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  1. Votate quello che preferite, i primi tre saranno proclamati vincitori e i nostri grafici creeranno una firma con il loro slogan per lo striscione Avete tempo sino alla mezzanotte di venerdì 22 dicembre Chi vuole può realizzare uno di questi striscioni ed inviarci la foto entro le ore 20:00 di sabato 23 dicembre all'indirizzo: [email protected] C'è la possibilità di finire nella rubrica TV "Striscia lo striscione"
  2. E’ il 13 luglio 2016 quando la Sampdoria ufficializza l’acquisto di Patrik Schick, giovane punta ceca prelevata dal Bohemians 1905, oscurato dai più sponsorizzati Praet e Bruno Fernandes e nel completo disinteresse dei media italiani,. Quegli stessi media che, poco tempo dopo, accuseranno Giampaolo di scansarsi allo Stadium in virtù di una titolarità concessa al giocatore dopo mesi di panchina (tanta) e minutaggio negli ultimi spezzoni (pochi) di gara (per la cronaca: Schick in quella partita segnerà il gol che per 10 minuti riapre una gara virtualmente chiusa). Quegli stessi media che a fine campionato sprecavano panegirici in sua lode. La storia di Schick è particolare: è la storia di un giovane che dopo appena 3 mesi di ambientamento da un campionato di dubbio livello riesce ad avere un impatto poderoso sulla Serie A, ma quasi sempre partendo dalla panchina. Degli 11 gol siglati nella massima competizione italiana infatti, solo 5 arrivano da titolare (di cui 4 nella seconda metà di stagione). Tutto molto bello, ma...chi è Patrik Schick? Dall’alto dei suoi 187cm, il ceco è un attaccante di rara classe ed eleganza, potente ma dal tocco docile, pronto allo strappo in conduzione ma preciso in rifinitura, sempre fedele al fioretto in contesti in cui gli avversari vanno di martelli e mannaie. Per avere un’idea delle sue doti tecniche, basti pensare che Giampaolo in occasione di Sampdoria-Roma lo mise in campo in qualità di trequartista e Patrik rispose con una prestazione super, condita dal gol del momentaneo 2-2. "Catch me, if you can" Tralasciando l’eccezione del trequartista, i ruoli in cui trova maggior utilizzo sono quelli, manco a dirlo, di prima e seconda punta. Doverosa distinzione questa perché, a dispetto delle caratteristiche fisiche, Schick all'inizio della sua avventura, dall’alto del suo spiccato estetismo, dimostra di sentirsi maggiormente a suo agio quando può giocare il pallone molto frequentemente. Questa attitudine ha creato un paio di contraddizioni tattiche nello scacchiere blucerchiato, in quanto il ceco avendo la tendenza a venire incontro al centrocampista per fraseggiare e/o allargarsi per ricevere e puntare l’avversario finiva per svuotare l’area di rigore, di cui nell’idea di Giampaolo sarebbe dovuto essere il padrone: il giocatore inconsciamente si esprime molto meglio giocando alle spalle di una prima punta. In questa prima fase della stagione, Schick trova utilizzo principalmente nel ruolo di seconda punta, quasi sempre in coppia con Quagliarella punta centrale. In questo ruolo è praticamente libero da qualsiasi vincolo di natura tattica, il che lo porta prevalentemente a scegliere una posizione esterna, da dove convergendo libero da marcature può scatenare tutti gli aspetti della sua immensa qualità. Dribbling, filtrante, gol Tunnel di esterno sinistro, poi doppia suola. Isla richiede un'aspirina. Cambio gioco da trequartista consumato sulla corsa del compagno Il processo di crescita di Schick avanza partita dopo partita: il giocatore che prima veniva costantemente attratto dal pallone adesso occupa in maniera più equilibrata gli ultimi 20 metri, migliorando la sua gestione degli spazi: i tagli in profondità sono più frequenti e la zona centrale è occupata in maniera più continuativa. Inter-Sampdoria è lo sparti-acque tra il vecchio ed il nuovo testamento. Tutta l'eleganza e la sensibilità in un solo gesto tecnico Nella seconda metà della stagione Patrik, in concomitanza ad un upgrade del suo stile di gioco, vede salire il suo minutaggio e trova, contestualmente , maggior utilizzo dall’inizio: nelle ultime 13 apparizioni, saranno 9 le presenze dal primo minuto. Il nuovo Schick adesso è una punta più vicina alla figura del centravanti con caratteristiche tecniche da mezzapunta che deliziano i palati più fini. Strappi palla al piede, sponde, rifiniture, tagli in profondità, protezione della palla: il ceco è un attaccante più completo. Protezione della posizione, corpo orientato verso la profondità ed attacco alla porta avversaria. Impensabile diversi mesi prima Stavolta non si allarga...ed il risultato è diverso Insomma, ciò che si può dire è che Schick sia un giocatore dai mezzi fisici, atletici e tecnici abnormi che necessita di un ulteriore percorso di crescita: poco continuo nei 90 minuti, talvolta molle sul difensore, troppo visceralmente dipendente dal pallone e troppo legato alla ricerca della bellezza esecutiva. "Difetti", questi, che lo hanno reso in un primo momento più efficace partendo da lontano, ma che nel corso del tempo ha mitigato divenendo una punta più equilibrata. Patrik Schick si appresta a vestire la maglia della Juventus (manca l'ufficialità nonostante le visite mediche sia state sostenute), giocare col peso della storia sulle spalle ha un carico emotivo notevolmente differente. Nello scacchiere bianconero il ceco può ricoprire almeno due posizioni (prima e seconda punta), ma dovrà limare i suoi punti carenti per avere un impatto di livello e proseguire nel suo processo di evoluzione. Un'evoluzione che può condurlo a diventare una delle prime punte (ruolo in cui, per fisico e tecnica, ha più potenziale latente) più importanti del panorama europeo, qualora il giocatore entrasse nell'ordine delle idee di dover convivere per lunghi tratti della partita lontano dalla palla, più mirato ad abbassare la linea avversaria ed a garantire profondità alla squadra. Con la consapevolezza che questi accorgimenti possono allontanarlo dallo status di "uno dei tanti" e diventare "Patrick Schick". Perchè l’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.
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