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Stavrogin

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Tutti i contenuti di Stavrogin

  1. La domanda che mi sorge è questa: lui si rende conto di quanto é ridicolo in campo? Per esempio quando gli hanno chiesto “come fai a calciare così forte?” lui sembra veramente convinto di calciare forte.
  2. Il gol con l’Inter lo fa lui praticamente, destreggiandosi in mezzo ai 5 giocatori più forti dell’Inter con tanto di ruleta. Se Vlahovic il primo anno ci ha portato in Champions, allora quest’anno ci sta portando Kolo Mouani, che guadagna la metà.
  3. Però dal suo arrivo fino al 16 febbraio ci ha letteralmente trascinato. Mi ricordi quando è mai capitato a Vlahovic di essere così decisivo per un mese alla Juve?
  4. Bé, non è che una brutta prestazione di Kolo sia equiparabile ai 3 anni e mezzo di nulla da parte del serbo. Oltretutto la nostra migliore occasione nella ripresa é nata da un’azione del transalpino.
  5. Per fare meglio di Vlahovic riuscire a passare bene il pallone 5 volte in un anno.
  6. Dauglas Luiz é il nostro centrocampista più tecnico, andrebbe schierato sempre. Ma a noi della tecnica interessa poco o nulla: ci meritiamo gli Sturaro, con il loro dinamismo.
  7. Buon Jolly ma vederlo titolare così spesso é l’ennesimo segno di una stagione non all’altezza.
  8. Tonali é il classico giocatore normale che andremmo a strapagare. Punterei sul recupero di Douglas Luiz, che in Premier ha fatto molto meglio dell’italiano.
  9. Stavrogin

    La buona stella

    Guarda, io il tuo punto di vista lo capisco, ma ti faccio una domanda: perché, guardando l’albo d’oro della Champions dal 2000 in poi, quindi gli ultimi 25 anni, vedo tutte squadre che hanno un’impronta prettamente propositiva? Esterni offensivi, terzini che diventano ali, trequartisti funambolici ecc Le uniche due eccezioni, e scusami se ti dà fastidio questa parola, sono l’Inter di Mourinho e il Chelsea di Di Matteo. Mi riferisco a questo quando parlo di eccezioni, perché la regola è che a regnare ci siano squadre che giocano con tre attaccanti, centrocampisti tecnici e terzini offensivi (almeno uno). Fino all’anno scorso, quante volte abbiamo giocato a 4 con un terzino prettamente offensivo? Io ricordo che ad esempio Dani Alves non poteva giocare a 4 da noi: questo è un esempio di perversione tutta nostra.
  10. Stavrogin

    La buona stella

    Infatti, completamente d’accordo. Non si può però negare che in molti sognino di vincere sempre 1-0 col Palermo di turno per un tiro deviato di Dani Alves. Per molti il sogno è quello.
  11. Stavrogin

    La buona stella

    Purtroppo ne hanno parlato anche gli allenatori, ad esempio Allegri.
  12. Stavrogin

    La buona stella

    Il Real é una squadra che punta a giocare sempre, non ha niente a che vedere con noi. Il fatto che mi citi altre eccezioni, non implica che rimangano eccezioni, perché “eccezione” non vuol dire “caso unico”. Allora se ti trovo 10 persone che sono arrivate a 90 anni fumando, consigliamo di fumare a tutti come regola? No, perché sono eccezioni, e non serve citarle tutte. La regola è che fumare fa male, come la regola é che avendo più occasioni degli avversari, c’é più possibilità di vincere. Ti devo citare tutte le partite in cui ha vinto la squadra che ha creato di più? Non finirei mai.
  13. Stavrogin

    La buona stella

    É una questione di probabilità, se hai 10 occasioni e l’avversaria 3, hai più possibilità di vincere, ma a volte capita l’eccezione, come ieri. E noi, i grandi miopi, siamo sempre lì a sognare di essere l’eccezione, mai la regola.
  14. Stavrogin

    La buona stella

    Se Yamal prende il palo e all’azione successiva segna Acerbi di destro, per me è un pareggio episodico, che è sfociato in una vittoria episodica. Per non parlare di tutte le altre palle gol clamorose avute dal Barca. Certamente l’Inter ha i suoi meriti, ma il Barca sta costruendo alla grande: ha una squadra di giovanissimi che ha schiacciato la “grande Inter” per 180 minuti. Te, al momento, preferiresti essere tifoso del Barcellona, che se la giocherà con tutti nei prossimi dieci anni e probabilmente vedrà un suo giocatore alzare 5/6 volte il pallone d’oro, o dell’Inter, che tornerà a far ridere i polli nel giro di un paio di stagioni? Per me il calcio non è solo presente.
  15. Stavrogin

    La buona stella

    Vediamo se vincono. Mi permetto di dire che, se vincere é l’unica cosa che conta, il personaggio che hai nell’immagine del profilo vale zero in ambito internazionale. Io invece credo che sia stato un buon allenatore, paradossalmente, soprattutto a livello europeo.
  16. Stavrogin

    La buona stella

    Casi isolati ed, appunto, episodici. Io ho visto una squadra destinata a vincere tutto che farà impazzire di gioia i propri tifosi e una, l’Inter, che ha sfruttato le ingenuità degli avversari ma si appresta a tornare nel sottosuolo della storia, dove alloggia da sempre.
  17. Stavrogin

    La buona stella

    Post da incorniciare.
  18. Stavrogin

    La buona stella

    Mi riferivo più che altro alla nostra storia, anche i momenti più esaltati. Qua si cita sempre la vendita di Zidane come una grande operazione, il giocatore più tecnico di quel periodo. La tecnica ci fa schifo.
  19. Stavrogin

    La buona stella

    Io inizio a pensare che il nostro famoso “DNA”, che ci porta a privilegiare la lotta alla tecnica, sia il problema.
  20. Stavrogin

    La buona stella

    Esattamente: purtroppo hanno costruito una squadra più forte spendendo pochissimo.
  21. Stavrogin

    La buona stella

    Il discorso tecnico regge eccome: loro prendono Thuram a 0, noi Vlahovic a 90. Le ultime partite di Champions dovrebbero aver aperto gli occhi anche agli ultimi fautori dei centravanti “che devono solo segnare”. Mannaggia a voi: assist di tacco, azioni decisive, IL CENTRAVANTI DEVE SAPER SCAMBIARE IL PALLONE COI COMPAGNI. PUNTO.
  22. Ma Pjaca dopo i due crociati si era relativamente ripreso a livello fisico, il problema era proprio il rendimento in campo.
  23. Ma insomma… In realtà se guardi il loro storico di infortuni fanno parte di coloro che ne hanno parecchi, cioè che stanno fuori di media un paio di mesi l’anno. Mettici anche il fatto che facciamo poco turnover, i cambi sempre tardi e il nostro famoso “DNA” che ci porta a fare la guerra ad ogni partita: ecco che abbiamo tutte le componenti del problema infortuni.
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