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SuperEagle

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Tutti i contenuti di SuperEagle

  1. Partita falsata dall’arbitro. Il Verona era in forcing con tutta la squadra su, la Fiorentina in difficoltà perché Fagioli era rimasto a terra su contrasto forse neanche falloso. Gioco interrotto per ragioni imperscrutabili, Fiorentina che si riorganizza e fa partire subito il pressing sulla palla scodellata, ruba palla e riparte con Fagioli che arriva a rimorchio (dopo essersi riposato per un minuto a terra) e segna. L’arbitro capisce di averla fatta grossa (perché si, gli arbitri lo capiscono dalle reazioni, se sono proteste fondate o “di prassi”) e fischia simulazione (con ammonizione) a Fagioli per un fallo subito al limite della sua area (mai visto un calciatore simulare al limite della sua area, al massimo aveva accentuato un contatto), fioccano espulsioni, tre minuti solo per battere la successiva punizione, non si gioca più per un’eternità, poi soli sei minuti di recupero, non si gioca mai, minaccia di altro recupero, e fischio finale ancor prima che scoccasse il 96’. Ecco il calcio italiano.
  2. Gli ultimi minuti di Verona-Fiorentina dimostrano perché il calcio italiano è allo sbando. Furbo Fagioli, ma pessimo l’arbitro.
  3. Il Cagliari non gioca a calcio. Ha solo due elementi buoni, Esposito e Palestra, poi punta solo a “spegnere” le partite.
  4. SuperEagle

    Calcio Estero • Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue1, Eredivisie

    Centesimo goal del Bayern in campionato, in sole 28 partite, e rimonta completata a Friburgo.
  5. Siamo i nuovi arabi, ossia i ricchi scemi che non hanno una squadra competitiva per cui tifare…. 😀
  6. Appunto, è un problema sociale. Se il ragazzino con lo smartphone fosse l’unico, e gli altri gli dicessero “vieni a giocare, che fa lì, il soggettone?”, questi andrebbe a giocare. Viceversa, oggi il genitore che NON dà lo smartphone al figlio, lo esclude dall’una e dall’altra forma di “socialità”, perché il ragazzino che vuole fare sport è (solo) alla scuola calcio. E lì certe attitudini non le sviluppi, almeno per come vanno le cose in questo paese.
  7. Ma dai. È, piuttosto, un effetto a catena. Se negli anni ‘80 tutti i ragazzini giocavano nel tempo libero nei giardini o nelle parrocchie, era perché uno trainava l’altro, e per mancanza di alternative. Ora, se il tempo viene eroso a videogiocare da remoto, se ti affacci e non vedi nessuno, é ovvio che non ti viene da prendere un pallone e andare a palleggiare in strada. E le scuole calcio NON sono attività ludica e NON sono tempo libero, anzi; i ragazzini sono caricati di responsabilità ed aspettative da allenatori e genitori. Il surrogato della “strada” non c’è.
  8. La questione della strada riguarda la maturazione di talenti tecnici e fisici al di fuori dei “circuiti chiusi” delle scuole calcio. Sì, anche talenti fisici. Maradona era un torello fisicamente, non lo spostavi, anche se era basso. Oggi, lo scarterebbero a priori. Per quanto riguarda gli altri sport, lì lavorano bene. L’atletica sta raccogliendo i frutti dell’immigrazione, la Federtennis ha lanciato anni fa il “progetto campi veloci” ed aperto un canale in chiaro, il volley (idea di Velasco, peraltro, un uomo di spessore e livello inarrivabile) ha creato il “Club Italia”. Il calcio cosa ha fatto?
  9. Bravissimo. Incredibile come stia passando la narrativa per la quale era una mezza impresa, qualificarsi ad un mondiale a 48 squadre. Quello era l’obiettivo MINIMO: l’Italia per tradizione e numeri del movimento dovrebbe considerare fallimentare ogni mancata qualificazione ai quarti di finale, invece qui pare quasi che si sia sfiorato il traguardo per poco…come se un potenziale (almeno) finalista dei 100 metri piani si dolesse per essere uscito in batteria per 2/3 centesimi.
  10. Francamente, non capisco il ragionamento sulla popolazione. Sugli altipiani africani nascono tutti mezzofondisti perché fanno chilometri per andare a piedi a scuola, in Norvegia nascono con gli sci attaccati ai piedi, negli USA ci sono playground ovunque per il basket. Quella è la base dalla quale attingere, non il sistema delle “scuole XYZ”, che arriva dopo, quando già il ragazzino ha maturato equilibri muscolari, propriocezione, automatismi solo per fini ludici o per utilità, non perché qualcuno ti “insegna il gesto” in quell’ora singola di lezione.
  11. Possibile, perché quelle vittorie sono esattamente, e plasticamente, il frutto della non-lungimiranza. Le nazionali giovanili dovrebbero formare l’ossatura di quella maggiore, non collezionare trofei. Che arrivano grazie alla selezione di calciatori “fisici”, all’iper-tatticismo, e in un’ultima analisi proprio perché sono l’obiettivo ed il focus, piuttosto che (come dovrebbero essere) l’effetto di un processo.
  12. Dovremmo però smontare la narrativa degli eroi di Fort Alamo che resistono in 10 in campo avverso. Giocavamo contro avversari scadenti, guidati da un totem di 40 anni. E in 10 ci abbiamo giocato per un palese errore tecnico-tattico di calciatori che (al contrario dei bosniaci) guadagnano milioni e milioni di euro. Così come le nefandezze di Kean e le vaccate sui calci di rigore non c’entrano nulla con l’inferiorità numerica.
  13. A questo punto, deve andarsene dall’Italia. Bruciato.
  14. Detto ciò, vedrete che l’Italia sarà ripescata….
  15. É palese che si è messo in moto il karma, a partire dall’esultanza degli interisti in diretta televisiva (Esposito e Dimarco protagonisti in negativo della serata). Per Bastoni poi è addirittura eclatante, davvero difficile negare che il tempo è galantuomo.
  16. Italia due tiri in porta di numero, uno dei quali su gentile omaggio avversario. Che immenso squallore.
  17. Ma questo è un altro discorso, che non intacca il fatto che i meccanismi selettivi “all’europea” presentano delle criticità evidenti; la prima, è che adottano l’orrendo sistema della differenza reti generale del girone, anziché dello scontro diretto, per cui l’Italia si è vista virtualmente sbattere già fuori a giugno 2025, prima ancora di cominciare, in pratica. La seconda è che il percorso dei playoff vive di “gare secche” con fattore-campo scelto da un sorteggio. Dammi solo questi due aspetti (la possibilità teorica di fare 4-0 con la Norvegia al ritorno e la Bosnia da affrontare in doppio confronto, come la Svezia 8 anni fa), dammi una fase finale a 32 e non a 48, e allora a quel punto sì che ti seguo in pieno, i gironi della fase finale sono più duri.
  18. Si infiltrano davvero ovunque…..😁
  19. No, non è così che funziona, e la gente se ne sta accorgendo. Giocare Milan-Inter a Doha, o Real-Juventus a Los Angeles, o Sinner-Alcaraz a Riyad, o portare il motomondiale a Lusail non è la stessa cosa che essere a San Siro, Bernabeu, Wimbledon o Mugello. Squadre, città, stadi, pubblico non sono solo una mera cornice: sono l’essenza stessa dello spettacolo. I singoli protagonisti passano, le tradizioni restano.
  20. Questo è il primo passo per portare la finale di Champions in Arabia o in Qatar, dove - per ovvi motivi - la gara non potrebbe iniziare alle 23 ora locale. Segnatevelo. Il secondo passo (e, con esso, la spallata decisiva alla credibilità del calcio) sarà l’inserimento di squadre mediorientali nella Champions League, che avverrà tra non molto.
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