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Dale_Cooper

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  1. Hai preso 8 goal in due partite da Norvegia e Israele. Poco altro da dire. Si facciano riflessioni profonde perché si rischia con tutte ai playoff.
  2. Con Gattuso in panchina, Gravina che crede di essere il miglior presidente della storia della FIGC e 'sto branco di gente senza carattere e leadership, ci batte qualsiasi squadra che abbia un minimo di organizzazione e orgoglio nazionale.
  3. Ho la soluzione: Milan-Como a Perth, vedrete che sistemerà il calcio italiano
  4. Che è il miglior presidente della FIGC probabilmente.
  5. Fate vedere a 'sto branco di giocatori le ultime due partite dell'Irlanda... giusto per far capire come si gioca una partita in nazionale...
  6. Mi raccomando, non gridategli di andare a lavorare a 'sti qui eh, mi raccomando... Gattuso allenatore, squadra di gente senza il minimo orgoglio. Complimenti FIGC.
  7. Eh. E Barella se mettesse metà dell'impegno nel chiacchierare con l'arbitro nello svegliare Retegui e compagnia bella sarebbe già un bel passo avanti.
  8. Vabbè quello è implicito. Ma il talento da solo non ti fa uscire da situazioni come quelle in cui ci troviamo da anni. Sia noi che la nazionale.
  9. Manca un leader a questa nazionale. Tanto quanto ne manca uno alla Juventus. Nessuno trascina 'sta manica di giocatori a fare un passo in più degli altri. Nessuno che si prende la squadra sulle spalle. Dove vogliamo andare con della gente simile?
  10. Il punto è che un risarcimento esiste già da molti anni. C'è una sorta di "polizza assicurativa" pagata dalla FIFA che indennizza i club quando un giocatore si infortuna in nazionale, coprendo lo stipendio del giocatore in questione. L'unica cosa è che scatta solo se il giocatore resta fuori almeno 28 giorni. Quindi su Anguissa (e casi simili in passato a noi tipo Cabal o Pjaca) il meccanismo di risarcimento c'è già. Il problema è che ormai non si fa più informazione ma si cerca il clickbait... E fa più visualizzazioni De Laurentiis incagnato piuttosto che spiegare che la FIFA abbia un Club Protection Program attivo da un bel po'.
  11. Dale_Cooper

    Tifo Juve perché

    Tifo Juventus per pura tradizione familiare: mio padre, mio nonno e il mio bisnonno erano tutti juventini, quindi diciamo che non avevo molte alternative. Ho pochissimi ricordi nitidi di tutti noi quattro davanti alla tv a guardare la Juve, però ho ancora delle foto in cui siamo tutti lì, sul divano, a seguire la partita, e io avrò avuto tipo 3 o 4 anni.. Per come me l'hanno sempre raccontata, da ragazzo il mio bisnonno andò a vedere un Brescia-Juve a fine anni '20 o inizi anni '30 e da lì si innamorò del calcio e della Juve, nonostante fosse soprattutto un malato di ciclismo e della Mille Miglia. Mio nonno ancora oggi racconta di quando suo padre gli parlava sempre di Binda, e ogni tanto scherza dicendo che la FIGC magari ha fatto una roba simile a quella di allora... giusto per farci smettere di vincere.
  12. Dale_Cooper

    Tifo Juve perché

    Credo sia Anzolin il portiere, può darsi che sia il o il 1969 o il 1970 (anno in cui si trasferì all'Atalanta credo)
  13. Dale_Cooper

    Calcio Estero • Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue1, Eredivisie

    A proposito della rubrica arbitri bravi e dove trovarli. Giallo per simulazione all'attaccante e niente on-field review. Che disastro.
  14. Siamo il primo club in Italia che segue le nuove regole ufficiali europee sulla sostenibilità delle aziende (inclusione, parità di genere, impatto sociale e ambientale, mobilità sostenibile, energia rinnovabile, riforestazione e iniziative di economia circolare).
  15. Ma infatti, gli automatismi davanti devono arrivare per forza, o quantomeno bisogna martellarci in allenamento.. vuoi più linee di passaggio al centrocampo (non solo la palla comoda sui piedi), o vuoi più movimenti coordinati senza palla (uno viene incontro, uno va in profondità, uno si butta alle spalle), o vuoi meno situazioni in cui gli esterni/mezzi trequartisti devono saltare due uomini di default solo per guadagnarsi un tiro/cross decente. Se ogni volta che prendi palla negli ultimi 25 metri sei in 1v2 o 1v3, è chiaro che sembri sempre costretto alla giocata diciamo "eroica". Sul discorso aggressività/cattiveria, purtroppo lì si entra nel campo di cose che non sono solo tattica secondo me. È proprio questione di squadra.. ci sono (e ci sono stati) gruppi che sulla carta possono fare QUELLO che vogliono, ma se manca una gerarchia chiara o una vera leadership (o al contrario ci sono troppe teste che vogliono comandare), finiscono per collassare su se stessi con nessuno guida i momenti partita.. altri, magari meno talentuosi, hanno quei 2 o 3 giocatori che dettano il tono emotivo: quelli che urlano, richiamano, alzano il ritmo, fanno il fallo giusto (quanto ci manca questo fatto in difesa? Gatti proprio con la Cremonese ad esempio), trascinano il pressing, ecc. La Juve, oggi, si trova quasi in mezzo: come caratteristiche di base non siamo una squadra scarsa... ma manca ancora quello step in cui qualità tecnica, automatismi e leadership si sommano e ti fanno diventare una squadra che nella trequarti avversaria vive invece di sopravvivere. L'esempio che fai con Vlahovic+Openda è perfetto ed è quello che ho detto nel post-partita con il Toro... quando Dusan ha uno con cui dialogare, che gli pulisce linee, che si muove tanto senza palla, lui sembra un altro giocatore, poco altro da dire. Il problema è che quella roba deve diventare la norma, non l'eccezione...
  16. Secondo me hai centrato il punto... ma io non la farei ricadere SOLO sull'allenamento, e ti spiego perché. Se fosse solo un problema di movimenti offensivi, avresti forse qualche annata storta, cambi staff, cambi metodo, e a un certo punto qualcosa si sblocca, per forza anche di cose. Qui invece (come dici tu) è una costante che attraversa allenatori, staff, dirigenti e pure metà rosa diversa. Quando una cosa è così ricorrente, di solito vuol dire che è più di sistema. Per dire, può anche essere che i movimenti offensivi li lavorino eccome in settimana, ma se agli attaccanti chiedi di correre dietro, coprire linee, rientrare, marcare (per mancanze tattiche/caratteristiche/ecc.), se arrivi negli ultimi 25 metri sempre con poca gente e poco campo, alla fine quello che alleni di più paradossalmente è la fase difensiva, anche quando non te ne rendi conto. E i giocatori questo lo sentono... in campo fai davvero bene solo quello che percepisci come prioritario. Negli ultimi anni, alla Juve, la priorità non è mai sembrata "buttiamoci dentro in 4-5 a fare male" Un'altra cosa è il problema, come detto prima, strutturale.. se non esiste un 11 titolare, non esiste nemmeno una vera catena offensiva. Mi spiago meglio: per attaccare bene servono degli impianti stabili: l'esterno che sa quando il nove taglia, la mezzala che sa dove troverà il trequartista, i tempi del cross, i movimenti a rimorchio.... Se ogni settimana cambi: modulo, principi di gioco, gerarchie, ruoli (uno fa la seconda punta, poi l'esterno, poi il quinto, poi la mezzala ibrida... ma che è ) non puoi MAI fare il salto da "ogni tanto capita l'azione ben costruita" a "la squadra ha automatismi offensivi". Sulla questione attaccanti hai ragione forte:... Il fatto che quasi tutti qui sembrino peggiorare in termini di numeri ti dice una cosa: o la Juve è una specie di triangolo delle Bermuda degli xG oppure c'è qualcosa di strutturale nel modo in cui costruiamo l'azione, che schiaccia il potenziale offensivo dei singoli. Ed è qui che, per me, può entrare il discorso tattico e tutto quello che diciamo... Quindi sì, hai ragionissima quando dici che non può essere solo colpa degli attaccanti e che sembra mancare un lavoro profondo sull'ultimo quarto di campo. Però a me sembra più un problema di identità e continuità, ecco.. Finché la Juve non avrà un 11 riconoscibilee un'idea offensiva che dura più di 2 mesi potrai cambiare allenatori, vice, preparatori... ma l'attacco continuerà a sembrare qualcosa di alieno alla squadra, imho...
  17. Bella domanda.. perché ci sta mangiando il fegato un po' a tutti. Secondo me è un mix di diverse cose.. e nessuna da sola spiega tutto. Prima cosa: la parte qualitativa e di rifinitura.. Una fetta del problema è proprio tecnica.. perché arriviamo bene fino ai 20 metri, ma lì spesso o manca l'ultimo passaggio facile, o scegliamo il tiro invece del filtrante (o viceversa), o i tempi di inserimento non sono sincronizzati (area piena quando non crossiamo, vuota quando crossiamo). Per esempio, nelle ultime due gare hai visto una Juve che essenzialmente domina ma che attacca ancora in modo un po' scolastico diciamo.. tanti cross, poche combinazioni centrale veloci, pochi inserimenti senza palla... Questa roba si allena.. automatismi, movimenti codificati, più uomini dentro l'area, meno azioni in cui Dusan è praticamente l'unico a occupare l'area... Spalletti questa strada sembra che la voglia percorrere... Ma a parole anche i suoi tre predecessori volevano farlo.. Seconda cosa: la parte un po' random... Perché c'è anche da dire che in questo periodo gira proprio ma proprio male. Occasioni pulite ne crei, ma ogni volta manca mezzo centimetro, una deviazione, un rimbalzo, portiere modalità Neuer... Poi oh, non è solo sfortuna (perché se non tiri bene e non fai una buona rifinitura, come scritto sopra, il "fattore didietro" non esiste) ma è anche quello. Diciamo che siamo in uno di quei cicli in cui per segnare dobbiamo creare più di quanto normalmente servirebbe a una squadra di questo livello, mentre agli avversari basta un tiro per segnare a volte... E non è solo sfiga eh, è anche il fatto che si è troppo morbidi sia davanti (e non segni) e dietro (prendi goal subito). Terza cosa: leadership e lettura dei momenti Un punto che secondo me è ancora troppo sottovalutato: la leadership. I goal non nascono solo dalla lavagna, ma anche da giocatori che sanno prendersi sulle spalle la squadra... e quanto manca a questa Juventus uno in campo che sente il "momento buono" e fa accelerare la squadra? Quello che prende a parole i compagni (adesso li chiudiamo, andiamo dentro, alziamo i giri), uno che aggredisce la partita mentalmente, non solo tatticamente? Noi oggi abbiamo buoni giocatori, ma non abbiamo quel profilo lì.. il Tevez, il Mandzukic, il Vidal di turno che, nel quarto d'ora in cui l'avversario è sulle gambe, trasforma un'inerzia favorevole in goal a prescindere dalla perfezione del sistema. Adesso succede spesso il contrario: controlliamo, creiamo, non segniamo.. l'avversario resiste e quindi psicologicamente si rafforza, mentre noi ci innervosiamo e diventiamo più frenetici e meno lucidi. Questa è palesemente mancanza di leadership secondo me, più che tattica che non c'è. Quindi... più automatismi negli ultimi 20 metri, più uomini che attaccano l'area, più combinazioni interne, far crescere di testa gente come Thuram e Koop. Poi a gennaio andare a prendere un profilo che porti carattere e fame... uno che, quando mancano 20 minuti e stai dominando, non accetta l'idea del pareggio neanche per sbaglio, ecco. Perché ok, c'è un problema di rifinitura, sì, c'è un periodo storto gigante, ma finché non avremo quei giocatori che guidano la squadra DENTRO il goal, continueremo a commentare troppe partite da "la Juve gioca bene ma il risultato e i goal non arrivano".
  18. Lavagne, Raddoppi e Rosari: il derby lo vince Paleari (e un po' il sonno) Oggi, ve lo dico, sono in versione "extended mix" perché c'è la pausa nazionali, quindi preparatevi un the caldo. Finisce 0-0 il derby all'Allianz. Juve e Torino si dividono la posta, ma non in parti proprio uguali: la lavagna ci parla di una Juve numericamente dominante (oltre il 70% di possesso, 20 tiri a 8, xG circa 1.9 vs 0.4 a favore dei bianconeri), il tabellone dice zero goal di nuovo e la classifica si muove di un solo punticino. Se qualche giorno fa era Rui Silva a parare tutto, stavolta il casting per "portiere in giornata da supereroe contro la municipale" (cit. Meganoidi) l'ha vinto Paleari, MVP un po' ovunque. La lavagna: 3-4-2-1 vs 3-5-2 La Juventus si piazza con un 3-4-2-1 di Tudoriana memoria: Di Gregorio Kalulu - Rugani - Koopmeiners McKennie - Locatelli - Thuram - Cambiaso Conceicao - Yildiz Vlahovic A differenza di Tudor, però, vediamo i braccetti molto più coinvolti (Koop quasi un regista aggiunto, Kalulu più aggressivo), quinti larghi ma molto più attivi nel gioco e doppie mezzapunte alle spalle del nove molto meno "isolati". Torino invece che si schiera con un 3-5-2: Paleari Ismajli - Maripan - Coco Pedersen - Ilic - Casadei - Vlasic - Lazaro Ngonge - Simeone Piano partita in tre righe: Juve: recuperare subito la palla, schiacciare il Toro, vincere il derby e vincere anche la timidezza in zona goal. Toro: bloccone generalmente basso, difesa direi quasi a cinque e più larga della tangenziale di Bologna, linee però strette, transizioni e sperare che davanti uno tra Simeone e poi Adams/Zapata la mettano dentro. Spoiler: davanti non la mette dentro nessuno, ne dei nostri, ne dei loro. Dietro, invece, il Toro costruisce un condominio e ci mette Paleari come amministratore speciale. Primo tempo: la Juve spinge, il Toro prega, Paleari para La Juve parte forte. finalmente non andiamo sotto al primo tiro, e già questo per la rubrica rosari è un piccolo miracolo. Il pallone vive stabilmente nella metà campo granata: possesso Juve oltre il 70%, PPDA (indice di pressing) bassissimo per noi, altissimo per loro. Traduzione: noi pressiamo come forsennati, loro guardano e respingono. Tatticamente, Koopmeiners spesso sale fino alla metà campo avversaria, trasformando la linea in una specie di 2+1 con Kalulu più alto e aggressivo; Thuram strappa, accompagna, si propone tra le linee; Yildiz viene dentro al campo, prova qualche tiro a giro ma non è proprio la sua giornata; Conceicao, per non far fare brutta figura solo al turco, alterna fiammate a momenti di "oggi non è proprio la mia partita". Par condicio. Il Toro a parte qualche ripartenza timida, non vede praticamente palla, ma il copione è chiaro: 5-3-2 in non possesso, tutti dentro l'area, e se proprio si alza la testa è per cercare la profondità su Simeone o Ngonge. Secondo tempo: Simeone fuorigioco, Adams e Di Gregorio, David e Zhegrova Ripresa, generalmente stesso tema, un pelo meno aggressivo, inizio (come spesso ci capita) da incubo e con qualche colpo di scena degno della rubrica. -Toro quasi versione "colpo gobbo". Prima Simeone scappa dietro la linea, si presenta davanti a Di Gregorio e segna. Solo che è in fuorigioco largo quanto via Cristoforo Colombo, quindi si riparte sereni (più o meno). Poi entra Adams, e su un errore di Gatti il Toro rischia il colpaccio vero e proprio. Difesa bianconera un po' tanto leggera, Adams viene lanciato e DiGre si fa perdonare un po' di cose finalmente. -Spalletti mette tutto: David, Zhegrova, poi Openda. Spalletti capisce che il derby rischia di scivolare nel classico "0-0 like it's 1999" ma anche "lo perdo like it's 1995" e comincia a cambiare le pedine offensive: Dentro David e Zhegrova, poi Openda e nel finale anche Adzic. L'idea è anche abbastanza chiara: -David che attacca l'area in modo più istintivo, -Zhegrova che porta uno contro uno e cross sul secondo palo, -Openda per aggiungere strappi e tiri. Ci scappano anche un paio di corner "misteriosamente" trasformati in rinvii dal fondo dall'arbitro Zufferli: dettaglio perfetto per alimentare il rosario post-partita... Cose buone per la Juve -Struttura e dominio del campo: Possesso alto, PPDA da squadra che pressa seriamente, linea difensiva alta, Toro raramente in grado di uscire palla a terra. GlixG e tiri dipingono una Juve nettamente superiore come pericolosità complessiva. -Koopmeiners ibrido e la difesa a tre Da braccetto a regista aggiunto, Koop porta qualità nell'uscita e consente a Kalulu di spingere. Rugani fa un lavoro pulito, Gatti meno. -Continuità di Thuram e Yildiz nel creare vantaggio Magari vado controcorrente ma Thuram per me aumenta sempre il "volume" dell'azione quando entra in possesso.. Molto più di Koop in un centrocampo "a due" (anche se effettivamente è quasi sempre a tre). Yildiz oggi non segna ma si prende la responsabilità di calciare e di provare la giocata, anche nei momenti di nervosismo. Cose meno buone (qui scatta il rosario) -Malattia cronica: "creiamo ma non sfondiamo" Di nuovo: tanti tiri, xG discreti, dominio territoriale... eh ok, ma alla fine niente goal. Spalletti stesso parla di "mancanza di qualità e creatività nell'ultimo terzo di campo". Tradotto: arriviamo bene, rifiniamo male, come dicevo spesso anche ai tempi che furono... -Poco, pochissimo peso dentro l'area finché Vlahovic è l'unico riferimento Finché c'è il solo Dusan a occupare l’area, spesso manca l'inserimento centrale deciso.. McKennie ci prova, Thuram ogni tanto, ma non c'è mai la sensazione di 3-4 corpi che assaltano il cuore dell'area contemporaneamente. -Dipendenza dai portieri avversari in versione Avengers Rui Silva in Champions, Paleari nel derby... diventa quasi un rischio psicologico.. quando gli avversari iniziano a credere che "basta che pareggio con la Juve, tanto il loro karma offensivo farà il resto", la partita di chi ci viene addosso diventa paradossalmente più facile. Il Toro visto dalla lavagna bianconera Da prospettiva juventina, il Toro fa la partita perfetta di chi viene allo Stadium con poche pretese.. 3-5-2 generalmente ultra-compatto, baricentro basso, tutti dietro la linea della palla, marcature attente sui nostri trequartisti. Grandissima gara di mestiere di tutta la difesa devo dire. Davanti, solo fiammate: il goal annullato a Simeone, la chance Adams, qualche imbucata nel finale.. Niente di sistematico, tutto legato al nostro singolo errore o a qualche seconda palla. Bravi comunque a capire che soffriamo da cani (di Pavlov) l'inizio della ripresa per qualche motivo che mi sfugge. In sintesi: Lavagne: la Juve ha un'idea più chiara, pressa forte, controlla il match, costringe il Toro a difendersi per 90 minuti. Raddoppi: non arrivano ne quelli in campo ne quelli in classifica, perché per raddoppiare prima dovresti segnare una volta almeno. Rosari: tra Sporting e derby, i portieri avversari stanno testando seriamente la fede del tifoso bianconero. La buona notizia è che la squadra gioca da grande per volume, aggressività e controllo. La cattiva è che, senza un po' più di cattiveria (e precisione) negli ultimi 20 metri, rischiamo di trasformare ogni partita in un concorso per il portiere della stagione. Nel frattempo, Paleari ringrazia e si porta a casa il suo santino personale.
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