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Juventini_Q8

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  1. Intervistato dal Corriere della Sera l'ex bandiera della Juventus e della Nazionale, Alessandro Del Piero ha parlato a tutto tondo degli Europei, del suo futuro e dello stato della società bianconera. Alessandro Del Piero, l’Europeo è alle porte: in una ipotetica griglia di partenza, quali sono le due squadre che mette in prima fila? «In prima fila secondo me ce n’è una sola, la Francia. Se si guarda la formazione titolare, pare una selezione “all star”. Dietro metto due incompiute, finora, di talento, alla ricerca del primo successo: Belgio e Inghilterra». Dove possono arrivare gli azzurri? «Dipende da come si comporrà il tabellone, perché in un torneo come questo conta parecchio. Comunque credo che puntare alla final four a Londra sia un obiettivo possibile». Perché le piace la Nazionale di Mancini? «Perché crede in quello che fa, prima di tutto. È un vero gruppo, tirano tutti dalla stessa parte, sanno che nessuno è una stella che può togliere gli altri dai guai e portarli alla vittoria: per arrivarci devono farlo insieme. Le grandi Nazionali delle quali ho fatto parte avevano questa caratteristica». L’Italia arriva a una grande competizione spinta dall’entusiasmo: forse non era mai successo, lei ne sa qualcosa. L’euforia è un aiuto o un rischio? «È vero che l’Italia ha sempre vinto quando aveva intorno critiche e perplessità, basti pensare all’82 o a noi nel 2006, però il punto non è tanto l’ambiente intorno, ma quello che c’è dentro la squadra. E mi pare che tra gli azzurri ci sia ciò che serve per puntare in alto». Chi sarà l’uomo dell’Europeo nell’Italia? «Spero che non ci sia. Questa è una Nazionale che deve vincere da squadra, come noi nel 2006. Non vedo il Paolo Rossi dell’82, anche se mi auguro che qualcuno oggi possa rivivere quel sogno. Vedo tanti giocatori importanti, ben più dell’undici titolare» Tornano i tifosi. Cosa toglie a un calciatore la loro assenza? Lei è sempre stato un freddo: ne avrebbe risentito meno di altri? «Freddo io? Forse all’apparenza. Magari freddo davanti al dischetto, ma più che altro per isolarmi da tutti i pensieri che ti passano per la testa in quei momenti. Il pubblico lo sentivo, eccome se lo sentivo. È terribilmente mancato in questo periodo, sarà determinante all’Europeo. Anzi, direi proprio che sarà l’Europeo della gente, dei tifosi, loro saranno i protagonisti. Allo stadio, per strada (responsabilmente), a casa. Aggiungo: finalmente». Quante colpe ha Pirlo negli insuccessi della Juve? «Parlare di colpe non mi pare giusto per Andrea, e a dire il vero per qualsiasi allenatore, non esiste una stagione al di sotto delle attese da imputare a un solo componente. Non parlerei di difficoltà di Pirlo, parlerei di difficoltà della Juve». Ronaldo sì, Ronaldo no: se ne discute tanto. Segna molto, ma condiziona la squadra. «Cosa dovrebbe fare per non condizionarla? Sbagliare i gol? Il punto è un altro: se un giocatore rende oppure no, se è funzionale alla squadra oppure no. Penso che CR7 sia entrato in una fase della carriera in cui non può più fare le stesse cose di dieci o anche cinque anni fa, e che debba riprogrammarsi in funzione delle sue attuali potenzialità, che sono ancora elevatissime. Ci vorrà un chiarimento con Allegri e la società se si vorrà continuare insieme». Costruirebbe la Juve del futuro attorno a Dybala? «Lo farei sentire importante, questo sì. Gli farei sentire la fiducia, ovviamente se questa fiducia c’è, e questo non lo possiamo ancora sapere, credo». La stupisce che Conte sia così esigente con i club che allena? Dalla Juve all’Inter, le squadre gli sembrano tutte inadeguate. «Stimo Antonio e rispetto le sue scelte, si è sempre assunto la piena responsabilità. Non è uno che scappa, è uno che vuole imporre certe condizioni, prendere o lasciare. E poi non credo che ritenga le squadre inadeguate, piuttosto penso abbia avuto problemi con le società e i loro piani». Ha trascorso tutta la carriera nella Juve, accettando la B da campione del mondo. Cosa pensa della scelta di Donnarumma? Non posso dare un giudizio, perché per me la Juve era un valore, i suoi tifosi lo erano e lo sono, superiore a tutto il resto. Non è obbligatorio che sia così per tutti, lo dico senza voler esprimere alcun parere negativo su chi non la pensa così, tanto meno su Donnarumma». Il ruolo di commentatore le ha fatto cambiare idea sui rapporti tra calciatori, giornalismo e tv? «Non ho cambiato idea sul senso di responsabilità che deve avere chi parla, ma sul resto sì. Non solo lavorare in tv mi ha fatto riflettere su questo, ma anche vivere negli Usa e vedere il rapporto che hanno con la comunicazione i giocatori delle grandi Leghe americane come Nba e Nfl: più apertura, più capacità di stare al gioco, più spazio al divertimento e al sorriso, più capacità di dialogare. Bisognerebbe essere tutti meno sospettosi e meno arrabbiati, questo aiuterebbe. Devono crescere tutti, non solo gli attori ma anche stampa e pubblico». Un tempo campioni, adesso opinionisti: a volte non siete troppo buoni nei confronti dei vostri ex colleghi, ora allenatori? «Posso parlare del mio modo di intendere quel ruolo, e quello che ho condiviso con Sky. Non credo di essere né troppo buono, né troppo cattivo, ma solo me stesso. A me piace raccontare il calcio in modo semplice, cercando di descrivere quello che io capisco attraverso la lente della mia esperienza: così credo di dare qualcosa in più al pubblico. Questo è il valore aggiunto, non una critica in più o in meno». Ha visto la serie tv su Totti e il film su Baggio? Le piacerebbe uno su di lei? «Non li ho ancora visti, ma rimedierò. Sarò molto esigente, perché di loro conosco tutto o quasi... Per quanto mi riguarda, direi che ce ne sono tanti di progetti del genere, mi piacerebbe solo che si trovasse qualcosa di nuovo rispetto a quanto già visto». Perché ha scelto di vivere negli Stati Uniti? «Perché era una volontà della mia famiglia e mia, volevo crescere i miei figli non come “figli di Del Piero”, e qui è possibile. E per fare un’esperienza che servirà a tutti noi». Perché partecipa al corso allenatori? «Prima di tutto per aggiornarmi: per il lavoro che faccio ora, avere più conoscenze possibili è fondamentale. Poi, per quello che potrei fare in futuro: non mi chiudo nessuna porta». Con lei studiano da tecnici tanti campioni della sua epoca, da Vieri a De Rossi. Chi è il più secchione? E il più indisciplinato? «Beh, credo che li abbia citati: Bobo è il più indisciplinato, Daniele è già un allenatore, gli manca solo la panchina, ma ancora per poco». Se decidesse di diventare allenatore, a chi si ispirerebbe tra i tecnici che ha avuto? «La capacità di gestire il gruppo di Lippi, la visione sui ragazzi di Trapattoni, la praticità di Capello, l’umanità di Ancelotti. Bastano?». E oggi c’è un tecnico che la colpisce? «So che non arriva da un momento straordinario, ma Klopp resta un punto di riferimento. In Italia, dico Gasperini». Mentre studia da tecnico, molti hanno parlato di lei come dirigente della Juve. Le è mai stata prospettata una possibilità del genere? «No, mai». Le piacerebbe diventare per la Juve quello che oggi è Maldini per il Milan? Anche lui ha dovuto attendere a lungo prima di tornare nel «suo» club. «Giusto, allora ho ancora qualche anno di tempo... A parte gli scherzi, sono soddisfatto di quello che faccio oggi, e di quello che sto costruendo. Non vorrei avere un ruolo per ciò che ho fatto nel passato: quello rimarrà per sempre e nessuno potrà mai cancellarlo, così come il mio rapporto con la Juve. Vorrei essere considerato per quello che sono, e per quello che posso e potrò dare». Corriere.it
  2. Agnelli Masterclass Ha preso Pirlo come allenatore della squadra per gettare la responsabilità sul resto dei dirigenti, e lui che non si muove e torna l'amico per allenare la squadra e dimostrare che la sua opinione è giusta!
  3. Intervistato da L'Equipe e da Tuttosport l'ex stella della Juventus ed ex-presidente Uefa, Michel Platini, ha parlato a tutto tondo dello stato del calcio europeo tirando frecciate a tutti, dalla stessa Uefa alla Fifa passando per Ceferin e anche Agnelli. L'EUROPEO - "Sfortunatamente, la pandemia... Ma penso comunque che sia stata un’ottima idea celebrare il 6o° anniversario del Campionato delle Nazioni Europee coinvolgendo molti Paesi. In Romania o in Azerbaigian stanno costruendo nuovi stadi, quindi hanno il diritto di ospitare l’Euro. Io invitato? No. È stata una mia idea, ma a quanto pare la Uefa e i Paesi ospitanti l’hanno dimenticato". CEFERIN - "I miei rapporti con Ceferin... non esistono. Lo capisco: è uno di quei politici che non hanno giocato a calcio e stanno vivendo il loro momento di gloria. Se i vecchi giocatori come me si mettono accanto, loro non esistono più. Trovo che abbia gestito la crisi della SuperLega in modo sbagliato. L’allontanamento dei grandi club per fondare la propria competizione è l’unico vero pericolo ricorrente che la Uefa deve gestire. Quindi è meglio anticipare piuttosto che trovarti di fronte a un fatto compiuto e trattare i dirigenti come “codardi”, “serpenti” o “scorpioni” come ha fatto Ceferin. Ridicolo". SUPERLEGA - "Quando all’inizio della mia presidenza UEFA ho dovuto affrontare lo stesso tipo di problema, sono andato a vedere i dirigenti per convincerli che le nostre competizioni erano le migliori. Parlavamo nell’interesse del calcio, non solo di affari o televisione: ma anche di giocatori e tifosi. Non c’era Ceferin a litigare con Agnelli... Perché è crollata così in fretta? Perché i suoi leader hanno fatto una comunicazione di *, i media erano contrari e i sostenitori, soprattutto inglesi, erano come al solito, cioè formidabili. Anche gli allenatori sono stati molto bravi. Pep Guardiola è sempre fantastico!". AGNELLI - "Non sono stato sorpreso dall’atteggiamento di Agnelli: è sempre stato così, orientato a voler soprattutto valorizzare economicamente la Juventus. Ma non puoi fare tutto pensando ai soldi. Altrimenti è necessario sponsorizzare le reti da porta e incollare pubblicità sui giornalisti nella tribuna stampa. L’Avvocato diceva sempre che il calcio apparteneva ai tifosi e ai media. Ho aggiunto: “Anche ai giocatori”. E lui mi rispondeva: “Questo è quello che pensi!”. Ma l’Avvocato amava profondamente i giocatori". NUOVA CHAMPIONS - "È una formula stupida: allungheranno ulteriormente la fase a gironi che già non interessa a nessuno. Alla Uefa, questa è stata a lungo la filosofia di alcuni: sempre più soldi. La Champions è stata creata da (Lennart) Johansson. Ero contrario. Trovo che la Coppa dei Campioni solo con campioni e partite a eliminazione sia ancora la formula migliore, ma quando i club ti dicono che vogliono più partite e hanno bisogno di soldi, devi tenerne conto. Quando sono diventato capo della Uefa, la mia idea era soprattutto di favorire i campioni di alcuni Paesi. Ho cercato di trovare un compromesso, senza rivoluzionare tutto, perché c’era anche un sistema economico da rispettare". LA PRIGIONE - "Non ho un momento migliore. Ho solo una vita fantastica. Anche nella mia cella, in custodia di polizia, con i poliziotti, ho riso tutto solo, mi sono detto: “Ma è straordinario, tutto quello che mi succede!”. Nella vita, se vuoi davvero goderti i bei momenti, devi anche accettare quelli più difficili. [...] Sono stato messo in una cella due volte. La prima volta, c’era un altro ragazzo, un ucraino. Mi ha riconosciuto e voleva un autografo. Era contento, mi ha detto: “Prigione in Francia, meglio che in Ucraina!” Per la seconda pausa degli investigatori, alle 17, mi sono ritrovato di nuovo in cella, ed ero lì da solo. Mi sono sdraiato sulla panchina e ho riso. La gente pensa quello che vuole, ma siccome non ho niente da rimproverarmi, ho la coscienza pulita, possono sempre cercare, non troveranno mai niente. Sono e sono sempre stato incorruttibile" Calciomercato
  4. Dopo la partenza di Pirlo, non ci sono più allenatori in Italia o in Europa capaci di guidare la Juventus tranne l'amico di Agnelli. E vincere è più importante che giocare bello (beh), andiamo in difesa, ma questa visuale limitata non ha visto gli allenatori vincenti in Europa e il coraggio di scegliere un nome capace di successo con la Juventus! Paratici sceglie Sarri e vince il campionato, esce ( (Nessun'altra opportunità, nessun mercato abbastanza) Agnelli sceglie Pirlo e noi arriviamo al quarto posto, nessun problema (e cerca di coprire il fallimento del campionato restituendo l'amico e la colpa va a Paratici e Nedved!) Ora il successo si misura nella sfida Inzaghi e Spalletti, dopo la sfida con Conte (che fortuna)
  5. Subito Tudor , poi Flick. Deschamps / Ten Hag / Gasperini / Sarri senza senatori Agnelli , No Comment : )
  6. Juventini_Q8

    Serie A o Superlega?

    Molti club sono emersi nel corso di molti anni (per esempio nel nuovo millennio) come Roma, Lazio e Napoli in Italia, Lione, Marsiglia e Monaco in Francia, Valencia e Siviglia in Spagna, Bayer Leverkusen e Schalke e Werder Bremen in Germania, Everton e Newcastle In Inghilterra, Porto in Portogallo, Ajax nei Paesi Bassi E durante queste stagioni assistiamo allo sviluppo di nuovi club come Atalanta, Lipsia e Leicester City Perché solo risolvere i problemi finanziari e aumentare i ricavi per 12-15 club e ignorare il resto !! La Super League è un torneo ingiusto insomma e necessita di tanti aggiustamenti!
  7. Hanno a che fare con la Juventus come le altre società che hanno, con occhi commerciali ❌ La Juventus ha bisogno del risveglio delle squadre del Milan per rendersi conto che ha bisogno di qualcosa in più, invece di concentrarsi sulla creazione della Super League ( Europea )
  8. Ronaldo via & $$$ Ingaggio salva PER Esempio Cuadrado deLigt Bon/Dem Guerreiro Arthur/Benta Locatelli Pogba Chiesa Haaland Dybala All. Ten Hag/Deschamps 🏃‍♂️🏃‍♂️ Altre opzioni per il Mezzala : ( Llorente - Aouar - Tielemans - SMS - De Paul - Golovin - Pellegrini - Sabitzer .... ) Altre opzioni per il Terzino sinistro : ( Digne - Gosens - Angelino - Bensebaini - Grimaldo .... ) Poche opzioni in Attacco, tranne cosa ne pensi?
  9. Plusvalenza & Plusvalenza Poi non possono rinnovare il contratto di Dybala, né possono acquistare nemmeno Locatelli ( ad esempio )
  10. Difesa disperata della misera famiglia di Agnelli (Exor), non saprai davvero cosa sta succedendo finché non vedrai fermarsi i titoli, ma i soldi non sono molti per le altre squadre italiane! Milan e Inter, hanno la sfortuna che i loro nuovi padroni siano arrivati dopo l'approvazione delle leggi del fair play finanziario, se arrivassero presto avrebbero potuto pagare molto prima. Per te e Agnelli basta vincere il campionato e non serve la Champions ( basta provare ) Exor è molto ricco e non è proprio difficile alzare sempre di più il valore, almeno lo vediamo arrivare a 80 milioni (se la fiducia è alta alla Juventus), ma come dicevo, sembra che abbiano fiducia che questa cifra sia sufficiente per la Lega italiana e hanno bisogno di colpi per capire cosa stanno facendo.
  11. Maggio 2020 : tridente con Dybala? Sì, con equilibrio - Anche durante le partite abbiamo visto il tridente a pochi minuti finora
  12. Capisci più degli azionisti? Azionisti all'assemblea dei soci della Juventus ( Ottobre 2019 ) :- Salvatore Cozzolino: «Il bilancio chiude in perdita soprattutto per l'accantonamento dei rischi e poi per il tardivo adeguamento del contratto Jeep. Jeep era una parte correlata... Se Adidas dopo cinque minuti dopo la firma di Ronaldo ha aumentato il suo contratto, perché Jeep ha aspettato oltre un anno e l'adeguamento parte solo ora. Non mi piace la taccagnaggine della Jeep che oltretutto è, come dire, nostra cugina». Gino Gambacortio: « Per la sponsorizzazione Jeep concordo con chi dice che è tardivo. E mi auguro che gli aumenti siano cospicui in futuro e se siamo proprio tenuti ad avere proprio Jeep come sponsor. Mi rendo conto che non possiamo mettere un'altra casa automobilistica, ma altre aziende mondiali sarebbero contente di comparire sulle nostra maglia».
  13. 100 % Ci peccato per tutto questo nervosismo da parte dei fan, e alla fine gli dirigenti guardano la palla in un altro modo
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