Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Hakuna Mateta

Utenti
  • Numero contenuti

    18.149
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Hakuna Mateta

  1. Hakuna Mateta

    [Live] Juventus - Sassuolo 1-1

    Visto che non abbiamo soldi per fare due portieri mi sa che rimane come secondo
  2. Hakuna Mateta

    [Live] Juventus - Sassuolo 1-1

    Mi sa che bisogna fare il due perché il Sassuolo punzecchia un po troppo
  3. Hakuna Mateta

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Sassuolo

    Ora mi ha messo la pulce che durante carrarese Palermo un vicino mi ha dato due caramelline e se erano succhiate ?😱
  4. Hakuna Mateta

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Sassuolo

    Mah io spero che Yildiz almeno giochi sulla fascia,perché da nove non ne becca una
  5. Hakuna Mateta

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Sassuolo

    4 ne devi conoscere,kone si conosce dai
  6. Hakuna Mateta

    Il pre-partita di VecchiaSignora: Juventus-Sassuolo

    A quanto lo vogliamo vendere David che non gioca nemmeno contro il Sassuolo?🤓
  7. Hakuna Mateta

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Io come passatempo a metà settimana pretendo di fare una coppetta
  8. Hakuna Mateta

    Serie B - Campionato 2025/26

    Intanto la contestazione della Sampdoria con cori o vi salvate o vi ammazziamo. se mi avessero detto la carrarese farà sei punti con Sampdoria e Bari gli avrei risposto ma t’sen matt?
  9. Hakuna Mateta

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Graduatoria, scavalcata la Juve La classifica europea dei club - Adesso il ranking sorride ai viola. Come il tesoretto finanziario FIRENZE La notte di Sosnowiec ha rappresentato una serata significativa non solo per quanto riguarda il passaggio del turno, ma anche per altri due aspetti legati alla campagna europea della Fiorentina. Primo fra tutti quello finanziario. Il tesoretto della Conference nel bilancio del club viola ha rivestito un ruolo importante negli ultimi anni. Il cammino europeo dei ragazzi di Vanoli ha già garantito un incasso stagionale di circa 10,5 milioni di euro in premi Uefa, cifra destinata ad aumentare con il prosieguo della competizione. Restano poi da aggiungere i proventi del botteghino. Fin qui le gare al Franchi non sono state particolarmente frequentate, ma anche nelle precedenti edizioni dai quarti in avanti i numeri sono cambiati. E sarà così anche per la gara di ritorno con il Crystal Palace del 16 aprile. Ma i benefici non si fermano qui. La Fiorentina ha infatti migliorato sensibilmente il proprio ranking Uefa, salendo fino al 22° posto nella classifica continentale. Un risultato di rilievo, che testimonia la continuità delle prestazioni europee della squadra e che permette ai viola di superare anche la Juventus, attualmente ferma al 25° posto Sfottuti pure dai viola 🤦🏻‍♂️
  10. Hakuna Mateta

    Arthur: "Potrei essere il nuovo Lobotka di Spalletti"

    Ma arthur non sa nemmeno chi sia lobotka,questa intervista l’avrà inventata la gazzetta
  11. Se rinnova col Napoli dopo Juve beffata
  12. Hakuna Mateta

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Svilar e carnesecchi costano troppo,alisson ha rinnovato,vicario sembra che sia orientato verso il lato oscuro.de gea ha mollato di testa non so se reggerebbe il peso.la situazione è un pò preoccupante.
  13. Io non ci credo che che Comolli ha azzeccato a fare holm solo in prestito con diritto senza obbligo🤓
  14. Hakuna Mateta

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Fino a che non fa due anni in serie A ce ne passa di acqua sotto i ponti
  15. Hakuna Mateta

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Purtroppo se hai un portiere da 4 in pagella sei costretto a scegliere in quella direzione
  16. De gea quanto costa? Si protrebbe fare lui e un giovane così sono contenti Spalletti e Comolli 🤓
  17. Ricordiamo che in una difesa a 4 verrebbe a fare la panchina a kelly,quindi occhio a dare troppo di stipendio
  18. I nostri panchinari da cabal a miretti diciamo che non sono una grossa insidia per i titolari🤓La Rosa non è profonda si sa Pensa che alcuni lo vedrebbero bene come centrale 😀
  19. Miretti non è il peggio di tutti,a me fa paura adzic anche se entra 5 minuti
  20. Thuram prima dell’infortunio contro Udinese ha fatto una partita da 4 in pagella
  21. stessa cosa che ho pensato io ieri quando è apparsa la notizia che hanno dato la coppa Africa al Marocco.girano notizie strane in questi giorni.
  22. Nella stagione 2024-25 Juve incassi premi uefa più botteghino ha incassato 74mln.la Lazio in Europa League 24mln.si nota la differenza?🤓
  23. di Davide Grassi Ogni città custodisce nella pietra delle sue piazze e nei muri dei suoi edifici le tracce della propria storia. All'Arena Civica di Milano, oggi dedicata a Gianni Brera, quelle tracce raccontano non soltanto di sport e spettacolo, ma anche di uno degli episodi più oscuri dell'occupazione nazifascista a Milano. Il 2 luglio 1944, mentre la città era piegata dai bombardamenti alleati, svuotata dagli sfollamenti e affamata dal razionamento, sul campo dell'Arena scesero in campo Juventus e Milan. O, più precisamente, Milano: il regime fascista aveva imposto l'italianizzazione dei nomi delle società, trasformando il Milan in Milano, il Genoa in Genova e l'Internazionale in Ambrosiana. Un'operazione simbolica che intendeva cancellare ogni traccia linguistica straniera, in nome di un'identità forzatamente nazionale. Fu un'amichevole, giocata davanti a circa seimila spettatori che cercavano, per un pomeriggio, di dimenticare la guerra. In campo c'erano nomi importanti: i fratelli Sentimenti, Carlo Parola, Boniforti, Egidio Capra. E soprattutto Giuseppe Meazza, due volte campione del mondo, che in quegli anni vestiva la maglia bianconera dopo aver scritto pagine memorabili con l'Inter e con il Milan. Prima del fischio d'inizio, il saluto romano a centrocampo suggellò l'immagine di una normalità ostentata. Ma fuori dallo stadio la realtà era ben diversa. «La città è morta», aveva scritto in quei mesi Salvatore Quasimodo, futuro Premio Nobel: un verso che restituiva l'atmosfera di una Milano ferita, attraversata dalla violenza delle milizie fasciste e delle truppe tedesche. La partita fu senza storia: Juventus avanti 2-0 all'intervallo, poi 5-0 a cinque minuti dalla fine. Fu allora che il pomeriggio sportivo si trasformò in un incubo. Si udirono spari, quindi un annuncio dagli altoparlanti: i nati tra il 1916 e il 1926 dovevano uscire dalla porta Nord, gli uomini da quella occidentale, donne e bambini da quella Sud. Era un rastrellamento. All'esterno attendevano soldati italiani della contraerea di Monza, uomini della Guardia Nazionale Repubblicana e militari tedeschi a supervisionare. I controlli si protrassero fino a sera. Trecento persone furono trattenute e caricate su quindici camion diretti verso la Bicocca, dove aveva sede un ufficio di reclutamento della Todt, l'organizzazione incaricata di fornire manodopera al Terzo Reich. Su quei trecento uomini, la documentazione è scarsa. Un fonogramma della Questura alla Prefettura segnala l'operazione, organizzata dai tedeschi senza preavviso alle autorità fasciste italiane, a testimonianza dei rapporti di subordinazione che caratterizzavano la Repubblica Sociale. Nei giorni successivi, numerosi treni partirono verso la Germania. Un'analisi delle schede conservate all'Archivio di Stato mostra che nel convoglio dell'8 luglio 1944 l'80% dei deportati era nato tra il 1916 e il 1926: una percentuale anomala, che alimenta il sospetto che parte dei rastrellati all'Arena sia finita nei campi di concentramento, più che in semplici campi di lavoro. Per decenni, l'episodio è rimasto ai margini della memoria pubblica, sospeso tra ricordo orale e leggenda metropolitana. Solo un paziente studio ne ha ricostruito i contorni storici, restituendo alla città uno dei più imponenti rastrellamenti avvenuti nel periodo dell'occupazione. «Quella del 2 luglio 1944 non è solo una storia di calcio», osserva lo scrittore e storico Mauro Raimondi, che ha svolto la ricerca e ha trovato il documento che prova la vicenda. «È la dimostrazione di come il regime cercasse di usare lo sport per rappresentare una normalità inesistente, mentre intorno crollava tutto. L'Arena diventò una trappola: in novanta minuti si passò dall'illusione della festa alla brutalità della guerra. Noi non sappiamo la sorte di quei trecento uomini, ma restituire loro memoria significa ridare dignità a una parte dimenticata della città». La ricostruzione dell'episodio, insieme ad altre vicende di sportivi che si opposero al nazifascismo, è al centro del volume Un calcio alla guerra, Milan-Juve del '44 e altre storie (Le Milieu). Ma al di là del libro, resta la lezione storica: anche nei luoghi deputati al gioco e alla leggerezza, la guerra seppe insinuarsi con la sua violenza. E Milano, ancora una volta, ne porta il segno. Gli articoli dei giornali dell'epoca riportarono il risultato dell'incontro, non i fatti di cronaca Quotidiano Nazionale
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.