed esercitazioni. Bentancur, Chiesa, Demiral e Frabotta come da programma hanno svolto una seduta di allenamento personalizzata. Dybala continua il percorso fisioterapico prestabilito. Domani, l'appuntamento è al mattino per l'allenamento, dopodichè, alle 14.30, parola a mister Mister Pirlo che risponderà alle domande dei giornalisti invitati e collegati da remoto. Live, come sempre, su Juventus Tv. Juventus.com
  4. "Preferisco non parlare di Maurizio Sarri". A dirlo è Mario Mandzukic, nuovo centravanti del Milan quest'oggi presentato alla stampa. Messo fuori rosa alla Juventus con l'arrivo di Maurizio Sarri, il centravanti croato s'è così espresso sulla sua ex squadra: "Quando avremo la Juve come avversaria saremo rivali in campo, ma fuori siamo amici. Spero che i tifosi del Milan possano rientrare presto allo stadio. Ho sempre avuto uno splendido rapporto con i tifosi della Juve, li rispetterò per sempre, ma accade sempre così quando si cambia squadra. Su Sarri preferisco non parlarne, chiedete a lui" TMW
  5. Vincendo la Supercoppa la Juve ha dato un segnale. Il ko con l’Inter e le polemiche sono alle spalle, ora si tenterà di accelerare in campionato. Diciamoci la verità: la Supercoppa Italiana, per un club titolato come la Juventus, non dovrebbe fare notizia. E, invece, per i bianconeri il freschissimo successo di Reggio Emilia significa molto, moltissimo. Nel 2-0 rifilato al Napoli c’è l'orgoglio di una squadra ancora ferita dai due ceffoni incassati in campionato contro l’Inter, ma c'è soprattutto la volontà di scongiurare il pericolo che quella corrente diventi una stagione di transizione. D’altra parte, ciclo o non ciclo, alla Continassa l'imperativo categorico resta uno solo: vincere. Cosa che ha fatto Andrea Pirlo, al primo titolo da allenatore, ottenuto contro il vecchio e caro amico Rino Gattuso. Il calcio va così, non vive di sentimenti, e il più delle volte assume una spietatezza disarmante. Lo sa bene proprio il tecnico del Napoli che, reduce dal 6-0 tennistico rifilato alla Fiorentina, aveva immaginato tutt’altra gara. Nell’immaginario azzurro si sarebbe dovuto replicare quanto proposto lo scorso proprio affrontando la Vecchia Signora: dalla Coppa Italia alla Supercoppa. Un titolo, una magra. Va così. Buon per Pirlo che, in attesa di diventare un Maestro della panchina, al triplice fischio è esploso in un momento di rara gioia. Roba da sorriso smagliante, abbracci concessi qua e là, con un macigno tolto dallo stomaco. E che macigno. Il peso del ko, da contestualizzare a un percorso fin qui balbettante, avrebbe sicuramente reso (assai) complicato il prosieguo di un cammino non semplice ma fortemente voluto da Andrea Agnelli. Ovvero colui che, affidandosi all'istinto, ha deciso in prima persona di affidare l’occasione delle occasioni al suo omonimo. Non a caso, il presidente della Juve ha scelto Twitter per celebrare la coppa pronta a sbarcare al J Museum: “Sono dieci anni di fila che vinciamo un trofeo… Pas mal, ma il più bello sarà sempre il prossimo!” Parole, queste, che fanno capire quanto e come nel quartier generale juventino tenessero a battere il Napoli. Tra le polemiche degli ultimi tempi e, soprattutto, il bisogno di dare e darsi un segnale. Insomma, missione centrata. E ora? Arriva il bello. O meglio, questo è l’auspicio dell’universo bianconero, pronto a tentare la rimonta in campionato, senza sottovalutare le mosse da proporre tra Champions League e Coppa Italia. Tre strade complicate, tortuose, irte di ostacoli. Ma che dopo Reggio Emilia non spaventano più la Juve. O quantomeno non come prima. Goal.com di @Romeo Agresti
  6. Giorgio Chiellini ha parlato ai microfoni di Raisport. Ecco le sue considerazioni riprese da tuttojuve: Che ci fate con tutte queste Supercoppa? "Ci avremo da riempire le bacheche quando smetteremo, tanto non manca tantissimo". Non sembri stanco di vincere... "No, non sono stanco di vincere, sono stanco della partita, quello sì, quello abbondantemente. Però era una partita importante, ci tenevamo, perchè è una coppa, perchè dentro di noi volevamo anche riscattare la sconfitta con l'Inter che ci brucia ancora. Abbiamo fatto una partita grande nell'unità di squadra in tutte le fasi, sia offensiva che difensiva, è questa è la cosa che mi dà più soddisfazione, perchè poi non era facile, il Napoli ha giocatori che poi in contropiede possono essere molto pericolosi e che palleggiano bene. E noi siamo stati sempre squadra in ogni fase, quando c'era da soffrire, abbiamo tenuto il gioco in mano ed è stato importante. Siamo contenti e ci godiamo questa vittoria, sia noi che l'abbiamo vinta tante volte e ne vinciamo un'altra, sia per tanti ragazzi che erano alla prima finale ed erano felici ugualmente". Per te era difficile giocare la terza partita consecutiva come si diceva? "Abbondantemente. La partita di domenica è stata intensa e impegnativa per me, ieri non siamo riusciti ad allenarci e io men che mai. Qualche dubbio o perplessità potevo averla, ma è andato tutto bene. Ho alzato un'altra coppa e sarà una serata da ricordare per tutti, un'altra tappa nel nostro percorso". Cuadrado ha dato un grande apporto. "Sapendo della negatività del primo tampone speravamo anche nel secondo. E' un campionissimo, non so come abbia fatto a stare così bene dopo una malattia così fastidiosa. E' stato clamoroso lo scatto al 95', l'emblema di tutto. La sua crescita alla Juventus l'ha portato a diventare un giocatore totale". E' ancora tutto aperto per lo scudetto? "Dobbiamo stare tranquilli, pensare a noi e dare continuità di risultati. Se riusciremo a trovarla potremo ambire. Per noi la classifica è ancora falsata fin quando non recuperiamo la partita col Napoli, e spero che la recupereremo il più tardi possibile perché vogliamo andare avanti in tutte le competizioni". Cos'è cambiato rispetto al match con l'Inter? "La cosa più importante è stato essere uniti in ogni fase. Domenica l'Inter ci ha surclassato in tutti i duelli e alle prime difficoltà ci siamo disuniti. L'Inter è una squadra fisica e di qualità e se sei disunito e vai ognuno di testa sua rischi tanto e non li prendi mai. Oggi siamo stati sempre compatti e bravi nelle riaggressioni. Il Napoli cerca sempre di imbucare, gioca con scambi veloci che ti mettono in difficoltà. Sono stati bravissimi i centrocampisti ad essere compatti con gli attaccanti e non fare arrivare niente a noi dietro". E' preferibile una difesa a tre o a quattro per la Juve? "Noi di base cerchiamo di difenderci a quattro perché in teoria ci consente di stare più in alto e dare pressione. Noi dietro oggi siamo stati bravi, ma i centrocampisti sono stati bravi a non farci mai puntare da Zielinski o Elmas e Mertens nel finale. Calciatori così tecnici e di altra stazza rispetto a noi possono metterci in difficoltà negli spazi. Noi se recuperiamo la palla in alto diventiamo pericoloso, quindi merito a quelli davanti che hanno fatto passare le briciole". Hai ringraziato Szczesny? "Sì, ha fatto 2-3 interventi importanti. Si merita dei complimenti speciali"
  7. Bhe per Milan aveva detto che oltre Cuadrado erano positivi al primo giro altri 2 + 1 componente staff Pirlo
  8. Il ritorno in Germania di Douglas Costa non è stato come ci aspettavano tutti. Il ragazzo, dopo stagioni difficili in Italia a causa dei troppi infortuni, è tornato in Baviera per provare a rilanciarsi. Ed invece, fin qui, ha collezionato solo tantissime panchine ed appena 614' in campo. E' il meno utilizzato tra Gnabry, Sané e Coman ed il brasiliano - nemmeno convocato contro il Friburgo nell'ultima gara ed un quarto d'ora di gioco in Coppa di Germania - ha lo stesso minutaggio del 17enne Musiala. Come afferma Gazzetta.it, il ragazzo non sarà riscattato dai bavaresi ed addirittura potrebbe andare via in questa sessione invernale. Dove? E' quello il problema. Ha già giocato con la Juve ma, causa Covid, la Fifa in questa stagione permette ad ogni calciatore di poter scendere in campo con tre maglie diverse (in genere si può giocare per un massimo di due squadre nell'arco di una stagione, ndr); il nodo, quindi, resta quello dell'ingaggio, considerati i 6 milioni netti di guadagno (ne sarebbero solo tre fino a giugno). Facile, quindi, ipotizzare come il ragazzo torni alla Juve a fine stagione per poi trovare un altro club. Tuttojuve
  9. Giorgio Chiellini risponde alle domande dei colleghi di Sky Sport. Tuttojuve riporta le sue parole: Partita approcciata male e inspiegabilmente giocata male come ha detto Pirlo. "Sì, puoi provare tutto quello che vuoi, ma alla fine è come provi a farle le cose. Non siamo mai entrati in partita, non siamo mai riusciti a contrastarli veramente, non siamo mai riusciti quasi mai a vincere un duello. poi alla fine si parla di numeri e di tattiche, ma fondamentalmente se vinci i duelli sei sempre avvantaggiato. Abbiamo trovato una squadra che ha voluto vincere più di noi. Bisogna ripartire. Tra tre giorni abbiamo una finale, sicuramente è un colpo importante, però non ci deve mettere ko. Abbiamo ancora tutto il tempo per dire la nostra, consapevoli delle difficoltà che abbiamo incontrato e che avremo ancora nelle prossime settimane". Bellissimo il tuo duello con Lukaku, tante botte, ma anche tante strette di mano. Un esempio di come si gioca. "Sì, ma lui è un attaccante fisico, che purtroppo se non provi a usare tutte le maniere forti è incontenibile, ha una fisicità incredibile. Si è visto anche oggi che puoi provare a limitarlo ma non ad annientarlo. E' il fulcro del gioco della squadra ed è stata tosta. E' la quarta volta che lo incontro e le partite finiscono sempre con tanti lividi". Per fortuna c'è mercoledì. Voi non siete sicuramente questa squadra. Riuscirete a cambiare questa testa per la Supercoppa? Il Napoli vi farà anche correre. "Ma correre non è un problema, nella partita ci sono momenti che bisogna essere umili e accettare che gli altri tengano la palla, oggi purtroppo siamo stati poco bravi quando avevamo la palla noi, facendo tanti errori tecnici e concedendo tante ripartenze. L'Inter poi ha giocatori che negli spazi ti fanno male. Abbiamo sbagliato quello e poi la fase di non possesso, schierata, dove eravamo sempre a mezza via, mai decisi, in un modo o nell'altro non riuscivamo a trasmetterci energia, quindi è un errore di tutti, non c'è un colpevole. E' chiaro che non va bene, sono parole semplici da dire dopo, non è stato facile cambiarla in itinere, ci abbiamo anche provato, ma non ci siamo riusciti. Per fortuna giochiamo tra tre giorni, dobbiamo resettare, cancellare, recuperare le energie e pensare alla prossima partita perchè poi ci giochiamo il primo trofeo dell'anno e ci teniamo in modo particolare". Hai detto tempo fa che con Allegri vi esaltavate anche a difendere l'1-0. Doveva scattare la scintilla con Sarri per proporre un calcio completamente diverso e non è mai scattata. Ora cosa serve? "Quest'anno l'abbiamo avuta qualche scintilla del genere, è chiaro che Barcellona è un po' l'emblema della miglior partita della nostra stagione, ma poi abbiamo fatto questo gennaio con una grande continuità, abbiamo fatto 4 vittorie in partitre molto difficili. Diventa difficile commentare la partita di oggi, perchè poi di cosa parli? Di tecnica? Di tattica? Quando c'è questo divario diventa difficile poter analizzare veramente la partita. Quando c'è questo divario si fa fatica a parlare di 4-4-2, 3-5-2, la diagonale o altre ocse, c'è proprio stato un divario troppo netto". Fose quest'anno sembra sia un po' più diluito il dna Juventus. "Dai, gli anni passano in tutto, ma Ale (Del Piero, ndr) lo sa, non è facile, i cicli a volte finiscono, stiamo cercando in tutti i modi di farlo continuare e riuscire ad arrivare al decimo scudetto di fila che è qualcosa veramente di... se uno ci pensa a mente fredda, di incredibile. Trovare tutta quella forza, quei giocatori e anche il dna, non è facile. Però ci stiamo provando in tutti i modi, a volte ci siamo riusciti, abbiamo avuto due black out e li abbiamo pagati: 3-0 con la Fiorentina e quella di oggi penso siano stati le peggiori partite di quest'anno" Non c’è un problema di qualità tecnica a centrocampo? “Abbiamo sbagliato tanto, sicuro. Ma tutti, non solo i centrocampisti. Facevamo un tocco in più e ci hanno surclassato in tutte le zone del campo. Non è facile riuscire a trovare le caselle per dire chi è più forte. Sicuramente dovevamo fare di più, in mezzo e negli altri reparti”.
  10. Il centrocampista della Juventus Arthur, ha parlato al canale Youtube Desimpedidos ripartendo dalla differenza di leadership tra Messi e Ronaldo: "Ognuno ha il proprio modo per mostrare la propria leadership. Leo lo manifesta con i gesti, molti non lo capiscono ma in campo lo dimostra anche solo ricevendo la palla, con quella voglia di andare in porta, con la voglia di vincere la partita. Lo noti. Ronaldo si esprime di più, con le braccia e con le parole. E ovviamente anche quando prende palla e vuole andare a segnare. Partecipa molto anche nello spogliatoio. Ovviamente come tutti ha alcune persone con cui parla di più, con cui ha più feeling. Va d'accordo con tutti però e parla con tutti. Forse anche grazie alla lingua anche noi ci capiamo. Non siamo amici che vanno a prendere un caffè insieme, ma abbiamo un buon rapporto. Se dovessi scegliere uno dei due come capitano? E' difficil. In una partita uno segna 5 gol e l'altro anche. Sono entrambi ottimi leader. Ma io scelto Cristiano, visto che stiamo giocando insieme" TMW
  11. "Domani mi aspetto un’Inter aggressiva, che vorrà dare ritmo alla partita. Ma noi siamo la Juventus e vogliamo andare a Milano a fare il nostro gioco, liberi di testa" "Firmare per il pari? No, si parte per cercare di vincere. Anche in questo caso sarà importante ma non fondamentale per il campionato. Siamo coscienti della forza dell'Inter ma ci giochiamo le nostre carte" "Gli infortunati si stanno allenando in squadra, per i tamponi invece attendiamo l'esito. Chiellini sta bene, è pronto e carico, ha voglia di giocare. Siamo felici che sia a pieno servizio, è un valore aggiunto per noi" "Abbiamo tante soluzioni per domani, che abbiamo studiato nei minimi dettagli. McKennie non è al 100% ma sta abbastanza bene, valutiamo come farlo giocare" "Credo che un allenatore vada considerato nel complesso del lavoro che fa quotidianamente, oltre che per i risultati delle partite e gli errori che si commettonoo e Conte abbiamo due caratteri diversi, forse per questo siamo sempre andati d'accordo. Ci siamo sentiti a inizio campionato, restano grande stima e grande affetto. Ha fatto la storia della Juventus e mi ha dato tanto" "Ramsey sta bene, non ha alcun problema, è pronto per scendere in campo domani" "La partita di domani ci darebbe una spinta importante, che va al di là dei 3 punti in palio. C'è grande attenzione e grande concentrazione, l'Inter è una grande squadra che si è rinforzata" "Noi e l'Inter abbiamo filosofie diverse in questo momento, ma lotteremo fino alla fine per il campionato. L'assenza di De Ligt ci priva di un calciatore forte ma ma abbiamo campioni di grande spessore in quel ruolo" "Le partite sono difficili da giocare e interpretare, soprattutto quando si gioca ogni 3 giorni. Bisogna lavorare sui minimi dettagli, che sono quelli che fanno la differenza. Non dovremo concedere niente" "Morata sta bene, avremmo voluto evitare di farlo giocare 120 minuti mercoledì ma ci siamo complicati la vita. Comunque ha recuperato, è pronto" "Mettere pressione su di noi è normale, ci sta bene, siamo la Juventus e dobbiamo essere abituati. Contro le grandi squadre la concentrazione è sempre massimale. Ho visto i ragazzi molto vogliosi, sono tranquillo"
  12. Ad Andrea Pirlo piace sempre il nome di Olivier Giroud. Nonostante le dichiarazioni di voler restare a Londra da parte dell’attaccante francese, l’ex Arsenal si trasferirebbe volentieri a Torino se i bianconeri offrissero un anno e mezzo di contratto. Da capire, appunto, se la Juventus vorrà impegnarsi con un contratto anche per la prossima stagione e se il Chelsea continuerà a chiedere i 5 milioni richiesti anche nella sessione estiva di calciomercato. Di Marzio
  13. Giorgio Chiellini risponde alle domande dei colleghi di Raisport. Le sue parole riprese da Tuttojuve: Come hai vissuto questo rientro? "Come un ragazzino all'esordio, alla fine Dragusin potrebbe essere quasi mio figlio, però l'importanza della gara era la stessa perchè era da un po' che mancavo, avevo iniziato bene la stagione, a settembre-ottobre avevo dato continuità, avevo fatto buone prestazioni, purtroppo poi da inizio novembre ho avuto un po' di problemini consecutivi e non ero riuscito neanche ad essere a disposizione. Quindi per me era importante riprendere confidenza, nelle ultime settimane stavo meglio, ero a disposizione e le sensazioni erano positive. Questi 60 minuti mi danno fiducia e penso di poter aiutare la squadra nelle prossime settimane, compatibilmente con le scelte dell'allenatore" Come sempre autoritario. Avevi anche una scioltezza nella corsa... "Ho cercato di lavorare su quello, perchè poi quando arrivi a una certa età devi cercare di essere più elastico possibile, più sciolto. Ovviamente i problemini di un tempo accumulato nel tempo si sentono, però si cerca sempre di trovare una soluzione e spero di riuscire a dare continuità in allenamento e poi la partita è una conseguenza". Cercherai di camminare sulle uova senza romperle per arrivare all'Europeo? "Il mio obiettivo è allenarmi, giocare con continuità per arrivare a giugno e stare bene. Intanto sono contento di stasera e penso al quotidiano. Ma è chiaro che in fondo nella mia testa c'è questa grande manifestazione, c'è un sogno azzurro e la volontà di cercare di vivere insieme questa grande avventura che ho iniziato ormai più di due anni fa, che ho saltato, ma che ho ripreso ora nelle due partite di Nations League contro l'Olanda. Quindi i ragazzi stanno crescendo bene e speriamo noi vecchietti di fare bene fino a giugno e vivere questo grande Europeo". Quali sono le difficoltà con le squadre che le sono inferiori? "Oggi paradossalmente abbiamo iniziato benissimo, i primi 20 minuti abbiamo fatto due gol e potevamo farne altri. Nel momento in cui ci sentiamo troppo sicuri e abbassiamo un attimo la tensione, che è una cosa collettiva - e anzi tocca a noi vecchietti tirarla su - rischiamo di compromettere quanto fatto di buono e anche stasera ci siamo portati la partita troppo in avanti. Ma era successo anche domenica contro il Sassuolo, perchè loro rimangono dieci, fai gol, sembra tutto facile, in realtà poi in un attimo la riapri e rischi di portartela fino alla fine quando poi trovi anche giocatori che possono anche far perdere la partita. Bisogna capire i momenti della partita e mantenere l'attenzione sempre molto alta, questa è una cosa che dobbiamo assolutamente migliorare perchè quest'anno qualche punto di troppo l'abbiamo perso ed era capitato anche l'anno scorso". Il fatto che siete indietro in classifica, vi costringe a vincere contro l'Inter? "No, non ci costringe a vincere niente, è una partita importante, ma non decisiva, perchè comunque manca ancora un girone e non sarà l'ultima partita nè per noi, nè per loro, Però è una partita importante, dove dovremo fare bene, contro dei grandi giocatori, una grande squadra, che lo sta dimostrando. Io penso possa essere una partita da tripla, dove potrà succedere di tutto e dove per vincere dovremo fare una grande partita come abbiamo fatto col Milan. Ma si giocherà veramente sugli episodi e questo lo abbiamo dimostrato noi con il Milan, l'Inter con la Roma, è un po' tutto il campionato molto equilibrato e si sta giocando veramente sui dettagli". L'importante allora è non perderla... "Ci piacerebbe vincere tutte le partite, poi negli scontri diretti così è aperta a tutto"
  14. Hamza Rafia ha parlato ai microfoni di Raisport dopo aver deciso la sfida con il Genoa. Ecco le sue parole riprese da Tuttojuve: "E' la mia prima vittoria nella prima partita con la Prima Squadra". Era importante passare il turno, ma per te dimostrare le tue qualità. "Sì, io domenica sono a Carrara per giocare con l'Under 23 e adesso sono qui a far vincere la Prima Squadra in Coppa Italia". Hai una dedica per questo gol? "Per la mamma, sicuro".
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