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EdoardoFYBL14

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  1. EdoardoFYBL14

    Due anni fa Juve-Milan 4-0 finale di Coppa Italia

    Un ricordo molto piacevole per vari motivi. Eravamo reduci da un periodo particolarmente turbolento, in cui si giocarono i destini di quella stagione. In campionato, dopo varie prestazioni poco brillanti, due pareggi contro Spal e Crotone (che lottavano per salvarsi) e la sconfitta in casa contro il Napoli, ristabilimmo la situazione grazie a quella spericolata vittoria contro l'Inter e alla soffertissima vittoria contro il Bologna, al termine di una partita in cui ci ritrovammo persino in svantaggio all'intervallo. Quel risultato, però, di fatto ci consentì di mettere le mani sul titolo, complice anche il bilancio della differenza reti. La squadra si libertò del fardello psicologico della lotta punto a punto contro il Napoli e, a quel punto, fu in grado di scendere in campo contro il Milan e travolgere letteralmente gli avversari. Il secondo tempo è stato travolgente, con Dybala e Douglas Costa assolutamente incontenibili. Donnarumma, nella sua serata a due volti, da un lato fece l'impossibile per negare il gol a Paulo, che sul 4-0 ci provò addirittura da centrocampo andando non lontano dal bersaglio, ma dall'altro commise degli errori netti che consentirono a Douglas e a Benatia di segnare. Quello Scudetto e quella Coppa Italia hanno rappresentato uno splendido coronamento di una stagione tiratissima, coinvolgente e logorante come poche anche per noi tifosi, ma che grazie a queste vittorie possiamo ricordare tutto sommato con piacere.
  2. EdoardoFYBL14

    La Juve di Capello era sopravvalutata?

    Sono lieto che venga ricordato questo fattore. La condizione fisica della squadra era del tutto inadeguata e questo lo si vide nei risultati ottenuti in quel periodo in campionato a marzo-aprile: - Juventus-Roma 1-1, disputata appena prima di Arsenal-Juve. Primo tempo difficilissimo, forse il più rinunciatario che io ricordi (paragonabile a quello contro il Bayern in casa nostra nel 2016), la sblocchiamo nel primo tempo ma nel secondo veniamo ripresi e difendiamo con le unghie e con i denti il pareggio. - Treviso-Juve 0-0, pari contro la squadra materasso di quel campionato in mezzo alle due partite contro l'Arsenal. Ricordo la sorpresa all'annuncio delle formazioni quando si sentì che Capello avrebbe mandato in campo anche gente come Emerson e Ibrahimovic, a cui un po' di riposo non avrebbe fatto male, forse con l'idea di vincere in modo perentorio per dare un po' di fiducia all'ambiente. Le cose andarono molto diversamente, non riuscimmo a sbloccarla e anzi rischiammo di subire il gol della beffa; solo la sconfitta del Milan con il Lecce salvò il bilancio della giornata. - Juve-Fiorentina 1-1: dopo l'eliminazione ci ritroviamo davanti la squadra rivelazione del torneo, che passa in vantaggio con un gol di Toni anche dopo un rigore parato in precedenza da Abbiati. Nel finale reazione d'orgoglio e Del Piero agguanta il pari con un bel gol. - Cagliari-Juventus 1-1: partita forse simbolo di quel periodo. Dopo un buon avvio andiamo in grossa difficoltà, Suazo e Langella sembrano avere una marcia in più di tutti quanti i nostri che non riescono a tenerli neppure una volta. Finiamo sotto e ancora una volta si deve recuperare il risultato; nel secondo tempo attacchiamo a testa bassa ma senza lucidità, Del Piero si fa parare un rigore da Chimenti. Nel finale assalto disperato, con il Milan sempre più vicino in classifica, e Cannavaro segna l'1-1 di testa a recupero inoltrato e a 10 secondi dalla fine. - Juventus-Lazio 1-1: partita simile alla precedente, ottimo avvio della Juve ma la Lazio prende presto il sopravvento e, dopo il vantaggio, si vede annullare un gol che forse poteva essere convalidato, sfiorando dunque lo 0-2. Ancora una volta segnamo il pari nel finale e Ibrahimovic si mangia clamorosamente il 2-1 all'ultimo respiro. Da notare che, di fronte a questi risultati da parte nostra, il Milan ridusse nettamente un distacco che in precedenza era abissale. Lo scudetto si decise matematicamente solo all'ultima giornata.
  3. EdoardoFYBL14

    La Juve di Capello era sopravvalutata?

    Mi hai tolto le parole di bocca. 🤣 La Coppa Italia, in quel periodo, era appannaggio quasi esclusivo di chi aveva poche speranze di sollevare trofei ben più ambiti a maggio. Penso che il Milan del 2003, che la vinse contro la Roma, abbia costituito una delle poche eccezioni. La Juve la snobbava in modo sistematico al punto che nel 2003-04 si mandava in campo gente come Benjamin (che segnò pure contro il Siena). Tra l'altro, per restare in tema, penso che proprio il 2005-06 abbia rappresentato una prima svolta in questo senso, perchè Capello schierò una formazione molto competitiva sia contro la Fiorentina (che battemmo 4-1 con tripletta di Del Piero) sia contro la Roma, che ci eliminò al termine di un match allucinante in cui entrambe le squadre, dopo pochi minuti, rimasero in 10 in seguito a un mega rissone dopo il quale venne espulso Ibrahimovic.
  4. EdoardoFYBL14

    La Juve di Capello era sopravvalutata?

    Sono d'accordo con te dalla prima all'ultima parola. Nell'estate 2005 si aveva la sensazione di vedere nascere una Juve non meno forte del Chelsea di Mourinho e del Barcellona di Ronaldinho, Eto'o eccetera. Venivamo già da una stagione in cui, dopo aver eliminato il Real, ci mangiammo letteralmente l'opportunità di eliminare il Liverpool, complici i nostri errori sottoporta e il gol della vita di Luis Garcia con quel tiro improvviso che sorprese Buffon; fummo comunque in grado di ipotecare lo Scudetto andando a battere il Milan in uno scontro diretto a fine campionato pur privi di Ibrahimovic che in quel momento era forse il nostro uomo più importante. Nel 2005-06 la squadra viaggiava come un treno e, fino a dicembre/gennaio, l'unica pecca stava proprio in quella sconfitta (ininfluente, perchè vincemmo la partita di ritorno) contro il Bayern, dove Abbiati fece un errore sullo 0-0 non trattenendo il tiro di Deisler. Purtroppo ci ritrovammo a marzo con una condizione in calo e di fronte a un Arsenal che quell'anno superò ogni aspettativa. Ricordo che il Barcellona dovette faticare non poco prima di ribaltare nel quarto d'ora finale lo 0-1 di Campbell. Insomma, è chiaro che quella squadra non vinse in Europa e dunque non centrò, almeno nel secondo anno, l'obiettivo con cui era stata allestita, ma utilizzare certi termini per definire quella Juventus, che a parer mio resta forte come poche altre, non può essere fatto da chi abbia seguito la squadra in quel periodo.
  5. EdoardoFYBL14

    La Juve di Capello era sopravvalutata?

    Temo che si stiano utilizzando termini esageratamente negativi per ridimensionare la Juventus di Capello, soprattutto con riferimento alle prestazioni europee (che leggo definite "ridicole"). Ricordiamo un po' come sono andate le cose: Stagione 2004-05, girone stradominato con 16 punti in cascina su 18; vinte tutte le partite contro Bayern Monaco e Ajax, solo un gol subito. Andiamo agli ottavi contro il Real Madrid; soffriamo al Bernabeu e usciamo sconfitti 1-0, ma ribaltiamo il risultato al ritorno grazie al gol di Trezeguet e a quello di Zalayeta nei supplementari. Ci presentiamo ai quarti contro il Liverpool futuro Campione d'Europa quell'anno. Avvio shock in casa loro e siamo subito sotto 2-0; reagiamo, facciamo una grande partita, segnamo il 2-1 e Del Piero si vede annullare un gol regolare. Al ritorno a Torino basta un 1-0 per andare in semifinale, ma ci mangiamo dei gol incredibili sotto porta, con Ibrahimovic che non inquadra il bersaglio da distanza ravvicinata, e finisce clamorosamente 0-0. Sono passati molti anni, ma penso che, parlando degli anni post-2003, quella sia stata una beffa seconda solo a quella contro il Bayern nel 2016 o a quella contro il Real nella serata dei fruttini. Nel frattempo, ci giochiamo punto su punto un campionato contro un Milan che a parer mio era anche più forte di noi; ci presentiamo a San Siro a 4 giornate dalla fine e, pur con Ibrahimovic squalificato, li battiamo e ipotechiamo il titolo. Stagione 2005-06: rosa rinforzata in tutti i reparti, arrivano i giovani Chiellini e Balzaretti, Mutu è ora a disposizione e viene preso Vieira. Girone ancora una volta passato senza problemi e con prestazioni spumeggianti (ricordo una partita contro il Bruges in cui facemmo letteralmente grappoli di tiri in porta), veniamo battuti dal Bayern Monaco in casa loro ma a Torino restituiamo il favore. Quanto agli ottavi, tutti si ricordano la papera del portiere del Werder che valse il passaggio del turno, ma pochi ricordano che Wiese parò letteralmente di tutto, compreso un tiro di Emerson da due passi. 2-1 che andava più che stretto considerando quella che fu la dinamica della partita e le occasioni create. Ho ben poco da dire sul 2-0 che l'Arsenal ci rifilò subito dopo, ma parliamo di una Juve nettamente in calo di condizione e di un avversario fortissimo, che schierava un Henry forse in una delle sue annate migliori e un Fabregas che diventava grande, e che contro ogni pronostico sfiorò la Champions nella finale di Parigi contro il Barcellona di Ronaldinho. Nel frattempo, la squadra vinse con facilità imbarazzante il campionato, lasciandosi quasi raggiungere dal Milan dopo una lunga serie di pareggi che vanificarono quasi interamente un vantaggio abissale. Ma il valore di quella squadra penso che venne testimoniato anche dalla presenza dei nostri giocatori nella finale dei Mondiali, in cui mancavano sostanzialmente solo Nedved, Ibrahimovic ed Emerson.
  6. EdoardoFYBL14

    La Juve di Capello era sopravvalutata?

    Non sono completamente d'accordo. A livello di organico, la squadra è stata molto forte e completa sia nel primo che nel secondo anno di Capello. A un 11 titolare si aggiungeva una panchina di tutto rispetto, soprattutto nel 2005-06 e in particolare nel reparto offensivo. A Ibrahimovic e Trezeguet, che sono stati in linea di massima i titolari se si escludono i periodi di infortunio di David nel primo anno, potevano subentrare Del Piero, Zalayeta e Mutu. Del Piero era ben più che un semplice jolly e lo ha dimostrato chiaramente quando ne ha avuto l'occasione: nel 2005 giocò contro il Milan al posto di Ibrahimovic squalificato e contribuì a decidere il match con quell'assist in rovesciata per Trezeguet, mentre nel 2006 segnò la punizione del 2-1 contro l'Inter che mise il sigillo su quel campionato. Va aggiunta una menzione sia per Mutu, che nel 2005-06 poteva giocare non solo in attacco ma anche come esterno, sia a destra al posto di Camoranesi sia a sinistra al posto di Nedved, e che dunque fu un giocatore importantissimo anche per la sua duttilità; sia per Zalayeta, che nel primo anno veniva chiamato in causa spesso e volentieri e segnò un numero rilevante di gol, tra l'altro molti dei quali decisivi: penso che il più importante fu quello contro il Real Madrid nei tempi supplementari degli ottavi di finale di Champions. Inutile rimarcare, poi, quale fu il livello delle prestazioni di Trezeguet e Ibrahimovic, anche se quest'ultimo segnava meno nel secondo anno. Il centrocampo, per quanto mi riguarda, è stato ottimo, soprattutto nel secondo anno: Nedved e Camoranesi erano calciatori di primo livello, Emerson e Vieira secondo me hanno fatto sostanzialmente bene, pur calando nel finale del 2005-06 come tutta la squadra (ma su questo torneremo dopo). Dal mio punto di vista, Emerson è stato un uomo chiave del primo Scudetto di Capello e contribuiva in modo più che buono a migliorare un centrocampo che ormai si ritrovava, o stava per ritrovarsi, privo dei vari Conte, Tacchinardi, Appiah, Davids, calciatori che avevano perlopiù un'età molto avanzata o che si è ritenuto opportuno sostituire. La difesa penso che fosse un punto di forza di quella squadra, con un Cannavaro al top, Thuram assolutamente rivitalizzato in posizione di difensore centrale dopo il periodo da terzino trascorso con Lippi, e un Zambrotta superbo sulla fascia, con Balzaretti che nel 2005-06 faceva intravedere cose buone in quel ruolo. Penso che l'unica vera pecca di organico, che ci ha riguardato soprattutto nel secondo anno, sia consistita nell'avere un secondo portiere di livello più elevato rispetto al pur buono Chimenti. Buffon si fece male nel Trofeo Berlusconi, il Milan ci prestò Abbiati che fece benissimo (anzi, personalmente mi chiedo come mai non fu portato ai Mondiali da Lippi dopo aver giocato parecchie partite, e bene, da titolare con la Juve), ma non giocò contro la sua squadra precedente e Chimenti, schierato al suo posto, subì tre gol in 45'. Il rendimento della squadra è stato ottimo nel primo anno, dove purtroppo uscimmo contro il Liverpool in un modo che non ha potuto che lasciare rimpianti: 2-1 per loro all'andata, con la Juve partì malissimo e subì subito due gol ma reagì molto bene nel resto del match, 0-0 al ritorno in casa nostra dove sbagliammo gol clamorosi (e solo uno sarebbe bastato per passare). Il passaggio del turno contro il Liverpool, futuro vincitore, era alla portata, anche se mi riservo di pensare che il Milan, quell'anno, fosse leggermente più attrezzato di noi per andare fino in fondo in quella competizione (ma questa è un'opinione mia su cui magari mi piacerebbe ascoltare delle risposte). Discorso diverso nel secondo anno, dove la squadra era a parer mio più completa in tutti i reparti (Chiellini, Balzaretti, Mutu, Vieira) e partiva con la credibilità di un serio candidato per la vittoria nella Champions League di quell'anno. Le cose andarono assolutamente secondo i piani fino a dicembre/gennaio, dove in campionato battevamo grossomodo chiunque e in Champions non incontravamo problemi. La squadra calò a partire dal febbraio 2006 fino ad avere, in primavera inoltrata, un grosso problema di condizione psico-fisica che si tradusse in una serie incredibile di pareggi in campionato e nell'uscita nei quarti di Champions contro l'Arsenal, che ci sovrastò nettamente nell'arco delle due partite. Sarebbe facile inserire in questa striscia negativa anche le partite con il Werder Brema, ma vorrei dissentire su questo e ricordare come andarono i due match: all'andata finimmo sotto nel primo tempo, ma nel secondo ribaltammo il match con i gol di Trezeguet e Nedved. Solo a ridosso del fischio finale la squadra ebbe un clamoroso black-out di cui i nostri avversari approfittarono per fare due gol con due occasioni. Al ritorno, poi, loro ci segnarono con il primo tiro in porta; seguì un'incredibile serie di occasioni da gol per noi, con il portiere Wiese che parava qualsiasi cosa, compresi dei tiri da distanza più che ravvicinata. Solo nel secondo tempo riuscimmo a fare i due gol necessari; tutti si ricordano la papera di Wiese nel gol di Emerson, molti meno la serie incredibile di parate che fece in precedenza. La squadra, però, andò veramente fuori condizione e questo si vide contro l'Arsenal, dove non fummo in grado di impensierire i nostri avversari e al ritorno non riuscimmo a riaprire il discorso qualificazione pur giocando in casa. La squadra aveva certamente il fiato corto dopo aver macinato risultati per mesi, e qui secondo me risiede il motivo del fallimento di quella stagione. In generale, direi che in entrambe le stagioni di Capello la squadra era molto forte, certamente tra le prime 8 d'Europa e in grado di competere quanto meno alla pari con un Milan fortissimo, ma non andò a vincere la Champions per motivi contingenti nel primo anno (gol mangiati contro il Liverpool) e a causa di un generale calo di condizione nel secondo anno, in un contesto dove le nubi di calciopoli cominciavano a oscurare l'ambiente.
  7. Alla stagione 2009-10 risale la mia prima partita della Juventus vista dal vivo: Cagliari-Juventus 2-0, con Matri che andò a segnare il raddoppio dopo aver letteralmente lasciato sul posto Cannavaro. Come è stato mostrato in modo impeccabile, ogni possibile tassello, quell'anno, era fuori posto: - dirigenza non all'altezza, con Blanc che a un certo punto della stagione si ritrovò a ricoprire allo stesso tempo le cariche di DG, amministratore delegato e Presidente, mentre in inverno, sull'onda di risultati sportivi disastrosi, venne chiamato a dare un contributo l'incolpevole Bettega, che accettò di prestarsi a un compito difficilissimo in una situazione già compromessa. - capitolo allenatore: Ferrara venne confermato dopo aver vinto le ultime due partite del 2008-09, ma la situazione sfuggì presto di mano e al 4-3-1-2 immaginato all'inizio fece seguito una girandola di moduli diversi, senza che ovviamente i risultati cambiassero. Zaccheroni cercò di riportare un minimo di ordine e nelle prime partite si vide anche qualcosa di interessante, per esempio le vittorie in trasferta a Firenze e a Bologna e le vittorie in EL contro Ajax e Fulham. La situazione precipitò definitivamente dopo lo sciagurato 3-3 in casa contro il Siena e la serata tragica della partita di ritorno contro il Fulham, dopo la quale la squadra tirò sostanzialmente i remi in barca. - calciatori: la rosa presentava lacune molto importanti anche a dispetto di una campagna acquisti molto dispendiosa. Cannavaro era sul viale del tramonto, Grosso idem, Grygera e Zebina si resero protagonisti di scene non proprio gradevoli, Felipe Melo giocò male e sull'onda di un crescente nervosismo, Camoranesi sparì nel girone di ritorno, Diego fu la delusione dell'anno, mentre i vari Tiago, Poulsen e Molinaro finirono senza discussioni fuori dal progetto. Da segnalare che Candreva, arrivato a gennaio, confermò le buone cose fatte vedere a Livorno, ma si decise di non tenerlo, così come per Caceres il quale rappresentò una delle note meno stonate di quella stagione. In porta, poi, si registrarono degli infortuni per Buffon e Manninger, con Chimenti che si ritrovò a dover ricoprire il ruolo di agnello sacrificale contro il Fulham. - prestazioni sportive: riuscimmo nell'impresa di non passare un girone di Champions in cui passò come primo il Bordeaux seguito da un Bayern che, fino al 1-4 rifilato a noi, giocò tutt'altro che bene, al punto che in Germania riuscimmo senza problemi a strappare uno 0-0 e sfiorammo pure la vittoria. In EL si consumò poi il disastro di quella stagione. Molto più interessante, secondo me, il discorso sul 2010-11, sul quale tra l'altro mi trovo in completo accordo con quanto detto inizialmente. Arrivarono Agnelli, Marotta e Paratici i quali si ritrovavano a dover risolvere una serie di problemi, in primis un bilancio non proprio florido, e a dover ricostruire la squadra quasi dalle fondamenta. Certo, vennero commessi degli errori (vennero presi Martinez non diede alcun apporto, Traore che fu l'oggetto misterioso, Rinaudo che si infortunò seriamente, mentre le regole sull'ingaggio di calciatori extracomunitari impedirono di prendere Dzeko oltre a Krasic), ma in effetti si posero le basi per i successi degli anni successivi: arrivarono Bonucci dal Bari (ricordo che molti avrebbero preferito il più quotato Ranocchia, che andò nell'Inter campione d'Europa uscente), Pepe, Storari, Quagliarella, poi, a gennaio, anche Barzagli e Matri. Venne preso anche Krasic, sul quale voglio spendere due parole per ribadire quanto detto nel post iniziale: fino a dicembre fu un susseguirsi di prestazioni esaltandi, assist e gol, con l'unica macchia della squalifica di 3 giornate in seguito alla simulazione di Bologna. Il gol all'ultimo minuto con la Lazio, che rappresentò anche il punto più alto di quella stagione, costituì il picco della stagione di Krasic, il quale successivamente andò incontro a un calo (insieme a molti altri compagni di reparto), ma si tolse ugualmente la soddisfazione di segnare il gol dello 0-2 all'Olimpico contro la Roma. Il livello della rosa, a parer mio, era ottimo per quanto riguarda almeno l'11 iniziale: Delneri poteva schierare un 4-4-2 con Buffon o Storari in porta, Bonucci-Chiellini centrali (si aggiunse, poi, Barzagli), Aquilani-Melo in mezzo (il brasiliano, quell'anno, fece molto meglio rispetto a quello precedente, al punto che qualcuno spinse anche per una sua conferma), Marchisio dirottato nel ruolo di esterno sinistro per dare stabilità alla squadra e per fare da contraltare a un Krasic molto offensivo sulla fascia destra; in attacco, nella prima parte di stagione giocarono soprattutto Iaquinta-Quagliarella, nella seconda Del Piero-Matri. Gli infortuni, ancora una volta un vero e proprio flagello, costrinsero Delneri a reintegrare in rosa Salihamidzic e Grosso, oltre che a coinvolgere il giovane Sorensen che tutto sommato non sfigurò. La squadra purtroppo uscì dall'Europa League (le buone prestazioni contro il City vennero vanificate dai pareggi contro il Salisburgo e soprattutto contro il Lech Poznan), ma fino a dicembre andò piuttosto bene in campionato: a un avvio difficile fece seguito una serie di risultati positivi, culminati nelle vittorie contro il Milan (vincitore del titolo quell'anno, mentre la Juve giocava con una formazione improvvisata in piena emergenza infortuni e squalifiche) e contro la Lazio; inoltre, come detto, non vincemmo partite come quelle contro la Roma e la Fiorentina, durante le quali dominammo per larghi tratti senza riuscire a capitalizzare le occasioni create. A gennaio, poi, ci fu l'infortunio di Quagliarella, che fino a quel momento segnava come una furia, e il momento positivo finì. Nel girone di ritorno, in particolare a febbraio-marzo, ci fu un momento molto difficile, in cui perdemmo terreno dalla zona Champions (anche a dispetto della vittoria contro l'Inter), ma la squadra cercò di reagire in primavera infilando 3 vittorie di fila (non accadeva dall'inizio della stagione 2009-10) contro Brescia, Genoa e Roma. Si distinsero, in quel periodo, soprattutto Del Piero e Matri, al cui rendimento positivo fece però da contraltare il calo generale del reparto difensivo e del centrocampo. Va dato atto a Delneri, che comunque non fu esente da errori nella gestione di alcune partite specifiche, di non aver mai perso il controllo dello spogliatoio, a differenza di quanto accadde ai suoi predecessori, e di aver lasciato il posto a Conte con assoluta dignità. Condivido completamente, dunque, nell'affermare che la stagione 2010-11 non vada affatto considerata negativamente quanto quella precedente: pur contrassegnata da alcuni momenti complicati, servì a porre le basi del progetto vincente degli anni successivi. Al termine, vennero confermati non solo Buffon, Chiellini, Del Piero e Marchisio, ma anche Matri, Pepe, Barzagli, Bonucci, Quagliarella; arrivarono Pirlo, Lichtsteiner, Giaccherini, Vidal e Vucinic, e il resto è storia.
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