Jump to content

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Sergione

Utenti
  • Content count

    684
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    1

Sergione last won the day on August 6 2012

Sergione had the most liked content!

Community Reputation

1,280 Eccellente

3 Followers

About Sergione

  • Rank
    Primavera

Informazioni

  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo

Recent Profile Visitors

8,046 profile views
  1. Il portoghese è risultato ancora positivo al tampone effettuato questo mercoledì. Domani scadono i 10 giorni di quarantena e ne farà un altro. Per scendere in campo col Verona oppure in Champions col Barcellona basta un tampone negativo 24 ore prima della partita Cristiano Ronaldo è risultato ancora positivo al coronavirus: questo l'esito dell'ultimo tampone effettuato ieri. Ma il risultato dell'ultimo test non esclude automaticamente una sua presenza in campo contro Verona e Barcellona, prossime partite dei bianconeri in calendario. Domani il portoghese sarà sottoposto a un nuovo tampone, come da protocollo, per la fine dei 10 giorni di isolamento. Se negativo, potrà terminare l'isolamento e scendere in campo. E anche per quanto riguarda la sfida Champions contro il Barcellona, in programma a Torino mercoledì 28 ottobre, l'incrocio con il grande rivale Messi non è assolutamente tramontato. Lo staff medico della Juventus ha inviato ieri alla Uefa la documentazione nei tempi stabiliti dalla normativa, ovvero 7 giorni prima della partita: in questi certificati si attesta che CR7 sta bene e non presenta sintomi dopo aver scoperto la positività al Covid-19. Il primo passo è stato fatto. Ora resta quello decisivo e fondamentale: tornare negativo. Per il via libera dell'Uefa, Ronaldo dovrà effettuare un tampone che attesti la negatività almeno 24 ore prima della partita. Tempo di tamponi non solo per Ronaldo ma per tutto il gruppo squadra domani. Nel caso in cui l'esito dei test dovesse accertare l'intera negatività del gruppo, l'isolamento fiduciario della squadra si concluderebbe. Oltre a Ronaldo, attualmente in rosa risulta positivo anche l'americano Weston McKennie. Sky sport
  2. Nella Juventus di Sarri hanno deluso entrambi. Con Pirlo, però, sia Aaron Ramsey che Adrien Rabiot sono rinati. Punti fermi, entrambi titolari nel debutto in Champions. RAMSEY, TREQUARTISTA RITROVATO - Da mezzala a trequartista, per poi passare a incursore che liberasse spazi per Ronaldo e Higuain: così Sarri ha faticato a trovargli un posto, complici anche gli infortuni. Pirlo, che lo ha preso in dote, gli ha invece dato fiducia nella posizione che il gallese ha ricoperto più volte nell’ultimo anno a Londra: dietro le punte. Ed ecco che lì il nuovo Ramsey ha festeggiato, a Kiev, le 50 presenze in Champions con una vittoria e una prestazione maiuscola. RABIOT, RISCOPERTO IN MEDIANA - Con Sarri non è andata come sognava: lento e scolastico, timido e maldestro. Alla lunga però è uscito fuori il vero Rabiot: da mezzala si è preso il centrocampo, ha acquisito minutaggio e trovato il primo gol in A, al Milan. Quest’anno, poi, Pirlo lo ha premiato col posto da titolare nelle prime due partite. ed è tornato in nazionale dopo due anni. Lo scorso anno, 37 presenze. Oggi, espulsione contro la Roma a parte, è tornato importante in mezzo, col doppio mediano. Le gerarchie non sono ancora definite, ma Pirlo ha già un francese in più. tratto da Gazzetta.it
  3. Szczesny: "L'obiettivo è vincere tutti i trofei" A commentare ai microfoni di Sky Sport il successo della Juve sulla Dinamo c’è anche il portiere bianconero Wojciech Szczesny: "Abbiamo disputato una partita molto efficace, magari non bellissima, contro una squadra che ha tanti giocatori di “gamba”, con tanta energia che sono forti in contropiede. Abbiamo fatto il nostro dovere. Era da un po’ che non vincevamo una partita in trasferta, era importante perciò ottenere un risultato positivo. Ora dobbiamo recuperare per la gara contro il Verona. La Juventus gioca sempre per vincere tutti i trofei e lo faremo anche quest’anno" Sky Sport
  4. L'esterno di casa Juventus, Federico Chiesa, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole: "Mi sono messo a disposizione del mister, ho fatto quello che mi ha chiesto. Di stare largo e quando avevo il pallone di puntare l'uomo. L'esordio in Champions è stato fantastico, poi abbiamo vinto e la serata non poteva essere migliore". Ti trovi meglio a destra o sinistra? "Io mi trovo bene dove mi mette il mister. Oggi il mister ha scelto questa formazione e io mi sono fatto trovare pronto all'appuntamento". Juve giovane senza Ronaldo? "Siamo un gruppo giovane e stiamo bene insieme. La Juve però scende sempre in campo per vincere e oggi lo abbiamo dimostrato". Chiesa, Morata e Kulusevski è un trio per il futuro? "Abbiamo giocato come ha voluto il mister sia a Crotone che qua. Cambi di gioco e palla sugli esterni a puntare. Siamo stati bravi sia a Crotone che stasera ad inizio secondo tempo ad aprire una partita che portata avanti avrebbe creato qualche problema". Critiche? Questa sera volevamo vincere e i tre punti in Champions per partire bene. Quello di stasera era un campo difficile, abbiamo ricevuto delle critiche ma è normale: la Juventus deve vincere ogni volta che scende in campo". Tuttojuve
  5. Parola d'ordine: coerenza. La Juventus stamani è partita alla volta di Crotone, dove alle 20.45 affronterà gli uomini guidati da Giovanni Stroppa. E, nella lista dei convocati diramata da Andrea Pirlo, non figura Sami Khedira. Non una sorpresa, affatto, in quanto il 33enne centrocampista tedesco non rientra più nei piani della Signora. Messaggio chiaro e lineare, ben recepito dal diretto interessato. Che, comunque, ha scelto finora di non prendere in considerazione l'opzione di salutare Madama con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto. Qui, infatti, si gioca la partita. Con gli uomini della Continassa a formulare un'offerta per risolvere consensualmente il legame lavorativo. E con il mediano teutonico, dal canto suo, a respingere questo scenario. Morale della favola? Esclusione dalla lista Champions. Una vicenda che ricorda tanto quella vissuta - un anno fa - da Mario Mandzukic. Che, dopo un lungo braccio di ferro con la Juve, decise a dicembre di trasferirsi in Qatar, salvo poi salutare l'Al Duhail dopo appena sei mesi. Detto ciò, i campioni d'Italia - anche nelle battute conclusive dell'ultima sessione estiva - hanno fatto di tutto per cercare di arrivare all'intesa con Khedira, per nulla intenzionato a salutare anticipatamente la Juve. Dunque, separati in casa. Con l'opportunità di allenarsi quotidianamente e regolarmente con la squadra, con diritti e doveri ben chiari, ma senza più nulla da dare e ricevere. di @Romeo Agresti Goal.com
  6. La clausola nel contratto di Paul Pogba è stata esercitata. Lo ha fatto il Manchester United con la propria dirigenza, un accordo unilaterale che ha consentito al club inglese di prolungare fino al 2022 il contratto di Pogba, dunque non più in scadenza nel prossimo giugno e con un anno in più d'intesa con i Red Devils. Il Manchester è sempre stato molto sereno sul fronte Pogba per questo motivo, convinto di esercitare quella clausola che ora è realtà. LA POSIZIONE DELLA JUVE - La Juventus da parte sua già da un anno pianificava la strategia per il francese, ma l'operazione studiata a lungo è stata bloccata dal Covid. Le perdite del club hanno impedito un acquisto da oltre 100 milioni con ingaggio da 16/17 milioni all'anno, prima della pandemia la Juve era pronta a provarci seriamente per l'estate 2020. Adesso è davvero complesso anche solo pensarci, lo United rifiuta ogni opzione di scambio e riaffronterà il caso a giugno. Provando comunque a prolungare ulteriormente il contratto di Pogba, oltre il 2022: da lì passerà il vero futuro di Paul, vale per la Juve come per il Real e tutti i club interessati. calciomercato.com
  7. “Siccome mi sono reso conto che nelle ultime tre conferenze all’ultima domanda ho risposto una fesseria, le risponderò la prossima volta”. Così si è conclusa la conferenza stampa di Andrea Agnelli, presidente della Juventus, dopo l’assemblea degli azionisti bianconeri di ieri. Risposta a una domanda in cui si ipotizzava la possibilità di ingresso di soci come fondi di private equity (e non solo) nell’azionariato della Juventus, alla luce anche dell’interesse dei fondi per la Serie A. Un interesse in generale, tuttavia, per il calcio, come sottolineato dallo stesso Agnelli nel corso della conferenza. “Notizia interessante è che il fondo Texas Pacific Group, ex proprietà Ducati, avrebbe fatto offerta per rilevare seconda lega inglese. C’è consapevolezza dell’interesse degli operatori finanziari per il calcio ed è di assoluto conforto”. In tal senso, spiega il Corriere dello Sport, non pare ad oggi così assurda l’ipotesi di allargare il perimetro societario ad altri investitori internazionali, siano essi fondi di private equity o altri. Come d’altronde già avviene oggi, considerando che Lindsell Train è attualmente il secondo azionista della Juventus, con una quota pari all’11,3% dell’azionariato bianconero, in cui Exor comunque possiede il 63,77% e ha quindi la possibilità di ridurre la quota anche alla luce del peso voto plurimo che dà alla holding il 77,87% dei diritti di voto. Ipotesi che potrebbe aiutare la Juventus anche dal punto di vista finanziario: come spiegato dal presidente Agnelli non ci sono problemi a livello patrimoniale, grazie all’aumento da capitale da 300 milioni dello scorso gennaio, ma la liquidità rimane un tema da tenere sotto attenzione. Anche perché il nuovo piano di sviluppo, che sarà rivisto considerando che su quello lanciato nel 2019 per il 2021/24 ha avuto l’impatto della pandemia non sarà supportato dal ricorso né a nuovi investimenti da parte degli attuali azionisti (Agnelli ha escluso infatti nuovi aumenti di capitale) né al debito. La strada principale resta quella della rimodulazione del costo della rosa, investendo in un “mercato creativo” più sui giovani che sui campioni affermati. Il tutto senza dimenticare l’obiettivo di vincere. “Bisogna investire sui talenti, ma senza trascurare la competitività della Juventus che vuole vincere in Italia e che vuole rimanere competitiva in Europa”, le parole di Agnelli. Calcio e Finanza
  8. L’ex centrocampista della Juventus Claudio Marchisio rivela alcuni retroscena di mercato nel corso di un’intervista concessa al Corriere della Sera: “L’Inter di Mourinho? Ci furono dei contatti: dissi di no. Persone come me, Totti, De Rossi o Maldini, hanno fatto tutta la trafila con gli stessi colori. Fin da bambini. Il nostro attaccamento alla maglia non è negoziabile. Pensi che mi cercò anche il Real Madrid. Avevo 21 anni, avevo appena cominciato a giocare nella Juve e Capello, allora a Madrid, mi voleva. Dissi di no perché volevo giocare nella mia squadra del cuore, davanti ai miei genitori, nella mia città”. Sul numero degli Scudetti: “Lo sa benissimo anche lei quanti sono. Non si rivendicano gli scudetti tolti per l’albo d’oro, ma per reclamare una differenza di trattamento subìto rispetto alle altre squadre”. Chiosa sull’omosessualità nel calcio: “Nessun mio compagno mi ha mai detto di essere gay, ma non è vero che negli spogliatoi non se ne parli. Per fortuna c’è il calcio femminile. Sicuramente sono più emancipate, possono aiutarci a spezzare un tabù. Prima o poi ci sarà qualcuno con le spalle talmente larghe da contrastare l’inevitabile onda d’urto”, ha concluso. Tuttojuve
  9. La prima partita dopo il grande ritorno in bianconero non è andata benissimo per Alvaro Morata. Una gara complessa, con pochi spazi e pochissimi palloni giocabili. Ma, con il ritorno del campionato dopo la pausa delle nazionali, l’attaccante è pronto a giocarsi un’altra preziosa chance contro il Crotone per dimostrare che, sul palco bianconero di Torino, lui vuole avere un ruolo da protagonista. Nella partita non giocata tra Juventus e Napoli, Pirlo lo avrebbe escluso dai titolari ma la pausa delle nazionali si è portata però con sé un po’ di assenze (CR7 su ttutti) e quindi, un’altra volta, Morata finisce in campo per necessità. L'attaccante si trova così nelle possibilità di scalare le gerarchie "approfittando" della concorrenza ai box: quella necessità deve diventare virtù. Lì davanti non può che esserci lo spagnolo, con una probabile virata verso il 3-4-3 vista l’assenza di trequartisti. Si prospetta infatti un tridente inedito fatto di nuovi acquisti, con Chiesa all’esordio, Morata alla seconda apparizione e Kulusevski alla terza. La sua volontà è quella di far passare meno tempo possibile prima di segnare il suo primo gol nella sua seconda avventura juventina. È il momento di farsi sentire e rispondere con i fatti a tutti questi attestati di stima: testa al Crotone. Tratto da Gazzetta dello Sport
  10. Il laterale della Juventus Danilo ha parlato con un video pubblicato su Instagram della sua prima stagione in bianconero: “La mia carriera? Uno dei grandi meriti - ha esordito - è che io non mi sono mai accontentato di ciò che ho fatto. Non mi fermo a pensare a quello che ho vinto ma mi concentro su quello che deve ancora arrivare. È questa la motivazione che mi muove giorno dopo giorno. Sono molto soddisfatto di questo primo anno in Italia perché abbiamo vinto lo Scudetto e sono entrato a far parte di una piccola parte dell’immensa storia della Juventus. Il lockdown? Tornare a giocare a calcio dopo il lockdown per il Coronavirus ha dato sensazioni diverse, è stata una grade sfida”. Sull’ambientamento nella città di Torino: “Torino è molto più simile al Portogallo e alla Spagna rispetto all’Inghilterra - ha ammesso -. La gente di Torino è molto più calorosa. Torino è molto tranquilla, non è una di quelle grandi città che vivono 24 ore al giorno e credo che questo sia positivo, è una città che permette di fermarsi per alcuni momenti e tirare il fiato. Stiamo molto bene qui, mi piace stare più tranquillo con la famiglia. Inizialmente siamo andati a vivere in centro ma poi ho trovato questo rifugio e sono soddisfatto perché c’è un giardino per i bambini e per i cani. Fin dal primo momento a Torino sono stato trattato bene. La cucina italiana? Quando una cosa mi piace una cosa non cambio strada. Mi piace molto la burrata e la mangio sempre, anche una buona pasta a prescindere della forma. Le lasagne le mangio con il riso ma qui non le servono così”. Infine chiosa sul titolo vinto lo scorso anno con la formazione bianconera: “Questo Scudetto alla fine è stato differente e credo possa essere dedicato a tutte le persone che hanno sofferto per la pandemia. L’Italia è stato un paese molto colpito e credo che il calcio abbia potuto portare un po’ più di gioia e svago a tuti quanti siano stati direttamente coinvolti in particolar modo ai tifosi juventini che hanno potuto festeggiare un altro trofeo”, ha concluso. Tuttojuve
  11. Giorgio Chiellini ha parlato in conferenza stampa prima della sfida tra l'Italia e l'Olanda: "Dobbiamo prepararci, l'escalation delle ultime settimane non ci lascia sorpresi. Bisogna andare avanti, l'unica cosa da fare è continuare con tutte le precauzioni del caso. Ma non ci si può fermare. Due motivi: il primo economico, l'industria calcio è importante per tutti ed è molto vasta. Poi anche per un motivo sociale, nelle prossime settimane ci saranno sempre più chiusure e limitazioni. Siamo pronti a fare la nostra parte, correndo dei rischi. Cristiano? Sta bene, stava prendendo il sole... C'è preoccupazione? No, ma distrazione sì, è un argomento di cui si parla spesso, ogni giorno c'è un positivo nuovo. Diventa argomento di discussione, siamo consapevoli di quello che ci aspetta, saranno mesi molto difficili. Siamo tutti convinti che bisogna andare avanti per proseguire il campionato. Questo aumento dei casi non dovrebbe imporre di rivedere i calendari, tra coppe e campionati? I protocolli, le varie misure preventive andranno rivisti. Bisogna andare avanti, lo ripeto all'infinito. La vera vittoria è finire il campionato, risultato sportivo è secondario. Si parlerà di campionato falsato, ma bisogna metterlo da parte perché sarà così sicuramente. Di solito capita per gli infortuni, ora succederà per il Covid. L'idea della bolla NBA è replicabile? Bolla è difficile, le strutture sono molto diverse, non abbiamo strutture già pronte. Una semi bolla c'è già, nei casi di positività. Il Torino le ha già fatte altre volte, si sta in ritiro fino al doppio tampone negativo. Faremo spola tra ritiro e casa, ci aspettiamo un po' tutti. Se bisognerà stare chiusi c'è massima disponibilità" Tuttojuve
  12. Danilo, Bonucci e Chiellini. È questa la filastrocca del momento in casa juventina per quanto concerne le dinamiche difensive, con un assetto arretrato nuovo di zecca ideato e proposto da Andrea Pirlo. Che, in fase di costruzione, ha deciso di impostare con tre interpreti. Perfetti, quindi, per modificare un assetto a geometria variabile. Movimenti oculati contro la Sampdoria, decisamente messi a dura prova dalla Roma. E se due partite non possono ancora far emettere verdetti sovrani, la sensazione è che la Signora sia in piena fase di rodaggio. E, in virtù delle idee ambiziose maturate dal tecnico bresciano, mai come in questo caso la missione equilibrio passa dalla coralità. All’Olimpico, complice la sistematica inferiorità numerica in mezzo al campo, la Juve ha patito le pene dell’inferno. Mettendo in imbarazzo, così, sia McKennie sia Rabiot, quest’ultimo alle prese con la doccia anticipata causata da due cartelini gialli. Esperimenti comprensibili, probabilmente indispensabili considerando come gli allenatori abbiano dovuto convivere con un pre-campionato inesistente. Ecco perché, ad ampio raggio, in casa Juve non sembrano vigere preoccupazioni. Insomma, il materiale a disposizione è dei più sopraffini. Con, e non è certamente poco, Demiral in rampa di lancio e De Ligt alle prese con il recupero post operazione alla spalla destra. Il turco, impegnato in Nazionale, contro la Russia s’è reso protagonista di una grande prestazione caratterizzata dall’assist servito per il pari di Kenan Karaman, e dalla solita attenzione difensiva mostrata – candidamente – con interventi reattivi e provvidenziali. Prosegue, intanto, la riabilitazione per De Ligt. Che, seguendo minuziosamente la tabella di marcia, potrebbe tornare in campo per la metà di novembre. Musica per le orecchie del Maestro, pronto ad annoverare tra le sue fila una soluzione, e che soluzione, in più. L'attualità, intanto, passa anche da Danilo: decisamente a suo agio nel terzetto difensivo. Vuoi per un certo tipo di mentalità immagazzinata con Guardiola al Manchester City, vuoi per estrazione calcistica. Pulizia in fase di costruzione, attenzione nelle scalate. In definitiva, proprio come piace a Pirlo. di @Romeo Agresti Goal.com
  13. Secondo quanto afferma questa mattina Il Messaggero, nella rivoluzione Juventus, non comprenderà solo la panchina con l'arrivo di Andrea Pirlo ma anche le scrivanie. Si dibatte da tempo sul ruolo di Paratici che pare molto vicino a dire addio fin da prima del ko Champions contro il Lione. Al suo posto dovrebbe essere promosso Cherubini, ma potrebbe anche far ritorno alla base una vecchia conoscenza come Javier Ribalta, ex responsabile scouting bianconero e attualmente direttore sportivo dello Zenit San Pietroburgo TMW
  14. Marcello Lippi, intervenuto a margine del Festival dello Sport di Trento, ha toccato vari temi inerenti la Juventus. Ecco quanto raccolto dagli inviati di TMW: "Gavetta? Si fa ancora, ma succede anche che chi in carriera da calciatore mostra grandissimo talento, intelligenza e conoscenza, non ne ha bisogno. Come Andrea Pirlo. Se io non l’avessi fatta, se non fossi anche passato da Napoli, non avrei mai potuto allenare la Juventus. Pirlo? "Talento, lo ha sempre avuto e lo avrà anche da allenatore: vuole dominare il campo e sa comunicare con i top player. Notizia molto importante, questa, per la Juve. Se la squadra non dovesse raggiungere i suoi obiettivi, non sarà certo per colpa sua, per colpa del fatto che manca di esperienza". Moggi? "Prima di un Napoli-Roma mi disse che la Juventus mi voleva a Torino. Settimana successiva ci trovammo con Giraudo e Bettega per firmare il contratto". Finale Champions? "Ci arrivi con giocatori molto motivati, noi non vincevamo il campionato da dieci anni e quando iniziammo il lavoro pre-season c'erano tante cose da migliorare. Mi arrabbiavo quando andavamo indietro e non avanti, chiedevo pressione e gioco. Da quando ingranammo, non ce ne fu più per nessuno. Tanta roba quello che abbiamo conquistato. Difendeva anche Del Piero, correvano tutti, era bella quella Juventus. Quando sono tornato abbiamo rivinto e raggiunto ancora la finale di Champions. Massacrammo il calcio spagnolo con le vittorie su Deportivo La Coruna, Barcellona e Real Madrid. Con Nedved, quella finale contro il Milan nel 2003 non l’avremmo sicuramente persa". La notte del Mondiale ha migliorato la sua vita? "Sì, anche se era addirittura cambiata nel 2004 appena cominciata l’avventura in Nazionale con un gruppo fantastico. Avevo detto che ero giunto in azzurro per vincere il Mondiale e non era affatto sbruffoneria. Dissi ai ragazzi che per vincere il Mondiale non bastava battere la Slovenia e la Bielorussia, perciò organizzammo tre amichevoli top e lì ci rendemmo conto che in Germania avremmo potuto farcela per davvero. Contro i tedeschi dissi che eravamo insuperabili e in finale ero convinto che avremmo vinto. La Francia ci aveva già battuto ai rigori e al golden gol, questa volta però, pur soffrendo molto, toccava a noi". Zambrotta? "Si strappò l’adduttore alla Juventus prima di comprare Camoranesi, ma quando tornò, per non dover scegliere tra i due, lo feci adattare alla corsia di sinistra. Dopo un mese crossava meglio con il mancino che il piede naturale, diventando poi tra i tre esterni più forti al mondo". Il più grande che ha allenato? "Zidane. Come Pirlo sa comunicare con i grandi. I top in panchina non vincono con il pressing o il raddoppio di marcatura, ma convincendo i grandi giocatori a seguirli. Così vincono i grandi allenatori". Tuttojuve
  15. Gli impegni, sicuramente, non mancano. E presto, prestissimo, vedranno la Juventus protagonista sul doppio binario campionato-Champions League. Dunque, possibilità per tutti. Con un abbraccio caloroso verso il concetto di turnover, argomento caro per gli allenatori ormai obbligati a vivere in sinergia con i tempi dettati dal calcio moderno. Andrea Pirlo scruta, analizza e decide. Nella testa del tecnico bresciano c'è un calcio aulico, offensivo, ma soprattutto ben organizzato. E, inevitabilmente, l'equilibrio passa dal centrocampo. Reparto in cui, con qualità e genialità, il Maestro s'è reso protagonista di una carriera inimitabile e irripetibile. Pirlo, quindi, ha scelto di non cercare il suo Pirlo. Come? Innanzitutto cambiando usi e costumi di una rosa abituata a giocare con tre interpreti davanti alla difesa, optando così per due elementi in una sorta di 3-4-1-2 in fase di possesso con conseguente 4-4-2 in non possesso. McKennie e Rabiot titolari contro Sampdoria e Roma, con risultati a targhe alterne. Bene - a tratti benissimo - alla prima di campionato. Decisamente male alla seconda, con tanto di doppio cartellino giallo rimediato dal francese. Le prestazioni vanno contestualizzate e, nello specifico, non è un caso che i mediani siano andati in (grossa) difficoltà all'Olimpico. Vuoi per un assetto un po' troppo offensivo, vuoi per la costante inferiorità numerica patita in mezzo al campo. In vista delle trasferte di Crotone e Kiev, dunque, Pirlo non dovrebbe proporre cambiamenti drammatici. Sperimentare, a maggior ragione senza aver avuto l'opportunità di faro nell'inesistente pre-campionato, rappresenta la più pura prassi. Sbagliare e correggere. Insomma, non esistono altre strade percorribili. Sabato, alle 20.45, Madama andrà in scena all'Ezio Scida. E Rabiot, dal canto suo, attende di capire se sarà abile e arruolabile o meno. In tal senso, infatti, tutto dipenderà dalla sentenza su Juventus-Napoli, attesa probabilmente nella giornata di mercoledì. Attenzione, quindi, alle "retrovie". Con Arthur e Bentancur chiamati a prendersi la Juve. Il brasiliano, in ritardo di condizione, a Roma ha ampiamente dimostrato di poter diventare una pedina imprescindibile. Così come l'uruguaiano, tenuto inizialmente a riposo per via dei tanti impegni disputati nella passata stagione, ma inevitabilmente in prima linea nei pensieri del Maestro. In definitiva, rotazioni in vista. Tuttavia, con gli occhi puntati sulle gerarchie da definire nel breve e lungo termine. Certo, all'occorrenza anche analizzando le caratteristiche degli avversari, ma con le idee chiare. Ebbene sì, proprio come piace a Pirlo. di @Romeo Agresti Goal.com
×

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.