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  1. L'ultimo video di Bergomi col pappagallo!
  2. Ciao ragazzi, Di Marzio ha parlato anche delle modalità? Cessione definitiva?Prestito? Con diritto? Obbligo? Controriscatto? Grazie
  3. Quanto può spendere ancora la Juventus? E quanto deve vendere? Il portafoglio della Juventus 2019 Cosa aspettarsi dal calciomercato estivo dei bianconeri. Gli ultimi giorni di giugno hanno dato una visione ancor più chiara di quale sia la strategia decisa dalla Juventus per permettersi di sostenere una rosa che, fra ingaggi e ammortamenti, ha un costo che nel 2018-19 è stato di 450 milioni di euro annui, e che nel 2019-20 potrebbe crescere ulteriormente, avvicinandosi ai 500 milioni annui. Abbandonata la visione “prudente” di Marotta, che aveva sempre fatto tornare i conti ben prima della scadenza del 30 giugno, l’acquisto di Cristiano Ronaldo ha dato il via a un approccio più “europeo”, in linea con quanto messo in atto da molte altre big del vecchio continente. Si è passati così da una strategia nella quale i bianconeri si vantavano con orgoglio di essere una società “compratrice”, che vendeva i suoi giocatori solo se fossero stati questi a chiederlo, a una che ha alzato ancor di più il livello negli acquisti ma deve mettere in conto il sacrificio di qualche giocatore, anche se apparentemente funzionale al progetto, per ottenere ogni anno circa 150 milioni di plusvalenze, per permettere ai ricavi totali di superare i 600 milioni annui nonostante i ricavi siano, a oggi, inferiori ai 500 milioni. Non deve quindi sorprendere più di tanto la recente cessione di Spinazzola, che ha portato nelle casse societarie 29,5 milioni, dei quali 26,6 di plusvalenza: se si vuole capire il senso delle mosse della Juventus sul mercato sarà sempre più necessario rinunciare a giudicare ogni operazione come a sé stante ma analizzare il quadro nel suo complesso e valutare a fine mercato se la forza complessiva della rosa sulla carta sia cresciuta o diminuita. Entrando nei dettagli, se le plusvalenze realizzate a giugno con le cessioni di Orsolini, Spinazzola e Rogerio verranno inserite nel bilancio 2018-19, il totale delle plusvalenze della stagione raggiungerà proprio quota 150 milioni (le più remunerative prima di queste erano state quelle relative a Caldara, Mandragora, Audero, Sturaro e Cerri), portando la stima della perdita annua a circa 17 milioni. È un risultato che davvero in pochi avrebbero potuto pronosticare dopo l’acquisto di Cristiano Ronaldo in estate, soprattutto con un cammino in Champions League non andato oltre i quarti di finale, e che sarebbe addirittura migliore rispetto al -19 fatto registrare nel 2017-18. Un’altra buona notizia per i bianconeri è che l’impatto del monte ingaggi sui ricavi, escluse le plusvalenze, è rimasto sugli stessi livelli dell’anno precedente (63%), poiché l’aumento degli introiti da sponsor e merchandising favorito dall’arrivo di CR7 ha permesso ai conti societari di fare quel salto di qualità atteso per giustificarne l’ingaggio. Considerato che nei costi bianconeri, fra tasse, settore giovanile e ammortamenti sugli investimenti relativi a beni immobili (quali lo stadio e il centro sportivo), è possibile scorporare ogni anno circa 27 milioni di costi virtuosi che non incidono sul Fair Play Finanziario, la Juventus potrebbe chiudere per il settimo anno consecutivo in attivo il bilancio annuale valido per il FPF. Tutto rose e fiori quindi? Non esattamente, perché se è vero che il club è riuscito a sostenere il primo anno dell’investimento Cristiano Ronaldo, ciò non toglie che la necessità di “vendere bene” rimarrà la stessa, o sarà ancora più urgente, in relazione agli investimenti sempre più corposi che anche questa estate la Juventus sta mettendo in atto per rinforzare la rosa. A oggi, tenuto conto di tutte le operazioni concluse, compreso l’ingaggio di Rabiot, che peserà sul bilancio circa 13,5 milioni fra ingaggio e ammortamento delle commissioni, la stima di bilancio 2019-20 presenta un passivo atteso di 243 milioni, dei quali 165 da recuperare per non rischiare problemi con il FPF triennale (cifra che però, da regolamento, potrebbe scendere a 65 grazie agli attivi di bilancio del biennio 2015-’17) ma soprattutto 187 da incassare per evitare il ricorso a un aumento di capitale che la proprietà non sembra avere alcuna intenzione di sostenere. Questi 187 milioni dovranno come sempre arrivare dall’aumenti dei ricavi (è possibile che l’effetto Ronaldo non abbia ancora dato tutti i suoi frutti, basti pensare al contratto con Jeep ancora fermo alle cifre dell’anno passato), un buon cammino in Champions League (superare i gironi e arrivare fino ai quarti come quest’anno potrebbe portare ad esempio una quarantina di milioni in più), tagli nei costi degli stipendi e le immancabili plusvalenze. Sul bilancio della stagione sportiva appena iniziata pesa per ora l’aumento del monte ingaggi di 40 milioni causato soprattutto dagli ingaggi di Higuain, Rabiot, Ramsey (seppur questi due favoriti dal Decreto Crescita) e Sarri, con Allegri che per la prossima stagione è ancora a libro paga (per motivi contabili la Juventus potrebbe decidere di inserire lo stipendio 2019-20 di Allegri nel bilancio 2018-19, peggiorandolo così di circa 14 milioni, ma migliorando della stessa cifra la stima su quello di questa stagione). E non è finita qui, perché sembra probabile l’acquisto di de Ligt, che fra commissione, cartellino e ingaggio andrebbe a peggiorare ulteriormente i conti di circa 30 milioni annui. Ricordando che è possibile, se non addirittura probabile, che si dovrà aspettare il mese di giugno 2020 per far tornare i conti portando altre plusvalenze importanti, con sacrifici più o meno grandi a seconda dell’andamento dell’annata, le voci che vogliono il mercato in entrata della Juventus ancora lontano dall’essere concluso e con obiettivi di alto livello quali, fra gli altri, Pogba (peso a bilancio fra i 50 e i 60 milioni annui), Chiesa (circa 25 milioni annui) e Icardi (circa 25 milioni annui), lasciano aperte le porte a due mesi di contrattazioni che potrebbero essere ancora scoppiettanti, ancor di più in uscita che in entrata. Occhio quindi alla lista delle possibili partenze, chiamate non solo a realizzare le prime plusvalenze utili per il nuovo bilancio ma anche a finanziare nuovi acquisti. Per quanto riguarda i portieri, l’atteso addio di Perin, sostituito dal clamoroso ritorno di Buffon, porterà un vantaggio economico tutto sommato marginale. Nel reparto difensivo, offerte all’altezza potrebbero mettere a rischio le posizioni di Cancelo (cederlo a 60 milioni migliorerebbe il bilancio di 42), Bonucci (17 milioni fra risparmio di ingaggio e ammortamento, difficile una plusvalenza) e Alex Sandro (cederlo a 50 milioni comporterebbe un risparmio simile nei conti). Numericamente, con de Ligt il reparto richiederebbe per ogni cessione un acquisto, anche se Cuadrado potrebbe essere spostato definitivamente nel gruppo dei terzini. A centrocampo sette giocatori di alto livello sono troppi, anche perché la lista UEFA richiederà comunque scelte dolorose, data la presenza in rosa di un solo prodotto del vivaio (Pinsoglio), più Kean iscrivibile in lista B (tutti gli altri Under 21, compresi eventualmente de Ligt e Demiral, per i regolamenti UEFA non godono di questo privilegio concesso ai giovani che hanno giocato almeno due stagioni nel club). Le uscite di Khedira o Matuidi permetterebbero un risparmio di ingaggio per il primo (11 milioni), e di ammortamento e ingaggio per il secondo (circa 14 milioni, con ammortamento residuo di 7,6 milioni se si volesse provare a realizzare una plusvalenza). Se poi la società volesse davvero provare il colpo Pogba, attenzione anche agli apparentemente intoccabili Emre Can e Pjanic (entrambi con un ammortamento residuo di circa 13 milioni). In attacco molto dipenderà dalla posizione in campo scelta da Sarri per Cristiano Ronaldo e dal “problema” Higuain, che pesa a bilancio 32 milioni annui e pare voler puntare i piedi e restare a Torino. Almeno uno (ma a seconda di come si svilupperà il mercato potrebbero essere anche due o tre) degli attuali attaccanti potrebbero partire, e questa è la situazione contrattuale dei possibili partenti oltre al “Pipita”: Dybala ha un ammortamento residuo di 16,7 milioni e un costo annuale di 18,6 milioni, Douglas Costa ha un ammortamento residuo di 32,6 milioni e un costo annuale di 21,9 milioni, Mandzukic ha un ammortamento residuo di 4 milioni e un costo annuale di 13 milioni, Cuadrado ha un ammortamento residuo di 6,4 e un costo annuale di 13,8 milioni. La cessione di Pjaca, se non in prestito, è difficilissima, visto che è ancora fermo dopo l’ultimo grave infortunio subito. Grandi colpi in entrata, ma anche in uscita, caratterizzeranno il mercato della Juventus questa estate e nei prossimi anni, con la consueta altalena emotiva che va dall’esaltazione per il possibile nuovo campione in arrivo al dispiacere per un giocatore in partenza. Ultimouomo.com
  4. Ronaldo «ha alzato il livello. Lo ha alzato in tutti i sensi, sul campo e fuori», ha spiegato il CRO del club bianconero. Juventus, Ricci: "L'effetto Ronaldo c'è ancora" La Juventus ha inaugurato oggi, a Milano, un nuovo punto vendita. Lo store è ubicato in Corso Matteotti 8, e alla presentazione è intervenuto il Chief Revenue Officer del club bianconero, Giorgio Ricci. Parlando ai cronisti presenti, Ricci ha risposto a diverse domande, tra cui una sull’effetto CR7. «L’effetto Ronaldo c’è ancora – ha spiegato –, anche sulla maglia nuova, siamo contenti. Ovviamente ha portato l’asticella molto più in alto, quindi diciamo che battere i numeri ogni anno è sempre più difficile. Però stiamo andando bene, anche con i prodotti della nuova linea". Sempre su Cristiano Ronaldo, Ricci ha spiegato che a livello di impatto commerciale il giocatore «ha alzato il livello. Lo ha alzato in tutti i sensi, sul campo e fuori. Abbiamo visto una crescita abbastanza generalizzata di quello che è il nostro mondo, perché lo ha proiettato su una dimensione più globale. Come club italiano lo vediamo anche molto bene nel confronto con i nostri concorrenti». «Lo vediamo – ha aggiunto ancora – quanto sia importante la platea a cui arrivi. Sicuramente Ronaldo ci sta consentendo di arrivare a una platea più mondiale rispetto a quella a cui potevamo avere accesso fino a ieri, ancora con tutti i limiti della distribuzione domestica della Serie A. Però, rispetto a dove eravamo, ci ha elevati permettendoci di raggiungere un’audience più alta. Appena fai quello, è automatico che tu lo possa convertire subito in generazione di ricavi aggiuntivi, perché raggiungi a un pubblico più ampio». calcioefinanza.it
  5. Il rinnovo di Mandzukic è la miglior garanzia per la crescita di Kean. Dite che è bollito, in declino? Bene, ciò significa che ci sarà più spazio per Kean. Un nuovo attaccante, piu giovane avrebbe tolto minuti a Moise. La società punta su di lui e ci sta il rinnovo di Mario, per esperienza, per far da chiocciola, e anche per gratitudine, credo che chiuderà la carriera qui. State delirando per un prolungamento annuale, non quinquennale. E se si è deciso per questo prolungamento, la società avrà avuto le sue buone ragioni.
  6. Dalle parole bisogna passare ai fatti. Ha ragione Allegri quando dice che è inutile parlarne, le parole non risolvono niente. I mezzi ci sono e li hanno, quindi se vogliono risolvere una volta per tutte bisogna beccare questi razzisti e cacciarli a vita dagli stadi. È inutile che ci si scandalizza o si sbrocca come ha fatto Adani ieri, che hai risolto? O, che cosa risolvi chiudendo curva o stadio? Niente. Ps. Il primo da cacciare è il presidente del Cagliari, iniziamo a punire anche chi difende i razzisti.
  7. FOCUS – Come funziona l’accordo tra Adidas e Real Madrid di John Stock - 27 dicembre 2018 Facebook TwittCome funziona l’accordo Real Madrid Adidas? E’ questa una delle domande che i lettori di Calcio e Finanza ci hanno posto con più frequenza dopo il rinnovo dell’accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Adidas (CLICCA QUI PER I DETTAGLI), che ha visto il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo riconoscere ai bianconeri un minimo garantito di 51 milioni di euro a stagione a partire dal 2019-2020 e fino al 2026-2027, con la gestione delle attività di licensing e merchandising che rimarrà invece in capo alla club presieduto da Andrea Agnelli. Il Real Madrid, da anni al top della classifica dei fatturati e uno dei top club, assieme al Manchester United, della scuderia Adidas, rappresenta dunque un importante benchmark per valutare il nuovo accordo raggiunto dalla Juve con l’azienda tedesca grazie anche alla visibilità internazionale portata dall’acquisto di Cristiano Ronaldo. Che cosa prevede dunque l’accordo in essere tra i blancos e Adidas? E come funzionerà, invece, il nuovo accordo, migliorativo, che entrerà in vigore dalla stagione 2020-2021? Come avviene la commercializzazione dei prodotti ufficiali (merchandising) del Real Madrid? Come viene gestita l’attività di licensing? Molte le curiosità cui abbiamo provato a rispondere utilizzando, dove possibile, i documenti ufficiali prodotti da Real Madrid e Adidas. Come funziona l’accordo Real Madrid Adidas – Il contratto in vigore Il rapporto in essere tra Adidas e Real Madrid, dopo una prima parentesi tra il 1981 e il 1986, prosegue ininterrottamente dal 1998. Prima di quest’ultimo ventennio i blancos, dal 1987 al 1994, hanno vestito Hummel, per poi passare a Kelme dal 1994 al 1998. L’accordo di sponsorizzazione tecnica con Adidas attualmente in vigore è stato rinnovato a partire dalla stagione 2012-2013 e scade nella stagione 2019-2020. Questo accordo prevede il pagamento da parte della casa tedesca al Real Madrid di un minimo garantito di 42 milioni di euro a stagione, cui si aggiunge un altro minimo di 10 milioni annui per la gestione degli store del club e di parte dell'attività di licensing, oltre che premi legati ai risultati sportivi e bonus che maturano al superamento di determinati volumi di vendita dei prodotti brandizzati Real Madrid commercializzati da Adidas. Al momento del rinnovo dell'accordo Adidas avrebbe inoltre versato al Real Madrd un signing bonus di 40 milioni. Queste cifre non sono mai state ufficializzate ma sono state confermate dai documenti portati alla luce da Football Leaks e pubblicati dal settimanale tedsco Spiegel. L'importo annuale versato da Adidas, considerati anche i risultati sportivi raggiunti dal Real Madrid nel corso degli ultimi anni a livello internazionale, dovrebbe pertanto essere stato ampiamente superiore al minimo. Il bilancio del Real Madrid non offre un dettaglio analitico dei ricavi commerciali e dei proventi del merchandising. E' difficile affermare con esattezza quanti dei 295,2 milioni di ricavi commerciali registrati nel 2017-2018 derivino direttamente dall'accordo con Adidas. E' però possibile farsi un'idea più precisa analizzando il funzionamento dell'accordo, in base a quanto emerge da altri documenti ufficiali. Real Madrid, i ricavi dell'esercizio 2017-2018 (fonte: bilancio Real Madrid) Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - Il ruolo di Global Merchandising Per gestire le attività di licensing e merchandising accessorie al contratto di sponsorizzazione tecnica con il Real Madrid, Adidas ha costituito nel 2011 una società di diritto spagnolo, chiamata Global Merchandisng, la cui sede si trova presso lo stadio Santiago Bernabeu, ma il cui capitale è detenuto al 100% dal colosso tedesco dell'abbigliamento sportivo. La società, come si legge nel bilancio 2017 della stessa Global Merchandising consultato da Calcio e Finanza, ha come oggetto le seguenti forme di sfruttamento, diretto o tramite sublicenze, dei diritti contratti con il Real Madrid, che sono descritti di seguito: Commercializzazione dei prodotti di merchandising del Real Madrid Apertura, gestione e sfruttamento dei negozi fisici ufficiali del Real Madrid Sfruttamento del negozio online ufficiale del Real Madrid fonte: Global Merchandising, bilancio al 31 dicembre 2017 Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - Gli store ufficiali «L'attività dei negozi ufficiali del Real Madrid», come si legge anche nel bilancio del club presieduto da Florentino Perez, «è gestita dallo sponsor tecnico Adidas». Complessivamente il Real Madrid ha 17 negozi ufficiali in giro per il mondo, tutti gestiti da Adidas, che promuovono la vendita di prodotti a marchio Real Madrid e che nel 2017-2018 sono stati visitati da 5,4 milioni di persone. Il negozio ufficiale del Real Madrid all'interno dello stadio Bernabeu ha ricevuto più di 1.700.000 visitatori nella stagione 2017-2018, cifra che lo rende, ha detta del club madrileno, «uno dei negozi con più traffico nel settore». Complessivamente undici negozi si trovano in Spagna: sette a Madrid (Bernabeu, Gran Via, Calle de El Carmen, Calle del Arenal, centro commerciale Las Rozas Village, due situati nell'aeroporto), quattro a Barcellona (uno all'aeroporto e tre in città), uno a Palma de Maiorca. Gli altri sei negozi ufficiali del Real Madrid si trovano all'estero: tre a Città del Messico e tre in Qatar (CLICCA QUI PER L'ELENCO UFFICIALE DEGLI STORE DEL REAL MADRID). Per avere un termine di paragone, la Juventus, che dalla stagione 2015-2016 ha scelto di gestire direttamente i propri store, accollandosene sia i ricavi sia i costi di gestione, ha invece 5 punti vendita: i tre di Torino (Megastore presso l'Allianz Stadium, Torino City Center, Torino Lingotto) e quelli di Milano (Corso Europa) e Roma (Via Nazionale). Per quanto riguarda il Real Madrid, tutti i ricavi e i costi associati alla gestione degli store (vedremo successivamente a quanto ammontano) sono a carico di Adidas attraverso Global Merchandising. Al club, come detto in precedenza, viene girato un minimo garantito di 10 milioni (il dato è ufficioso, non essendo stato comunicato ufficialmente) cui si aggiungono royalties addizionali al superamento di determinati volumi di vendita. Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - L'e-commerce Se gli store ufficiali del Real Madrid sono gestiti da Adidas, i canali di vendita digitali ufficiali del club come il sito di e-commerce e l'app, sono gestiti dalla Fanatics International Ltd, il braccio operativo del gruppo Usa Fanatics, che gestisce i canali di e-commerce di alcuni dei più importanti brand sportivi al mondo. Questa informazione emerge chiaramente dal bilancio del club presieduto da Florentino Perez e non sembra essere in contraddizione con quanto riportato nel bilancio della Global Merchandising, tra le cui attività c'è lo «sfruttamento» ma non la gestione dello store online del club. Oltre al Real Madrid, hanno affidato a Fanatics il proprio e-commerce club quali Manchester United, Paris Saint-Germain, Manchester City, Borussia Dortmund, Chelsea, Boston Celtics, Chicago Bulls, New York Knicks, San Franisco 49ers, ma anche la Formula Uno o leghe professionistiche come NBA, NFL, MLB e MLS e federazioni nazionali quali la Federcalcio tedesca (DFB) e la Football Association inglese. «Il nostro negozio online costituisce una piattaforma di distribuzione di alto valore strategico per il club date le tendenze delle abitudini di acquisto e l'elevata distribuzione dei nostri clienti, registrando incrementi di doppio cifre nel fatturato della stagione in corso rispetto all'anno precedente», si legge nel bilancio del Real, che però non indica il dettaglio dei ricavi provenienti dall'e-commerce. Sempre per fare un confronto con i club italiani gli shop online di gran parte dei club di Serie A, tra cui Inter, Milan, Roma e Atalanta, sono gestiti dalla EPI srl di Milano a fronte del riconoscimento al cliente di minimi garantiti e royalties legate alle vendite. Fino al maggio 2017 EPI srl gestiva con questa modalità anche le attività di e-commerce dalla Juventus, che ha però deciso di rivedere il rapporto con la società milanese, trasformando il rapporto da licenziataria a prestatore di servizi. La Juve, anche in questo caso, ha preferito rinunciare ai minimi garantiti assumendosi i costi e beneficiando dei ricavi dell'attività di e-commerce. Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - Il licensing Per licensing si intende l’attività di commercializzazione delle licenze con la quale il licenziante o licensor, in questo caso una società di calcio, accorda al licenziatario o licensee il diritto di utilizzare il proprio marchio e/o altri elementi immateriali per la produzione e/o la commercializzazione di un prodotto o un servizio. Nel caso del Real Madrid l'attività di licensing è stata in buona parte appaltata ad Adidas. «Nella stagione 2011-2012 sono stati firmati diversi contratti con Adidas per cedere con effetti dalla stagione 2012-2013 i diritti di sfruttamento dei prodotti concessi in licenza del club e determinati diritti di vendita al dettaglio in cambio di una royalty minima assicurata». A gestire questa attività per conto di Adidas, come abbiamo visto, è la controllata Global Merchandising. Nel caso della Juventus, invece, l'attività di licensing è gestita direttamente dal club, che anche in questo caso ha rinunciato al minimo garantito originariamente offerto da Adidas per farsi carico direttamente di ricavi e costi associati. Secondo quanto indicato dalla società spagnola nel bilancio 2018, sono circa 160 le aziende licenziatarie che sviluppano prodotti con il marchio Real Madrid e li commercializzato in oltre 100 paesi, attraverso canali di distribuzione online e offline e soprattutto nei negozi ufficiali del club. La commercializzazione delle licenze non riguarda solo prodotti fisici (abbigliamento, gadget, ecc.) ma anche prodotti digitali, come i videogiochi, specialmente sui mercati asiatici. «I mercati asiatici», spiega il bilancio del Real Madrid, «hanno da tempo assunto una grande opportunità in questo settore. Agli accordi che avevamo già in Giappone con Mobcast e in Cina con Gala Sport se ne sono aggiunti altri con Hoolai Games e Timeyears. «Nel del Mondo, Real Madrid Fantasy Manager 18 ha continuato a consolidare il suo successo. Dal suo lancio sul mercato nel 2010, l'edizione brandizzata Real Madrid ha ottenuto più di 11 milioni di download. Inoltre, abbiamo lavorato da diversi anni con aziende di riferimento nel settore come Nordeus (Top Eleven) e da questa stagione Abbiamo aggiunto un nuovo accordo con Gamebasics (Online Soccer Manager)». Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - I conti di Global Merchandising Global Merchandising, che come detto è una società controllata al 100% da Adidas, ha chiuso l'esercizio 2017 con ricavi per 35,23 milioni di euro, in crescita rispetto ai 29,38 milioni del 2016, e un utile netto di 3,76 milioni, in aumento rispetto agli 1,7 milioni dell'anno precedente. Global Merchadinsing - Suddivisione dei ricavi Più nel dettaglio le vendite di prodotti ufficiali del Real Madrid attraverso i negozi e gli store del club in Spagna e nel resto del Mondo hanno generato ricavi per 20,15 milioni (16,70 milioni nel 2016), mentre i ricavi relativi ai contratti di licensing sono stati pari a 15,07 milioni (12,68 milioni nel 2016). Come funziona l'accordo Real Madrid Adidas - Il nuovo contratto A differenza del contratto con la Juventus, il rinnovo tra Adidas e Real Madrid non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma le cifre riportate da Marca lo scorso 5 ottobre e riprese da tutta la stampa internazionale non sono mai state smentite dalle parti interessate. Il nuovo contratto, che dovrebbe diventare efficace nel 2020-2021 e dovrebbe avere durata fino al 2029-2030, alzerebbe il valore della sponsorizzazione tecnica dai 42 milioni attuali a circa 110 milioni a stagione. In questo modo il Real Madrid potrebbe sopravanzare il Barcellona, il cui sponsor tecnico, Nike, ha messo sul piatto 105 milioni a stagione. Sono inoltre previsti bonus fino a un massimo di 50 milioni a stagione, che potrebbero portare la cifra complessiva percepita annualmente dal Real Madrdi fino a 160 milioni a stagione. Anche in base al nuovo accordo, la gestione delle attività di merchandising (la gestione degli store del Real Madrid) e del licensing, dovrebbero rimanere in capo ad Adidas. Al momento del rinnovo del contratto con Nike il Barcellona ha invece deciso di gestire direttamente queste attività. Calcioefinanza.it
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