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Dale_Cooper

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  1. Allegri male. Fabregas allucinante. Onestamente quest'anno sembra stia facendo di tutto per farsi odiare dai colleghi.. atteggiamenti e dichiarazioni da "so giocare solo io", continue polemiche, e in più i suoi giocatori finiscono sempre per terra al minimo contatto..
  2. Secondo me il punto è uno.. non è mai "solo colpa dell'allenatore" e allo stesso tempo non è vero che l'allenatore sia una figura neutra che paga per tutti e basta. Nel calcio (ma in tanti altri sport/ambienti) l'allenatore o il manager è il parafulmine perché è la leva più semplice da muovere.. cambi una persona e mandi un segnale. Però poi, alla lunga, se cambi 4 tecnici e le dinamiche restano identiche, vuol dire che stai curando il sintomo ma non la malattia. L'allenatore conta, ma non può fare miracoli.. Un allenatore non è solo tattica e modulo ma è gestione, è creazione del gruppo, è leadership, è essere manager nel senso vero del termine.. E qui una cosa va detta chiara e tonda.. se lo spogliatoio non ti segue, in genere è anche colpa tua, perché il tuo lavoro è farti seguire. Detto questo, mi sembra evidente che Spalletti abbia prima messo una pezza su quel problema che avevamo visto con Motta e Tudor.. ha ricostruito un minimo di ordine, ruoli più chiari, gerarchie più leggibili. E poi ci ha messo del suo anche tatticamente con scelte, letture, cambi, e impostazione di gioco. Però poi i nodi vengono al pettine.. la rosa è quella che è.. E qui arriviamo all'altra metà della verità.. ovvero i giocatori. Perché puoi essere il miglior allenatore del mondo, ma se la base è fragile, prima o poi saltano fuori i problemi. E la Juventus, da tre anni, ha lo STESSO modus operandi nelle serate storte: -fragilità mentale appena prende un colpo -poca leadership in campo (quella vera eh, non quella a parole) -squadra che si scioglie quando la partita gira male Poi ci sono i dati: conversione bassissima (10%?), occasioni sprecate, finalizzazione da metà/bassa classifica. Se per segnare devi fare 10 tiri buoni e l'avversario con 2 ti punisce, non si può parlare di tattica ma di qualità, di lucidità, di cattiveria, cioè roba da GIOCATORI. E infatti, tolti due o tre, gli altri per rendere devono andare al 110% ogni volta per coprire limiti tecnici e di personalità. Ma quel 110% non lo tieni per 50 partite e neanche lo tiri fuori quando mentalmente sei leggero. La dirigenza è il terzo (non necessariamente in ordine di importanza) colpevole che spesso si finge di non vedere. Se per tre anni vedi lo stesso film, allora la responsabilità è anche di chi ha costruito la squadra, di chi ha scelto profili, leadership, equilibrio, alternative. Perché alla fine è anche questione di struttura. Una squadra forte può anche vivere periodi negativi, ma non collassa SEMPRE nello stesso modo. Se lo fa, significa che quella fragilità è stata messa inserita in fase di costruzione. Quindi, per risponderti, è sempre colpa dell'allenatore? No. È colpa dell'allenatore quando non riesce a farsi seguire, non crea un'identità credibile, sbaglia letture e gestione della gara (ieri infatti è successo), e non migliora nessuno. Ma è anche colpa dei giocatori quando non ci mettono personalità, non reggono l'urto, hanno limiti tecnici evidenti, e soprattutto quando ripetono gli stessi errori da anni. E infine è colpa della dirigenza quando dopo 4 allenatori vedi gli stessi problemi e continui a pensare che cambiando la botte il vino diventi buono. Il capro espiatorio è comodo, perché dà una risposta semplice e immediata. Ma questa squadra va rifondata nelle fondamenta, perché se no puoi anche cambiare altri tre tecnici e prendere Guardiola, Flick e Klopp tutti assieme ma a marzo saremo di nuovo qui a parlare dello stesso identico copione, imho.
  3. Dale_Cooper

    Juve - Galatasaray: credete nella rimonta?

    Poco ma ci credo, perché sta squadra, prima di ogni altra cosa, è veramente strana. Il Galatasaray in trasferta tende a soffrire e noi, arrivati a questo punto, non abbiamo davvero NULLA da perdere... con lo Stadium che può spingere molto, basta che l'inerzia ci giri anche solo un filo a favore e la partita può diventare "sporca" per loro... Le sliding doors saranno i primi 45 minuti.. se vai al riposo con un gol di vantaggio, allora puoi e devi provarci fino in fondo, imho. Poi chiaro, realisticamente rimontare 3 (4) goal di scarto è roba da partita perfetta, ma se la incanali nei primi minuti a loro può saltare in testa il classico "oddio, questi ci credono davvero" e può succedere di tutto.
  4. Dale_Cooper

    Galatasaray - Juventus 5-2, commenti post partita

    Cosa dovrei dire stasera? Imbarcata storica, giriamo pagina e amen. Per mercoledì prossimo dico solo due cose: -scendere in campo con la mentalità che non hai nulla da perdere -andare al riposo in vantaggio di un goal... poi vediamo. Io ci credo ancora. Poco, ma ci credo. Sarò matto, sarò scemo, ma ci credo.
  5. Eh certo, spropositata la reazione della Juventus mentre quando la Inter va in tv a fare pressione pubblica (con il presidente eh) o chiedere le scuse del designatore allora diventa "difesa dei propri interessi" e la "tutela del club"... Niente da fare, la storia insegna... Due pesi, due misure DA SEMPRE SU OGNI COSA. Quando protestano loro è legittimo, quando protestiamo noi è sceneggiata. Va bene così.
  6. Per me invece è proprio un'aggravante da un punto di vista tecnico, non un'attenuante. Se dalla tua posizione hai la visuale parzialmente coperta, allora non puoi anche essere così sicuro da tirar fuori il secondo giallo in un'azione che succede a 75 metri dalla porta avversaria e che, per definizione, non è una situazione da vita o morte.. Un arbitro, soprattutto su un secondo giallo, dovrebbe ragionare al contrario.. se non ho visto bene, non mi espongo. Se ho dubbi o gestisco o richiamo. Sanziono solo se sono certo al 110%. Qui invece sembra l'opposto non lo vede bene, però decide lo stesso in modo diretto e soprattutto velocissimo..
  7. Come glielo dico, oggi, a uno mio compagno di tifo, di non pensare alla malafede? Io alla malafede non ci credo. Non perché sono ingenuo o perché non ci pensi, ma perché la malafede è una spiegazione troppo comoda.. ti sistema tutto, ti dà un colpevole, ti chiude il discorso senza pensiero critico. La realtà, che è forse addirittura più umiliante, è che spesso basta l'inadeguatezza. Basta la paura di prendersi un po' di responsabilità, basta l'istinto di conservazione, basta una classe arbitrale in cui alcuni palesemente non reggono il livello e un sistema che invece di correggere copre. E allora basta davvero.. non posso più dire "sono umani, quindi può capitare". Perché certo che sono umani. Anche un chirurgo è umano, anche un controllore di volo e un pilota sono umani, che vuol dire? Non basta essere umani per essere giustificati. L'umanità spiega l'errore nel fatto che possa fisiologicamente capitare, ma non lo assolve. E soprattutto non lo rende accettabile quando diventa un'abitudine. Come faccio a dire che ieri La Penna ha preso solo un abbaglio? Un abbaglio è un lampo, un episodio. Qui sembra un metodo.. il metro che fa acqua, la voglia di protagonismo e la partita che scivola via... E tu finisci per guardare l'arbitro e non il gioco. Che poi è la morte del calcio quando lo spettacolo diventa la gestione. E infatti di cosa parliamo da settimane? E poi c'è anche la sequenza, perché il punto è sempre quello.. non è MAI solo ieri. In una manciata di giorni ti ritrovi con rigori dati contro, rigori negati, contatti identici valutati in modo opposto. E la domanda non può essere solo "come può capitare?" ma come può capitare SEMPRE... e SEMPRE in modo così pesante? Perché l’errore umano, quando è sporadico, lo digerisci. Quando è sistematico, smette di essere umano e diventa, appunto, sistema. E qui arriva la parte che ti fa cadere le braccia: la comunicazione. Le parole che non dicono niente e però ti chiedono di stare buono. Rocchi oggi "è dispiaciuto per La Penna". Bellissimo. Non mi sarei mai immaginato di arrivare al livello del "mi dispiace che ti sei fatto male cadendo mentre ti spingevo". Perché a me del dispiacere importa zero se poi non segue nulla.. perché so già che probabilmente non arriverà una spiegazione netta, ne una linea chiara arbitrale, ne conseguenze credibili. Io non voglio l'arbitro infallibile. Voglio l'arbitro responsabile. Voglio un sistema che dica: "Questo è errore, questo no. Qui il VAR doveva intervenire, qui no. Qui abbiamo applicato male il protocollo. Arbitro X ha fatto errori gravi, sarà retrocesso fino a X data" Fine. Senza poesia. Senza salsa and chips. Senza quel linguaggio da nota stampa che serve solo a far passare la nottata. Perché il tifoso juventino, da anni, sente sempre lo stesso ritornello.. e prima l'episodio, poi l'interpretazione, e poi arriva la dinamica, poi ancora "non c'è intensità sufficiente"... È una grammatica costruita apposta per rendere qualunque cosa discutibile e quindi giustificabile. Ed è lì che nasce la sfiducia.. non perché uno pensa per forza al complotto, ma perché si sente trattato come uno che deve accettare tutto purché in tono educato. E allora come faccio a dirvi di non pensare alla malafede? Ecco come ve lo dico.. che non è malafede, è PEGGIO. È l'idea che l'errore sia un incidente inevitabile e non un problema da risolvere. È l'idea che basti dispiacersi per tenere in piedi la credibilità. È l'idea che l'istituzione non debba rendere conto a nessuno, mentre gli altri pagano punti, classifiche, umori, settimane. Io chiedo una cosa piccolissima: coerenza e trasparenza. Se sbagli, lo dici. Se è grave, lo tratti da grave. Se c'è un protocollo, lo applichi. Se il protocollo non funziona, lo cambi. Se uno non è all’altezza, non lo mandi in certe partite e non lo proteggi con frasi morbide. Perché altrimenti anziché parlare di malafede la domanda che dovremmo farci è: perché devo essere io a fare lo sforzo di fidarmi, quando chi comanda non fa lo sforzo di essere credibile? Ed è lì che mi incazzo. Non per tifo. Per rispetto.
  8. Inter-Juve, partita di cartello della Serie A, tecnicamente... ma, ancora una volta, non stiamo parlando di calcio. O meglio.. il calcio ci sarebbe pure, perché una partita del genere dovrebbe lasciarti addosso solo adrenalina, rabbia (sportiva), gioia o delusione. Invece no. Rimane la sensazione di essere stati presi in giro alla grande. Perché a prendersi la scena, come spesso succede negli ultimi tempi, è l'arbitro. La Penna fa il fenomeno, secondo giallo e rosso a Kalulu su un contatto inesistente. Bastoni, già ammonito, va giù senza essere davvero preso, la vende benissimo e non solo evita il secondo giallo e si prende pure l'espulsione dell'avversario con tanto di esultanza a mo di goal. E noi dovremmo far finta di nuovo, di niente. Dovremmo accettare. Dovremmo abbassare la testa e ripartire, come se fosse normale. Ecco, basta. Una volta per tutte.. dobbiamo finirla con questa sudditanza culturale verso gli arbitri. Altro che sudditanza verso le grandi.. Qui c'è un sistema che da anni si protegge da solo, che pretende rispetto a prescindere, che si mette al centro del gioco invece di servirlo. L'arbitro dovrebbe essere il garante del gioco, dovrebbe essere quello che permette alla partita di esistere, non quello che la indirizza, la spezza, la marchia con decisioni che cambiano tutto.. Sì, va bene.. "l'arbitro è parte del gioco" mi direte e ok, nessuno lo nega. Ma quello a cui assistiamo ormai da troppo tempo non è semplice errore umano ma è protagonismo continuo. Spesso arrogante e quasi sempre impunito. E quando l'errore diventa sistematico, quando incide sempre e comunque sulle partite e sulle svolte di un campionato allora non è più tollerabile liquidarlo con un'alzata di spalle. L’episodio di ieri sera è gravissimo, sotto gli occhi di tutto il mondo e determinante. Eppure il copione da parte dell'AIA è sempre quello: silenzio, corporativismo, protezione reciproca. Il calcio DEVE avere trasparenza e oggi DEVE chiedere spiegazioni.. so già cosa si troverà eh.. frasi di circostanza, comunicati anodini, interpretazioni stiracchiate (E non mi dite che "open VAR" abbia cambiato qualcosa, anzi...) buone solo a non ammettere mai fino in fondo che stanno compiendo un disastro continuo e soprattutto nessuno che esca a dire "paghiamo noi". Perché per me è questo il punto che fa saltare i nervi. Se un calciatore sbaglia, paga. Se un allenatore sbaglia, paga. Se una società sbaglia, paga. L'arbitro invece no. L'arbitro sbaglia e il mondo deve accettare che può succedere. Fine. E guai a dirlo, guai a pretendere responsabilità.. sei "antisportivo", sei "contro la classe arbitrale", sei quello che "alimenta il clima". No, cari miei. Il clima lo alimenta chi continua a fare finta che non ci sia un problema enorme. Chi continua a trattare ogni errore come un episodio isolato. Chi pretende che il rispetto sia un diritto acquisito e non una conseguenza della credibilità. E la credibilità la perdi ogni volta che un errore così evidente viene tollerato, giustificato, minimizzato e inevitabilmente insabbiato a fine anno. Servono responsabilità chiare e pene reali, non simboliche. Basta col teatrino delle "valutazioni interne" che non portano mai a niente. Se un direttore di gara fa danni, deve esistere un prezzo sportivo.. che ne so, uno stop alle designazioni, retrocessioni di categoria, sospensioni VERE. Non per vendetta eh e nemmeno per fare i giustizieri dell'apocalisse.. ma per restituire credibilità al sistema. Perché oggi il messaggio ragazzi è devastante: il campo non è il giudice ultimo, lo è l'arbitro. E l'arbitro, qualsiasi cosa faccia, resta intoccabile. Perché tanto sanno che non cambia nulla. Hanno sempre la coperta pronta.. e l'interpretazione, la dinamica, l'intensità, il contatto da campo, la valutazione in tempo reale, tratto in inganno... E sopra queste robe trovi la protezione. Il solito silenzio e muro. Non una spiegazione che ti faccia dire "ok, almeno ci mettono la faccia". Niente. Passa una giornata, due, e si riparte come se fosse normale che una decisione sbagliata, evidente, determinante, possa spostare una partita, e magari un pezzo di stagione, senza che qualcuno paghi davvero. E poi ci stupiamo se il calcio perde piede tra i praticanti. Ma come fai a convincere un ragazzino a mettersi a giocare, a divertirsi, a crescere in un ambiente sano, quando vede che a decidere non è la qualità, non è l'allenamento, non è la fatica, ma la casualità di un fischio? Come fai a vendere la passione quando la partita è sempre sotto minaccia di una decisione incomprensibile e irreversibile, che nessuno spiega davvero e di cui nessuno risponde davvero? È normale che la gente si allontani. È normale che i ragazzi scelgano altro. Perché lo sport, se non è percepito come equo, smette di essere sport e diventa frustrazione. Ieri forse ci siamo svegliati un po' tutti. O almeno qualcuno sì, qualcuno finge di no. Ma il punto non cambia. Così non è più accettabile. Da tempo. Non si può continuare a pretendere che tifosi, squadre e addetti ai lavori ingoino tutto, sempre, con la scusa dell'errore possibile. L'errore dell'arbitro ci sta, certo. Ma la sistematica assenza di conseguenze no. Se il calcio vuole salvarsi, deve ripartire da qui.. responsabilità, trasparenza, equità. Basta arbitri-padroni, basta protagonismo impunito. Perché altrimenti non stiamo più guardando Inter-Juve, Milan-Napoli o qualsiasi big match ma stiamo guardando un sistema che protegge se stesso. E il calcio, quello vero, va sempre più lontano.
  9. Basterebbe un arbitro che faccia l'arbitro. Perché non è che i giocatori si svegliano la mattina con la voglia di rotolare per terra. Lo fanno perché conviene. È un incentivo chiarissimo.. se simuli e ottieni punizioni, rigori, gialli, rossi ecc. allora simulerai ancora. Se protesti e sposti la decisione o condizioni la successiva, protesterai sempre. Se fai casino e non paghi mai, il casino diventa prassi... Poi certo che i giocatori hanno responsabilità. Ma chi deve spezzare il meccanismo è chi ha fischietto e cartellini.. se normalizzi le simulazioni, i giocatori si adeguano alla normalità. Easy and simple. Servono solo due cose.. autorità e coerenza. Perché il calcio è molto semplice: i giocatori si adattano a ciò che viene premiato. Se premi il teatro, avrai teatro. Se premi la sportività, avrai anche quella.
  10. "La Penna è mortificato e gli siamo vicini". Ecco, no, 'sti gran cavoli. A noi tifosi e a chi guarda il calcio non serve la vicinanza emotiva al direttore di gara.. serve responsabilità, serve credibilità, servono CONSEGUENZE PER DINCI!!! Quindi la domanda viene spontanea: adesso che fate? Perché "ci dispiace" non restituisce una partita falsata, non restituisce un cartellino inventato, non restituisce un equilibrio tecnico distrutto. Se domani non vedo: -uno stop reale a chi sbaglia in modo determinante (non "valutazioni interne" invisibili). -trasparenza vera: spiegazione tecnica completa e pubblica su cosa ha visto e perché, non due righe generiche o la supercazzola a Open VAR. -guerra alle simulazioni: giallo immediato in campo quando è evidente + revisione post-partita con squalifiche (perché se non punisci, stai incentivando a farlo). -formazione e designazioni meritocratiche, non protezione di categoria. allora ti devi dimettere. Ultima cosa: dire di essere vicini all’arbitro senza dire "paghiamo noi" è esattamente il motivo per cui la gente non vi crede più. Gli arbitri sono umani, ovvio. Ma proprio perché sono umani devono essere responsabili come chiunque altro nel calcio. Se no il messaggio è che possono decidere le partite e rimanere intoccabili.
  11. Capisco e sottoscrivo parecchio di quello che dici. Gli arbitri sono umani, quindi per definizione hanno dei bias (pressione del pubblico, status della squadra, reputazione dei giocatori, contesto del match, ecc.) Non è complottismo eh, ci mancherebbe... ci sono studi dove la cosa è confermata (studi tipo sulla gestione del recupero quando la squadra di casa è sotto) anche in campionati dove il peso politico è percepito come più basso (ad esempio uno studio in Norvegia fa notare la tendenza a favorire squadre di maggior successo in rigori "dubbi"). Detto questo, per me c’è un punto che va ribadito però: gli arbitri sono lì proprio per vedere queste cose. E se per mesi premi le simulazioni, semplicemente ne vedrai sempre di più. Se premi Vergara la settimana prima è ovvio che l'incentivo confluisce poi nel comportamento. Non puoi stupirti se "la vendono bene" quando il messaggio implicito è che funziona. E qui torno al tema responsabilità: la classe arbitrale deve rieducarsi per prima. Perché non è solo non farsi condizionare.. è anche alzare l'asticella su ciò che fai passare. Gialli per simulazione, coerenza, letture fredde anche quando lo stadio urla. Altrimenti facciamo che si fa tutto a tavolino prima e finisce lì. Poi oh, dove girano soldi e politica, le porcherie esistono eh .. e il calcio degli ultimi decenni è pieno di esempi che rendono ingenuo pensare il contrario. Però proprio per questo la risposta non può essere il solito muro di silenzio per 4-5 giorni, poi l'incazzatura passa, due-tre settimane in B per La Penna e poi amici come prima... Anche basta, dai. Quindi: -sanzioni sportive vere per chi arbitra male in modo grave e ripetuto. -sanzioni sociali/sportive per i simulatori. Se uno campa di sceneggiate, lo punisci (club, squalifiche, anche nazionale). Altrimenti stai dicendo che conviene fare le sceneggiate.
  12. Dale_Cooper

    [Live] Inter - Juventus 3-2

    Un'altra volta?
  13. Ci sta... dalle posizioni medie sembra una linea a 3. Però secondo me quel grafico, più che certificare una difesa a 3 di sistema, fotografa una difesa a 4 molto asimmetrica che collassa in 3 per compensazioni sul lato di Conceicao. Spiego il perché. Conceicao è altissimo proprio in media.. questo vuol dire che non sta facendo l'esterno "di catena" che ti aiuta a dare copertura preventiva sul lato palla, ne sta abbassandosi in non possesso per formare la seconda linea. Rimane in una posizione da uscita immediata in transizione, ma se poi la perdi e lui non riaggredisce o non rientra, dietro si crea il vuoto. Quindi chi paga? Kalulu che di fatto finisce a fare il terzino di contenimento/terzo, cioè va a coprire la zona che teoricamente dovrebbe occupare l'esterno nelle corse all'indietro e nelle scivolate laterali. Di conseguenza Gatti deve allargarsi più di quanto vorresti in un centrale puro, perché quando il terzino si stringe, il centrale deve essere pronto a coprire ampiezza e profondità sul proprio lato. Questa per me è la differenza chiave... non è una linea a 3 che nasce dall'impianto, è una linea a 3 che nasce dal fatto che il lato destro non ha più la sua seconda linea completa. La prova sta nell'altra catena: Cambiaso-Kelly. Guardandoli capisci l'intenzione "di facciata". A sinistra vedi una catena più normale. A destra la catena è sbilenca. E se l'esterno resta alto e scollegato, il terzino non può permettersi di salire con gli stessi tempi dell'altro lato, perché ogni palla persa diventa un 2vs2 o 3vs2 in campo aperto. Il risultato è quasi un terzino ibrido in rest defense. Le posizioni medie per me raccontano che l'asimmetria è figlia proprio del comportamento di Chico. E sì, tecnicamente ti trovavi quasi a 3 dietro spesso ma non per questioni di modulo, imho. Ieri, di fatto, ieri era un 3 dietro perché Kalulu doveva coprire lo spazio lasciato da Conceicao e davanti avevi un centrocampo che doveva continuamente scivolare per tappare la corsia destra. Ed è qui che torna il mio punto iniziale sul portoghese: se rimane alto, forza l'1vs1, perde palla e non garantisce riaggressione/rientro, allora: -il terzino (Kalulu ieri) diventa ibrido e si deve sacrificare, non dandoti più spinta in corsia. -il mediano (Locatelli) è costretto a preoccuparsi della fascia nelle transizioni e quindi perde priorità di protezione centrale. -il centrale (Gatti in questo caso) deve allargarsi, e quando un centrale "esce" lateralmente senza copertura piena, si aprono buchi in mezzo e si allungano le distanze di reparto. Quindi ok, diciamo che in parte il grafico legittima la lettura a 3 ma non era una Juve impostata a 3, era una Juve che finiva a 3 perché a destra mancava sistematicamente il pezzo di catena che dovrebbe stabilizzare la fase di transizione. Chiedo lumi anche a @jouvans che magari ci può dare una spiegazione migliore della mia arrangiata
  14. Eccomi, di ritorno. E lo faccio nella partita perfetta ... per l'Atalanta. Allora, stasera abbiamo visto un 4-2-3-1 di facciata molto simile a quello delle ultime uscite (Perin; Kalulu, Gatti, Bremer, Kelly; Locatelli, Thuram; Chico, McKennie, Cambiaso; David) ma in sostanza io avevo paura in quei due esterni. E lo spiegherò più avanti. La gara, essenzialmente, si spacca su tre episodi: 1) avvio forte Juve con occasioni e legno colpito, 2) 1-0 su rigore, 3) finale in cui la Juve perde struttura e “rest defense”, e prende due goal su due transizioni. Torniamo al 4-2-3-1 come struttura base ma che in possesso diventa 2-3-5... ma ieri evidentemente sbilanciato. In costruzione la Juve prova spesso a tenere due centrali e un terzino "bloccato" per avere copertura preventiva, alzare l'altro lato per dare ampiezza, riempire le cinque corsie (mezzi spazi) con i tre dietro la punta e gli esterni. Nei primi minuti la Juve produce tanto. Tatticamente, il dato interessante è che la Juve arriva in rifinitura, ma spesso ci arriva senza consolidare e senza la pulizia che abbiamo visto ad esempio a Parma, contro il Napoli e il Benfica. La Juve ieri ha gestito malissimo le distanze per la riaggressione, imho.. Ogni volta che abbiamo perso palla ci siamo trovati con gli esterni alti e larghi, McKennie da mezzala/trequartista/punta ibrida oltre la linea palla e un mediano costretto a scivolare e quindi ti sei ritrovato un corridoio ENORME tra terzino e centrale oppure con il mediano che deve scegliere se schermare il centro o coprire fascia. Ed è esattamente il tipo di scelta che ti ammazza contro una squadra che ieri viveva di riconquiste e attacchi immediati dello spazio. Sì, abbiamo avuto volume e iniziativa, ma non abbiamo avuto controllo territoriale stabile, perché non hai fissato l'avversario con possesso posizionale e non hai tenuto linee corte per riaggredire. O meglio, l'abbiamo fatto a sprazzi solo ad inizio ripresa. Ma torniamo cronologicamente alla partita. Rigore, goal, 1-0 per loro. Da qui in poi, la partita della Juve diventa un tema unico: spingere di più senza perdere equilibrio. E qui, secondo me, si sono viste due criticità, soprattutto tra la fine del primo tempo e la seconda parte del secondo. -Ritmo: abbiamo alzato intensità, ok, ma non sempre abbiamo alzato la qualità della scelta, anzi.. sembravamo molto sufficienti quando eravamo in posizione per creare pericoli. -Rest defense: quando insegui il risultato, la tentazione è "più uomini sopra la palla". Se però non riesci a proteggere le zone chiave (centro + mezzo spazio palla-lato), ogni palla persa c'era un'autostrada per loro per ripartire. E infatti nel finale la Juve prende due gol da situazioni in cui l'Atalanta attacca con campo aperto e la Juve non è più corta/compatta. E adesso, dico una cosa che già dicevo l'anno scorso - ovvero perché Francisco Conceicao ti rompe la squadra. Qui vado diretto: Conceicao è un esterno che vive di strappo, ma se il suo possesso è troppo "all-in" (forzare continuamento l'1vs1, dribbling cercato anche quando la linea di passaggio è migliore), allora il costo strutturale diventa enorme, e spiego perché. Se l'esterno perde palla alto e largo, la prima copertura dovrebbe essere: riaggressione immediata (lui + trequartista + mezzala/mediano vicino). Ok, ci siamo. MA Conceicao tende normalmente a cadere, fermarsi o non rientrare subito e così salta già il primo anello. A quel punto, la catena difensiva dietro è obbligata a rattoppare... Locatelli deve scivolare verso la corsia per coprire lo spazio lasciato, rinunciando a schermare centralmente e Kalulu tende ad essere meno aggressivo in uscita perché sa che dietro non c'è copertura pulita. Questa dinamica ha deformato la Juve l'anno scorso in moltissime partite dove vedevi che Locatelli diventava un tappabuchi laterale mentre il centro perdeva protezione. Ma attenzione, non è solo questione di loro ripartenze... il problema è che quando poi si recupera palla, sei già in posizioni PEGGIORI per ripartire e quindi sei costretto a spendere secondi per riaggiustarti tatticamente... perdi completamente il ritmo e i tempi. Poi certo che non è che un esterno non possa rischiare l'1vs1, ci mancherebbe.. Il tema è quanto e dove lo fai. Adesso arriviamo al povero Andrea Cambiaso. Cambiaso è un giocatore ibrido... può fare il terzino, può fare l'esterno alto, può venire dentro.. Ma da esterno alto in un 4-2-3-1, se alterni continuamente taglio dentro al mezzo spazio, ricezione larga e riattacco sul lato debole, devi essere chirurgico nei tempi. Altrimenti crei due problemi: -Sovrapposizione funzionale: se lui entra dentro senza fissare ampiezza, allora il terzino (ieri Kelly) deve decidere se salire o restare. Se sale e perdi palla, il lato è scoperto. Successo diverse volte. -Transizione difensiva: se Cambiaso è alto e dentro al campo al momento della perdita, per rientrare deve fare tanta strada e spesso lo fa "in diagonale". Questo apre il classico buco sul lato debole, che poi costringe i centrali ad allargarsi e rompe le distanze tra i reparti. Anche questo, successo diversei volte ieri. E quando insegui e alzi ancora di più i terzini/esterni, l'effetto si amplifica e infatti prendi i due goal. La Juve perde ordine, prova a riempire area, ma dietro non ha più un 2-3 stabile. Hai un 2-1-7 "emotivo" di mottiana memoria, quindi fragilissimo e ti bucano senza problemi. Torniamo alla gara. Che lo score sia troppo severo rispetto alle occasioni create, soprattutto nella prima fase, direi che è corretto. Però tatticamente il 3-0 racconta una cosa certa.. che la Juve non ha saputo controllare le transizioni. E questo, contro un avversario che ti punisce appena fai errori, è quasi sempre ciò che decide le partite da dentro o fuori. Buona giornata. Oggi ascolto Aja degli Steely Dan, quindi sarà in generale un buon venerdì.
  15. Dale_Cooper

    Atalanta-Juventus 3-0, commenti post partita

    Eh, pensa come siamo messi
  16. Dale_Cooper

    Atalanta-Juventus 3-0, commenti post partita

    Dopo il secondo ha preferito togliere i titolari, tanto era persa... In generale l'approccio mi ha ricordato Monaco. Con sufficienza e veramente povero.
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