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La folle proposta in Regione Lombardia: "Il premio 'Rosa Camuna' a Bastoni per il valore sportivo dimostrato" - CLONE
Dale_Cooper ha risposto a Ale0306 Discussione Cestino
Usate i topic aperti, grazie. -
Uefa Europa/Conference League • Ottavi - Andata: Bologna-Roma 1-1. Fiorentina-Rakow 2-1
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
La Conference è un Intertoto che si gioca durante l'anno anziché in estate, tutto qui. -
Iran non partecipa e rinuncia ai Mondiali
Dale_Cooper ha risposto a Tiger Black&white Discussione Cestino
Tecnicamente il ripescaggio dell'Italia sarebbe una cosa non proprio campata per aria.... Le regole sui ripescaggi FIFA sono, da un bel po', molto vaghe e aperte ad interpretazione. Non esiste un "ripescaggio automatico" già predeterminato del tipo che esclusa X si va a ripescare "arrivata dietro a squadra X", o "prima esclusa ai playoff" o "migliore del ranking". La regola è che, in caso di ritiro, esclusione o non ammissione, decide la FIFA... che può sostituire la squadra con un'altra federazione, ma senza un criterio predefinito. -
#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ RIFLESSIONI SPARSE E NON "DEFINITIVE", GIUSTO PER INTAVOLARE IL NOSTRO DIBATTITO POST JUVE-SASSUOLO (vedi post in evidenza)
Dale_Cooper ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
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Igor Tudor è il nuovo allenatore del Tottenham
Dale_Cooper ha risposto a Minerva X Discussione Cestino
Oddio, se in 15 minuti tocchi cinque palloni e due sono regali per goal avversari non credo ci vogliano altri errori per prendere una decisione simile. L'errore non è stato sostituirlo, l'errore è lasciarlo andare in panchina/spogliatoi senza andarlo nemmeno a consolare. -
Igor Tudor è il nuovo allenatore del Tottenham
Dale_Cooper ha risposto a Minerva X Discussione Cestino
I problemi del Tottenham sono molto più profondi di quanto possa risolvere un allenatore, tanto meno uno arrivato a due terzi di stagione, con una squadra già in crisi da oltre un anno e mezzo. Detto questo, Tudor sta comunque dimostrando di essere inadeguato soprattutto nella gestione del gruppo... quanto successo ieri con il portiere è qualcosa di davvero assurdo.... -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Il fatto è che siamo rimasti ancorati in quegli anni non capendo che il mondo è cambiato. Perché tra anni 80 e primi 00 l'Italia aveva anche un contesto interno molto ma molto più unito, più forte, competitivo e più formativo, con club ricchi, campionato di riferimento in Europa, pressione tecnica alta e che produceva molto più spesso giocatori pronti per certi livelli. Oggi la base numerica c'è ancora, ma il sistema non la converte più nello stesso modo. Quindi bisogna vedere che percorso fanno, quanto giocano, come vengono allenati, dove finiscono e quanta fiducia ricevono... L'esempio del Lecce campione d'Italia primavera con 11 stranieri in campo la dice lunga. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Credo abbia abbandonato una decina di anni fa, per fortuna. Però l'eredità è rimasta e si vede. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Negli ultimi 10 anni il calcio italiano ha perso circa il 18% delle proprie società affiliate. Negli ultimi 15 anni, invece, i giovani tesserati sono addirittura aumentati di più di centomila unità. ... già qui dovrebbe accendersi una lampadina - se hai più ragazzi che entrano nel sistema ma meno società che li assorbono, il problema è l'organizzazione del sistema. La cosa ancora più grottesca però è un'altra - i calciatori sono circa il 75% dei tesserati FIGC, i dirigenti circa il 20% (più un 5% misc.). Tradotto vuol dire che in Italia si ha più o meno un dirigente ogni quattro calciatori. Una roba assurda e francamente allucinante. Non so se ci rendiamo conto del livello di peso burocratico, organizzativo e para-amministrativo che si è costruito intorno al calcio base.. manco quello per forza professionistico... Se io ho più gente che vuole giocare a calcio, ma continuo a perdere un numero enorme di società, questo può voler dire diverse cose. 1 - può voler dire che tanti ragazzi entrano e poi mollano dopo poco. 2 - può voler dire che tanti ragazzi restano dentro, ma non vengono cresciuti bene. 3 - può voler dire che i tesserati si stanno semplicemente concentrando in meno società "accentratici" mentre interi territori restano scoperti. 4 - può voler dire che per le famiglie aumenta il costo d'ingresso (più spostamenti, più spese, meno accessibilità, ecc.) 5 - può voler dire che perdi scouting diffuso (meno società = meno presenza sul territorio e meno possibilità di intercettare ragazzi fuori dai circuiti più noti). 6 - può voler dire che stai buttando via un sacco di talento "late-blooming", cioè quei ragazzi che a 10 anni non sembrano fenomeni ma a 15-16 magari sì. 7 - e soprattutto può voler dire che il sistema si è riempito di struttura, di apparato, di gestione, di burocrazia, ma non di qualità tecnica. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Il punto non è se l'Italia, ogni tanto, porti una squadra in finale più spesso del Portogallo o della Francia. Il punto è se il calcio italiano stia in piedi. Le finali di Juve e Inter raccontano il picco di 2 club ma di certo non la salute complessiva del movimento calcio italiano. Deloitte ci dice nel nuovo report che il nuovo ciclo dei diritti tv della Serie A in Italia vale mediamente circa il 3% in meno.. Reuters invece riporta che tra negli ultimi vent'anni in Italia sono stati costruiti (o riqualificati) solo 6 stadi - contro 19 in Germania, 13 in Inghilterra e 12 in Francia, per dire... Ci sono responsabilità (di chi esattamente non lo so, ma ovviamente ci sono) e non è solo un contesto economico sfavorevole. Anzi, lo è.. ma perché questo contesto te lo sei costruito da solo - perché i limiti strutturali del calcio italiano non sono certo una calamità naturale... sono invece il risultato di anni di ritardi e ridardi su stadi, burocrazia, prodotto commerciale e progettualità (industriale e sportiva). Quel poco (o tanto, dipende dalla corrente filosofica ) che avevamo lo abbiamo monetizzato peggio, organizzato peggio e modernizzato peggio. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Il Tottenham infatti mica lotta per la Champions -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Da bresciano, non concordo. -
Uefa Champions League • Ottavi - Andata: Atalanta-Bayern Monaco 1-6
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Siccome ho iniziato a leggere in giro la classica riqualificazione del calcio italiano revisionistica voglio dire qualcosa pure io. Poi lo so già che mi prenderò dell'esterofilo, del disfattista e sinceramente non me ne frega niente. Mettiamo in fila il calcio italiano post-Covid in Champions League... 2021 male, 2022 male, 2023 due exploit, 2024 di nuovo giù, 2025 altra finale dell'Inter in mezzo a un sacco di eliminazioni, 2026 malissimo... Che vuol dire? Vuol dire che il calcio italiano, a livello europeo, vive di fiammate e di rendita. Appena una squadra fa un percorso lungo, ci raccontiamo che il movimento è tornato grande, che bello il campionato italiano, che grandi che siamo.. Poi però a guardare il quadro generale vedi più eliminazioni agli ottavi, playoff, gironi piuttosto che qualificazioni ai turni successivi... quindi si parla costantemente una continuità che semplicemente non esiste. Noi continuiamo a ragionare per blasone, da anni. "L'Inter è più forte del Bodo", "un'italiana non può essere inferiore a una norvegese", "certe squadre sono solo meteore tipo il Dnipro". Poi però quelle squadre magari hanno idee migliori, bisogna mettere in conto che la Norvegia ha di fatto una federazione che sta sfornando giocatori ottimi e squadre ottime, quelle squadre poi magari hanno anche scouting migliore, allenatori capaci, e soprattutto, che forse forse... sarebbe giusto ammettere che semplicemente lavorano meglio di noi e che vincono perché hanno semplicemente meritato di vincere. Noi invece spesso non le conosciamo nemmeno, non sappiamo come giocano, come selezionano, come crescono i giocatori.. Però parliamo sempre, no? Perché partire dal presupposto che il logo sulla maglia basti è una logical fallacy che si insegna alle medie.. E invece no, ogni anno, giustamente, la realtà ci smentisce. Il nome da solo non ti fa vincere le partite. Il DNA non esiste più. Del prestigio non te ne fai più niente. Se gli altri lavorano meglio, ti battono. Fine del discorso. E infatti ogni anno la realtà smentisce questa sorta di arroganza a mo di "Halo effect" che non si capisce bene perché debba essere tirata fuori ogni anno che i nostri fanno figure barbine in giro per l'Europa. Poi il problema manco è la Champions a dirla tutta. Nasce molto prima, molto più in basso. Perché il calcio in Italia continua ad avere una base ENORME (milioni di tesserati e calciatori, migliaia di società) quindi non è vero che manchino numeri o passione. Il problema è come quel patrimonio viene trattato da chi ha in mano il calcio. Perché se ho milioni di calciatori ma nel giro di dieci anni spariscono più di 6.000 società sportive, qualcosa non va. Se oltre un milione e mezzo di ragazzi tra i 10 e i 20 anni dichiarano di smettere di fare sport, qualcosa non va. Il calcio italiano è questo perché è gestito da dinosauri che negli ultimi vent'anni non hanno aggiornato NULLA. Hanno solo difeso lo status quo, le rendite, le poltrone, sperando ogni volta che qualcuno tirasse la carretta per tutti (prima la Juve, poi l'Atalanta, poi l'Inter). E appena arriva un bel risultato, tutti a fare i fenomeni con la rinascita del calcio italiano. Poi passa un anno e siamo di nuovo qui a contare le eliminazioni a grappoli. Siamo troppo appesi ai ricordi. Ci raccontiamo che il nostro calcio abbia ancora una superiorità culturale quasi naturale, e che quindi in qualche modo il talento salterà sempre fuori.. Ma non funziona più così. Gli altri lavorano meglio, programmano meglio, formano giocatori meglio. Noi invece siamo rimasti fermi immobili, e ogni tanto copriamo il vuoto con qualche exploit estemporaneo di società x o y. Siamo nel 2026, sarebbe anche ora di svegliarsi. ... E la Nazionale è lo specchio perfetto di tutto questo. Dal 2006 a oggi abbiamo vinto una sola partita ai Mondiali. Meditateci. -
Rocchi torna sull’espulsione di Kalulu: “L’introduzione della regola sul secondo giallo giusta ma ci fa male..."
Dale_Cooper ha aggiunto una discussione in Juventus forum
TuttoJuve -
-2 alla fine: il calendario della Juve e delle avversarie per il 4° posto
Dale_Cooper ha risposto a VS Info Discussione Juventus forum
Ma la situazione del Como con il FFP come sarebbe? È così certo che entrino senza troppi problemi dovessero raggiungere l'Europa? Lo chiedo da totale ignorante della situazione, quindi se qualcuno può illuminarmi ben venga. -
#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ RIFLESSIONI SPARSE E NON "DEFINITIVE", GIUSTO PER INTAVOLARE IL NOSTRO DIBATTITO POST JUVE-SASSUOLO (vedi post in evidenza)
Dale_Cooper ha risposto a jouvans Discussione Juventus forum
Mi auto-cito. Grazie mister per aver letto con attenzione il mio post. Si scherza ovviamente, contento di averla azzeccata per una volta almeno... -
Serie A • 28ª Giornata: Napoli-Torino, Cagliari-Como, Atalanta-Udinese, Lecce-Cremonese, Bologna-Verona, Fiorentina-Parma, Genoa-Roma, Milan-Infami, Lazio-Sassuolo
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Ho aspettato un po' prima di scriverlo, ma ragazzi... questo campionato è davvero penoso. Ho anche provato a guardarmi diverse partite quando ho potuto, ma dalla prima all'ultima il livello mi sembra francamente imbarazzante. Già l'anno scorso in generale non mi aveva entusiasmato come livello medio, ma quest'anno mi sembra proprio in caduta libera... Un declino generale. Vince chi è meno mediocre, ecco... -
(GDS) "Formazioni Juventus-Pisa ore 20:45: tra i pali torna Di Gregorio, McKennie trequartista"
Dale_Cooper ha risposto a Vs News Discussione Juventus forum
My two cents: Per capire quanto conti davvero la preparazione, secondo me basta guardare il lavoro che Filippi ha fatto su Maignan da quando è arrivato al Milan... Poi non sto dicendo che Maignan prima fosse un portiere mediocre eh, ci mancherebbe... era già forte. Però è evidente che, con un certo tipo di lavoro alle spalle, sia riuscito a migliorare ancora di più. Noi, per dire, abbiamo Orsini, un preparatore dei portieri di appena 30 anni, quattro in meno di Perin... non voglio dire che l’età sia automaticamente un limite eh, però è normale pensare che, rispetto a uno come Filippi, abbia inevitabilmente meno esperienza. E certe differenze si sono viste eccome, imho... Poi non voglio fare il solito discorso del tipo "il nostro è scarso".. Però se hai un preparatore alle prime armi, molto giovane, inevitabilmente qualcosa paghi in termini di crescita, lettura delle situazioni, gestione del lavoro, preparazione tecnica, gestione mentale, ecc... spesso si parla solo del singolo errore ma dietro il rendimento di un portiere c'è anche da considerare tantissimo lavoro... Se dietro hai uno staff di altissimo livello, il portiere probabilmente cresce. Se invece in quel ruolo sei ancora work in progress, diventa più difficile tirare fuori il massimo da portieri che non sono Buffon. -
Dursun Ozbek (presidente Galatasaray): "Osimhen? Non c'è nessuna clausola d'uscita nel suo contratto"
Dale_Cooper ha risposto a DieJuve91 Discussione Juventus forum
Bastava andare in giro a leggere un paio di regolamenti per confermare questa cosa. Non può esistere una penale solo se lo vendi a club di certi paesi (in questo caso "qualsiasi club italiano") perché sarebbe una clausola che va a condizionare ed influenzare le scelte del mercato del club a cui vendi il giocatore (in questo caso il Gala). È una regola FIFA (18bis/18ter) e quindi, anche se ci fosse, sarebbe una clausola resa nulla in due secondi. Infatti, ecco perché tu devi indicare, ad esempio, la "sell-on-fee" esplicitamente nei contratti di compravendita. Inoltre, nel mercato UE, una clausola che vita certe destinazioni è vista come restrizione della libertà economica e concorrenza, va contro il libero mercato. C'è anche un precedente tra Real Madrid e Manchester City che assomiglia a molto a quello che vanno dicendo su Osimhen da un anno... Il City anni fa vendette giocatore al Real con una sell-on-fee normale... se il Real poi avesse venduto il giocatore, avrebbe pagato al City il 15% dell'amount. Benissimo. Ma c'era un'altra clausola. Se il Real l'avesse voluto rivendere ad un club dell'area di Manchester, allora la sell-on non sarebbe stata più 15% ma 40%. Ovviamente la FIFA impugnò il contratto rendendo nulla la seconda clausola. Però era più facile ripetere quello che dicevano, anziché verificare. Che deriva il giornalismo. -
L' AIC difende il simulatore Bastoni
Dale_Cooper ha risposto a el titan Discussione Serie A e Campionati Esteri
Ma l'integrità dimostrata è stata quella di tirare gomitate ad avverari? -
Calcio Estero • Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue1, Eredivisie
Dale_Cooper ha risposto a Montero non fa prigionieri Discussione Serie A e Campionati Esteri
Tudor, così come Frank prima e Postecoglu ancor prima c'entrano ben poco con i risultati... poco da fare con 'sto marasma di squadra. Van de Ven faceva finta di non sentire quello che gli diceva Tudor nella prima partita (gli urlava di salire, lui rimaneva impiantato in difesa) per dire... Guarda cosa si inventa oggi... Dove vuoi andare con giocatori del genere? -
(Gds) "C'è anche la Juve su Alajbegović talento del Salisburgo"
Dale_Cooper ha risposto a Vs News Discussione Juventus forum
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IFAB, regole nuove ma problemi vecchi: il calcio ha bisogno di criteri oggettivi
Dale_Cooper ha aggiunto una discussione in Serie A e Campionati Esteri
Le nuove regole approvate dall'IFAB introducono un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio troppo lenti, impongono che i giocatori sostituiti lascino il campo entro dieci secondi (pena squadra in inferiorità numerica per un minuto o fino alla seguente interruzione di gioco) e ampliano il raggio d'intervento del VAR su secondo giallo chiaramente errato, scambio di identità e calci d'angolo assegnati in modo palesemente sbagliato. Le nuove misure approvate dall'IFAB vanno nella direzione giusta. Sarebbe sterile e inutile negarlo. Il calcio ha un problema evidente di tempi morti, di interruzioni artificiose, di perdite di tempo scientemente organizzate e di sostituzioni usate tatticamente per spezzare ritmo e inerzia. Intervenire su rimesse laterali, calci di rinvio, sostituzioni e su alcuni margini operativi del VAR significa almeno riconoscere che il problema esiste e che non è più tollerabile fare spallucce e dire che nel mondo si sbaglia. MA ... pur accogliendo positivamente questo pacchetto di novità, resta una sensazione difficile da fare altre spallucce... nel calcio ogni passo avanti regolamentare arriva con un ritardo ESASPERANTE, quasi patologico. Perché ci si arriva sempre così tardi? Come si fa a pensare alla revisione di un secondo cartellino giallo chiaramente errato solo NOVE anni dopo l'introduzione del VAR? Come si fa a intervenire su una delle storture più evidenti del sistema soltanto dopo che per anni si sono accumulate espulsioni sbagliate, partite indirizzate, classifiche alterate, proteste e sfiducia sullo strumento e chi lo usa? E soprattutto, come si fa a correggere quel segmento della decisione e a lasciare però aperto il buco regolamentare sulla prima ammonizione inventata o totalmente forzata, che è il detonatore del secondo giallo? Perché so già che alla prima situazione in cui un giocatore prende un secondo giallo corretto, ma il primo è palesemente errato, salteranno fuori altri discorsi tecnici e strutturali che la metà ne basterebbe.. Una ammonizione inventata è una decisione che modifica SUBITO il comportamento del giocatore (ne limita l'aggressività, ne condiziona ogni contrasto successivo, altera il pressing, obbliga eventualmente l'allenatore a sostituirlo per prudenza, ecc.) Una prima ammonizione errata può falsare una partita quasi quanto un'espulsione (enfasi sul quasi eh..) Se poi su quella base dovesse addirittura arrivare un secondo giallo, il sistema si conferma fallace, che nasce da un errore iniziale non correggibile... E allora la questione torna alla coerenza regolamentare. Se il principio del VAR è correggere gli errori chiari e decisivi, non si capisce perché quel principio debba fermarsi davanti a una soglia artificiale costruita intorno ad un tavolo a Zurigo... Un secondo giallo sì, ma il primo no. Un angolo chiaramente assegnato male sì, ma una simulazione evidente no... Un rigore sì, ma una punizione al limite, no. Ma perché? Perché si interviene su alcuni effetti estremi, ma si continua a ignorare le cause intermedie che li generano? Il calcio oggi ha bisogno di una parola che sembra far tremare tutti per un motivo che non capisco proprio: OGGETTIVITÀ. Prendiamo la questione del tempo effettivo e delle perdite di tempo... Bene. Bene introdurre un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio quando l'arbitro ritiene che si stia eccedendo o ritardando deliberatamente. Benissimo. Bene anche l'idea di velocizzare le sostituzioni imponendo l'uscita dal campo entro dieci secondi. Super benissimo. Ma sapete qual'è la parola che mi fa ribrezzo qui sopra? Visivo. Chi decide quando parte il countdown? Con quale criterio? Con quale uniformità? Con quale soglia comune tra un arbitro e l'altro, tra un campionato e l'altro, tra il primo minuto e il novantesimo? Perché se il cronometro parte "quando l'arbitro ritiene", il rischio è che la norma, invece di ridurre l'arbitrio, lo sposti semplicemente un po' più in là. Come al solito, si annuncia una regola apparentemente rigida e poi la si rimette immediatamente dentro la discrezionalità arbitrale. Il calcio è pieno di regole teoricamente precise ma praticamente elastiche, applicate in modo intermittente, emotivo, contestuale. Vi ricordate i famosi otto secondi per la ripresa del gioco del portiere? Ecco, sono l'esempio perfetto. Sono stati fatti rispettare rigorosamente per quanto? due o tre giornate? Facciamo anche quattro o cinque? Magari sull'onda di una direttiva o di una polemica mediatica? E poi? ... E poi tutto torna nel limbo della tolleranza discrezionale. A quel punto gli otto secondi diventano dodici, poi quindici, poi venti... soprattutto se una squadra è in vantaggio di un goal a mezz'ora dalla fine. E tutti lo sanno eh... giocatori, allenatori, dirigenti, tifosi, commentatori.. La regola resta scritta, ma la sua applicazione evapora nell'aria. Lo stesso discorso vale anche per il criterio del tocco di mano "immediatamente" precedente al goal. "Immediatamente" sul piano regolamentare è una formula pericolosamente elastica. Che cosa delimita l'immediatezza? Il tempo trascorso? Il numero di tocchi? La continuità dell'azione? Il numero di giocatori coinvolti? L'assenza di una nuova fase di possesso? Se il pallone viene toccato più volte in pochi secondi prima del goal, chi stabilisce dove finisca la conseguenza diretta del fallo di mano e dove inizi una nuova azione? Questo è veramente il peggiore dei mondi possibili, perché non produce certezza, non produce deterrenza e delegittima sia il regolamento sia chi dovrebbe farlo rispettare. Il contrario di oggettività, praticamente. Per questo servono criteri verificabili, meccanismi automatici, protocolli di applicazione non interpretabili. Se si vuole davvero colpire la perdita di tempo, allora bisogna introdurre segnali visivi standardizzati, cronometri ufficiali visibili, procedure uguali per tutti, senza dipendere dall'umore del direttore di gara o dal contesto ambientale... In assenza di oggettività, la discrezionalità si trasforma fatalmente in sospetto. E da sempre il calcio vive già immerso nel sospetto... Lo stesso vale per la simulazione. Da anni si discute di tuffi, contatti cercati, cadute teatrali, accerchiamenti, richieste compulsive di cartellino... E che si fa? Niente. La risposta continua a essere debole, episodica, incoerente, inconcludente, disorganica, insufficiente, contraddittoria.... Boh, aggiungete voi altri aggettivi che vi vengono in mente... è davvero incomprensibile. Se il sistema vuole davvero tutelare il gioco, deve SMETTERE di considerare la simulazione come un peccato veniale e trattarla per ciò che è, ovvero una condotta fraudolenta che altera una decisione disciplinare. È un tentativo di ingannare l'arbitro. E se riesce, può generare un rigore, un'espulsione, una punizione dal limite, una seconda ammonizione, e altre robe... E quindi perché una condotta deliberatamente ingannevole continua a essere sanzionata con tanta timidezza? Perché non si introducono meccanismi severi, automatici e soprattutto retroattivi? Perché non si prevede una revisione disciplinare post-partita sistematica per i casi più evidenti? Perché non si costruisce una giurisprudenza sportiva forte, capace di far capire che la simulazione non è "mestiere", ma alterazione del risultato? Ecco, nessuna risposta, come al solito. Poi il problema non è l'errore in se. L'errore è fisiologico in ogni attività umana, anche ai massimi livelli. Il problema è la centralità eccessiva dell'arbitro dentro l'evento. Troppo spesso chi dirige una partita sembra volerla per forza interpretare e marchiare. È questo che esaspera il mondo calcistico. Si ha l'impressione costante che alcune direzioni arbitrali siano dominate da un protagonismo esasperato, da una presenza invasiva, da una voglia di lasciare una firma più che di garantire equilibrio (che è quello che dovrebbero fare). Il miglior arbitro, in teoria, è quello che si nota il meno possibile perché ha tenuto il controllo con autorevolezza e misura... Nel calcio di oggi, invece, troppo spesso si assiste al contrario.. arbitri che interrompono continuamente, che adottano metri disciplinari altalenanti, che cambiano soglia del fallo nel corso della stessa partita (o della stessa azione...), che usano i cartellini in modo scenografico, che alimentano tensione invece di raffreddarla e voler far vedere al mondo questa autorevolezza che però è solo di facciata. L'autorevolezza vera sta nella coerenza. Ovvero avere un criterio riconoscibile dal primo all'ultimo minuto. Sta nel distinguere il fallo dal contatto, la protesta dall'accerchiamento, il contrasto duro dalla condotta violenta... Quando una partita finisce e il dibattito pubblico si concentra quasi interamente sull'arbitro, il sistema dovrebbe interrogarsi su questa cosa. Poi certo che è una scappatoia easy quando c'è un errore a sfavore e perdi la partita. Certo che non sempre è colpa dell'arbitro. Ma troppo spesso ahimè sì. E non voglio demonizzare la categoria eh, ma voglio semplicemente che si pretenda finalmente una riforma arbitrale profonda, moderna, valutabile e soprattutto trasparente. Quattro punti che dovrebbero avere la priorità. Uniformità applicativa. Non è più accettabile che episodi quasi identici vengano trattati in modo opposto a seconda dell'arbitro, della competizione o del momento mediatico. Trasparenza valutativa. Le prestazioni arbitrali non possono restare chiuse in un sistema opaco, autoreferenziale, quasi sacro. Se il calcio professionistico vive di analisi, dati, metriche, responsabilità pubblica, non vedo perché il comparto arbitrale debba sottrarsi a una cultura della verifica più chiara e visibile. Depersonalizzazione della direzione di gara. L'arbitro deve tornare a essere garante della gara, non interprete. Meno ego, meno gestualità superflua, meno teatralità disciplinare, più sobrietà tecnica. Sanzione delle condotte antisportive sistemiche (perdite di tempo, simulazioni, proteste, accerchiamenti, ostruzionismi tattici, uso manipolatorio delle interruzioni). Le novità IFAB sono un passo avanti, ma non sono una svolta definitiva. Sono un segnale, ok, ma sembrano sempre una toppa più che un'implementazione pensata a fondo... Il calcio, oggi, ha bisogno di meno interpretazione e più protocollo. Meno discrezionalità e più oggettività. Meno zone grigie e più standard. Meno arbitri protagonisti e più arbitri affidabili. Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata non per come è stata diretta. E finché questo principio non tornerà centrale (per tutti, non solo per l'IFAB, anche per i tifosi), ogni riforma sarà utile ma sempre insufficiente.- 62 risposte
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Coppa Italia • Semifinali - Andata: Como-Infami 0-0, Lazio-Atalanta 2-2
Dale_Cooper ha risposto a Sylar 87 Discussione Cestino
Grandissimo spot per il calcio italiano. Gli ultimi 8 minuti con i tre centrali dell'Inter che si scambiano il pallone -
Rocchi torna sull’espulsione di Kalulu: “L’introduzione della regola sul secondo giallo giusta ma ci fa male..."
Dale_Cooper ha risposto a Dale_Cooper Discussione Juventus forum
Già successo. L'hanno fatto in Inghilterra una volta, per sbaglio, e hanno tirato su un putiferio allucinante perché non hanno seguito il protocollo...
