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Sergione

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  1. Appena 4 gol in 31 partite di campionato, solo la metà (16) giocate da titolare. Le premesse (e le speranze), un anno fa, quando era arrivato dal Parma erano diverse. Ma le difficoltà affrontate nel primo anno di Juve non hanno spento l'abizione di Dejan Kulusevski: "Sapevo che venendo a Torino non sarebbe stato facile - ha ammesso in esclusiva a Sky Sport -, ma è giusto così. Se fosse stato tutto rose e fiori, non sarebbe stato divertente...". Così, secco. Sfacciato. Come in una delle sue giocate. E poi schietto e sincero, quando si tratta di parlare di tattica: "Ho cambiato ruoli e modo di giocare, ma i concetti sono stati quasi sempre gli stessi: dialogare coi compagni, giocare vicino agli attaccati ed essere sempre nel vivo del gioco. Ho fatto meno assist e meno gol dell'anno prima, ma è normale. In alcune partite ho fatto meglio, in altre peggio. Più di questo però non avrei potuto fare. Non ho rimpianti" "Pirlo lo vedo tranquillo come sempre - prosegue Kulusevski -, è una persona molto tranquilla. Abbiamo lavorato molto bene questa settimana, avendo più tempo. Non ci ha detto niente di nuovo, abbiamo ancora due giorni per preparare la partita e siamo tranquilli". Sky Sport
  2. La Juventus non avrebbe alcuna intenzione di privarsi di Matthijs De Ligt, difensore centrale classe 1999 della nazionale olandese. Come riportato da "Calciomercato.com", il giocatore piacerebbe molto al Barcellona, ma i bianconeri respingeranno un'eventuale offerta dei catalani, anche perchè lo stesso De Ligt non vuole lasciare Torino. L'olandese, infatti, si troverebbe molto bene in bianconero, e sarebbe già determinato a riportare la Juve a vincere lo scudetto l'anno prossimo. Perno del presente e del futuro, con una clausola rescissoria che incombe. Infatti, su De Ligt si attiverà un’opzione di acquisto per le pretendenti pari a 125 milioni di euro a partire dal 2022, cifra che potrà toccare i 150 milioni in caso di rinnovo.
  3. Un'incornata poderosa all'ultimo respiro per mantenere viva la speranza della Lazio di conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. Milinkovic-Savic c'è sempre nei momenti importanti, il Sergente ha già raggiunto, con 8 partite ancora da giocare, il suo record di gol più assist (15) in Serie A con la maglia biancoceleste. UOMO MERCATO E VALUTAZIONE DELLA LAZIO - Ogni estate, da almeno quattro anni a questa parte, è il pezzo pregiato che può essere sacrificato. A patto però che arrivi l’offerta giusta. E proposte per Milinkovic-Savic ne sono pervenute tante negli anni scorsi alla Lazio, ma mai con la cifra ritenuta congrua dalla società. Che fino a un anno fa per il centrocampista prendeva in considerazione solo offerte dai 100 milioni in su. Il suo valore attuale, da mercato post Covid, si aggira sui 60 milioni di euro. Ma la valutazione data dal club biancoceleste al gioiello serbo resta molto più alta: di almeno 80 milioni. PIACE A INTER E JUVE - Sergej rappresenta il prototipo del centrocampista perfetto per l'idea di calcio di Conte che nella passata stagione aveva fatto il suo nome a Suning. Marotta stravede per il nazionale serbo e aveva provato a portarlo alla Juventus senza successo. Ora per l'Inter non ci sono le condizioni per provare a imbastire una trattativa con il Presidente Lotito. Qualche possibilità in più potrebbe averla la Juventus che è stata vicinissima al Segente nel recente passato. Il club bianconero ha in mente una mini rivoluzione per il centrocampo della prossima stagione e nella lista, oltre a Locatelli e Pogba, c'è anche il nome di Milinkovic-Savic. Una missione che si preannuncia difficile perché subordinata a qualche cessione importante. Anche perché il giocatore è blindato (ha un contratto con scadenza luglio 2024) e a Roma si trova decisamente bene. Partirà solo se e solo quando a Formello arriverà la proposta migliore per lui e per la Lazio. calciomercato.com
  4. Dejan Kulusevski cambia agente. Ora lo svedese è pronto a entrare nella scuderia di Alessandro Lucci, che in casa Juve cura già gli interessi di Leonardo Bonucci e Juan Cuadrado, oltre che di Mattia Perin. Di solito quando un giocatore cambia agente è per ottenere un contratto migliore o cambiare squadra: in questo caso però la situazione dovrebbe essere diversa. La Juve infatti lo ritiene incedibile, né sembra aver in programma alcuna variazione di contratto rispetto a quello firmato nel gennaio del 2020 al momento dell'ingaggio. calciomercato.com
  5. Merih Demiral, difensore centrale classe 1998 della Juventus e della nazionale turca, sarebbe un obiettivo primario di mercato dell'Everton in vista della prossima stagione: secondo quanto riportato dai colleghi di "Calciomercato.com", il club inglese sarebbe infatti pronto a mettere sul piatto fino a 30 milioni di euro per il cartellino del giocatore, che andrebbe a guadagnare 3 milioni di euro a stagione. La Juve potrebbe ragionare sulla cessione di Demiral, ma non a cifre così basse
  6. Dalla prossima stagione cambierà il format della Coppa Italia. Nel corso di un Consiglio di Lega che si è svolto nel pomeriggio, infatti, è stato deciso di modificare la formula del torneo. Nel dettaglio, la nuova nuova formula della Coppa Italia prevederà solo 40 squadre partecipanti (20 di A e 20 di B), con inizio fissato per il prossimo 15 agosto, data in cui scenderanno in campo subito 12 squadre di Serie A. L’obiettivo, secondo quanto appreso, è quello di valorizzare il torneo e creare da subito sfide che siano appetibili per le televisioni. Fino alla stagione in corso (2020/21), le squadre partecipanti alla Coppa Italia erano complessivamente 78: 9 dalla Serie D, 29 dalla Lega Pro, 20 dalla Serie B e 20 dalla Serie A. Calcio e Finanza
  7. L'idea è suggestiva, convincente. Ma anche, e forse soprattutto, dispendiosa. La Juve fa sul serio per Gigio Donnarumma, è pronta a una maxi-offerta a due cifre per convincere il portiere, in scadenza di contratto con il Milan. Cifre importanti, che assumono un significato ulteriore se circoscritte all'interno di un periodo economicamente complicato. La semestrale di febbraio bianconera si è chiusa con 113,7 milioni di perdite. E il dato non migliorerà a giugno, dopo altrettanti sei mesi in cui i botteghini sono rimasti chiusi e gli incassi Champions - ancora da annotare - sono comunque svaniti già agli ottavi, con la clamorosa eliminazione per mano del Porto. CESSIONI PER FARE CASSA - Proprio dall'ultima semestrale emerge una verità mai celata dalle parti di Torino. "Senza pregiudizio per la prosecuzione dell’attività sociale, Juventus - pur in un contesto influenzato dalla ridotta liquidità del sistema conseguente al perdurare della crisi - potrebbe far ricorso ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori". Detto in maniera più agile: spazio a cessioni di alcuni big per fare cassa. A prescindere dall'operazione Donnarumma, che graverebbe ulteriormente sui conti, la Juve sarà costretta a sfoltire. Tutto passa, ovviamente, dalla qualificazione in Champions League e dal conseguente futuro di Cristiano Ronaldo, senza dimenticare i nodi Pirlo, Paratici e Dybala. Ma anche in caso di 4° posto, occorrerà incassare. LE DUE FASI DEL MERCATO - Come accaduto lo scorso anno, la priorità sarà dunque data alle cessioni utili per il bilancio. Protagonista del 2020 fu l'operazione Arthur-Pjanic, chiusa il 29 giugno. Anche quest'estate il mercato sarà, a grandi linee, diviso in due fasi: entro il 30 giugno spazio alle plusvalenze, con un surplus da 100 milioni da registrare a bilancio. Dai giovani, con l'Under 23, ai giocatori in prestito, fino ai sacrificabili in prima squadra. Al netto di quanto accadrà con Dybala, i bianconeri potrebbero salutare Alex Sandro, Demiral, Ramsey e Rabiot. Sul brasiliano - per il quale la richiesta è di 25 milioni - c'è il Chelsea, che segue da vicino anche il francese. Per il gallese si aspetta l'offerta giusta, mentre il turco piace molto all'Everton di Ancelotti, che prepara un'offerta tra i 25 e i 30 milioni. Da inizio luglio, invece, spazio al mercato vero, quello che fa rima con rinforzi. Prima, però, serve cedere e fare cassa. Specie se dalle parti di Torino sbarcasse Gigio Donnarumma e un contratto da (almeno) 10 milioni a stagione... calciomercato.com
  8. Stando a quanto afferma il Sole 24 Ore, la Lega Serie A, lo scorso 16 febbraio, raffrontò il progetto della SuperLega con quello della Superchampions e discussioni analoghe, con ogni probabilità, si stavano facendo anche in Premier League, Liga e Bundesliga. Tutto questo si evince in un verbale riservato di quella riunione che Il Sole 24 Ore è riuscito a visionare. Tuttojuve
  9. Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, è intervenuto ai microfoni di Sky prima del match con il Crotone: La rivoluzione della Juve coinvolge anche lei? "Assolutamente no. Sono arrivato all'Inter su richiesta di Zhang, voglio aprire un ciclo qui. Lo scorso anno siamo arrivati in finale di Europa League, quest'anno siamo vicini allo scudetto. Sarebbe bello e importante continuare qui" Marotta dopo la vittoria dello scudetto ha voluto fare ai microfoni si Sky Sport una precisazione sul suo addio dalla Juventus di tre anni fa: "Non sono andato via dalla Juventus, c'è stata una risoluzione consensuale perchè quando ci si incontra in modo trasparente con la società, è anche giusto che il manager faccia un passo indietro. E' anche un fatto fisiologioco, quando sono arrivato io Andrea Agnelli era un giovane presidente, ora è un manager a tutti gli effetti, Paratici era un ragazzo. La società ha preso una sua strada e quando si vede che non c'è più spazio è giusto fare un passo indietro. Sono rimasto in buoni rapporti con tutti, tranne con Paratici, però la questione è più umana che professionale. Ma ho lasciato la Juventus al sabato e alla domenica mattina ho ricevuto subito un messaggio da Steven Zhang e a me piacciono le sfide. La prossima sarà rivincere subito lo scudetto e mettere la seconda stella sulla maglia nerazzurra"
  10. Leonardo Bonucci commenta la vittoria di Udine ai microfoni di Sky: Come dieci minuti possono cambiare il corso di una stagione? "Sì, però adesso abbiamo portato a casa solo tre punti, la stagione è ancora lunga. Se ci accontentiamo di questi dieci minuti vuol dire che non abbiamo capito niente, proprio niente". L'esultanza è stata quasi uno sfogo? "Sì, perchè non riusciamo a cambiare marcia e a tenerla per tutta la partita, questa è la cosa più difficile da capire, ma dalla quale dobbiamo trovare le forze per arrivare all'obiettivo Champions e per portare a casa la Coppa Italia". E' stato un episodio a sbloccare la partita, perchè non abbiamo visto una delle Juve più belle... "Le parite si decidono sugli episodi, noi avevamo regalato un gol su un episodio e loro ce ne hanno regalato un altro su un episodio. Poi dopo così tante partite devi stare attento a questo, agli episodi e ai dettagli. Noi troppe volte quest'anno abbiamo perso punti per dettagli". Era una gara da non fallire anche in vista della prossima col Milan? "Assolutamente, era una partita da vincere, ce lo eravamo detti. Non abbiamo subito granchè, ma mancava sempre quel bricolo di determinazione, di cattiveria in più, di passione e di cuore che si è vista negli ultimi dieci minuti per portare a casa il risultato". Con lo Scudetto dell'Inter si chiude un ciclo che vi ha visto protagonisti per così tanto tempo? "Sì, si chiude il ciclo, sicuramente noi abbiamo del nostro quest'anno, perchè abbiamo perso tanti punti per dettagli. Ma l'Inter è stata la più costante, quella che ha dimostrato nella lunga corsa al campionato di essere la più forte per quest'anno, ma da oggi continua un altro ciclo, un altro capitolo, noi dobbiamo trovare la forza e la fame per riprenderci quello che abbiamo lasciato dopo 9 anni di vittorie, 9 anni di soddisfazioni per i nostri tifosi, abbiamo creato qualcosa di difficile da emulare e questo ce lo vogliamo tenere stretto, perchè vincere per 9 anni vuol dire che fai qualcosa di epico. Detto questo complimenti all'Inter che ha vinto lo scudetto però la Juve si rialza sempre e noi lo abbiamo fatto stasera e continueremo a farlo".
  11. Era dal 2010 che i bianconeri non subivano reti in così tante partite consecutive. Sarà il sottile piacere dell’adrenalina. Oppure la difficoltà di approcciare le partite con lo spirito giusto ma da quattro gare consecutive i bianconeri partono da uno svantaggio: Atalanta, Parma, Fiorentina e Udinese. Due vittorie, un pareggio e una sconfitta. A conferma del fatto che ai bianconeri serve uno schiaffo per reagire e risolvere situazioni pericolose. Tanto da risultare la squadra di serie A che ha guadagnato più punti da situazioni di svantaggio: ben 17. Ad Udine è andata bene, col gol di Molina reso inutile dalla doppietta di Ronaldo, che, oltre ad allungare nella classifica marcatori e a portarsi a quota 99 gol in maglia Juve, ha conquistato anche la leadership nella speciale classifica dei bomber bianconeri capaci di ribaltare situazioni di svantaggio. E la Ronaldo-dipendenza continua… tratto da GdS
  12. L'Olympique Lione vuole riscattare Mattia De Sciglio, in prestito dalla Juventus dal mese di ottobre. Il terzino, stando a quanto riporta L'Equipe online, vuole proseguire la sua avventura in Francia e le trattative coi bianconeri sono già iniziate: si lavora per una cifra attorno ai 3 milioni di euro calciomercato.com
  13. Attraverso gli atti dell'inchiesta della Procura di Perugia sull'esame "farsa" sostenuto da Luis Suarez all'Università per Stranieri del capoluogo umbro, la Repubblica, ha svelato l'interrogatorio del presidente della Juventus, Andrea Agnelli. HA GESTITO PARATICI -"Tutta la trattativa l'ha gestita Paratici, in quel periodo noi sul mercato ci stavamo muovendo anche su Dzeko". PROPOSTO A NEDVED - "Di Suarez ricordo che durante un pranzo, svolto mi pare a fine agosto, il nostro vicepresidente Pavel Nedved mi disse che il calciatore del Barcellona si era proposto, con un sms, per un ingaggio alla Juventus". DIFFICILE REALIZZAZIONE - "In quel periodo vi erano in piedi diverse trattative per Dzeko, Milik, Cavani e Morata, che poi è stato acquistato, oltre all'ipotesi relativa a Suarez. All'inizio di settembre fui informato che l'ingaggio di Suarez era di difficile realizzazione perché era risultato che lo stesso non aveva la cittadinanza comunitaria". CONTRATTO - "Se venni informato della griglia della proposta contrattuale inviata via email al legale del calciatore? Non ricordo questa mail. Tuttavia io non mi occupo delle condizioni contrattuali in quanto le negoziazioni sono seguite dall'area sportiva (che fa capo a Fabio Paratici, ndr) e nei limiti del budget assegnato. Ho verificato adesso e ho trovato che la mail era stata inviata e che continuo a non ricordare di aver ricevuto" NON RICODO - "Quando seppi dell'infattibilità? Non ricordo esattamente, ma ritengo per logica Paratici. Penso che fui informato il 14 settembre. Al mio rientro la società si stava già muovendo su Dzeko". LA RICHIESTA ALLA UEFA - "Se seppi della richiesta alla Uefa. Sì, Lombardo (Maurizio, ex dirigente Juve, ndr) mi fece presente di aver formulato tale richiesta per verificare se si potesse inserire un calciatore nelle liste Champions anche successivamente alla scadenza fissata per i primi di ottobre. Tale parere costituisce prova, secondo me, del fatto che il 14 settembre era già chiaro che Suarez non poteva essere tesserato in tempo". NON SAPEVO DELL'ESAME - "Non ricordo di essere stato informato. So dell'esame di Suarez dai giornali e ricordo che chiamai il calciatore in un'unica occasione, per ringraziarlo di essersi proposto" IL RAPPORTO PARATICI - DE MICHELI - "La cosa non mi ha sorpreso, perché sono a conoscenza di rapporti personali di amicizia tra Paratici e Paola De Micheli, e, trattandosi di una mera richiesta di informazioni sull'ufficio da contattare non mi è parso che ci fosse nulla di strano". calciomercato.com
  14. Il pareggio contro la Fiorentina nell’ultima di campionato ha lasciato l’amaro in bocca in casa Juventus: oltre ai due punti lasciati per strada nella corsa Champions, la prestazione degli uomini di Pirlo non ha convinto. Ad ammetterlo in esclusiva ai microfoni di Sky Sport è Matthijs De Ligt: "Siamo rimasti delusi, il nostro obiettivo era di ottenere i tre punti nella trasferta contro la Fiorentina, ma questo non è avvenuto". Il difensore della Juve lancia un chiaro messaggio a tutto l’ambiente: "Penso che serva fare di più per vincere le partite specialmente in questa fase della stagione, dove i successi sono molto importanti. Dobbiamo fare di più, serve maggiore coraggio quando abbiamo la palla, un’altra mentalità, difendere meglio e di squadra". Juve attualmente al quarto posto in classifica a quota 66 punti, gli stessi di Atalanta e Milan: "Prima pensavamo allo scudetto, adesso no; ora l’obiettivo è arrivare secondi. Abbiamo una squadra molto forte che deve lottare per il primo posto, ma in questo momento le possibilità sono minime perciò il nostro focus è sul secondo posto”, le parole del difensore olandese. Juve a cui sono mancati anche i gol di De Ligt, difensore in passato decisivo nell’area avversaria: "Penso di avere tra le mie qualità quella di fare gol e non sono felice di aver realizzato solo una rete fino a questo momento della stagione, voglio migliorare in questo. Ma serve una crescita generale in tutti noi: da chi calcia l’angolo a chi fa blocco e chi colpisce di testa. In questo periodo pieno di partite importanti voglio segnare di più per aiutare la squadra", ha ammesso l’olandese. De Ligt ha poi aggiunto: "Per me è un onore giocare nella Juve e pensare di essere un giorno il capitano di questa squadra. Ma questo ora non è importante, visto che in rosa ci sono quattro capitani, calciatori di esperienza che giocano da anni qui. L’importante per me è giocare bene, aiutare la squadra e poi deciderà il mister chi sarà il capitano, ma questo non per il momento un mio obiettivo" Sky Sport
  15. I rapporti tra Andrea Pirlo, tecnico della Juventus, ed il suo vice, Igor Tudor, non sarebbero dei migliori: come riportato da "La Gazzetta dello Sport", infatti, l'ex tecnico dell'Udinese sarebbe un vice solo di nome, dal momento che non si sarebbe integrato nello staff tecnico di Pirlo. All'origine dei rapporti non eccezionali, ci sarebbero divergenze importanti sul modo di intendere il calcio da parte dei 2 allenatori. Pirlo, dunque, tenderebbe ad affidarsi maggiormente agli altri componenti dello staff per avere consigli.
  16. Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ha parlato poco prima della gara contro lo Spezia a Sky.: "Questa iniziativa è stata portata avanti dai 12 proprietari dei club, alla luce delle difficoltà di ogni singolo club. Legata principalmente al Covid, i costi sono certi e i ricavi no. Alla luce di questo è che il modello di calcio nazionale ed europeo è superato, quindi bisognava trovare la possibilità per valorizzare meglio le risorse. Questo è stato fatto, alla luce di un sistema calcio a rischio default. Gli stipendi sono al 65-70%, nessuna azienda può sopravvivere”. "Non concepisco l’attacco violento da Urbano Cairo fatto violentemente davanti a tutti. Ho ricevuto minacce pubbliche e private anonime. È un fatto molto grave. Io non ho tradito, non sono Giuda, sono innamorato di questo sport e cercherò sempre di fare il bene”. Antonio Conte, tecnico dell'Inter, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport: "La pressione è inevitabile, tantissimi calciatori stanno lottando per la prima volta per vincere qualcosa. Oggi se avessimo vinto non avremmo rubato nulla. Abbiamo giocato una partita di grande intensità, potevamo essere più qualitativi. Per quello stiamo parlando di un pareggio, ma la partita è stata fatta con la giusta voglia. Va bene così, l’importante è che ci sia la prestazione. Le giornate iniziano a diventare sempre di meno, la pressione è inevitabile. Ma dobbiamo convincerci, dobbiamo recuperare bene anche perché abbiamo speso molte energie. Ora ci aspetta una gara fisica come col Verona". Da uomo di sport cosa ne pensa della Superlega? "Abbiamo avuto solo un giorno di lavoro, chi ha giocato ha fatto defaticante. Ieri abbiamo preparato la gara di questa sera. Abbiamo ascoltato queste notizie che ci sono giunte. Da uomo di sport penso che non bisogna mai dimenticare le tradizioni, vanno sempre rispettate. Appartengono alla storia ed è bello mantenerle. Ci deve essere passione nei confronti dello sport, il tutto deve essere meritocratico. Noi lavoriamo per cercare di vincere, per cercare di guadagnarci qualcosa. La meritocrazia va messa al primo posto. Detto questo, la UEFA deve riflettere. Prendono tutti i diritti, ne riservano una minima parte alle competizioni e ai club. Secondo me devono fare una grande riflessione, le società investono sui giocatori e tra nazionali e competizioni loro vengono spremuti come limoni, ci rimettono solo le società. Credo che gli organismi debbano riflettere bene, le società devono essere premiate in maniera congrua. Loro non investono nulla, le società lo fanno su tutti. Se tu prendi dieci dai diritti e te ne tieni sette non credo sia giusto. Sono le squadre che investono e che ci mettono dei soldi. La proporzione deve essere cambiata". Questa storia pensi che possa aprire un dibattito? "Sinceramente non ho fatto riflessioni sulle nuove formule. La Champions e l’Europa League devono essere disputate da chi merita, se poi devono essere 48 o 52 squadre non lo so. Ma il merito deve prevalere, altrimenti di che parliamo. Lo sport perde la sostanza, il sale. Diventa difficile. La meritocrazia va messa al primo posto, è giusto che gli organismi importanti facciano le loro riflessioni. I club devono avere una fetta più congrua, penso che non sia giusto". Le riporto perchè sono state le parole più sensate dette in merito, bisogna ammetterlo...
  17. Andrea Pirlo ha parlato alla vigilia della gara contro la Fiorentina. TuttoJuve ha seguito l'evento in diretta: Cosa la convince di più della sua squadra dal punto di vista del gioco? "Mi convince lo spirito che abbiamo e che tutti insieme abbiamo in testa, un unico obiettivo che è quello di qualificarci in Champions. Andiamo avanti con forza per raggiungere questa cosa così importante in questo momento. Affrontiamo una squadra che in questo momento sta lottando per non retrocedere, ma noi ci ricordiamo della gara di andata che era stata una brutta partita e abbiamo grande spirito di rivalsa contro una squadra storicamente ostica per tanti motivi. Sarà una bella partita e speriamo di fare un bel risultato". Come sta Dybala? "Dybala sta molto meglio e più passano le partite e più mette minuti nelle gambe e più sta meglio. L'altra sera ha iniziato la partita in un certo modo ma l'ha finita sempre meglio. Le gambe cominciano a girare nel modo giusto e anche lui si sente meglio. Domani vediamo, ho ancora l'allenamento di oggi per vedere le condizioni di tutti e decidere chi mettere in campo dall'inizio". È il periodo più difficile per gestire Ronaldo? "Non lo so, io sono al primo anno. Io ho un bellissimo rapporto con lui. È un ragazzo che ha sempre voglia di fare bene e si arrabbia anche quando perde le partitina e quando uno vuole sempre raggiungere il massimo è normale che possa avere certi tipi di atteggiamenti. Ha sempre voglia di vincere e ha sempre voglia di dare il suo apporto alla squadra e questo deve essere un lato molto positivo per il ragazzo". Come sta Danilo? Chiellini può partire dal primo minuto? "Chiellini dovrebbe partire dal primo minuto. Danilo lo valutiamo oggi perché ieri aveva ancora fastidio all'adduttore per un colpo preso nella partita contro il Parma. Non ci dovrebbero essere problemi ma lo valutiamo oggi in allenamento". Quello che è successo in questi giorni con la Superlega ha condizionato la vostra partita con il Parma? "È normale che prima della partita con il Parma si parlava solo della Superlega e quindi un po' ha influenzato la testa dei giocatori. Il nostro obiettivo è quello di qualificarci in Champions abbiamo in testa solo quello e dobbiamo vincere le partite per raggiungere l'obiettivo. Le voci che ci sono in questo momento a noi non cambiano nulla perché sappiamo quello che dobbiamo fare e la nostra concentrazione sarà solo su questo". Ci sono possibilità di recuperare Chiesa? Può giocare Ramsey? "No Chiesa non sarà tra i convocati perché non ha ancora recuperato dall'infortunio. Ramsey potrà essere della partita. In questo periodo non ha giocato tanto perché ha avuto qualche piccolo problema che non gli ha consentito di allenarsi al meglio ma adesso sta bene e l'altro giorno è entrato bene e potrebbe essere l'occasione per poter giocare". Può essere un vantaggio giocare prima delle concorrenti in Champions? Giocare quattro gara in trasferta è uno svantaggio? "No giocare in trasferta è molto relativo perché abbiamo tempo per prepararle e per organizzare i viaggi e il recupero. Giocare alle 3 non so se può essere un vantaggio o uno svantaggio. Noi abbiamo l'obiettivo primario che è quello di vincere le partite e se giochiamo prima o dopo non ci cambia niente perché siamo concentrati su quello che dobbiamo fare. Andiamo a Firenze per fare punti che è la cosa più importante". Morata può giocare dal primo minuto? Conta su di lui per il futuro? "Morata sta bene, con il Parma non ha giocato dall'inizio per il semplice turnover. Ho tre attaccanti di un grandissimo livello e in base alla partita decido chi mettere in campo. È un giocatore forte e lo sappiamo. Quest'anno ha dato tanto e ci potrà dare tanto anche in futuro e un giocatore sul quale contiamo al 100%". Rabiot può giocare? Cosa è cambiato nella Fiorentina? "Iachini è tornato da qualche partita, ha portato compattezza in queste ultime partite hanno fatto molto bene e Iachini ovunque va fa molto bene. Rabiot sta facendo molto bene, è molto migliorato sotto tutti i punti di vista e ci sta dando tanto e domani partirá dall'inizio". In una stagione con tanti alti e bassi, ti fidi della tua squadra? "Si mi fido ciecamente. Lavoriamo per questo obiettivo perché è talmente importante da non poterci permettere di lasciare altre cose. So quello che vogliono i calciatori e la società e lavoriamo tutti per un unico obiettivo che è la qualificazione. Loro hanno in testa bene quello che devono fare, saranno partite importanti e difficili ma non ci sono partite dove ti puoi permettere di abbassare la guardia e sono convinto che le affronteremo con la massima concentrazione". Avete fatto un pensiero al secondo posto? "L'obiettivo è quello di vincere le partite e dipenderà da quello che faranno sopra di noi. Noi dobbiamo cercare di fare il meglio e fare più punti possibili. Dobbiamo guardare partita dopo partita e cercare di vincerle tutte". Che ambiente si respira alla Juventus? Come ha visto Agnelli? "L'ho visto sereno ed è normale che si sia parlato molto di lui in questo periodo e se ne parlerà ancora. Lui è sereno e sa quello che deve fare porta tanto entusiasmo tutti i giorni quando viene al campo e siamo tranquilli. Il clima che c'è adesso è positivo, un clima di una squadra che vuol finire bene perché ha nella testa un obiettivo importante dopo che abbiamo perso per strada il campionato e la Champions. L'obiettivo è nella testa di tutti e deve essere quasi come una sorta di obbligo portare la squadra in Champions". Come sta Demiral? Bonucci favorito su De Ligt? "Demiral non è a disposizione, niente di grave ma non si allena con la squadra. Bonucci, vedremo oggi in allenamento e in base a come ha recuperato dopo la partita dell'altro giorno". Teme che possa verificarsi la minaccia della UEFA e vanificare il vostro risultato? "No non abbiamo paura di questo, siamo sereni e concentrati su quello che dobbiamo fare. Siamo convinti di poter terminare la nostra stagione con i nostri obiettivi. Siamo sereni su quello che poi deciderà la UEFA"
  18. Federico Bernardeschi ha effettuato, come da protocollo, 2 controlli con test molecolare (tampone) per Covid-19 con esito negativo. Il giocatore pertanto guarito e non più sottoposto al regime di isolamento si unirà alla squadra domattina presso il JTC (Juventus.com)
  19. L'indiscrezione arriva da "El Chiringuito": il procuratore del portoghese, Jorge Mendes, avrebbe sondato con il Real la possibilità di un ritorno a Madrid. Mentre il protoghese continua il suo silenzio che dura dall'eliminazione di Champions La suggestione arriva dalla Spagna: Cristiano Ronaldo-Real Madrid, operazione bis? L’indiscrezione è di Josep Pedrerol, giornalista de El Chiringuito, sempre molto attento a ciò che concerne le vicende del club madrileno. Secondo il cronista, infatti, il procuratore del portoghese, Jorge Mendes, avrebbe sondato con la dirigenza del Real la possibilità di un ritorno dell’attaccante. Una chiacchierata informale e un’operazione complessa (come sottolineato anche dal quotidiano Marca) a tre anni di distanza dall’addio che, in termini di trofei internazionali, non ha portato benefici a nessuna delle due parti. Le tensioni che avevano portato alla separazione sembrano essere superate, con alcuni vecchi compagni di squadra che negli ultimi mesi avrebbero strizzato l’occhio a un possibile ritorno di CR7. Il suo contratto con la Juve da 30 milioni netti a stagione scadrà nel 2022. Il club bianconero dovrebbe ricavare dal suo cartellino una cifra fra i 25 e i 30 milioni per evitare una minusvalenza. Detto questo, Ronaldo (che lontano dall’Italia dovrebbe anche rinunciare ad alcuni sgravi fiscali di cui gode attualmente) sta benissimo a Torino dove la famiglia si è ambientata nel migliore dei modi. Dipende tutto da quello che deciderà di fare, perché quando si parla di giocatori di questo valore (e con questi ingaggi) alla fine sono loro che decidono quando e dove andare. Ma che vuole fare Ronaldo? Dopo la cocente eliminazione dalla Champions (altro tassello da incastrare nel prospetto finanziario della società), non ha ancora parlato. Nessuna dichiarazione alla stampa dopo l’uscita dall’Europa né un post sui social, come invece abitualmente ha fatto dopo ogni partita. Un silenzio attorno al quale tutti si interrogano. Quando lo romperà, saranno le sue parole a definire e rendere chiaro il suo futuro. Di Ronaldo ha parlato anche Zinedine Zidane nella conferenza stampa alla vigilia della gara fra Real Madrid ed Elche: "Tutti sanno che cosa rappresenta Cristiano per il Madrid, il ricordo che tutti abbiamo di lui. Quello che ha fatto qui è stato magnifico. Ma ora è un giocatore della Juve lo sta facendo al meglio. Non posso dirvi nulla, se ne dicono tante di questi tempi..." Qualora fosse CR7 a chiedere la cessione alla Juve, la società bianconera non si opporrebbe, consapevole di andare a andare a risparmiare un ingaggio di circa 30 milioni netti. Ingaggio che rappresenterebbe però un problema anche per il Real Madrid. In piena pandemia, il club spagnolo (come il Barcellona) è chiamato a ridurre i costi per rientrare di un debito multimilionario. Motivo per cui risulta complicato, al di là dell'aspetto emotivo, immaginare un investimento così oneroso per un giocatore che, poco più di un mese fa, ha compiuto 36 anni. Sky Sport
  20. "Con un'altra maglia? È fantamercato". Una dichiarazione d'amore alla Juventus firmata da Giorgio Chiellini. Il difensore centrale, che ha un contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, chiude a un futuro con un altro club che non sia quello bianconero: "Sicuramente non in Italia e in Europa - ammette il difensore in un'intervista a Sky Sport -. Non è un tema attuale, adesso sono concentrato su Muriel, Zapata e Malinovskyi. Ho già tanti pensieri, il resto verrà dopo ed è lontano dalla mia concentrazione attuale" Il futuro, però, è un tema che tiene banco perché è in scadenza non solo il contratto di Chiellini, ma anche quello di Gigi Buffon. Due bandiere del club che non saranno mai un problema per la Juventus come sottolineato da Chiellini: "Nel periodo che ero in Nazionale sembrava fosse un problema se io e Gigi avessimo rinnovato o meno - ammette - Non siamo mai stati un problema, non lo siamo e non lo saremo mai" Sky Sport
  21. A tutto campo. Manuel Locatelli, centrocampista del Sassuolo e della Nazionale, si è confessato in un'intervista al Corriere dello Sport. A partire dal rapporto con De Zerbi: "Mi ha aiutato a crescere sotto l’aspetto delle conoscenze tecnico-tattiche, ma anche sotto l’aspetto umano. Con lui sono maturato parecchio. Tra noi non sono state solo rose e fiori, ma ci sono stati anche diverbi. Anzi, vere e proprie litigate. Dopo quei confronti ero arrabbiato con lui, ma con il tempo ho capito: ciò che diceva era per farmi crescere. Quando sei giovane puoi sbagliare e io l’ho fatto: pensavo di dover giocare sempre e invece mi trovavo in panchina, spesso dopo essere stato pure rimproverato in allenamento. Nel 2018 avevo scelto il Sassuolo perché De Zerbi mi aveva voluto e, se non mi schierava tra i titolari, me la prendevo. Non capivo che il problema ero io, non il mister". NAZIONALE - "Ogni volta che indosso la maglia azzurra è il coronamento di un sogno del bambino Manuel. Giocare per l’Italia è sempre stato il mio obiettivo e aver convinto Mancini a chiamarmi è un orgoglio. Io però non mi sento arrivato e so che devo confermarmi un giocatore importante in ogni gara con il Sassuolo". EUROPEI - "Sì, ci penso sempre perché gli Europei sono una competizione importante. Al tempo stesso, però, sono consapevole che la convocazione passerà attraverso un finale di stagione importante con il Sassuolo. Non posso e non voglio mollare un centimetro". FUTURO - "Sono cresciuto e pronto per una grande. Giocare all’estero per me è un’opzione e in questo momento non mi precludo niente. Non mi piace parlare troppo di mercato anche perché di questo si occupano i miei agenti e i dirigenti del Sassuolo. Non so se questo sarà il mio ultimo anno qui o cosa mi riserverà il futuro. Quando e se ci saranno delle opportunità, le valuteremo tutti insieme". MILAN - "Non vorrei tornare su quell’esperienza perché preferisco concentrarmi sul futuro. Ho già detto che è stata positiva perché mi sono allenato con grandi campioni, ho esordito in Serie A con la maglia rossonera e ho provato il brivido lungo la schiena che ti dà segnare a San Siro contro la Juventus. E’ arrivato tutto in fretta, quasi non me lo sono goduto, e per questo il momento dell’addio al Milan è stato molto pesante, una vera delusione. Avevo perso fiducia in me stesso e l’ho ritrovata grazie al Sassuolo" calciomercato.com
  22. Uno dei giocatori che potrebbe lasciare la Juventus a fine stagione è Alex Sandro. Secondo le ultime indiscrezioni di Calciomercato.com, il brasiliano piace al Chelsea che da parte sua deve liberarsi di Emerson Palmieri. L'ex Roma pertanto potrebbe rientrare nella trattiva, visto che la Juventus lo segue da tempo e sarebbe felice di accoglierlo a Torino. I contatti con il suo entourage sono continui, e a costi fatti Emerson Palmieri peserebbe circa la metà di Alex Sandro, inserendosi anche perfettamente nelle dinamiche di ringiovanimento della rosa. Tuttojuve
  23. "Mercato Juve, Ramsey e Rabiot i primi sulla lista dei partenti". Così titola stamane l'edizione torinese de La Repubblica. Rabiot, Arthur e Ramsey non hanno convinto pur vivendo situazioni completamente diverse: il regista brasiliano avrà altre occasioni per dimostrare che i 72 milioni più bonus spesi nello cambio con Pjanic sono stati dettati dalla fiducia nei suoi confronti più che da questioni di bilancio, mentre per il gallese e il francese si cerca una sistemazione per liberare spazio salariale e tentare l’assalto a Calhanoglu e Locatelli. Il vero problema sono i due stipendi, 7,5 milioni netti, che pesano sulle finanze bianconere: Ramsey ha confermato a sprazzi le sue doti, soffocate dalla fragilità muscolare che l’ha costretto a saltare 18 partite nei due anni in bianconero. Rabiot, più costante del compagno di squadra dal punto di vista fisico e tecnico, nei due anni a Torino non ha mai convinto appieno, specialmente in relazione agli emolumenti percepiti. L'acquisto del cartellino di Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista classe 1995 della Lazio e della nazionale serba, potrebbe diventare una priorità per la Juventus: come riportato da "Calciomercato.com", i bianconeri sarebbero già attivi sul giocatore serbo, e sarebbero intenzionati a "sacrificare" sul mercato Ramsey e Bentancur pur di reperire le risorse economiche, o parte di esse, necessarie ad accontentare la Lazio, e battere la concorrenza.
  24. Il centrocampo non punge più: un gol su 3 con Allegri, solo uno su 8 con Pirlo. Impietoso il confronto della capacità realizzativa delle ultime 7 stagioni della Juve. Dal 2014/15, primo anno di Allegri, i centrali hanno inciso sempre meno sul totale delle reti bianconere: dal 32% all’attuale 13%. Dal 2016 a oggi quell'incidenza non è mai più stata al di sopra del 20%: 15% nel 2016/17 e 18% nelle ultime due annate dell'allenatore livornese a Torino. Con Sarri il minimo storico del 10%. Il reparto di mezzo non è riuscito neanche quest'anno, dunque, a dare un grande contributo in fatto di gol: Arthur, Rabiot, Ramsey e McKennie ne hanno realizzati 12 in stagione, ed a fronte dei loro stipendi per ogni rete la Juve spende quasi 2 milioni. Il migliore, nella fase realizzativa ma anche nel rendimento, è stato il maghetto americano Weston McKennie, autore della metà dei gol portati in dote in stagione dal centrocampo. A segno una volta in Champions League (nella vittoria a Barcellona), suo il gol del pari nel derby d'andata, spalmando poi le altre segnature fra Milan, Bologna, Crotone e Genoa. I cinque gol in serie A fanno dell'americano il quarto migliore bomber bianconero, alle spalle di Ronaldo, Chiesa e Morata. tratto da Gazzetta
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