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SuperEagle

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  1. In effetti i palloni si sono alquanto alleggeriti rispetto ad altre epoche….
  2. Discussione sterile, deve essere la scienza a pronunciarsi. A prescindere, giocare con caschi protettivi non la vedo di certo come un’ipotesi così assurda.
  3. Scusate se intervengo, ma lo scopo del gioco non era segnare, o comunque creare spettacolo? Ora è diventato modificare le regole per aiutare il più possibile gli arbitri? Realtà distopica…..
  4. Conosco bene quei video, li ho visti più volte…..attestano bene il come e il perché il calcio sia lo sport popolare per eccellenza nel mondo.
  5. Se per fonte intendi documento ufficiale, non esiste, non esistendo neppure il torneo stesso. Sulla ipotetica formula, tutte le testate lo scorso aprile hanno riportato quella descritta da Garrison, con quarti semifinale e finale.
  6. Comunque alla mia domanda nessuno ha ancora risposto, quindi la riformulo in maniera più articolata. Qual è il senso, per uno juventino, di aspirare ad uscire dal campionato italiano per partecipare ad un supercampionato europeo, con girone unico a 16, che tuttavia si prevede si concluda con i playoff e con una finale, dopo mesi e mesi di partite? Forse che, in una Superlega, non si è sicuri (al contrario di quel che accade entro i confini italiani) di essere i più forti e con un fatturato irraggiungibile dalla concorrenza, e quindi - a quel punto - i playoff (magicamente) stanno bene? Non ci vedo molta coerenza….
  7. L’attenzione del pubblico c’era, ma resta il fatto che su 16 partecipanti c’erano solo tre squadre extraeuropee, nessuna africana/oceanica, e comunque l’importanza di un campionato Mondiale alle primissime edizioni non può essere colta appieno, proprio perché è l’albo d’oro e la tradizione a costruire l’importanza di un evento. Poi per carità, c’è chi dice che Suzanne Lenglen sia stata la tennista migliore di tutti i tempi, ma io ho sempre qualche dubbio a conferire valori assoluti in relazione a epoche pionieristiche. Sia chiaro che non ne faccio un discorso di “oggi che cosa farebbero”, non è una questione di ritmi o stili di gioco.
  8. In molti non hanno compreso una cosa. Appurato che mettere paletti di tipo economico, salary cap e FFP è cosa antistorica e inattuabile, appurato che il calcio moderno è un tritacarne dove si devono giocare millemila partite, l’obiettivo dei playoff NON è far vincere il più debole, ma far vincere il più forte NELLA FASE DECISIVA della stagione, quando affronti i tuoi “simili” faccia a faccia, senza calcoli. E NON deve servire a ribaltare l’esito della stagione regolare, perché dovrebbe contenere vantaggi sostanziosi per chi arriva prima, e limitare la lotta per gli obiettivi a poche squadre (tipo quattro al massimo per ogni “area”). Ecco perché il paragone con la Coppa Italia non c’entra niente: li, in 5/6/7 partite, può teoricamente vincere anche la Salernitana. I playoff sarebbero finalizzati NON a ribaltare gli esiti dei primi 7/8 mesi, ma a far diminuire il numero di partite inutili e delle squadre senza obiettivo. Se fai scontrare le prime tre per lo scudetto (semifinale seconda / terza e finale al meglio delle tre con la prima, con fattore campo), dalla quarta alla sesta per il posto Champions rimanente, dalla settima alla decima per il posto Conference League e dalla tredicesima alla sedicesima per la terza retrocessione (su 18 squadre), vedi come arrivi alla fine con quasi tutte le squadre “sul pezzo” anche in regular season. E’ ovvio che se invece si pensa ai playoff a 8 con scontri secchi, diventa una lotteria uguale alla Coppa Italia ed un clone della stessa.
  9. Ti do una notizia che non ti farà piacere: i “perdenti” sono numericamente molto, ma molto più numerosi dei “vincenti”.
  10. Forte sulla carta, o come squadra? Come rendimento e spirito di squadra, credo sia un no contest per il 1982, con quattro partite finali gigantesche contro un Brasile mostruoso, in particolare. Negli anni ‘30 del secolo scorso il calcio non aveva ancora sufficiente diffusione, popolarità e tradizione.
  11. Nessuno vieta, infatti, di fare un’area playoff ed un’area playout all’interno di un nucleo limitato di punti. È già successo in B (nel 2007) che non si facessero i playoff per manifesta superiorità delle prime tre, i playout di quest’anno non si sono disputati essendosi il Pordenone assicurato i necessari punti di vantaggio sul Cosenza. Ammettere ai playoff solo le squadre che arrivano raggruppate in una ristretta area di punti (esempio, da 5 ad 8 ) ravviverebbe l’interesse per la regular season; per esempio, quest’anno l’Inter non avrebbe potuto “sedersi” nelle ultime giornate, pena il rimettere in gioco tutto, ma avrebbe avuto tutto l’interesse a creare “luce” con le inseguitrici; mentre rimettere in palio con scontri diretti i posti Champions tra Juve, Milan, Atalanta e Napoli, arrivate tutte in volata, e disputare un playout Torino-Benevento non mi pare avrebbe dato scandalo o falsato un intero torneo….
  12. Occhio però, che di ragazze che ci stanno (o addirittura “adescatrici”) è piena la vita reale, così come anche il web. Magari una bella figliola (di età imprecisata) gli ha scritto qualcosa di piccante su un social e lui, ingenuamente, ha replicato o è comunque stato al gioco. Ed ora si ritrova “marchiato”, senza processo e senza che neppure si sappia alcunché. Piano anche a definire grave quel che forse grave neppure è.
  13. È più che ovvio che una serie di playoff dovrà giocarsi su 3 gare (anche 5 per la finale), non certo in gara secca. Con vantaggi (campo, parità di punti) per la meglio piazzata. Questa sarebbe la differenza (non da poco) con le coppe, in cui si parte alla pari tutti, chiunque può vincere e (soprattutto) la finale si disputa in gara secca, e lì si un episodio può decidere tutto (vedasi Sergio Ramos che fa fuori Salah).
  14. La predetta Superlega (che sarà a tutti gli effetti un supercampionato “senza pesi morti”), avrà o no i playoff? Se li avrà, vuol dire che il futuro del calcio spettacolo/showbiz li contempla……oppure qualcosa non mi torna….. in NBA i Bucks stanno per laurearsi campioni, in Regular Season avevano il settimo record della Lega. Campione vero è più chi supera il proprio avversario diretto e gliela “alza in faccia”, guardandolo in faccia, che chi si trincera dietro la regolarità di risultati con le “piccole”, portandosi sempre dietro la calcolatrice.
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