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Non te la prendere amico mio, tu sei l'anima giovane e robespierrana di questo spazio dimenticato dal Dio del calcio, se qualche faraone sdentato e polveroso che ha perso la verve giovanile ti critica lascialo stare, tu sei il giovane Werther, noi invece antichi boomer polemici con l'anima avvelenata dalle tante lune passate a bere vino stramaledendo donne, tempo ed il governo...
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A mio modestissimo avviso la tattica c'entra poco o nulla con gli avversari che schierano il classico italico doppio autobus, c'entra invece avere gente MOLTO tecnica in grado di saltare l'avversario diretto creando lo spazio tattico che deve essere coperto da un altro giocatore che col suo movimento scompagina la linea più bassa. Serve gente brava col pallone, ma brava brava, che poi sia un 4231 o un 433 o il classico 555 poco importa...
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Amico mio le cariche sono relative, contano la qualità ed il numero delle deleghe a sostegno. Al Bologna oggi Sartori è il capo dell'area sport (diciamo il DG dell'area) con Fenucci che fa l'AD ma senza incarichi operativi che possano cozzare con le deleghe di Sartori. Sartori è il deus ex machina dell'area sport e NESSUNO può metterci bocca, poi, poi conti alla mano l'AD gli spiega cosa si può o non si può fare (semplificando al massimo la cosa )
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Non esattamente mio giovane Padawan. Sartori è un Giuntoli ovvero un DG con deleghe quasi totali sul mercato. NON un AD, figura completamente diversa nella piramide societaria. Ipoteticamente prendendo un Sartori torneremmo ad una società con un DG con deleghe sul mercato mancando però un AD che si occupi solo di fare l'AD, senza deleghe operative "verso il basso".
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Il segreto di QUELLA Dea amico mio ha un nome ed un cognome: Giovanni Sartori, attuale capo dell'area tecnica del Bologna calcio. Lo agogno alla Juve dai tempi della cacciata di Marotta, figura MAI degnamente sostituita alla Juventus, con i risultati che parlano da soli. Ora, che persona è Sartori? Un grandissimo professionista, un grandissimo conoscitore del Football mondiale ma.... Anche una grande testadirazzo, ma grande grande.... Egocentrico come pochi, carattere spigolosissimo, sa tutto lui e fa tutto lui. Ma come dicono negli States "he can back it up" ovvero: se lo può permettere in quanto capace. Lo vedrei alla Juve? Si e no. Si perché è il migliore su piazza, ma di gran lunga, no perché a Torino NESSUNO si può permettere di fare il one man show e lo stesso Comolli scottato da cotanto atteggiamento imposto a colpi di Openda, David e rinnovi scellerati a sostegno si sta ancora leccando le ferite.
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Il fenomeno amico mio è sociale, antropologico oserei dire e il calcio ne è investito nella sua giusta proporzione, molto semplicemente...
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La firma è per caso del notorio giornalista terragonese Gallianos? Quello che diceva che per andare la MIlan i calciatori erano disposti a decurtarsi del 98,546% il loro ingaggio?!
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Il compito di Modesto è quello della cura dei rapporti tra gruppo squadra e management, tra giocatori e allenatore, DS, DG, AD e fino ad oggi la rosa è sembrata serena, gioviale, con un ottimo rapporto con l'allenatore ergo il Nostro sta facendo un ottimo lavoro, forse troppo. Il problema grosso sono i risultati sportivi, quelli che Spalletti e il suo gruppo deve portare a casa per salvare la panca e se in società hanno deciso che la panca è salva sempre e comunque per i prossimi due anni allora perché ci si dovrebbe "sbattere"? Cosa c'entra Modesto in tutto questo?
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Spalletti è un boomerone come TANTISSIMI suoi colleghi, mi spiace ma il Nostro davvero non ha capito le dinamiche mentali di molti se non tutti i suoi giovini virgulti. A loro di andare in champions interessa relativamente; forse ai più ardimentosi, forse ai più combattivi, ai più competitivi ma all'80 se non al 90% dei giocatori interessa MOLTO di più divertirsi, svagarsi, godersi la vita (ma non in accezione negativa come noi Boomer polverosi siamo abituati a giudicare quel modo di vivere) e il lavoro è solo ed esclusivamente lo strumento per raggiungere certi obiettivi, il gergale "sbatti" (che somiglia sempre più concettualmente al "faticare" partenopeo) Non raggiungiamo la champions? Esticazzi, tanto giochiamo al calcio ugualmente, tanto veniamo pagati ugualmente (eventualmente anche di meno ma comunque a sufficienza per godersi la vita) e si va avanti anche senza la coppa dei campioni, al massimo faremo l'EL perché come ci dice Cambiaso (massimo esponente del modo di pensare della nouvelle vague ) nel post match contro il Verona "Dobbiamo stare un po’ più attenti, oggi abbiamo fatto una buona partita, forse ci è mancata un po’ di velocità nel primo tempo..." Motta, Tudor, Spalletti... Tanti allenatori, stesso problema: una generazione con cui non c'è dialogo al medesimo livello di comprensione reciproca, non c'è comprensione, non c'è affinità, a nessun livello...
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Attenti agli articoli della cheerleading, sono appiccicaticci, sfogliateli coi guanti...
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Sono scelte, scelte sbagliate ma sempre scelte. Non c'è alcun fine masochistico ma solo tanta incompetenza e paura di sbagliare che li porta a fare la scelta più facile. Purtroppo........
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Il discorso amico è davvero MOLTO complesso e nel mio piccolo anche io ho modo di parlare con diversi "addetti ai lavori" carpendo qui e la piccoli suggerimenti utili a migliorare questo calcio sempre più "schematizzato" dove il calciatore di 7-8 anni viene seguito tecnicamente e tatticamente ma non da un punto di vista psicologico. Molti club nei settori giovanili usano ex calciatori che conoscono bene le metodologie di allenamento (per la maggior parte......) ma mancano del tutto in know-how di supporto psicologico quando a quell'età soprattutto oggi in cui su 30 bambini almeno 8 o 10 soffrono di adhd sarebbe non necessario bensì fondamentale. I ragazzi a quell'età hanno bisogno di educatori, di aiuto mentale (avendo quasi sempre genitori-amici e MAI guide) poi e solo poi di sostegno tecnico o tattico. Non a caso stanno venendo su generazioni sempre più preparate calcisticamente, fisicamente più prestanti ma sempre più fragili psicologicamente, incapaci di reagire alle avversità di uno sport sempre più professionistico in cui le pressioni iniziano dai genitori per finire in mano a procuratori senza scrupoli che li usano come carne da cannone. Puntare il dito su una categoria è facile, capire invece il perché di un fenomeno è MOLTO MOLTO più difficile. La mia mesta opinione ovviamente.
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Gatti rinnovato a 3.2ml netti, Mckennie, Locatelli, forse Vlahovic..... Sono crimini in un mondo ideale, che ti devo dire amico mio.....
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Non lo so amico mio, lo scouting rispetto ai tempi di Moggi che girava i campi di tutta Italia grazie al fatto che non pagava il biglietto del treno è lontano anni luce, oggi i club importanti investono decine di milioni di euro usando metodologie fino a vent'anni fa quasi impensabili. Il Football è diventato una realtà dove scovare qualcuno a 10ml è diventato MOLTO difficile, più facile per chi può investire cifre enormi sbattendosene se su venti giovinotti acquistati ne vengano fuori due o tre.
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Hai la visione dell'imprenditore amico mio, di quelli che per il raggiungimento dell'obiettivo sono pronti ad usare la mazza e la * ma........ Questa con questa generazione di giocatori c'è poco da usare il martello o la clava, otterresti il risultato contrario, otterresti solo chiusura a riccio e battute di piedi. TUTTI gli allenatori si stanno scontrando con questa nidiata di professionisti; fragili emotivamente, poco ricettivi al bastone, che vanno seguiti non con la carota bensì direttamente con un mont blanc in mano pena risultati anche peggiori di quelli ottenuti. Alzare la voce fa figo ma a mio modestissimo avviso non porta a nulla con questi giovinotti invero cristallini...🧐
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Medesime esigenze tattiche e tecniche, giocatori che andranno a coprire le stesse mattonelle ma di un valore diverso, molto semplicemente.
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Amico mio, Spalletti sono mesi che manda un messaggio molto poco criptico per chi vuole capirlo: abbiamo una rosa di giocatori carini, bellini, puliti, che non sporcano, gentili, sorridenti, tutti perfetti esempi di una generazione di giocatori che danno il loro 60% al lavoro e il 110 fuori di questo. Non è una questione di Juve a mio modestissimo avviso ma solo generazionale.
