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Tre di Tre

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  1. Anche a Roma città ci sono moltissimi juventini, io stesso ne conosco tanti, non per niente ci hanno messo uno store. Conosco Caserta e non sopportano il Napoli. Sicuramente che la Casertana sia della stessa rilevanza del Cuneo contribuisce. Benevento non so, ma magari il fatto che San Gennaro fosse di Benevento aiuta la vicinanza. Novara fa eccezione e in parte anche il Verbano. Molti milanisti e *
  2. In campania, fuori dai confini della città, il Napoli lo schifano, già a Castellammare. Idem per la Roma. Il Toro lo tifano in tutta la regione.
  3. Sicuramente è come dici tu, ma io sto affermando che sta facendo parecchia confusione e sta pure generalizzando, perchè non tutti i tifosi granata sono in piola o fanno parte degli UG.
  4. Non so se l'hai notato, ma è successo proprio il contrario: sono loro che pretendono che noi chiamiamo il calcio "soccer" che non so chi l'abbia inventato come nome e non lo voglio nemmeno sapere. Io non vado a commentare il loro ridicolo rugby, dove sono di più le pause che il movimento, per poter permettere al pubblico di ingurgitare bibitoni zuccherati ed alette di pollo piccanti senza perdersi nulla. Quello si che non è un gioco, ma una baracconata come il wrestling. Le chiamano pure "World series" i loro campionati di baseball e altro. Poco poco presuntuosi. Un giornalista italiano, se vuol parlare di quella burletta, lo chiama Football americano, non lo chiama Trotter. Quel giornalistain particolare pretende pure di essere uno dei massimi esperti di "tattica e storia" del calcio: se leggi i suoi articoli li potresti scrivere anche tu. Non solo, pretende pure di venirci ad insegnare come dovrebbe essere organizzato il nostro calcio, sul modello americano che è diverso dal nostro fino dal college e non funzionerebbe MAI in Italia. Quindi, se permetti, mi fa salire il nervoso tre volte, non solo perchè lo chiama "soccer". Assolutamente un articolo da "delirio". Ripeto, il problema è loro, ma prima o poi finirà.
  5. Il Manchester city, ad un certo punto della propria storia, non è che fosse messo così meglio del Toro. I citizens hanno molta meno storia ed identità dei cugini. A fare uno squadrone non ci vuole niente, a fare una società ci va molto di più: guardate il PSG, hanno speso cifre incredibili, eppure è tuttora una società barzelletta. Se non hai una identità, non vai lontano, il PSG, il giorno che se ne andranno gli sceicchi, può pure sparire. Non hai capito proprio nulla, mi dispiace. Non ti facevo complottista. Dico solo che tu non eri li e parli di cose alle quali non hai assistito. Oltre ad aver litigato con Bava, quel giorno, Longo, (che non è nè stupido nè tremendista e, anzi, rispetta la Juve) che conosco bene, si comportò malissimo e c'è un perchè. Se gliene parli ora, lui ci ragiona, il truzzo di via Artom no, stai veramente confondendo le cose. Non sto a ripetere come andò, se ti va, ti puoi rileggere i miei post precedenti. Che vuol dire, sono no tav anch'io, quindi? Stai facendo un minestrone di cose che non c'entrano nulla l'una con l'altra.
  6. Sulle grandi città ti do parzialmente ragione: una squadra l'avranno sempre e questo è vero, ma ormai le loro società hanno cambiato nome così tante volte che è difficile vederne una continuità e qui arriviamo alle "piccole" città: Reggio Emilia ha praticamente una società nuova, con un nome nuovo (Reggio Audace) che ha solo comprato il nome della vecchia società. Quindi, Palermo compreso, sono squadre senza identità e ti dirò di più, anche il Napoli rischia. Non si tifa più per il Napoli perchè rappresenta la città come millanta DeLa, ma solo per i ricordi di Maradona e per l'antitifo contro Juventus, Roma, Verona e nord in genere. Insomma, è più un tifo borbonico che sportivo. Riguardo la demografia, ormai le città sono allargate, tipo Londra. Torino ormai va dalle valli di Lanzo a Candiolo e da Druento a Pecetto, soprattutto per gli strati popolari, che risparmiano andando a None. Squadre di calcio, queste cittadine, non ne hanno e quindi tifano le squadre "metropolitane". Ecco perchè il tifo delle torinesi si diffonde in gran parte del Piemonte, non solo la provincia, ma anche in città come Cuneo e Asti che squadre decenti non ne hanno ormai da decenni, ma la stessa Alessandria è piena di tifosi delle torinesi. Che il Toro sia "locale" lo contesto, non lo è ancora. Ovviamente, ribadisco, la deriva è quella, ma ad oggi ha una identità che aiuta ad attirare simpatie anche fuori regione. E' famoso il deputato europeo, mi pare scozzese, che va alle riunioni del parlamento con la maglia granata: i bovini si esaltano per questo genere di cose. Cairo sta uccidendo tutta questa passione che sarebbe ingeneroso non riconoscere, la sta snaturando e il giorno che Cairo mollerà, potrà arrivare anche uno sceicco, ma il Torino sarà terra bruciata e a me dispiace, perchè la rivalità era divertente, fino agli anni ottanta.
  7. Veramente eravamo in tanti juventini, per esempio c'erano anche la mamma e la fidanzata di Clemenza. Ho pure litigato con Bava, quel giorno. Quindi tu non c'eri.
  8. "da voi" chi? Mi dai dubbi che tu comprenda i testi scritti.
  9. La tua opinione è diversa dalla mia. Quando una squadra ha dei tifosi che mai e poi mai tiferebbero per un'altra squadra (di juventini ballerini ne conosco tanti), che assomigliano più ad una setta che ad un gruppo organizzato, che si tramandano storie di padre in figlio, ecco, quella squadra non sparirà mai come può fare una Reggiana o un Palermo. In pochi mesi sono riusciti ad iscrivere alla B una squadra destinata alla D. Queste cose non le ho viste nemmeno a Napoli e, appunto, a Palermo. Ovvio che una squadra del genere potrà al massimo fare un exploit e mai arrivare stabilmente ai vertici, ma meglio cento giorni da bovino vivo che uno da tigre. Mi spiace, ma non mi hai letto con attenzione. L'ho detto che sono trent'anni che stanno progressivamente perdendo identità e stanno rischiando di brutto di essere un Lecce qualunque, con tutto il rispetto per il Lecce. Io, personalmente, di granata giovani ne conosco, ovviamente sempre meno in percentuale. In quanto alla storia, tutti ne abbiamo una, l'Italia, la Juventus, persino la città di Torino ed è la nostra cultura condivisa. Celebrare il passato è importante per tutti e, appunto, crea identità e cultura. Che poi loro si attacchino morbosamente al passato perchè il presente è quel che è, è comprensibile. Non li sto scusando, ho scritto comprensibile. A Cuneo e provincia ci sono moltissimi juventini, i granata sono più nelle valli tipo Pellice, Varaita, eccetera. Io quel giorno ero li ed ho personalmente visto, ero a tre metri, un granata (credo proprio quello nel primo cerchio) togliersi la cintura per minacciare un vecchio. xxx
  10. Il problema è loro, il Football americano è nato molto dopo e non usano (quasi) nemmeno i piedi per giocarlo, quindi è pure stato provocatorio chiamarlo così. Sport illustrated si picca di essere la "bibbia mondiale" dello sport e nel mondo il football è il calcio. Se non gli va, facesse il professorino per i lettori dell'Indiana. Noi non siamo suoi coloni.
  11. Grande Torino, puliciclone, il tremendismo, hanno una identità fortissima che nessuna e dico nessuna altra squadra ha, forse paragonabile solo a quella del Genoa, la Sampdoria è lontanissima. Se non sei di Torino non puoi capire. Dovrei dire aveva, perchè già il tifo è molto cambiato negli ultimi trent'anni, e il colpo di grazia glielo sta dando Cairo, come dicevo sopra. Non concordo minimamente, ma ti lascio la tua opinione.
  12. Pessima scelta. Totti è un pessimo dirigente/ imprenditore. Mi spiace per Luis che meritava di meglio.
  13. Tu a vent'anni non sai cosa sia (stato) il Torino. Nessuno nega che ora i conti siano a posto e che anche i risultati siano i migiori degli ultimi vent'anni, ma il Toro non è la7, ha (aveva) una identità. Anche l'anno del fallimento, ci fu una mobilitazione dei tifosi per salvarlo in pochi mesi che non è successa neanche a Palermo, per dire. Se al Toro togli l'identità, non gli rimane niente, avrà sempre meno tifosi e finirà per spegnersi come una Pro Vercelli nell'anonimato, ben che vada della B. Dopo questa gestione, quando Cairo cederà, il Toro sarà morto. Non scherziamo. Ciuccariello comprò una panetteria a seimila euro e neanche saldò. Per essere peggiori ce ne vuole.
  14. Enrico Sisti ha scritto l'articolo per Repubblica. L'articolo per Sports illustrated è stato scritto da tale Jonathan Wilson Definito dallo stesso Sports illustrated come "An accomplished author of multiple books, Jonathan Wilson is one of the world’s preeminent minds on soccer tactics and history." Già uno che chiama il calcio "soccer" per me dovrebbe parlare di rugby, ma tant'è...
  15. Per me, uno che chiama il calcio "soccer" può tranquillamente dire quello che vuole. Non solo vogliono imporci un altro nome a vantaggio del loro pseudo-rugby, vogliono pure imporci come gestirlo, ma noi non siamo stati e mai saremo gli Stati Uniti. Non voglio neppure commentare nel merito.
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