Vai al contenuto

Benvenuti su VecchiaSignora.com

Benvenuti su VecchiaSignora.com, il forum sulla Juventus più grande della rete. Per poter partecipare attivamente alla vita del forum è necessario registrarsi

Juventino!

Utenti
  • Numero contenuti

    667
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Comunità

133 Buona

Su Juventino!

  • Titolo utente
    Primavera

Informazioni

  • Squadra
    Juventus

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. Juventino!

    Aspettiamo il nostr@ prim@ figli@

    Auguri!
  2. Certo però allora anche tu la devi trattare allo stesso modo: non vedo perchè scendere in B e perdere gli anni migliori della carriera, tanto valeva cambiare azienda (club). Bisognerebbe quindi avere la coerenza di non lamentarsi (come invece molti fanno qui) con quei calciatori che scelsero di andarsene all'epoca. Io considero Buffon una vera bandiera proprio perchè, dal punto di vista professionale, a 28 anni e da campione del mondo avrebbe fatto meglio a scaricare la Juve ed andare in qualche top club. Non avrebbe perso un anno in B, 2 di A con buoni risultati ma una squadra non all'altezza dell'Inter, altri 2 anni vergognosi. Se Gigi avesse trattato la Juve come la Juve tratta i suoi giocatori, bandiere comprese, se ne sarebbe andato.
  3. Mi spiace, anche perché quando si è presentato in ritiro tirato a lucido quest'anno si vedeva che aveva un gran voglia, avrebbe fatto una magnifica stagione secondo me. Per quanto riguarda le due che ha fatto con noi, la prima lo avevo criticato perché nelle partite che contano spesso spariva. Ma lo scorso anno no, se siamo arrivati ai quarti è grazie a lui a Wembley, e lo scudetto lo ha firmato segnando un gol pesantissimo all'Inter. Quindi a differenza di molti secondo me ha fatto meglio la seconda stagione. Per quanto riguarda la Juve è il solito trattamento di una società che tratta i calciatori come veri e propri dipendenti, senza particolari riguardi. È lecito, per carità e spesso anche utile. Però ad esempio se fossi stato in Buffon con questa proprietà non sarei mai sceso in B nel 2006. Perché se esiste solo un puro rapporto professionale certe cose non si fanno. Motivo per cui spero che Gigi alzi quella maledetta coppa.
  4. Gravina: "Gli scudetti della Juventus? Non posso fermarmi a contarli" L'unico candidato alla presidenza Figc: "Diffidati i bianconeri, di più non si può fare. Mancini? Non l'ho scelto io" Gabriele Gravina è l'unico candidato alla presidenza della Figc, si presenterà alle elezioni di lunedì con il 63% delle preferenze e, salvo franchi tiratori, verrà eletto. Queste le priorità: "Stilare un codice dei controlli, riformare la giustizia sportiva e soprattutto le riforme dei campionati". E sulla questione degli scudetti della Juventus, 34 per le vicende di Calciopoli contro i 36 mostrati allo Stadium, va in catenaccio: "I bianconeri in Italia sono più avanti rispetto agli altri. Non mi piace fermarmi a contare il numero degli scudetti". Nell'intervista a Il Messaggero, Gravina continua il ragionamento: "Io credo che la Federcalcio non possa usare il pallottoliere per contare gli scudetti di una società. Se qualcuno lo ha fatto, bisogna chiedere a lui. Non ho nessuna intenzione di focalizzare il mio tempo su vicende del passato. Comunque la federazione ha diffidato la Juventus, ma oltre non possiamo andare. Se loro continuano a dirlo, cosa facciamo? Ognuno rimane delle propria idea". Sul codice dei controlli: "L'iscrizione ai campionati, madre di tutti i mali. Io penso che rispetto al format attuale bisogna dare la certezza nei riferimenti. Dovremo eliminare le zone d’ombra che ci sono soprattutto nella modalità d’applicazione". La serie A vorrà più potere decisionale: "Merita maggiore riconoscimento ma non a livello di percentuale di voto". Infine, su Mancini: "Non l'ho scelto, è stata la Figc che io rispetto. Però non si può giudicare il lavoro di un presidente federale guardando solo i risultati della Nazionale". Sportmediaset
  5. Invece rischia di diventare un problema. Avere un tifo caldo è importante per una squadra. Chiunque abbia giocato a calcio (ma sul serio, non alla PlayStation) lo sa. Il tifo a favore ti fa trovare energie che non pensavi di avere, ti spinge a dare tutto ed anche qualcosa oltre. Ma se si continua con questa politica inevitabilmente gli stadi saranno sempre più popolati da clienti danarosi e sempre più poveri di tifosi. Corriamo il rischio sottolineato da Ferguson (non l'ultimo arrivato) negli ultimi tempi allo United: che invece di tifosi vengano a vedere la squadra "degustatori di tartine al salmone". Invece una squadra ha bisogno di un tifo indiavolato, incoraggiamento forte e costante, perché gioca per vincere non per esibirsi.
  6. Juventino!

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Ottimo ed abbondante. Comunque a chi desidera approfondire segnalo il numero di Limes di ottobre presente in edicola:
  7. Juventino!

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Vedremo certo che se fosse vero per l'Arabia Saudita e MBS sarebbe un autogol clamoroso.
  8. Juventino!

    Monaco, esonerato Jardim: al suo posto Henry

    Grande allenatore ma sfasciano sempre la squadra. Avrebbe dovuto andarsene lui.
  9. Oggi sul Fatto c'è già un articolo che raccomanda di non dare il pallone d'oro a Ronaldo
  10. Juventino!

    Francia, si discute l'introduzione dell'arabo nelle scuole

    Francia, una "reconquista" dei ghetti islamici ESTERI 08-10-2018 Collomb, ministro dell'Interno francese, rassegna le dimissioni dal governo macroniano, per dissensi su immigrazione e gestione delle "no go zones" dominate da islamici radicali. Dimettendosi si toglie qualche soddisfazione, parlando apertamente di "riconquista repubblicana" di aree in cui prebale ormai la legge del più forte. “Quello che è accaduto nelle ultime 48 ore non ha niente a che vedere con una crisi politica”, è stata la replica piccata di Emmanuel Macron, dopo essere stato costretto ad accettare le dimissioni del ministro dell’Interno, Gerard Collomb. Dalle parole del presidente di Francia, traspare tutto l'imbarazzo dell'Eliseo e di una presidenza che sembrava onnipotente, specie agli occhi delle élite europee, e che nell'arco di poche settimane si ritrova a brandelli. Gerard Collomb, il socialista saggio, sindaco di Lione per 17 anni, tutore e guida dell'avventura di Macron fin dai primi vagiti, se n'è andato. Ha sbattuto la porta, ma non per altre velleità da carriera – come la stampa male informata ha riferito. Collomb ha lasciato la guida del suo ministero perché non riesce a lavorare come vorrebbe, perché non sente dalla sua il governo nella gestione di una situazione drammatica circa l’immigrazione, e le famose (ma non per tutti) no go zones. Il discorso d’addio dell’ormai ex ministro dell’Interno ha squarciato definitivamente il velo d’ipocrisia sulla faccenda, parola – anche - dei giornaloni d’oltralpe. Macron ha perso la cera di una volta, ed è stato mortificato a più riprese da un Collomb che ha apertamente dichiarato che “la questione sociale” non rientra, a riprova dei fatti, tra gli interessi del presidente. L'ex ministro, che aveva spinto molto una politica di immigrazione giudicata controversa, perché intransigente, era da tempo che consegnava moniti importanti al governo e al presidente circa l’urgenza di fare di più per la sicurezza di intere aree del Paese abbandonate, a islamici, spacciatori e criminali. Ma inascoltato, s'è visto coinvolto anche nella vicenda Benalla, il cui epilogo non è ancora arrivato: la cosa ha giocato un ruolo importante nella decisione di abbandonare la barca impazzita di un governo inetto, vedendosi anche al centro di una immeritata umiliazione. La situazione delle enormi aree degratate ed abbandonate alla "giurisdizione" islamica gli è scoppiata tra le mani. «Signor Primo Ministro, ho un messaggio da trasmettere - sono andato in tutti questi quartieri [a predominio islamico, ndr], dai quelli settentrionali di Marsiglia, da Mirail a Tolosa, fino Corbeil, Aulnay, Sevran (la cintura parigina) - la situazione è eccessivamente degradata e l'espressione "riconquista repubblicana" è particolarmente esemplificativa, perché oggi, in queste aree, è la legge del più forte che si è imposta: quella dei narcotrafficanti e degli islamici che ha preso il posto di quella della Repubblica. Dobbiamo ancora dare sicurezza a questi quartieri, ma credo che sia essenziale cambiarli radicalmente. Sono dei ghetti». E' il ministro dimissionario che parla e che punta il dito contro il diritto d'asilo e l'immigrazione che "vanno fermati", "la situazione è già ingestibile". Collomb ha squarciato il silenzio ipocrita francese e ha parlato di "reconquista". Un'accusa gravissima. Ha ammesso che il Paese di Macron è stato colonizzato dall'islam, almeno in parte, e che urge riconquistarlo. La legge francese è ormai stato soppiantata dalla Shariʿah, in un processo lungo trent'anni. Razzismo contro gli occidentali, antisemitismo, sessismo - quello vero, quello contro le donne giudicate esseri inferiori senza dignità - sono diventati la norma in lungo e in largo la Francia. "Perché le autorità si sono arrese?", si domanda l'ex ministro, ma si dà anche una risposta. Perché il contesto ideologico ha prevalso per troppo tempo. Soprattutto nella scuola, quella postmoderna, che ha fatto sì che la cultura delle "scuse" ai nuovi arrivati diventasse una proceduta ufficiosa. La scuola francese è almeno dagli anni '80 che s'è fatta maestra di comprensione verso l'islam. Pensando, in questo modo, di comprare la pace sociale, s'è fatta complice della catastrofe attuale, da un lato non difendendo i principi della propria civiltà, dall'altro accettando vicende come, per esempio, quella di Creil. Dove nel 1989 le associazioni islamiche si misero a pagare le famiglie islamiche in Francia perché le loro figlie indossassero il velo in classe, allo scopo di tracciare una linea di demarcazione tra due culture che non possono interagire. L'idea della "lavagna pulita", hanno pensato, era la condizione necessaria per la convivenza. Ma l'islam di Francia ha solo riempito gli spazi lasciati vuoti di proposito. E' così che il suprematismo islamico ha iniziato con la colonizzazione anzitutto della scuola, lo dice Collomb, lo ammette la stampa francese, lo racconta la realtà. La "società inclusiva" ha finito con l'espellere la civiltà occidentale dalla Francia. E la cosa è stata particolarmente eclatante per i diritti delle donne. I commentatori francesi non si sono lasciati sfuggire l'occasione di raccontare il loro Paese a partire dall'immagine dei "territori perduti", dicendo tutto sull'affanno di un governo che ha perso il controllo di casa propria. Si parla per la prima volta di "riconquista". C'è veleno in circolo in una Francia che può morire, e neanche noi possiamo sottovalutare un contesto che ci riguarda da vicinissimo.
  11. Juventino!

    Criscitiello: "Il vero problema della Serie A? È la Juventus"

    Il problema di Criscitello invece è Criscitello. Personaggio abietto, dispensa fandonie e lezioni di vita. Ma quando la sua emittente era a rischio chiusura ha scaricato colleghi e tecnici per pararsi il *. Per non parlare dei criteri che (si dice) applichi per selezionare le giornaliste...
  12. Juventino!

    Il topic dei cuori solitari

    Non avevo capito avessi questi gusti, comunque ci sono locali adatti credo.
×

Informazione Importante

Utilizziamo i cookie per migliorare questo sito web. Puoi regolare le tue impostazioni cookie o proseguire per confermare il tuo consenso.