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  1. Anche se non piacerà ai suoi molti (e ingiustificati) haters, Khedira è sempre più una colonna della Juventus. Dopo il rinnovo di contratto fino al 2021 con ricco aumento dell’ingaggio, ieri il centrocampista tedesco ha ottenuto anche la fascia da capitano. È dunque lui, secondo il suo grande estimatore Allegri, il più titolato per indossare i gradi in assenza di Giorgio Chiellini. Il tutto con buona pace di Dybala (capitano a Villar Perosa) e soprattutto di Bonucci, sceso nelle gerarchie nonostante la lunga militanza in bianconero, chissà se per quella scappatella in rossonero che non è andata giù a molti. Khedira ha ripagato la fiducia con una partita più di governo che di lotta, più di interpretazione che di azione, facendosi sempre trovare al posto giusto. Alla fine, anziché autocelebrarsi, ha speso un tweet per Ronaldo: «Quattro partite, dodici punti. Congratulazioni per i tuoi primi due gol alla Juve, Cristiano». Pasta del (vice)capitano. Tornando a Leonardo Bonucci, se i fischi di qualche settimana fa sono ormai un ricordo lontano continuano invece i suoi errori. Tutti in fotocopia. Allegri, che ieri si è detto rammaricato per i 4 gol subiti in altrettante giornate, avrà sicuramente notato che ben 3 di questi sono nati da passaggi a vuoto di Bonucci su cross provenienti dalla sua destra. È successo con Stepinski (Chievo), Gervinho (Parma) e infine ieri Babacar (Sassuolo). Perseverare mercoledì sera a Valencia è una preoccupazione sarebbe diabolico. (Tim.O.) Fonte: Corriere di Torino
  2. Mezzala e centravanti, professore e lottatore, Sami e Mario. Non è solo quel broncio serioso, accennato nel tedesco e più pronunciato nel croato, ma è il modo in cui la coppia si mette sull’attenti davanti al generale: Khedira e Mandzukic sono due delle cose a cui Allegri non vuole rinunciare in questa vita. Pazienza se il mercato della Juve sforni sorprese sempre più grandi, i due finiscono quasi sempre per giocare perché contengono tutto ciò che il tecnico chiede a questo gioco. Applicazione, rabbia, intelligenza, più l’ingrediente principale con cui Max guarnisce la torta: tecnica. Insomma, parlano la stessa lingua e non è solo il tedesco, imparato da Mandzu facendo a botte sui campi della Bundeslga: sono diventati amici anche per comunanza di spirito e carattere. Discreti nel privato, più utili che belli in campo, simili anche perché irrinunciabili. Una connection che fa saltare ogni gerarchia scritta su carta a inizio stagione, sin da quando arrivarono insieme nella stessa sessione di mercato. Correva l’anno 2015, la prima Juve di Allegri veniva smontata dopo la finale di Champions contro il Barcellona e servì un po’ perché mediana e attacco cambiassero pelle grazie a loro, uno ex Real e l’altro ex Atletico. Entrambi hanno passato parte dalla stagione a riflettere perché le loro strade potevano davvero separarsi: era reale la possibilità di lasciare Torino. Alla fine, hanno scelto di proseguire secondo il copione scritto per loro da Allegri. Del resto, Max ha sempre usato lo scudo per difenderli: quando può, elogia l’acume del tedesco, «un professore» del centrocampo perché gestisce se stesso e l’ecosistema intorno; sparge miele appena può anche sulla duttilità del lottatore Mandzukic, centravanti totale perché un tempo si spolmonava sulla fascia mentre adesso può servire da apriscatola per Ronaldo. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  3. Bicienzo Cantalopus Juve

    Juventus, Khedira: «Che bello tornare a giocare con Ronaldo»

    Il centrocampista tedesco fa mea culpa: «Al Mondiale ho giocato le mie peggiori partite» TORINO - «Sabato si parte finalmente. Nutro grandi aspettative per la nuova stagione e buone sensazioni per la nostra squadra. E' fantastico giocare di nuovo con Cristiano dopo il periodo al Real Madrid». Sami Khedira è pronto a ripartire dopo il deludente Mondiale in Russia e, in un lungo post su Instagram nel quale si dilunga sulla nazionale tedesca, parla dell'imminente esordio in campionato della Juventus contro il Chievo, atteso soprattutto per il debutto di CR7 in maglia bianconera. «Dopo una buona stagione con la Juventus - scrive il centrocampista tedesco - l'estate è stata una delle più difficili della mia carriera, nella Coppa del Mondo ho giocato le mie peggiori partite. Le critiche rivolte a me alla Nazionale sono giustificate». Per il futuro «se ci saranno giocatori migliori lo accetterò - spiega Khedira - se invece sarò ancora convocato continuerò con orgoglio e gioia per contribuire al successo sportivo della Germania» Fonte: Tuttosport
  4. Mateja Kezman, agente di Sergej Milinkovic Savic, ha incontrato Claudio Lotito. E il presidente della Lazio, d’accordo con il serbo, ha concordato un nuovo prezzo per l’eventuale cessione del centrocampista: 155 milioni. Non un euro in meno, è il succo del messaggio recapitato a chi desidera il giocatore che ha il passaporto anche spagnolo e dunque può essere ingaggiato da comunitario. In casa Real Madrid hanno preso nota e la cifra non spaventa Florentino Perez, a caccia di un colpo a sensazione che possa tranquillizzare la piazza. Perché il presidente del club campione d’Europa non cerca solo un sostituto di Cristiano Ronaldo nel ruolo occupato da CR7, ma intende rinnovare il parco complessivo delle star a disposizione di Lopetegui. Su Milinkovic Savic la Juventus s’è scaldata a suo tempo, poi ha eretto un muro contro le richieste esose di Lotito. A Torino aspettano il Pallone d’Oro e, in prospettiva, al rinnovo di alcuni contratti caldi. Come quello di Benatia che, archiviato il Mondiale, non sarà presente all’avvio del ritiro della sua Juventus. Gli ultimi segnali, tuttavia, fanno pensare alla possibilità di rinnovare il contratto dell’ex romanista fino al 2021. Cuadrado: ha un contratto fino al 2020 con ingaggio da 4,5 milioni netti. Anche nel suo caso si ragiona nell’ottica di un rinnovo, così come per Khedira che fra meno di un anno si svincola ufficialmente. Non è così scontato pensare, invece, a una nuova firma per Alex Sandro, sempre oggetto di avance mai davvero trasformate in un’offerta choc da Paris Saint-Germain, Chelsea e Manchester United. Dei contrattualizzati per due stagioni restano in elenco Mandzukic, Marchisio, Matuidi e Kean. Situazioni da monitorare. Fonte: Tuttosport
  5. Minor threat

    Perché esistono gli intoccabili

    La partita di ieri, come del resto gli ultimi mesi della scorsa stagione, ha dimostrato che le scelte degli allenatori non sono mai (o quasi mai) dettate da motivazioni personali. Qui dentro si legge che "Allegri ha paura a tenere fuori Mandzukic", "Khedira è un morto ma non lo leva mai", etc. etc. Poi vai a vedere le partite più importanti, e ti accorgi dei motivi per cui alcuni giocatori sono quasi intoccabili. Quando vedi Khedira che piazza 10-15 minuti decisivi in una partita fondamentale per il campionato mentre alcuni tifosi (tifosi?) lo fischiano. Quando vedi Mandzukic che piazza una doppietta al bernabeu, o che ci permette di giocare con 2 centrocampisti e Dybala nel suo ruolo (vedi scorso anno, in particolare partita col barca). E nel pre-partita qui era pieno di messaggi del tipo "con il paracarro titolare possiamo anche non scendere in campo". Chiunque abbia giocato a calcio, a qualsiasi livello, sa quale sia l'importanza di alcuni giocatori, anche se possono non essere i migliori della squadra dal punto di vista tecnico o fisico. E gli allenatori li fanno giocare sempre, anche in condizioni precarie, perché sanno che nelle gare fondamentali questi giocatori ci sono sempre. In tanti continueranno a non capirlo e diranno che servono giocatori di altro tipo, ma pazienza...
  6. Il soldato Khedira non si tira mai indietro, ma ogni tanto il fisico gli chiede il conto. Sami è uscito acciaccato col Tottenham esattamente come era accaduto col Sassuolo in campionato: affaticamento ai flessori, niente di serio, visto che ieri ha lavorato regolarmente con il resto della squadra, ma la spia resta comunque accesa. Il tedesco è reduce da un periodo molto intenso e forse avrebbe bisogno di un turno di riposo. Ma Allegri, che fa sempre fatica a privarsi del ragionatore del centrocampo, difficilmente lo farà domenica nel derby, quando dovrà già sostituire Matuidi. Però un aiuto in mezzo potrebbe essere utile anche a Khedira, che in Coppa si è mosso con andamento lento ma alla Juve dà una bella mano anche in fase realizzativa (6 gol): il tecnico potrebbe tornare a tre a centrocampo. La stanchezza ci può stare, considerando che Sami era alla settima consecutiva da titolareeper trovare la sua ultima gara tutta da panchinaro bisogna spingersi fino al 20 dicembre 2017 (Coppa Italia col Genoa). In campionato non salta un match dal 26 novembre (Crotone) e finora ha giocato poco meno del 2016- 17 (nonostante il mese e mezzo di stop per infortunio a fine estate, siamo a 25 presenze contro 28), quando chiuse con 46 gare. Allegri valuterà se è il caso di chiedergli gli straordinari, con la prospettiva di una settimana per recuperare prima del prossimo match. Ieri lavoro di gruppo anche per Mandzukic: il dolore all’anca dopo la botta presa con gli inglesi non è sparito, lui è un guerriero ma resta sotto osservazione. Ancora personalizzato per Stephan Lichtsteiner (risentimento alla coscia) e Andrea Barzagli (problema al polpaccio): per tutti e due resta difficile un impiego domenica. Ritorno in gruppo pure per Howedes. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  7. Dalla tripletta di Udine (22 ottobre) ai tre gol nelle ultime due giornate (uno col Chievo e due col Sassuolo): Sami Khedira ha raggiunto quota 6 gol. Il campione del mondo non aveva mai segnato così tanto in campionato né con la maglia della Juventus né con quella del Real Madrid. «Che pomeriggio davanti ai nostri tifosi. Grazie per il supporto bianconeri», ha twittato a fine gara. Migliorata la performance delle prime due stagioni italiane (5 gol in una e 5 nell’altra), adesso il 30enne centrocampista ha messo nel mirino il suo record dei tempi dello Stoccarda (stagione 2008-09), quando realizzò 7 reti in Bundesliga. Khedira è un giocatore di livello internazionale, fondamentale a prescindere dai gol. Ma come dicono gli esperti, uno bravo come lui negli inserimenti dovrebbe chiudere ogni stagione in doppia cifra. Allegri lo ha “liberato” rispetto ai tempi madridisti, dove agiva da schermo difensivo, e la quota dei 10 gol diventa tutt’altro che impossibile. Il primo pensiero di Sami, ieri uscito precauzionalmente al 45’ per un fastidio muscolare, resta però quello di vincere tutto anche con la Juventus, con la quale punta a rinnovare a breve il contratto. Fonte: Tuttosport
  8. Doveri arbitrerá Udinese-Spal Con buona pace di quei giornalisti che ne avevano pronosticato lo stop dopo Juventus-Torino di Coppa Italia
  9. La rivoluzione è iniziata ad agosto, con l’acquisto di Blaise Matuidi, ed è stata portata a compimento a fine 2017. Il nuovo anno della Signora si è aperto con una certezza: con tre uomini nella terra di mezzo la Juventus non solo vince, ma ha ritrovato la solidità difensiva dei tempi migliori. La parola d’ordine è protezione: da quando Allegri è tornato stabilmente all’antico, ovvero ai tre uomini a centrocampo (che erano stati il punto cardine delle sue prime tre stagioni bianconere), si è passati da 22 gol subiti nelle prime 22 gare (tra Supercoppa, campionato e Champions League) a uno solo nelle ultime 7 (tra campionato e Coppa Italia). Dai numeri passiamo agli uomini: il denominatore comune è l’utilizzo di Khedira, Pjanic e Matudi, i tre moschettieri della mediana di Allegri. Il primo ci mette tempi e inserimenti, il secondo creatività e colpi a sorpresa e ilterzo fisico e sostanza. L’equilibrio che ci voleva per sigillare il muro bianconero. Matuidi, come Khedira, sa muoversi bene anche a due, ma nella linea a tre può permettersi di proteggere di più Pjanic e dargli più libertà d’impostare. Khedira è lo stratega, l’emanazione di Allegri in campo, quello che dribbla, fa tackle, si butta in area:sempre al posto giusto nel momento giusto. Matuidifa per tre: l’allenatore l’ha definito un vagabondo, perché corre per tutto il campo andando in aiuto di chi ne ha più bisogno; Pjanic si è calato nella nuova veste di regista: ama essere nel vivo del gioco e dà il meglio se è assistito dai compagni. Per questo il terzetto funziona. I tre hanno giocato insieme 460 minuti e, dato molto significativo, con la mediana al completo la Juventus non ha mai subito gol. Fonte: La Gazzetta dello sport
  10. Fonte: GdS Fonte: Tuttosport Fonte: CorSport Fonte: La Stampa Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Il Giornale Fonte: Libero Fonte: Il Secolo XIX
  11. Fonte: GdS Fonte: La Stampa Fonte: CorSport Fonte: Tuttosport Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Il Giornale Fonte: Libero
  12. NETO 6 LICHTSTEINER 6 BONUCCI 6 BENATIA 6 ASAMOAH 5,5 KHEDIRA 5 RINCON 5 PJANIC 7 CUADRADO 5.5 DYBALA 6.5 ALEX SANDRO 6.5 STURARO 5 HIGUAIN 7,5 MANDZUKIC 6 ALL. ALLEGRI 6 Fonte: Tuttosport NETO 6 LICHTSTEINER 5,5 BONUCCI 6,5 BENATIA 6 ASAMOAH 5,5 KHEDIRA 5,5 RINCON 5,5 PJANIC 6,5 CUADRADO 5.5 DYBALA 6.5 ALEX SANDRO 6.5 STURARO 5 HIGUAIN 7 MANDZUKIC 5 ALL. ALLEGRI 6,5 Fonte: CorSport NETO 6 LICHTSTEINER 5,5 BONUCCI 6 BENATIA 6 ASAMOAH 5,5 KHEDIRA 5 RINCON 6,5 PJANIC 6 CUADRADO 5 DYBALA 5.5 ALEX SANDRO 5.5 STURARO 5 HIGUAIN 7 MANDZUKIC 6 ALL. ALLEGRI 6 Fonte: GdS Fonte: La Stampa Fonte: CorSera Fonte: La Repubblica Fonte: Il Giornale Fonte: Libero Fonte: QS-Il Giorno
  13. BUFFON 5 BARZAGLI 5 MANDZUKIC (34' st) ng. BONUCCI 5 CHIELLINI 4.5 CUADRADO 5 KHEDIRA 5 MARCHISIO 5.5 RINCON (32' st) ng. STURARO 5.5 PJACA (16' st) 5.5 ALEX SANDRO 4.5 DYBALA 5 HIGUAIN 6 ALLEGRI 5 Fonte: Tuttosport BUFFON 5,5 BARZAGLI 5,5 MANDZUKIC (34' st) 6 BONUCCI 5 CHIELLINI 4.5 CUADRADO 5,5 KHEDIRA 5 MARCHISIO 5 RINCON (32' st) ng. STURARO 5 PJACA (16' st) 5.5 ALEX SANDRO 5.5 DYBALA 5 HIGUAIN 6 ALLEGRI 5 Fonte: GdS BUFFON 6 BARZAGLI 5 MANDZUKIC (34' st) ng BONUCCI 5,5 CHIELLINI 5.5 CUADRADO 5,5 KHEDIRA 5 MARCHISIO 5 RINCON (32' st) ng. STURARO 6 PJACA (16' st) ng ALEX SANDRO 6 DYBALA 4,5 HIGUAIN 6 ALLEGRI 5 Fonte: CorSport Fonte: La Stampa Fonte: La Repubblica Fonte: CorSera Fonte: Libero
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