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[Topic Unico] Serie B 2024/2025
Dale_Cooper ha risposto a Montero non fa prigionieri Discussione Serie A e Campionati Esteri
Anche perché non capisco come Vicenza, Triestina, SPAL, Padova, Ascoli e Perugia ad esempio dovrebbero portare meno ascolti o meno diritti tv di Reggina, Catania o Messina -
Mah, il "tifo pro domo propria" mi sembra proprio il contrario qui: si fa passare Ranieri per un martire che "solleva una questione giusta" quando in realtà ha torto marcio nel merito specifico. Perché per sostenere che ha ragione bisogna tirare in ballo mille altri casi totalmente diversi e non paragonabili, pur di dire che "il VAR funziona male", anche se in questo caso ha funzionato perfettamente. Il VAR è da sistemare? Sì, nessuno lo nega. Ranieri ha ragione? No. Perché? Perché solleva una questione nel momento sbagliato, per le ragioni sbagliate, e lo fa quando viene penalizzato. È la solita sceneggiata che fanno tutti gli allenatori, nessuno escluso. E lui non fa eccezione, anche se lo chiamiamo Sir Claudio. Se vogliamo discutere di VAR, benissimo. Ma usarlo come pretesto per giustificare una lamentela dopo un rigore chiaramente inesistente e tolto con pieno rispetto del protocollo è solo fumo negli occhi. Il resto sono solo acrobazie semantiche per buttare dentro polemiche passate e far sembrare sensata una protesta che, nel merito, non sta in piedi, imho.
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Sono passati tre giorni e ancora si tira fuori la storia che sia una chiamata errata "perché c'è contatto". Io veramente non ci voglio credere. La dinamica è chiarissima: l'arbitro, dalla sua visuale, vede Pasalic che mette il ginocchio e fischia rigore pensando al classico sgambetto. Dal VAR lo richiamano perché dalle immagini le ginocchia non si toccano minimamente. Lui va, guarda, vede che Kone si tuffa, e sì, ok, c'è un contatto tra le cosce, ma quando Kone è già in volo. Non è un contatto determinante per la caduta. Quindi rigore giustamente tolto per chiaro ed evidente errore. Più protocollo di così cosa si vuole? Io boh.
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Juventus 2024/25: il grande inganno dell'anno zero
Dale_Cooper ha aggiunto una discussione in Juventus forum
Mancano due partite alla fine di quella che doveva essere la stagione della rinascita. Juventus-Udinese e Venezia-Juventus chiuderanno il sipario su un'annata che ha il sapore amaro della resa. E neanche una resa dignitosa, combattuta fino all'ultimo respiro, ma la resa di chi si arrende senza combattere.. Una stagione indecorosa, umiliante, costruita su promesse mai mantenute e narrazioni tossiche per tenere buoni i tifosi mentre tutto crollava inesorabilmente. Doveva essere l'anno zero. Un progetto nuovo, una rifondazione seria. Ci è stato venduto come l'inizio di una rivoluzione tecnica e gestionale. Giuntoli prende le redini dell'area sportiva e affida la panchina a Thiago Motta, allenatore che l'anno scorso ha portato il Bologna in Champions. Un "uomo di Giuntoli", un allenatore moderno, finalmente direttore sportivo e allenatore lavoreranno in simbiosi. La tifoseria si galvanizza: finalmente si volta pagina. Il mercato estivo sembra confermare le promesse: arrivano Douglas Luiz, Di Gregorio, Thuram, Kalulu, Adzic, Cabal, Nico Gonzalez, Conceicao e Koopmeiners. Una lista che sulla carta sembra ottima. Partono Rabiot, Kean, Chiesa, Kostić, Iling-Junior, Soulé, Huijsen, Szczesny, Rugani (in prestito) e Nicolussi Caviglia. Alcuni addii che dispiace accettare, altri comprensibili. Ma il messaggio è chiaro: si ricostruisce. I primi segnali sul campo sono incoraggianti. Qualche vittoria convincente in campionato, un buon avvio in Champions. Poi, lentamente, iniziano i segnali del crollo. L'infortunio di Bremer a Lipsia è il primo sasso che fa franare la montagna. Nonostante la vittoria eroica in 10 contro 11 in Germania e il pareggio spettacolare con l'Inter a Milano, qualcosa si spezza. Da lì in poi, è un lento e inesorabile tracollo irreversibile. Partite gestite con superficialità, pareggi raccapriccianti contro squadre modeste, errori da principianti, giocatori che vagano in campo senza una minima idea, una reazione, un briciolo di dignità. Il 2-2 in casa col Parma è la perfetta fotografia di quella parte di stagione: una squadra molle, incapace di gestire le situazioni più elementari. Il rinvio di Suzuki e il coast-to-coast indisturbato di Bernabé che arriva al tiro in porta resteranno nella memoria come emblemi dell'incapacità collettiva. In Champions si alternano imprese a prestazioni indegne. Si batte il Manchester City ma si perde in casa con lo Stoccarda, si pareggia con Lilla e Aston Villa. Squadre ostiche? A parole. Nei fatti, quasi tutte verranno eliminate malamente lungo andare. La Juventus chiude ventesima nel girone unico. Tre vittorie, tre pareggi, due sconfitte. Nove gol segnati in otto partite. Una miseria. A gennaio, con la difesa a pezzi, ci si aspetta rinforzi immediati. Arrivano solo a fine mese: Renato Veiga il 27 gennaio, Lloyd Kelly il 3 febbraio. Troppo tardi. Danilo viene messo fuori per motivi disciplinari a fine dicembre, Fagioli lo segue a fine gennaio. Il caos sembra regnare. Nel dunque, in Supercoppa Italiana usciamo in semifinale contro il Milan, in modo grottesco. In Coppa Italia, l’Empoli ci elimina ai rigori a Torino, con le riserve in campo. In Champions, il PSV Eindhoven ci annienta nel ritorno dei playoff. Subiamo 30 tiri. Un'umiliazione. Thiago Motta sbrocca in conferenza e da la colpa ai giocatori. Il gruppo, già fragile, si sgretola completamente. Marzo è il mese della vergogna definitiva: 0-4 in casa contro l'Atalanta, 3-0 a Firenze. Partite senza reazione, senza cuore, senza spina dorsale. Thiago viene esonerato, arriva Tudor. Ma cambia poco. Il finale è lo specchio di tutto: sconfitta a Parma senza neanche provarci, espulsioni per reazioni scomposte, pareggi che non servono a nulla. E un quarto posto che rimane in bilico solo perché le altre arrancano. Questa non è stata una stagione di transizione. È stata una farsa. Una commedia che offende l'intelligenza di ogni tifoso. La dirigenza ha raccontato la favola dell’anno zero, del progetto triennale, della pazienza necessaria. Una narrazione tossica, utile solo a coprire le responsabilità di chi comanda. Il problema non è solo tecnico: è sistemico. Una società assente, muta, apatica, incapace di dare una direzione, di farsi sentire, di mettere la faccia. I giocatori sembrano un'accozzaglia senza identità, senza personalità, senza senso di appartenenza. Una squadra scollegata dalla realtà, incapace di capire cosa significhi indossare la maglia della Juventus. Una maglia che in questa stagione è stata infangata come raramente si era visto. Quindi, con l'estate alle porte, dico una cosa: basta proclami. Basta slogan, rivoluzioni di cartone, progetti che sembrano messi su con PowerPoint. Non ci crede più nessuno. Non si costruisce nulla dando in mano tutto a un allenatore inesperto, scaricandogli responsabilità che spettano alla dirigenza. Non si rifonda con giocatori che spariscono alla prima difficoltà. Non si va avanti con una proprietà che si limita a sopravvivere. La Juventus 2024/25 è la negazione stessa della Juventus. È l'esatto opposto della storia, della mentalità, del DNA vincente che per decenni ci ha contraddistinti. E per questo, a due giornate dalla fine, possiamo dirlo chiaramente: questa non è più la Juventus. E ora quindi eccoci qui: Juventus-Udinese e Venezia-Juventus. Due miseri appigli. Ma nemmeno vincerle potrebbe bastare. Ora stiamo qui, ad attendere il risultato di Atalanta-Roma stasera, sperando che la Roma non ci sorpassi. Siamo ridotti a fare il tifo contro gli altri, a sperare nei passi falsi altrui perché noi, in campo, non siamo più in grado di determinare nulla. Ed ecco la cosa che più mi dà fastidio: abbiamo perso la capacità di decidere il nostro destino. E questo no, non lo riesco ad accettare. Perché potrei perdonare tutto: l'errore tecnico, la sconfitta, persino una stagione storta. Errare è umano. Ma arrendersi senza neanche provarci, e riuscire ogni settimana nell’impresa di non migliorare nemmeno il nulla, è disgustoso. Vivere aggrappati da anni ai risultati degli altri, sperando che qualcuno vada peggio di noi, è il ritratto esatto del fallimento. Vi chiedo quindi qualche domanda: cosa ci aspetta nel futuro? Un'altra rivoluzione annunciata che finirà in un altro fallimento? Un mercato che prometterà rinforzi ma si tradurrà in scelte mediocri? C'è ancora una possibilità di rinascita, partendo dai fondamentali, cambiando radicalmente rotta? E soprattutto, è ancora possibile avere fiducia in una società che ha completamente smarrito la sua identità? Dobbiamo davvero accettare questa "nuova" Juventus o c'è ancora speranza di tornare ai vertici? Cosa bisogna cambiare, secondo voi? La dirigenza? I giocatori? E come vedete la Juventus nel prossimo futuro: il progetto può funzionare o siamo davvero alla fine? Siamo davvero disposti a continuare a tollerare tutto questo, o è arrivato il momento di pretendere un cambiamento radicale che parta dalla società?- 310 risposte
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Guarda, capisco quello che vuoi dire, ma sinceramente continuare a dire "nessuno lo ha smentito, quindi ha ragione" non è un criterio valido. Non è che se uno dice una cosa in conferenza stampa e non gli rispondono subito, allora ha automaticamente ragione. Il VAR può intervenire quando c'è un chiaro ed evidente errore, e in questo caso lo è: il rigore viene assegnato per un contatto che non provoca la caduta, che avviene dopo il tuffo. Non è questione di intensità o di interpretazione: l'episodio è viziato da una simulazione, ed è per questo che il VAR interviene. Il protocollo è chiaro. Ranieri può anche dire che vuole chiarezza, ma lo fa mentendo sul contatto ("Pasalic prende il ginocchio") e facendo passare l’idea che non si possa intervenire, quando invece proprio in casi come questi si deve intervenire. Non sta facendo un discorso oggettivo, sta difendendo un rigore che secondo lui ci stava, punto. Il fatto che nessuno della Juve (o di altri club) si lamenti pubblicamente non c'entra nulla con la correttezza o meno dell'episodio. Qui si parla di un intervento corretto del VAR, fatto secondo il protocollo. Ranieri sbaglia sul contatto e sbaglia sull'interpretazione del regolamento. Stop. Non stiamo discutendo del nulla, stiamo solo cercando di chiamare le cose col loro nome, senza trasformare ogni dichiarazione post-partita in una battaglia ideologica. Aggiungo una postilla: non esistono mai episodi uguali, anche se sembrano simili. Ogni contatto, ogni dinamica, ogni decisione arbitrale ha le sue specificità. Fare confronti tra casi apparentemente simili per sostenere che il VAR "funziona a caso" è una semplificazione che non tiene conto della complessità delle situazioni, imho.
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Il contatto c'è stato, ma non è stato determinante per la caduta di Kone, che si tuffa prima. È proprio questa la questione: è stata una simulazione, non un contatto che giustificasse un rigore.
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Ok, ma allora facciamo chiarezza: quando esattamente non è stata applicata la stessa modalità in un caso UGUALE a questo? Attenzione: non simile, non vagamente paragonabile, ma uguale. Ovvero: rigore fischiato in campo, contatto EVIDENTEMENTE successivo al tuffo, e il VAR non interviene per correggere. Perché se vogliamo parlare di coerenza, servono i dati concreti, non percezioni o generalizzazioni. Io finora un episodio identico gestito diversamente non l'ho visto.
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Ma infatti è proprio qui che sta il problema: non è cambiata nessuna regola. È sempre stato previsto che il VAR può intervenire se c'è un errore chiaro ed evidente. E nel caso di ieri è palese: Kone si tuffa prima del contatto, e il VAR interviene giustamente per correggere una decisione sbagliata in campo. Fine della fiera. Poi Ranieri può dire che "si può discutere", ma di fatto ha detto che per lui è rigore e che il VAR non doveva intervenire, cioè una tesi sbagliata, basata su una lettura distorta del protocollo che ha lui. Quindi no, non c'è nessuna regola cambiata. È solo un'uscita emotiva da post partita, come ne abbiamo viste mille.
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Veramente faccio una fatica enorme a comprendere questa estensione forzata del discorso ad altri episodi, al protocollo VAR in generale e alle zone grigie. Ma che c'entra tutto questo con l'episodio in questione? Ranieri sbotta in diretta tv per un rigore platealmente inesistente, dove il VAR interviene correttamente, e invece di fermarsi lì, tira in mezzo episodi diversi, situazioni non comparabili, e costruisce un discorso contorto per dare un senso a una decisione che non gli è piaciuta. Ma di che stiamo parlando? Io boh. Sarò io che non capisco, ma sinceramente provo imbarazzo per Ranieri, che si lancia in una crociata assurda pur di non dire semplicemente: "ok, giusto toglierlo." E lo dico da uno che del VAR pensa tutto il male possibile. Non lo considero infallibile, anzi, spesso è gestito male. Ma non ieri. Non in questo caso. Quindi boh davvero, non capisco. TRENTASEI partite... rigori a favore, espulsioni a favore, episodi dubbi girati bene per la Roma, Ranieri zitto. Arriva la 36esima, PRIMA CHIAMATA VAR A SFAVORE (!!!) peraltro corretta, e Ranieri sbotta in diretta nazionale. Risultato? "Eh ma sta facendo un discorso sul VAR", "sta chiedendo trasparenza", "è una voce fuori dal coro"... Io impazzisco, davvero.
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Appunto, ha detto che per lui è rigore. Quindi smettiamola di dire che non si è espresso sull'episodio. Lo ha fatto eccome, solo che non ha ragione. Sul protocollo, Ranieri può dire quello che vuole, ma non è che diventa vero perché nessuno lo corregge in diretta tv. Il VAR può intervenire in caso di errore evidente, e ieri l'errore era evidente: il rigore nasce da una simulazione, e il contatto arriva dopo il tuffo. Fidarsi ciecamente di un allenatore che parla a caldo, dopo una partita persa e un rigore tolto, non è un argomento valido. Ranieri dice che "non giudica", poi giudica. Dice che "non è per il rigore", poi si lamenta del rigore. Chiede spiegazioni e quando gli vengono date mette giù gli auricolari e se ne va incazzato. Tutto chiaro, dai.
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Ranieri non sta mettendo in discussione se il VAR interviene o meno in situazioni simili, ma si lamenta perché il VAR ha annullato un rigore che lui considera giusto. Si fa una domanda retorica sul fatto che se l'arbitro lo dà, il VAR non dovrebbe intervenire (ma questo è sbagliato: il VAR può intervenire se c'è un errore evidente). Quindi come si fa a fare un salto logico da queste dichiarazioni, che sono puramente una difesa di un rigore che lui vuole, a una riflessione sul VAR che "a volte interviene e a volte no"? Non c'è coerenza: Ranieri vuole il rigore e basta. Se avesse voluto fare una critica al funzionamento del VAR, lo avrebbe fatto in modo più oggettivo e chiaro, tirando in ballo situazioni analoghe, e facendolo anche quando le cose gli giravano bene... Invece lo fa a due partite dalla fine, dopo un rigore negato, al primo intervento a sfavore in tutto l'anno del VAR.
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"Però volevo sapere se il rigore c'era o non c'era. Ci hanno detto sempre che il VAR interviene solo se c'è un evidente errore, lì si vede chiaramente che Pasalic sbaglia l'intervento e va a prendere il ginocchio del mio giocatore. Non si può fare una volta sì e una volte no, sicuramente c'è una disparità di giudizio: quello è rigore, se l'arbitro l'ha dato poi non si può intervenire, questo ci è stato detto. Accettiamo tutto però vogliamo sapere per giustizia sportiva perché è intervenuto. Come si fa a dire che non è rigore?" Ovvia osservazione oggettiva sull'utilizzo del VAR in situazioni ambigue
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No, attenzione davvero: Ranieri era furioso perché gli hanno tolto un rigore che voleva e che, oggettivamente, non c'era. Punto. Tutta la storia del "per regolamento il VAR non può intervenire" non regge, perché non è vera. Il VAR può intervenire eccome in caso di errore chiaro ed evidente, come in questo caso: Kone si tuffa, e solo dopo c'è un contatto minimo, tra le cosce, del tutto irrilevante per la dinamica della caduta. E Ranieri non dice affatto che "il rigore ci può stare e no". Dice: "Pasalic va a prendere il ginocchio del mio giocatore", cioè afferma che secondo lui è rigore. Solo che poi si copre con la solita formula "non giudico, voglio sapere". Ma è evidente che lo sta giudicando, eccome. Quindi nessuna falsità: Ranieri ha fatto una polemica basata su un presupposto sbagliato, e il VAR ha agito secondo protocollo.
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Capisco il tuo punto, ma si sta spostando il discorso. Il problema non è il VAR in generale (sul quale possiamo essere tutti d'accordo che ci siano incongruenze), ma l’episodio specifico di ieri. E in questo caso, il protocollo è stato rispettato alla lettera: il VAR è intervenuto per correggere un chiaro ed evidente errore. Non c'è contatto che giustifichi la caduta, il giocatore si butta prima e solo dopo c'è un minimo contatto tra le cosce. È una simulazione, punto. Poi certo, se vuoi parlare in generale del fatto che il protocollo VAR venga applicato in modo incoerente da una partita all'altra, ti do anche ragione. Ma questo non significa che ieri ci sia stato un abuso del "libero arbitrio". Significa che in altri casi il VAR ha sbagliato a non intervenire, non che ieri non dovesse farlo. Quindi mescolare l’episodio corretto di ieri con altri errori veri o presunti, non aiuta la discussione, anzi...
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Ma ancora una volta: non è questo il punto del topic, e non è nemmeno quello che diceva Ranieri. Tu stai parlando della coerenza nell'applicazione del VAR su situazioni dubbie, discorso legittimo, per carità, ma del tutto scollegato dal caso di ieri. Perché non parliamo di un episodio dubbio, ma di un rigore sbagliato, assegnato su una simulazione, con un contatto che arriva dopo il tuffo. E in quel caso, il VAR ha fatto il suo dovere. Quindi no, non basta dire "eh ma se fosse successo a noi…" perché non è successo a noi, e quello che conta è la realtà dell’episodio, non l’ipotesi emotiva.
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Guarda che Ranieri non fa intendere affatto che non è rigore, anzi... quoto: "Come si fa a dire che non è rigore?" A caldo butta lì il discorso sul "protocollo", sulle regole, sulla "giustizia sportiva", ma è evidente che rosica perché il rigore lo voleva. Altroché non è mai rigore.. Fa la solita generalizzazione in stile grandeur, ma la prova del nove ce l'hai nei comportamenti in altre partite: quando succedono cose ben più ambigue a favore della sua squadra, tipo Roma-Napoli, dove manca un rigore netto per il Napoli, sta zitto e fa il signore. Oppure a Milano con l'Inter, quando fa pure la battuta sul “adesso iniziano a lamentarsi” alla panchina avversaria. Quindi diciamo le cose come stanno: quando gli gira bene, elegante e silenzioso, quando gli gira male, parte la crociata contro il sistema. È il solito copione, solo con toni diversi.
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Guarda, io sinceramente non voglio entrare nel campo dell’ipotetica, del "se fosse successo a noi" ecc. mi interessa francamente poco. Qui si parla di un caso concreto, con dinamiche chiarissime: il rigore assegnato era sbagliato, il VAR è intervenuto correttamente, e tutto il resto è fumo. Poi certo, capita che il VAR non intervenga su situazioni dubbie? Sì, succede. Ma non significa che ogni volta che lo fa sia automaticamente un errore. Il VAR dovrebbe intervenire sempre su errori evidenti, e ieri c'erano tutti i presupposti, fine del discorso.
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Continui a non cogliere il punto. Il problema non è il protocollo VAR, o almeno, non in questo caso specifico. Ieri, con il protocollo attuale, il rigore viene giustamente annullato. Non c'è alcuna ambiguità, nessuna zona grigia. E non c'entra niente con quello che dice Ranieri. Ranieri si lancia in un discorso sui contatti lievi, chiedendo "ma il VAR può intervenire su un contatto lieve?". Ma qui non c'è un contatto che causa la caduta di Kone. Il tuffo arriva prima. Il contatto (se proprio lo vogliamo chiamare così) avviene dopo, tra le cosce. Nessuna dinamica da rigore. È una simulazione, e il VAR fa il suo dovere: corregge un errore evidente. Poi oh, se vuoi dire che il protocollo VAR in generale è ridicolo, lo firmo pure io, eh. Ma non puoi usare questo episodio come esempio, perché qui il VAR ha funzionato esattamente come dovrebbe.
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Ma il problema non è quello, Il problema è non spacciare la rosicata per un trattato filosofico sul VAR. Perché poi diventa ridicolo. Ranieri ha fatto quello che fanno tutti quando perdono per un episodio che non gli va giù: si attacca a tutto, si lamenta, solleva dubbi. Umanamente comprensibile? Ok. Ma non venitemi a dire che stava facendo una riflessione oggettiva e imparziale. E lo dico da spettatore neutrale: a me della Roma che va o non va in Champions frega zero, anzi ieri pensavo pure che vincesse. Figurarsi se mi metto lì a tifare gli altri per sperare che la mia squadra vada o no in Champions. Ma ieri l'intervento del VAR è corretto, e la reazione di Ranieri è solo una rosicata, travestita da appello alla giustizia sportiva. Solo il classico sfogo post-partita.
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Ranieri fa esattamente quello che fanno tutti: si lamenta solo quando gli conviene. Dove stava tutta questa sete di giustizia sportiva quando in Roma-Napoli il VAR non interviene su un rigore netto per il Napoli? Silenzio assoluto. E a San Siro, quando dice al quarto uomo “adesso iniziano a lamentarsi”, riferito alla panchina dell’Inter su un intervento al limite? Lì invece è bravo a fare il saggio zen che minimizza tutto, perché gli stava andando bene. È questo il punto: fa come fanno tutti, nessuna eccezione. Quando gira male, allora ci si improvvisa esperti di protocollo e si pretende trasparenza assoluta. Quando invece l'episodio gira a favore, ci si mette il dito sulle labbra e si va avanti. Quindi non facciamo passare Ranieri per il paladino della giustizia, che stavolta è solo uno che ha perso la brocca e cerca un appiglio mediatico. Ma poi è evidente quando dice "non sto dicendo se è o non è rigore, sto chiedendo se il VAR può intervenire sui falli bassi". Dai, è un gioco dialettico disperato, e pure piuttosto goffo. Sta evidentemente dicendo che secondo lui è rigore (lo dice... dice che è fallo), ma non lo vuole dire apertamente così se la gioca sul piano del principio. Che poi il VAR faccia schifo in generale, possiamo anche essere d’accordo. Ma non quando corregge un errore chiaro. Il VAR fa schifo quando interviene a casaccio, quando resta zitto davanti a rigori netti, quando entra su episodi soggettivi. Qui ha solo fatto il suo lavoro su un tuffo. Ranieri si attacca ad un contatto che avviene con il giocatore già in volo. Un appiglio disperato. Ranieri è un grande del nostro calcio, ma non è intoccabile. Stavolta ha fatto una sparata come tanti e va trattata per quello che è.. una reazione emotiva e strumentale a caldo. Fine.
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Juventus 2024/25: il grande inganno dell'anno zero
Dale_Cooper ha risposto a Dale_Cooper Discussione Juventus forum
Condivido molto il tuo ragionamento finale. E capisco benissimo anche il discorso sulle esigenze di mercato e sulla difficoltà di piazzare certi giocatori ereditati da gestioni precedenti. Quello che volevo sottolineare nel mio post, però, è che questo tipo di circolo vizioso rischia di ripetersi. Perché se oggi ci sveniamo per Koopmeiners, Douglas Luiz, ecc., e per farlo cediamo Soule, Huijsen, Kean... magari tra due anni ci ritroveremo di nuovo nella situazione in cui dobbiamo vendere quelli "con mercato" per far quadrare i conti, mentre i nuovi "invendibili" li avremo appena messi in rosa adesso. Il punto non è essere contrari a Koopmeiners o Di Gregorio, ma al fatto che, se davvero si voleva puntare su un progetto giovani, si poteva fare un percorso diverso: valorizzare chi già avevi in casa, crescere gradualmente, e magari fare operazioni più mirate, senza inseguire per forza profili da 40-50 milioni. Alla lunga, forse, sarebbe stato meno appariscente ma più sostenibile, imho. -
No ragazzi, dai... Ranieri può pure metterla giù con toni da inquisitore che "vuole solo sapere", ma la sostanza non cambia: si è lamentato perché gli hanno tolto un rigore che NON c’era, punto. Tutto il teatrino del "voglio solo capire se il VAR può intervenire sui falli bassi" è un modo furbo per non dire esplicitamente che secondo lui il rigore c’era, ma allo stesso tempo mettere in dubbio la legittimità dell'intervento del VAR. Un gioco dialettico che serve solo a creare il dubbio e a buttare benzina sul fuoco. Il problema è che qui non si tratta di interpretazione, si tratta di fatti: -Kone si tuffa platealmente prima del contatto. -Il contatto (se lo vogliamo proprio chiamare così) è con le cosce, non col ginocchio, avviene ben dopo il tuffo, con il giocatore già in slancio. -Il VAR interviene perché il rigore è stato assegnato su una simulazione, e quindi l'errore è chiaro e oggettivo. E questa cosa che "il VAR non può intervenire sui falli bassi" è una mezza verità male interpretata. Il VAR non interviene sui contatti leggeri o dubbi, ma se l’arbitro si fa ingannare da una simulazione (e qui parliamo di un tuffo scolastico) il VAR interviene eccome, ed è giusto che lo faccia. Se Pasalic lo avesse toccato prima dello slancio il rigore sarebbe stato assegnato, giustamente. Poi dai, tutta la pantomima finale su Sozza che "non lo ha degnato di spiegazioni"... ma davvero vogliamo metterla sulla vittima mancata di rispetto? Ma basta, dai. Ha perso, gli girano, e ha costruito un caso mediatico su una cosa che tecnicamente è ineccepibile. Se vogliamo lamentarci del VAR lo facciamo quando viene usato male, non quando corregge un rigore inesistente. Ranieri ha fatto il suo show. Che si rispetti come uomo di calcio non significa che ogni volta che si lamenta abbia ragione. Stavolta ha fatto una figuraccia, e il resto sono solo arringhe da social per far passare una narrazione che non regge alla prova dei fatti.
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Ma guarda, il paradosso è che nemmeno Ranieri ha capito il senso di quello che diceva. Quello che ha fatto è semplicemente una rosicata colossale, niente più e niente meno. Riascoltiamolo: "Pasalic sbaglia l'intervento e prende il ginocchio del mio giocatore", si sfiorano le cosce, dopo che Kone si è già tuffato in avanti in stile piscina. È un contatto postumo, non può mai essere rigore. E infatti il VAR interviene correttamente, perché l'errore è evidente: non c'è fallo, c'è simulazione. Poi dice: "Ci hanno detto che il VAR interviene solo se c'è un evidente errore". Appunto. È quello che è successo. Se l’arbitro in campo non ha visto bene e fischia un rigore per un tuffo, è un evidente errore, quindi il VAR deve intervenire. Il punto è che Ranieri, preso dalla frustrazione, cerca una scappatoia dialettica, ma gli si ritorce contro. Dice che vuole "giustizia sportiva", ma intanto racconta una versione distorta dell’episodio. Parla di contatto sul ginocchio che non esiste, ignora che il tuffo di Kone è antecedente a qualsiasi contatto, e poi si lamenta della discrezionalità del VAR, quando proprio in questo caso la discrezionalità ha corretto un errore evidente. Ranieri è un grande personaggio del calcio, per carità, ma stavolta ha perso la partita e, come spesso gli capita in questi casi, ha perso anche lucidità. E il dramma non è che la gente non capisce lui... è che molti (non tu, ovviamente) fanno finta di non capire cosa è successo realmente in campo, pur di sostenere la narrativa del "poveri noi penalizzati".
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Ragazzi, io davvero non ci posso credere. Stamattina sto leggendo commenti assurdi in giro per il web... "Eh ma non avete capito quello che intendeva dire Ranieri", come se stessimo parlando di un trattato di filosofia o di un saggio esistenzialista alla CS Lewis. Ma per favore, dai. Qui non c'è nessun profondo ragionamento sul protocollo, nessuna questione di principio. C’è semplicemente un allenatore che ha perso una partita importante, gli girano (comprensibilmente), e se la prende con l’unica cosa che può: una decisione arbitrale. Una rosicata bella e buona, e basta. Il rigore? Annullato giustamente. L’episodio è chiaro: Kone si tuffa platealmente, il contatto con l’avversario arriva DOPO che lui si è già lanciato a terra. Marelli lo spiega benissimo: anche se un contatto c'è, è successivo al tuffo, quindi non può mai giustificare un rigore. È un tentativo evidente di simulazione. Ora mi chiedo: secondo la "teoria Ranieri", se io domani decido di buttarmi a terra da solo in area, ma nella parabola del tuffo sfioro un avversario, allora il VAR non può intervenire perché "c'è contatto"? Ma davvero siamo arrivati a questi livelli? E ricordiamoci anche che parliamo della prima chiamata contro di tutta la stagione per quella squadra. Trentasei giornate senza una chiamata VAR sfavorevole e adesso, al primo episodio in cui il VAR interviene (giustamente tra l'altro), si grida allo scandalo? Ah, e già che ci siamo: Ranieri che oggi fa la morale sul VAR, l’anno scorso dopo Cagliari-Juve 2-2 parlava di punizione inesistente (!!!) sul gol del pareggio nostro, ignorando completamente un rigore gigantesco negato alla Juve su Bremer, con Mina che gli apre la testa in area. Due pesi, due misure, come sempre. Si possono avere opinioni diverse, ma almeno non raccontiamoci favole. L’episodio è limpido. E se poi uno ha bisogno di un alibi per coprire una sconfitta, che lo faccia, ma non ci costringa a prenderlo sul serio con queste rosicate di bassa lega.
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Juventus 2024/25: il grande inganno dell'anno zero
Dale_Cooper ha risposto a Dale_Cooper Discussione Juventus forum
In ordine sparso: Ripartire da una struttura chiara: o si conferma l'area sportiva, o si cambia subito. La permanenza di Giuntoli non deve essere automatica: se la società non gli da pieno potere decisionale, o lo dovesse tenere con la condizionale, allora meglio cambiare. Una figura dimezzata o isolata è inutile. Se confermato, deve avere carta bianca: scegliere l'allenatore, i rinforzi, la gestione dello spogliatoio, senza condizionamenti esterni o aziendalistici. Se si cambia, si prenda una figura tecnica forte. Allenatore: serve una guida con personalità, idee chiare e capacità di costruire. Partendo dal fatto che Tudor è una toppa, non una base: a luglio serve un allenatore di progetto, non un traghettatore. Le mie idee, che per fortuna non verranno mai ascoltate () : Marcelo Gallardo: identità chiara, mentalità vincente, esperienza nella gestione di spogliatoi complicati, abituato a lavorare con giovani e con un'idea ben precisa di calcio. Franck Haise: calcio propositivo ma equilibrato. Grande lavoro sui giovani, umiltà e identità. Perfetto se vuoi costruire in modo sostenibile. Matthias Jaissle: pressing moderno intenso, con un gioco diretto ma non confusionario. Perché questi nomi? Perché l'allenatore non esiste con il nome o con il passato ma esistono per il contesto in cui stanno. Haise l'avrei voluto tra l'altro l'anno scorso e pensavo potesse essere una "Giuntolata" a fine maggio quando ancora non si ufficializzava Motta. Perché? Perché per la rosa in quel momento per me sarebbe stato ottimo. Jaissle per me andrebbe a nozze con tanti di questi giocatori, ha esperienza per fare da collante con la Next Gen, potrebbe accettare un ruolo "expanded" che preveda anche una sorta di supervisione delle giovanili. Gallardo mi è sempre invece piaciuto e mi piacerebbe averlo. Mercato: meno nomi, più logica. E sostituire BENE chi parte. Il mercato deve puntare su gente funzionale, dev'essere accorto, dev'essere tutto tranne che "quantitativo". Basta prendere giocatori senza un ruolo chiaro nel progetto tecnico ma presi per fare il coup d'etat. Spogliatoio: serve una bonifica culturale. I casi Fagioli, Danilo, le reazioni scomposte: tutto sembra segnalare un gruppo senza guida e senza valori. Non basta "avere giocatori", serve una squadra con riferimenti chiari. Basta coccolare gente inconsistente. Serve almeno una figura carismatica da inserire nella rosa o che faccia da collante tra tutti i reparti societari (alla Chiellini). Costruire una leadership diffusa: Koopmeiners, Douglas Luiz e altri dovevano diventare colonne quest'anno, non turisti con lo stesso stato d'animo dei pulcini bagnati. Comunicazione e onestà: parlare chiaro ai tifosi. Basta racconti da conferenza stampa "corporate". Serve una linea di comunicazione sportiva, che dica le cose come stanno. Non promettere titoli e slogan. Chiedere pazienza vera, ma in cambio offrire identità e lavoro visibile. Chi continua a parlare di "DNA Juventus" mentre sul campo si cammina, sta solo coprendo il fallimento. Punto forse più importante: ristrutturare la società: via i profili aziendali, dentro dirigenti di calcio vero. Uno dei motivi per cui il progetto è già imploso è che la Juventus non ha una vera guida sportiva a livello societario. I vertici attuali sono figure di transizione, imposte dalla proprietà dopo i problemi legali. Ma non rappresentano il club, non trasmettono appartenenza, e soprattutto non comunicano competenza calcistica. Questo è un vuoto GRAVISSIMO: nessuna grande squadra europea funziona senza una dirigenza forte, presente e visibile. Quello che manca è un "presidente sportivo" o un figura di vertice con competenze calcistiche reali, che dica le cose in faccia, difenda il club, si assuma le responsabilità... che sappia leggere le dinamiche dello spogliatoio e dell'esterno (media, tifosi, avversari)... che abbia il carisma per guidare la Juventus. Serve gente lì per SCELTA, non solo per incarico aziendale.. Di esempi concreti non ne ho in mano, ma sono sicuro che esistano. Edit: ci ho messo mezz'ora e ho pure fatto un casino con il layout, perdonami.
