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      Nuova versione VecchiaSignora.com: nuovo login e nuove funzioni   10/01/2018

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  1. Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    Anche perché sono sensibilmente calati dopo il picco di fine giugno 2017, per effetto del piano Minniti. Inoltre è stato chiaramente un problema utilizzato dalla destra in campagna elettorale. Non è un caso che taluni programmi Mediaset siano stati depennati finita la campagna (il che dovrebbe far riflettere sul sempre annoso problema del conflitto di interessi, ma non si parla di politica...) Comunque un discorso analogo si può fare anche per la parte avversa: il famoso pericolo fascista, l'"onda nera" che trovava posto su molti quotidiani sembra misteriosamente refluita dopo la notte del 4 marzo... probabilmente per effetto di un particolare influsso della Luna in tale data. Meno male, perché a leggere certi titoli all'epoca avevo paura di affacciarmi alla finestra e vedere schiere di balilla marciare a passo dell'oca...
  2. Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Camere dell’orrore a Douma: le atroci torture dei jihadisti Non erano ribelli moderati, quelli asserragliati a Douma. Erano jihadisti che avevano come obiettivo quello di eliminare ogni minoranza – non importa se musulmana o cristiana – dalla Siria e di imporre un “emirato governato dalla sharia”. Jaysh al Islam, ovvero l’Esercito dell’islam, è stato l’incubo dei cittadini di Damasco. I miliziani di questo gruppo non erano poi così diversi dagli uomini del Califfato o da quelli di Al Qaida. Eppure Zaharan Alloush, il fondatore del gruppo, era tenuto in gran conto da quelli che, almeno sulla carta, sono gli alleati dell’Occidente. Per anni, i missili dell’Esercito dell’islam sono piovuti sulle case della capitale siriana, provocando migliaia di vittime, soprattutto civili. Attraverso un sistema di coordinate precise, i ribelli riuscivano a colpire gli obiettivi e a fare il maggior numero di vittime. Nella Ghouta orientale, inoltre, erano presenti diversi tunnel che permettevano ai jihadisti di muoversi nell’ombra. Nessuno poteva vederli né colpirli. L’odio dei jihadisti di Douma si era riversato sulla comunità alauita, alla quale appartiene anche il presidente Bashar al Assad. Nel 2015, alcune famiglie appartenenti a questa confessione furono messe in gabbia, fatte sfilare per la città e, infine, usate come scudi umani. Ora che i terroristi hanno lasciato la città si cominciano a intravedere le tracce della loro brutalità. Dei 4mila prigionieri nelle mani dell’Esercito dell’Islam solo 200 sono potuti tornare a casa. Non si sa che fine abbiano fatto gli altri. Sono spariti nel nulla. Desaparecidos. Nei giorni scorsi, l’esercito di Damasco ha inoltre trovato una fossa comune contenente 30 corpi. Ma è solamente la punta dell’iceberg. Che fine hanno fatto gli altri 3800 prigionieri? Nessuno lo sa. Giornalisti siriani rivelano inoltre a Gli Occhi della Guerra che in un ospedale della capitale sarebbero arrivati 117 corpi di persone uccise a Douma con un colpo di pistola. Nelle foto diffuse dalle agenzie si può vedere una croce sopra la quale le persone venivano legate e poi torturate. Forse venivano fustigate. Impossibile dirlo. Tra i prigionieri in mano all’Esercito dell’islam c’erano anche molti soldati. È probabile che siano stati torturati per carpire loro alcune informazioni sulle forze governative. E poi le gabbie. Nelle immagini che arrivano da Douma sono una presenza costante. Alcune sono state piegate dai bombardamenti, altre invece sono interrate per lasciare ai prigionieri solo un minimo spazio di visuale. Chi è riuscito a scappare da Douma ha parlato di una realtà scioccante: gli abitanti della città alle porte di Damasco venivano continuamente angariati e costretti ai lavori forzati. Alcune famiglie hanno raccontato all’agenzia governativa Sana che i ribelli avrebbero per lungo tempo sequestrato medicine, vaccini e cibo. Ora la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ma la strada è ancora lunga. Il giornale
  3. Svezia, non tutti vogliono Ibrahimovic: "Lui è un egoista, ci siamo qualificati senza di lui" Fuori dal coro Karl-Johan Johnsson, secondo portiere in nazionale: "Lui è troppo un individualista, noi siamo un gruppo" 20 Aprile 2018 Se Zlatan Ibrahimovic è sicuro di andare al mondiale, c'è chi pensa il contrario. Come Karl-Johan Johnsson, portiere del Guingamp e secondo portiere della Svezia: "Non ho idea se verrà convocato o meno, dipenderà dal tecnico, ma noi ci siamo qualificati senza di lui", ha detto alla rivista francese Main Opposée. "Lui è un egoista, un individualista sia come persona che come giocatore. Noi invece siamo un gruppo". Ma non finisce qui. Perché Johnsson continua con il suo pensiero: "Non ho dubbi che se venisse convocato giocherebbe bene, ma noi dovremmo cambiare totalmente il nostro gioco perché tutto sarebbe subordinato a lui e alle sue giocate. Alla fine, ci siamo meritati di andare in Russia senza di lui, con un sistema ben definito e collaudato e non sono così sicuro che il tecnico voglia nuovamente modificare tutto". Chissà se Ibrahimovic avrà voglio di replicare. Sportmediaset Ha ragione secondo me, se voleva andare al mondiale avrebbe dovuto giocare anche lui le gare di qualificazione.
  4. Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Siria, Assad restituisce la Legion d'Onore alla Francia "Non è un onore per il presidente Assad indossare una medaglia consegnata da un Paese schiavo degli Stati Uniti", si legge nella nota Dopo i raid coordinati di Stati Uniti, Francia e Regno Unito il presidente siriano Bashar al-Assad ha deciso di restituire la prestigiosa Legion d'Onore conferita da Jacques Chirac nl 2001. Attraverso una nota ufficiale, la presidenza di Damasco ha spiegato che non indosserà un riconoscimento dato da un Paese "schiavo" dell'America, la quale "sostiene i terroristi". Solo qualche giorno fa fonti dell'Eliseo avevano annunciato che le autorità francesi avevano avviato una procedura disciplinare per revocare la Legion d'Onore. "Il ministero degli Esteri ha riconsegnato alla Repubblica francese la Grand Croix della Legion d'Onore assegnata al presidente Assad", si legge in una nota del ministero degli Esteri siriano. "Non è un onore per il presidente Assad indossare una medaglia consegnata da un Paese schiavo e seguace degli Stati Uniti che sostengono i terroristi", prosegue il testo. Nella nota viene inoltre ribadito che la Siria avrebbe sempre rispettato i rapporti tra le nazioni e per questo "non acceta alcuna forma di ingerenza dall'esterno". Sono circa 3mila le persone che ogni anni ricevono la Legion d'Onore per i servizi resi alla Francia, o per la difesa dei diritti umani, della libertà di stampa o di cause simili. Il giornale
  5. Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    D'accordo su quasi tutto, tranne il punto 2. Il peso degli apparati nella politica estera americana è fortissimo, come lo stesso Trump ha dovuto notare. Non basta affatto una semplice legislatura per cambiare le cose, quasi sempre sono loro a cambiare te.
  6. Il tecnico partenopeo: "A Torino per imporre il nostro gioco" Maurizio Sarri se l'è vista brutta ma ora può giocarsi la sfida-scudetto a soli 4 punti dalla Juve. Noi cerchiamo di imporre sempre il nostro gioco e cercheremo di farlo anche a Torino, in uno stadio difficilissimo - ha detto l'allenatore del Napoli a 'Premium Sport' -. La Juventus a livello di rosa è la squadra più forte d’Europa. Non cambieremo la nostra filosofia. Mancano 5 partite ancora, limitare tutto alla prossima sfida è riduttivo". Una serata da favola, anche grazie al regalo del Crotone che ha fermato la Juve e riaperto il campionato. "A noi interessava vincere questa gara, abbiamo approcciato benissimo, facendo 20 minuti di livello, poi abbiamo avuto 10 minuti di vuoto, così come l’inizio del secondo tempo - ha aggiunto Sarri -. Poi nel finale abbiamo giocato un calcio molto veloce. Sono un po’ dispiaciuto ma anche soddisfatto perché ho rivisto un grande livello di prestazione. Raramente abbiamo questi black out difensivi, e anche stasera avevamo fatto bene a parte qualche minuto a cavallo tra il primo e il secondo tempo. Spero siano stati errori occasionali, perché sappiamo che con la Juve diventa fondamentale anche la fase difensiva". A Torino con un Milik in più come arma. "Cosa cambia con Mertens e Milik insieme in campo? Come sviluppo della manovra abbiamo gli stessi principi, non cambiamo molto. Poi è chiaro che quando andiamo sugli esterni cerchiamo più la palla alta con Milik e quella veloce con Mertens. Hanno caratteristiche fisiche diverse ma tecnicamente sono molto bravi tutti e due, quindi quando giocano insieme non cambiamo i nostri principi". Ora il nodo è chi far giocare domenica sera tra Milik e Mertens. "Dopo l’allenamento di domenica mattina potrò rispondere. Valutare ora come potranno stare tra quattro giorni mi sembra difficile, bisogna vedere come reagirà Milik a questo spezzone importante di partita". Sportmediaset
  7. Non è detto, c'è un gruppo di ragazzi che ha molto faticato per guadagnarsi la qualificazione. Non credo sarebbe corretto nei loro confronti. Ricordo che anche Totti aveva ventilato l'idea di giocare solo alcune partite e gli era stato risposto picche. Inoltre allo scorso mondiale con Ibrahimovic in squadra gli svedesi non si qualificarono.
  8. Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    Violenza antisemita a Berlino: aggrediti due giovani ebrei, uno riprende tutta la scena Entrambi portavano la tradizionale kippah, chi li ha fermati in strada e colpiti ha anche urlato “Jahudi! Immagini e voci sono registrate sul telefonino AFP 1 0 Pubblicato il 18/04/2018 Ultima modifica il 18/04/2018 alle ore 12:53 BERLINO Due giovani ebrei sono stati aggrediti da tre persone a Berlino, nella serata di ieri: una delle vittime ha filmato e postato la scena su Internet. Secondo la polizia, si tratta di un’aggressione di stampo antisemita, riferisce la Bild online. I due giovani aggrediti, rispettivamente di 21 e 24 anni, portavano la tradizionale kippah ebraica. Il ragazzo colpito con la cintura è riuscito a filmare con il suo smartphone il momento in cui l’aggressore urlava in arabo «Jahudi!» e lo frustava più volte. «Io ti sto filmando», ha anche avvertito. A questo punto uno dei compagni dell’aggressore lo ha trascinato via. Nel video si sente gridare una donna, che minaccia di chiamare la polizia in inglese, «I call the police!». Poi si sente il giovane aggredito che esclama: «Ebreo o non ebreo, dovrai fare i conti con questo». Non c’è stata alcuna lite, ha spiegato alla tv israeliana il ventunenne, prima che arrivassero i colpi e gli insulti. «Stavamo camminando tranquillamente, e non avevamo parlato con nessuno», procede la testimonianza. Sono arrivati all’improvviso tre uomini, che hanno iniziato a insultare. I due giovani poi aggrediti li hanno ignorati, finché il 24enne tedesco ha chiesto di smetterla. «A questo punto si sono arrabbiati e uno di loro è corso verso di me», afferma il 21enne colpito con la cintura. La stampa
  9. Le possibilità che io giochi i Mondiali sono altissime". Il tweet di ieri di Zlatan Ibrahimovic, di cui molti si sono accorti solo oggi, ha scatenato una serie di reazioni, perché ormai appare sempre più chiara la voglia del fuoriclasse svedese di prendere parte a Russia 2018 con la sua nazionale, sì proprio lei, l'avversaria che ha eliminato l'Italia. Un messaggio diretto, che segue le parole dette un mese prima alla sua prima conferenza stampa da giocatore del LA Galaxy, che ha acceso l'entusiasmo dei tifosi in Svezia ma non ha smosso il ct dei gialloblù Jan Andersson che a marzo, commentando le parole di Ibra arrivate dalla California, si era espresso così: " alzare una sorta di muro: "Zlatan ha lasciato la Nazionale nel 2016, se ora ci ha ripensato e lui a dover chiamare me. Io di sicuro non telefono a lui". Chi conosce bene il tecnico sa che non si muoverà da questa posizione, quindi sarà l'ex bomber di Inter, Milan e Juve a dover fare il primo passo, mettendo da parte l'orgoglio. Se ciò non avverrà è probabile che Ibrahimovic il Mondiale lo veda dalla televisione, ma il tweet di ieri potrebbe anche essere il frutto di colloqui di cui non si ha notizia ma che potrebbero esserci stati. Solo il tempo dirà quali siano stati gli sviluppi. Di certo si sa che Ibra ha palato con Hakan Sjostrand, potente dirigente della Federcalcio svedese, il quale ha precisato che "parlo con Zlatan perché sarà sempre un personaggio importante per il nostro calcio e lo sarà anche in futuro". Non rimane che registrare le altre, poche parole, dette da Andersson, sempre un mese fa, sulla possibilità che Ibra vada ai Mondiali: "penso a concentrarmi sul lavoro e alle cose concrete. Voglio fare bene in Russia come contro l'Italia e su una cosa non si discute: qui comando io, non ci sono dubbi su chi sceglie i giocatori: io". Ma il tormentone continua. ansa
  10. BREVE OT Ma come mai spesso le coppie famose hanno gemelli? Io conosco pochissimi gemelli di persona, mentre pur non seguendo il gossip leggo di una marea di famosi che mettono alla luce gemelli FINE OT
  11. E ora, Roma o Real?

    Io tifo per il Madrid primo perché già ad agosto ho scommesso sulla loro vittoria finale secondo perché sono la squadra che gioca meglio e con più qualità terzo perché Ronaldo continui a scrivere la storia di questo sport.
  12. Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    Ecco, a proposito dell'utilizzo dei bambini, un magnifico esempio di costruzione della propaganda. I dati ci dicono che i bambini costituiscono meno del 5% degli arrivi. Hanno naturalmente molte giuste leggi a loro protezione. I giovani maschi adulti sfiorano il 90%. Cosa fa il propagandista? Sfrutta scientemente foto dei bambini in questione per creare compassione in chi guarda e stimolare i suoi sensi di colpa, evocando una risposta al fenomeno puramente emotiva e svuotata di ogni razionalità. Di fronte alla foto, chi chiede di ragionare con il cervello e non con il cuore passa per uno * insensibile. Peccato che i fenomeni complessi non si governino con l'emotività, ma con lo studio, con le statistiche, con la razionalità che permette di individuare le soluzioni migliori per tutelare gli interessi di tutte le parti in causa. Però tutto questo non porta like. Non ti fa sentire buono. Non ti induce a ritenerti migliore degli altri. Per quanto mi riguarda, pazienza. Continuerò a prendermi dello * se serve ma non ritengo giusto abdicare all'uso dell'intelletto per risolvere problemi complessi. @danielecina SeguiSegui @danielecina Altro Pericoloso clandestino appena sbarcato nel porto di Augusta. Fare molta attenzione. È armato di sogni. (Photo di Gaetano Pulvirenti)
  13. Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Sottomarino Usa che ha lanciato missili era a Napoli a marzo, la protesta di De Magistris Il sindaco del capoluogo campano: "Non è gradito. Siamo per la pace e per il disarmo, chi può non autorizzi" By Huffington Post ANTONIO PARRINELLO / REUTERS Il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, di cui il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lamentato la presenza in rada lo scorso 20 marzo, risulta essere uno degli assetti americani che ha partecipato all'attacco missilistico in Siria. Il canale You tube Aiir Source military, che raccoglie filmati relativi alle attività delle forze armate statunitensi, ha infatti pubblicato un video che risalirebbe a sabato, il giorno dell'attacco, e che mostra il lancio di un missile Tomahawk da un sottomarino indicato appunto come il John Warner (SSN 765) dislocato nel Mar Mediterraneo. La presenza del sottomarino a Napoli, in rada, risale al 20 marzo, quindi settimane prima del sospetto attacco chimico a Duma, che è del 7 aprile. Il sottomarino nucleare, sempre da canali YouTube specializzati in questioni militari, risulta essere salpato dal porto di Gibilterra il 5 aprile. Il Pentagono, sottolineano le stesse fonti, ha confermato la partecipazione all'attacco in Siria del John Warner che avrebbe lanciato in tutto sei missili Tomahawk. La stessa amministrazione Usa ha diffuso foto e video del lancio di missili da bordo del sottomarino. Il John Warner - soprannominato "Sledgehammer of Freedom" dall'equipaggio - è essenzialmente un sottomarino d'attacco che può essere utilizzato per diverse missioni, tra cui sorveglianza, ricognizione, ricerca e soccorso, così come il lancio di missili, siluri e mine. Il sommergibile Usa risulta aver partecipato, tra il 2 e il 16 marzo, all'esercitazione della Nato Dynamic Manta 2018 (DYMA 18) una delle più importanti e complesse attività addestrative dell'Alleanza Atlantica che si svolge al largo delle coste siciliane. Vi hanno partecipato navi, sottomarini, aerei e militari di dieci nazioni alleate che si sono addestrati alla lotta anti sommergibile e alla lotta contro i mezzi di superficie. Insieme al John Warner c'erano anche sommergibili provenienti da Canada, Grecia, Italia, Spagna e Turchia, sotto il controllo del Comando Sommergibili della Nato. Inoltre nove navi di diversi Paesi, insieme a aerei e elicotteri. "La nostra amministrazione non è contro qualcuno, ma è a favore delle politiche di pace, di disarmo, di cooperazione internazionale, è per la diplomazia e perché siano sempre le istituzioni internazionali come l'Onu a essere protagoniste nelle fasi di crisi" afferma all'Ansa il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. La Capitaneria di Porto aveva informato l'amministrazione comunale e per cui "subito - ha detto il sindaco - ho scritto al Controammiraglio Arturo Faraone ben prima dell'attacco in Siria". De Magistris ha ricordato che il Comune di Napoli ha approvato nel 2015 una delibera con cui si dichiara "area denuclearizzata" il Porto di Napoli. "Il fatto che si tratti dello stesso sottomarino - aggiunge il sindaco - rafforza ancora di più la giustezza della nostra delibera con cui abbiamo sancito che nel Porto di Napoli non sono gradite, e pertanto non andrebbero consentiti il transito e la sosta, di navi a propulsione nucleare o che portano armi nucleari. Il nostro è un atto con valenza istituzionale e politica e spetta ad altre autorità tradurre in atti efficaci la volontà politica e istituzionale manifestata dalla città". De Magistris ha affermato: "Qui non sono graditi questi mezzi militari che possono anche produrre effetti straordinariamente gravi in caso di incidente. Noi abbiamo il dovere e il diritto di esprimere disappunto e non gradimento per questo ed altri eventuali transiti. Vorremmo - ha concluso - che chi ha la possibilità di farlo non dia l'autorizzazione a queste navi di entrare nel Porto di Napoli per ragioni di politiche di disarmo, di pace, di contrarietà alle armi nucleari e anche per il pericolo sotto il profilo della protezione civile che queste navi possono provocare alla nostra città in caso di incidente". Huffington Post Il Masaniello napoletano non si smentisce. Mi auguro che questa sortita venga letta dagli americani e dai nostri rappresentanti per quella che è: l'ennesima castroneria di un cialtrone alla quale dare scarsa importanza.
  14. Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Come previsto. Attacco più intenso dello scorso anno (il doppio dei missili lanciati, precisano da Washington) ma con estrema attenzione a non coinvolgere i russi. Nessuno ha perso la faccia e malgrado le dichiarazioni irritate di Mosca è probabile un allentamento della tensione nei prossimi giorni.
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