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  1. Vi lascio questo bellissimo servizio della TV uruguayana sulla vita di Don Rodrigo. È in spagnolo, ma ci sono tante immagini di un Bentancur ancora più giovane, del paese nel quale è cresciuto, etc. Il servizio parla anche della madre, scomparsa quando Rodrigo era molto piccolo (colpisce il parallelismo con Dybala). Di fatto, il numero 30 da lui indossato è la data di nascita della mamma. Io non conoscevo questo particolare, e credo sia utile per capire la personalità e la sicurezza che Bentancur trasmette in campo, pur essendo ancora molto giovane. Spero veramente che questo Mondiale sia quello della consacrazione di questo "campione della vita". PS: scusate il mio italiano. L'ho imparato, inizialmente, leggendo le notizie sulla Juve. Non è la mia prima lingua, ma spero si capisca.
  2. Rodrigo Bentancur non indossa una maglia da titolare in campionato dal 30 dicembre 2017, 45’ in casa del Verona. Eccezioni? La partita di andata allo Stadium con il Real Madrid in Champions League e le due amichevoli con l’Uruguay. Poi manciate di minuti, spesso strappati nei finali. Numeri che potrebbero far pensare a un giocatore messo ai margini del progetto bianconero, soprattutto dopo un inizio tra gli applausi, ma numeri che non devono ingannare. Bentancur non è uscito dal radar di Allegri, che lo elogiava alle prime battute della stagione Semplicemente si è lavorato su di lui per affiancare alle indubbie qualità tecniche anche ciò che sembrava un po’ mancargli. Ovvero qualche muscolo in più, sempre bene accetto in un calcio che non fa prigionieri quando la si punta sul fisico. E Bentancur, bravo a gestire palla ma anche - e tanto - a recuperarla, aveva bisogno di un rafforzamento sotto questo punto di vista. Così sabato sera contro il Bologna dovrebbe essere lui a sostituire lo squalificato Pjanic, un destino che ha dovuto condividere con un giocatore amato dalla tifoseria juventina come Marchisio. È stato così fin dal 26 agosto, giorno del debutto in bianconero. Allegri lo butta in campo a 10’ dalla fine in casa del Genoa, una partita resa complicata dal rapido 2-0 dei padroni di casa e poi recuperata nel secondo tempo. Bentancur entra per il bosniaco, per venire in seguito utilizzato con continuità, in campionato come in Coppa, a conferma delle qualità evidenziate in Argentina. Bentancur si rivela un giocatore che, nonostante la giovane età, non perde mai il senso della misura: «Il segreto? È la testa - sottolineava Guillermo Barros Schelotto, suo allenatore al Boca -. Fategli fare una stagione in Europa e potrà diventare un Pogba sudamericano». Fonte: Tuttosport
  3. A suon di geniali aperture no look, tocchi di fino denotanti personalità a fiotti, cambi di gioco da calciatore fatto e completo, il 20enne bianconero ha fatto il... Pianista. Già, le lezioni di Pjanic sono servite parecchio allo spilungone uruguaiano. Soprattutto in prospettiva Juve-Real. I gallesi battuti nella China Cup l’hanno praticamente marcato a uomo. O meglio, ci hanno provato, perché al primo accenno di pressing il ragazzino della Juventus aveva già smistato il pallone altrove a occhi chiusi. Sabato e martedì allo Stadium contro Milan e Real Madrid ai gol dovrà invece pensare la coppia Higuain-Dybala. E Rodrigo? Beh, Rodrigo sogna di tornare a giocare in Coppa: con il maestro Pjanic squalificato, la possibilità c’è. E non sarà una diffida condizionare la prova dell’ex Boca. In quei 157 minuti giocati tra Repubblica Ceca e Galles s’è compiuta l’epifania di Bentancur, con vista tutt’altro che indifferente sul Mondiale. Nella Juventus il discorso è futuribile. E a chi pensa che siano pochi i 44 minuti in cui il giovanotto è stato schierato nel 2018 occorrerebbe spiegare che ’sto ragazzo è nelle mani di Allegri, non un allenatore qualsiasi. Morata e Dybala, su tutti, potrebbero quasi scrivere un trattato sulle abilità del livornese nella veste di plasmatore al tornio. Alvaro e Paulo, in questo senso, sarebbero i testimonial perfetti. In più il buon Rodrigo sgrezzato da Max non è esattamente un novizio delle grandi notti di Champions: a Barcellona e con l’Olympiacos a Torino ha giocato titolare, entrando poi a gara in corso contro i blaugrana allo Stadium e a Wembley al cospetto del Tottenham. Otto partite su 20 disputate dall’inizio, 731 minuti sul prato, nessuna rete ufficiale alla prima stagione in bianconero, ma anche una carica pazzesca per cominciare a “impugnare” la Juve: il bilancio non è male. Fonte: Tuttosport
  4. Un'assenza pesante quella di Miralem Pjanic, che salterà la prima gara col Real: è squalificato come Medhi Benatia, ma più difficile da rimpiazzare perché il bosniaco non ha un doppione nella rosa bianconera. Da regista ha trovato quella continuità che spesso gli era mancata nei anni giallorossi. Per l’andata dei quarti il tecnico dovrà varare una Juventus bis, come l’abbiamo vista poche volte in questa stagione. Considerando come andò a finire nella finale di Cardiff, quando la Juventus patì da matti l’inferiorità numerica in mezzo, difficilmente Allegrisi presenterà con due soli uomini in mediana. Più probabile il 4-3-3, a patto che il vice Miralem dia garanzie. «I sostituti di Pjanic sono Bentancur e Marchisio — ha detto Allegri qualche giorno fa — e tutti e due quando sono stati chiamati in causa hanno fatto bene». L’uruguaiano garantisce precisione e sa metterci anche il fisico, il Principino ha un gran senso della posizione. Il Marchisio pre infortunio sarebbe stato perfetto in cabina di regia, ma quest’anno ha giocato una sola volta da play, con l’Udinese. Qualche volta in più è toccato a Bentancur, titolare con Barcellona e Olympiacos in Champions. L’uruguaiano non è mai partito dall’inizio nel 2018 (ultima apparizione a Verona il 30 dicembre) ma ha caratteristiche che piacciono all’allenatore: aggredisce, riconquista e costruisce. Da non escludere il colpo a sorpresa, come accadde nella semifinale col Real del 2014-15, quando schierò Sturaro mezzala: Allegri potrebbe optare per un 4-4-2 con Sturaro o Alex Sandro a sinistra, Douglas Costa a destra e Khedira e Matuidi in mezzo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  5. Il primo impatto di Rodrigo Bentancur con la Juventus è andato oltre ogni sogno più ambizioso: arrivato a Torino come risarcimento del ritorno di Carlitos Tevez al Boca Juniors, non si aspettava di giocare titolare al Camp Nou (e non solo lui è rimasto sorpreso). E’ partito col botto e con i complimenti dell’allenatore, subito impressionato dalla sua personalità e dagli ottimi risultati del test fisici, adesso però fa molta fatica a ritagliarsi un suo spazio, nonostante sia mancato a lungo Matuidi. Facile pensare che Allegri lo abbia dimenticato e accantonato perché magari lo considera ancora acerbo, in realtà in discorso è più complesso. Il tecnico lo stima molto, ma in questo momento la Juventus ha soprattutto bisogno di fisicità. Quella che ha trovato grazie all’inserimento in pianta stabile di Matuidi e al ritorno al centrocampo a tre. Bentancur ha buona tecnica, ma gli manca il passo per giocare al posto del francese e non ha la struttura fisica per poterlo sostituire in mezzo al campo. Per questo nell’ultima partita gli è stato preferito Sturaro, per questo l’allenatore aveva pensato di ributtarlo nella mischia dall’inizio in Champions contro il Tottenham, ma poi ha preferito virare su un attaccante in più. A Bentancur non resta che irrobustirsi, studiare la Serie A e aspettare. Il tempo è dalla sua parte: è la Juve del futuro. Allegri lo vede soprattutto come vice Pjanic, ma a Verona da regista non ha convinto ed è stato sostituito dopo un tempo. L’ultima partita da titolare l’ha giocata a fine 2017, poi solo comparsate con Chievo, Atalanta, Fiorentina e Tottenham. Rodrigo non fa drammi: è certo che la sua ora prima o poi arriverà. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  6. Il giudice sportivo ha fermato anche l'atalantino Toloi per la prossima semifinale di ritorno Il giudice sportivo, in seguito alle gare d'andata valide per le semifinali della Coppa Italia, ha squalificato per un turno due giocatori. Si tratta di Rodrigo Bentancur (Juventus) e Rafael Toloi (Atalanta). Per quanto riguarda le sanzioni alle società, ammenda di 3 mila euro rispettivamente alla Juventus "per avere ingiustificatamente ritardato l'inizio del primo tempo di circa tre minuti" e alla Lazio "per avere suoi sostenitori, nel corso del minuto di silenzio osservato in memoria dell'ex Commissario Tecnico Azeglio Vicini, intonato un coro offensivo nei confronti delle istituzioni sportive" e di 1.000 euro all'Atalanta "per avere suoi sostenitori, durante l'intervallo, lanciato un fumogeno sul terreno di giuoco". Tuttosport.com BENTACUR COLMAN Rodrigo (Juventus): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Seconda sanzione). TOLOI Rafael (Atalanta): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Seconda sanzione)”.
  7. Rodrigo Bentancur parla sottovoce, è sempre educato e si confronta con il resto della Juventus, dai compagni ai magazzinieri con l’umiltà di uno che è arrivato per imparare, ma anche la sicurezza che un giorno userà ciò che ha imparato per comandare. E’ l’apprendista perfetto e questo gli è servito a entrare in uno spogliatoio adatto a crescere i giovani, ma certamente non facile considerato il numero e la portata delle personalità che lo frequentano. Spirito di sacrificio superiore e un instancabile esercizio per migliorare le proprie caratteristiche tecniche (se Pirlo, dicesi Pirlo, si continuava ad allenarsi sulle punizioni o se Nedved nel suo ultimo anno da professionista continuava a dedicare un paio d’ore alla settimana alla tecnica una ragione forse c’è ed è quella che deve scoprire Bentancur). Allegri lo vede bene e ne sta curando la crescita con forte dosi di fiducia e qualche schiaffo salutare, come la sostituzione nell’intervallo di Verona, quando Bentancur. Sa fare le cose difficili e le fa con coraggio, come le verticalizzazioni e i passaggi più lunghi, a volte pecca in quelle più semplici. E’ tatticamente molto disciplinato, non sembra fare fatica ad apprendere le novità e, soprattutto, non è spaventato dalle responsabilità che talvolta gli vengono caricate sulle spalle, per intendersi non si è finora mai visto un pallone bruciare fra i suoi piedi. «Rodrigo è un centrocampista da 13 km di media a partita e pur essendo alto tocca picchi di velocità di 24 km/h», aveva raccontato il suo ex tecnico Guillermo Barros Schelotto. A Vinovo l’ex Boca Juniors sta dimostrando di possedere qualità fisiche importanti. I primi parametri sono impressionanti: grande resistenza e ottimo cambio di passo. Bentancur corre tanto, ma ha un bassissimo consumo a livello energetico. E siccome l’abilità tecnica era già nota, negli ambienti bianconeri sono convinti col tempo di poter trasformare Bentancur in un centrocampista di livello internazionale, capace di sposare la prestanza atletica a una costante lucidità mentale nelle fasi cruciali della partita. Fonte: Tuttosport
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