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  1. La suggestione è fortissima, l’operazione non impossibile e la logica assolutamente chiara: Paul Pogba potrebbe tornare alla Juventus il campione francese vuole giocare con Cristiano Ronaldo. E chi non lo vorrebbe? Inoltre, Pogba vorrebbe non giocare più con Mourinho, il loro è un rapporto conflittuale, il portoghese non va pazzo per il talento smisurato ma diseguale del “polpo”, che pure in Russia – dove ha incidentalmente vinto una Coppa del mondo – è sembrato molto più compatto e completo, meno crestato e con meno fronzoli. È stato una delle anime dinamiche della nazionale di Deschamps, un altro allenatore che con Pogba ha usato il bastone e la carota, e per lungo tempo più il bastone. Insomma, ora Pogba è quel giocatore che tutti, da Allegri in poi, si aspettavano prima o poi. L’architettura per riportare Pogba a Torino è ovviamente complessa, e non può prescindere dalla volontà del Manchester United: se Mou potrebbe rinunciare al francese senza troppa sofferenza, è difficile che i Reds perdano Pogba una seconda volta, dopo esserlo fatto portare via dalla Juve quand’era ragazzino e dopo averci speso 105 milioni di euro per riaverlo nel 2016. L’elastico tra Torino e Manchester non può durare all’infinito. Dall’altra parte, però, c’è la volontà del giocatore e soprattutto del suo procuratore Mino Raiola, uno che ama più gli spostamenti della stanzialità, anche perché sono gli spostamenti a portare soldi a tutti. Fonte: La Repubblica Rabiot è già stato trattato in più occasioni da Paratici, il Psg solitamente non si fa condizionare da un contratto in scadenza. Ma ogni tanto molla gli ormeggi, sapendo che perdere un patrimonio a zero non è mai bello. E che la Juve - pur conoscendo la concorrenza del Barça - sarebbe pronta a bloccarlo per il futuro quando il vincolo contrattuale non avrà motivo di esistere. In una mini-lista tutta bianconera ogni tanto fa capolino Pogba. Non fosse altro perché lo United è stata una scelta molto convinta, ma non è andata benissimo con Mourinho, un rapporto di alti, bassi e incomprensioni. Ora Paul è campione del Mondo, ha tutti ai suoi piedi, la nostalgia fa capolino, ci sarebbe una clausola, ma serve l’avallo del suo attuale club. E un sì comporterebbe la scelta di un sostituto, magari con le caratteristiche di Milinkovic-Savic, se non proprio lui. Ecco perché crediamo che prima la Juve conterà i soldi in cassa dopo le cessioni, poi si esprimerà definitivamente. Non c’è fretta, soprattutto quando hai messo su il 70-80 per cento dell’impalcatura e ti prepari per una stagione che deve darti soltanto enormi soddisfazioni. La differenza tra la Juve e le altre, oggi, è chiara. Le altre sono al palo, oppure - in qualche caso - devono vendere per acquistare. La Juve è sintonizzata diversamente: mettendo su un bel tesoretto, rischierebbe (un bel rischio) di diventare ancora più forte. Fonte: Il Corriere dello Sport
  2. I ben informati raccontano che quel siparietto ad alto tasso adrenalinico tra Paul e l’amico Blaise (amico da anni, da prima che l’ex Paris Saint-Germain firmasse per la Juve) non sia stato casuale. O meglio: non c’era un copione da rispettare, né battute da recitare a memoria, ma probabilmente bastava soltanto aspettare il momento giusto. Incrociandosi, per esempio, negli spogliatoi con la Coppa del Mondo in braccio: eccola lì, la scenografia perfetta. E lo scambio di battute («Tu devi venire ancora alla Juve», «Aah, la Vecchia Signoraaa») è lo spunto ideale perché i sogni dei tifosi bianconeri, già ebbri per Cristiano Ronaldo, si propaghino nell’etere di un calciomercato che per i campioni d’Italia non finisce qui. Perché poi la riuscita di un affare è soprattutto una questione di soldi, però le volontà dei calciatori contano, eccome se contano. Due anni dopo, si rischia di ribaltare gli equilibri: il francese con Mourinho fatica a legare e fresco campione del Mondo e gran parte dei calciatori bianconeri è rimasto intatto negli anni. Paul ha vissuto a Torino dal 2012 al 2016 e con il tempo ha visto intrecciarsi ancor più i già buoni rapporti con alcuni mammasantissima (come Giorgio Chiellini) o con giovani talentuosi come Paulo Dybala: indimenticabili i balletti in coppia sciorinati sul prato con la Joya dopo un gol, immarcescibile l’amicizia sviluppata fuori dal campo. «Porterò con me un pezzo di voi e lascio a voi un pezzo di me», scriveva il centrocampista all’epoca dei fatti aggiungendo una chiosa: «La Juventus sarà sempre parte di me, mi mancherà e sempre l’amerò». Decodificando quelle righe si scorgevano, all’epoca, barlumi di ipotetiche certezze future, frammiste alla sensazione di un compito non portato a termine a Torino. E se il Polpo mantiene intatti i rapporti con gli juventini, la dirigenza bianconera tornerà presto a parlare con Mino Raiola. Fonte: Tuttosport
  3. Chi vuole tornare e chi non vuole andarsene. Sarà l’effetto Ronaldo, ma la Juve si ritrova al centro di un interesse mai visto prima. E allora nessuno dirigente bianconero si stupisce se Alex Sandro ora riflette sulla permanenza, mentre le voci di un ritorno di Paul Pogba si infittiscono. L’operazione è complessa e legata ad una cessione pesante, come può essere quella di Pjanic, ma nulla è impossibile per questa Juve. Dopo due anni Pogba valuta l’ipotesi di cambiare aria e il ritorno nella Juve varrebbe un nuovo colpo. Per la Juve, ma anche per l’Adidas: lo sponsor del club e dello stesso giocatore spinge per questa soluzione. A maggior ragione dopo l’arrivo di un uomo Nike come Ronaldo. Le suggestioni del marketing globale si intrecciano con i piani di una Juve che studia il varo del 4-4-2 per esaltare le doti da centravanti di CR7 con esterni offensivi di qualità sulle fasce come Douglas Costa, Bernardeschi e Cuadrado. Per questo potrebbe nascere un centrocampo muscolare con Pogba e Can, più Matuidi e il giovane Bentancur come prime riserve. Le grandi manovre a centrocampo coinvolgono anche Sturaro e Marchisio, ma alla voce cessioni. Per il primo si cerca una soluzione in Premier, piace a Newcastle e Leicester, mentre per il Principino il discorso è diverso. La Juve lavora per la rescissione del contratto, in scadenza nel 2020, mentre quelli di Rugani e Higuain sono più marcati con l’arrivo di Sarri al Chelsea. Anche se gli inglesi vorrebbero il Pipita in cambio di Morata. La voglia di tornare alla Juve è sempre più forte. Fonte: La Stampa
  4. Mire sta benissimo alla Juve e Allegri sarebbe felicissimo di tenerlo nell’ipotetico 4-3-2-1 che comincia a insinuarsi nei pensieri del tecnico. Domanda: ma se Pjanic non vuole muoversi da Torino, perché dare credito ad eventuali voci di un addio? Perché allora non rinnovargli semplicemente il contratto dal 2021 al 2022 (o2023) con ingaggio adeguato dagli attuali 4,5 milioni netti più bonus a 6, in modo da farne un perno imprescindibile del progetto? Cristiano Ronaldo fornisce la risposta: a un investimento così corposo deve corrispondere un’uscita eccellente. Pjanic, che pur si rivelerebbe utilissimo per lanciare il portoghese negli spazi, costa tantissimo e risponderebbe allo scopo. Tutte le ipotesi frullano nel cervello di Marotta e Paratici, naturalmente consapevoli del fatto che se il bosniaco partisse, tre strade sarebbero percorribili: si promuove stabilmente Bentancur ancora più consapevole e maturo. La volontà della Juventus è dunque quella di puntare sull’ex Boca nel ruolo; si cambia modulo con Emre Can impiegato in molteplici mansioni e compiti da assolvere in una mediana a due; si cerca un sostituto adeguato di Pjanic, sapendo che non sarebbe un affare semplice. E qui s’innesta un’idea che non ha mai smesso di intrigare gli uomini mercato juventini: Paul Pogba. Per il momento, la ricomparsa del Polpo in zona Continassa è più un desiderio dell’ambiente che non un progetto già stilato nei minimi dettagli. Però il mercato è lungo, il sogno si può coltivare e quella che ora è un’idea può tramutarsi in un pensiero stupendo nei prossimi giorni Fonte: Tuttosport Il regista corteggiato dal City e dal Barcellona: c’è un rinnovo in ballo. Se parte assalto a Milinkovic-Savic e si sonda anche la pista Pogba. Tenerlo o nuovo colpo? Juve, il futuro di Pjanic a prova di tentazione L a voglia di giocare con Cristiano Ronaldo l’ha già espressa in tutti i modi, nello spogliatoio come sui social network, ma il destino bianconero di Miralem Pjanic è appeso alla promessa di un rinnovo contrattuale ancora tutto da trattare e alle sirene di mercato. Che sono tornate a risuonare con forza in questi giorni così intensi per gli juventini: lo cerca il Manchester City di Guardiola, che non è riuscito ad ingaggiare Jorginho (finito al Chelsea), mentre il Barcellona non ha mai perso le speranze di ingaggiarlo. I blaugrana prenderanno Rabiot dal Psg, ma vogliono soprattutto il bianconero in un centrocampo orfano di Iniesta. La Juve alza il muro perché considera Pjanic fondamentale, a maggior ragione con l’arrivo di CR7, ma un’offerta mostruosa potrebbero far cambiare i piani. I campioni d’Italia non hanno bisogno di fare cassa, visto che cederanno Higuain e Rugani al Chelsea di Sarri per 100 milioni di euro complessivi (in pratica ripagano il cartellino di Ronaldo), ma certe cifre aprono scenari inediti. Per questo motivo le voci di un ritorno di fiamma per Milinkovic-Savic e di un clamoroso ritorno di Pogba sono tornate a circolare con forza. Fonte: La Stampa
  5. Continua il match a distanza tra Paul Pogba e il suo tecnico José Mourinho. Dopo le dichiarazioni al vetriolo di post campionato, ecco il rincaro della dose. Prima il francese c’era andato giù secco: «Un allenatore e un giocatore non devono essere per forza i migliori amici, non siamo costretti ad andare a mangiare insieme. Ho avuto qualche problema, è una questione mentale. Mi ha messo in panchina, ma ho risposto sul campo dando sempre il massimo». Ieri il ritorno sul tema: «Ci sono state piccole cose, che ci diremo con Mourinho. Non ho mai avuto una stagione in cui sono stato messo da parte o mi hanno messo in panchina. È la scelta del mister, è il suo lavoro, devo accettarlo, come ho sempre detto, l’unica risposta è sul campo». Vien da sé che questi attriti rappresentino crepe in cui la Juventus può provare ad infilarsi per provare a riportare il francese in bianconero. Anche perché Pogba aveva detto sibillino: «Resto allo United? Contrattualmente la risposta è sì ma non si può mai essere sicuri di nulla». Fonte: Tuttosport
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