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  1. Con CR7 la Juventus somiglia molto all’ultimo Real Madrid che ha trionfato in Champions League. Nel 4-3-3 di Allegri Mandzukic fa il Benzema, gli esterni altissimi sono addirittura due (Cancelo a destra e Alex Sandro a sinistra). Dybala che parte da trequartista e vaatutto campo può ricordare Isco. Al momento la differenza è che il play, Pjanic, è più basso. La Juve di oggi ricorda davvero il Madrid di Ronaldo, non quello di oggi di Lopetegui che sta cercando una via alternativa, con più gioco collettivo, faticando più di quanto immaginasse. Quello della Juve è invece un percorso alla «ricerca» di CR7 per duplicare il suo Real. Quel Real era definito da un 4­3­1­2 offensivo che poteva trasformarsi in corsa in 4­3­3 in base alla posizione di Isco, la vera novità rispetto agli altri due anni di Zidane: il trequartista ha sostituito Bale, modificando il tridente e, con il suo possesso insistito, intendendosi bene con Modric e Kroos. Il Real sapeva sempre che cosa fare, la palla circolava veloce e il fraseggio tecnico si combinava con le incursioni devastanti del terzino ­ala Marcelo.Davanti, poi, Benzema era il centravanti virtuale ma in realtà la spalla per Ronaldo: a lui le botte, il lavoro sporco, ilrientro in fase di non possesso sul play; al portoghese libertà di muoversi come e dove voleva, partendo da sinistra, facendo il 9, segnando sotto porta o da fuori. In una manovra non certo studiata come quella del City o del Napoli, ma affidata alla classe dei singoli ed equilibrata dal terzo stopper Casemiro. Non per questo meno spettacolare, ma più improvvisata, quasi «jazzata». Quindi la Juve. Ci ha messo poco, Allegri, per individuare nel 4­3­1­2 il sistema. migliore. Non l’unico, perché, diversamente dal Real, ha più soluzioni tecniche titolari (Douglas Costa, Bernardeschi, Khedira, Bentancur) e più varietà tattica (compresa la difesa a tre). Ma il 4­3­1­2 consente di esaltare Ronaldo con il «nuovo» Benzema, cioè Mandzukic, senza rinunciare aDybala, però in un ruolo diverso. Presi a uno a uno, i doppioni sono tantissimi. In difesa Bonucci imposta di più, ma nessuno ha il senso del gol di Ramos. Sugli esterni, Cancelo a destra replica quello che fa Marcelo a sinistra: il quarto attaccante che affonda, crossa, entra in diagonale. E con Alex Sandro, più alto di Carvajal, si spinge. CR7­Mandzukic come CR7­ Benzema. E Dybala il più possibile simile a Isco. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  2. Arsenal Bournemouth Brighton & Hove Burnley Cardiff City Chelsea Crystal Palace Everton Fulham Huddersfield Leicester Liverpool Manchester City Manchester United Newcastle Southampton Tottenham Hotspur Watford West Ham Wolverhampton
  3. Sembrava dovesse dire addio anche in quest'ultima sessione di mercato, alla fine è rimasto per mancanza di offerte vere e interessanti: Alex Sandro ha iniziato bene la nuova stagione con la Juventus, consapevole che il suo futuro potrebbe regalare anche qualche grossa sorpresa. Se nell'estate 2017 il brasiliano fu tra i giocatori più desiderati a livello internazionale (la cessione di Bonucci al Milan non impose l'obbligo di un altro importante addio in difesa), quest'anno la situazione è stata completamente diversa, senza società (Manchester City in primis) pronte a fare follie pur di averlo. A gennaio però il suo nome potrebbe tornare d'attualità: secondo quanto riportato da 'Tuttosport', c'è la possibilità che vada in porto uno scambio con Marcelo, il cui rapporto con Lopetegui al Real Madrid non sembra essere rose e fiori, tutt'altro. Al brasiliano non è piaciuta la sostituzione subita contro il Girona, tanto da esprimere la sua idea a riguardo anche pubblicamente. Il tecnico non ha perso tempo e lo ha fatto allenare con le riserve del Real, gettando quindi benzina sul fuoco del loro rapporto già traballante. Inoltre anche la nuova regola UEFA darebbe una bella mano alla riuscita di questo scambio: un giocatore potrà infatti giocare ugualmente la Champions League con due squadre diverse in caso cambi casacca a gennaio, aspetto importante e assolutamente non da sottovalutare. Da Torino non si registrano passi in avanti per il rinnovo di contratto di Alex Sandro, entrato in una fase abbastanza delicata (scadrà il 30 giugno 2020): Marotta ha intenzione di incontrare l'entourage del giocatore nel prossimo futuro, seppur al momento non ci siano novità rilevanti. Tra quattro mesi tutto potrebbe assumere una piega diversa, con Marcelo a Torino per raggiungere il suo amico Ronaldo e l'ex Porto a Madrid. Scenario suggestivo che merita tutta l'attenzione di questo mondo. Goal.com
  4. A pochi giorni dalla partita di Champions League Juventus-Real Madrid, ripropongo il topic ormai storico qui su VS: A cosa sareste disposti a rinunciare, o cosa sareste disposti a fare pur di approdare alla semifinale? La posta in ballo questa volta è davvero importantissima e pesante.... perciò, non risparmiatevi e tirate fuori tutta la vostra fantasia!
  5. Buffon 5 De Sciglio 5 Barzagli 5 Chiellini 5 Asamoah 5 Douglas Costa 4,5 (Compartecipe della voragine di- fensiva in combutta con De Sciglio. E quando deve sorreggere le ripartenze raramente fa la cosa giusta) Khedira 5,5 Bentancur 5 Alex Sandro 4,5 Dybala 4,5 Higuain 6 Mandzukic 5,5 Matuidi 5,5 Cuadrado 5,5 Allegri 5 (Punta su esterni veri, non adattati “alla Ma- tuidi”. Ma Douglas Costa e AlexSandro non rispondono come si dovrebbe. I suoi, incassato il 2-0, escono dal match) Tuttosport Buffon 5,5 De Sciglio 5 Barzagli 4,5 Chiellini 4,5 Asamoah 5,5 Douglas Costa 5 Khedira 6 (Salvabile perché, energico e tempista, è colui che assieme a Dybala (fino al doppio giallo) porta avanti azioni e idee ma anche zuccheri in quantità per credere nell’impresa. Esce perché spolpatoeperché Allegriprova altro: non merita fischi) Bentancur 5,5 Alex Sandro 5 Dybala 5,5 Higuain 5,5 Mandzukic 5 Matuidi s.v Cuadrado 5,5 Allegri 5 (Il dispositivo dei doppi esterni va subito in tilt: cercava gli attacchi preventivi ma lo 0-1 nasce dalla fascia e le offensive-Juve si sviluppano centrali. La rinuncia a Matuidi fa pensare, il contraccolpo psicologico farà male?) La Gazzetta dello Sport Il Corriere della Sera La Repubblica La Stampa Il Giornale Libero
  6. Dopo che sabato scorso il cassiere ha festeggiato il nuovo primato d’incasso per la Serie A (2.362.934 euro), stasera complice l’ennesimo tutto esaurito è atteso il record per la Champions, una cifra che supererà gli oltre 4 milioni di euro messi insieme per Juventus-Barcellona dello scorso 11 aprile (4.001.076). Le grandi di Spagna a Torino fanno sempre registrare numeri clamorosi e non a caso ieri, quando la formazione di Zidane è arrivata nell’hotel torinese in pieno centro che a settembre era stato il ritiro anche del Barcellona, il traffico è andato in tilt. Stasera saranno le 20 telecamere che riprenderanno il confronto: la produzione sarà affidata a Mediaset che detiene i diritti della Champions per l’Italia fino a fine stagione e la qualità delle immagini sarà superiore rispetto ai big match della Serie A nei quali vengono impiegate 16 camere. Mediaset per la “sua” produzione italiana ne aggiungerà altre 3. Le emittenti presenti all’Allianz Stadium saranno 24, ma il segnale dell’incontro raggiungerà 98 Paesi in tutto il mondo. Oltre al presidente Perez, che oggi parteciperà al pranzo di gala insieme al collega Agnelli, sull’aereo che ha portato la squadra in Italia hanno viaggiato anche Raul e Butragueño, che hanno ruoli dirigenziali nel club, e Roberto Carlos, voce tecnica per Real Madrid tv. A Torino il Madrid non vince da quasi 60 anni: l’ultima volta è successo nel 1961- 62 e da allora ha totalizzato 6 sconfitte e 1 pari. Se a questo aggiungete che nelle 32 partite giocate nelle coppe europee allo Stadium la Juventus ha perso solo contro il Bayern Monaco, capirete perché il popolo bianconero ci crede. Fonte: Il Corriere dello Sport
  7. Il difensore bianconero si prepara all'andata dei quarti di Champions contro il Real Madrid: «Le spagnole sono sempre favorite. Sergio Ramos è il miglior centrale del mondo, non avrò mai la sua qualità tecnica» Anche Giorgio Chiellini concorda con Buffon sul fatto che anche quest'anno "le spagnole sono sempre favorite. City e Bayern stanno bene ma Real e Barça hanno qualcosa in più”. Ma dopo due finali perse in tre anni, la Juve vuole vincere. "Perdere le finali fa male ma è molto positivo giocarle – ha detto il difensore bianconero a ‘El Mundo’ -. Quest'anno abbiamo la convinzione speciale di poter fare qualcosa di grande". Toccherà proprio a lui occuparsi di CR7: "Cristiano ha cambiato il suo modo di giocare negli ultimi anni, la sua forza nasce dal voler essere il migliore in qualsiasi momento mentre Messi ha una velocità incredibile partendo da zero, non lo prendi più”. Juventus-Real Madrid ruolo per ruolo: la missione è vendicare Cardiff E sui confronti fra lui e Sergio Ramos, riconosce: "Non avrò mai la qualità tecnica o l'esplosività di Sergio Ramos, è il miglior centrale del mondo e sa giocare davvero le partite che contano. Ma la Spagna ha anche Piqué che ha avuto la fortuna di essere cresciuto con Puyol". Chiellini strizza poi l'occhio al progetto di una Superlega europea: “Con tutto il rispetto per le piccole squadre, i tifosi della Juve vogliono vedere il Real, lo United, il Barcellona, il Psg. Immaginate una domenica con Juve-Real, City-Barça e Atletico-Liverpool!". Infine, sulla Nazionale, chiosa: "Non bisogna copiare modelli ma adattarli. Spero che nella prossima generazione arrivino dei talenti ma dobbiamo essere umili e ammettere che siamo dietro le nazionali top del calcio europeo come Francia, Spagna e Germania. La Juve non giocherà mai come il Real né l'Italia giocherà mai come la Spagna ma dobbiamo imparare alcune cose". E su Suarez: “L’ho affrontato di nuovo sul campo ed è stato un piacere perché è un grande attaccante. Vorrei cambiare la mia maglia con la sua. La sanzione (dopo il morso al Mondiale del 2014, ndr) con la pena di non poter entrare negli stadi mi sembrava esagerata”. corrieredellosport.it
  8. Nemmeno a Zidane è piaciuto più di tanto vedere andar via 20 dei suoi 24 calciatori alla vigilia della doppia sfida più importante dell'anno. E già, perché contro la Juventus, il Real Madrid si gioca un'intera stagione. Con la Coppa del re e la Liga oramai non più alla portata, ai 'blancos' non rimane che concentrare tutte le energie sulla massima competizione continentale. Ed è proprio per questa ragione che Zizou ha deciso di risparmiare la lunga trasferta a Las Palmas a buona parte dei propri titolari: Cristiano Ronaldo, Kroos, Marcelo, Ramos, Carvajal e Isco. I primi cinque erano già sicuri di un posto in squadra, martedì prossimo allo Juventus Stadium. A questo punto, però, viene da pensare che il tecnico francese abbia già deciso che sarà proprio il fantasista malagueño a completare l'undici che scenderà in campo a Torino: «Sono davvero contento per la sua prestazione contro l'Argentina. È stata una partita impressionante. Non sono stato ingiusto con lui perché ho una rosa lunga e di qualità e in campo posso mandarne soltanto 11», ha sottolineato Zidane. Nonostante il massiccio turnover (Cristiano Ronaldo e compagnia hanno accumulato 127.617 chilometri e 2.649 minuti con le rispettive nazionali), Zidane ha assicurato che «per preparare bene la gara contro la Juventus dovremo concentrarci al cento per cento sull’incontro di Las Palmas. Fonte: Tuttosport
  9. A suon di geniali aperture no look, tocchi di fino denotanti personalità a fiotti, cambi di gioco da calciatore fatto e completo, il 20enne bianconero ha fatto il... Pianista. Già, le lezioni di Pjanic sono servite parecchio allo spilungone uruguaiano. Soprattutto in prospettiva Juve-Real. I gallesi battuti nella China Cup l’hanno praticamente marcato a uomo. O meglio, ci hanno provato, perché al primo accenno di pressing il ragazzino della Juventus aveva già smistato il pallone altrove a occhi chiusi. Sabato e martedì allo Stadium contro Milan e Real Madrid ai gol dovrà invece pensare la coppia Higuain-Dybala. E Rodrigo? Beh, Rodrigo sogna di tornare a giocare in Coppa: con il maestro Pjanic squalificato, la possibilità c’è. E non sarà una diffida condizionare la prova dell’ex Boca. In quei 157 minuti giocati tra Repubblica Ceca e Galles s’è compiuta l’epifania di Bentancur, con vista tutt’altro che indifferente sul Mondiale. Nella Juventus il discorso è futuribile. E a chi pensa che siano pochi i 44 minuti in cui il giovanotto è stato schierato nel 2018 occorrerebbe spiegare che ’sto ragazzo è nelle mani di Allegri, non un allenatore qualsiasi. Morata e Dybala, su tutti, potrebbero quasi scrivere un trattato sulle abilità del livornese nella veste di plasmatore al tornio. Alvaro e Paulo, in questo senso, sarebbero i testimonial perfetti. In più il buon Rodrigo sgrezzato da Max non è esattamente un novizio delle grandi notti di Champions: a Barcellona e con l’Olympiacos a Torino ha giocato titolare, entrando poi a gara in corso contro i blaugrana allo Stadium e a Wembley al cospetto del Tottenham. Otto partite su 20 disputate dall’inizio, 731 minuti sul prato, nessuna rete ufficiale alla prima stagione in bianconero, ma anche una carica pazzesca per cominciare a “impugnare” la Juve: il bilancio non è male. Fonte: Tuttosport
  10. Estratto intervista di Tuttosport a Legrottaglie. "Qual è il primo ricordo di quella partita? La preparazione: avevamo vinto 2-1 in casa contro il Real, volevamo fare bene anche da loro e riassaporare il gusto della vittoria. All’andata ero uscito nell’intervallo per un problema al ginocchio, ci tenevo a quella partita. E poi l’atmosfera del Santiago Bernabeu, davvero unica... E’ stato fondamentale l’atteggiamento. Ricordo che io e Chiellini, che eravamo la coppia di centrali, c’eravamo detti che se rimanevamo lì davanti alla porta prima o poi un gol lo prendevamo. Così abbiamo mantenuto la linea molto alta, siamo stati un po’ spregiudicati ma volevamo tenere i loro attaccanti il più distante possibile dalla nostra porta. Abbiamo rischiato perché indietreggiavamo soltanto alla fine, ma è stata una tecnica vincente. Non era quella la Juventus migliore e contro avevamo un buon Real con Casillas, Sergio Ramos, Raul, Marcelo, Van Nistelrooy e lo stesso Cannavaro. Ciò dimostra che è fondamentale conoscere il proprio potenziale e i propri limiti. Partivamo sfavoriti, ma siamo stati compatti e umili. Abbiamo respinto i loro assalti e colpito in contropiede. Già, mentre noi difensori tenevamo a bada i loro bomber Del Piero segnava una doppietta. E dire che non aveva più vent’anni ma era verso la fine della carriera. Segnare due gol al Bernabeu è stata la consacrazione della sua grandezza e della sua professionialità. All’intervallo ci siamo guardati negli occhi ed eravamo tranquilli: percepivamo che noi stavamo bene e loro erano in difficoltà. Ci siamo detti di continuare così e non farci schiacciare. Fonte: Tuttosport
  11. L’ex calciatore della Roma che ha allenato la Juve e ha guidato il Real alla storica, decima Coppa dei Campioni, dopo averne vinte 4 con il Milan (due da giocatore e due in panchina), ha diverse cose da dire su Juve-Real «Sarei banale se affermassi che il sorteggio non sia stato durissimo per le nostre squadre. Madridisti e catalani sono i favoriti per la vittoria finale, assieme al City. Ho visto in azione i Blancos a Parigi, dove hanno eliminato il Psg. Se, nella Liga, il Real è terzo, staccato di 15 punti dal Barcellona, in Champions è arrivato alla settima seminale consecutiva, è la squadra che ha tirato maggiormente in porta in questa edizione, Cristiano Ronaldo ha raggiunto il tetto dei 117 gol. Però, questa Juve è un’altra rispetto a quella sconfitta per 4-1 nella finale di Cardiff dell’anno scorso. E’ più forte ed è molto consapevole della propria forza. Allegri sa ciò che deve fare: a Wembley, contro il Tottenham, ha firmato la partita perfetta. Il suo è stato un autentico capolavoro di tattica e di strategia: eppure, partiva dal 2-2 di Torino. E’ vero: la Juve non prende un gol dal 30 dicembre scorso, vanta la miglior difesa del campionato, ma puntare soltanto sulla solidità difensiva per eliminare i campioni d’Europa non basterebbe mai. Un gol, il Real te lo segna sempre, considerato l’attacco mondiale di cui dispone. Per contro, i bianconeri hanno Higuain e Dybala in grande condizione: stavolta, nell’arco dei 180 minuti, potrebbe non finire come in Galles. Nulla è impossibile. Senza dimenticare la motivazione psicologica che la squadra di Allegri avrà in corpo: il desiderio di rivincita si rivelerà un propellente formidabile». Fonte: Il Corriere dello Sport
  12. Al sorteggio di Nyon c’era un convitato di pietra. Il suo nome è Pierluigi Colina. E’ stato, dicono, il miglior arbitro del mondo, Non è mai diventato il miglior designatore né d’Italia, né d’Europa, né del mondo. Siamo sempre in attesa di sapere che cosa pensi il Fischietto Supremo dell’indecente rigore contro il Milan, partorito all’Emirates Stadium dal combinato disposto del cascatore Welbeck, del sonnolento arbitro di porta Johansson e accordato dall’impresentabile Eriksson, uno che assieme al partner dovrebbe essere fermato per un anno poiché, insieme, hanno combinato più danni della grandine. Nel frattempo, pensando a Juve-Real, Barcellona-Roma, Lazio Salisburgo; all’acclarata influenza delle spagnole nella stanza dei bottoni; al Var che nelle coppe non c’è; alla mediocrità dei troppi arbitri in circolazione, c’è un messaggio forte e chiaro per Collina. Stavolta, niente scherzi. Sono anni che, in Europa, le squadre italiane subiscono torti spesso letali per il loro cammino nelle competizione Uefa. Non reclamano privilegi. Non chiedono trattamenti di favore. Semplicemente, desidererebbero giocare sempre in undici contro undici. Coraggio, Collina: nei quarti scelga i migliori, in attesa che gli inutili arbitri di porta vengano spazzati via dalla tecnologia. Fa pure rima. La Juve con il Tottenham, la Lazio a Kiev, il Milan a Londra, hanno già dato. E’ ora di piantarla. Fonte: Il Corriere dello Sport
  13. "Vi sono dei limiti oltre i quali l'idiozia dovrebbe essere controllata". - Heinrich Böll Oooops, they did it again Era un tranquillo sabato di giugno dalle temperature molto alte (brutto segnale…), quando il giornalismo sportivo italiano (naturalmente non tutto, ma una parte di esso) dava prova del suo straordinario stato di salute. Ricordate il Pistogate (o #PistoFake), quello straordinario esempio di sano giornalismo sportivo di cui ci diede prova Maurizio Pistocchi, che nel giro di poche ore riuscì a spacciare un meme falso di Ranieri per vero, e poi a bersi pure la nostra successiva trollata? Se non la ricordate la trovate QUI. Ecco, voi non ci crederete (o al contrario non farete affatto fatica a crederlo ), ma è successo di nuovo! Stavolta, per completare “la coppia” (di giornalisti... che avete capito!…), all’appello ha risposto “presente” Paolo Ziliani, la cui unica scusante è che aver spacciato per vero un meme preso a caso dal web (“a caso”… purchè antijuventino, of course) non rappresenta certo il punto più basso della sua carriera, avendo già subito una condanna per diffamazione per un suo libro su Calciopoli ed essendosi prestato ad associare “in allegria” la Juventus... ora ad Hitler, ora ai pedofili, ora agli imprenditori che esultavano per il terremoto. Volendo potremmo chiamarlo #PistoFake 2 la vendetta, ma saremmo ingiusti con Ziliani, che stavolta se lo merita tutto (anche perchè, forte del disagio calcistico antijuventino, ha ottenuto tantissimi RT): eccolo qui, lo #ZiliaFake, corredato da queste struggenti, sentite… commoventi parole dell'autore: “La cosa triste è che per sentire la verità, in Italia…” ( … scusate, mi commuovo) “bisogna aspettare che a parlare siano campioni e giornali stranieri” Chissà se i giornali stranieri stanno dando notizia dei rapporti Galliani-Infront, delle intercettazioni per “dare una botta ad Agnelli” e mettergli i bastoni tra le ruote, o della telefonata di Berlusconi al boss Graviano! Diciamo che di queste cose che non sono, poi, così fake, a chi prende o ha preso soldi per tanto tempo dalla casa madre interessa poco. In compenso agli stessi interessava rilanciare quotidianamente la bufala di “Agnelli ndranghetista”, anche dopo che il Procuratore Federale aveva collezionato figure ridicole in quantità industriale. Sì ma… che ce ne frega di Ziliani? Una beneamata mazza, vero. E fino a qui tutto normale. Il fatto è che la cosa è andata avanti, e siccome Ziliani, nonostante non applichi la prima regola del giornalista (ovvero la verifica delle fonti)… ha il tesserino da giornalista ed è regolarmente iscritto all’Ordine (Ordine che però rimprovera pubblicamente i propri iscritti solo quando c’è da difendere Varriale), è successo che qualche organo d’informazione gli abbia dato retta! Naturalmente non stiamo parlando di testate quali il New York Times o Le Monde, ma di tutto quel coacervo di sitarelli d’informazione che ruotano intorno al Napoli e alle cui perle siamo già abituati. E già qua dici… vabbè, l’uno vive in funzione della Juve per dare un senso alla sua esistenza, e lo conosciamo, gli altri… pure, certo che se nessuno di loro, proprio nessuno, si presta a verificare la fonte… allora ci si inizia a spiegare perché nelle classifiche sulla credibilità della stampa mondiale poi siamo così indietro! Ma mentre te lo ripeti, a quel punto il treno è ormai partito! E così, da un meme fake (tra l’altro vecchio) di qualche pagina facebook napoletana è partito un corto circuito che piano piano, di sito in sito, è arrivato a coinvolgere persino… udite udite… SportMediaset e Tuttosport (il pensiero va a chi, di capace, lavora lì e deve sopportare queste… “negligenze”). Ormai quella che senza troppi eufemismi potremmo tranquillamente definire una * era diventata una “notizia”. Quindi... eccola riportata sui social e sui relativi siti, per il trionfo della verità: Sportmediaset twitter: Sportmediaset sito: Tuttosport twitter: Tuttosport sito: Naturalmente sta ancora tutto lì eh, ancora adesso mentre scrivo. Persino in homepage: Anzi! Sportmediaset in home page ci fa anche un sondaggio! Come farsi perdere l’occasione di chiedere all’Italia antijuventina, nella settimana post finale di Champions , se è meglio il Napoli o la Juve? Chissà se Walter de Maggio, ammesso che non sia impegnato in una “conferenza a due” con De Laurentiis, ne sappia qualcosa… mah… Dai, vista la settimana in cui il sondaggio capita, e la percentuale di Italia antijuventina, un 40% non è nemmeno male! Naturalmente SportMediaset e Tuttosport sono solo i due esempi più conosciuti, a corredo ci sono tanti altri siti meno importanti che rilanciano in automatico le notizie altrui o le pubblicano sulla fiducia. Ad accrescere la colpa della negligenza va detto che, per onestà, quasi da subito sono arrivate agli account di quelle testate una marea di segnalazioni che indicavano come quella news fosse in realtà un fake, con inviti, di conseguenza, a prendere le dovute misure: cancellarlo per non far proliferare il falso. Niente! Chi vende bigiotteria per gioielleria non sta a guardare il capello. Altrimenti come fai ad ottenere centinaia e centinaia di commenti (da frustrati) sotto l’articolo? Come fai a sfruttare un po’ di click? Così, siccome l’altra volta m’ero divertito a creare il contro-meme di Ranieri per Pistocchi, non potevo mancare all’appello nemmeno per Ziliani! E quindi, utilizzando lo stesso criterio (e le sue stesse commoventi parole verso la stampa italiana)… sono in grado di darvi la “vera” intervista di Sergio Ramos a Marca! Sì, sono le parole vere. VERE! Come ho fatto ad averle? Facile, ho preso una foto di Sergio Ramos, ho pensato io a cosa fargli dire, ho aggiunto la dicitura "S.R. a Marca", e il gioco è fatto. Tanto… fake per fake vale tutto! (spero che ora sia chiaro anche per quelli che inizialmente avevano pensato fosse vera). Chiaramente questa cosa, oltre ad ottenere in poche ore un numero di condivisioni incredibile, ha generato confusione, soddisfazione, proteste, rivalse dei napoletani… di tutto! “Scusate ma sono le parole vere?” – “Uè, lote juventine, leggete qua, l’intervista vera sta su SportMediaset” – “Ah, mi sembrava strano che avesse detto quelle cose, grazie per aver riportato la vera intervista”. E naturalmente tanti l’hanno segnalata in giro, compreso allo stesso Ziliani. Il panico! Perché i tifosi, OVVIAMENTE, sebbene possano (e debbano) cercare di essere avvezzi a distinguere il vero dal falso, specie nell’era dei social, non hanno IL DOVERE di verificare le fonti, quantomeno non subito. Reagiscono da tifosi. Il problema è di chi li indottrina, specie se si tratta di testate che hanno un certo seguito (per quelle locali, che condizionano anche quelle nazionali più di quanto si immagini, bisognerebbe fare un discorso socio-culturale che rovinerebbe la poesia del momento ). Già, perché una news di mercato finta (lo sono praticamente la maggiorparte di quelle che si trovano in giro) è un conto, mentre attribuire dei virgolettati a qualcuno e farci i titoli, senza verificare, beh, è un altro, è “leggermente” diverso, ma forse qualcuno, quando quel giorno spiegavano questo concetto a lezione, era assente. Il colmo è che in serata, quando l’arcano si stava iniziando a svelare (anche se non sappiamo, al momento, se ce la ritroveremo oggi su qualche quotidiano… e quello sì che sarebbe il colmo)… sapete chi è che è dovuto arrivare addirittura a smentire la notizia, mentre sui siti “nazionali” citati, come detto, campeggia ancora in homepage? TuttoNapoli! Cioè… TuttoNapoli smentisce SportMediaset e Tuttosport che riprendevano i siti napoletani che riprendevano Ziliani che al mercato mio padre comprò. Ecco. Questo sabato di giugno ha reso bene l’idea del circolo vizioso che è diventato non solo il giornalismo sportivo italiano, ma soprattutto l’ambito d’informazione che ruota intorno alla Juve! Naturalmente è un andazzo che stra-conosciamo, e che noi perculiamo a nostra volta. Ma quando una coppia di… "iscritti all’albo" (operanti su testate nazionali di rilievo) ti fa un uno-due del genere, e in nome del proprio ruolo facilita la diffusione di certe vaccate… capisci che o cambia l’approccio di "un certo" giornalismo sportivo, o il calcio italiano rimarrà inquinato da questo modo di fare. Il tutto per l’antipatia (diciamo pure per l’odio) che si nutre verso una squadra, odio in nome del quale si arriva a calpestare la propria professionalità, la propria deontologia e, in alcuni casi, come quello del twittatore compulsivo, la propria dignità. Sempre ammesso che se ne sia avuta una. “Tu puoi sembrare un idiota e parlare come un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota” - Groucho Marx - Leevancleef - ---- EDIT: Persino a 2 giorni di distanza Anna Billò su Sky Sport, nel post gara delle qualificazioni mondiali, cita le false parole di Sergio Ramos agli ospiti in studio! ... ma da professionista ha quantomeno il buon gusto di scusarsi SUBITO non appena le viene segnalato l'errore. EDIT 2: Il sito di Sportmediaset, due giorni dopo, finalmente rettifica, ammettendo che la notizia era un fake N.B.: Questo non è un topic "SU" Ziliani e basta, altrimenti dovremmo aprirne 20 al giorno per le boiate che spara, e difatti soprassediamo. Quindi prego volersi astenere da commenti sullo "spazio" concessogli. Questo è un topic su come un pennivendolo che non dovrebbe nemmeno essere definito giornalista, in pieno impeto antijuventino arrivi ad usare espedienti che mettono in in circolo delle fake news riprese addirittura da testate sportive "ufficiali". Si unisce al topic su Pistocchi linkato dopo poche righe per come, guardacaso, la "coppia" si approcci a certe cose. Ma se nel primo caso c'era il gusto della trollata di rimando, alla quale Pistocchi cascò, stavolta la funzione è diversa, ovvero quella di segnalare una bufala che era finita anche qui su VS in altri topic, e sulla quale persino molti juventini iniziavano a discutere. Oltre, naturalmente, a tutte le motivazioni già espresse nel post. Sembra banale doverlo puntualizzare, ma è sempre meglio farlo.
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