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Veleno76

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  1. McKennie non mi pare abbia mai puntato i piedi per rimanere, ma come tutti i giocatori hanno delle preferenze. Non è che li puoi sbattere in qualsiasi squadra a piacimento senza concordare con l'interessato. Ovviamente se abbiamo una società "schizofrenica" che prima eleva giocatori, li ritiene importanti, li elegge capitani, ci punta, ecc... per poi nel giro di qualche mese buttarli nell'umido come rifiuti umani, qualcosa che non funziona è evidente che esista. Anche perchè non spiego come un allenatore che ha fatto pietà per due anni abbia ancora questa credibilità, o giocatori finiti ed inutili come ad esempio un De Sciglio, ottengano rinnovi. Senza dimenticare lo stesso Rugani che mi sembra più una mascotte della panca che un giocatore. "Linea dura" a targhe alterne. Bonucci lo si può odiare quanto si vuole, ma concordo con quanto hai scritto. Ci sono modi e modi. Oltretutto se è vero di quello che leggevo in rete riguardante questo ultimo anno di contratto (che ha firmato insieme alla società senza puntare una pistola alla tempia di nessuno), ha un ingaggio dimezzato.
  2. Si passa al Televideo o app dello smartphone per seguire le partite. Evito l'abbiocco sistematico davanti la tv dopo i 10 minuti di "sfogo" iniziale, inca*zature, e soprattutto risparmio soldi.
  3. Veleno76

    Conference League: come la affrontereste?

    Se non ci sbattono fuori per vie traverse, sarebbe da giocarla seriamente eccome. Non sarebbe male ricominciare ad alzare qualcosa fuori dall'Italia. E' passato più di un quarto di secolo dall'ultima volta. E visto il livello di quella competizione, non mi pare neanche ci sia da "svenarsi". Cosa che valeva anche l'EL, ma che abbiamo buttato per ben due volte...
  4. Non l'ho nominato perchè come caratteristica spiccava abbastanza in copertura. Ricordo che al tempo lo chiamavamo "la piovra", perchè pur essendo minuto, riusciva a "catturare" palloni come pochi.
  5. Io ti ho descritto il tipo di giocatore, se poi tiri queste conclusioni, pazienza. Parti già prevenuto. Secondo il tuo modo di ragionare, un giocatore come Paulo Sousa al tempo (esempio) sarebbe stato definito una chi*vica. Invece proprio per quelle caratteristiche è stato uno dei giocatori simbolo della prima Juve di Lippi. Non segnava (se non per sbaglio come un gol al Parma su un lancio), non era un incontrista, e raramente faceva assist. Faceva "solo" girare la squadra che era un piacere, e tutte le azioni passavano per il suo piede. Ma pazienza. Giocatore scarso ragionando con i tuoi parametri.
  6. Non ci sono suoi assist perchè è quello che inizia l'azione e dirige la manovra della squadra. Non è un giocatore che fa assist, ma che crea i presupposti per un'azione pericolosa.
  7. Boh, io guardavo qualche partita anche quando era al Genoa, e non ricordo manie di protagonismo. Semplicemente è un giocatore "generoso" che si mette sempre a disposizione dei compagni (appoggio nello scarico), indice di personalità per il ruolo di regista. Non si "nasconde" e trasmette sicurezza ai compagni. Il regista dopotutto fa questo. Dirige la manovra, fa da carico, fa girare la squadra e "detta i tempi". Gioca spesso semplice, ma fa muovere la palla e la squadra. Non ricordo giocate rischiose da parte sua, se non errori grossolani che tutti commettono. In quel ruolo purtroppo l'errore individuale è secondo solo a quello del portiere e dei centrali difensivi, e quindi più "vistoso" e decisivo. E' uno dei giocatori che corre di più in campo, per cui mi pare strano abbia subito quelle critiche.
  8. Non c'entra proprio nulla. Già solo nei tocchi si vede la differenza. Rovella gioca a tre tocchi massimo, scaricando o girando in continuazione la palla, oltre ad evitare rischi con dribbling inutili. Inoltre è molto più "dinamico". Non ha la tecnica ed il controllo palla del brasiliano, ma è molto più "pratico" ed "essenziale". E' più un "Brosovic" se proprio si vuole fare un paragone.
  9. Mezzala. Miretti oggi ha il problema di trovare il primo gol. Secondo me se si sblocca, abbiamo un potenziale centrocampista da 10 gol a stagione. Ha grandi capacità d'inserimento, una buona conclusione ed un ottimo controllo orientato che lo porta sempre in buona posizione per concludere. Giocatore decisamente nato per "offendere" più che per gestire. A dirla tutta mi stupisce non sia riuscito ancora a segnare. Ha tutte le caratteristiche giuste per essere quel tipo di giocatore. Il discorso del peso della maglia riguardo a Rovella per me non ha senso. Se un giocatore ha delle potenzialità, lo dimostra sia con una maglia "leggera" che con una "pesante". E rimanere col dubbio o aspettare non risolve niente. Si prova, si concede il tempo necessario ed al massimo poi si passa oltre com'è sempre successo. Sicuro che incide poi il modo di giocare della squadra. Un giocatore può spiccare o meno, a seconda di chi allena, ma non tanto per il turnover che in una grande squadra è normale che ci sia (tante partite con 15/16 potenziali titolari), ma per l'assetto che a grandi linee deve essere sempre lo stesso, in modo da non creare confusione nei giocatori che ad ogni giro si ritrovano a giocare in un ruolo e posizione diversa.
  10. Veramente l'ha detto proprio Pirlo che era anche una questione di campo. "Le cose sono andate così. Quando abbiamo parlato del mio contratto, mi hanno proposto il rinnovo per un anno. Io chiedevo un triennale perché ero più giovane degli altri giocatori in scadenza. Ma il vero motivo del mio trasferimento è stato un altro: Allegri voleva piazzare davanti alla difesa Ambrosini o Van Bommel e io avrei dovuto cambiare ruolo. Allora ho detto ‘no, grazie' e ho scelto la Juve, che mi offriva motivazioni importanti. Ci tengo a dire che non è stata una questione economica." E nel suo libro scrive questo: "Ci siamo lasciati senza rimorso. In mezz'ora, arrotondando per eccesso, ero fuori da lì. Quando si ama serve tempo, quando il sentimento muore può aiutare una scusa. ‘Andrea, il nostro allenatore Allegri pensa che se resti non potrai più giocare davanti alla difesa. Per te avrebbe pensato a un altro ruolo: sempre a centrocampo, ma sulla parte sinistra'. Piccolo particolare: davanti alla difesa pensavo di poter dare ancora il meglio di me". Poi ha ritratto le dichiarazioni appena ha ritrovato Allegri alla Juve, penso per non creare problemi. Ma tendo più a credere a quello che diceva subito dopo l'addio al Milan, senza immaginare di ritrovarselo anche alla Juve qualche anno dopo.
  11. L'altezza è un conto. La struttura fisica è un altro. Non ho detto che deve aumentare la massa muscolare o che si un difetto. Semplicemente ha una costituzione che valorizza certe qualità e lo penalizza in altre, come per qualsiasi altro giocatore. Anche Brosovic o Busquez hanno una struttura fisica del genere, ma non per questo sono limitati (anzi).
  12. Miretti non è proprio gracilino, considerando l'età. Di struttura fisica mi pare ben piazzato. Come giocatore poi mi sembra uno bello "rognoso". Da questo punto di vista vedo meno Fagioli come giocatore d'interdizione. Rovella si è gracilino, ma il suo comunque lo fa, escludendo come ho scritto sopra la fisicità nelle partite "sporche" da giocare a "sportellate".
  13. Lo seguo da quando l'ha acquistato la Juve perchè mi piace come tipo di giocatore ed ho notato subito le potenzialità. Rovella recupera diversi palloni in partita ed è molto dinamico fornendo sempre appoggio alla manovra o come scarico per i meno tecnici. Corre tantissimo ed ha una buona visione di gioco che gli permette di disimpegnarsi nello stretto e nella regia, con pochi tocchi, senza correre troppi rischi (poco "vistoso" ma efficace). Bravo anche nelle aperture a tutto campo se trova gli spazi giusti, ma non è il suo forte. Non ruba la scena, ma è molto presente nella manovra della squadra. Il limite per me non è il fatto di saper recuperare palloni, ma che gioca molto in agilità per via del fisico non proprio da "corazziere". Recupera difatti spesso palla nel primo pressing quando la squadra perde il possesso. Si trova bene in una squadra dinamica impostata per fare possesso palla, in modo di poter gestire con costanza la manovra e di essere nel vivo dell'azione, piuttosto che nel fare schermo a protezione della propria area. In non possesso "statico", fatica (come visto in qualche partita dove il Monza non è riuscito ad esprimere il suo gioco). E' per questo che secondo me troverebbe difficoltà in questa Juve, che spesso nella fase di non possesso, si schiaccia troppo sulla difesa e lascia l'iniziativa all'avversario. Non è un giocatore che morde le caviglie in una partita "sporca".
  14. Veleno76

    Eccessi di presunzione

    Gli errori spesso arrivano per disorganizzazione. Il giocatore non sa cosa fare, non sa a chi scaricarla, ci pensa un attimo di troppo, sbaglia uno stop, un inserimento, entra il nervosismo che toglie concentrazione, ed alla fine anche il più bravo alla lunga commette errori che non ti aspetti. In una squadra organizzata dove ogni elemento ha nella testa un certo movimento da eseguire a seconda delle situazioni, che ha una sorta di "canovaccio" da seguire, tutto diventa più naturale e facile abbassando la percentuale di errori. Non dico che una squadra deve giocare seguendo schemi precisi perchè nel calcio è impossibile e si toglie l'elemento fantasia ed istinto, ma deve saper muoversi in determinate "situazioni" che si vengono a creare nella partita. Cosa che non toglie nulla alla bravura ed alla classe del singolo, ma che l'aiuta a non "perdersi". In questo deve essere determinante l'allenatore.
  15. Veleno76

    Eccessi di presunzione

    In una parola, siamo "scolastici". La considerazione della situazione extra campo sinceramente non la condivido. Sono due anni che la musica è questa e non c'è stato il minimo progresso. Siamo sempre uguali. Qualsiasi attaccante viene mortificato, dopo una partenza che lasciava presagire un cambiamento. I giocatori in questo ruolo, in questa Juve, saranno destinati a "soffrire" sempre (calcisticamente parlando). Anche i giovani partiti "rampanti" partita dopo partita si sono spenti. L'errore di Fagioli è una casualità, ma è da un pò che non lo vedevo più "brillante". Anche lui "uniformato" al non gioco. Sembra quasi una regola. Chi debutta o chi viene acquistato di nuovo, parte forte e partita dopo partita si "spegne", allineandosi con la mediocrità generale. Al massimo quello che accade fuori dal campo può essere uno stimolo, uno "scossone", che può "rianimare" ogni tanto una squadra calcisticamente morta. Squadra che si esalta solo quando si compatta e lotta pallone su pallone, in partite sporche e sofferte. Una squadra organizzata solo quando deve rimanere corta, nella propria trequarti con linee strette a difesa della porta, e che lascia al caso qualsiasi ripartenza, che sia un lancio di 50 metri, un'apertura a caso sperando ci sia zona qualche giocatore o una giocata del singolo che parte a testa bassa creando superiorità numerica. Una squadra pericolosa solo quando trova l'opportunità da calcio da fermo, su uno dei tremila cross sistematici di Kostic sulla sinistra o sull'estro di Cuadrado a destra.
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