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SuperEagle

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  1. Al di là di tutto, finalmente segnali contrari (ci metto anche l’alterco Conte/Lautaro) al finto buonismo calcistico oramai dilagante… per me è più divertente così, antipatie, campanilismi e rivalità hanno reso il calcio quel che è, da un secolo a questa parte.
  2. Poi c’è gente che uccide volontariamente, per nulla, e magari dopo poche ore è anche a far festa. E invece questo poveretto ha dovuto soffrire le pene dell’inferno…
  3. SuperEagle

    No, questi anni non sono come il 1986-1994

    Le due Coppe Uefa furono comunque un gran bel bottino. Ricordo che le tre coppe europee, a livello tecnico e mediatico, erano sullo stesso livello. La Coppa delle Coppe era considerata la più facile, per via del fatto che potevano esserci delle outsider assolute (come l’Atalanta del 1987/88, squadra di serie B). La Coppa dei Campioni era prestigiosa più per il fatto che, per disputarla, bisognava vincere il campionato domestico l’anno prima, che per il suo valore intrinseco, non superiore alla Coppa Uefa.
  4. Gratteri è una garanzia. Hombre vertical come pochi altri. Questo caso sembrerebbe molto più grave di quelli di Foggia e Crotone, dove le misure sono state adottate più che altro in chiave preventiva.
  5. eSwatini (si scrive proprio come ho fatto io) può cambiare nome anche ogni giorno… dipende da come si alza il sovrano… 😆
  6. No, ma se il girone si deve risolvere in un doppio confronto (per inadeguatezza manifesta delle restanti squadre), almeno che doppio confronto sia.
  7. Si cerca di fare sempre più soldi. Ma tanto il futuro è già scritto: negli anni ‘30 entreranno anche le squadre mediorientali in Champions, e apporteranno linfa nuova. Garantito al limone.
  8. La vera ingiustizia è affidarsi alla differenza reti generale. L’Italia dovrebbe poter ribaltare il 3-0 di Oslo vincendo 4-0.
  9. Chiedo, preliminarmente, scusa ai moderatori se torno ad intervenire per un’ultima volta, ma non solo vengo “tirato in ballo” con citazioni dirette, ma anche con argomentazioni provocatorie (il maiuscolo nella citazione è farina del mio sacco, ed è ciò che mi ha spinto a replicare; prometto che non lo farò più). Allora. Per l’ennesima volta. Se io (ed altri, come me) hanno parlato di “distinguo”, non è stato per scagionare il Napoli da una magagna oggettiva (seppur unica con queste caratteristiche e seppur sollecitata dal Lille, ma che resta pur sempre tale e, quindi, esecrabile), ma perché è stato ripetutamente battuto questo tasto sulla disparità di trattamento con la Juve, la cui sentenza di condanna, tuttavia, anche probabilmente per ragioni “politiche” (ossia, evitare problemi a millemila squadre che avevano fatto le stesse cose), ha costruito un altro percorso logico (o illogico, fate voi), facendo leva sulla sistematicità dell’alterazione dei bilanci (quindi, sui numeri; d’altra parte, dopo milioni spesi in intercettazioni e faldoni, un senso dovevano pur darlo, a tutto ciò…). Poi, c’è la questione della punibilità (di tutti, di alcuni, di nessuno), dell’art. 4 (e qui andiamo sul giuridico), delle norme speciali, generali, di chiusura…ed è ancora un altro discorso, ma che si basa sulla cronaca di avvenimenti già accaduti. Questa è Storia, in sostanza; non è un “distinguo” creato oggi da Supereagle per dispensare assoluzioni morali. Il più pulito, ha la rogna (cit.). Altra questione. Prendo atto del fatto che si continua a battere sul punto che i “pizzaioli” sarebbero stati calciatori scadenti, e che non avrebbero nemmeno svolto le visite mediche col Lille. Quindi, se avessero svolto le visite mediche, allora tuttappost’? Karnezis, pur apertamente citato nelle intercettazioni, é tuttappost’ solo perché ha conosciuto i compagni ed il centro di allenamento? E se fossero diventati altrettanti Yamal, tuttappost’? Evidentemente, non è questo il punto focale della vicenda. Ma ammettiamo anche che lo sia. Cos’è che dovrebbe scrivere, Chinè? “Rispetto alle altre società, che hanno scambiato giocatori che poi hanno regolarmente partecipato all'attività sportiva delle società acquirenti”…. ma seriamente? È una supercazzola? “Regolarmente partecipato all’attività sportiva”? Hanno preso il caffè in sede, cioè? Hanno allacciato gli scarpini? Vogliamo parlare della folgorante carriera del romagnolo Elia Petrelli, acquistato dal Genoa nel 2021 per 8 milioni incrementabili di altri 5, (quindi, anche più caro dei “pizzaioli”), per poi essere ceduto, senza mai scendere in campo, immediatamente in prestito alla Reggina (dove ha collezionato 1 presenza, per 12 minuti), poi di seguito all’Ascoli (0 presenze), vagabondando ancora per anni tra serie C e D fino allo scorso anno, durante il quale - per la prima volta, nel 2024 - ha dato segno (ma tra i dilettanti…proprio come i “pizzaioli”!) di essere effettivamente qualcosa di simile ad un calciatore professionista? Ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio, ossia calciatori in “transito veloce” (diciamo così) dall’acquirente “formale” ad altre amene (e più consone al loro livello) destinazioni… e non è certo l’avvenuto svolgimento delle visite mediche (che - by the way - dovrebbero essere organizzate da chi compra, non da chi vende!) che rende più “pulita” un’operazione rispetto ad un’altra. Se è sporca, rimane sporca. Che siano “pizzaioli”, o (come nell’esempio sopra, e sempre per fare il verso alle origini) “piadinari”.
  10. All’assalto, negli stessi territori e dopo 30 anni, del record di Salenko (giocatore ancora oggi ricordato per una sola partita, in pratica).
  11. Ma hanno 5 punti in tre partite, sono imbattuti nell’ultima fase…
  12. C’è anche il Suriname con i motori accesi in attesa dell’impresa…
  13. Tra l’altro, fatta eccezione per gli “estremi” Sassuolo e Juve (casi particolari per motivi qui non rilevanti), stiamo parlando di una cifra che equivale al prezzo medio di un abbonamento in curva per assistere alla Serie A. Per capire se il calcio in Tv costa troppo, bisogna anche fare riferimento a quanto costa fruirne allo stadio. E il calcio allo stadio (quello si!) sta iniziando a costare davvero tanto…
  14. Come la domestica in “nero”… è una questione di mentalità, non di necessità. L’ Italia è ancora un paese mediamente ricco, impossibile non riuscire a permettersi il calcio a questi prezzi, se davvero è il passatempo principale e si desidera ardentemente guardarlo (basta non andare a cena fuori, fare vacanze, fare colazione al bar, sprecare soldi in sigarette e così via). Se, poi, non è prioritario, allora è OVVIO che non si spendano certe cifre per un hobby come tanti altri. Ma chi “vive” di calcio e pensa di non potersi permettere il calcio ad 1 euro al giorno, come già scritto da altri utenti, ha un grosso problema di base da risolvere.
  15. La pirateria c’è sempre stata, in tutti i campi…..nella musica registravi le canzoni dalle radio sulle musicassette e le facevi girare, nei videogiochi le edicole anni ‘90 erano stracolme di cassette artigianali (credo fosse addirittura legale, fino ad un certo punto), poi ancora si affittavano cassette di film ripresi abusivamente nei cinema, e così facendo al costo di un biglietto lo guardava tutta la famiglia…non è neanche una questione di prezzo, è che è semplicemente un malcostume diffuso quello di cercare di pagare poco o addirittura zero (si vedano i “guardoni” da vetrina di bar e ristoranti), da sempre ed in tutti i campi.
  16. Addirittura, definire Manolas/Diawara una “porcata”… se ne possono selezionare a mazzetti, di operazioni del genere…
  17. Bella domanda. Sul piano teorico posso anche rispondere di sì, perché nel “pentolone” dell’art. 4 può, in linea potenziale, finire di tutto. Corretto quel che dici. Però, andando nel concreto e considerando il caso (unico) nel quale l’art. 4 è stato applicato alle plusvalenze, allora devo concludere che, probabilmente, alla luce delle motivazioni della (unica, finora) sentenza emessa sul tema, un singolo caso, anche se “brutale”, non avrebbe lo stesso peso di una pluralità di situazioni, pur meno gravi, ripetutesi nell’arco di più esercizi.
  18. No, il Napoli ammortizza i calciatori “abbattendo” il 60% dopo il primo anno….quindi, a spanne, si è passati da un ipotetico -30 (60% di 50 milioni) a un -22 (60% di 70 milioni + 20 di plusvalenza). Otto milioni, niente di che sul piano sportivo (il Napoli ha sempre avuto conti a postissimo), ma sempre falso in bilancio è, ovviamente.
  19. 1) La plusvalenza falsa è, ovviamente, “moralmente” più grave, ma non arrivi mai e poi mai alle sanzioni dell’art. 4 (che di per sé già erano traballanti nel caso della Juve) se non c’è sistematicità e non ne derivano vantaggi rilevanti per ottenere iscrizioni, aggirare paletti o evitare sanzioni. 2) Ho solo letto e commentato la sentenza della Corte Federale di appello, non faccio il giudice istruttore e non mi interessa interpretare il materiale probatorio. 3) Arrabbiatevi pure, ne avete tutto il diritto, chi dice niente.
  20. È alla pagina 23 della sentenza della Corte Federale, agevolmente reperibile in formato pdf tramite i motori di ricerca.
  21. Anche le prime supercoppe giocate all’estero destarono scalpore. O i primi posticipi serali di campionato. O le prime partite a mezzogiorno. Ci si farà l’abitudine, se il mercato chiede questo, questo gli si darà.
  22. Mai detto che sia pulito….ma il sostenere che il Napoli abbia lucrato due scudetti (due, non uno!) da questo episodio - come ho avuto modo di leggere - non mi sembra molto equilibrata, come tesi. Anche perché i punti di penalizzazione me li devi dare subito (il proscioglimento della giustizia sportiva risale al 2022), non certo ad aprile 2025 nel rush finale con l’Inter, o retroattivi per revocare un titolo. Mi sa che almeno su questo possiamo convenire.
  23. Mettici pure Verdi, misteriosamente comprato dal Torino (…da Cairo!!!) per 23 milioni nel 2019. Acquisto tuttora inspiegato e inspiegabile.
  24. Una tantum perché è l’unica “sgamata”, ovvio. Favore al Lille altrettanto ovvio: sono loro che hanno premuto maggiormente (forse in cambio di qualche milione di euro di sconticino) per concludere a valori gonfiati. Ricordo per l’ennesima volta che le plusvalenze, se non finalizzate a rientrare in determinati parametri, non sono solo un “plus” per le società, poi si ritorcono contro. Il Napoli ha ammortizzato a bilancio, specie per il primo anno (per il metodo di ammortamento seguito) e in pieno Covid, una cifra colossale per Osimhen, che fu pagato 70 (non è che il Napoli abbia avuto 20 milioni in regalo, senza inviare contropartite).
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