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  1. E’ maniaco del fisico e della dieta: presto andrà ad abitare vicino a Cristiano Ronaldo TORINO - Presto Federico Bernardeschi sarà ancora più vicino a Cristiano Ronaldo. Oltre a vedersi nello spogliatoio, magari si incroceranno nelle colline sopra la Gran Madre. Una coincidenza, perché in realtà l’ex Fiorentina aveva scelto da tempo di andare ad abitare in quella zona di Torino. Il 24enne di Carrara, subito decisivo all’esordio di campionato contro il Chievo, è un ragazzo intelligente e sveglio: capisce in fretta tutto ciò che lo può aiutare a crescere. CR7, che tutti alla Continassa descrivono come un campione molto carismatico, sarà un esempio importante per tutti e a maggior ragione per uno come Federico, da sempre - e non da ieri - maniaco del fisico e della dieta. Bernardeschi, fin dai tempi di Firenze, a tavola viene descritto come un computer: pochi vizi e grandissima attenzione ai cibi. I racconti di alcuni suoi ex compagni viola ricordano molto quelli del Patrice Evra di Manchester che usciva da casa di CR7 con una gran fame. Fonte: Tuttosport
  2. Dopo 365 giorni di Juve l'evoluzione di Federico è carpibile a vista d'occhio. Il carrarese ha costruito un fisico importante che, almeno secondo me, è stato voluto dallo staff e da Allegri con un'ottica ben precisa: utilizzarlo come mezz'ala ibrida. Aveva già tutte le capacità tecniche ed attitudinali per farlo. Grande conduzione di palla, visione, piede, balistica, capacità di allargare il gioco o di posizionarsi in zona più centrale, inserimento (basti pensare ad i goal contro Atalanta, Cagliari e l'ultimo contro il Chievo). Ha probabilmente perso un pochino in agilità, senza poter più sgusciare all'avversario sulla fascia ma ha acquisito i mezzi atletici e fisici per giostrare in mediana. Questo suo cambiamento lo potrebbe far preferire anche a Cuadrado. Fede è più intelligente a livello di visualizzazione della giocata, mentre Juan sbaglia spesso scelta e tempo per effettuare la sua mossa (molto indicativo il 4vs3 che ha buttato al vento al Bentegodi, dove avrebbe potuto favorire la sovrapposizione di Cancelo, tagliare la difesa servendo Ronaldo che arrivava sul secondo palo o chiudere una specie di uno-due con Dybala a rimorchio; lui invece ha spedito la palla al secondo anello). Inoltre in una posizione simile e per caratteristiche sue si associerebbe meglio sia con Cancelo che con Dybala favorendo la profondità del primo, e scambiando la palla con il secondo in zona più pericolosa. Sarebbe anche compatibile con l'idea di Allegri passando da un 4-3-3 ad un 4-4-2 con Berna sull'esterno in fase di non possesso, ma questa è un'evidenza pure per il mister, che sicuramente ha cercato tale evoluzione (ricordiamo che lo aveva provato mezz'ala anche lo scorso anno in molte sedute in quel di Vinovo). Insomma la personalità non gli manca e potrebbe essere la vera e propria consacrazione in un'annata importante per il mondo Juve.
  3. Cuadrado col gruppo. E’ la seconda volta in questa settimana che Juan si allena con la squadra e se anche oggi pomeriggio la sua serenità fisica sarà confermata, ecco che Allegri lo coinvolgerà nella lista dei convocati. Dalla convocazione al giocare, però, ci sarà tutta una serie di valutazioni: l’assenza da tempo dall’agonismo (ultima partita giocata Juve-Roma del 23 dicembre 2017), l’affrettare i tempi che potrebbero riportare a una ricaduta dopo l’operazione perla pubalgia. Il dato di fatto, però, è che il colombiano torna a disposizione: che sia per il Milan o il Real, beh, questo lo deciderà Allegri. Chiellini, ormai a posto dopo il problema muscolare (risentimento ai flessori della coscia destra) avvertito contro la Spal e che gli ha fatto lasciare la nazionale: il tecnico deciderà se avvalersi subito di Giorgio contro il Milan (idea da non sottovalutare e anzi in crescita nelle ultime ore) o se preservarlo da eventuali ricadute in vista di Juve-Real Madrid quando al centro della difesa mancherà già Benatia. Alex Sandro continua il suo lavoro specifico per «sognare» la convocazione in Champions, eccoci a Federico Bernardeschi: continua il suo lavoro - personalizzato - sul campo per testare la stabilità del ginocchio sinistro dopo terapie e palestra e simulando situazioni di gioco: le risposte per ora tendono all’ottimismo ma servirà attendere e lavorare ancora per allontanare l’operazione al legamento crociato. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  4. Bernardeschi ci crede, ma i medici sono stati chiari: proviamo per quindici giorni con una terapia conservava e poi vediamo, abbiamo le possibilità concrete di farti tornare in campo. Se va bene la Juventus potrà disporre di un prezioso elemento in più per il rutilante finale di stagione, se non va bene Bernardeschi si sottoporrà a un’operazione al legamento che, di fatto, porrà termine alla sua stagione e darà l’appuntamento per l’estate. Vale comunque la pena di tentare, anche perché, al di là delle percentuali, che sarebbe illogico provare a calcolare, esiste la possibilità di giocare senza passare dalla sala operatoria e quindi va perseguita. L’umore è ottimo, il lavoro da fare tanto. Si tratta, di fatto, di quindici giorni di lavoro per rinforzare la muscolatura intorno al ginocchio in modo da rinsaldare l’articolazione e sopperire ai piccoli problemi al legamento. Federico l’ha incominciato e lo sta portando avanti con determinazione. E’ una ragazzo positivo e non si lascia buttare giù dagli eventi (basta pensare come ha approcciato alla stagione nella quale partiva dalle retrovie e si è trovato a conquistarsi un posto da quasi titolare, senza sgomitare, ma con la forza del suo lavoro). Insomma, tra dieci/quindici giorni, probabilmente tra il Milan e la prima sfida con il Real Madrid, si saprà qualcosa del destino di Bernardeschi, quando proverà a “forzare” in allenamento e valuterà il dolore e le reazioni del ginocchio. Allora verrà emessa la sentenza e Allegri saprà quanti attaccanti avrà a di sposizione per il finale di stagione. Perché invece c’è un filo meno di ottimismo sulla situazione di Cuadrado, che dopo l’operazione per risolvere il problema della pubalgia, è ancora alle prese con un’infiammazione. Il colombiano resta un’incognita sulla quale neppure Allegri si è espresso con certezza (e anzi, molti hanno interpretato la sua espressione facciale quando ne ha parlato l’ultima volta come un brutto presagio). Tuttavia, se l’infiammazione dovesse risolversi, Cuadrado potrebbe tornare a disposizione in tempi relativamente brevi, perché altri problemi non ne ha. Fonte: Tuttosport
  5. "Rispetto i miei tifosi, i chilometri che fanno per sostenerci: credo che un giocatore debba esultare, è una questione di rispetto proprio nei confronti dei miei tifosi".Tifosi che stanno iniziando ad apprezzare mica poco il nuovo arrivato: in teoria doveva essere il re dei dribbling (primatista di serpentine tentate nella scorsa Serie A), in pratica sta andando ben oltre dimostrandosi perfetto assistman e, più ancora, autentico goleador. Soprattutto se l’ex viola scende in campo dal primo minuto: sei partite da titolare in campionato, quattro reti realizzate. Vale a dire, 0,67 gol a partita. Persino meglio di Gonzalo Higuain. Tanto che a questo punto comincia a diventare ben difficile continuare a considerarlo una riserva spacca partite. Anche se lui resta con i piedi per terra: «Il mister fa le sue scelte, è giusto che un professionista le rispetti. Qua ci sono grandissimi campioni, la Juventus è una squadra piena di campioni, quindi il mister sa dosare alla perfezione questo gruppo». Oltre che la media gol da titolare bianconero, c’è l’amicizia ad unire Bernardeschi e il Pipita Amicizia condita da qualche prezioso consiglio nei giorni scorsi: "Sì, Gonzalo mi ha dato una mano a prepararmi alla bordata di fischi che mi aspettava al Franchi. Lui che ha vissuto queste situazioni al San Paolo". Fonte: Tuttosport
  6. «Abbiamo fatto una grande partita contro una squadra forte — spiega — peccato per il 2-2 ma andiamo a Londra consapevoli di poter vincere. Bernardeschi non butta via tutto della partita: «Abbiamo segnato troppo presto? No, abbiamo fatto una grande partita contro una squadra che sapevamo essere forte. Peccato per il 2-2, ma c’è ancora la gara di ritorno, e andremo là consapevoli di poter vincere. Non siamo stati sovrastati: siamo andati sul 2-0 dopo appena 10 minuti, era normale che avremmo sofferto un po’. Non sarebbe stato possibile mantenere quei ritmi per tutto il match. Peccato davvero per il pareggio, non lo meritavamo. La discussione con Buffon al fischio finale? Parlavamo della partita, niente di ché». Fonte: Tuttosport
  7. Un morbido tocco filtrante dopo aver fintato il tiro, come a Bergamo con l’Atalanta. Un pallone rimesso indietro dalla linea di fondo, come a Verona con il Chievo. Un passaggio intelligente nella sua semplicità e un millimetrico “no look” in profondità, come con il Sassuolo. Sono i quattro assist serviti da Federico Bernardeschi in campionato e trasformati in gol dai suoi compagni, secondo le statistiche della Lega Statistiche che offrono un dato curioso, oltre a quello degli assist vincenti, come la Lega definisce i passaggi poi effettivamente trasformati in gol dai compagni. Passaggi che, nel caso di Bernardeschi, sono già in numero molto significativo, considerati i 570 minuti giocati in campionato: uno ogni 142 minuti. Pjanic, il miglior assistman bianconero con 6 passaggi vincenti, di minuti ne ha giocati 1480: la sua media, per avere un termine di paragone, è di un assist vincente ogni 246 minuti. Dicevamo però di un dato curioso, che emerge dal doppio conteggio della Lega: assist totali, i passaggi che mettono un compagno in condizione di segnare, e vincenti, quando chi riceve effettivamente segna. Ecco, gli assist totali di Bernardeschi sono cinque: quando l’ultimo passaggio è il suo, il giocatore che lo riceve segna quasi sempre. A prima vista la differenza tra le due voci potrebbe essere attribuita solo a chi riceve il passaggio e alla sua abilità nel segnare, cosa che sicuramente ha un peso notevole, ma non è il solo fattore. C’è assist e assist e la trasformazione in gol dipende anche dalla precisione del passaggio stesso in termini di forza e traiettoria. E i passaggi di Bernardeschi sono perfetti o quasi. Anche in questo caso i paragoni sono significativi: gli assist vincenti di Pjanic sono 6 su 12 totali; il migliore della Serie A, il sampdoriano Ramirez, ha servito 8 assist vincenti su 14 totali. Fonte: Tuttosport
  8. Ora pennello nelle ispirate mani del pittore Max Allegri, quando è il momento di illuminare la scena con una prodezza balistica come quella disegnata contro la Spal. Ora invece grimaldello stretto nella decisa presa del tecnico bianconero in versione fabbro, quando al contrario subentra l'ora di passare alle maniere forti per sgretolare le barricate avversarie. Come capitato non più di due sere fa a Verona con il tocco decisivo in favore dell'accorrente Khedira, di fronte al cemento armato con cui Maran aveva fin da principio blindato il suo Chievo. Nell'una, nell'altra o ancora in nuove versioni, il multiuso Federico Bernardeschi si sta rivelando strumento di straordinaria importanza nel pur abbondante arsenale bianconero di questa stagione. Il minutaggio di cui ad oggi ha potuto disporre non è certo stato abbondante, in piena ottemperanza al ferreo credo allegriano che prevede un inserimento a dir poco graduale dei nuovi ingranaggi nel già collaudato meccanismo di squadra, ma Federico da Carrara non si è fatto pregare per sfruttarlo subito a dovere. E i numeri collezionati finora dall'ex Viola sono lì a testimoniarlo. Che si parli di campionato o di Champions League, che si racconti di una sua partita dal fischio d'inizio o di un ingresso a gara in corso. Come al suo esordio in Serie A con la casacca bianconera: meno di un quarto d'ora nel 3-0 casalingo al Chievo più che sufficiente comunque a confezionare il primo assist in favore di Dybala. O come nelle sporadiche apparizioni da titolare: finora quattro in campionato, corredate in tre occasioni da una sua marcatura. Arrivata anche sul prestigioso palcoscenico europeo: ad Atene, per chiudere il vittorioso discorso con l'Olympiacos, gli sono bastati sei minuti soltanto. Tutti tasselli di un puzzle che, a metà stagione, raffigura un pesante bottino costituito da quattro reti e tre assist in appena 634' in campo tra campionato e Champions. Ovvero il corrispettivo di poco più di cinque partite. Allegri è consapevole di potersi affidare al multiuso Federico. In un modo o nell'altro, sempre efficace. Fonte: Tuttosport
  9. I numeri non spiegano tutto nel calcio, ma nel caso di Federico Bernardeschi sono abbastanza chiari. L’ex numero dieci della Fiorentina in campionato ha totalizzato 444’ e dal primo minuto è stato schierato soltanto quattro volte. Ma quando parte titolare, Federico, è una sentenza. Contro Atalanta, Spal e Cagliari è andato sempre a segno. Non fosse per la partita senza reti con la Sampdoria, saremmo di fronte a un en plein straordinario. Da subentrato, invece, ha messo il timbro in Champions League nel match qualificazione in casa dell’Olympiacos. Numeri importanti che dimostrano una volta di più la bontà dell’operazione estiva di Beppe Marotta e Fabio Paratici, che pur di arrivare al talento carrarino hanno versato nelle casse dei Della Valle la bellezza di 40 milioni di euro. Trattandosi di un calciatore di qualità e italiano, i dirigenti bianconeri hanno affondato il colpo con decisione. Bernardeschi, già prezioso in quest’avvio di stagione, in futuro dovrà raccogliere l’eredità dei senatori bianconeroazzurri. La tentazione di puntare sull’ex Fiorentina anche stasera è forte e i motivi sono diversi. Bernardeschi aveva deciso l’ultima partita prima della sosta (quella di Cagliari) e dalle vacanze in Tanzania è rientrato in buone condizioni. Douglas Costa, peraltro, si sta specializzando nello spostare gli equilibri entrando a partita in corso: la sua abilità nell’uno contro uno ha permesso ai bianconeri di risolvere parecchie partite nel finale. Al brasiliano ex Bayern, tutto tecnica e rapidità, possono bastare pochi metri e un minutaggio ridotto per risultare un micidiale apridifese. Qualità che consentono ad Allegri, convinto sostenitore dell’importanza dei cambi, di impiegarlo come arma spaccapartite. Potrebbe essere così anche oggi. Di sicuro la staffetta Bernardeschi-Douglas Costa sarà una costante in attesa del rientro di Paulo Dybala, out almeno un paio di settimane. Fonte: Tuttosport
  10. Forte di piedi da raffinato artista del pallone, ma anche di un cinismo da compassato bomber d’area di rigore: se gli viene concessa una possibilità, il numero 33 di casa bianconera di certo non se la lascia sfuggire. E questo, in estrema sintesi, è l’affresco dei suoi primi mesi alla corte di Massimiliano Allegri, che come da intoccabile tradizione con gli ultimi arrivati in classe finora ne ha centellinato l’utilizzo in campo. Raccogliendo però, per converso, forse anche di più di quanto fosse lecito attendersi dai primi passi torinesi dell’ex talentino della Fiorentina. Uno estremamente cinico, appunto. Se è vero che in quattro partite da titolare in campionato ha raggranellato la bellezza di tre reti ed un assist. Se è vero che ha già saputo timbrare il suo nome a referto anche in Champions League, in una partita come quella di Atene contro l’Olympiacos nella quale gli sono stati concessi soltanto sei minuti. Ma il cinismo di cui sopra non ha stringentemente a che fare con il gol, quanto con la prestazione che puntualmente Bernardeschi è in grado di sfornare quando viene chiamato in causa. Nell’intero arco di una partita come nel battito di ciglia di un fugace finale di match. Per questo motivo, completato il rodaggio nella prima parte di stagione (come in passato era toccato anche a Dybala e Morata), l’umile cortigiano si sente adesso pronto a puntare verso le stanze regali.Federico, d’altronde, schiavo dell’inevitabile ruolo di vice-Dybala in quel 4-2-3-1 che si è poi trasformato strada facendo in un fronte offensivo a tre tenori, nel quale il talento di Carrara può con molta più disinvoltura giocarsi le proprie, pesanti, fiches. Ora ammucchiate sul tavolo di Allegri in vista di una ripresa che porterà in dote alla squadra la bellezza di 12 partite in 48 giorni, tour de force che dalle parti di Vinovo ci si augura possa essere dolcemente prolungato dal passaggio del turno in Europa. Un calendario incalzante in nome del quale il tecnico bianconero dovrà attingere all’intera rosa a disposizione, per dosare le energie e soprattutto per preparare l’assetto da battaglia con cui addentrarsi nella primavera inoltrata. Federico il cacciatore è pronto, e ha già indossato l’elmetto. Fonte: Tuttisport
  11. Si ringrazia per la consueta disponibilità e cortesia l'ufficio stampa della Juventus, in particolare nelle persone del dott. Claudio Albanese, della dott.ssa Enrica Tarchi, della dott.ssa Cristina Demarie e della dott.ssa Gabriella Ravizzotti.
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